Terrore anticomunista: il drammatico appello dei giovani comunisti ucraini

Terrore anticomunista: il drammatico appello dei giovani comunisti ucraini

di Komsomol di Ucraina

di Unione Leninista Comunista della Gioventù dell'Ucraina

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L'Industria dei Diritti Umani al servizio dell'imperialismo

L'Industria dei Diritti Umani al servizio dell'imperialismo

di Margaret Kimberley

Quando le Organizzazioni dei cosiddetti Diritti Umani sono finanziate dall’un per cento, esse sicuramente riflettono le priorità e le prevenzioni dei loro influenti sponsor ...

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Diritto alla pace, un diritto dei popoli

Diritto alla pace, un diritto dei popoli

di Pedro Guerreiro

Nell'attuale situazione internazionale, di fronte al crescere dell'azione aggressiva dell'imperialismo statunitense e dei suoi alleati, la lotta per la pace assume una fondamentale importanza.

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Trump verso il G-Nato di Taormina

Trump verso il G-Nato di Taormina

di Manlio Dinucci

Il presidente Trump, dopo essere stato in Arabia Saudita e Israele, il 24 maggio è in visita a Roma, per poi andare il 25 al Summit Nato di Bruxelles e tornare in Italia il 26-27 per il G7 di Taormina…

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Comunicato del Coordinamento Nazionale del CNGNN

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nato vojnici apiaRiceviamo dal Comitato No Guerra No NATO

La petizione per l'uscita dell'Italia dalla NATO, per un'Italia neutrale, ha superato i 25 mila sostenitori.

Un numero ancora piccolo in rapporto all'obiettivo che ci prefiggiamo, ma comunque significativo.

Invitiamo tutti ad intensificare la campagna, promuovendo iniziative e segnalando la nostra pagina su Change (basta digitare su Google le parole "Change Nato").

PER CONTATTI:

Coordinatore nazionale del CNGNN, Giuseppe Padovano / cell. 393 998 3462

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Tutto l'appoggio al popolo venezuelano sotto attacco dell'imperialismo e della destra

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PCdoB logoLa solidarietà del Partito Comunista del Brasile (PCdoB)

Traduzione di Marx21.it

Ancora una volta l'imperialismo e i suoi fantocci puntano le loro armi contro la Repubblica Bolivariana del Venezuela.

Nel 2016 si è formata un'alleanza tra governi nati da colpi di Stato (Brasile e Paraguay) e un governo neoliberale (Argentina), per isolare la Rivoluzione Bolivariana. Questo attacco illegale e che viola le leggi internazionali, che è associato al terrorismo politico della destra venezuelana, trova sostegno, accoglienza e incoraggiamento nell'organizzazione che Fidel Castro giustamente chiamava “Ministero delle Colonie”, l'Organizzazione degli Stati Americani (OSA).

L'OSA, ingerendosi negli affari interni del Venezuela, minaccia ora di utilizzare la “Clausola Democratica” contro il paese. Sorprende che ci siano voci che credano ingenuamente nella “difesa della democrazia” operata dall'OSA al servizio della borghesia reazionaria venezuelana e dei suoi portavoce mediatici. La “Clausola Democratica”, come ben ricorda il governo bolivariano, non è  mai stata usata contro gli Stati Uniti, che consapevolmente hanno organizzato e finanziato colpi di Stato militari in diversi paesi dell'America Latina e dei Caraibi.

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Breve storia della NATO dal 1991 ad oggi (Parte 3)

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eu nato bandieredi Manlio Dinucci

Parte 1 / Parte 2

IL SUPERAMENTO DELL’ARTICOLO 5 E LA CONFERMA DELLA LEADERSHIP USA

Mentre è in corso la guerra contro la Jugoslavia, viene convocato a Washington, il 23-25 aprile 1999, il vertice che ufficializza la trasformazione della Nato in «una nuova Alleanza più grande, più flessibile, capace di intraprendere nuove missioni, incluse le operazioni di risposta alle crisi». 

Da alleanza che, in base all’articolo 5 del Trattato del 4 aprile 1949, impegna i paesi membri ad assistere anche con la forza armata il paese membro che sia attaccato nell’area nord-atlantica, essa viene trasformata in alleanza che, in base al «nuovo concetto strategico», impegna i paesi membri anche a «condurre operazioni di risposta alle crisi non previste dall’articolo 5, al di fuori del territorio dell’Alleanza». 

