Bush-Obama-Trump: la stessa politica in Afghanistan

Bush-Obama-Trump: la stessa politica in Afghanistan

di Martín Pastor

Con la promessa isolazionista di America First, il repubblicano Donald Trump aveva conquistato gli elettori statunitensi ottenendo una vittoria inaspettata sulla democratica Hillary Clinton ...

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Il rompicapo dei prezzi

Il rompicapo dei prezzi

di Demostenes Floros

Tra alti e bassi, agosto è stato un mese di ribilanciamento dei mercati del petrolio, con le qualità principali tendenzialmente in ribasso, le riserve dei paesi OCSE in ritirata e Cina e Russia che scoprono le carte per le prossime…

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Venti di guerra e lotta per la pace

Venti di guerra e lotta per la pace

di Jorge Cadima

L'estate ha reso ancora più evidenti i pericoli di guerra che incombono sull'umanità. La situazione mondiale si deteriora, con le minacce militari di Trump a Venezuela, Corea del Nord e altri paesi; ...

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Il Venezuela si ribella al petrodollaro

Il Venezuela si ribella al petrodollaro

di Manlio Dinucci

«A partire da questa settimana si indica il prezzo medio del petrolio in yuan cinesi»: lo ha annunciato il 15 settembre il Ministero venezuelano del petrolio. Per la prima volta il prezzo di vendita del petrolio venezuelano non è più…

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Il Venezuela punto caldo dello scontro di classe e snodo geopolitico

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promaduro manifestazioneRiceviamo dai compagni della Casa Rossa di Milano con richiesta di pubblicazione

Gli equilibri del mondo attuale hanno ancora il loro fondamento nel 1945 con la fine della Seconda Guerra Mondiale.

Gli USA sono usciti dalla guerra come super potenza egemone, il capitalismo statunitense ed europeo occidentale hanno continuato ad intrecciarsi a tutti i livelli finanziari, tanto che oggi si definisce il capitalismo transnazionale (come sapete non sono soltanto i capitali occidentali ad intrecciarsi, sia chiaro, ma sono egemoni).

Non hanno alcuna intenzione di cedere l’egemonia. Ma oggi devono fare i conti con l’esplosione dello sviluppo cinese. Guardate che l’Unione Sovietica non è mai arrivata, nemmeno lontanamente, al punto di poter superare gli Stati Uniti come centro finanziario mondiale. Invece stando così le cose con i tassi di sviluppo attuali, la Cina è destinata a farlo e il centro del mondo è destinato a spostarsi dall’ Occidente all’Asia.

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Cosa può fare la Russia per sostenere Cuba

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Intervista a Ivan Melnikov, primo vicepresidente del Partito Comunista della Federazione Russa (PCFR)

di Sovetskaya Rossiya

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

In merito all'inasprimento della relazioni tra Cuba e gli Stati Uniti, dopo le ultime gravissime decisioni del presidente Trump e sulle ripercussioni che hanno avuto in Russia, il giornale “Sovetskaya Rossiya” ha intervistato Ivan Melnikov che, oltre ad essere il primo vicepresidente del PCFR è anche primo vice presidente della Duma di Stato della Federazione Russa.

“Si apre una nuova fase della lotta contro il blocco di Cuba”

Sovetskaya Rossiya (SR): Ivan Ivanovich, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato il suo rifiuto della politica della precedente amministrazione in merito alla normalizzazione delle relazioni con la Repubblica di Cuba. Lei da molti si anni si occupa delle relazioni con l'Isola della Libertà sia a livello di partito che nella Duma. Come giudica quanto è successo?

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Strategia Nato della tensione

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nato baltopsdi Manlio Dinucci
il manifesto, 27 giugno 2017

Che cosa avverrebbe se l’aereo del segretario Usa alla Difesa Jim Mattis, in volo dalla California all’Alaska lungo un corridoio aereo sul Pacifico, venisse intercettato da un caccia russo dell’aeronautica cubana? La notizia occuperebbe le prime pagine, suscitando un’ondata di preoccupate reazioni politiche.

Non si è invece mossa foglia quando il 21 giugno l’aereo del ministro russo della Difesa Sergei Shoigu, in volo da Mosca all’enclave russa di Kaliningrad lungo l’apposito corridoio sul Mar Baltico, è stato intercettato da un caccia F-16 statunitense dell’aeronautica polacca che, dopo essersi minacciosamente avvicinato, si è dovuto allontanare per l’intervento di un caccia Sukhoi SU-27 russo. Una provocazione programmata, che rientra nella strategia Nato mirante ad accrescere in Europa, ogni giorno di più, la tensione con la Russia.

