L’esperienza della Gioventù Comunista in Unione Sovietica offre una lezione

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Le discussione su come approfondire le riforme nella Lega Comunista Giovanile in Cina non finisce mai. Al riguardo, l'esperienza della Unione Leninista Comunista Giovanile dell'Unione Sovietica può servire da riferimento.

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Leonardo Boff: “Gli USA vogliono ricolonizzare l’America Latina”

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da Avante.pt

L’ex sacerdote e teologo brasiliano Leonardo Boff avverte che esiste “un progetto per ricolonizzare l’America Latina”, da parte degli Stati Uniti che “vogliono controllare ...

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In Spagna, la Fondazione Soros redige una vera e propria lista di proscrizione

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Da tempo è noto un elenco (sicuramente incompleto) delle Ong “filantropiche” finanziate dal magnate George Soros. E’ noto anche ...

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Il silenzio su Slobodan Milosevic

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milosevic astrattodi Giulietto Chiesa
da megachip.globalist.it

La Corte Penale Internazionale per l'ex Jugoslavia ha scagionato Slobodan Milosevic dalle responsabilità per i crimini di guerra della guerra bosniaca 1992-95. 

Si tratta di una notizia di prima grandezza; enormi le implicazioni politiche che essa comporta. Ma stranamente nessuno ne ha parlato tra i grandi media di informazione di massa del mondo intero. Ed è comprensibile che tutti tacciano: coloro che in un coro unanime lo definirono il "macellaio dei Balcani"; coloro che lo paragonarono a Hitler, iniziando la serie che sarebbe poi continuata con Saddam Hussein, con Muhamar Gheddafi, e che vorrebbero continuare con Bashar el Assad. E' comprensibile che tacciano le cancellerie occidentali, in specie quella americana, che vollero la fine della Jugoslavia e la fine di Milosevic.

Possono farlo, perché la "riabilitazione" di Slobodan Milosevic non c'è ancora stata. La sentenza che la contiene è quella che ha portato lo stesso tribunale a condannare a 40 anni di reclusione Radpvan Karadzic. Dunque bisogna leggere quella lunghissima sentenza per scoprire che Milosevic non fu colpevole delle accuse per cui passò in prigione gli ultimi cinque anni della sua vita, da tutti esecrato. Il trucco è tutto qui. La sentenza contro Karadzic risale al 24 marzo di quest'anno. 

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Libia 2011. B. Obama e H. Clinton si rivelano in due video

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clinton obama riflessionedi Marinella Correggia
da www.sibialiria.org

Sirte: gli aerei da guerra degli Stati uniti tornano per così dire sul cielo del delitto. Sono passati quasi cinque anni da quando i bombardieri Usa/Nato facevano da copertura aerea al feroce assedio guidato dai «ribelli di Misurata» e altre forze islamiste. Il pretesto per la guerra aerea della Nato contro la Jamahiriya, iniziata il 19 marzo 2011, era stato la «protezione dei civili libici». Di fatto, Nato, Usa, Francia, Regno unito e Italia fecero da forza aerea di gruppi criminali e jihadisti, responsabili di crimini contro l’umanità: ad esempio omicidi e deportazioni della popolazione nera della città di Tawergha e di diversi cittadini sub-sahariani. 

Pochi mesi fa, il presidente uscente e pluriNobel per la guerra Barack Obama ha dichiarato in un’intervista a Fox News che il più grande errore della sua carriera alla Casa bianca fu probabilmente «non aver pianificato il day after dell’intervento in Libia».

Nel 2014 Obama aveva ammesso che la missione in Libia «non aveva funzionato» (eufemismo) perché i vincitori non si erano impegnati nella fase successiva «per ricostruire una società che non aveva alcuna tradizione civile».