A scanso di equivoci, il presidente democratico Clinton spiega in una conferenza stampa che gli alleati nord-atlantici «riaffermano la loro prontezza ad affrontare conflitti regionali al di là del territorio della Nato». Alla domanda di quale sia l’area geografica in cui la Nato è pronta a intervenire, «il Presidente si rifiuta di specificare a quale distanza la Nato intende proiettare la propria forza, dicendo che non è questione di geografia». In altre parole, la Nato intende proiettare la propria forza militare al di fuori dei propri confini non solo in Europa, ma anche in altre regioni. 

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Idlib, le domande da porsi prima che sia troppo tardi

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di l'Antidiplomatico
da lantidiplomatico.it

PICCOLE NOTE

Sarebbero cento i morti a seguito di un bombardamento con armi chimiche realizzato dalle forze siriane. Il web è invaso dal nuovo orrore che proviene dalla Siria, precisamente da Khan Shaykun, provincia di Idlib.

Il fantomatico Osservatorio siriano per i diritti umani ha subito dato in pasto al mondo il colpevole di tanto orrore: ovviamente Assad.

Un copione già visto. Già al tempo della strage di Goutha – agosto 2013 – il mondo occidentale aveva accusato Assad di avere usato armi chimiche contro i suoi nemici. Tesi che è ormai diventata mainstream, ma che non risponde alle tante obiezioni mosse da un’inchiesta realizzata dal premio pulitzer Seymour Hersc, che in base a informazioni ricevute dall’apparato militare americano  ha scoperto che l’accusa contro il governo di Damasco non aveva alcun fondamento (vedi nota precedente).

Anzi, sempre secondo Hersc, furono i ribelli a compiere quella strage, per forzare gli americani a intervenire nel conflitto.

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Il Controllo della Narrativa sulla Siria

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di Louis Allday
da investigaction.net

Investig’Action : In questo saggio Louis ALLDAY analizza la narrativa mainstream sulla Siria e i suoi vettori principali : il mito del non-intervento occidentale, l’occultamento di verità scomode sull’opposizione, l‘intimidazione di quelli che mettono in discussione la narrazione e la presentazione dei propagandisti come esperti neutrali.

Dal 2011 il flusso di analisi mal informate, inaccurate e spesso del tutto disoneste sugli eventi in Siria è stato inarrestabile. Ho già scritto sui pericoli dell’utilizzo di spiegazioni sempliciste per comprendere il conflitto, un problema che è emerso ripetutamente negli ultimi cinque anni. Tuttavia c’è un problema più grande. Il discorso mainstream sulla Siria è diventato così tossico, distaccato dalla realtà e privo di sfumature che chiunque abbia il coraggio anche solo di mettere in discussione l’impostazione della narrazione della ‘rivoluzione’ in corso, o si oppone agli argomenti di quelli che supportano l’imposizione di una no-fly zone da parte dell’Occidente, può aspettarsi una rapida punizione. Questi dissidenti sono immediatamente attaccati, spesso calunniati come ‘Assadisti’ o ‘Pro-Assad’ e accusati di mostrare una crudele indifferenza verso le sofferenze dei siriani. 

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Il mercantilismo è finito ma l'Europa non lo sa

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trump rossdi Pasquale Cicalese per Marx21.it

“Da quando il mercato mondiale è divenuto una realtà operante, una serie di paesi industriali si fanno concorrenza; al capitale che si trova in eccedenza vengono offerti in tutte le parti del mondo campi di investimento infinitamente più vasti e più vari, di modo che esso si ridistribuisce in misura molto maggiore, mentre la superspeculazione locale viene superata con maggiore facilità. Al tempo stesso sul mercato interno la concorrenza retrocede di fronte ai cartelli e ai trusts, mentre  sui mercati esteri essa trova una barriera nei dazi protezionistici, di cui si circondano tutti i paesi industriali. Ma questi dazi rappresentano in realtà soltanto degli armamenti per la definitiva campagna industriale universale che dovrà decidere della supremazia sul mercato mondiale”. 
Friedrich Engels, nota al III capitolo de Il Capitale, citato da Gianfranco Pala, Economia nazionale e mercato mondiale, Laboratorio Politico, Manes editore 1995.

“La struttura degli equilibri del capitalismo internazionale di lunga durata sta sperimentando una altrettanto profonda riconfigurazione. Nel 1991, secondo l’Unctad, il 36% del valore aggiunto industriale globale era riferibile all’Europa e il 24% al Nord America. Adesso queste  quote sono scese rispettivamente al 25 e al 22%. Dal 2000 gli Usa hanno perso il 27% dei posti di lavoro nella manifattura, l’Italia ha perso il 12%, la Germania l’8%”. Paolo Bricco, L’identità manifatturiera nella risposta europea, Il sole 24 ore, 1 aprile 2017.

