Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Automazione e riduzione dell’orario di lavoro

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ingranaggidi Simone Fana
da sbilanciamoci.info

Le più recenti forme di organizzazione del lavoro – imposte dalla “sharing” e gig economy – rendono necessario un ripensamento delle politiche sui tempi di lavoro

La cronaca degli ultimi mesi ha riportato al centro del dibattito pubblico il nesso che lega i processi di innovazione tecnologica e le dinamiche del mercato del lavoro, attualizzando tendenze che stanno modificando alla radice gli assetti produttivi e i modi di produzione capitalistici. Elementi comuni collegano le vertenze dei lavoratori di Almaviva, in seguito al piano di ristrutturazione produttiva e agli esuberi del personale addetto ai call center, le proteste dei tassisti contro il colosso della sharing economy Uber e le rivendicazioni dei lavoratori impiegati nella Grande Distribuzione. Un elemento che svolge un ruolo centrale nel ricollocare le specificità settoriali in un terreno unitario è legato alla rapida ascesa dei colossi dell’economia digitale e al ruolo di avanguardia del processo produttivo esercitato dagli oligopoli privati. Amazon, Uber, AirBnb non sono semplicemente leader nei settori del trasporto o degli alloggi, ma sono gli attori che stanno modificando la geografia degli assetti produttivi, agendo nella direzione di un’ unificazione dei processi di lavoro e dell’organizzazione della produzione.

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Breve storia della NATO dal 1991 ad oggi (Parte 2)

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guerra balcani 252437di Manlio Dinucci

Parte 1

L’INTERVENTO NATO NELLA CRISI BALCANICA 

Il «nuovo concetto strategico» della Nato viene messo in pratica nei Balcani, dove la crisi della Federazione Jugoslava, dovuta ai contrasti tra i gruppi di potere e alle spinte centrifughe delle repubbliche, ha raggiunto il punto di rottura. 

Nel novembre 1990, il Congresso degli Stati Uniti approva il finanziamento diretto di tutte le nuove formazioni «democratiche» della Jugoslavia, incoraggiando così le tendenze secessioniste. In dicembre, il parlamento della Repubblica croata, controllato dal partito di Franjo Tudjman, emana una nuova costituzione in base alla quale la Croazia è «patria dei croati» (non più dei croati e dei serbi, popoli costituenti della repubblica) ed è sovrana sul suo territorio. Sei mesi dopo, nel giugno 1991, oltre alla Croazia, anche la Slovenia proclama la propria indipendenza. Subito dopo, scoppiano scontri tra l’esercito federale e gli indipendentisti. In ottobre, in Croazia, il governo Tudjman espelle oltre 25mila serbi dalla Slavonia, mentre sue milizie occupano Vukovar. L’esercito federale risponde, bombardando e occupando la città. La guerra civile comincia a estendersi, ma potrebbe ancora essere fermata. 

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Il fiasco del Maidan bielorusso

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di Oleg Stepanenko

“Pravda”, organo del Partito Comunista della Federazione Russa

da kprf.ru

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

L'opposizione “democratica” bielorussa e i suoi padroni occidentali hanno subito l'ennesimo fiasco. Il 25 marzo avevano programmato un'azione di massa “contro il regime di Lukashenko”. La data prescelta spiega il significato dell'iniziativa. Esattamente 99 anni fa un gruppo di “democratici” aveva dichiarato la fantomatica Repubblica Popolare Bielorussa (BNR), la cui Rada aveva approvato documenti che sancivano la rottura con la Russia e si era rivolta al Kaiser “con parole di profonda gratitudine per la liberazione della Bielorussia da parte delle truppe tedesche”, assicurando che “solo sotto la protezione dell'impero germanico il paese avrebbe visto un futuro migliore”. I capi della BNR, che in seguito si sarebbero messi al servizio di Hitler, inondarono di sangue la terra bielorussa. Proprio il 25 marzo, proclamato dai democratici la “giornata della libertà”, è stato scelto per organizzare il Maidan a Minsk.

