Il nuovo risiko dell'energia nel Golfo

Il nuovo risiko dell'energia nel Golfo

Demostenes Floros

La morte del generale iraniano Suleimani ha messo in evidenza il ruolo della Cina

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Il Partito Comunista, un partito diverso da tutti gli altri

Il Partito Comunista, un partito diverso da tutti gli altri

Paulo Raimundo

Costituendo organizzazioni che lottano per il potere, i partiti politici difendono interessi differenti e in alcuni casi persino antagonisti tra loro

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Che sia Bonaccini o Borgonzoni, deraglia la Locomotiva di Guccini

Che sia Bonaccini o Borgonzoni, deraglia la Locomotiva di Guccini

Andrea Del Monaco

Francesco Guccini ha fatto un appello a votare Bonaccini presidente e Igor Taruffi candidato nella lista Bonaccini presidente, Emilia-Romagna Coraggiosa

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Pazza America: chi comanda chi?

Pazza America: chi comanda chi?

Enrico Sanna

Figlio e nipote di emigrati e di profughi, Fausto Giudice, nato in Italia (1949), è cresciuto in Tunisia, dov’è tornato a vivere dopo 45 anni passati in Europa

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Marx e l'effetto di sdoppiamento: il colonialismo occidentale in America Latina, India e Algeria

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scopertaameriche[Pubblichiamo in anteprima un breve capitolo del libro Effetto di sdoppiamento, il “paradosso di Lenin” e la politica struttura, con contributi di Giorgio Galli, Alessandro Pascale, Daniele Burgio, Massimo Leoni e Roberto Sidoli, e che verrà pubblicato a fine anno. Lo scritto in oggetto si intitola Marx e l’effetto di sdoppiamento: il colonialismo occidentale in America Latina, India e Algeria. Buona lettura. Di Daniele Burgio, Massimo Leoni e Roberto Sidoli]

È stato sicuramente l’antidogmatico Karl Marx che ha creato i primi germi della teoria dell’effetto di sdoppiamento: oltre alle bozze di lettere e alla missiva inviata alla fine dal geniale scienziato-rivoluzionario tedesco a Vera Zasulich nel 1881, si possono utilizzare in tal senso anche gli estratti effettuati sempre da Marx, verso la fine del 1879, rispetto a un libro di Maksim Kovaleskij intitolato “La proprietà comune della terra. Cause, corso e conseguenze del suo declino”.

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Il 1989 e la retorica della libertà

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berlin wall graffitidi Davide Viganò
da ilbecco.it

A cosa serve festeggiare una data, o anche solo rammentarla? A creare la mitologia per cui dopo quell’evento nulla è stato come prima.

Non è solo questo, quantomeno non dovrebbe esserlo, perché spesso il cambiamento è stato fondamentale per riscrivere la storia da parte di quelli che da essa sarebbero dovuti rimanerne fuori. La lotta di classe passa anche per queste vie. Tra date da celebrare in onore dello Stato borghese, capitalista, colonialista e imperialista, che crea la sua potenza e forza mandano masse di operai e contadini a spararsi tra di loro, per una ricchezza che non apparterà mai ad essi, e altre che celebrano la guerra di classe dei proletari, degli esclusi sociali contro i padroni della terra. C’è il 4 novembre che celebra una vittoria bagnata dal sangue degli ultimi per mantenere i privilegiati al potere e c’è il 7 ottobre 1917.

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In difesa del Muro di Berlino a trent’anni dalla sua caduta

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ddr germania bandieredi Nicolò Monti, Segretario Nazionale FGCI

da fgci.info

Sono trascorsi 30 anni e sembra ancora di vederli Kohl, Bush e Gorbacev che se la ridono e guardano migliaia di tedeschi che passano le frontiere di Berlino Est, abbattendo quel muro, simbolo della Guerra Fredda, che sotto quei picconi e quelle facce esultanti volgeva al termine. Le tv di tutto il mondo mandavano in diretta l’evento, riprendendo le emozioni fortissime che si stavano scatenando in quel freddo 9 Novembre 1989, il giorno in cui tutto cambiò, ad est come ad ovest.

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Sul Golpe in Bolivia

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pinera moralesdi Roberto Vallepiano

Riceviamo e pubblichiamo

Mentre Evo Morales Ayma stava pronunciando la frase: "il colpo di stato è compiuto" la sua abitazione veniva saccheggiata e distrutta dalle bande criminali dell'estrema destra fiancheggiate nei raid dalla Polizia boliviana.

Hanno profanato la casa del Presidente più amato dal popolo boliviano, scrivendo insulti e frasi oscene sui muri, rubando e fracassando tutto.

