Sovversioni colorate: è arrivato il momento della Cina?

Sovversioni colorate: è arrivato il momento della Cina?

di Diego Angelo Bertozzi

L'offensiva dell'imperialismo statunitense è generale – e segnala quanto sia lenta e irta di ostacoli la transizione al multipolarismo - e tocca, quasi in contemporanea, i suoi ...

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Le promettenti prospettive del marxismo e del socialismo nel mondo

Le promettenti prospettive del marxismo e del socialismo nel mondo

di Wang Weiguang, tratto dal n° 1-2/2014 di MarxVentuno rivista

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I palestinesi disillusi dal comportamento dell'Unione Europea

I palestinesi disillusi dal comportamento dell'Unione Europea

da Avante.pt

Intervista a Miguel Viegas, parlamentare europeo del Partito Comunista Portoghese

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Così si unirono i lavoratori di tutto il mondo

Così si unirono i lavoratori di tutto il mondo

di Angelo D'Orsi

Il 28 settembre di 150 anni fa nasceva a Londra la Prima Internazionale. La vicenda in un’antologia di testi dell’epoca, da Marx a Bakunin, agli scritti degli operai. Una lettura preziosa in un momento storico in cui i diritti dei…

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Obama all’Onu rilancia la «guerra globale al terrorismo»

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di Manlio Dinucci | da il manifesto, 23 settembre 2014

obama barack 2Alla 69a sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni unite, che si apre oggi a New York sotto la sua presidenza, il presidente degli Stati uniti Obama domani «chiamerà il mondo a raccolta contro la minaccia dell’Isis». Subito dopo lo stesso Obama presiederà una speciale riunione del Consiglio di sicurezza, che dovrebbe approvare una risoluzione presentata dagli Stati uniti.

A quanto si legge nella bozza fatta circolare giorni fa dall’agenzia di stampa Reuters, la risoluzione si concentra su uno specifico aspetto della campagna contro lo «Stato islamico dell’Iraq e della Siria»: quello di obbligare tutti i paesi a «prevenire e sopprimere il reclutamento, l’organizzazione, il trasporto e l’equipaggiamento di individui che si recano in altri Stati allo scopo di pianificare, preparare o attuare atti terroristici, oppure di fornire o ricevere addestramento terroristico e finanziamenti per tali attività». In base al capitolo 7 dello Statuto delle Nazioni Unite, il Consiglio di sicurezza avrebbe l’autorità di adottare misure per obbligare gli Stati ad attenersi a quanto stabilito nella risoluzione.

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I comunisti per una Gran Bretagna federale

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scotland-independence-referendum full 600da www.communist-party.org.uk | Traduzione di Marx21.it

Un commento del Partito Comunista della Gran Bretagna dopo il referendum in Scozia.

La campagna e il risultato del referendum scozzese hanno dimostrato che abbiamo bisogno di procedere progressivamente verso un sistema democratico e federale per le nazioni della Gran Bretagna.

Anche se il popolo scozzese ha votato contro l'indipendenza, molti lo hanno fatto sulla base della promessa dell'attribuzione di maggiori poteri al Parlamento scozzese. La sostanziosa minoranza di elettori che ha votato per la piena indipendenza riflette l'ostilità sempre più diffusa che esiste verso politiche corrotte, capitaliste, di un establishment con i suoi politici corrotti e istituzioni lontane.

Tra la maggioranza degli elettori di entrambe le parti c'è stato l'evidente rifiuto delle politiche del neoliberismo, dell'austerità e delle privatizzazioni e a favore dello stato sociale e della tassazione progressiva.

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Il PdCI aderisce alla manifestazione della Fiom

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fiom 11da www.comunisti-italiani.it

