Bush-Obama-Trump: la stessa politica in Afghanistan

Bush-Obama-Trump: la stessa politica in Afghanistan

di Martín Pastor

Con la promessa isolazionista di America First, il repubblicano Donald Trump aveva conquistato gli elettori statunitensi ottenendo una vittoria inaspettata sulla democratica Hillary Clinton ...

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Il rompicapo dei prezzi

Il rompicapo dei prezzi

di Demostenes Floros

Tra alti e bassi, agosto è stato un mese di ribilanciamento dei mercati del petrolio, con le qualità principali tendenzialmente in ribasso, le riserve dei paesi OCSE in ritirata e Cina e Russia che scoprono le carte per le prossime…

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Venti di guerra e lotta per la pace

Venti di guerra e lotta per la pace

di Jorge Cadima

L'estate ha reso ancora più evidenti i pericoli di guerra che incombono sull'umanità. La situazione mondiale si deteriora, con le minacce militari di Trump a Venezuela, Corea del Nord e altri paesi; ...

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Il Venezuela si ribella al petrodollaro

Il Venezuela si ribella al petrodollaro

di Manlio Dinucci

«A partire da questa settimana si indica il prezzo medio del petrolio in yuan cinesi»: lo ha annunciato il 15 settembre il Ministero venezuelano del petrolio. Per la prima volta il prezzo di vendita del petrolio venezuelano non è più…

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Sul marxismo occidentale e sulla crisi del comunismo in Italia

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marx fabbrichedi Fosco Giannini*

Dal compagno Fosco Giannini riceviamo la sua recensione dell’ultimo libro di Domenico Losurdo, “ Il marxismo occidentale, come nacque, come morì, come può rinascere”

Inizio questa mia recensione all’ultimo - importantissimo, al fine di un rilancio d’un pensiero e di una prassi comunista, antimperialista, rivoluzionaria in Italia e in Occidente - libro di Domenico Losurdo ( “ Il marxismo occidentale - Come nacque, come morì, come può rinascere”, edizioni Laterza, prima edizione aprile 2017 e già alla seconda edizione) mettendo in campo alcuni ricordi personali.

1. Ricordi di un recensore non accademico

Il metodo non è, accademicamente, dei più ortodossi, ma l’eterodossia mi sarà forse perdonata se riuscirò a renderla funzionale a un obiettivo: dimostrare come la degenerazione del “marxismo occidentale”, che ha segnato e segna, purtroppo, di sè una parte considerevole anche del marxismo italiano, sino a divenire egemonica, abbia trovato nel “marxismo orientale” un proprio, primario, nemico;

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Vladimir Putin: Il Russiagate, un'accusa basata sul nulla

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Intervistato dalla giornalista statunitense Megyn Kelly su quello che è stato definito "Russiagate", Vladimir Putin smonta il castello di sabbia delle accuse mosse dalla CIA e amplificate dalla stampa occidentale.

Intervista registrata durante il Forum Economico di San Pietroburgo svoltosi lo scorso maggio.

Video tradotto da Fort Rus

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16 giugno, la logistica si ferma

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16062017 scioperotrasportidi Marta FanaSimone Fana
da sbilanciamoci.info

Il 16 giugno i lavoratori della logistica e dei trasporti incroceranno le braccia a seguito dello sciopero nazionale indetto dai sindacati di base per il rinnovo del contratto. Ecco quale è la posta in gioco

Venerdì 16 giugno i lavoratori del settore logistica e trasporti incroceranno le braccia, a seguito dello sciopero nazionale indetto dai sindacati di base, in vista del rinnovo del contratto collettivo di riferimento. Una decisione che conferma l’alto tasso di conflittualità che attraversa l’intero comparto, investito negli ultimi anni da numerose vertenze che hanno riguardato grandi gruppi industriali come Coca Cola, TNT, GLS, Alitalia.

La logistica è diventato il motore di una nuova ondata di mobilitazioni che stanno ridisegnando il perimetro della lotta operaia, trasformando il quadro sindacale e l’intero assetto delle relazioni industriali. In questo contesto, si situano le rivendicazioni dei sindacati di base (Adl Cobas, Si Cobas, Cub, Sgb, Slai Cobas, Usi) che oggi confluiscono in una piattaforma per il rinnovo del CCNL. Tra le richieste avanzate al tavolo delle trattative vi è il riconoscimento del pluralismo della rappresentanza e del diritto a incidere sul sistema di nomina delle RSA e RSU a livello aziendale, nonché un ruolo di primo piano nella contrattazione nazionale.

