Breve storia della NATO dal 1991 ad oggi (Parte 10)

Breve storia della NATO dal 1991 ad oggi (Parte 10)

di Manlio Dinucci

L’operazione condotta dalla Nato in Ucraina inizia quando nel 1991, dopo il Patto di Varsavia, si disgrega anche l’Unione Sovietica di cui essa faceva parte. Gli Stati Uniti e gli alleati europei si muovono subito per trarre il massimo vantaggio…

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Belt and Road e Zhuangzi

Belt and Road e Zhuangzi

di Alessandra Cappelletti

Il Belt and Road Forum che si è svolto a Pechino il 15 maggio scorso (alla presenza, assieme ad altri 27 capi di Stato, del premier italiano Gentiloni e del presidente russo Putin) è stato un'occasione per comunicare al mondo…

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Scioperi, il Garante vuole riscrivere la Costituzione

Scioperi, il Garante vuole riscrivere la Costituzione

di USB

Il cosiddetto garante degli scioperi, in linea con governo e molte forze politiche, ha affermato che “senza voler pregiudicare il diritto costituzionale di tutti i sindacati a poter proclamare lo sciopero ...

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Tsipras cede ancora ai diktat dell'UE. La lezione per i comunisti in Italia

Tsipras cede ancora ai diktat dell'UE. La lezione per i comunisti in Italia

di Fosco Giannini

Come mai la Grecia sembra quasi sparita dalla cronaca politica?  Va finalmente tutto bene? E il popolo greco è uscito fuori dalla tragedia sociale in cui è stato immerso dalle pietre al collo ...

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Il secondo turno delle elezioni presidenziali francesi

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macronlepenIntervista a Robert Charvin

a cura di Alex Anfruns

da investigaction.net

Traduzione di Marx21.it

Continuiamo la nostra rassegna di riflessioni sulle elezioni presidenziali francesi, con questa intervista al professor Robert Charvin

Dopo un interminabile circo politico-mediatico, quattro candidati hanno ottenuto risultati molto simili, ma la legge ne conserva solo due per la “finale”. Questa “battaglia delle teste” è in parte artificiale: vengono presi in considerazione elementi che non hanno nulla a che vedere con i giochi sociali, economici e politici. Le elezioni presidenziali del 2017 più ancora delle precedenti sono una caricatura spettacolare della monarchia presidenziale di una V Repubblica nata da un colpo di Stato e la cui natura democratica è molto limitata.

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Italia. Dal 1992 i redditi delle famiglie sono crollati del 20%

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poverta mercatodi Stefano Porcari
da contropiano.org

Era il 1992 quando il liberista Andreatta (ministro democristiano) affermò che per far fronte al debito pubblico occorreva "ridurre di almeno cinque milioni di lire il reddito delle famiglie italiane". Le terapie d'urto dei governi di Maastricht (Amato, Ciampi, Prodi) si assunsero l'onere dell'avveramento della "profezia" di Andreatta. Il piano inclinato dei redditi delle famiglie italiane è cominciato proprio allora e non si è più risollevato. L'Italia si è aggiudicata il primato negativo per "impoverimento" dei redditi delle famiglie nel confronto con i maggiori Paesi europei. La classe media italiana e la fascia a basso reddito, sono state le più colpite con un taglio del 20% nel primo caso e del 23% nel secondo, nell'arco di quasi 20 anni, dal 1991 al 2010. A confermarlo è uno studio realizzato da Pew Reserarch Center.

A conferma che le conseguenze del Trattato di Maastricht sono state una vera e propria maledizione per il nostro paese, il rapporto segnala che nessun altro paese europeo ha registrato un crollo così pesante, neanche la Spagna che non va oltre un esiguo -5%. In Spagna dal 1991 al 2010 il reddito medio familiare è rimasto stabile su 31.885 dollari (poco più di 29.000 euro), mentre in Italia si sia assistito a un crollo del 20% passando (da 37.000 euro del 1991, circa 71 milioni di vecchie lire, ai poco più di 29.000 euro del 2010).

