Terrore anticomunista: il drammatico appello dei giovani comunisti ucraini

Terrore anticomunista: il drammatico appello dei giovani comunisti ucraini

di Komsomol di Ucraina

di Unione Leninista Comunista della Gioventù dell'Ucraina

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L'Industria dei Diritti Umani al servizio dell'imperialismo

L'Industria dei Diritti Umani al servizio dell'imperialismo

di Margaret Kimberley

Quando le Organizzazioni dei cosiddetti Diritti Umani sono finanziate dall’un per cento, esse sicuramente riflettono le priorità e le prevenzioni dei loro influenti sponsor ...

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Diritto alla pace, un diritto dei popoli

Diritto alla pace, un diritto dei popoli

di Pedro Guerreiro

Nell'attuale situazione internazionale, di fronte al crescere dell'azione aggressiva dell'imperialismo statunitense e dei suoi alleati, la lotta per la pace assume una fondamentale importanza.

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Trump verso il G-Nato di Taormina

Trump verso il G-Nato di Taormina

di Manlio Dinucci

Il presidente Trump, dopo essere stato in Arabia Saudita e Israele, il 24 maggio è in visita a Roma, per poi andare il 25 al Summit Nato di Bruxelles e tornare in Italia il 26-27 per il G7 di Taormina…

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Esporta ma viola: lo sceriffo globale ha grossi problemi...di diritti umani

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usa senzatetto bandieradi Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

Ogni anno il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti pubblica un rapporto sullo stato dei diritti umani nel Mondo, sorvolando puntualmente sulla propria preoccupante situazione interna. A redigerlo è la superpotenza militare e tecnologica che elevandosi a tutore mondiale degli stessi, dal 1990 non ha esitato a scatenare guerre di aggressione, disintegrando interi Paesi e seminando morte.

Ma non solo: questo autoproclamato “sceriffo” ha partorito – come rivelato dal gruppo Wikileaks sotto la sigla “Vault 7” – un piano di controllo globale – avrebbe senso l’utilizzo della parola “totalitario” - per intromettersi nella vita privata di cittadini di Paesi amici e nemici senza distinzione sfruttando (si pensi al caso europeo con il consolato americano a Francoforte operante come base CIA per l'hackeraggio) anche la propria capillare presenza militare.

Fortunatamente non tutti sono ancora disposti a subire in silenzio l'irrevocabile giudizio e l'imposizione di una concezione assai ristretta dei diritti in oggetto; non tutti sono inclini ad accettare un “bombardamento dell’indignazione”  - nuova espressione della vecchia “missione di civiltà” dell’Occidente colonialista – chiamato a giustificare embarghi e nuovi interventi militari; c'è chi replica ad una operazione politica che ha il chiaro compito di delegittimare Paesi considerati avversari od ostacoli allo spiegamento del disegno di dominio imperiale.

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La guerra non dichiarata contro la Crimea

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Alexander Chopov racconta la guerra nascosta che l’Ucraina conduce contro la Crimea. Prima è venuto il taglio dell’acqua potabile, poi un embargo alimentare e infine il taglio dell’energia elettrica. Ma queste mosse hanno soltanto esacerbato il contrasto tra la popolazione di Crimea e il governo di Kiev. E ora c’è una nuova questione, non meno drammatica, da risolvere: Kiev è infatti riuscita a bloccare ad Amsterdam una preziosa collezioni di ori sciti provenienti dalla Crimea.

Traduzione per PandoraTV e a cura di Generaldin

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Dalle Ceneri del Referendum

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Schede referendumCollettivo Studentesco Roma Nord

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

A tre mesi dall’esito del referendum costituzionale, come collettivo abbiamo pensato di pubblicare la sintesi delle nostre conclusioni sull’argomento e la nostra prospettiva di sinistra unita. Buona lettura.