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A 100 anni dalla Grande Rivoluzione Socialista di Ottobre

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akel logoIntervento del Partito Progressista dei Lavoratori di Cipro (AKEL)

da ecm2017.wordpress.com

Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

ECM 2017 - Incontro Comunista Europeo 2017, Bruxelles, 24/01/2017

"A 100 anni dalla Grande Rivoluzione Socialista di Ottobre. Il capitalismo, i monopoli e l'Unione Europea portano crisi, guerre e povertà. Il Socialismo è attuale e necessario"

Compagni,

A nome del Comitato Centrale di AKEL (Cipro), permettetemi di esprimere la nostra gratitudine al KKE per l'invito all'incontro odierno. Rivolgiamo inoltre i nostri più calorosi saluti fraterni a tutti i Partiti comunisti e operai d'Europa che sono rappresentati qui oggi.

Il 2017 segna il compimento di un secolo da quell'evento storico la cui importanza mondiale rischiarò la Storia e che tuttora la illumina: la lotta per la liberazione dei popoli del mondo dall'oppressione e dallo sfruttamento di classe. Questo anniversario è l'occasione per riflettere ancora una volta sulle lezioni, le conclusioni e i doveri che ne scaturiscono. Da parte nostra, vorremmo mettere a fuoco alcuni aspetti specifici.

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Il Partito Nazionale Scozzese e le politiche di classe

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Saltire and union flag 009"Morning Star

Traduzione di Marx21.it

Editoriale di “Morning Star”, quotidiano online vicino ai comunisti britannici (Communist Party of Britain)

Il nostro giornale è orgoglioso della sua storia nella difesa dei diritti nazionali e democratici dei popoli scozzese e gallese.

In uno Stato multinazionale, un livello di autonomia nazionale è essenziale per tutti coloro che desiderano esprimere un'identità e una cultura proprie e distinte. In quanto nazioni, la Scozia e il Galles hanno diritto a determinare il loro futuro, fino a prendere in considerazione la separazione dall'Inghilterra e dalla Gran Bretagna.

Queste sono questioni di principio a cui noi aderiamo senza condizioni.

Tuttavia, la questione di come e quando deve esercitare i suoi diritti è materia di discussione. Come ha detto Lenin, difendere il diritto al divorzio non significa chiedere che una coppia in particolare – se non tutte le coppie – divorzino.

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Breve storia della NATO dal 1991 ad oggi (Parte 1)

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1949natosummit natodi Manlio Dinucci

La Nato, fondata il 4 aprile 1949, comprende durante la guerra fredda sedici paesi: Stati Uniti, Canada, Belgio, Danimarca, Francia, Repubblica federale tedesca, Gran Bretagna, Grecia, Islanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Turchia. Attraverso questa alleanza, gli Stati Uniti mantengono il loro dominio sugli alleati europei, usando l’Europa come prima linea nel confronto, anche nucleare, col Patto di Varsavia. Questo, fondato il 14 maggio 1955 (sei anni dopo la Nato), comprende Unione Sovietica, Bulgaria, Cecoslovacchia, Polonia, Repubblica democratica tedesca, Romania, Ungheria, Albania (dal 1955 al 1968).

DALLA GUERRA FREDDA AL DOPO GUERRA FREDDA

Nel 1989 avviene il «crollo del Muro di Berlino»: è l’inizio della riunificazione tedesca che si realizza quando, nel 1990, la Repubblica Democratica si dissolve aderendo alla Repubblica Federale di Germania. Nel 1991 si dissolve il Patto di Varsavia: i paesi dell’Europa centro-orientale che ne facevano parte non sono ora più alleati dell’Urss. Nello stesso anno, si dissolve la stessa Unione Sovietica: al posto di un unico Stato se ne formano quindici.

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Mosul verso la catastrofe umanitaria

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Mentre ad Aleppo la vita sta ritornando lentamente alla normalità, a Mosul, assediata ormai da quattro mesi dalla coalizione filo-americana, la situazione umanitaria è prossima alla catastrofe, nel silenzio totale dei media occidentali.

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Appello contro la persecuzione delle comunità russa e bielorussa in Ucraina occidentale

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nazi ucraina manifestazioneda kprf.ru

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Il Consiglio delle Comunità nazionali della regione della Volinia (Ucraina occidentale) ha escluso dal suo seno le comunità russa e bielorussa. E' l'ultima manifestazione del clima di esasperato nazionalismo e di “pulizia etnica” che caratterizza l'agire delle autorità nazionali e locali dell'Ucraina sostenuta da USA/UE/NATO.