Il Partito dei Comunisti Italiani aderisce alla mobilitazione proclamata dalla Fiom per il 18 ottobre. Giudichiamo gravissimo il nuovo attacco portato ai diritti dei lavoratori italiani, martoriati da anni dai vari governi, dalle ricette dell’austerity imposte dall’Ue e dal Fondo monetario. Dopo aver supinamente accettato i trattati economici e i vincoli di bilancio, ora il governo Renzi si appresta a completare l’opera: una precarizzazione generale e perenne dei rapporti di lavoro.  In tutto questo, ancora una volta, l’offensiva viene concentrata contro l’art. 18 dello Statuto dei lavoratori. L’obiettivo è chiaro: abbattere anche simbolicamente una delle conquiste più importanti conseguite dal movimento dei lavoratori italiani. La follia assoluta di questa offensiva è chiaramente rappresentata dall’assunto per cui l’occupazione possa essere rilanciata con la facilitazione dei licenziamenti. A questa  folle ricetta noi contrapponiamo la necessità di uno stop alla massa di licenziamenti attraverso un intervento diretto dello Stato a garanzia dell’occupazione e un sostegno al reddito delle fasce popolari martoriate in questi anni di “controriforme”. 

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La crescita dell’estrema destra e la fine del mito svedese

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Sweden-Democrats-leader-J-011di Lorenzo Battisti* per Marx21.it

Anche se ormai da tempo non corrisponde più alla realtà, per molti italiani l’immagine della Svezia è legata al mito di paese tollerante e solidale, con uno stato sociale avanzato e accogliente verso gli immigrati. Il famoso modello svedese che i socialdemocratici di tutto il mondo indicano come obiettivo.

La cultura popolare, da Stiegg Larsson a Henning Mankell, ci aveva avvertito che la Svezia non corrispondeva più a questo mito e che qualcosa di nero stava crescendo al suo interno. Sarebbe bastata un’osservazione più attenta per vedere i tanti mutamenti di questo paese oltre il mito. Con le elezioni di quest’anno, se non fossero bastate quelle del 2006 e del 2010, questo mito va in frantumi in maniera evidente e clamorosa.

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PdCI Marche: Cronaca della Conferenza Regionale

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a cura della redazione
da pdcimarche.wordpress.com

Ancona, sabato 13 settembre, ore 15.30, presso la sala dell’ANPI: i compagni e le compagne del PdCI delle Marche iniziano pian piano ad “occupare” la sala dedicata alla lotta di Liberazione e attorno alle 16.00, su ogni seggiola, vi è un compagno o una compagna di Ancona, di Fermo, di Pesaro, di Macerata, di Ascoli Piceno. In fondo alla sala l’operatore del TG3 inizia a riprendere tutti i “movimenti” : sta aprendosi la Conferenza Regionale Politica e Organizzativa del PdCI delle Marche. Uno dopo l’altro arrivano gli ospiti che porteranno un saluto: Edoardo Mentrasti ( coordinatore regionale SEL Marche); Maurizio Belligoni ( segretario regionale PRC Marche); Marco Amagliani ( coordinatore regionale “Essere Comunisti”, PRC Marche); Vilma Bontempo ( segreteria regionale CGIL); Rino Pirani ( avvocato del Lavoro) e altri, tra i quali una delegazione di operai della “ Indesit – Wirlphool” di Fabriano, dove il PdCI, il 10 settembre, assieme alla FIOM, ha organizzato una manifestazione/convegno proprio sul tema della svendita della Indesit agli americani. Prima che la Conferenza inizi, la giornalista del TG3 “cattura” Cesare Procaccini, il segretario nazionale del PdCI, per un’intervista che andrà in onda, assieme al servizio sull’intera Conferenza, la sera stessa, sul TG3 Marche, alle 19.30.

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Napoli, 13 settembre: resoconto e video dell'iniziativa sulla crisi ucraina

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novorossija fighter sketcha cura di Andrea Catone

Napoli, 13 settembre. Sabato sera, tra frammenti di voci in italiano e in russo, la bella sala dell’associazione Gorkij, dalle pareti straripanti di libri di storia e cultura russa, è gremita come non mai, con molte persone in piedi che non riescono a trovare una sedia. Si inaugura una mostra fotografica che non ha bisogno di didascalie: sono le macerie e i volti scavati dall’angoscia della popolazione della Novorossija – un bambino che cerca il rifugio, un anziano che salva i libri dopo la distruzione della sua casa bombardata criminalmente dall’esercito di Kiev.