La riforma costituzionale risulta essere chiaro esempio di attacco alla sovranità popolare. Questo sovvertimento istituzionale è stato fortemente chiesto dall’Europa e appoggiato dagli USA per permettere alle grandi banche di affari (JP Morgan ; Goldman Sachs etc) e ai poteri forti neoliberisti di adattare la nostra politica nazionale ai loro standard di mercato. Tutta la riforma era un progetto per rafforzare il governo centrale a scapito del parlamento e delle autonomie locali: il popolo avrebbe avuto sempre meno rappresentanza anche perché sarebbe venuta meno l’elezione diretta dei senatori. La riforma è stata chiaramente voluta dal governo e dall’Unione Europea per portare avanti con maggiore facilità politiche utili ai poteri economici (come le grandi banche e le multinazionali dell’UE e degli USA) e a sfavore dei lavoratori e della scuola pubblica.

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Il grande gioco nucleare in Europa

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aegis missiledi Manlio Dinucci
da ilmanifesto.it

Il siluro lanciato attraverso il New York Times – l’accusa a Mosca di violare il Trattato sulle forze nucleari intermedie (Inf) – ha colpito l’obiettivo: quello di rendere ancora più tesi i rapporti tra Stati uniti e Russia, rallentando o impedendo l’apertura di quel negoziato preannunciato da Trump già nella campagna elettorale.

Il siluro porta la firma di Obama, che nel luglio 2014 (subito dopo il putsch di Piazza Maidan e la conseguente crisi con la Russia) accusava Putin di aver testato un missile nucleare da crociera, denominato SSC-X-8, violando il Trattato Inf del 1987 che proibisce lo schieramento di missili con base a terra e gittata compresa tra 500 e 5.500 km. Secondo quanto dichiarano anonimi funzionari dell’intelligence Usa, ne sono già armati due battaglioni russi, ciascuno dotato di 4 lanciatori mobili e 24 missili a testata nucleare.

Prima di lasciare l’anno scorso la sua carica di Comandante supremo alleato in Europa, il generale Breedlove avvertiva che lo schieramento di questo nuovo missile russo «non può restare senza risposta».

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Dare efficacia alla mobilitazione contro la NATO

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no nato jpgdi Mauro Gemma

Versione in portoghese brasiliano

Intervento all'iniziativa “Via dall'Italia le basi militari USA e NATO”, Torino, 4 marzo 2017

E' facilmente constatabile come non solo ogni argomento che riguarda le questioni militari e della sicurezza del nostro paese sia scientificamente rimosso nell'apparato mediatico dominante, ma come continui a passare sistematicamente in secondo piano persino nelle mobilitazioni (scarse, per la verità) dei settori politici e dei movimenti sociali che più dovrebbero farsene carico e ad essere praticamente derubricato dall'agenda dell'intera sinistra che siede nel parlamento, anche quella che si definisce “a sinistra del PD”, in tutte le sue sfumature.

Non è rimasta praticamente più alcuna traccia e memoria delle grandi manifestazioni che nel passato caratterizzarono il nostro paese al punto che, a un certo momento, l'Italia era sembrata rappresentare la punta più avanzata di un movimento dalle caratteristiche mondiali, come avvenne, ad esempio, con la straordinaria mobilitazione di milioni di cittadini in occasione dello scatenamento della guerra di aggressione contro l'Iraq nel 2003.

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Un nuovo processo contro il compagno Petro Simonenko

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simonenko profiloDichiarazione del Partito dei Comunisti della Repubblica di Moldova | da kpu.ua

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Con grande indignazione abbiamo appreso dell'istruzione di un nuovo procedimento giudiziario  contro il leader del Partito Comunista di Ucraina, compagno Petro Simonenko.

Non si può considerare questo evidente atto di rappresaglia politica contro il leader dell'opposizione di sinistra ucraina al di fuori del contesto della cosiddetta politica di “decomunistizzazione”, attuata dalle attuali autorità ucraine.

Di questo tipo sono i ripetuti attacchi alla sede centrale del PCU e agli uffici regionali del partito da parte di saccheggiatori “su mandato del Majdan”, che nessuno ha mai trovato, e che neppure è andato a cercare; la fabbricazione di procedimenti penali contro dirigenti e attivisti del Partito Comunista di Ucraina; le barbariche demolizioni dei monumenti a Lenin e ad altre figure di spicco della Rivoluzione e dello Stato sovietico; la completa ridenominazione di strade e centri abitati. La famigerata “decomunistizzazione” ha naturalmente provocato la fascistizzazione della politica interna ucraina. Come eroi nazionali nell'Ucraina di oggi sono celebrati i fantocci e i seguaci dei nazisti, della risma di Stepan Bandera e Roman Shukevich.