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Breve storia della NATO dal 1991 ad oggi (Parte 10)

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ucraina molotov poliziadi Manlio Dinucci

Parte 1 / Parte 2 / Parte 3 / Parte 4 / Parte 5 / Parte 6 / Parte 7 / Parte 8 / Parte 9

IL COLPO DI STATO IN UCRAINA

L’operazione condotta dalla Nato in Ucraina inizia quando nel 1991, dopo il Patto di Varsavia, si disgrega anche l’Unione Sovietica di cui essa faceva parte. Gli Stati Uniti e gli alleati europei si muovono subito per trarre il massimo vantaggio dalla nuova situazione geopolitica.

L’Ucraina – il cui territorio di oltre 600mila km2 fa da cuscinetto tra Nato e Russia ed è attraversato dai corridoi energetici tra Russia e Ue – non entra nella Nato, come fanno altri paesi dell’ex Urss ed ex Patto di Varsavia. Entra però a far parte del «Consiglio di cooperazione nord-atlantica» e, nel 1994, della «Partnership per la pace», contribuendo alle operazioni di «peacekeeping» nei Balcani. 

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Belt and Road e Zhuangzi

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beltandroadforumdi Alessandra Cappelletti

da cscc.it

Il Belt and Road Forum che si è svolto a Pechino il 15 maggio scorso (alla presenza, assieme ad altri 27 capi di Stato, del premier italiano Gentiloni e del presidente russo Putin) è stato un'occasione per comunicare al mondo l'importanza che la Cina attribuisce al "progetto del secolo" - come è stato definito dal presidente cinese Xi Jinping -, all'iniziativa che dovrebbe rendere il Paese "ricco e potente", e far sì che, nell'intero mondo, "quattro miliardi e mezzo di persone beneficino di questa nuova ricchezza".

Integrata con i progetti "Made in China 2025", "Made in China 2035" e "Made in China 2045", con la BRI la Repubblica Popolare intende porsi nuovamente al centro del Pianeta, grazie a quel concetto di "connettività" che prevede snodi logistici, hub globali, corridoi economici e nuove infrastrutture portuali.

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Scioperi, il Garante vuole riscrivere la Costituzione

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di Unione Sindacale di Base

da usb.it

Il cosiddetto garante degli scioperi, in linea con governo e molte forze politiche, ha affermato che “senza voler pregiudicare il diritto costituzionale di tutti i sindacati a poter proclamare lo sciopero, sarebbe opportuno collegare il potere di proclamazione dello sciopero, nel settore dei servizi pubblici essenziali, al raggiungimento di parametri di rappresentatività” e che il conflitto nel settore dei servizi “non è più riconducibile alla figura dello sciopero”.

E che sarebbe mai il conflitto nel settore dei servizi? Che cosa è questa, una minaccia e l'invito a reprimere chi sciopera?

Giuseppe Santoro Passarelli, cioè colui che dovrebbe assicurare e contemperare il diritto di sciopero e quello alla mobilità e non il diritto delle aziende a non subire scioperi, dovrebbe anche sapere che secondo la Costituzione l'esercizio dello sciopero è un diritto costituzionale del singolo lavoratore.

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Tsipras cede ancora ai diktat dell'UE. La lezione per i comunisti in Italia

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tsipras bracciaapertedi Fosco Giannini*

Riceviamo dal compagno Fosco Giannini

Come mai la Grecia sembra quasi sparita dalla cronaca politica?  Va finalmente tutto bene? E il popolo greco è uscito fuori dalla tragedia sociale in cui è stato immerso dalle pietre al collo del FMI, dalla BCE, dall’Eurogruppo e da Berlino? Vi ricordate le decine di suicidi dei lavoratori e dei pensionati greci, ma anche dei piccoli imprenditori, dei commercianti, che - tra gli anni 2010 e 2015 - sceglievano, appunto, la morte di fronte alla perdita del lavoro, dell’arrivo della miseria nera o della chiusura dell’azienda o della piccola bottega? Non si sente più nulla: tutto bene ad Atene? Oppure, non si sente più nulla perché le le grandi lotte sociali, condotte da Syriza, dal Partito Comunista di Grecia, dai sindacati di classe greci, che portarono Tsipras alla vittoria, che facevano tremare la Merkel e tutta Bruxelles sono lotte da tempo spente, da parte di Syriza, e cancellate dal “rientro” di Tsipras nei ranghi del liberismo dell’UE? E questa, questa seconda, la risposta: la Grecia è sedata, narcotizzata dalla drammatica genuflessione di Tsipras alle regole di Maastricht; il popolo tace; Atene non impaurisce più gli assetti neo imperialisti di Bruxelles; i fari si sono spenti  su Piazza Syntagma e  - rotto solo dalle lotte dei comunisti - il silenzio avvolge la Grecia.

