Il nuovo risiko dell'energia nel Golfo

Il nuovo risiko dell'energia nel Golfo

Demostenes Floros

La morte del generale iraniano Suleimani ha messo in evidenza il ruolo della Cina

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Il Partito Comunista, un partito diverso da tutti gli altri

Il Partito Comunista, un partito diverso da tutti gli altri

Paulo Raimundo

Costituendo organizzazioni che lottano per il potere, i partiti politici difendono interessi differenti e in alcuni casi persino antagonisti tra loro

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Che sia Bonaccini o Borgonzoni, deraglia la Locomotiva di Guccini

Che sia Bonaccini o Borgonzoni, deraglia la Locomotiva di Guccini

Andrea Del Monaco

Francesco Guccini ha fatto un appello a votare Bonaccini presidente e Igor Taruffi candidato nella lista Bonaccini presidente, Emilia-Romagna Coraggiosa

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Pazza America: chi comanda chi?

Pazza America: chi comanda chi?

Enrico Sanna

Figlio e nipote di emigrati e di profughi, Fausto Giudice, nato in Italia (1949), è cresciuto in Tunisia, dov’è tornato a vivere dopo 45 anni passati in Europa

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Leghisti in salsa catalana?

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catalognaRiceviamo e pubblichiamo

da aginform.org

Accoppiare i leghisti agli indipendentisti catalani può sembrare una bestemmia, ma quello che conta non è la forma, nè l'ideologia, ma la sostanza della questione.

Bisogna in altri termini inquadrare il movimento per l'indipendenza della Catalogna nel contesto delle questioni che agitano l'Europa e capirne la natura, aldilà di quelle che sono le apparenze ideologiche.

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L'unità dei comunisti e la questione comunista

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falcemartello rossoPubblichiamo un interessante dialogo fra Alessandro Pascale, Roberto Gabriele e Paolo Pioppi

Il compagno Alessandro Pascale si è fatto interprete, in questi ultimi tempi, di sollecitazioni unitarie nei confronti di un'area che, in vario modo, si definisce comunista. La domanda che viene spontanea è questa: non è il caso di indagare meglio su come impostare la questione? È esigenza primaria quella di invocare l'unità o è preliminare portare la questione sul terreno dell'analisi e aprire un dibattito di contenuti sui processi che possono dare un fondamento solido alla questione che il compagno pone?

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Erdogan vuole la bomba

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incirlik baseaereadi Manlio Dinucci

Cacciabombardieri USA nella base turca di Incirlik, dove sono dislocate 50 bombe nucleari B-61

«Alcuni paesi hanno missili nucleari, ma l’Occidente insiste che noi non possiamo averli. Ciò è inaccettabile»: questa dichiarazione del presidente Erdogan rivela che la crisi va al di là di quella apertasi con l’offensiva turca in Siria. 

In Turchia, durante la guerra fredda, gli Usa schierarono armi nucleari contro l’Unione Sovietica. Nel 1962, negli accordi con l’Urss per la soluzione della crisi dei missili a Cuba, il presidente Kennedy promise di rimuovere tali armi dalla Turchia, ma ciò non fu fatto. 

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Rispettare la sovranità nazionale e l’integrità territoriale siriana!

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siria gc pcda partitocomunista.ch

Risoluzione della Direzione del Partito Comunista (Svizzera) sulla situazione in Siria alla luce del recente intervento militare turco

11 Ottobre 2019

1. Esprimiamo solidarietà alla resistenza patriottica siriana organizzata nell’ambito del Fronte Nazionale Progressista e politicamente guidata dal Partito Socialista Arabo (Baath), dal Partito Comunista Siriano e dalla Federazione Generale dei Sindacati Siriani. Essa ha saputo sconfiggere il terrorismo islamista e ha impedito all’imperialismo atlantico di conquistare il Paese sotto attacco dal 2011.

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007 missione Nordcorea. Il mistero della stanza 39.