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Le rivoluzioni vietnamite. Dalla sconfitta francese alla cacciata degli USA da Saigon

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ho chi minh read vietnam declaration of independencedi Ruggero Giacomini*

La generazione degli anni ‘60

Faccio parte di quella generazione che ha cominciato la propria militanza politica negli anni Sessanta, dopo il sommovimento antifascista del luglio ’60 e quando faceva i primi passi il movimento studentesco. Sul piano internazionale c’era la disputa ideologica tra il Partito comunista cinese e quello sovietico, a cui seguì la rivoluzione culturale; e c’erano due esperienze rivoluzionarie che influivano particolarmente nel nostro immaginario: Cuba, che aveva respinto l’aggressione della Baia dei Porci, aveva intrapreso una sua via al socialismo e alimentava con Castro e con Guevara la fiamma dell’anticolonialismo e dell’antimperialismo in tutta l’America latina; e il Vietnam, che resisteva eroicamente all’aggressione dell’imperialismo americano, il più potente imperialismo di tutti i tempi e, allora come oggi, il principale nemico dei popoli. Le forze erano impari e sembrava davvero la lotta di Davide contro Golia.

Nel ’68 fu pubblicato da un piccolo editore romano, Tindalo, un volumetto molto interessante: il Diario dal carcere di Ho Chi Min. Conteneva le poesie tradotte da Joyce Lussu che il leader vietnamita aveva scritto in carcere tra il 1942 e il ’43, prigioniero di Chang Kai shek. Il libro conteneva inoltre le testimonianze di Giap, il leggendario vincitore di Dien Bien Phu; di Pham Van Dong, compagno di Ho Chi Min dalla fondazione del partito comunista vietnamita nel 1930 e capo allora del governo della RDV; e di Nguyen Luong Bang, che aveva curato le finanze del partito e della resistenza ed era stato anche responsabile della sicurezza personale di Ho Chi Min, per poi divenire il primo direttore della Banca di stato vietnamita [1].

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I diversi significati del termine populismo

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populismdi Prabhat Patnaik
peoplesdemocracy.in

Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Spesso la stessa parola è usata da persone diverse con significati differenti e questo può essere fonte di grande confusione. La Banca Mondiale ha approfittato di questa opportunità, adottando espressioni che sono state utilizzate con un certo significato, soprattutto a sinistra, e piegandole in una direzione molto diversa in modo da creare una deliberata confusione e sfruttare il sentimento positivo che un termine nella sua accezione iniziale aveva risvegliato. "Aggiustamento strutturale" è un buon esempio di tale appropriazione da parte della Banca Mondiale. Nel suo uso iniziale suggeriva che la soluzione del mercato era inadeguata nei paesi del Terzo mondo e, con ciò, era necessario un "cambiamento strutturale" associato a cambiamenti nei rapporti di proprietà, come la riforma agraria. Ma la Banca Mondiale ha usato il termine "aggiustamento strutturale" per dire esattamente il contrario, e cioè per evitare eventuali modifiche nei rapporti di proprietà e introdurre ovunque il "libero mercato".

Il termine "società civile" usato da Hegel, e spesso citato da Marx, è un altro esempio evidente. "La società civile" nei suoi scritti era distinta dallo Stato e riferita all'insieme delle relazioni sociali (che secondo Marx sono determinate, in ultima analisi, dai rapporti di proprietà entro i quali è svolta la produzione). Ma oggi il termine è usato principalmente per fare riferimento a organizzazioni non governative, designate come "organizzazioni della società civile".

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I Difensori del Donbass – «La mia mano si è trasformata in pugno»

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Ricordiamo le donne e gli uomini caduti per difendere la libertà del popolo di Novorossiya.
Musica di sottofondo: "Kukushka", di Viktor Tsoi. Fort Rus

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Lavoro e reddito: una questione di produzione!

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Child poverty 007 340x200di Marta Fana - Simone Fana

da contropiano.org

Di ritorno dalla California, Renzi si imbatte nella difesa del lavoro, come principio sui cui la Repubblica italiana si fonda, con questa argomentazione respinge l’idea del reddito di cittadinanza che al contrario del lavoro è, secondo lui, incostituzionale. Un atteggiamento che rasenta il paradosso, ma anche una non banale dose di approssimazione su argomenti chiave: il lavoro, il reddito, l’autodeterminazione individuale e collettiva, la libertà.