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Vladimiro Giacché: “Perché ho cambiato idea sulla moneta unica”

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euro bandiera monetaunicaIntervista a cura di Alessandro Giorgiutti,
Libero, 23 aprile 2017

«Le due mosse della Germania per prendersi le nostre banche»

L’economista: «Berlino prima ha salvato i suoi istituti, poi ha vietato agli altri Stati di fare altrettanto. L’euro può cadere sul tasso di interesse»

Chiunque decida di approfondire le tesi euro-critiche si imbatterà prima o poi nel suo Anschluss. L’annessione. L’unificazione della Germania e il futuro dell’Europa (Imprimatur). In quel testo Vladimiro Giacché, presidente del Cer (Centro Europa Ricerche), racconta le ricadute economiche e sociali dell’unione monetaria tedesca del 1990, col marco orientale rivalutatosi del 350% in una notte. In un primo tempo i tedeschi dell’Est si sentirono più ricchi (il loro potere d’acquisto era aumentato). Poi però si accorsero che i prodotti delle loro fabbriche non avevano più mercato e in breve tempo molti persero il lavoro. La loro economia, che pure era la più avanzata tra quelle del blocco comunista, collassò.

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“Se non fosse stato per la Russia ci avrebbero massacrato”

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da PandoraTV, traduzione Monica Ricatti

Intervista a Jano Battah, vescovo cattolico a Damasco

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Il 25 Aprile a Milano

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milano 25apriledi Comitato contro la guerra Milano

Riceviamo dal Comitato contro la guerra Milano

Partiti dalla “base” per la manifestazione del 25 aprile, con lo spezzone della Brigata Immortale, siamo giunti alle 13.15 circa in Palestro. Lì abbiamo posto gli striscioni a terra per indicare lo spazio della Brigata. Alle nostre spalle, in cima a un camion, campeggiava la scritta “NO ONE IS ILLEGAL”, questa è la “parola d’ordine” (oggi si dice “claim”) sulla quale sarà bene riflettere, per poi aprire una discussione con “realtà” come “Cantiere” o “Partigiani in ogni quartiere” che l’hanno fatta propria.

Alle 16 circa il corteo si incammina, una ventina di “sentinelli” passano sulla nostra sinistra scortati dalla Digos, diretti verso la testa del corteo, lì troveranno spazio tra coloro che sono più politicamente vicini, come i “patrioti europei”, tra i quali pare ci fosse qualcuno incoraggiato magari con una mancia…

All’interno della manifestazione ci sono pezzi di partiti organizzati con un kit o con magliette come quella che, in modo un po’ ruffiano ed offensivo, riporta la scritta “Bella ciao”.

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Italia «a testa alta» nelle spese per la guerra

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stoltenberg gentilonidi Manlio Dinucci
il manifesto

«L'Italia partecipa a testa alta all'Alleanza Atlantica, nella quale è il quinto maggiore contributore, e conferma l'obiettivo di raggiungere il 2 per cento del Pil nelle spese militari»: lo ha dichiarato il presidente del consiglio Gentiloni, ricevendo il 27 aprile a Roma il segretario generale della Nato Stoltenberg. Ha così ripetuto quanto già detto al presidente Usa Trump, ossia di essere «fiero del contributo finanziario dell’Italia alla sicurezza dell’Alleanza», garantendo che, «nonostante certi limiti di bilancio, l’Italia rispetterà l’impegno assunto».

I dati sulla spesa militare mondiale, appena pubblicati dal Sipri, confermano che Gentiloni ha ragione ad andare fiero e a testa alta: la spesa militare dell’Italia, all’11° posto mondiale, è salita a 27,9 miliardi di dollari nel 2016. Calcolata in euro, corrisponde a una spesa media giornaliera di circa 70 milioni (cui si aggiungono altre voci, tra cui le missioni militari all’estero, extra budget della Difesa).

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Anche quest’anno arriva il Primo Maggio

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1maggio 2016 wftydi Stefano Barbieri per Marx21.it

Anche quest’anno arriva il Primo Maggio, la Festa del Lavoro. E l’Italia, recita la Costituzione, è una Repubblica fondata sul lavoro.

Bisogna parlare del lavoro, tutti parlano, a volte a sproposito, del lavoro. L’abbiamo fatto anche noi, l’ho fatto anch’io, molte volte dalle pagine di questi sito. Forse troppe volte, forse sbagliando, sempre sperando che chi legge facesse propria la centralità della “questione del lavoro”, della contraddizione tra capitale  e lavoro, dell’idea del “lavoro” come strumento della trasformazione della società.

Già, il lavoro…

E allora parliamo del lavoro dei giovani, quello che manca, che quando c’è è sottopagato, spesso sfruttato, regolarizzato dai voucher (quando c’erano, ma tranquilli, arriveranno forme simili), precarizzato a giorni quando non ad ore.