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Le Asimmetrie dell'Unione Bancaria

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banking unionIntervento di Vladimiro Giacché
Bruxelles, 7 giugno 2017

marcozanni.eu

Buongiorno a tutti.

Desidero innanzitutto ringraziare l’on. Marco Zanni per aver voluto la realizzazione delle ricerche che qui presentiamo e il gruppo parlamentare Europe of Nations and Freedom che ci ospita.

Il focus di queste ricerche è rappresentato dalle asimmetrie che attualmente caratterizzano la regolamentazione bancaria in Europa.

Queste asimmetrie emergono sia con riferimento a quanto è regolamentato nel contesto della Unione Bancaria propriamente detta (o forse impropriamente detta, a giudicare dalle forti asimmetrie e squilibri interni che come vedremo la caratterizzano), sia con riferimento a quanto resta fuori dalla regolamentazione bancaria, ossia lo Shadow banking system, un’area grigia non normata che sta guadagnando terreno rispetto al sistema bancario tradizionale, ipernormato.

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Rivoluzioni, golpe o cambiamenti “reazionari”?

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ucraina guerriglia ceneredi Federico La Mattina per Marx21.it

E’ impossibile sottrarsi alla valutazione dei cambiamenti politici del presente, al flusso della storia mentre faticosamente prende forma. I paladini dell’imparzialità spesso sono i più accaniti sostenitori delle uniche “verità”. Certamente è doveroso, per chi fa informazione o si occupa di storia contemporanea, attenersi alla correttezza metodologica nel presentare gli avvenimenti: ovvero citare rigorosamente le fonti e muoversi con cautela senza pretendere di possedere la sfera di cristallo. E’ però inevitabile che si prenda posizione di fronte a ciò che accade attorno a noi e la prospettiva da cui si considerano gli eventi (quelli che si ritengono maggiormente rilevanti) sarà inevitabilmente destinata a dividere. Si discute ancora oggi polemicamente di rivoluzione francese e rivoluzione russa: evidentemente le risposte politiche alle domande che tali rivoluzioni posero sono ancora attuali, seppur in un mondo enormemente diverso. Allo stesso modo ci sarà sempre chi parlerà di “golpe del ‘17” (si pensi allo storico Richard Pipes) e chi di “grande rivoluzione d’Ottobre”.

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Grecia-Cipro-Israele, la “triplice alleanza”

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tsipras netanyahyu anastasiadis manodi Marx21.it

Il 15 giugno si è svolto a Salonicco, in Grecia, il III Consiglio di Cooperazione ad alto livello tra Grecia e Israele e il vertice trilaterale tra Grecia, Cipro e Israele, con la partecipazione dei primi ministri di Grecia e Israele, Tsipras e Netanyahu, e il presidente di Cipro, Anastasiadis.

Al centro dell'incontro soprattutto l'obiettivo dell'incremento della cooperazione tra i tre paesi per quanto riguarda le fonti e le vie di trasporto delle risorse energetiche nel Mediterraneo orientale.

Il premier greco Alexis Tsipras ha definito “strategica” la relazione che si sta sviluppando tra i tre paesi, e fondamentale, a suo avviso, per “la stabilità e la sicurezza della regione”.

Tsipras ha fatto riferimento alla cooperazione energetica, che si basa sulla “posizione geopolitica dei tre paesi” in una zona del mondo ricca di giacimenti, nel Mediterraneo e nelle aree adiacenti, e ha sottolineato che il rafforzamento della cooperazione tra i tre paesi può contribuire alla realizzazione della strategia dell'Unione Europea tesa alla diversificazione delle fonti di energia e alla riduzione della dipendenza dai combustibili russi.