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coreadelnord stadiodi Francesco Galofaro, UNITO

Come semiologo trovo affascinante la propaganda anticoreana. A differenza, ad esempio, della propaganda anticinese, non c'è nessuno sforzo di verosimiglianza nella descrizione delle gesta di Kim Jong Un.

E' costantemente descritto come il mito greco dipinge i tiranni: per esempio, Kim avrebbe gettato lo zio in pasto ai cani; allo stesso modo Creonte, tiranno di Tebe, lasciò insepolto e alla mercé dei cani il corpo del povero nipote Polinice, reo di aver tradito la patria.

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Siria, curdi, Trump-Putin, noi. Dimmi con chi vai ...

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manbij siriani caravanda fulviogrimaldi.blogspot.com

Manbij liberata

Soldati siriani tra la folla a Manbij

Alle scomposte geremiadi delle prefiche imperialiste sul ritiro delle truppe Usa dalla Siria e sull’ “abbandono” della loro fanteria curda, hanno risposto correttamente, tra poche altre iniziative, una mobilitazione del Comitato contro la guerra di Milano, un articolo di Pino Arlacchi, uno di Mauro Gemma (Marx XXI) e un ottimo comunicato stilato dall’amico Enzo Brandi, poi leggermene modificato da altre mani della rete No War. Lo riporto in calce, dopo una serie di mie considerazioni.

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La larga noche neoliberal: interrogarsi per reagire

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unidad latinoamericana2 792016Riceviamo con richiesta di pubblicazione

da bollettinoculturale.blogspot.com

“Una scintilla può dar fuoco a tutta la prateria” diceva il Presidente Mao, questa citazione può essere senza troppi problemi usata per leggere gli eventi che stanno modificando gli assetti geopolitici dell’America Latina.

La larga noche neoliberal nella quale i servi di Washington vogliono ricacciare i popoli di tutto il continente sembra trovarsi di fronte la rabbiosa reazione della masse popolari.

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Hong Kong e dintorni: la confusione liberale

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socialist rebels hk 1967Collettivo “Le Gauche”

Tra qualche giorno a Milano una pericolosa associazione culturale liberale terrà una manifestazione in solidarietà con i manifestanti di Hong Kong.

Mai occasione è stata più propizia per smascherare l’ipocrisia che nasconde ogni singolo discorso sulla libertà promosso dai liberali.

Il plusvalore per loro non esiste, il salario minimo è razzista, la società non esiste.

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E se l'egemonia del petrolio Usa non durasse a lungo?

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petrolio usa bandieradi Demostenes Floros, Analista geopolitico ed economico | da aboutenergy.com

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Se la produzione statunitense di petrolio continuasse a calare come nell'ultimo trimestre, Washington potrebbe dire addio all'indipendenza energetica e la Casa Bianca si troverebbe a ridisegnare la politica estera in Medioriente. Tutto questo mentre sullo sfondo proseguono i negoziati commerciali con Pechino, che stanno influenzando tanto l'economia globale quanto la domanda di petrolio. Ma le cose potrebbero anche andare diversamente. Gli scenari di ottobre

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Sul presidio del 14 ottobre a Milano sotto il consolato turco “Defend Royava!”

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milano procurdida Comitato Contro La Guerra Milano

Lettera aperta alla Onorevole Lia Quartapelle

Cara Onorevole Lia Quartapelle, membro della Commissione Esteri della Camera dei Deputati, abbiamo avuto modo di ascoltare la registrazione del Suo intervento durante il presidio “Defend Royava! Stand Up for Royava” che si è tenuto a Milano lo scorso 14 ottobre sotto il Consolato Turco [qui l’audio].

È stato il Suo, senza alcun dubbio, l’intervento più applaudito della serata, in piena sintonia con le decine di organizzazioni aderenti, tra cui il suo Partito Democratico, i Giovani Democratici, sindacati, anche partiti della cosiddetta “sinistra di alternativa”, oltre che con il movimento politico Grande Nord, che parrebbe nato da una scissione della Lega.

