La Grecia e l'Ue : prime riflessioni per aprire un dibattito

La Grecia e l'Ue : prime riflessioni per aprire un dibattito

I comunisti francesi hanno seguito con molto interesse la situazione della Grecia dopo l'arrivo al potere di Syriza. Sebbene conoscessimo le critiche del KKE a Syriza ...

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La Resistenza della Cina

La Resistenza della Cina

di Manlio Dinucci

Il 70° anni­ver­sa­rio della vit­to­ria del popolo cinese nella Guerra di resi­stenza con­tro l’aggressione giap­po­nese, che si cele­bra il 3 set­tem­bre a Pechino, viene boi­cot­tato non solo da Tokyo ma da Washing­ton e quasi tutti i governi della Ue che…

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A proposito dell’evoluzione della situazione in Grecia

A proposito dell’evoluzione della situazione in Grecia

di Albano Nunes

Quando, al contrario delle speranze aperte dalle elezioni del 25 gennaio – nelle quali il popolo greco aveva manifestato il rifiuto delle rovinose e disumane politiche dei ...

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Cos'è davvero la Cina? Intervista a Domenico Losurdo (seconda parte)

Cos'è davvero la Cina? Intervista a Domenico Losurdo (seconda parte)

da ilcaffegeopolitico.org

Gli interventi energici dello stato nell’economia e il peso persistente dell’economia pubblica hanno svolto un ruolo essenziale nel prolungato miracolo ...

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Sono arrivati 4 missili

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di Evdokiya Sheremeteva
da littlehirosima.livejournal.com

Traduzione dal russo di Alena Afanasyeva per Marx21.it

Continuiamo a condividere le testimonianze di Evdokiya Sheremeteva sulla situazione umanitaria nel Donbass. Chi vuole contribuire alla raccolta dei fondi o aiutare Evdokiya la può contattare direttamente tramite il suo blog, la pagina Facebook o per l'email: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. (si può scrivere in inglese).

post del 28 luglio 2015

- Poroshenko, vieni da noi, nel Donbass, passa un po' di tempo nei sotterranei, come fanno i nostri figli.
Yurchenko Vera Artemovna, nata nel 1939.
L'11 agosto 2014 ha perso 2 figli di fronte alla propria casa a Pervomajsk.
Quasi tutti ricordano il momento preciso in cui è arrivato il missile.
- Li abbiamo sepolti vicino alla casa, insieme agli altri. Dopo, non uscivo più dal sotterraneo della scuola. Siamo usciti il quarantesimo giorno e siamo andati a pulire.
Non ho tempo di accendere la macchina fotografica. Vera Artemovna non smette di parlare.
- Dovevo togliere pezzi di cervello con le mie mani.
Le lacrime le scorrono copiosamente, e lei sempre cerca di asciugarle.
Zheka, il quale si occupa degli aiuti umanitari da tanto tempo e regolarmente, si è allontanato – non ce la fa a sentire.

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Palmyra. L'Occidente ha armato la mano degli assassini

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palmyra esecuzionedi Marinella Correggia

Ipocrisia del Pd e di tutti gli altri sostenitori di guerre

Dopo l’ennesimo indicibile orrore, l’esecuzione a Palmyra dell’82enne archeologo siriano Khaled al Asaad, per mano dei terroristi del sedicente Stato islamico, in Occidente è una corsa da parte di tutti – governi, giornalisti, politici - a fregiarsi della sua memoria. Strumentalizzando la sua morte. Ad esempio il martire sarà commemorato alle feste del Pd, ha comunicato il premier Renzi.

Peccato che molte delle organizzazioni e persone che ora si dichiarano commosse e indignate, in testa a tutti il Pd, da anni sostengano in vario modo la guerra in Siria e nel 2011 abbiano appoggiato la guerra Nato in Libia. A questi smemorati va ricordato quanto segue:

- Il sedicente Stato islamico (nato in Iraq dopo il 2003 grazie alla guerra di Bush) è cresciuto perché in Libia la Nato (Italia compresa) è stata la forza aerea delle milizie terroriste e razziste che hanno distrutto il paese e poi sono dilagate in Africa subsahariana e in Siria;

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Emergenze del lavoro

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elmetti lavorodi Giorgio Langella, Segretario regionale PCdI Veneto

Esiste una vera e propria emergenza nel mondo del lavoro che è di pari, se non di maggiore, gravità rispetto a problematiche più “conosciute e usuali” come quella occupazionale e quella salariale.