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“Fuori le bombe” per gli Usa in Libia

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usa lybiadi Vijay Prashad* 
da www.alternet.org

Traduzione di Lorenzo Battisti per Marx21.it

Quasi assicurata la diffusione di più miseria in Nord Africa 

Gli Stati Uniti sono tornati a bombardare la Libia. L'obiettivo sono le posizioni dello Stato Islamico nella città di Sirte. Lo SI controlla Sirte e dintorni dallo scorso anno. Sirte è la città di nascita di Gheddafi, la città dove fu anche ucciso. Dopo la caduta di Gheddafi, questa città della Libia centrale ha languito. È diventato il campo da gioco dell'”Alba Libica” - la milizia della città di Misurata, guidata da Salah Badi – e poi della Forza di Protezione Libica di Bengasi. Quest'ultima ha stretti legami con al Quaida ed è parte del consiglio della Shura dei Rivoluzionari di Bengasi. Quando lo scorso anno lo Stato Islamico ha attaccato Sirte, le varie milizie non avevano molti incentivi a restare. Lasciarono la città allo SI e si ritirarono nelle loro città di provenienza. Gli altri tentativi di erodere le posizioni dello SI da parte di altre milizie o eserciti sono falliti.

I militari degli Stati Uniti affermano che continueranno i raid sulle posizioni dello SI finché sarà necessario. Sebbene ci siano truppe speciali degli Stati Uniti sul terreno libico, questo non saranno coinvolte in alcuna azione. Il Governo di accordo Nazionale (GAN) – guidato da Fayez al-Sarraj – ha invitato gli Stati Uniti a bombardare lo Stato Islamico. I tentativi del GAN di sconfiggere lo SI sul terreno si sono fermati dopo alcuni rapidi movimenti nelle città. I bombardamenti aerei americani, spera il GAN, riporteranno le truppe governative sul proprio obiettivo – la sottrazione di Sirte allo SI.

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Consiglio Mondiale della Pace: dichiarazione delle organizzazioni del continente americano

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reuniao regional america 2016da cebrapaz.org.br

Traduzione di Marx21.it

Preoccupate per l’attuale situazione internazionale e regionale, con l’avanzata dell’imperialismo statunitense e dell’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (NATO) e con la diffusa militarizzazione, organizzazioni del continente americano del Consiglio Mondiale della Pace hanno rilasciato una dichiarazione dopo la riunione della regione America, a Toronto, Canada, nel mese di luglio. I membri del CMP si sono impegnati per un’intensa mobilitazione nei propri paesi, per l’Assemblea Mondiale della Pace e per il rafforzamento della solidarietà tra i popoli nella lotta internazionalista per la pace.

Dichiarazione finale

Con la partecipazione di rappresentanti di 10 organizzazioni della Pace del continente americano, si è svolta a Toronto , Canada, nei giorni 18 e 19 luglio 2016, la Riunione Regionale del Consiglio Mondiale della Pace di questa zona geografica, presieduta dalla presidenta del CMP, Socorro Gomes, e dal coordinatore regionale, Silvio Platero.

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“Ciò che non è sotto il loro controllo, gli USA lo considerano una minaccia”

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theotonio dos santos inteynacional maytino 140716 5 copyIntervista a Theotonio dos Santos a cura di Alberto López Girondo

da www.tiempoar.com.ar

Traduzione di Marx21.it

Theotonio dos Santos, a 79 anni si può dire che ha vissuto i grandi processi politici sulla propria pelle, dal suo esilio in Cile dopo il golpe del 1964 e il suo nuovo destino in Messico dal 1973 al ritorno in patria con il passaggio alla democrazia nel 1985. E’ stato uno dei pilastri della Teoria della Dipendenza e in seguito del concetto di Sistema Mondiale. Ora, di passaggio a Buenos Aires su invito del Consiglio Americano di Scienze Sociali, di cui è stato tra i fondatori, cerca di spiegare perché il governo di Dilma si è trovato in agonia e la regione subisce il ritorno al neoliberismo che pareva essersi allontanato da essa.

Vedo la situazione in America Latina come parte di un’offensiva più generale a livello mondiale, il cui elemento determinante è la perdita del controllo economico e politico da parte del centro egemonico del sistema mondiale, rappresentato dagli Stati Uniti”.

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L'Italia è entrata in guerra in Libia

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soldati italia fucileComunicato del Comitato No Guerra No Nato (CNGNN)

L’Italia è entrata in guerra in Libia, anche se finge di prendere tempo. Il Parlamento italiano non è in grado, collettivamente, di formulare nemmeno un’alternativa. Siamo al disastro politico.