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World Socialism Studies

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Una nuova rivista edita in Cina apre una grande finestra sul socialismo mondiale

Andrea Catone, direttore della rivista MarxVentuno

ENGLISH VERSION

Iniziamo qui la pubblicazione – in inglese e in italiano – degli abstract dei numeri di World Socialism Studies, la nuova rivista diretta da Li Shenming, edita dal World Socialism Research Center (Centro Studi del Socialismo Mondiale) presso l’Accademia Cinese delle Scienze Sociali (CASS). Il World Socialism Research Center organizza da diversi anni – nel mese di ottobre – importanti convegni internazionali, con la partecipazione di centinaia di studiosi e ricercatori di tutto il mondo, su temi di grandissima rilevanza quali “la situazione attuale e le tendenze di sviluppo del socialismo mondiale e del pensiero della sinistra” (2013); “la globalizzazione del socialismo, esito inevitabile del percorso dell’umanità” (nel 2014, 20° anniversario della costituzione del World Socialism Research Center); “rivoluzioni colorate ed egemonia culturale” (2015); “il marxismo nel XXI secolo” (2016).

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Studi sul socialismo mondiale n. 1, 2016

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ENGLISH VERSION

PRINCIPALI CONTENUTI E ABSTRACT

Lineamenti

Accelerare lo sviluppo delle teorie storiografiche marxiste con caratteristiche cinesi e la costruzione di un sistema di innovazione disciplinare di storiografia orientato dal materialismo storico
Wang Weiguang, p. 4

Negli ultimi anni, il materialismo storico è stato gravemente sfidato dal nichilismo storico. Sviluppare la ricerca storiografica cinese sotto la guida del materialismo storico e criticare e rifiutare il nichilismo storico sono i problemi più importanti che devono essere risolti nello sviluppo della storiografia in Cina. A tal fine, dobbiamo aderire alla posizione fondamentale, ai punti di vista e agli approcci del materialismo storico. Poiché la storiografia possiede una proprietà ideologica distintiva, dobbiamo capire che il materialismo storico è un’arma acuminata per la ricerca storiografica cinese e dobbiamo portare avanti l’eccellente tradizione del marxismo, aderendo alla guida del materialismo storico nella nostra ricerca. La costruzione di una storiografia con caratteristiche cinesi sotto la guida del marxismo richiede un forte senso di responsabilità sociale, l’uso flessibile della concezione del mondo e della metodologia marxista, nonché gli sforzi per impegnarsi nella ricerca storiografica per il popolo; richiede sforzi per soddisfare i requisiti dei tempi e per promuovere la costruzione delle nostre teorie storiografiche marxiste e l’innovazione del suo sistema di discorso; ha bisogno della valorizzazione della popolarizzazione delle teorie storiografiche marxiste e dei risultati della nostra ricerca storiografica per combattere il nichilismo storico.

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Star Wars dalla fiction alla realtà

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spazio stratcomdi Manlio Dinucci
da ilmanifesto.it

Gli Stati uniti puntano sempre più al controllo militare dello spazio, ma, come avviene per ogni altro sistema d’arma, altri paesi, soprattutto Russia e Cina, stanno sviluppando tecnologie militari competitive.

Nell’immaginario collettivo le armi spaziali sono quelle dei film di fantascienza della serie «Star Wars». Non ci si accorge, perché sui media quasi nessuno ne parla, che sono divenute reali. La corsa agli armamenti, compresi quelli nucleari, si è da tempo estesa dalla Terra allo spazio. In testa sono gli Stati uniti, che puntano sempre più al controllo militare dello spazio. La neosegretaria della U.S. Air Force, Heather Wilson, subito dopo aver assunto l’incarico, annuncia il 16 giugno la riorganizzazione del quartier generale per potenziare le operazioni spaziali integrandole ancor più in quelle dell’Aeronautica. Scopo dichiarato: «Organizzare e addestrare forze in grado di prevalere in qualsiasi futuro conflitto che possa estendersi allo spazio». Responsabile dei sistemi spaziali militari è il Comando strategico (StratCom), che allo stesso tempo è responsabile delle armi nucleari e delle cyber-armi. «Abbiamo superiori forze spaziali e cyber-spaziali che sono fondamentali per lo stile di guerra americano in ogni teatro in tutto il globo», scrive lo scorso febbraio il generale John Hyten, comandante dello StratCom, sottolineando che «le nostre forze nucleari sono sicure e pronte in qualsiasi momento» e che «se la deterrenza dovesse fallire, siamo pronti a usarle».