Paradossalmente Renzi parla di lavoro come diritto costituzionalmente garantito nonostante le riforme adottate dal suo governo in materia di lavoro e occupazione siano ben distanti dai principi fondamentali della Carta.

Il lavoro e la costituzione.

A partire dalle periferie del mercato del lavoro, quello gratuito, in appalto o a voucher in cui sono negati i diritti previsti dall’art 36 della Costituzione in base al quale “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa. […] Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi”.

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La situazione internazionale e la difesa degli interessi nazionali

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pcp assemblea bandiere 112Comitato Centrale del Partito Comunista Portoghese (PCP) | da avante.pt

Traduzione di Marx21.it

Il 18 e 19 febbraio, il Comitato Centrale del Partito Comunista Portoghese, al termine dei suoi lavori, ha diffuso un comunicato, di cui proponiamo ai nostri lettori la parte dedicata all'analisi della situazione internazionale  

1 - La situazione internazionale continua ad essere segnata da grande instabilità e incertezza nel contesto dell'approfondimento della crisi strutturale del capitalismo, della violenta offensiva dell'imperialismo, del vasto e complesso processo di riaggregazione delle forze sul piano internazionale e della lotta di resistenza dei popoli. Gli sviluppi più recenti, che coinvolgono le principali potenze capitaliste e strutture di coordinamento imperialiste, comportano gravi rischi per i lavoratori e i popoli.

L'insediamento della nuova amministrazione degli Stati Uniti e le sue implicazioni per le relazioni internazionali ancora difficili da prevedere; il posizionamento del grande capitale e dell'Unione Europea di fronte al processo di svincolo del Regno Unito; gli sviluppi nell'Unione Europea e le caratteristiche dell'instabilità economica e finanziaria nelle sue principali potenze (come la Germania, la Francia e l'Italia); le derive reazionarie e la crescita di forze xenofobe, razziste e di natura fascista nei centri capitalisti;

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OSCE, l’osservatore che non vede i crimini dei nazisti ucraini in Donbass

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L’organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa avrebbe il compito di monitorare il conflitto nel Donbass, con particolare riferimento alle azioni contro i civili. Ma, come documentato da questo video, quando avviene un attacco o un bombardamento, le automobili con la scritta OSCE fanno inversione e vanno da un’altra parte.

Traduzione per Pandora TV a cura di Generaldine.

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Dichiarazione finale di Astana: la Siria stato sovrano, indipendente e non confessionale

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SiriaAstana image001da civg.it

La dichiarazione congiunta finale dei negoziati sulla Siria che si sono svolti ad Astana (in Kazakhstan) sancisce l’impegno per la sovranità, l’indipendenza, l’unità e l’integrità territoriale della Repubblica Araba Siriana come stato non confessionale, democratico, multi-etnico e multi-religioso. La dichiarazione è stata sottoscritta dalle delegazioni della Repubblica Islamica dell’Iran, della Federazione Russa e della Repubblica di Turchia, in linea con la dichiarazione congiunta dei loro ministri degli esteri a Mosca il 20 dicembre 2016 e la risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite n. 2336.

Ai negoziati hanno partecipato i rappresentanti del governo di Damasco e i gruppi dell’opposizione armata guidati Muhammad Allush, uno dei leader del cosiddetto Fronte Islamico* che si è battuto per la caduta del presidente Bashar Al Assad e per l’instaurazione di un emirato islamico in Siria. La legittimità della presenza di Alloush, un salafita, ai colloqui di Astana è stata più volte contestata sia da Damasco che da Mosca. Nella città kazaka erano presenti anche i delegati dell’Unione Europea e l’inviato Onu per la Siria Staffan De Mistura. Rimangono escluse le milizie curde filo-occidentali, per volontà della Turchia che le combatte, e i jihadisti dello Stato islamico e di Fatah Al Sham, l’ex Fronte Al Nusra legato ad Al Qaeda.