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Ordine di abbattere. Le minacce USA in Asia-Pacifico (e altrove)

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trump pistoladi Luis Carapinha | da “Avante!”, Settimanale del Partito Comunista Portoghese

Traduzione di Marx21.it

“Solo Russia e Cina possono far fronte al ricatto e  alle minacce. La cooperazione militare tra i due vicini è vitale anche per il mantenimento dell'equilibrio strategico”.

Tillerson e Pence hanno viaggiato per l'Asia Orientale lanciando l'avvertimento: “l'era della pazienza strategica degli Stati Uniti è finita”. La sconcertante sentenza è una minaccia diretta alla Corea del Nord, sostenuta dallo spiegamento nella zona di un'importante flotta da guerra e dalla realizzazione di manovre militari con la Corea del Sud.

Tuttavia, come è noto, il vero grattacapo per il potere di Washington è rappresentato da Pechino. L'intera operazione della scalata incendiaria e della frenetica dimostrazione globale di forza degli ultimi giorni ha, in sostanza, la Cina come destinatario. Trump ha voluto attaccare la Siria alla presenza di Xi Jinping – con un altro crimine di terrorismo di Stato e la sfrontata violazione del diritto internazionale, che ha causato la gioia degli araldi dell'ideologia dominante.

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Comunicato congiunto degli inviati speciali dei BRICS in Medio Oriente

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brics bandiereVisakhapatnam, 12 aprile 2017

da mid.ru

Traduzione di Lorenzo Battisti per Marx21.it

Riteniamo importante pubblicare questo comunicato congiunto diffuso da rappresentanti dei cinque paesi dei BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) sulla situazione del Medio Oriente (praticamente ignorato dal sistema mediatico occidentale). Per diversi motivi. Innanzitutto è una presa di posizione collettiva dei BRICS sul Medio Oriente, nel momento in cui  esso si trova sotto attacco politico, militare e mediatico da parte degli Stati Uniti, della Francia e degli altri paesi imperialisti. Un approccio teso a preparare il terreno a future disastrose imprese militari. Proprio per questo è importante il riferimento che si fa all'ONU come unico mezzo per intervenire nella regione. Lo stesso si afferma per quanto riguarda la lotta al terrorismo, di cui sono  vittime gli stessi paesi che compongono il coordinamento. Rispetto alla Siria, si sostiene l'unità territoriale del paese, in contrasto con i piani (ormai di lunga durata) degli Stati Uniti miranti a frammentare gli stati della regione su basi etniche o religiose.

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I Caschi Bianchi: l'ufficio stampa e propaganda di Al-Qaeda in Siria

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cascosblandos 0di Misión Verdad

Traduzione di Marx21.it

Rispondiamo a Roberto Saviano e a chi gli offre lo spazio per parlare a milioni di persone del nostro paese, facendo circolare questa testimonianza sul vero ruolo dei cosiddetti "Caschi Bianchi" (Marx21.it)

Al-Qaeda vince il suo primo Oscar 

L'evento più importante dell'industria culturale “gringa” (l'Oscar) ha premiato la storia dei Caschi Bianchi siriani (The White Helmets) come migliore cortometraggio.

Il cortometraggio premiato a Hollywood è stato prodotto da Netflix e realizzato dal regista Orlando Von Ensiedel. L'audiovisivo è stato utilizzato per promuovere la nomina dei Caschi Siriani al Premio Nobel della Pace, l'anno scorso.

L'ONG dei presunti soccorritori nelle zone del conflitto siriano è stata fondata nel 2013 in Turchia da James Le Mesurier, ex alto ufficiale britannico e alto rappresentante dell'ONU durante le guerre di Bosnia e Kosovo. Le Mesurier aveva fatto parte anche delle agenzie di contractors militari Olive Security e Good Harbour International. La prima è collegata a Blackwater (ora Academy), famosa per i suoi massacri della popolazione civile in Iraq. La seconda è stata diretta da Richard Clark, ex consigliere per la sicurezza di George W. Bush.

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Il blocco centrista emerge dalle elezioni francesi

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francia elezioni2017 cartellonidi Lorenzo Battisti per Marx21.it

Queste elezioni presidenziali rimarranno nella memoria degli elettori francesi a lungo. Il paesaggio politico, definito dal 1970 in poi, è stato stravolto e i nuovi equilibri restano ancora nell'ombra. Quello che è certo è che il padronato francese è il vero vincitore politico e sociale.