Il CNGNN intende invece formulare la sua valutazione dei gravissimi e intollerabili atti di subordinazione/aggressione cui l’Italia partecipa e di cui condivide la piena responsabilità.

Siamo di fronte a un nuovo episodio di colonialismo, aggiornato in funzione della strategia USA-Nato di demolizione degli stati nazionali per controllare territori e loro risorse.

Liberare la Libia dalla presenza dell’ISIS è una scusa indecente. È stata la Nato a portare l’ISIS e Al Qaeda in Libia. L’effetto sarà la riapertura delle basi militati occidentali sul territorio dell’ex Libia. La “missione di assistenza alla Libia”, con l’avallo estero delle Nazioni Unite, consentirà la spartizione “legale” delle preziose risorse energetiche e idriche della Libia e di almeno 150 miliardi di dollari di fondi sovrani libici confiscati illegalmente nel 2011, all’atto dell’aggressione e dell’assassinio di un capo di stato legittimo. Questa rapina di quadruplicherà quando l’export libico tornerà ai livelli per aggressione.

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La persecuzione contro Lula conferma che non c’è più democrazia in Brasile

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lula confirmadi Emir Sader* | da alainet.org

Traduzione di Marx21.it

L’ossessione nel cercare di eliminare Lula dalla vita politica brasiliana, che si configura come una vera e propria persecuzione politica, conferma che il Brasile è uscito dalla democrazia e avanza pericolosamente verso una dittatura, mediante un golpe, l’azione o l’inazione della Giustizia e le campagne sistematiche di diffamazione attuate dai media.

E’ ciò che Lula denuncia, affermando che si sta entrando nello Stato di eccezione come ha dichiarato nel suo documento alle Nazioni Unite, seguendo lo stesso percorso di Julián Assange, difeso dallo stesso avvocato.

Lo scandalo politico e giuridico suscitato dall’accusa a Lula senza alcuna prova, in base a dichiarazioni senza fondamento fatte da un politico dichiarato, il quale sostiene che Lula avrebbe cercato di sospendere le indagini sulla corruzione, e il tentativo di arrestarlo senza alcuna giustificazione configurano una persecuzione politica che supera qualsiasi limite degli spazi democratici. Quando il Potere Giudiziario è complice di questa persecuzione, quando i media sono i principali agenti che cercano di colpevolizzarlo di fronte all’opinione pubblica senza nessuna prova, le cornici dello Stato Democratico di diritto sono state superate e sostituite con la persecuzione pura e semplice.

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Chi sostiene Hillary Clinton

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clinton isisda “Avante!”, settimanale del Partito Comunista Portoghese

Traduzione di Marx21.it

La candidata democratica alla presidenza degli Stati Uniti, Hillary Clinton, è stata dirigente di una società che ha finanziato il cosiddetto “Stato Islamico”. La compagnia, del cui consiglio di amministrazione la candidata ha fatto parte tra il 1990 e il 1992, è donatore finanziario abituale della Fondazione Clinton.

Il portale di notizie The Canary, citato dal canale televisivo Russia Today, sostiene che Hillary Clinton è stata associata alla guida del gigante industriale francese Lafarge, accusato di finanziare segretamente la banda terrorista che gli Stati Uniti dicono di combattere in Siria, in Iraq e in Libia. I documenti ottenuti da diverse inchieste giornalistiche rivelano che la Lafarge ha concluso un “affare lucrativo” con il gruppo jihadista per “massimizzare i guadagni nelle sue operazioni di produzione di cemento nel Medio Oriente” ed è arrivata al punto di comprare petrolio allo “Stato Islamico”.

La Lafarge fa donazioni finanziarie regolari alla Fondazione Clinton, arrivando ad offrirle fino a 100.000 dollari nel 2015. E’ stata poi inclusa nella lista annuale dei donatori della fondazione, in cui è rimasta nel primo trimestre del 2016.