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«Concentrare tutte le forze» contro «il nemico principale»

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togliattidi Domenico Losurdo, Presidente dell'Associazione politica e culturale MARX XXI*

Togliatti e la lotta per la pace ieri e oggi
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«Una delle qualità fondamentali dei bolscevichi […], uno dei punti fondamentali della nostra strategia rivoluzionaria è la capacità di comprendere ad ogni istante quale è il nemico principale e di saper concentrare tutte le forze contro questo nemico».

(
Rapporto al VII Congresso dell’Internazionale Comunista)

1. Democrazia e pace?

Conviene prendere le mosse dalla guerra fredda. Per chiarire di quali tempi si trattasse mi limito ad alcuni particolari. Nel gennaio del 1952, per sbloccare la situazione di stallo nelle operazioni militari in Corea, il presidente statunitense Harry S. Truman accarezzava un’idea radicale che trascriveva anche in una nota di diario: si poteva lanciare un ultimatum all’Unione Sovietica e alla Repubblica popolare cinese, chiarendo in anticipo che la mancata ottemperanza «significava che Mosca, San Pietroburgo, Mukden, Vladivostock, Pechino, Shangai, Port Arthur, Dalian, Odessa, Stalingrado e ogni impianto industriale in Cina e in Unione Sovietica sarebbero stati eliminati» (Sherry 1995, p. 182).

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Difendiamo l'unità, la dignità e la sovranità della Nuestra America

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alca tcp caracas2017da lantidiplomatico.it

Dichiarazione del XIV Vertice dei Capi di Stato e di Governo dell'ALBA-TCP

Noi Capi di Stato e di Governo dei paesi membri dell’Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nuestra America - Trattato di Commercio dei Popoli (ALBA-TCP) ci siamo riuniti a Caracas, quattro anni dopo la ‘siembra’ del Comandante Hugo Chavez e a quattro mesi dalla dipartita del Comandante in Capo Fidel Castro Ruz, i nostri capi fondatori, i cui esempi e le idee interpretano e riassumono l’eredità dei libertadores. 

Essi ci hanno educato a concepire le nostre lotte e gli aneliti nazionali come processi interdipendenti e come contributi di solidali ai sogni comuni di libertà, dignità, giustizia e pace per la Patria Grande; ad anteporre gli interessi collettivi a quelli nazionali. 

L'ALBA-TCP, alleanza politica, economica, e sociale, difende l'indipendenza, l'autodeterminazione e l'identità dei nostri popoli. Ci unisce la solidarietà, la complementarietà, la giustizia e la cooperazione, con l’obiettivo storico di combinare le capacità e i punti di forza dei nostri paesi, al fine di raggiungere uno sviluppo completo ed esistere come nazioni sovrane. 

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Perché il protezionismo commerciale danneggia il popolo statunitense

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usa protezionismocommercialedi John Ross* | da china.org.cn

Traduzione di Marco Pondrelli per Marx21.it

Pubblichiamo come contributo alla discussione sulle possibili conseguenze per l'economia statunitense (e globale) del programma della nuova amministrazione presidenziale USA.

Steve Bannon, chief strategist del presidente degli Stati Uniti Trump, ha giustamente identificato la fondamentale importanza di due discorsi pronunciati dai presidenti di Cina e Stati Uniti all'inizio di quest'anno. Considerando le due posizioni, Bannon sostiene le dichiarazioni protezionistiche del presidente Trump contro il sostegno del presidente Xi Jinping alla globalizzazione: "Credo che sarebbe bene se le persone confrontassero il discorso di Xi a Davos ed il discorso del Presidente Trump il giorno del suo insediamento...vedrebbero così due diverse visioni del mondo."

Purtroppo per Bannon, la maggior parte dei commentatori internazionali è arrivata alla valutazione opposta. Il supporto per l'approccio della politica di Xi è venuto anche da gruppi che vanno oltre a quelli che di solito sostengono la Cina. Ian Bremmer, presidente di Eurasia Group, la società occidentale più influente nel "risk analysis", ad esempio ha osservato: "La reazione a Davos al discorso di Xi: successo su tutti i fronti".

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8 Marzo. Se la nostra vita non vale producete voi. Noi ci fermiamo.