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Zyuganov: "l'attentato di San Pietroburgo è stato accuratamente pianificato”

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sanpietroburgo attentato fioria cura di Marx21.it

Nell'esprimere il cordoglio del suo partito alle famiglie delle vittime del terribile attentato di San Pietroburgo, il leader dei comunisti russi, Ghennady Zyuganov, ha voluto sottolineare come nel corso delle indagini sulle dinamiche di questo crimine e per individuarne gli organizzatori, sia assolutamente indispensabile non “ ricorrere a semplificazioni di quanto è accaduto”

“Richiamo la vostra attenzione sul fatto che l'attacco terroristico è stato effettuato nella città in cui si incontravano i dirigenti di Russia e Bielorussia, per discutere di questioni importanti. A San Pietroburgo era stato appena ospitato il forum dei giornalisti provenienti da tutto il paese, che ha esaminato i problemi più attuali. Sorprendentemente, l'attacco terroristico è stato sferrato proprio nello stesso momento in cui gli studenti terminavano la giornata scolastica. Tutto ciò, a mio avviso, indica che l'attentato è stato ben pianificato ed elaborato dai criminali, che contiene un evidente carattere simbolico” e che “occorre guardare a questo evento sotto tutti i profili”, così si esprime l'esponente della principale forza di opposizione russa in una dichiarazione stampa.

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La fiction del G7 esteri a Lucca

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46 palazzoducale luccadi Manlio Dinucci
il manifesto, 4 aprile 2017

Dopo Lucca Comics, festival internazionale del fumetto, la città toscana ospita il 10-11 aprile un altro evento internazionale del genere fiction: il G7 dei ministri degli esteri. È il più importante degli 11 incontri – a Firenze, Roma, Lucca, Bari, Bologna, Cagliari, Torino, Bergamo, Milano – con cui il governo Gentiloni, nell’anno di presidenza italiana del G7, prepara (senza badare a spese) il Summit che si svolgerà a Taormina il 26-27 maggio. 

Il G7 è formato dai sei maggiori paesi della Nato – Stati uniti, Canada, Germania, Gran Bretagna, Francia e Italia – più il Giappone, il più importante alleato degli Stati uniti e partner della Nato nella regione Asia/Pacifico, dove il Pentagono sta schierando contro la Cina crescenti forze anche nucleari. 

Quello che si svolge a Lucca con la sigla G7, per esaminare «le attuali questioni di politica estera e sicurezza internazionale», sarà dunque di fatto un incontro Usa/Nato. Esso confermerà quanto già detto dai ministri degli esteri dell’Alleanza riunitisi a Bruxelles il 31 marzo: garantire la sicurezza dell’Europa, messa in pericolo da «una Russia che vuole sempre più imporsi» e che, dopo «la illegale annessione della Crimea», continua a «violare la sovranità e integrità territoriale dell’Ucraina con le sue azioni aggressive». 

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Lenín Moreno è il nuovo presidente dell'Ecuador

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lenin moreno ecuadorRedazione di Resistência

Traduzione di Marx21.it

Lenín Moreno è il nuovo presidente dell'Ecuador. Con il 94,18% delle schede scrutinate, il candidato della forza progressista Alianza País ha raggiunto il 51,07% dei voti contro il candidato della destra Guillermo Lasso che ha ottenuto il 48,93%, secondo la proclamazione ufficiale del Consiglio Nazionale Elettorale (CNE).

Un totale di 12.816.698 elettori era chiamato alle urne. Di questi, 12.438.406 risiedono nel paese e 378.292 all'estero.

“L'Ecuador ha dato dimostrazione al mondo di partecipazione e democrazia (…) non si è regalato un voto a nessuno”, ha detto il presidente del CNE, Juan Pablo Pozo, che ha garantito che le organizzazioni politiche avessero tutte le possibilità di realizzare il controllo politico del voto. Per questo, ha invitato a rispettare l'espressione del popolo nelle urne con responsabilità etica.

Il movimento progressista Alianza País assumerà il comando del processo chiamato Rivoluzione Cittadina iniziato nel 2007 con la guida del presidente Rafael Correa.