Gli esponenti delle comunità russa e bielorussa sono stati esclusi dal Consiglio sulla base di pretestuosi motivi politici e alcuni sono stati anche espulsi dalla scuola di specializzazione dell'Università nazionale della Volinia. Dei cittadini sono stati privati del diritto allo studio e al lavoro, in violazione di tutti i diritti costituzionali e le leggi dell'Ucraina.

Le comunità russa e bielorussa della regione della Volinia hanno ripetutamente dichiarato pubblicamente che i loro membri subiscono attacchi, umiliazioni e vessazioni. Le minoranze nazionali russa e bielorussa sono regolarmente sottoposte a discriminazione, segregazione e persecuzione da parte delle autorità ucraine e regionali. Centinaia di membri delle nostre comunità dopo i tragici avvenimenti del febbraio 2014 e i cambiamenti incostituzionali del potere in Ucraina sono stati costretti a fuggire dal territorio della Volinia verso la Repubblica di Belarus e la Federazione Russa, temendo per la loro vita e quella dei loro cari.

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Può accadere di nuovo?

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metropolidi Antonella Palumbo
da sinistrainrete.info

Il campo di battaglia per una rivoluzione teorica in economia

Per la nostra serie ‘Experts on Trial’, Antonella Palumbo sostiene la necessità di liberarsi di trite parole d’ordine ‘scientifiche’ che mascherano in realtà scelte sociali e politiche

Sul blog dell’Institute for New Economic Thinking l’economista italiana Antonella Palumbo strappa al neoliberismo – posizione teorica oggi dominante – l’abusata veste di unico metodo scientifico utilizzabile per l’analisi economica. Al contrario, questo quadro teorico, con la sua fede cieca nel mercato e l’orrore ideologico per ogni intervento dello Stato – è solo uno dei tanti possibili che si sono avvicendati nella storia ed è caratterizzato non da una presunta oggettività scientifica, ma da precise scelte politiche e sociali. Se oggi si mostra al capolinea, per gli evidenti disastri che ha provocato e l’incapacità di rispondere ai problemi più urgenti e gravi che affliggono la società, significa che è ora di trovare un nuovo quadro teorico, anche riprendendo idee del passato che possono servire come basi per un pensiero nuovo.

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I comunisti svedesi, la difesa nazionale e la lotta contro la NATO

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svezia nonatoda solidarite-internationale-pcf.over-blog.net

Traduzione dal francese di Marx21.it

Articolo pubblicato in Proletären, organo del Partito Comunista Svedese (Kommunistiska Partiet).

Il ministro della guerra Peter Hultqvist e il governo stanno ripristinando il servizio militare obbligatorio, ora per i due sessi. Una decisione che può sembrare positiva, ma se si gratta sotto la superficie del nuovo servizio militare, ci si accorge subito che non è poi così obbligatorio. Esso riguarderà 13.000 individui sui 100.000 della classe di età dei richiamati, di cui 4.000 verranno selezionati per la formazione militare di base.

Sarà ancora sull' “interesse, la motivazione e la volontà” che si baserà il reclutamento per il servizio militare, secondo il ministro della guerra Hultqvist. Non si tratta quindi in alcun modo della creazione di una difesa popolare.

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La fiamma del Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti resta viva

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papademetrioudi Nikolas Papademetriou, Presidente della Federazione Mondiale della Gioventù Democratica (WFDY) | wfdy

Traduzione da senzatregua.it

Il Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti (WFYS) per 70 anni si è affermato nella coscienza di milioni di persone. Nel 1947, in un periodo in cui le persone stavano ancora provando a stare in piedi tra le macerie del fascismo e del nazismo lasciate dalla Seconda Guerra Mondiale, migliaia di giovani progressisti di tutto il mondo, sentendo la necessità di un'unità internazionale hanno dato vita al Festival.

Il primo Festival è stato ospitato nella Cecoslovacchia socialista, nella bellissima città di Praga nel 1947. Molti si precipitarono a condannare il Festival ed il suo scopo, cercando di ridurlo completamente alla politica estera dell'Unione Sovietica. Ma la realtà era un'altra, dal momento che il Festival stesso, che poi si trasformò in un movimento, lotto contro questi personaggi inviando al contempo un forte messaggio di pace, amicizia e solidarietà.