L’argomento è di scottante attualità, e ci coinvolge direttamente tutti, italiani, ucraini, russi. È la crisi ucraina, la più acuta crisi internazionale nel cuore dell’Europa dopo la guerra fredda. Più acuta anche – per i soggetti investiti e le implicazioni geopolitiche – della crisi provocata dall’aggressione della NATO contro la Serbia nella primavera del 1999. Cerchiamo di capire stasera perché e da chi tale crisi è stata innescata, che cosa è accaduto, quali sono le prospettive.

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L'egemonia in gioco, il mondo pure

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russia-ucraina-SUAdi Salvador González Briceño* | da alainet.org

Traduzione di Marx21.it

La Russia dopo l'offensiva in Ucraina è il nemico da vincere per gli Stati Uniti

Gli Stati Uniti non sembrano indietreggiare. Continua l'offensiva contro la Russia nell'arena mondiale. Ci sono vari fronti aperti, ma il più minaccioso continua ad essere quello della guerra in Ucraina.

Perlomeno, lo scenario dove si decideranno le partite più sporche della scacchiera geopolitica con l'uso della violenza contro civili innocenti nell'est di quel paese. Con un alleato chiaramente filo-occidentale, Poroshenko.

Vale a dire, con l'aperta partecipazione militarista della NATO che comanda l'Unione Europea, ciò che si vuole è accerchiare ancora di più la Russia con una doppia finalità: 1) mantenere ad ogni costo l'egemonia imperiale sopra e contro il mondo senza oppositori di fronte, perché la crisi economica lo richiede urgentemente; 2) per ottenere il controllo delle regioni dell'est europeo – in altri momenti “comuniste” - e di quelle dell'Asia Centrale che posseggono enormi giacimenti energetici. O per strapparle senza competitori, come è successo dopo l'11 settembre.

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Hong Kong, colonialismo di ritorno e speranze di "rivoluzione"

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hongkong cina bandieradi Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

Partiamo da un dato di fatto (testardo) non contestabile: nel 2017 cinque milioni di cittadini di Hong Kong eleggeranno, per la prima volta, a suffragio universale il proprio Capo dell'esecutivo: un avanzamento sostanziale – un concreto “balzo in avanti” - se si pensa che neppure vent'anni fa la nomina arrivava direttamente dalla Corona britannica, ancora potere coloniale. Certo, il meccanismo elettorale studiato dal Comitato permanente dell'Assemblea nazionale del popolo prevede una pre-selezione delle candidature da parte di una commissione di 1.200 persone rappresentative di diverse categorie sociali e produttive (ma uno sbarramento all'8% non rappresenta esso stesso una pre-selezione poco democratica, una forzata limitazione della libertà di scelta e la negazione della prescrizione costituzionale del “voto libero e uguale”?), ma il dato non cambia: per l'ex colonia britannica e la sua popolazione si apre un nuovo capitolo. Tanto che a riconoscerlo – pur tra le accuse di tradimento e voltafaccia – è lo stesso governo britannico in un comunicato ufficiale: "Mentre ci rendiamo conto che non esiste un modello perfetto, la cosa importante è che la gente di Hong Kong ha ottenuto una vera e propria scelta".

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L'Assemblea Generale dell'ONU e la lotta antimperialista

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Editoriale di Vermelho, portale web del Partito Comunista del Brasile (PCdoB)
da vermelho.org.br | Traduzione di Marx21.it

onu assembleaE' iniziata il 16 settembre la 69° sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che ha come priorità quella di stabilire l'agenda post-2015 dello sviluppo sostenibile, che presenterà nuovi obiettivi e sfide di progresso globale, in sostituzione degli obiettivi del millennio fissati 14 anni fa.

L'eliminazione della povertà estrema, la lotta alle disuguaglianze e asimmetrie Nord-Sud, e la difesa della natura emergono tra le questioni più sentite.

L'Assemblea Generale è per principio il più importante organismo del sistema multilaterale, poiché raggruppa a parità di condizioni i 193 paesi membri. In quanto tale, è suo dovere affrontare le questioni relative alla pace mondiale, all'economia, ai disequilibri ambientali, alla sicurezza alimentare, alla lotta alle epidemie, come quella di ebola, e alla sempre necessaria e ancora urgente riforma dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, e specialmente del suo Consiglio di Sicurezza.