Cinque anni di presidenza socialista

Il 2012, anno delle ultime elezioni nazionali, sembra appartenere ad un'altra epoca storica[1]. Quelle elezioni erano state vissute da molti come una liberazione da un presidente, Sarkozy, che era il più impopolare e filo americano di tutta la storia della Francia. Il risultato di Hollande e della sinistra francese, che andava al governo per la seconda volta durante la Quinta Repubblica dopo l'esperienza di Mitterand, era il risultato di cinque anni di mobilitazioni che erano culminate con il lungo ciclo di scioperi contro la riforma pensionistica che faceva aumentare l'età pensionabile dai 60 ai 63 anni (e duramente repressa dal governo).

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Sui risultati del primo turno delle elezioni presidenziali in Francia

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pcp bandiera closeupNota dell'Ufficio stampa del Partito Comunista Portoghese

da pcp.pt

Traduzione di Marx21.it

I risultati del primo turno delle elezioni presidenziali francesi, svoltesi in una situazione di stato di emergenza e in un quadro di grande pressione e condizionamento politico, esprimono la sconfitta dei partiti che sono stati responsabili dell'esecuzione delle politiche e delle linee guida dell'Unione Europea e degli interessi del grande capitale in Francia, in particolare da parte dei governi di Nicolas Sarkozy e François Hollande.

Nel contesto in cui al secondo turno di queste lezioni, il 7 maggio, si presentano una candidata xenofoba di estrema destra e un candidato ultra-liberista legato agli interessi del capitale finanziario e impegnato nel rafforzamento dell'Unione Europea dei monopoli e delle grandi potenze, fin da ora assume grande importanza lo sviluppo della lotta dei lavoratori e del popolo francese in difesa dei propri diritti e sovranità, in continuità con le loro migliori tradizioni di lotta per la libertà, il progresso sociale e la pace. 

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Ricordo di Antonio Gramsci

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gramsci ales proc relief mapdi Palmiro Togliatti

“Tutto ciò che il popolo italiano ha creato di grande, di geniale nel corso della sua storia, è stato creato in una lotta dolorosa contro gli oppressori. Gli uomini più grandi che sono usciti dal seno del popolo italiano, sono stati perseguitati dalle classi dirigenti del nostro paese. Perseguitato, costretto a vita esule e grama fu Dante, creatore della lingua italiana. Arso su una pubblica piazza Giordano Bruno, il primo pensatore italiano dei tempi moderni. Gettato a marcire in un carcere orrendo Tommaso Campanella, sognatore di un mondo fondato sull’ordine e sulla giustizia. Sottoposto alle torture Galileo Galilei creatore della scienza moderna sperimentale. Esule e trattato dai poliziotti della monarchia come un delinquente comune Giuseppe Mazzini, il primo assertore e combattente convinto dell’unità nazionale del nostro paese. Inviso, circondato di sospetti, calunniato, Giuseppe Garibaldi, l’eroe popolare del Risorgimento. Tutta la storia del nostro popolo è la storia di una ribellione contro la tirannide esteriore e domestica di una lotta continua contro l’oscurantismo e l’ipocrisia, contro lo sfruttamento spietato e l’oppressione crudele delle masse lavoratrici da parte delle classi possidenti.

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Melenchon si smarca dalla logica del “meno peggio”

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melenchon Franceinsoumisdi Alessandro Avvisato
da contropiano.org

Jean-Luc Melenchon il candidato della sinistra popolare di “France Insoumise” (Francia indomita), al contrario del socialista Benoit Hamon e del gollista François Fillon, è l’unico candidato che non ha invitato espressamente i propri elettori a dare il voto al candidato ultraliberista ed europeista Emmanuel Macron al ballottaggio del prossimo 7 aprile contro la leader del Front National Marine le Pen. “Non ho ricevuto nessun mandato da parte di chi ha appoggiato la mia candidatura per esprimermi al suo posto- ha detto Melenchon – ognuno di noi sa, secondo coscienza, qual è il suo dovere. Siamo una forza consapevole ed entusiasta – ha affermato – vi chiedo di restare uniti e in movimento. Quelli che oggi pretendono di rappresentare tutti noi, hanno già dimostrato di non esserne capaci”.

Melenchon e “France Insoumis” alle elezioni presidenziali francesi hanno ottenuto un considerevole risultato, il 19,6%, ed è stata indubbiamente la lista che ha sottratto alla Le Pen una parte del voto operaio e popolare francese, declinando la lotta contro la gabbia dell’Unione Europea su contenuti progressisti e popolari e non reazionari.