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Polonia: l'isteria anticomunista non risparmia la memoria della lotta contro il fascismo

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polonia lenin stradaDichiarazione del Partito Comunista di Polonia
solidnet.org

Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Preservare la memoria delle vittime dei crimini fascisti e degli eroi della lotta contro il fascismo

Il cambio ai nomi delle strade portato avanti all'interno della "legge sulla decomunistizzazione" serve allo scopo di falsificare la storia nell'interesse della destra al potere. La politica storica applicata dalle istituzioni statali discrimina, sul terreno politico, chiunque possa essere in qualche modo associato al comunismo, senza riguardo al significato delle sue conquiste. La lista dei toponimi che saranno cambiati è ancora in crescita e riguarda non solamente coloro che furono direttamente coinvolti nella militanza comunista.

La grande maggioranza di questi toponimi sulla lista dell'Istituto Nazionale della Rimembranza, sono nomi di eroi della lotta contro il fascismo. Molti di loro furono uccisi dai nazisti. La lista include i nomi di otto persone assassinate il 16 ottobre 1942 nella prima esecuzione pubblica in Varsavia.

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'Senza Putin, la Siria avrebbe cessato di esistere': intervista a padre Daniel Maes

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padre danielmaesda oraprosiria.blogspot.it

Secondo il padre fiammingo Daniel Maes, che vive in Siria dal 2010, la copertura della guerra in Siria si basa su menzogne. Il Presidente Bashar al-Assad non è il problema, ma lo sono invece i nostri politici, che sostengono l'ISIS e Al Nusra, solo per rovesciare il governo siriano. "I veri capi terroristi si trovano nell'Occidente e nell’ Arabia Saudita".

Padre Daniel Maes,79 anni, è tornato nel suo paese natale, il Belgio, per trascorrere un periodo nell'Abbazia Norbertine al villaggio fiammingo Postel. Nel 2010 ha lasciato il Belgio per la Siria, quando il Paese non era ancora in guerra. A Qara ha vissuto momenti critici, soprattutto quando il villaggio di 25.000 persone è stato invaso da un esercito ribelle di circa 60.000 uomini.

Adesso Padre Daniel Maes è in Belgio per recuperare le forze dopo essersi ammalato in Siria (' ho pensato: è la fine ') e non tollerava più la cucina locale. Ma è venuto in Belgio anche per raccontare alla gente in Occidente la "vera storia" della Siria, poiché i media mainstream non scrivono la verità.Verso metà giugno ritornerà con le valigie pieno di aiuti umanitari per la popolazione siriana bisognosa.

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Si intensifica la solidarietà degli antifascisti europei con il Partito Comunista di Ucraina

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pc ucraina bandiera personeda avante.pt

Traduzione di Marx21.it

Prima che la Presidente della Camera della Repubblica Italiana, Laura Boldrini, ricevesse con tutti gli onori e manifestazioni di “comprensione” il presidente nazista e golpista del parlamento ucraino, rappresentanti (esponenti politici e giuristi) di altri paesi dell'Unione Europea avevano manifestato la loro fattiva solidarietà al Partito Comunista di Ucraina, con la loro presenza al processo che dovrebbe decidere sul ricorso contro la messa fuori legge di questa organizzazione politica.

L'Associazione Portoghese dei Giuristi Democratici (APJD) ha continuato ad assistere al processo, ancora una volta rinviato, volto a mettere fuori legge il Partito Comunista di Ucraina (PCU).

La presidente dell'APJD, Madalena Santos, e altri tre avvocati hanno presenziato, il 31 maggio, come osservatori, al Tribunale Amministrativo d'Appello di Kiev, alla sessione del processo, in fase di ricorso. L'udienza, però, è stata ancora una volta rinviata.

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“Ingiustificata l'installazione di armamento statunitense nel sud della Siria”

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Dichiarazione di Serghey Lavrov, ministro degli Esteri della Federazione Russa

da abrilabril.pt

Traduzione di Marx21.it

Il ministro russo degli Affari Esteri, Serghey Lavrov, considera ingiustificata l'installazione, da parte degli Stati Uniti, di armi aggiuntive e più potenti nel sud della Siria, vicino alla frontiera con la Giordania e l'Iraq: “non ci sono quasi unità di Daesh nella zona”, ha detto.

Nella conferenza stampa di venerdì scorso, a Mosca, Lavrov ha dichiarato che i militari russi stanno analizzando la situazione sul terreno, ma ha definito “ingiustificata” l'installazione di altri armamenti da parte degli statunitensi, compreso il sistema di lancio multiplo di missili.