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I nazisti al potere in Ucraina si preparano a dichiarare guerra alla Russia?

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Simonenko RNLDichiarazione di Petro Simonenko, leader del Partito Comunista di Ucraina | da kpu.ua

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

La dichiarazione di Turchinov (tra i promotori del colpo di Stato del 2014, ha ricoperto la carica ad interim di Presidente dell'Ucraina a seguito della destituzione di Viktor Janukovyč, NdT) sulla necessità di “completare l'ATO” (la cosiddetta operazione anti-terrorismo che serve come mascheratura della guerra genocida scatenata dall'Ucraina nel Donbass, NdT) e del passaggio a nuove forme di difesa nella cosiddetta “guerra ibrida” è un appello diretto alla proclamazione da parte del Presidente dello stato di guerra nel paese, ma anche alla dichiarazione di guerra alla Russia. Lo ha dichiarato il leader dei comunisti Ucraini Petro Simonenko.

Così – ha sottolineato il leader del PCU – il “pastore sanguinario” Turchinov che, stando alle sue stesse parole, è orgoglioso di questo soprannome, afferma esplicitamente che le operazioni militari nell'Est dell'Ucraina che si protraggono da tre anni, per la loro durata e dimensioni hanno assunto le caratteristiche dell'operazione antiterroristica e che, di conseguenza, va attribuito al Presidente il diritto di utilizzare automaticamente le Forze Armate (VSU) nella cosiddetta “guerra ibrida” con la Russia. E dal momento che la legislazione dell'Ucraina, persino in caso di legge marziale, non concede al Presidente tale diritto, l'unica opzione possibile rimane la dichiarazione di guerra alla Russia.

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La corsa dei mercati al ribilanciamento

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wall street schermidi Demostenes Floros | da abo.net

ENGLISH VERSION

Diminuisce l'offerta globale di petrolio in conseguenza della riduzione delle estrazioni non-OPEC, mentre, l'andamento della domanda è stimato in crescita e arriva a un totale di 97.900.000 b/g. Sul fronte del gas invece la Germania richiama l'attenzione sull'indipendenza europea

A maggio, nonostante il Brent avesse aperto le contrattazioni a 51,42$/b per poi chiuderle a 51,05$/b, mentre il WTI le ha aperte a 48,71$/b e chiuse a 48,85$/b, il prezzi del petrolio hanno evidenziato una certa volatilità. Nel momento in cui scriviamo, il Brent sta prezzando a quota 49.16$/b, mentre il WTI a 47.12$/b. Il 4 maggio, sia il benchmark europeo e asiatico, sia il riferimento americano hanno toccato il minimo mensile, rispettivamente prezzando 48,26$/b e 45,76$/b sostanzialmente, a causa di due ragioni:

-In primo luogo, l’Energy Information Administration ha reso noto che le scorte di greggio USA sono diminuite di soli 930.000 barili nel corso dell’ultima settimana di aprile. In aggiunta, le scorte di benzine sono aumentate di 191.000 barili, oltrepassando del 10% il livello medio annuale segnato nel corso dell’ultimo decennio.

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La Costa d’Avorio è un esempio evidente dell’ingerenza e del neocolonialismo

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intervista a Michel Collon
da investigaction.net

Traduzione di Lorenzo Battisti per Marx21.it

Olivier A. Ndenkop / Michel Collon

In questa intervista esclusiva, il giornalista e scrittore belga torna sulla conferenza di Parigi che aveva per tema “Gbagbo contro la Françafrique”

Le journal de l’Afrique (JDA): dal 2011 la Françafrique (la presenza francese in Africa) ha imperversato in diversi paesi africani: Repubblica Centrafricana, Costa d’Avorio, Mali, Libia. Perché scegliere di organizzare una grande conferenza sul caso del Gbagbo?