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Lo studioso Vladimiro Giacchè a TPI: “Il muro di Berlino? Un simbolo, la Germania Est è morta con la moneta unica”

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giacche muro berlino germania estdi Madi Ferrucci

da tpi.it

Vladimiro Giacchè, classe 1963, è uno studioso italiano esperto della storia della Ddr, è attivo da oltre 25 anni nel settore finanziario ed è presidente del Centro Europa Ricerche che realizza report e analisi di mercato sull’economia italiana ed europea. Nel 2013 ha pubblicato il saggio “Anschluss. L’annessione. L’unificazione della Germania e il futuro dell’Europa”, un’importante ricostruzione su quello che accadde subito dopo la caduta del muro di Berlino e sul processo che portò all’unificazione della Germania Est con la Germania Ovest.

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Prendi il litio e resta!

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sale pile boliviadi Enzo Pellegrin

Riuscito per ora il golpe neoliberista in Bolivia

Il 15 marzo del 2018, Maurizio Stefanini, articolista del Foglio, si doleva che l’enorme riserva di Litio presente in Bolivia fosse nelle mani dello “statalismo” e del “cattivo esempio” di Evo Morales. (1) Nel medesimo articolo si evidenziava che, al contrario, Cile ed Argentina, le altre due “Arabie Saudite” del Litio, avevano generato una vera e propria “corsa al litio”, come ai romantici tempi dello Yukon.

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Germania, un amaro risveglio

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germania frecciagiuEditoriale del 9 novembre su Milano-Finanza di Guido Salerno Aletta

La complessa situazione economica e finanziaria della Germania, ed ancor più il nuovo e divaricante scenario sociopolitico che la caratterizza, sono il risultato non certo inatteso di una strategia tanto mal congegnata quanto assai pretenziosa, che tante contraddizioni ha ben nascosto per anni: da un ventennio almeno, si è arroccata nelle produzioni tradizionali delle auto, della manifattura meccanica e della chimica, deflazionando i salari per aumentare le vendite ed i profitti all’estero. Un mercantilismo di vecchio stampo.

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30 anni dopo la "caduta del muro di Berlino" - La verità è rivoluzionaria

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germania ddr 2di Albano Nunes

da “O Militante”, Rivista teorica del Partito Comunista Portoghese, N° 363, NOV/DIC 2019

Traduzione di Mauro Gemma per Marx21.it

I comunisti non hanno mai paura della verità perché solo la verità permette loro di conoscere la realtà, condizione indispensabile per la sua trasformazione rivoluzionaria. La posizione dei loro avversari è esattamente l'opposto. La classe dirigente capitalista può rimanere al potere solo ricorrendo sistematicamente alle menzogne. Una bugia che potrebbe non essere del tutto negazionista ("i fatti sono testardi") ma che è sempre manipolatrice.

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L'imperialismo di sinistra celebra l'anniversario della caduta del muro di Berlino

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murida aginform.org

Come ampiamente pubblicizzato dai mezzi di comunicazione di massa dell'occidente capitalistico il 9 novembre si celebra il 30° anniversario della caduta del muro di Berlino. L'avvenimento serve soprattutto a rinfocolare la campagna anticomunista e legittimare sempre più posizioni come quella della recente risoluzione del Parlamento europeo sull'equivalenza di comunismo e fascismo.

Il nemico di classe celebra una sua vittoria e questo è naturale. Meno naturale è che in coincidenza con questa celebrazione venga indetta a Roma una manifestazione di 'alternativi' contro tutti i muri. Quelli che dovrebbero rappresentare l'opposizione all'imperialismo scendono in piazza per unirsi al coro anticomunista.

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Arcelor Mittal: rigettare il ricatto, liberare Taranto dai veleni, costruire un'alternativa occupazionale

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csm ilva111 4a753aba7eda usb.it

Siamo stati convocati a Palazzo Chigi dal Presidente del Consiglio Conte in merito alla vicenda Arcelor Mittal dopo l'ennesimo inaccettabile ricatto della multinazionale dell'acciaio. Avevamo detto da subito, in estrema solitudine, che Arcelor Mittal non era la risposta adeguata alla complicata crisi Ilva. Ora a seguito della disastrosa scelta dei diversi governi di svendere ai privati il gruppo siderurgico siamo costretti a affrontare l'ennesima crisi nella situazione più difficile di sempre. In primo luogo il governo e l'intero paese non possono piegarsi a quello che appare come un vero e proprio tentativo di estorsione da parte di Mittal. La multinazionale ha acquisito il gruppo sottoscrivendo impegni precisi : occupazionali, ambientali e produttivi. 