È la vita stessa e la salute di chi lavora che vengono messe costantemente in discussione. Un'emergenza provocata dalla mancanza di sicurezza nei luoghi di lavoro e aggravata da un silenzio, mediatico e non solo, che sfiora l'omertà e che nasconde le condizioni reali nelle quali sono costretti a operare i lavoratori nelle fabbriche, nelle campagne o negli uffici. Condizioni che sono costretti a subire per ignoranza, debolezza o a causa di veri e propri ricatti occupazionali. Condizioni sempre più precarie e pericolose dovute a un'esposizione continuata a pericoli per la salute e la vita. Condizioni dovute all'ambiente nel quale si opera, alla mancanza delle più elementari regole di sicurezza, ai tempi di lavoro sempre più pesanti e stressanti, alla frequenza delle operazioni ripetitive che i lavoratori sono costretti ad eseguire.

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20 agosto: Il popolo brasiliano ha occupato le piazze in difesa della democrazia

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brasile 20agosto 1da Vermelho

Imponenti manifestazioni, in risposta all’appello lanciato dai movimenti sociali, si sono svolte principali città brasiliane. Decine di migliaia di dimostranti sono sfilati gridando parole d’ordine di condanna dei tentativi di golpe delle forze reazionarie e filo-imperialiste e contro le squallide strumentalizzazioni della protesta della destra da parte della gran parte dell’apparato mediatico nazionale e internazionale.  

Il portale web del Partito Comunista del Brasile ha assicurato un’ampia copertura dell’evento (incredibilmente passato sotto silenzio in Italia), con un ampio corredo di notizie, fotografie e video

http://www.vermelho.org.br/noticia/269253-1
http://www.vermelho.org.br/noticia/269236-8

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I comunisti portoghesi sulle decisioni dell’Eurogruppo per la Grecia

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eurogruppoUfficio stampa del Partito Comunista Portoghese (PCP)

da www.avante.pt
Traduzione di Marx21.it

Dopo l’annuncio del nuovo pacchetto di sostegno finanziario, annunciato dai ministri delle Finanze della zona euro, l’ufficio stampa del Partito Comunista Portoghese ha diffuso la seguente nota, che proponiamo come ulteriore contributo alla documentazione sugli sviluppi della vicenda greca:

“L’annuncio da parte dell’Eurogruppo di un nuovo memorandum per la Grecia rappresenta l’imposizione al popolo greco della continuazione della politica di sfruttamento, di impoverimento, di sottomissione agli interessi del grande capitale e delle grandi potenze.

Un nuovo memorandum che viene imposto a partire da un inaccettabile processo di destabilizzazione e ricatto dell’Unione Europea e del FMI, che il governo PSD/CDS ha appoggiato con la complicità del Partito Socialista, e che ha tratto partito dalle incoerenze, le contraddizioni e i cedimenti del governo SYRIZA/ANEL – che, significativamente, ha contato sull’appoggio di Nuova Democrazia e del PASOK per la sua approvazione nel Parlamento greco.

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Censura politica dell'arte in Ucraina

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Censorship 1da www.solidnet.org

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Appello del Partito Comunista di Ucraina ai partiti comunisti e operai degli altri paesi

Nel loro tentativo di imporre la dittatura neonazista in Ucraina, di limitare l'accesso della gente a un'informazione veritiera, alla produzione della cultura e dell'arte, della letteratura e del giornalismo antifascista e improntato all'umanesimo, il regime della giunta oligarchico-nazionalista utilizza attivamente e in modo “creativo” gli stessi tristemente noti metodi di Goebbels per ingannare le persone.

Ciò si riflette principalmente negli insulti e nelle persecuzioni di scrittori, operatori culturali, attori, compositori, cantanti, registi popolari in Ucraina e in altri paesi, che condannano la guerra civile fratricida, il genocidio sociale e politico, scatenati dal regime al potere nel nostro paese.

Eseguendo gli ordini politici della giunta e applicando la legge sulla cosiddetta protezione dello spazio radiotelevisivo, con il pretesto della “minaccia alla sicurezza nazionale e dell'incitamento all'odio interetnico” i burocrati dell'amministrazione presidenziale, del ministero della Cultura, del ministero della politica dell'informazione, dei servizi di sicurezza (SBU), del ministero degli affari interni, della Procura hanno stilato le cosiddette “liste nere” di coloro la cui opera creativa è vietata in Ucraina.