Michel Collon (MN) : con le forze limitate della nostra squadra Investig’Action, è impossibile trattare tutti questi interventi come sarebbe necessario! Ho molto lavorato sull’aggressione contro la Libia, producendo un libro e un piccolo film, è stata veramente una guerra contro tutta l’Africa.

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Cinquant'anni di guerra

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guerra sei giorni001 soldatidi Bassam Saleh, giornalista palestinese

Le guerre d’Israele, la lotta del popolo palestinese, le strategie belliche imperialiste

Ricorre in questo mese di giugno 2017, il 50° anniversario della “Guerra dei Sei Giorni”, finita con la disfatta dei Paesi arabi davanti all’esercito israeliano. Con quella guerra, Israele completa l’occupazione della Palestina storica, occupa il Sinai egiziano e le alture del Golan siriano. In pochi giorni, il mondo arabo ufficiale entra in una sorta di depressione nazionale e morale, che ha un solo precedente: la Nakba del 1948.

52 anni fa (1° gennaio 1965), nasceva il primo movimento di liberazione nazionale palestinese: Fatah, quasi in contemporanea con la fondazione dell’OLP (28/05/1964) voluta dal primo vertice dei capi di Stato arabi, con il ruolo determinante del carismatico leader panarabista, Jamal Abdel Nasser. Un’ organizzazione per la liberazione della Palestina, riconosciuta e finanziata dalla Lega Araba, come legittimo rappresentante del popolo palestinese. Questo avveniva quando i combattenti di Fatah lanciavano le loro prime azioni di guerriglia contro lo Stato israeliano. Invitando e incitando i palestinesi e gli arabi alla mobilitazione contro lo stato israeliano.

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La storia di una foto. Un mito da affrontare

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PIAZZA TIENANMEN facebookdi Diego Angelo Bertozzi

In relazione ai fatti di piazza Tienanmen del giugno del 1989 pubblichiamo un estratto del libro “Cina. Da sabbia informe a potenza globale” (Imprimatur, 2016) di Diego Angelo Bertozzi. Uno snodo storico fondamentale che, nella sua tragicità, ha influenzato la politica di riforma e la strategia egemonica del Partito comunista cinese.

Pur all'interno di un processo che garantisce la graduale uscita dalla povertà e lo sviluppo economico, sono diverse le contraddizioni prodotte dall'accelerazione del processo di riforma durante gli anni '90 e che portano insieme, anche se distinte, ai fatti drammatici del 1989. Da una parte c'è una classe operaia che deve fare i conti con l'impennata dell'inflazione e la riforma delle aziende statali, che ha ridotto pesantemente le garanzie sociali fino ad allora godute, e che chiede di essere tutelata sul luogo di lavoro; dall'altra c'è una agguerrita e giovane classe imprenditoriale che spinge per maggiori liberalizzazioni, privatizzazioni e riduzione del ruolo statale in economia e che, al contempo, appoggia e finanzia in prima persona nuovi e indipendenti organismi di rappresentanza di intellettuali e studenti che chiedono una profonda riforma del sistema politico in nome della democrazia e della fine del regime.

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È Nato il neonazismo in Europa

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ucraina nazi scudidi Manlio Dinucci
il manifesto, 13 giugno 2017

L’Ucraina, di fatto già nella Nato, vuole ora entrarvi ufficialmente. Il parlamento di Kiev, l’8 giugno, ha votato a maggioranza (276 contro 25) un emendamento legislativo che rende prioritario tale obiettivo. 

La sua ammissione nella Nato non sarebbe solo un atto formale. La Russia viene accusata dalla Nato di aver annesso illegalmente la Crimea e di condurre azioni militari contro l’Ucraina. Di conseguenza, se l’Ucraina entrasse ufficialmente nella Nato, gli altri 29 membri della Alleanza, in base all’Art. 5, dovrebbero «assistere la parte attaccata intraprendendo l’azione giudicata necessaria, compreso l’uso della forza armata». In altre parole, dovrebbero andare in guerra contro la Russia. 

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Il buco nell'acqua di Theresa May

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theresamay profiloEditoriale di Morning Star, quotidiano online vicino ai comunisti britannici (Communist Party of Britain) | da morningstaronline.co.uk

Traduzione di Marx21.it

Theresa May aveva avvisato gli elettori durante la campagna elettorale che, se le cose fossero andate male, la Gran Bretagna avrebbe dovuto affrontare la “coalizione del caos”.