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Lo Yemen a due anni dall’inizio dell’aggressione saudita

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Servizio a cura di assadakah.com per Al Manar e Pandora Tv

Dopo due anni di bombardamenti, si contano seimila morti e oltre 2,5 milioni di sfollati. Oltre mille i bambini uccisi. Ospedali, scuole, fabbriche e campi profughi bombardati. È lungo l’elenco dell’orrore. E mentre gli Stati Uniti annunciano l'intenzione di aumentare il sostegno ai massacratori sauditi, si rafforza la volontà di resistenza del popolo yemenita.

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Navalny democratico made in Usa

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navalny arrestodi Manlio Dinucci
il manifesto, 28 marzo 2017

Un poliziotto sfonda la porta di casa con un ariete portatile, l’altro entra con la pistola spianata e crivella di colpi l’uomo che, svegliato di soprassalto, ha afferrato una mazza da baseball, mentre altri poliziotti puntano le pistole contro un bambino con le mani alzate: scene di ordinaria violenza «legale» negli Stati uniti, documentate una settimana fa con immagini video dal New York Times, che parla di «scia di sangue» provocata da queste «perquisizioni» effettuate da ex militari reclutati nella polizia, con le stesse tecniche dei rastrellamenti in Afghanistan o Iraq.

Tutto questo non ce lo fanno vedere i nostri grandi media, gli stessi che mettono in prima pagina la polizia russa che arresta Alexey Navalni a Mosca per manifestazione non autorizzata. Un «affronto ai valori democratici fondamentali», lo definisce il Dipartimento di stato Usa che richiede fermamente il suo immediato rilascio e quello di altri fermati. Anche Federica Mogherini, alto rappresentante della politica estera della Ue, condanna il governo russo perché «impedisce l'esercizio delle libertà fondamentali di espressione, associazione e assemblea pacifica».

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“Vigilare sulla libertà del web”

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Intervento di Vincenzo Vita al convegno “Regolamentazione dell’ONLINE, no a proposte liberticide”

Vista la sua indecorosità, probabilmente il ddl Gambaro non solo non vedrà mai la luce, ma verrà nemmeno discusso in aula. Ma rimane un segnale importante di ciò che cova sotto la cenere. A questo tentativo di imbavagliare la rete ne seguiranno altri, dunque non ci può permettere di abbassare la guardia.

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Bombe ucraine su un villaggio della DNR ad oltre 10 km dal fronte

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di Vittorio Nicola Rangeloni

Per la prima volta nel corso della guerra il villaggio Kommunarovka è stato colpito dall’esercito ucraino. L’asilo del piccolo centro abitato ed almeno 15 case sono state colpite dai bombardamenti.

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Contrastare la russofobia dei fautori della guerra globale

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putin tvdi Luis Carapinha | da “Avante!”, settimanale del Partito Comunista Portoghese

Traduzione di Marx21.it

Lo sbarramento della disinformazione anti-russa ha preso il controllo dell'agenda politica e comunicativa dominante. Ma oltre all'armamentario e al delirio propagandistici, e indipendentemente dalle  considerazioni critiche di sostanza da avanzare sullo sviluppo e le vicissitudini del capitalismo russo, è da ritenersi che esso rappresenti essenzialmente una campagna opportunistica e funzionale agli obiettivi aggressivi degli USA e delle potenze imperialiste, in un momento di grande turbolenza sistemica in cui le ferite del tonfo capitalista mondiale del 2007/8 sono tutt'altro che guarite.

Non è quindi perdonabile il fatto che la Russia si ostini a resistere allo status quo e non intenda essere cooptata dai disegni dell'ordine mondiale dominante che naturalmente ha come proprio centro gli Stati Uniti.

USA, UE e NATO hanno bombardato e fatto a pezzi la Jugoslavia, hanno reso carta straccia la Carta dell'ONU e il diritto internazionale; un presidente degli Stati Uniti ha invaso l'Afghanistan e l'Iraq sulla base di menzogne proclama la crociata contro Yalta e l'ordine internazionale uscito dal 1945, ma è Mosca, naturalmente, la potenza revisionista.