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I 40 anni dell’indipendenza del Mozambico

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samora machelda Avante”, settimanale del Partito Comunista Portoghese

Traduzione di Marx21.it

Il popolo mozambicano festeggia quest’anno i 40 anni dell’indipendenza. Il 25 giugno 1975, l’allora presidente del Frelimo, Samora Machel, proclamava la Repubblica Popolare del Mozambico, dopo la vittoria della lunga resistenza al colonialismo portoghese.

I 25 milioni di mozambicani festeggiano 40 anni di indipendenza del loro paese. Festeggiano la libertà, orgogliosi del loro sviluppo, fiduciosi in un presente pacifico e ancora migliore, speranzosi in un futuro di progresso per tutti.

L’indipendenza del Mozambico è stata conquistata dopo una prolungata resistenza popolare contro la dominazione e lo sfruttamento dei monopoli. Questa resistenza è culminata nella vittoriosa lotta armata di liberazione nazionale diretta dal Fronte di Liberazione del Mozambico (Frelimo), tra il 1964 e il 1974, contro il colonialismo portoghese.

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Dichiarazione dell’ALBA-TCP sulla crisi umanitaria nel mediterraneo

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alba alianzabolivarianada albainformazione.com

IV RIUNIONE STRAORDINARIA DEL CONSIGLIO POLITICO DELL’ALBA-TCP

I ministri degli Esteri del Consiglio Politico dell’ALBA-TCP di fronte alla terribile situazione umanitaria che si verifica nel Mediterraneo dichiarano:

1. La causa principale delle tragedie umanitarie che hanno trasformato il Mediterraneo in una immensa e profonda tomba è il modello capitalista coloniale e neocoloniale, che ha precipitato i popoli di Africa e Asia nel sottosviluppo e distrutto i loro modelli produttivi, ponendoli al servizio delle metropoli occidentali. Nel 2015 oltre 2000 persone hanno perso la vita per sfuggire alle severe condizioni di vita e all’instabilità in Africa e Asia.

2. Le economie africane sono state schiacciate sotto il pesante fardello della tassazione imposta dalle metropoli imperialiste europee, che ha generato crisi umanitarie in molti dei suoi paesi, e reso vani tutti i tentativi di rilanciare le loro economie a beneficio dei popoli africani.

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20 agosto: il Brasile si mobilita in difesa della democrazia

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Fonte "Vermelho", portale web del Partito Comunista del Brasile

I movimenti convocano il popolo in piazza il 20 agosto

"In difesa della democrazia e per altre conquiste sociali. E' la parola d'ordine della mobilitazione dei movimenti sociali, sindacali e giovanili per il prossimo 20 agosto.

In tale occasione, la TV Vermelho intende contribuire con un video che vede la partecipazione di rappresentanti di importanti movimenti presenti nel paese che invitano la popolazione a occupare le strade per più diritti e per la difesa della democrazia in Brasile, minacciata dalle manovre di carattere golpista delle forze conservatrici, neoliberiste e filo-imperialiste, sostenute in questi giorni da una ossessiva campagna mediatica nel paese (e a livello internazionale).

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Perchè la Costituente Comunista ora

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ricostruirepc logodi Bruno Steri

Il 12 luglio scorso l’Associazione per la ricostruzione del Partito Comunista, in occasione della sua prima partecipatissima assemblea nazionale, ha compiuto un passo impegnativo lanciando la Costituente delle comuniste e dei comunisti: un processo aperto di riunificazione delle forze in vista dell’obiettivo che ha dato nome e senso alla nascita dell’Associazione medesima. Provo qui di seguito a illustrare sinteticamente alcune delle ragioni di fondo che hanno convinto compagni di diversa collocazione e provenienza  (tra cui ovviamente chi scrive) a fornire il proprio contributo per un’ impresa politica così ambiziosa.

Una nuova sintesi

Dunque, perché la Costituente comunista ora? L’urgenza di una tale iniziativa si è imposta a partire da una doppia constatazione:  da un lato, la conclamata e crescente inadeguatezza delle forze comuniste presenti sulla scena politica del nostro Paese – forze generose ma oggi espressione di un ciclo politico pluridecennale che è andato esaurendo le sue risorse; d’altro lato – e nonostante ciò – la necessità di una forza comunista organizzata, di un partito comunista unificato e rigenerato che operi nel più ampio quadro di un pur auspicabile processo di convergenza della sinistra di classe.