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La coalizione dei colpevoli

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isis truppea cura della redazione di Sibialiria
da www.sibialiria.org

LA COALIZIONE DEI COLPEVOLI. LA MADRE (E I PADRINI) DI TUTTE LE AL QAEDE – E ALLEATI DI FERRO DELL’ITALIA…


“Lo Stato islamico, al Qaeda, gli Stati Nato/Golfo e i “ribelli moderati” in Siria e Libia”. PARTE SECONDA

Dagli inizi di agosto il sistema giudiziario dell’Arabia saudita – alleata di ferro dei paesi occidentali e dell’Italia – ha eseguito 22 decapitazioni. Malgrado la crisi di vocazione fra i boia, dal 1985 a oggi nel regno dei ricchi dissoluti Saud questo metodo di esecuzione ha fatto duemila vittime; accusate ad esempio di stregoneria e preferibilmente immigrate. Anche la lapidazione, soprattutto per le donne, è ancora in vigore a Riad. A parte l’insegnamento a livello di «ideali» e stile, l’Arabia saudita e i suoi oligarchi sono anche concretamente le grandi madri di tutti i terroristi sedicenti islamici. Non le uniche, però..

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Porre fine al terrore politico e all'arbitrio in Ucraina. Libertà ai prigionieri politici!

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pc ucrainada www.kpu.ua
Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Dichiarazione del 48° Congresso straordinario del Partito Comunista di Ucraina

Il Congresso esprime profonda preoccupazione e indignazione per il continuo diffondersi nel paese di un clima di sfrenata isteria anticomunista, caratterizzato come mai in precedenza dalla pratica del terrore politico e della repressione nei confronti dei comunisti e delle altre forze di opposizione. Con le proprie azioni illegali, attraverso la ricerca di nemici interni ed esterni, il regime antipopolare, instaurato in Ucraina con il colpo di stato del febbraio 2014, cerca di distrarre l'attenzione della società dalla bancarotta della sua politica insensata, che ha portato l'economia nazionale al collasso, il paese alla guerra fratricida, alla minaccia della secessione e alla perdita dell'autorità dello stato.

L'attività dell'apparato repressivo statale, in particolare del Servizio di sicurezza, del Ministero degli affari interni, degli organi giudiziari, dei gruppi armati illegali, delle organizzazioni neo-naziste, degli eredi morali dei collaboratori fascisti del tempo della Grande Guerra Patriottica è indirizzata a sopprimere qualsiasi dissenso, a perseguitare dirigenti e funzionari del Partito Comunista, i militanti comunisti.

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Sciopero generale contro l'attacco del governo Renzi ai diritti dei lavoratori

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lavoro futuro ilvadichiarazione di Stefano Barbieri, Segreteria nazionale PdCI

La minaccia di procedere per decreto all’abolizione dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori e solo l’ultimo attacco, in ordine di tempo, da parte del Governo Renzi al mondo del lavoro, reo di godere di diritti di civiltà conquistati con lotte e sacrifici.

Proporre la cancellazione per tre anni della norma del reintegro contro i licenziamenti senza giusta causa e sostituirla con il contratto a tutele crescenti, senza peraltro cancellare nessuna delle 46 forme di contratto precario tuttora in vigore, è una presa in giro che nemmeno i governi esplicitamente di destra che si sono susseguiti in questi ultimi 25 anni avevano mai osato.

Come abbiamo già detto, tutto l’impianto del Job act è completamente insensato perché si basa sull’idea che si possa creare lavoro liberando i licenziamenti e cancellando i diritti ai lavoratori, facendo finta di non vedere che così si creerà solo nuova disoccupazione ed un vero e proprio disastro sociale.

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Paracadutisti italiani nell’inferno centrafricano

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para italianidi Antonio Mazzeo
da antoniomazzeoblog.blogspot.it

Nuovo intervento delle forze armate italiane in terra africana. Nei giorni scorsi si è concluso a Bangui, capitale della martoriata Repubblica Centrafricana, lo schieramento di una cinquantina di militari dell’Esercito che saranno integrati nella forza multinazionale dell’Unione Europea, attivata in loco lo scorso giugno (EUFOR RCA). Il personale italiano proviene dall’8° Reggimento genio guastatori della Brigata paracadutisti “Folgore” di Legnago (Verona) ed è stato schierato presso la base “Ucatex” di Bangui, mentre due ufficiali saranno impiegati presso il Comando generale operativo di Larissa (Grecia). La missione italiana nella Repubblica Centrafricana non si concluderà prima del 15 dicembre 2014 ed è stata finanziata con 2.987.065 euro grazie al decreto legge n. 109 dell’1 agosto scorso che ha prorogato sino alla fine dell’anno le sempre più numerose missioni internazionali delle forze armate e di polizia.