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I Paesi Baltici: tra integrazione europea e “apartheid”

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noicittadini rigadi Cristina Carpinelli

In foto Sostenitori di “non cittadini”, alcuni con il nastro adesivo sulla bocca, protestano a Riga (Lettonia)

Riceviamo da Cristina Carpinelli e volentieri pubblichiamo

Dopo aver dichiarato la propria indipendenza dall’Unione sovietica, Lettonia, Estonia e Lituania si sono preoccupate di espellere gli abitanti non baltici dall’élite politica centrale e periferica. Con un tratto di penna le minoranze russe sono state epurate tramite la negazione della cittadinanza e di tutti i diritti conseguenti. Tale atteggiamento si spiega per ragioni di tutela etnica, essendo in questi paesi la minoranza russofona tutt’altro che esigua. La politica di trattamento privilegiato nei confronti dell’etnia autoctona, da parte dei governi baltici, ha permesso l’inserimento nelle élite politiche dei soli esponenti lettoni, estoni e lituani.

Si è, insomma, concretizzato quanto già da tempo sostenuto dal sociologo armeno Arutyunyan, secondo cui, negli Stati plurietnici, le élite politiche (centrali e periferiche), insieme con le classi medie autoctone, sono quelle che hanno una responsabilità primaria nella politicizzazione etnica e sono le più inclini ad usare il nazionalismo come strumento di competizione con le etnie “straniere”, per mantenere e ottenere privilegi economici, politici e culturali.

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Xi e Putin sul rafforzamento del dialogo interpartitico russo-cinese

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da resistencia.cc

Traduzione di Marx21.it

Il presidente della Cina, Xi Jinping, e il suo omologo russo, Vladimir Putin, hanno inviato messaggi di congratulazione al 6° incontro del meccanismo di dialogo tra i partiti della Cina e della Russia e al 5° forum di questi partiti, che si sono svolti il 23 marzo a Kazan, in Russia.

Nel suo messaggio, Xi ha scritto che la Cina e la Russia devono dare continuità alla loro duratura amicizia e continuare con decisione ad approfondire la partnership strategica globale di coordinamento tra i due paesi.

Secondo il presidente cinese, il Partito Comunista della Cina e il Partito Russia Unita (il partito al governo nella Federazione Russa) hanno mantenuto stretti rapporti e la loro interazione ha avuto un ruolo positivo nella promozione della fiducia reciproca e nella protezione della pace e dello sviluppo mondiali.

Xi ha affermato che dopo quasi 10 anni di sviluppo, il meccanismo di dialogo tra i partiti di Cina e Russia e il forum tra partiti dei due paesi si sono trasformati in una piattaforma significativa di scambio reciproco.

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Brexit e futuri scenari europei

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brexit mongolfieradi Filippo Violi per Marx21.it

Terrore nel cuore di Londra. Attacco terroristico sul ponte di Westiminster. Tentativo di irruzione dentro la House of  Commons. Non fatevi ingannare dalla fabbrica mediatica del terrore. Lunedì il governo britannico ha annunciato che il 29 marzo prossimo verrà attivato l’articolo 50 del Trattato di Lisbona per dare ufficialmente vita alla Brexit. Di certo qualcuno non avrà mandato giù il fatto che il parlamento inglese, avendone facoltà,  non abbia posto il veto per l’uscita dall’Europa. E pensare che, dopo vacui tentativi, si è dovuto attendere la morte di De Gaulle, nel 1973, per far salire l’Inghilterra a bordo della nave europea.

Se a qualcuno fosse venuto in mente di pensare ai due eventi (attacco terroristico e Brexit) quali facce della stessa medaglia, sarebbe stato utile approfondire l’argomento già il giorno dopo, sbirciando gli andamenti di borsa nelle maggiore piazze finanziare europee. Una cosa “strana” sarebbe saltata subito fuori, in modo evidente: gli attacchi terroristici sull’ormai “modello europeo Isis-Daesh” non fanno più breccia nei mercati, almeno come succedeva una tempo. Si è potuto registrare una Londra quasi piatta, nessun crollo e nessun panic salling . A Milano l'indice Ftse Mib ha segnato +0,17% a 19.953 punti. Francoforte è salita dello 0,48% a 11.904,12 punti e Parigi e avanzata dello 0,15% a 4.996 punti.

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