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Intervista a Fulvio Scaglione. Alla radice dei conflitti mediorientali

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a cura di Federico La Mattina
da imesi.org

Fulvio Scaglione, giornalista esperto di politica estera con una grande esperienza sul campo, collabora con diversi giornali e riviste. Esperto di Medio Oriente e Russia, ha recentemente pubblicato un libro sul Medio Oriente (Il Patto con il diavolo. Come abbiamo consegnato il Medio Oriente al fondamentalismo e all’Isis, Rizzoli, 2016, pp. 203) in cui unisce abilmente ricostruzione storica ed approccio divulgativo, fornendo chiavi di lettura per il presente in controtendenza con il discorso dominante a cui l’opinione pubblica è abituata.

Scaglione affronta la complessa storia mediorientale dagli accordi segreti di Sykes-Picot ai più recenti avvenimenti siro-iracheni, passando per la fondazione del regno saudita che ha avuto una grande influenza negli sviluppi futuri della regione. Abbiamo avuto il piacere di intervistare Fulvio Scaglione (che proprio poche settimane fa ha intervistato Bashar al-Assad su “Avvenire”) a proposito dei più recenti eventi mediorientali, provando a fare anche qualche previsione per il futuro.

Nel suo libro mette chiaramente in luce la connivenza tra potenze occidentali e paesi finanziatori di gruppi jihadisti. A pagina 192 si legge: “Abbiamo sempre agito, noi occidentali, su questo doppio binario, con una morale per gli amici e una per i nemici, sperando che nessuno se ne accorgesse”. Ritiene che, alla luce dei disastri mediorientali, i paesi europei debbano mutare paradigma geopolitico? L’Italia ha possibilità, secondo lei, di rivendicare una politica estera maggiormente autonoma in questo senso?

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I comunisti russi e l'offensiva di Navalny e dell'opposizione liberista

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navalny ghignoDichiarazione del Comitato Centrale del Partito Comunista della Federazione Russa

da kprf.ru

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Alla fine di marzo in alcune città della Russia si sono svolte manifestazioni di protesta contro la corruzione. Questa rappresenta un mostruoso fenomeno che corrode il paese, che da tanto tempo preoccupa la nostra società. E' del tutto evidente che è necessario combattere con decisione la corruzione e le ruberie. Tuttavia, è indispensabile capire cosa sta dietro alle iniziative di uno degli iniziatori di questa campagna, il signor Navalny.

E' opportuno ricordare che è proprio con il pretesto della lotta alla corruzione e alla burocrazia che sono arrivati al potere Eltsin e i suoi complici per attuare un saccheggio senza precedenti del paese e umiliare il popolo. La stessa cosa è accaduta in Ucraina, dove Poroshenko e la sua cricca di continuatori di Bandera hanno cavalcato l'onda della protesta popolare e hanno trasformato la repubblica sorella in un Klondike di arricchimento personale.

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Frente Guasu: gli atti di vandalismo in Paraguay sono opera dell'estrema destra

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paraguay violenze destradi Wevergton Brito Lima per Resistência
da resistencia.cc

Traduzione di Marx21.it

Il Frente Guasu, coalizione progressista dell'ex presidente del Paraguay, Fernando Lugo, il 31 marzo ha diffuso una nota di commento all'invasione del Parlamento Nazionale e all'ondata di violenza politica che colpisce il Paraguay da quando il Senato ha approvato la convocazione di un referendum popolare, che possa permettere all'attuale presidente, Horacio Cartes, e anche a Fernando Lugo, di concorrere alle prossime elezioni presidenziali.

La proposta ha avuto il consenso del Frente Guasu, che ha votato su questa materia a fianco del Partito Colorado. La decisione del Parlamento ha provocato la furia del Partito Liberale Radicale Autentico (PLRA), neoliberale e di destra, che contava su Cartes e Lugo messi dalla disputa e già dava come certa la sua vittoria in assenza di concorrenti in grado di farcela.