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Dal 2018 in Europa arriveranno le nuove bombe atomiche USA

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bombe nucleari usa 2018da Sputnik News

All’inizio del 2018 gli aerei della US Air Force in Europa saranno dotati delle bombe atomiche ricondizionate B61-12. Secondo Konstantin Sivkov, presidente dell’Accademia di geopolitica, la Russia potrebbe rispondere armando i sistemi missilistici Iskander con testate nucleari.

In precedenza lo United States National Nuclear Security Administration aveva ufficialmente sanzionato l'inizio dei lavori per il ricondizionamento delle bombe atomiche B61-12.

"Non rifaranno la stessa bomba, ricondizioneranno le sue componenti, in particolare, la renderanno più aerodinamica. Non ci vuole tanto tempo, al massimo sei mesi e inizierà la fornitura. Per la Russia si tratterà solo di una contromisura creare delle testate nucleari per i sistemi missilistici Iskander, non ci sono alternative", ha dichiarato Sivkov.

Egli ha aggiunto che la bomba B61-12 è un'arma nucleare caratterizzata da un'alta precisione adatta ad attaccare quei punti di comando pesantemente protetti (che si trovano a grandi profondità).

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A Russia e Cina servono 5-10 anni per rimpiazzare il dollaro

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russiacina usadi Pasquale Cicalese per Marx21.it

Non è di tutti i giorni la possibilità di leggere report in cui si legano geopolitica, finanza e commercio mondiale; spesso le tre cose vengono slegate ed è per questo che gli analisti finanziari non colgono l’essenza del mercato mondiale e le sue dinamiche. E così che si è avuta la fortuna di leggere il report Sinossi 2015 - Rapporto Intermedio 2016 Economia e mercati finanziari - dell’autore Guido Salerno Aletta, editorialista di MilanoFinanza, per la casa editrice Teleborsa, che ha anche un sito di informazione finanziaria.

Partiamo dal capitolo Geopolitica, macroeconomia e finanza. L’autore, dopo aver analizzato il ruolo caotico degli Usa sullo scacchiere mondiale, passa in rassegna il percorso dell’Heartland e del Grande Medio Oriente, quella Via della Seta che è stata studiata ampiamente. Secondo Salerno Aletta, i cinesi si sono negli ultimi tempi ripiegati su se stessi per via della crisi del commercio mondiale e della crisi dell’Occidente. Contemporaneamente hanno costruito un network finanziario e di investimenti lungo la via della Seta, partecipando alla Sco, alla banca dei Brics, all’AIIB e all’Unione Economica euroasiatica. Il network militare ed economico Cina Russia e India costituisce per l’autore un infallibile schema cui l’Occidente non potrà far fronte, malgrado gli Usa abbiano predisposto Il TTP asiatico e il TTIP transatlantico. Perché il network, allargato all’Iran, è composto da tre miliardi di persone, con tre potenze nucleari e l’immenso patrimonio industriale cinese, oltre che le esorbitanti riserve di risparmio e valutarie.

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Turchia

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erdogan 1di Pedro Guerreiro, Segreteria del Partito Comunista Portoghese | da Avante.pt

Traduzione di Marx21.it

Un groviglio di considerazioni e speculazioni continua ad offuscare la nitida comprensione delle contraddizioni che sono all’origine del tentativo di colpo di Stato in Turchia del 15 luglio scorso. Gli elementi conosciuti suggeriscono che il tentativo di golpe è stato scatenato da settori fino a poco tempo prima alleati e che occupavano al momento posizioni molto vicine a Erdogan e all’AKP, come i sostenitori di Gülen, tra gli altri settori.

Gülen, un imam islamico, con profondi legami con gli Stati Uniti – che risalgono alla strumentalizzazione dell’islamismo contro l’Unione Sovietica –, dirige una vasta organizzazione i cui membri hanno occupato importanti posizioni nell’apparato dello Stato (anche nelle forze armate, nella polizia e nella giustizia), così come nell’insegnamento e nei mezzi di comunicazione sociale, che assicurato una crescente influenza nella società turca durante i governi dell’AKP. Tra l’altro, dopo il tentativo di golpe, Erdogan ha rivolto, fondamentalmente e fino a questo momento, le misure repressive contro l’organizzazione diretta da Gülen, che viene indicata come responsabile del golpe, attuando una massiccia epurazione contro le sue molte migliaia di membri.