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Il Consiglio Mondiale della Pace (WPC) denuncia il colpo di stato in Bolivia

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wpc logo11 novembre 2019

Il World Peace Council denuncia con fermezza il colpo di stato in Bolivia, sponsorizzato e sostenuto dagli imperialisti statunitensi, mano nella mano con l'oligarchia locale e il loro noto strumento, l'Organizzazione degli Stati americani (OAS). Le azioni sovversive e destabilizzanti condotte dopo le elezioni del 20 ottobre nel paese e le azioni di divisione e di presa del controllo dell'esercito e della polizia hanno portato al tanto desiderato e pianificato rovesciamento del legittimo rieletto presidente Evo Morales. Le proteste e le aggressioni orchestrate dalle forze reazionarie nella città di La Paz, le minacce e gli attacchi ai politici, ai media governativi e ai movimenti sociali, sono azioni tipiche del fascismo.

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Cina e Siria condannano il Colpo di Stato in Bolivia contro Morales

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bolivia colpodistatomoralesda lantidiplomatico.it

Vari governi si sono espressi contro il Colpo di Stato in Bolivia, facendo appello per una soluzione pacifica delle crisi politica senza interferenze esterne

"La Cina spera che tutte le parti in Bolivia possano risolvere le loro discrepanze ai sensi della Costituzione e della legge per ripristinare la stabilità politica e sociale il più presto possibile", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri cinese Geng Shuang.

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Taranto brucia (1) e il plusvalore sociale (con un reportage di Gianmario Leone)

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ilva13rcj0da ferdinandodubla.blogspot.com

5.000 esuberi per continuare con Arcelor Mittal? Se 5.000 vi sembrano pochi...

Ma se 5.000 non sarebbero neanche sufficienti a bonificare l'aria, il suolo e l'acqua, la fabbrica e il territorio. 

E gli ideologi del liberismo multinazionale capitalistico si scandalizzano per la proposta della ripubblicizzazione e i loro poeti, su stampa e tv, starnazzano. Ma, "la produzione capitalistica non è soltanto produzione di merce, è essenzialmente produzione di plusvalore. L'operaio non produce per sé, ma per il capitale. Quindi non basta più che l'operaio produca in genere. Deve produrre plusvalore. È produttivo solo quell'operaio che produce plusvalore per il capitalista, ossia che serve all'auto-valorizzazione del capitale". (Karl Marx, Il Capitale, Editori Riuniti, 1980, pag. 556.)

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Lo 'scandalo' Intesa Sanpaolo

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intesasanpaolo insegnadi Pasquale Cicalese
da lantidiplomatico.it

Due giorni fa l'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo ha anticipato il Piano Industriale per i prossimi anni dichiarando che tra gli obiettivi vi è quello di spostare 240 miliardi di euro di risparmio amministrato, depositi a vista, dunque liquidità dei correntisti, verso il risparmio gestito (funzione di banca d'investimento, private equity, investimenti obbligazionari e azionari), dichiarando inoltre che già 52 miliardi di depositi sono stati dirottati verso il "wealth management", grazie a depositanti convinti di guadagnare di più e avere rendimenti più alti rispetto a quelli miseri dei depositi, mentre la banca si ricostituisce un polmone finanziario alternativo alle obbligazioni bancarie, crollate nel sistema finanziario italiano dopo la normativa del bail in e i casi di Popolare Etruria e popolari venete. 

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Il Partito Comunista Portoghese al 21° Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai

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21 eipco izmir turquia9da pcp.pt

Traduzione di Mauro Gemma per Marx21.it

Il 21° Incontro Internazionale dei Partiti comunisti e operai (IIPCO) si è svolto dal 18 al 21 ottobre a Smirne, in Turchia. Il Partito Comunista Portoghese era presente.

L'incontro, ospitato dal Partito Comunista di Turchia e dal Partito Comunista di Grecia, ha riunito 137 partecipanti per tre giorni, in rappresentanza di 74 partiti di 58 paesi, che hanno avuto l'opportunità di condividere la loro analisi della situazione internazionale, di scambiare informazioni sulla situazione nei rispettivi paesi e discutere le azioni comuni e convergenti da adottare nel prossimo periodo.

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Ex Ilva: nazionalizzare, ma anche questo non basta più

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ilva fumodi Claudio Conti
da contropiano.org

La fuga di ArcelorMittal è un risultato di decenni di smantellamento della struttura industriale italiana. Non nasce da sacrosante “regole” antinquinamento, da “stupidità” del governo (c’è anche quella, ma è buona solo come scusa), o da chissà quale altra ragione.