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niunamenos striscionedi Marica Guazzora per Marx21.it

Questo non sarà un 8 marzo qualunque. Perché quest’anno scenderanno in sciopero le donne di 40 paesi . Sarà sciopero globale.

Era partita già l’idea dalle donne dell’Argentina quando, l’anno scorso, si erano mobilitate in massa scioperando contro l’ennesimo stupro, l’ennesima violenza su di una ragazzina argentina torturata a morte, e lì avevano inalberato cartelli dal significato preciso: “Se la nostra vita non vale producete senza di noi”. Così i cortei avevano invaso le strade e le piazze in vari paesi  dell’America latina e dell’Europa al grido di Ni Una Menos.

Questo 8 marzo sarà davvero la giusta  Giornata internazionale della donna, una giornata di lotta e di astensione da ogni  lavoro. Non ci sarà limite alla mobilitazione, in ogni parte del mondo. Vivas Nos Queremos!

A Lisbona l’11 marzo il Movimento Democratico delle donne terrà la propria manifestazione, come già segnalato da questo sito nell’articolo della compagna Margarita Botelho, della Commissione Politica del Partito Comunista Portoghese (PCP)  La voce delle donne per l’uguaglianza. Sviluppo. Diritti. Pace”.

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Comunicato della FSM sulla Giornata internazionale della Donna, 8 marzo 2017

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donne scioperoFederazione Sindacale Mondiale (FSM)

wftucentral.org

Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Sotto il tema "Donna lavoratrice sempre in prima linea nelle lotte sociali, nella vita e nelle azioni della FSM", la Federazione Sindacale Mondiale anche quest'anno onora l'anniversario dell'8 marzo 2017, 160 anni dopo la sollevazione delle operaie a New York, chiedendo migliori condizioni di lavoro, uguaglianza e una vita con diritti.

Inviamo i nostri più calorosi saluti a tutte le donne sindacaliste che continuano la lotta di queste donne pioniere, all'interno del movimento sindacale con orientamento di classe e della FSM, e ci congratuliamo per la loro audacia e azione militante. Salutiamo le donne lavoratrici in tutto il mondo, le donne degli strati popolari poveri, che ogni giorno si sforzano per sopravvivere e sostenere le loro famiglie. Salutiamo le donne immigranti e rifugiate, che lasciano i loro paesi a causa delle guerre imperialiste.

Dalla sua fondazione ad oggi, la FSM ha fermamente appoggiato la donna lavoratrice attraverso varie attività e iniziative. Ha sempre evidenziato i problemi specifici che affrontano le donne, come gruppo sociale più colpito dall'aggressione del sistema capitalista, dallo sfruttamento, dagli interventi imperialisti.

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Il Pentagono della ministra Pinotti

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pinotti f15di Manlio Dinucci | da ilmanifesto.it

La nuova struttura è già in fase progettuale ed è previsto un primo stanziamento nel budget della Legge di stabilità. Viene così attuato, ancor prima che venga discusso in parlamento, il disegno di legge sulla implementazione del «Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la difesa»

La ministra Pinotti ha un sogno: un Pentagono italiano, ossia un’unica struttura per i vertici di tutte le forze armate, una copia in miniatura di quello statunitense. Il sogno sta per diventare realtà. La nuova struttura, annuncia la ministra in un’intervista a Repubblica, è già in fase progettuale ed è previsto un primo stanziamento nel budget della Legge di stabilità. Sorgerà nella zona aeroportuale di Centocelle a Roma, dove c’è spazio per costruire altri edifici e infrastrutture.

A Centocelle, dove è stata trasferita anche la Direzione generale degli armamenti con il suo staff di 1.500 persone, c’è già il Comando operativo di vertice interforze, attraverso cui il Capo di stato maggiore della Difesa comanda tutte le operazioni delle forze armate. Anzitutto quelle all’estero: l’Italia è impegnata in 30 missioni militari in 20 paesi, dal Kosovo all’Iraq e all’Afghanistan, dalla Libia alla Somalia e al Mali. Dato che in ciascuna partecipano componenti di tutte le forze armate, spiega la ministra, occorre un comando unico interforze con sede a Centocelle.

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Chi sono gli aggressori?

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Il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, risponde a una domanda provocatoria di un giornalista della BBC, mettendolo di fronte all'evidenza dei fatti.

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