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Automazione e riduzione dell’orario di lavoro

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ingranaggidi Simone Fana
da sbilanciamoci.info

Le più recenti forme di organizzazione del lavoro – imposte dalla “sharing” e gig economy – rendono necessario un ripensamento delle politiche sui tempi di lavoro

La cronaca degli ultimi mesi ha riportato al centro del dibattito pubblico il nesso che lega i processi di innovazione tecnologica e le dinamiche del mercato del lavoro, attualizzando tendenze che stanno modificando alla radice gli assetti produttivi e i modi di produzione capitalistici. Elementi comuni collegano le vertenze dei lavoratori di Almaviva, in seguito al piano di ristrutturazione produttiva e agli esuberi del personale addetto ai call center, le proteste dei tassisti contro il colosso della sharing economy Uber e le rivendicazioni dei lavoratori impiegati nella Grande Distribuzione. Un elemento che svolge un ruolo centrale nel ricollocare le specificità settoriali in un terreno unitario è legato alla rapida ascesa dei colossi dell’economia digitale e al ruolo di avanguardia del processo produttivo esercitato dagli oligopoli privati. Amazon, Uber, AirBnb non sono semplicemente leader nei settori del trasporto o degli alloggi, ma sono gli attori che stanno modificando la geografia degli assetti produttivi, agendo nella direzione di un’ unificazione dei processi di lavoro e dell’organizzazione della produzione.

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Breve storia della NATO dal 1991 ad oggi (Parte 2)

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guerra balcani 252437di Manlio Dinucci

Parte 1

L’INTERVENTO NATO NELLA CRISI BALCANICA 

Il «nuovo concetto strategico» della Nato viene messo in pratica nei Balcani, dove la crisi della Federazione Jugoslava, dovuta ai contrasti tra i gruppi di potere e alle spinte centrifughe delle repubbliche, ha raggiunto il punto di rottura. 

Nel novembre 1990, il Congresso degli Stati Uniti approva il finanziamento diretto di tutte le nuove formazioni «democratiche» della Jugoslavia, incoraggiando così le tendenze secessioniste. In dicembre, il parlamento della Repubblica croata, controllato dal partito di Franjo Tudjman, emana una nuova costituzione in base alla quale la Croazia è «patria dei croati» (non più dei croati e dei serbi, popoli costituenti della repubblica) ed è sovrana sul suo territorio. Sei mesi dopo, nel giugno 1991, oltre alla Croazia, anche la Slovenia proclama la propria indipendenza. Subito dopo, scoppiano scontri tra l’esercito federale e gli indipendentisti. In ottobre, in Croazia, il governo Tudjman espelle oltre 25mila serbi dalla Slavonia, mentre sue milizie occupano Vukovar. L’esercito federale risponde, bombardando e occupando la città. La guerra civile comincia a estendersi, ma potrebbe ancora essere fermata. 

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Il fiasco del Maidan bielorusso

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di Oleg Stepanenko

“Pravda”, organo del Partito Comunista della Federazione Russa

da kprf.ru

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

L'opposizione “democratica” bielorussa e i suoi padroni occidentali hanno subito l'ennesimo fiasco. Il 25 marzo avevano programmato un'azione di massa “contro il regime di Lukashenko”. La data prescelta spiega il significato dell'iniziativa. Esattamente 99 anni fa un gruppo di “democratici” aveva dichiarato la fantomatica Repubblica Popolare Bielorussa (BNR), la cui Rada aveva approvato documenti che sancivano la rottura con la Russia e si era rivolta al Kaiser “con parole di profonda gratitudine per la liberazione della Bielorussia da parte delle truppe tedesche”, assicurando che “solo sotto la protezione dell'impero germanico il paese avrebbe visto un futuro migliore”. I capi della BNR, che in seguito si sarebbero messi al servizio di Hitler, inondarono di sangue la terra bielorussa. Proprio il 25 marzo, proclamato dai democratici la “giornata della libertà”, è stato scelto per organizzare il Maidan a Minsk.

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A 100 anni dalla Grande Rivoluzione Socialista di Ottobre

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akel logoIntervento del Partito Progressista dei Lavoratori di Cipro (AKEL)

da ecm2017.wordpress.com

Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

ECM 2017 - Incontro Comunista Europeo 2017, Bruxelles, 24/01/2017

"A 100 anni dalla Grande Rivoluzione Socialista di Ottobre. Il capitalismo, i monopoli e l'Unione Europea portano crisi, guerre e povertà. Il Socialismo è attuale e necessario"

Compagni,

A nome del Comitato Centrale di AKEL (Cipro), permettetemi di esprimere la nostra gratitudine al KKE per l'invito all'incontro odierno. Rivolgiamo inoltre i nostri più calorosi saluti fraterni a tutti i Partiti comunisti e operai d'Europa che sono rappresentati qui oggi.

Il 2017 segna il compimento di un secolo da quell'evento storico la cui importanza mondiale rischiarò la Storia e che tuttora la illumina: la lotta per la liberazione dei popoli del mondo dall'oppressione e dallo sfruttamento di classe. Questo anniversario è l'occasione per riflettere ancora una volta sulle lezioni, le conclusioni e i doveri che ne scaturiscono. Da parte nostra, vorremmo mettere a fuoco alcuni aspetti specifici.