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Le ingiustizie secondo Matteo Renzi

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renzi2Partito dei Comunisti Italiani – Veneto

Matteo Renzi, nel suo discorso sui “mille giorni”, tra un annuncio e l'altro, tra una minaccia e l'altra, ha parlato di “ingiustizie” e ha attaccato i sindacati e la sinistra che, secondo lui, le difenderebbero.

Ma cosa voleva dire Renzi con «il diritto del lavoro non potrà essere quello di oggi»? O con la frase «non c'è cosa più iniqua e meno di sinistra che dividere i cittadini tra quelli di serie A e quelli di serie B, dobbiamo superare un mondo del lavoro basato sull'apartheid»? Ma a quali fatti ingiusti si riferiva Renzi, al di là delle “belle parole” quasi sempre retoriche e furbescamente ambigue (così come vuole la propaganda) che ha pronunciato? Al fatto, forse, che c'è una minima parte della popolazione italiana che ha la stragrande maggioranza della ricchezza del paese? Al fatto che chi possiede tali ricchezze, spesso esporta capitali, delocalizza il lavoro, evade le tasse e corrompe per aumentare la propria ricchezza? Al fatto che si privatizza tutto, dalle industrie strategiche ai beni comuni e ai servizi come sanità e scuola, regalando a “lorpadroni” ricchezze che dovrebbero essere di tutti? Al fatto che ci sono dirigenti come Marchionne che pontificano su come cambiare l'Italia senza pagare le tasse nel nostro paese? Al fatto che si danno ai dirigenti stipendi e buone uscite di decine di milioni (solo a mo' di esempio ricordiamo i 27 milioni di euro che verranno dati a Luca Cordero di Montezemolo per lasciare la presidenza della Ferrari)? Cifre da capogiro che corrispondono a quanto un operaio o un impiegato riceve in centinaia di anni di lavoro.

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A cinque anni dal golpe in Honduras

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golpe honduras bandiera fuocoIntervista a Juan Barahona, del partito LIBRE
da www.radiomundoreal.fm | Traduzione di Marx21.it

Organizzazioni e movimenti sociali ricordano i cinque anni da quando le forze coordinate da Roberto Micheletti rovesciarono il presidente honduregno José Manuel Zelaya.

Il Fronte Nazionale di Resistenza Popolare, il movimento nato per combattere il golpe, ha organizzato, in questi mesi, mobilitazioni nella capitale Tegucigalpa e in diversi dipartimenti. “La valutazione che facciamo è che il popolo è sceso nelle strade, che continua a rifiutare il colpo di Stato, e molto di più ora, passati cinque anni, che stiamo patendo le conseguenze negative del golpe, con più povertà, più miseria, violazione sistematica dei diritti umani”, ha dichiarato a Radio Mundo Real il dirigente del FNRP ed ex candidato alla vicepresidenza per il Partito Libertà e Rifondazione (LIBRE) Juan Barahona.

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I comunisti italiani alla Festa di Avante (5-6-7 settembre 2014)

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festadoavante 2014 bandieredi Lucia Mango, Segreteria nazionale PdCI

Arrivare alla Festa do Avante con la delegazione dei compagni che devono mettere in piedi lo stand del PdCI significa vedere la festa nei giorni precedenti all'apertura ed avere una prospettiva un po' diversa, che rende l'idea della mole di lavoro che sta dietro un evento di tale portata. Un'intera collina, di proprietà del PCP coperta di stands di ogni tipo, palchi e teatri, costruiti di compensato e tubi innocenti, dipinti a mano e decorati dalle compagne e dai compagni, militanti del partito comunista portoghese. L'apertura è prevista per il venerdì alle 18. Il giovedì mattina sembra che niente sia pronto, ogni stand è in costruzione e i compagni sono al lavoro dappertutto. L'immagine di un partito dinamico e coeso, i cui militanti vivono un senso di appartenenza che li rende ciascuno responsabile del proprio compito è forte e contagiosa. Al lavoro centinaia di ragazze e ragazzi giovanissimi, guidati da compagni con maggiore esperienza e dalla musica, delle prove dei vari spettacoli, che vedranno la presenza di artisti di rilievo nazionale.