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SIRIA: le forze progressiste, socialiste e comuniste a difesa della Repubblica Araba Siriana

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siria proassad manifestazionea cura di Enrico Vigna

15 ottobre 2019

Di fronte all’aggressione e all’attacco alla Siria, alla sua integrità, indipendenza e sovranità nazionali, al suo popolo, formato da arabi, curdi, assiri, siriaci e armeni, ai credenti di oltre dodici fedi, così si esprimono irremovibilmente le forze progressiste, socialiste, comuniste, nasseriane e sociali di quel paese, martoriato da otto anni di una violenta e criminale aggressione militare guidata, favorita e finanziata da lontano, fuori dai suoi confini.

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L’Austria instabile. I Verdi verso il governo con i popolari?

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austria bandieradi Lorenzo Battisti (Dip. Internazionale Pci)

Per molti anni, gli articolisti del Corriere della Sera e di Repubblica hanno dipinto il nostro paese come la patria dell’instabilità, caratterizzato dai governi balneari che duravano lo spazio di un’estate e da elezioni continue. Una visione errata e soprattutto estrapolata dal contesto in cui la nostra democrazia si muoveva, all’interno di un mondo diviso dalla guerra fredda. E per spingere gli italiani verso riforme autoritarie e antidemocratiche della nostra democrazia e della nostra Costituzione, si portava ad esempio la stabilità dei paesi d’oltralpe. Da qualche anno, la realtà si sta premurando di smentire platealmente le corbellerie diffuse a piene mani negli ultimi decenni. Paesi come la Svezia vengono rette da governi di minoranza, o, come in questo caso, un paese come l’Austria si vede attraversato da scandali ed è portato al voto prima della fine del mandato naturale del parlamento.

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Collettivismo, individualismo ed effetto di sdoppiamento: “L'ascesa dell'individualismo economico”

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ferrari ascesadellindividualismoeconomicoPubblichiamo un'interessante discussione fra il professore Luigi Ferrari, Daniele Burgio, Massimo Leoni e Roberto Sidoli sulla teoria dell’effetto di sdoppiamento e sull’individualismo/collettivismo

da facebook.com

Con il suo libro, intitolato “L'ascesa dell'individualismo economico”, Luigi Ferrari ha elaborato un testo potente ed efficace, colmo di innumerevoli riferimenti fattuali e bibliografici, oltre che introdotto dalla brillante prefazione di Giorgio Galli, con un'analisi autonoma e originale che tra l'altro risulta perfettamente compatibile con la teoria dell'effetto di sdoppiamento, costituendone a nostro avviso una sua traduzione concreta sul piano delle ideologie e della mentalità collettiva, durante il periodo che parte dalla fine del Quattrocento per arrivare ai nostri giorni.

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Curdi, un Kossovo mancato

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curdi bandiereRiceviamo con richiesta di pubblicazione

Aginform

Tutto il mondo occidentale, tutta la sinistra imperialista sono impegnati nella campagna pro curdi che hanno perso la bandiera a stelle e strisce sotto cui si erano rifugiati e si trovano a fare i conti con l'esercito turco.

Su questa vicenda bisogna avere il coraggio di parlare chiaro e dire le cose come stanno. Non è la prima volta che ce ne occupiamo, ma stavolta è il caso di rispondere a muso duro a chi ci vorrebbe coinvolgere in un'azione di solidarietà che è fuori da ogni logica antimperialista.

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Peter Handke: uomo di cultura con la schiena dritta

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PeterHandkedi Enzo Pellegrin
da resistenze.org

Non sono mai riuscito a tributare grande considerazione ai consessi che negli ultimi anni hanno assegnato il Premio Nobel, ma va riconosciuto che alcune assegnazioni hanno dato gustose soddisfazioni a chi ha a cuore l'indipendenza del pensiero umano.