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Tra Medio Oriente e Ucraina: cronache di un’egemonia in declino

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us politics obama bsx10 32435681di Federico La Mattina per Marx21.it

Mentre si raggiunge lo storico accordo con l’Iran, continua la demonizzazione di Assad e gli Usa, rassicurando sauditi e israeliani dopo la batosta iraniana, non sembrano intenzionati a mutare strategia mediorientale nei confronti della Siria. Mentre con Cuba si raggiunge una riappacificazione storica, continua l’aggressione nei confronti del Venezuela bolivariano, asse portante della riscossa continentale della Patria Grande latinoamericana. Continua nel frattempo la guerra civile ucraina, il «ruolo non passivo» [1] della Nato auspicato da Brzezinski si fa sentire e sono in cantiere nuove integrazioni. Il Pivot to Asia contornato dal TPP – che affianca il gemello euro-atlantico TTIP – continua a mettere sotto pressione il dragone cinese, principale rivale geopolitico: qui però la partita è posticipata.

L’egemonia globale della “nazione indispensabile” – che ha rimpiazzato nel Novecento la Gran Bretagna dopo il collasso dell’impero britannico – governata (si fa per dire) dallo zoppicante Obama si trova a gestire (male) una crisi egemonica epocale dalla durata e dagli esiti imprevedibili. Giovanni Arrighi (studioso dei processi di transizione egemonica) ha fatto notare come l’espansione finanziaria della fine del ventesimo secolo sia stata caratterizzata da un’anomalia.

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Le tante guerre dei Clinton che generarono Daesh

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di Marinella Correggia | da www.sibialiria.org

E’ come Mister Hide che dà del criminale a Jack lo squartatore. Il candidato repubblicano alla presidenza degli Stati uniti, Jeb Bush, fratello di George W., ha attaccato la candidata democratica alla presidenza Hillary Clinton ritenendola corresponsabile della crescita del sedicente Stato islamico (Daesh) per la sua gestione del dossier iracheno quand’era segretaria di Stato del presidente Obama: la colpa di Obama-Clinton sarebbe stata di aver fatto partire le truppe statunitensi dall’Iraq, ignorando la minaccia Daesh.

In realtà, H. Clinton è piuttosto responsabile (con tanti altri) per aver appoggiato tre guerre che hanno praticamente generato Daesh e tutti i suoi alleati che stanno distruggendo Medioriente e Africa. Tre guerre, un triangolo infernale.

Iraq 2003. H. Clinton votò a favore della guerra di Bush. L’invasione portò alla crescita di gruppi jihadisti. Le prigioni statunitensi in Iraq, in particolare Camp Bucca,  furono la palestra nella quale jihadisti si conobbero, fecero proseliti e si organizzarono per le lotte future per il califfato.  

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Obama in Africa: ingerenza e dominio

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Africa with Obama overlay w700da www.avante.pt

Traduzione di Marx21.it

La promozione degli interessi economici degli Stati Uniti in Africa e il rafforzamento dell’ingerenza nordamericana nel continente sono stati al centro della visita di Barack Obama in Kenya ed Etiopia.

La visita nei due paesi dell’Africa Orientale, che ricevono importante sostegno militare dagli USA, è stata circondata da misure eccezionali e da un’enorme campagna di propaganda mediatica.

L’agenda africana di Washington era cominciata quando il nuovo presidente della Nigeria, Muhammadu Buhari, aveva avuto colloqui alla Casa Bianca con l’intenzione di migliorare le relazioni economiche e militari tra i due stati. Obama ha affermato che la Nigeria, il primo produttore di petrolio in Africa, “è uno dei paesi più importanti del mondo”. E ha promesso più appoggio ad Abuja nella lotta contro i radicali di Boko Haram, i cui attentati e attacchi hanno provocato migliaia di vittime in Nigeria, ma anche in Camerun e Ciad.

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L’Ucraina non è più un soggetto indipendente della politica internazionale

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simonenko petr nikolaevich 500da www.kpu.ua 
Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Dichiarazione di Petro Simonenko, Segretario del Partito Comunista di Ucraina

Negli anni dell’indipendenza l’Ucraina ha perso lo status di soggetto della politica internazionale, trasformandosi in oggetto di manipolazione. Lo ha dichiarato il leader del Partito Comunista di Ucraina Petro Simonenko.