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Heidegger e la bomba atomica: ovvero la scienza deve pensare

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heideggerdi Gianni Vattimo e Massimo Zucchetti

Per un seminario su “Se la scienza non pensa”, Politecnico di Torino, 2016

Riceviamo dal Prof. Massimo Zucchetti e con la sua autorizzazione volentieri pubblichiamo, ringraziandolo per la segnalazione

Introduzione

L’asserzione di Heidegger «La scienza non pensa» risale all’inizio degli anni 50 dello scorso secolo. Questa frase si è prestata, da quando la scrisse il filosofo, a molte superficiali interpretazioni, molte delle quali in senso riduttivo, quasi ad affermare che il pensiero umano, nella sua accezione più alta, fosse terreno estraneo alla scienza materiale. In realtà, Heidegger – nella trattazione che questa frase contiene - non ha affatto intenzioni denigratorie nei confronti della scienza. Se mai, si tratta – come vedremo - di una delimitazione: una definizione dell’ambito entro il quale, secondo il filosofo, ama muoversi la scienza, stabilendo quei confini naturali che è poi la scienza stessa ad imporsi. Heidegger, anzi, riflette se questi comodi confini siano giustificati.

Sotteso a questa affermazione vi è in realtà il dibattuto concetto di neutralità della scienza. Scienza che dovrebbe occuparsi della ricerca, dell’avanzare della conoscenza tecnica del genere umano, del “progresso”, applicando il metodo scientifico, che tanti successi e miglioramenti materiali ha portato all’umanità negli ultimi secoli. 

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Gli Stati Uniti minacciano di intervenire in Eritrea

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Eritreadi Carlos Lopes Pereira

da “Avante!”, settimanale del Partito Comunista Portoghese

Traduzione di Marx21.it

Ci sono indizi che gli Stati Uniti stiano preparando un intervento militare “umanitario” in Eritrea utilizzando pretesti identici a quelli che avevano giustificato l'aggressione della NATO contro la Libia nel 2011.

A somiglianza di ciò che è accaduto nel paese nordafricano, gli USA si sono appropriati della macchina da guerra dei “diritti umani” delle Nazioni Unite per invocare la “responsabilità di proteggere” i cittadini eritrei dai presunti abusi del proprio governo. Questo principio, responsibility to protect (R2P), era stato utilizzato per legittimare l'intervento in Libia dalla segretaria di Stato nordamericana, Hillary Clinton ora candidata democratica alla presidenza.

Le più recenti denunce delle manovre preparate dagli Stati Uniti contro l'Eritrea sono state fatte attraverso Global Research, un'organizzazione di ricerca e informazione con sede in Canada. Un articolo a firma Glen Ford smonta le ripetute falsità del catalogo delle menzogne imperiali.

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Libia, la grande spartizione

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cannone libia mediorientedi Manlio Dinucci
da il manifesto, 3 agosto 2016

Petrolio, immense riserve d’acqua, miliardi di fondi sovrani. Il bottino sotto le bombe

«L'Italia valuta positivamente le operazioni aeree avviate oggi dagli Stati uniti su alcuni obiettivi di Daesh a Sirte. Esse avvengono su richiesta del Governo di Unità Nazionale, a sostegno delle forze fedeli al Governo, nel comune obiettivo di contribuire a ristabilire la pace e la sicurezza in Libia»: questo il comunicato diffuso della Farnesina il 1° agosto.  

Alla «pace e sicurezza in Libia» ci stanno pensando a Washington, Parigi, Londra e Roma gli stessi che, dopo aver destabilizzato e frantumato con la guerra lo Stato libico, vanno a raccogliere i cocci con la «missione di assistenza internazionale alla Libia». L’idea che hanno traspare attraverso autorevoli voci. Paolo Scaroni, che a capo dell’Eni ha manovrato in Libia tra fazioni e mercenari ed è oggi vicepresidente della Banca Rothschild, ha dichiarato al Corriere della Sera che «occorre finirla con la finzione della Libia», «paese inventato» dal colonialismo italiano. Si deve «favorire la nascita di un governo in Tripolitania, che faccia appello a forze straniere che lo aiutino a stare in piedi», spingendo Cirenaica e Fezzan a creare propri governi regionali, eventualmente con l’obiettivo di federarsi nel lungo periodo. Intanto «ognuno gestirebbe le sue fonti energetiche», presenti in Tripolitania e Cirenaica. 