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Il Partito Nazionale Scozzese e le politiche di classe

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Saltire and union flag 009"Morning Star

Traduzione di Marx21.it

Editoriale di “Morning Star”, quotidiano online vicino ai comunisti britannici (Communist Party of Britain)

Il nostro giornale è orgoglioso della sua storia nella difesa dei diritti nazionali e democratici dei popoli scozzese e gallese.

In uno Stato multinazionale, un livello di autonomia nazionale è essenziale per tutti coloro che desiderano esprimere un'identità e una cultura proprie e distinte. In quanto nazioni, la Scozia e il Galles hanno diritto a determinare il loro futuro, fino a prendere in considerazione la separazione dall'Inghilterra e dalla Gran Bretagna.

Queste sono questioni di principio a cui noi aderiamo senza condizioni.

Tuttavia, la questione di come e quando deve esercitare i suoi diritti è materia di discussione. Come ha detto Lenin, difendere il diritto al divorzio non significa chiedere che una coppia in particolare – se non tutte le coppie – divorzino.

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Breve storia della NATO dal 1991 ad oggi (Parte 1)

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1949natosummit natodi Manlio Dinucci

La Nato, fondata il 4 aprile 1949, comprende durante la guerra fredda sedici paesi: Stati Uniti, Canada, Belgio, Danimarca, Francia, Repubblica federale tedesca, Gran Bretagna, Grecia, Islanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Turchia. Attraverso questa alleanza, gli Stati Uniti mantengono il loro dominio sugli alleati europei, usando l’Europa come prima linea nel confronto, anche nucleare, col Patto di Varsavia. Questo, fondato il 14 maggio 1955 (sei anni dopo la Nato), comprende Unione Sovietica, Bulgaria, Cecoslovacchia, Polonia, Repubblica democratica tedesca, Romania, Ungheria, Albania (dal 1955 al 1968).

DALLA GUERRA FREDDA AL DOPO GUERRA FREDDA

Nel 1989 avviene il «crollo del Muro di Berlino»: è l’inizio della riunificazione tedesca che si realizza quando, nel 1990, la Repubblica Democratica si dissolve aderendo alla Repubblica Federale di Germania. Nel 1991 si dissolve il Patto di Varsavia: i paesi dell’Europa centro-orientale che ne facevano parte non sono ora più alleati dell’Urss. Nello stesso anno, si dissolve la stessa Unione Sovietica: al posto di un unico Stato se ne formano quindici.

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Mosul verso la catastrofe umanitaria

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Mentre ad Aleppo la vita sta ritornando lentamente alla normalità, a Mosul, assediata ormai da quattro mesi dalla coalizione filo-americana, la situazione umanitaria è prossima alla catastrofe, nel silenzio totale dei media occidentali.

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Appello contro la persecuzione delle comunità russa e bielorussa in Ucraina occidentale

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nazi ucraina manifestazioneda kprf.ru

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Il Consiglio delle Comunità nazionali della regione della Volinia (Ucraina occidentale) ha escluso dal suo seno le comunità russa e bielorussa. E' l'ultima manifestazione del clima di esasperato nazionalismo e di “pulizia etnica” che caratterizza l'agire delle autorità nazionali e locali dell'Ucraina sostenuta da USA/UE/NATO.

Gli esponenti delle comunità russa e bielorussa sono stati esclusi dal Consiglio sulla base di pretestuosi motivi politici e alcuni sono stati anche espulsi dalla scuola di specializzazione dell'Università nazionale della Volinia. Dei cittadini sono stati privati del diritto allo studio e al lavoro, in violazione di tutti i diritti costituzionali e le leggi dell'Ucraina.

Le comunità russa e bielorussa della regione della Volinia hanno ripetutamente dichiarato pubblicamente che i loro membri subiscono attacchi, umiliazioni e vessazioni. Le minoranze nazionali russa e bielorussa sono regolarmente sottoposte a discriminazione, segregazione e persecuzione da parte delle autorità ucraine e regionali. Centinaia di membri delle nostre comunità dopo i tragici avvenimenti del febbraio 2014 e i cambiamenti incostituzionali del potere in Ucraina sono stati costretti a fuggire dal territorio della Volinia verso la Repubblica di Belarus e la Federazione Russa, temendo per la loro vita e quella dei loro cari.

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