“Secondo i nostri dati non ci sono praticamente truppe di Daesh nell'area. Installare armamento di questa potenza, che non è adeguato a combattere Daesh, è considerato dagli specialisti russi e di altri paesi come il tentativo di mettere in campo una forza militare aggiuntiva per impedire la creazione di canali stabili tra le forze governative e filo-governative in Siria e i loro alleati in Iraq” -, ha dichiarato Lavrov.

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Usa-Cuba: Dichiarazione del Governo Rivoluzionario in risposta alle affermazioni di Donald Trump

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usa cubada lantidiplomatico.it

Gli Stati Uniti non sono in grado di darci lezioni. Abbiamo serie preoccupazioni circa il rispetto e la garanzia dei diritti umani negli Usa

da Granma

Il 16 giugno 2017, il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un discorso carico di retorica ostile, pronunciato in un teatro di Miami, che ha riportato ai tempi del confronto aperto con il nostro Paese, ha annunciato la politica del suo governo nei confronti di Cuba che inverte i progressi compiuti negli ultimi due anni, dopo il 17 dicembre 2014 quando i presidenti Raúl Castro Ruz e Barack Obama resero nota la decisione di ripristinare le relazioni diplomatiche per avviare un processo volto alla normalizzazione dei rapporti bilaterali. 

Ciò costituisce una battuta arresto nelle relazioni tra i due paesi, Trump ha tenuto un discorso e firmato una direttiva politica denominata ‘Memorandum Presidenziale di Sicurezza Nazionale sul Rafforzamento della Politica degli Stati Uniti verso Cuba’ disponendo l’eliminazione degli scambi educativi ‘pueblo a pueblo’ e un maggiore controllo dei viaggiatori statunitensi che si recano a Cuba, così come il divieto di transazioni economiche, commerciali e finanziarie tra compagnie statunitensi e società cubane legate alle Forze Armate Rivoluzionarie e i servizi di intelligence e sicurezza, con il preteso obiettivo di privarci di risorse.

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Giù le mani dal diritto di sciopero!

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sciopero Atacdi Unione Sindacale di Base
da contropiano.org

Si scatenano i corvi della governabilità autoritaria

Quando i lavoratori scioperano, rimettendoci una giornata di lavoro in busta paga, tutti dovrebbero chiedersi il perché si sciopera, ma in Italia la consuetudine è diversa. L’obiettivo fondamentale diventa non solo quello di attaccare i lavoratori e i sindacati che indicono lo sciopero, ma il senso e il valore dello sciopero come strumento di conflitto e di risoluzione delle controversie sui posti di lavoro, così come previsto anche dalla Costituzione italiana.

E così il Commissario Gubitosi dice che è da irresponsabili scioperare in Alitalia proprio mentre continua a sostenere che la cassa integrazione sia inevitabile e che occorre aggredire tutti i costi, nonostante ormai sia acclarato che non è il costo del lavoro il problema fondamentale della compagnia aerea ma la gestione complessiva di una proprietà privata che ha affossato i bilanci con accordi senza senso, leasing di aerei a condizioni disastrose, carburante superpagato e chissà cosa altro dovremo scoprire nei prossimi giorni.

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Democrazia e Socialismo

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pcp striscione lavorodi Albano Nunes

daAvante!, Settimanale del Partito Comunista Portoghese (PCP)

Traduzione dal portoghese di Mauro Gemma

La questione del rapporto tra la lotta per la democrazia e la lotta per il socialismo percorre tutta la storia del movimento operaio e comunista internazionale. Attualmente acquisisce particolare importanza, è diventato argomento inevitabile del dibattito tra forze di “sinistra” o che di “sinistra” si definiscono, e anche motivo di serie divergenze nel movimento comunista e rivoluzionario internazionale.

Tra le ragioni di fondo per cui questo problema riveste rinnovata attualità c'è la contraddizione, da un lato, tra l'approfondimento della crisi strutturale del capitalismo e l'esigenza di profonde trasformazioni rivoluzionarie orientate al socialismo, e, dall'altro, le insufficienze a livello delle forze rivoluzionarie e il ritardo nell'organizzazione e consapevolezza e disponibilità politica delle masse. Ciò in un contesto in cui il capitalismo risponde alla crisi del sistema con l'intensificazione della sua politica di sfruttamento, oppressione e guerra e minaccia il mondo con una catastrofe dalle incalcolabili proporzioni.

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