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Colonialismo, neocolonialismo e balcanizzazione: le tre età di una dominazione

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Land Grab e jpgdi Saïd Bouamamaafricultures.com

da www.investigaction.net

Traduzione di Giulia Salomoni per Marx21.it

Iraq, Libia, Sudàn, Somalia, ecc… la lista delle nazioni che sono uscite a pezzi da un intervento militare statunitense e/o europeo non smette di aumentare. Sembra che al colonialismo diretto di una “prima età” del capitalismo e al neocolonialismo di una “seconda età” succeda ora la “terza età” della balcanizzazione. Parallelamente si può constatare una mutazione delle forme del razzismo. Dopo la Seconda Guerra Mondiale il razzismo culturalista succedette al razzismo biologico e da diversi decenni il primo tende a presentarsi a partire da quello religioso sotto la forma per ora dominante dell’islamofobia. Nella nostra opinione siamo in presenza di tre fasi storiche estremamente vincolate: quella del sistema economico, quella delle forme politiche della dominazione e quella dell’ideologia di legittimazione.

Ritorno a Cristoforo Colombo

La visione dominante dell’eurocentrismo spiega l’emergere e la successiva estensione del capitalismo a partire da fattori interni alle società europee. Da qui si sviluppa la famosa tesi per la quale alcune società (alcune culture, alcune religioni, ecc…) sono dotate di una storicità ed altre no. Quando Nicolas Sarkozy affermava nel 2007 che “il dramma dell’Africa è che l’uomo africano non è entrato a sufficienza nella storia (1)” non faceva altro che riprendere un tema tipico nell’ideologia della giustificazione della schiavitù e della colonizzazione:

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Continua la persecuzione di Israele contro gli attivisti della causa palestinese

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moaracrivelenteNota del Partito Comunista del Brasile (PCdoB) | da www.resistencia.cc

Traduzione di Marx21.it

Espulsa da Israele la militante comunista Moara Crivelente

L’accademica brasiliana Moara Crivelente, militante del Partito Comunista del Brasile (PCdoB) e membro della sua Commissione di Politica e Relazioni Internazionali, è stata arrestata, nella notte del 23 luglio, dallo Stato di Israele, mentre cercava di visitare la Palestina occupata, nell’ambito della sua ricerca per il corso di Dottorato in Politica Internazionale e Risoluzione dei Conflitti dell’Università di Coimbra. Per sette ore è stata interrogata ed alla fine è stata espulsa, con il divieto di entrare nel paese nei prossimi dieci anni.

Durante il lungo interrogatorio, la polizia israeliana ha insistito, invano, perché la brasiliana fornisse i nomi dei palestinesi con i quali era in contatto.

Moara è una delle centinaia di persone che sono espulse ogni anno, mentre cercano di visitare la Palestina. La presunta “unica democrazia” del Medio Oriente, menzogna venduta dalla milionaria propaganda sionista, è in realtà un regime razzista, militarista, repressivo e colonialista. Viola persino le moderate risoluzioni dell’ONU che cercano timidamente di proteggere i diritti dei palestinesi. Nel frattempo, grazie al potente appoggio degli USA, né l’ONU né il suo Consiglio di Sicurezza assumono misure efficaci per frenare il massacro contro l’eroico popolo oppresso.

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Evo Morales: “Gli Stati Uniti non cessano di cospirare contro la Bolivia”

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imperialismoatacaboliviada www.resistencia.cc

Traduzione di Marx21.it

Gli Stati Uniti non cessano di cospirare contro la Bolivia. Lo ha denunciato il presidente Evo Morales, il 29 luglio, dopo le rivelazioni di incontri di funzionari dell’ambasciata nordamericana con oppositori del governo.