Un risultato, ossia una conseguenza di scelte ottuse fatte negli anni ‘80-’90, in ossequio ai trattati di Maastricht che hanno formato la vera vera nascita dell’Unione Europea e deformato per sempre il panorama produttivo del Vecchio Continente. E sopratutto quello italiano.

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Cina e Russia assediano l'Occidente

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usa carro bandiera'La Stampa' di Torino ha pubblicato un estratto del nuovo libro del direttore Maurizio Molinari. È un pezzo molto interessante (di cui riportiamo ampi stralci) perché spiega esattamente quali sono le idee di chi governa l'Italia e qual è il nodo del contendere oggi nel mondo: i nostri nemici sono Cina e Russia, 'che cingono d'assedio le democrazie dell'Occidente'.

Il giorno successivo lo stesso giornale pubblica un articolo in cui si riporta il dibattito fra Zingaretti e Tajani avvenuto alla presentazione del libro, in questo articolo si sottolinea con piacere come i due politici parlino 'la stessa lingua, quando si trovano a discutere del nuovo ordine mondiale e delle sfide che pone all'Italia e all'Occidente', quelle che sono maggioranza ed opposizione si trovano pienamente d'accordo nell'individuare il nemico. Il Conte2 viene valorizzato in quest'ottica, all'Italia non sono permessi 'sbandamenti' come è successo con la Cina, con il Venezuela o con l'Iran.

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Ilva, la soluzione efficace per lavoratori e ambiente esiste e il modello è l'Eni di Mattei

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ilva bludi Fausto Sorini | da lantidiplomatico.it

Esiste una soluzione concreta, possibile,realista della vicenda ILVA, capace di salvaguardare gli interessi nazionali, quelli dei lavoratori e quelli di natura ecologica?

Io credo di sì, se ve ne fosse la volontà politica.

La soluzione sarebbe una sostanziale nazionalizzazione dell'ILVA, che coinvolga partner privati e pubblici, italiani e/o esteri, non predatori ma disponibili ad accettare le condizioni poste dal potere politico nazionale. Quando dico nazionalizzazione non intendo necessariamente una proprietà pubblica al 100%, ma con una proporzione e qualità tale (51% o anche meno, ma con una golden share) che garantisca al potere pubblico nazionale un capitale di comando sufficiente a non perdere il controllo dell'impresa.

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La Cina - non l'Iran - la vera ragione per cui le truppe statunitensi non lasceranno mai l'Iraq

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petrolio cinairanda lantidiplomatico.it

"I recenti sviluppi suggeriscono che gli Stati Uniti e i suoi alleati sono diventati sempre più diffidenti nei confronti dell'influenza crescente della Cina all'interno dell'Iraq, anche se Washington sottolinea continuamente la presunta minaccia rappresentata dall'Iran" secondo l'analista Darius Shahtahmasebi

Segue Articolo di Darius Shahtahmasebi analista politico e legale. Esercita la sua attività in Nuova Zelanda concentrandosi sulla politica estera degli Stati Uniti in Medio Oriente, Asia e Pacifico. Esercita la sua attività di avvocato in due giurisdizioni internazionali.

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“Anschluss. L’annessione. L’unificazione della Germania e il futuro dell’Europa” di Vladimiro Giacché

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giacche anschluss 2019da letture.org

Dott. Vladimiro Giacché, Lei è autore del libro Anschluss. L’annessione. L’unificazione della Germania e il futuro dell’Europa edito da Diarkos: a trent’anni dal crollo del Muro di Berlino, la riunificazione tra le due parti della Germania può dirsi compiuta?

No. Sussistono tuttora marcate differenze sotto il profilo economico e sociale: basti pensare che un lavoratore dell’Est riceve uno stipendio pari a poco più dell’80 per cento di un lavoratore dell’Ovest e che la disoccupazione è tuttora superiore del 50 per cento a quella dell’Ovest, nonostante un’emigrazione che ha interessato milioni di cittadini della ex Germania Est. Molte città e paesi, soprattutto nelle aree rurali, si sono spopolati. Una ricerca dell’istituto di ricerca tedesco Ifo uscita nel luglio scorso ha reso noto che, mentre la parte occidentale della Germania ha oggi più abitanti di quanti ne abbia mai avuti, la parte orientale è tornata ad avere gli abitanti che aveva nel 1905. Queste differenze si riflettono anche in un voto molto differente da quello espresso nei Länder dell’Ovest, e che penalizza in particolare i partiti di governo.

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