“L’Ucraina è diventata una piattaforma geopolitica utile all’Europa e all’Occidente per la realizzazione di manipolazioni allo scopo di assecondare i propri interessi egoistici. E se in precedenza il loro obiettivo è stato raggiunto con l’instaurazione di un governo fantoccio che ha “svenduto” l’economia e il mercato interno ucraino, ora i governi occidentali perseguono apertamente i propri scopi mediante la guerra nel paese”, - ha affermato Simonenko.

Secondo il leader del PCU, le attuali autorità, arrivate alla direzione del paese con un colpo di Stato nel febbraio dell’anno scorso , si ostinano a non voler dare ascolto all’altra parte della popolazione dello Stato, quella che vive nell’Oriente, che ha punti di vista diversi.

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Palestina: il diritto al ritorno

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palestina bandiera uomodi Maurizio Musolino, Comitato Per non dimenticare il diritto al ritorno

L’occupazione ha mille facce, mille sfumature, che si incuneano nella quotidianità della vita rendendola disumana. L’occupazione non è mai un qualcosa di astratto, di indefinito, ma si sostanzia con soprusi e privazioni, con l’obiettivo di spezzare la resistenza e la volontà del popolo che la subisce. Ed è precisamente questo che sta accadendo in Palestina, dove Israele impone a uomini e donne, colpevoli solo di rivendicare la propria dignità, una segregazione razziale intollerabile. E lo fa con la complicità di stati e governi che ora con aiuti diretti e ora con silenzi colpevoli sostengono nei fatti l’Occupazione.

L’Occupazione è quindi negazione della vita: impossibilità di lavorare, curarsi, studiare, avere affetti e l’elenco potrebbe continuare, lunghissimo. L’Occupazione è anche pulizia etnica, volontà deliberata di sradicare un popolo dalla sua terra per renderlo altro, un qualcosa di indefinito, un nulla. Il sionismo questo lo ha messo in pratica da sempre, fin dai quei drammatici giorni dopo la seconda guerra mondiale, quando centinaia di migliaia di palestinesi furono cacciati dalle loro case attraverso il terrore e la devastazione. Da lì inizio la diaspora di questo popolo, campi profughi senza diritti ospitati malvolentieri dagli stati limitrofi, ignorati da un Occidente opulento e egoista, condannati a non poter ritornare nelle loro case da una comunità internazionale sorda, cieca e muta. In poche parole: complice del crimine che si stava perpetuando.

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A settembre in Libano per il diritto al ritorno del popolo palestinese

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sabra and shatila by taoufiq d4a35etPER NON DIMENTICARE IL MASSACRO DI SABRA E CHATILA

A SETTEMBRE IN LIBANO PER IL DIRITTO AL RITORNO DEL POPOLO PALESTINESE

Comitato Per non dimenticare Sabra e Chatila - Settembre 2015

Cari amici della Palestina,

Seppur con tanto ritardo, causato dalla missione multipla (Giordania, Libano e Cisgiordania) sulla quale saremo impegnati nei prossimi giorni, anche quest’anno siamo pronti a raccogliere le adesioni e formare una piccola delegazione del Comitato Per non dimenticare Sabra e Chatila che si recherà in Libano a settembre in occasione dell’anniversario del massacro di Sabra e Chatila.

Sarà come sempre un appuntamento importante perché, oltre a ricordare con varie iniziative i trentadue anni dall’eccidio, sarà l’occasione per conoscere esolidarizzare con i tanti palestinesi costretti a uscire dalla Siria, quindi profughi fra i profughi. Una situazione drammatica ed esplosiva che si aggiunge alle già difficilissime condizioni in cui versano i palestinesi in Libano. Tutto questo avviene in un Paese sempre in bilico.

I nostri amici di Beirut Aftal Assomud - impegnati nella programmazione dell’evento al quale noi daremo il nostro contributo di solidarietà, insieme ad altre delegazioni di paesi europei e non - ci aspettano e contano molto sulla nostra presenza e sulla nostra solidarietà.