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Giù le mani dal nostro paese!

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siria bandiera cieloComunicato del Partito comunista siriano unificato

Dal giornale elettronico “Nur”


Traduzione di Mohammed Kharifi

Ringraziamo Marinella Correggia per la segnalazione

Giorni fa gli Stati uniti hanno commesso un’altra follia, da aggiungere al loro libro nero colmo di crimini, bombardando l’aeroporto di Al Shayrat, nell’est della provincia siriana di Homs. L’attacco è costato la vita a nove martiri. Si è dunque trattato, in tutta evidenza, di un’altra aggressione da parte degli Usa contro un paese indipendente, membro di tutte le organizzazioni internazionali. Così facendo gli Usa hanno calpestato il diritto internazionale che vieta di attentare all’indipendenza degli Stati e di violarne l’integrità territoriale.

Gli Stati uniti hanno addotto come falso pretesto l’utilizzo di armi chimiche a Khan Sheikhoun nella provincia di Idlib.

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Contro la cospirazione in Venezuela!

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pcv 04192016 plazacaracas 001Appello del Partito Comunista del Venezuela (PCV) | da prensapcv.wordpress.com

Traduzione di Marx21.it

APPELLO PATRIOTTICO E ANTIMPERIALISTA

Il PCV fa appello alla più ampia unità di azione antimperialista per sconfiggere il piano destabilizzatore e golpista

al compatriota Nicolás Maduro, presidente della Repubblica;

alla classe operaia e ai lavoratori della città e della campagna;

agli ufficiali, sottufficiali, soldati patrioti della FANB (Forza Armata Nazionale Bolivariana);

alle direzioni nazionali a ai militanti dei partiti politici e organizzazioni popolari del Grande Polo Patriottico, tra cui il PSUV

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Per l'immediato rilascio dei prigionieri politici palestinesi dalle carceri israeliane

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cppc palComunicato del Consiglio Portoghese per la Pace e la Cooperazione

da wpc-in.org

Traduzione di Lorenzo Battisti per Marx21

Il Consiglio Portoghese per la Pace e la Cooperazione ha rilasciato il 17 aprile (Giornata Internazionale di Solidarietà con i Prigionieri Palestinesi nelle carceri israeliane) il seguente comunicato. In questa occasione il CPPC rinnova la sua solidarietà con il popolo palestinese e la sua giusta causa e saluta l'organizzazione sorella del Comitato Palestinese per la Pace e la Solidarietà.  

Nel giorno dei Prigionieri Politici Palestinesi, il Consiglio Portoghese per la Pace e la Cooperazione (CPPC) riafferma la sua ferma solidarietà con il popolo palestinese e, in particolare, con i 7 mila prigionieri politici palestinesi incarcerati nelle prigioni israeliane, in quella che è una delle più brutali espressioni dell'occupazione illegale della Palestina.

Dall'inizio dell'occupazione, circa 950 mila prigionieri politici palestinesi sono passati dalle prigioni israeliane. In pratica non c'è famiglia che non abbia avuto o abbia almeno uno dei suoi membri imprigionato.

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Il NO di Alitalia chiede un cambio radicale

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alitalia assembleadi Dante Barontini
da contropiano.org

Il NO dei lavoratori Alitalia alla pre-intesa firmata da azienda, governo e CgilCislUilUgl ha ricevuto quasi il 70% dei voti, in un referendum che ha visto la partecipazione della quasi totalità dei dipendenti. Se stessimo ad analizzare un risultato politico diremmo che si è concretizzata una maggioranza “costituente”…

Naturalmente così non è, perché Alitalia è un’azienda privatizzata con soldi pubblici (quando c’è da regalarli alle imprese o alle banche si trovano sempre, nonostante i cerberi dell’Unione Europea) fin dal 2008, non un’istituzione della democrazia parlamentare. Ma anche perché quel NO è un rifiuto, non ancora una proposta organizzata, un progetto di politica economica in un paese che va dismettendo a velocità folle ogni pezzo pregiato del proprio patrimonio industriale (sia pubblico che privato, vista la risibile “audacia” dei cosiddetti imprenditori con passaporto italico) o del proprio mercato interno.

Era la terza volta in dieci anni che i lavoratori Alitalia venivano messi davanti all’alternativa “o mangi questa minestra o salti dalla finestra”; ossia o accetti tagli occupazionali e salariali, accompagnati da aumento dei carichi di lavoro e diminuzione dei diritti, oppure si chiude.

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