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Qualche chiarimento a proposito dell’Appello

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lavoro cccp manifestodi Bruno Steri | da www.ricostruirepc.it

Pubblichiamo come contributo alla discussione sulle prospettive dei comunisti in Italia

Com’era prevedibile, la pubblicazione dell’appello Un’associazione per la ricostruzione del Partito Comunista nel quadro ampio della sinistra di classe, oltre che a un congruo numero di convinte adesioni (che peraltro continuano ad arrivare e che provvederemo a raccogliere e a pubblicare), ha dato luogo anche a critiche di diverso – e spesso opposto – tenore. Del resto, in una situazione così complicata per la sinistra e specificamente per i comunisti,  sarebbe davvero strano che una simile iniziativa non andasse incontro a diffidenze, perplessità, dissensi.L’importante è stare al merito delle questioni essenziali e evitare fraintendimenti (quelli sinceramente espressi come quelli più o meno interessati). Un commento polemico, fermo quanto garbato, è venuto ad esempio dal compagno Stefano Azzarà (vedi il suo blog ‘Materialismo storico’) di cui riproduciamo un estratto e che assumiamo come emblematico di una certa critica per così dire “da sinistra”. 

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Operazione Isis, l’obiettivo è la Cina

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isis paratadi Manlio Dinucci
da il manifesto, 16 settembre 2014

Mentre l’Isis diffonde attraverso le compiacenti reti mediatiche mondiali le immagini della terza decapitazione di un cittadino occidentale, suona un altro campanello di allarme: dopo essersi diffuso in Siria e Iraq, l’Isis sta penetrando nel Sud-Est asiatico. Lo comunica la Muir Analytics, società che fornisce alle multinazionali «intelligence contro terrorismo, violenza politica e insurrezione», facente parte dell’«indotto» della Cia in Virginia, usata spesso dalla casa madre per diffondere «informazioni» utili alle sue operazioni.

Campo in cui la Cia ha una consolidata esperienza. Durante le amministrazioni Carter e Reagan essa finanziò e addestrò, tramite il servizio segreto pachistano, circa 100mila mujaheddin per combattere le forze sovietiche in Afghanistan. Operazione a cui partecipò un ricco saudita, Osama bin Laden, arrivato in Afghanistan nel 1980 con migliaia di combattenti reclutati nel suo paese e grossi finanziamenti.

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Crisi del lavoro e unità dei lavoratori

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sicurezza-lavoro2di Giorgio Langella, segretario regionale PdCI Veneto

I dati di luglio dimostrano in maniera inequivocabile come, nella nostra provincia (ma il problema è diffuso in tutto il paese), la situazione del lavoro continui a peggiorare. Non c'è nessuna inversione di tendenza rispetto a quella fortemente negativa degli ultimi anni.

Le ore di cassa integrazione autorizzate tra gennaio e luglio del 2014 sono complessivamente 8.009.333 con un aumento del 12,2% rispetto alle 7.138.308 autorizzate nei primi sette mesi dell'anno scorso. Il calo delle ore di cassa integrazione ordinaria (che passano da 2.924.611 del 2013 a 1.824.614 quest'anno) è “spazzato via” dal forte aumento, registrato in un anno (+46,8%), di quelle della CIG straordinaria che, a luglio 2014, hanno raggiunto la cifra di 6.184.719 (nel 2013 furono 4.213.697).

Nei primi sette mesi di quest'anno, i lavoratori messi in mobilità (legge 233/91 – licenziamenti collettivi) sono 1.281 con un aumento pari al 39,8% rispetto ai 916 dello stesso periodo del 2013. A fine luglio, nella sola provincia di Vicenza, risultano iscritti nelle liste di mobilità 4.454 lavoratori con un aumento di 145 unità rispetto a giugno e di 483 unità nei 12 mesi.

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