L'idea che “una leadership forte e stabile nell'interesse nazionale”, stando a una sua affermazione, possa provenire da un'alleanza con il Partito Democratico Unionista (DUP) e resistere per cinque anni invita a riflettere sul senso della realtà di May.

Quale sarà il prezzo da pagare per imbarcare il DUP?

Le priorità del DUP sembrano essere quelle di far sventolare la bandiera britannica sugli edifici pubblici più spesso nell'Irlanda del Nord che in Inghilterra, di rifiutare i matrimoni tra persone dello stesso sesso e di stanziare notevoli somme per le organizzazioni della comunità gestite da “ex” paramilitari unionisti.

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Di ritorno dallo Yemen. Intervista alla dottoressa Iezzi

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di Redazione Radio Città Aperta 
da contropiano.org

La guerra dell’Arabia Saudita contro gli sciiti dello Yemen non trova spazio sui giornali italiani. Eppure ci sono testimoni diretti, italianissimi, come Federica Iezzi, cardiochirurgo pediatrico, attivissima in diverse aree di crisi tra Africa e Medio Oriente. L’intervista è stata realizzata da Radio Città Aperta, nello spazio di approfondimento intitolato Anubi.

Con noi al telefono Federica Iezzi, ciao Federica.

Ciao Alessio, grazie per l’invito.

Grazie a te per la disponibilità innanzi tutto … Seguiamo la dott.ssa Federica Iezzi, che abbiamo conosciuto questo inverno, nei suoi tanti viaggi che fa per motivi professionali in luoghi non proprio ameni in giro per il mondo. Ora sei appena tornata dallo Yemen… Stiamo parlando di una tragedia che costa migliaia di morti e tra l’altro, con una serie di problemi ulteriori, perché sappiamo che c’è anche un’epidemia in corso in questo momento…

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La Rivoluzione d’Ottobre e i diritti delle donne

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donnesovietiche manifestodi Margarida Botelho

da “O Militante”, rivista teorica del Partito Comunista Portoghese

Traduzione di Marica Guazzora per Marx21.it

Fu l’Unione Sovietica il primo paese del mondo a mettere in pratica e a sviluppare come nessun altro i diritti  sociali fondamentali come l'uguaglianza dei diritti delle donne e degli uomini nella  famiglia nella vita e nel lavoro, i diritti e la protezione della maternità.  La Rivoluzione d’Ottobre dette un impulso straordinario al conseguimento dei diritti delle donne raggiungendo nel giro di pochi giorni i diritti che nel nostro paese abbiamo messo decenni a raggiungere, ed è servita di esempio e di incoraggiamento per la lotta delle donne in tutto il mondo. Il processo di costruzione del socialismo in URSS ha sempre mantenuto al centro delle sue preoccupazioni l'emancipazione femminile. La scomparsa dell'URSS ha portato a battute d'arresto brutali nelle condizioni di vita delle donne, non solo negli ex territori sovietici, ma a livello internazionale.

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Contro l'asservimento della Grecia alla NATO

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kke deputati 01Interrogazione del gruppo parlamentare del Partito Comunista di Grecia (KKE)

da solidnet.org | Traduzione di Marx21.it

I 15 deputati del gruppo parlamentare del Partito Comunista di Grecia (KKE) hanno presentato un'interrogazione ai ministri degli Esteri e della Difesa chiedendo il disimpegno del paese dagli interventi e le guerre imperialiste

Ai ministri della Difesa e degli Esteri

Tema: in merito al disimpegno del paese dagli interventi e dalle guerre imperialiste

Le decisioni dei governi di ND e PASOK negli anni precedenti, così come quelle del governo SYRIZA-ANEL oggi, per il coinvolgimento della Grecia negli interventi e nelle guerre imperialiste, hanno messo e continuano a mettere il nostro paese a rischio e in grave pericolo.

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Un nazista a Roma in "piena sintonia" con Laura Boldrini

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di Danilo Della Valle
da lantidiplomatico.it

Un nazista a Roma....a firmare un Memorandum d'intesa tra la Camera dei Deputati e la Rada ucraina che ha come obiettivo il rafforzamento della cooperazione parlamentare tra le due assemblee sia sul piano politico che su quello amministrativo.