E' il caso del grande e poliedrico autore letterario Peter Handke, drammaturgo, romanziere, saggista, poeta, ma soprattutto intellettuale con la penna indipendente e la schiena dritta, che sostenne in più occasioni la necessità di cancellare il Premio Nobel.

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Analisi, idee e riflessioni per una informazione libera

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empatiada mysterionweb.wordpress.com

Scrivo questa introduzione all’intervista che ho fatto al professor Pietro Ratto pensando ai bambini, ai ragazzini. Gli eredi del mondo di domani intanto crescono immersi in un ambiente fasullo, cattivo, spregiudicato, il quale insegna e trasmette loro modelli educativi scellerati e folli. Gli esempi da emulare sono irraggiungibili, vuoti in animo, pieni di denaro, di beni materiali, famosi! E tantissimi giovani li invidiano, vogliono essere come loro. L’articolo che segue ha come oggetto una riflessione intorno alla costruzione di un giornalismo nuovo e libero, ma allora forse si chiederà qualcuno che cosa c’entrano i ragazzi in questo caso.

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Il Partito Comunista Portoghese condanna il nuovo passo nella guerra di aggressione contro la Siria

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siria bandieraNota dell'Ufficio Stampa del Partito Comunista Portoghese

da pcp.pt

Traduzione di Mauro Gemma per Marx21.it

Il Partito Comunista Portoghese (PCP) condanna l'aggressione militare turca in corso contro la Siria volta all'occupazione diretta di una parte del suo territorio, che costituisce una violazione aperta del diritto internazionale e un nuovo pericoloso sviluppo dell'aggressione contro la Siria.

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La Nato dietro l’attacco turco in Siria

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stoltenberg cavusogludi Manlio Dinucci

La conferenza stampa congiunta del segretario generale della Nato Jean Stoltenberg e del ministro degli esteri turco Çavuşoğlu l’11 ottobre, mentre era già in corso l’attacco turco in Siria

Germania, Francia, Italia e altri paesi, che in veste di membri della Ue condannano la Turchia per l’attacco in Siria, sono insieme alla Turchia membri della Nato, la quale, mentre era già in corso l’attacco,  ha ribadito il suo sostegno ad Ankara. Lo ha fatto ufficialmente il segretario generale della Nato Jean Stoltenberg, incontrando l’11 ottobre  in Turchia il presidente Erdoğan e il ministro degli esteri Çavuşoğlu.

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NO all'invasione della Siria e al genocidio dei curdi

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noinvasionesiria retenowarLa Rete NO WAR condanna fermamente l'invasione della Siria ad opera dell'esercito turco come crimine di guerra. Rischia di provocare ulteriori disastri e sofferenze per tutte le popolazioni di quel paese, e per tutte le popolazioni del Medio Oriente già così gravemente provate.

Plaude la decisione della comunità curda siriana di riunirsi agli altri popoli della Siria lottando a fianco dell'esercito nazionale per respingere l'invasione delle truppe turche, invece di continuare a rincorrere l'illusoria "protezione" degli Stati Uniti, la cui stessa presenza in Siria è comunque illegittima.

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Dazi americani, non è che l'inizio

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donald j trump 1342298 1280L'ultimo editoriale di Guido Salerno Aletta

Non è che l’inizio. La sventagliata di dazi americani che va a colpire una serie di merci europee a partire dal prossimo venerdì 18 ottobre, è solo la prima bordata. E’ come quando si va per mare: già alla prima raffica di vento va ridotta la velatura, studiando una rotta di sicurezza per mettersi al riparo. Sapendo già da tempo del fortunale in arrivo, se ci sono già danni come sta accadendo, il Comandante ne è doppiamente responsabile.

Tanto per essere chiari, a fronte di dazi per 7,5 miliardi di dollari che sono stati autorizzati dal Wto, con tariffe fino al 100% ad valorem, in questa fase ne sono stati imposti per appena 1,8 miliardi, calcolati su base annua: il peggio deve ancora arrivare.

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