“Nonostante l’espulsione dell’ambasciatore nel 2008, il governo degli Stati Uniti non cessa di cospirare con zelo contro la nostra Rivoluzione Democratica e Culturale”, ha scritto Evo nel suo profilo su twitter @evoespueblo.

Il giorno prima, il ministro del governo, Carlos Romero, aveva detto che l’incaricato d’affari degli Stati Uniti in Bolivia, Peter Brennan, ha ammesso i suoi incontri con l’opposizione, tentando di giustificarli.

Il ministro ha avvertito che le riunioni dei diplomatici statunitensi con l’opposizione indeboliscono le relazioni bilaterali e costituiscono un’intromissione negli affari interni della Bolivia.

Così ha detto Romero a Brennan in un incontro, in cui sono stati affrontati diversi temi, tra cui i legami dei funzionari statunitensi con settori della destra e la lotta contro il narcotraffico.

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Gli sforzi incessanti di Hillary Clinton per sabotare il Venezuela

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clinton hillaryda www.resistencia.cc

Traduzione di Marx21.it

Nonostante i suoi richiami pubblici all’amicizia con il Venezuela, le e-mail trapelate del Comitato Nazionale Democratico rivelano che, durante il suo mandato di segretaria di Stato, Hillary Clinton, a porte chiuse, ha continuato a promuovere la sovversione contro il paese latinoamericano.

Le e-mails, diffuse da Wikileaks il 22 luglio, rivelano che, durante il suo mandato come segretaria di Stato nordamericana, Clinton aveva chiesto all’allora vicesegretario di Stato per gli Affari dell’Emisfero Occidentale, Arturo Valenzuela, come fosse possibile “contenere” (l’ora scomparso leader venezuelano) Hugo Chavez. Valenzuela aveva accennato alla necessità di contattare altri partners regionali per contribuire a minare Chavez.

“Abbiamo bisogno di considerare attentamente le conseguenze dell’affrontarlo pubblicamente, ma dovremmo ricercare nuove opportunità in altri paesi della regione per agire”.

Le e-mails trapelate confermano la tendenza continua degli USA ad attuare interventi segreti in relazione al Venezuela e ad altri governi di sinistra in America Latina, come quelli di Cuba e dell’Ecuador. Wikileaks ha anche svelato la strategia dell’ambasciata degli USA nel 2006 per l’allora democraticamente eletto presidente Chavez che affermava che “un approccio creativo degli USA ai partners regionali di Chavez porterà a una spaccatura tra loro”.

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Il “Fronte al Nusra” cambia nome. Il Vescovo Audo: puro tatticismo, i 'ribelli moderati' non esistono

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AL NUSRA facebookda www.fides.org

Aleppo (Agenzia Fides) - La scelta della fazione jihadista Jabhat al-Nusra di cambiare nome e di annunciare la propria fuoriuscita formale dalla rete di al Qaida rappresenta “una pura mossa tattica per accreditare il simulacro di una fantomatica 'ribellione islamista moderata' che sarebbe presente nel ventaglio di forze impegnate nella guerra contro Assad. Una entità che in realtà non esiste”. Ne è convinto il gesuita siriano Antoine Audo, Vescovo caldeo di Aleppo. “Cambiare il nome, e dichiarare a parole la propria uscita dalla rete di al Qaida” dichiara il Vescovo della città martire siriana all'Agenzia Fides, “non cambia assolutamente nulla sul piano della realtà. Loro sono gli stessi, esponenti delllo stesso estremismo sunnita jihadista. Cambiano nome per puro tatticismo. Un gioco ingannevole, per provare a presentarsi come rappresentanti di quella immaginaria 'opposizione moderata siriana' di cui sembrano avere bisogno certi poteri per continuare a perseguire i propri disegni sulla Siria”. 

Ieri, giovedì 2o luglio, Abu Muhammad al-Jawlani, capo militare del Fronte al Nusra, ha annunciato che il gruppo d'ora in poi si chiamerà Jabhat Fatah Al-Sham (“Il Fronte per la Conquista del Levante”).

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