La Presidente Laura Boldrini che ha accolto con tutti gli onori del caso il Presidente della Rada ucraina Andriy Parubiy, ha tenuto a precisare che "l'Italia ha sempre condannato l'azione illegale avvenuta ai danni di una parte del territorio ucraino come ha ripetutamente fatto anche l'Unione Europea". Inoltre la Presidente Boldrini ha tenuto a precisare, in piena sintonia con Parubiy, che è in atto una grave campagna di disinformazione atta a destabilizzare il territorio ucraino. Fin qui tutto "nella norma", viste le posizioni a dir poco miopi del nostro governo sulla questione ucraina, quello che però non è normale è altro.

Altrove, ad esempio in Uk, la visita del Presidente della Rada ucraina non è passata sotto silenzio, anzi, è stata oggetto di numerose critiche da parte dell'opinione pubblica e dei partiti politici sinceramente democratici ed antifascisti.

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La NATO è la principale minaccia alla pace mondiale

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di Helena Casqueiro, Presidenza del Consiglio Portoghese per la Pace e la Cooperazione (CPPC)

da cppc.pt

Traduzione di Marx21.it

Intervento della rappresentante del CPPC alla Conferenza promossa dal Consiglio Mondiale della Pace (24 maggio 2017) in occasione del Vertice della NATO di Bruxelles.

Cari amici,

Vogliate ricevere prima di tutto il saluto fraterno del Consiglio Portoghese per la Pace e la Cooperazione.

Siamo molto lieti di poter essere qui a Bruxelles e condividere con voi le iniziative di INTAL e del CMP, per la Pace e contro la NATO.

Ci congratuliamo con INTAL per l'iniziativa e per il suo lavoro organizzativo che ci ha permesso di essere qui oggi a dare espressione alla campagna “Si alla Pace! No alla NATO!”, affermando la nostra condanna della NATO, quale blocco militarista aggressivo, principale minaccia per la pace mondiale nel nostro tempo, e il nostro rifiuto degli obiettivi belligeranti del suo Vertice di Bruxelles.

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Boomerang jihadista e geopolitica mediorientale

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Isis2di Federico La Mattina | da imesi.org

Le belle parole dei politici europei di fronte agli attacchi terroristici sono indubbiamente tanto scenografiche quanto ipocrite, dato che in parte scontiamo le conseguenze dell’instabilità mediorientale che le potenze occidentali hanno contribuito a provocare.

Non bisogna però cadere nell’errore di attribuire all’Occidente tutto ciò che accade da quelle parti. Le responsabilità delle potenze occidentali sono enormi ma non sono certamente gli unici fattori determinanti. L’estremismo islamico e la relativa interpretazione ultra-conservatrice della religione sono figli del fallimento della “Nahda” (il cosiddetto riformismo islamico affermatosi a partire dal XIX secolo) e del fallimento del nazionalismo di ispirazione panaraba negli stati post-coloniali, peraltro osteggiato in ogni modo dalle stesse potenze occidentali.

Le masse arabe che tra gli anni cinquanta e sessanta hanno creduto nel cosiddetto “socialismoarabo” (con tutte le sue contraddizioni)  – parte di un movimento più ampio su scala globale –  non esistono più. Molti si fanno irretire dall’Islam politico,  complementare e non alternativo alla globalizzazione neoliberista e gruppi estremisti – influenzati dall’interpretazione ultra-conservatrice del wahabismo– sono in crescita.

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Dichiarazione di Ahmad Sa'adat sulla vittoria dello Sciopero dei prigionieri politici palestinesi

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ahmad saadat artdi Ahmad Sa'adat
da palestinarossa.it

I prigionieri hanno fatto un nuovo epico passo grazie alla loro volontà e determinazione, e hanno dimostrato che i diritti loro spettanti devono essere conquistati e non supplicati.