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Hiroshima e il Giappone imperialista

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hiroshima 2423158kdi Albano Nunes* | da www.avante.pt

Traduzione di Marx21.it

70 anni fa l'imperialismo nordamericano commise il maggiore crimine di guerra che la Storia registri. Il lancio delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, che causò immediatamente la morte di centinaia di migliaia di civili e che lasciò dietro di sé un lascito di terribili lesioni e sofferenze che ancora oggi continuano, è una tragedia che non potrà mai essere dimenticata, come dimenticati non potranno essere i suoi responsabili. E' stato un crimine mostruoso che gli USA giustificarono allora e continuano a giustificare oggi con l'argomento secondo cui in tal modo avrebbero obbligato il Giappone ad arrendersi risparmiando un numero incalcolabile di vite umane. Si tratta di una menzogna spudorata. Il Giappone era già praticamente sconfitto. Terminata la II Guerra Mondiale in Europa, l'Esercito Rosso si trovava finalmente nelle condizioni, nei precisi termini del calendario concordato alla Conferenza di Jalta, di dislocare un grande numero di divisioni nel teatro di guerra dell'Estremo Oriente e passare all'offensiva per schiacciare il militarismo giapponese.

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Il gas della Russia e l’indipendenza dell’Italia

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di Demostenes Floros | da Limes Online

La versione in russo in inosmi.ru

Da anni l’Europa cerca invano un’alternativa energetica a Mosca. È in ballo la sicurezza nazionale: non possiamo lasciare la nostra politica energetica al resto dell’Ue.

Dopo avere aperto luglio poco sotto 1,12€/$, il dollaro si è apprezzato nei confronti dell’euro spingendosi fino a quota 1,08€/$ sulla scia dell’accordo sul nucleare iraniano. Durante l’ultima decade del mese, complice la decisione della Fed di rinviare il rialzo dei tassi di interesse, il cambio si è stabilizzato attorno a quota 1,09€/$.

Nel contempo, il prezzo del petrolio è crollato. La qualità Brent è calata da 62 a 53 dollari al barile [$/b] circa, il Wti da 57$/b a 48$/b.

Le cause sono quattro:

1. Il perdurare dell’eccesso dell’offerta sulla domanda, nonostante quest’ultima sia stimata in crescita di 1.4 milioni di b/d nel 2015 e di 1.2 milioni di b/d nel 2016. Pur in presenza della stabilizzazione della produzione di petrolio statunitense malgrado un modesto calo della componente del fracking, si addensano le nubi all’orizzonte in merito alla sostenibilità finanziaria del tight oil made in Usa. 

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Lettera aperta su Hiroshima e Nagasaki

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nonukesdi Socorro Gomes, Presidente del Consiglio Mondiale della Pace | da cebrapaz.org.br

Traduzione di Marx21.it

L’anniversario di un’efferatezza e l’appello al rafforzamento della nostra lotta contro le armi nucleari

Nel 70° anniversario dei criminali bombardamenti statunitensi contro le città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki, scriviamo per rafforzare la nostra solidarietà al popolo giapponese, vittima di questa terribile inaugurazione dell’uso delle armi nucleari nel nostro mondo. Rendiamo omaggio alle migliaia di vittime di questo crimine di guerra e contro l’umanità perpetrato dall’imperialismo statunitense, fino ad oggi impunito.

Le vittime non sono un numero: sono persone le cui vite furono private nel corso di quella che va considerata la più terribile espressione della promozione della guerra e della brutalità, ma che devono ricevere omaggio nella nostra lotta contro le armi di distruzione di massa e per la pace.

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Porto Rico non è la Grecia?

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puertorico vorticedi Antonio Santos | da www.avante.pt

Traduzione di Marx21.it

Quando il governatore di Porto Rico, Alejandro Garcia Padilla, ha annunciato che il debito del protettorato degli Stati Uniti, del valore di 73 milioni di dollari, “non è pagabile”, le somiglianze con la situazione in Grecia hanno innescato una miccia di confronti pericolosi:  i due paesi hanno sofferto amputazioni di sovranità per entrare a far parte di progetti continentali di matrice neoliberista; entrambi subiscono debiti da usura che oltrepassano largamente la totalità del Prodotto Interno Lordo (PIL) e sia l’uno che l’altro hanno imposto dure misure di austerità ai rispettivi popoli.

Contro questa comparazione, si sono subito sollevati, sui due lati dell’Atlantico,  battaglioni di analisti offesi a dimostrare perché “Porto Rico non è la Grecia”: gli uni si sono rifatti alla risposta della Casa Bianca, che ha rapidamente escluso il “salvataggio”;  gli altri hanno alluso all’impossibilità legale del Fondo Monetario Internazionale di intervenire in un territorio che non è uno Stato indipendente; altri ancora hanno messo in contrasto la natura federale degli USA con l’architettura istituzionale dell’unione Europea e persino l’economista Paul Krugman ha rilevato le differenze nelle statistiche del consumo.

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