Al popolo palestinese, alla nazione araba ed alle forze libere del mondo,

I prigionieri in sciopero hanno accresciuto la loro fermezza, volontà e determinazione, per ostacolare e resistere a tutti i tentativi di sconfiggere e reprimere lo Sciopero. Non è stata risparmiata alcuna oppressione nei confronti degli scioperanti cosa che ha contribuito al deterioramento della salute dei prigionieri, attraverso politiche e misure repressive, in particolare attraverso i trasferimenti di carcere arbitrari praticati sino all'ultimo, così come i tentativi dell'occupante di diffondere menzogne e disinformazione. Gli eroici prigionieri hanno affrontato tutto ciò per 41 giorni con una volontà d'acciaio, facendo un nuovo epico passo contro l'occupante e scrivendo un nuovo, storico capitolo nella lotta del movimento di liberazione nazionale del nostro popolo.

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Tienanmen e dintorni: l’ingloriosa fine della prima rivoluzione colorata.

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Tiananmen Square 2di Giambattista Cadoppi

Di seguito l'introduzione di Giambattista Cadoppi al suo libro Ancora una primavera. Tienanmen e dintorni: l’ingloriosa fine della prima rivoluzione colorata.

“E a questo punto il pastore pregò. Fu una preghiera bella e generosa, nonché molto particolareggiata: invocava la protezione del Signore per quella chiesa, e per i fanciulli di quella chiesa; per le altre chiese del villaggio; per il villaggio stesso; per la contea; per lo Stato; per i funzionari dello Stato; per gli Stati Uniti; per le chiese degli Stati Uniti; per il Congresso; per il Presidente; per i funzionari del Governo; per i poveri marinai, in balia di mari tempestosi; per i milioni di oppressi che gemevano sotto il tallone delle monarchie europee e dei dispotismi orientali (Mark Twain. Le avventure di Tom Sawyer)

La vocazione americana di portare i diritti umani in formato export è di vecchia data. A venticinque anni dalla prima rivoluzione colorata abortita, la “primavera cinese” (Bejijng Spring come era definita) una nuova rivoluzione colorata ordita dall’Impero del Kaos ha vinto (per ora) in Ucraina.

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Ottobre 1917, Novembre 1954 e Dien Bien Phu

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algeria 1novembre1954di Kateb Yacine

Traduzione di Mohamed Walid Grine per Marx21.it

Ringraziamo Mohamed Walid Grine per la segnalazione e la traduzione dello scritto di Kateb Yacine

Quando i feudatari che avevano tradito Abdelkader [1] abbandonarono la lotta, servirono i Francesi, come avevano già servito i Turchi, oppure i Romani. Un secolo di asservimento sembrava aver posto fine alla resistenza millenaria del popolo algerino, su questa terra apparentemente senza nome e senza storia che si chiamava “il granaio di Roma”, prima di farne il paradiso dei coloni e delle petroliere. I Caid [2] e i Basciaghà [3] erano i loro cani da guardia. Le “élite” borghesi e piccolo borghesi formate dall’occupante sprofondarono nel tradimento. L’onore di sollevare di nuovo la bandiera nazionale non andò a quei signori, dottori e farmacisti che piangevano l’Algeria come se fosse morta, da essi seppellita, nel cimitero accusatore delle illusioni perdute.

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L’involuzione del lavoro e la nuova classe operaia

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di Alba Vastano e Roberto Villani
da lacittafutura.it

Un matassa di leggi incostituzionali ha distrutto lo statuto dei lavoratori. Aprire una stagione di lotta è l’unica possibile soluzione per fermare questo sfacelo.

“Per avere consapevolezza del presente, occorre conoscere il passato per poter poi anticipare le trasformazioni del futuro” (Usb-Settore telecomunicazioni)

Anche se si è vista solo la punta dell’iceberg, riguardo l’insofferenza dei lavoratori, il 27 maggio a Roma c’è stata un’importante protesta, partita dai lavoratori e dalle organizzazioni sindacali di base di Alitalia. E’ la risposta al ricatto aziendale ed ai 2000 licenziamenti programmati, ma fatta propria da tante realtà del mondo del lavoro, contro l’arroganza padronale e le politiche di un governo che continua ad ignorare le richieste dei tanti lavoratori licenziati in diverse attività produttive capitoline e che non riconosce in alcun modo le forze sociali e sindacali. Sempre più numerose sono le vertenze aperte da chi viene messo sotto il ricatto di accettare un lavoro sottopagato, privo di ogni tutela o venire espulso dalla produzione.

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