Il welfare aziendale: una favola nera

Il welfare aziendale: una favola nera

di Lucia Mango

In questo periodo nelle aziende metalmeccaniche si lavora alla contrattazione di secondo livello.

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Venezuela, la questione centrale del potere

Venezuela, la questione centrale del potere

di Albano Nunes

La violenza della campagna contro il Venezuela bolivariano e la non meno violenta ondata di anticomunismo vomitata contro il Partito Comunista Portoghese sono spiegabili solo perché ciò che è in gioco è il destino di un processo rivoluzionario. 

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La Cina difende la non ingerenza in Venezuela

La Cina difende la non ingerenza in Venezuela

da Resistência

Il ministero degli Esteri cinese ha difeso l'importanza della non interferenza negli affari interni dei paesi, esprimendo il proprio parere sulle recenti minacce del presidente statunitense Donald Trump al Venezuela.

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Di ritorno dallo Yemen. Intervista alla dottoressa Iezzi

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di Redazione Radio Città Aperta 
da contropiano.org

La guerra dell’Arabia Saudita contro gli sciiti dello Yemen non trova spazio sui giornali italiani. Eppure ci sono testimoni diretti, italianissimi, come Federica Iezzi, cardiochirurgo pediatrico, attivissima in diverse aree di crisi tra Africa e Medio Oriente. L’intervista è stata realizzata da Radio Città Aperta, nello spazio di approfondimento intitolato Anubi.

Con noi al telefono Federica Iezzi, ciao Federica.

Ciao Alessio, grazie per l’invito.

Grazie a te per la disponibilità innanzi tutto … Seguiamo la dott.ssa Federica Iezzi, che abbiamo conosciuto questo inverno, nei suoi tanti viaggi che fa per motivi professionali in luoghi non proprio ameni in giro per il mondo. Ora sei appena tornata dallo Yemen… Stiamo parlando di una tragedia che costa migliaia di morti e tra l’altro, con una serie di problemi ulteriori, perché sappiamo che c’è anche un’epidemia in corso in questo momento…

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La Rivoluzione d’Ottobre e i diritti delle donne

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donnesovietiche manifestodi Margarida Botelho

da “O Militante”, rivista teorica del Partito Comunista Portoghese

Traduzione di Marica Guazzora per Marx21.it

Fu l’Unione Sovietica il primo paese del mondo a mettere in pratica e a sviluppare come nessun altro i diritti  sociali fondamentali come l'uguaglianza dei diritti delle donne e degli uomini nella  famiglia nella vita e nel lavoro, i diritti e la protezione della maternità.  La Rivoluzione d’Ottobre dette un impulso straordinario al conseguimento dei diritti delle donne raggiungendo nel giro di pochi giorni i diritti che nel nostro paese abbiamo messo decenni a raggiungere, ed è servita di esempio e di incoraggiamento per la lotta delle donne in tutto il mondo. Il processo di costruzione del socialismo in URSS ha sempre mantenuto al centro delle sue preoccupazioni l'emancipazione femminile. La scomparsa dell'URSS ha portato a battute d'arresto brutali nelle condizioni di vita delle donne, non solo negli ex territori sovietici, ma a livello internazionale.

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Contro l'asservimento della Grecia alla NATO

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kke deputati 01Interrogazione del gruppo parlamentare del Partito Comunista di Grecia (KKE)

da solidnet.org | Traduzione di Marx21.it

I 15 deputati del gruppo parlamentare del Partito Comunista di Grecia (KKE) hanno presentato un'interrogazione ai ministri degli Esteri e della Difesa chiedendo il disimpegno del paese dagli interventi e le guerre imperialiste

Ai ministri della Difesa e degli Esteri

Tema: in merito al disimpegno del paese dagli interventi e dalle guerre imperialiste

Le decisioni dei governi di ND e PASOK negli anni precedenti, così come quelle del governo SYRIZA-ANEL oggi, per il coinvolgimento della Grecia negli interventi e nelle guerre imperialiste, hanno messo e continuano a mettere il nostro paese a rischio e in grave pericolo.

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Un nazista a Roma in "piena sintonia" con Laura Boldrini

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di Danilo Della Valle
da lantidiplomatico.it

Un nazista a Roma....a firmare un Memorandum d'intesa tra la Camera dei Deputati e la Rada ucraina che ha come obiettivo il rafforzamento della cooperazione parlamentare tra le due assemblee sia sul piano politico che su quello amministrativo.

La Presidente Laura Boldrini che ha accolto con tutti gli onori del caso il Presidente della Rada ucraina Andriy Parubiy, ha tenuto a precisare che "l'Italia ha sempre condannato l'azione illegale avvenuta ai danni di una parte del territorio ucraino come ha ripetutamente fatto anche l'Unione Europea". Inoltre la Presidente Boldrini ha tenuto a precisare, in piena sintonia con Parubiy, che è in atto una grave campagna di disinformazione atta a destabilizzare il territorio ucraino. Fin qui tutto "nella norma", viste le posizioni a dir poco miopi del nostro governo sulla questione ucraina, quello che però non è normale è altro.

Altrove, ad esempio in Uk, la visita del Presidente della Rada ucraina non è passata sotto silenzio, anzi, è stata oggetto di numerose critiche da parte dell'opinione pubblica e dei partiti politici sinceramente democratici ed antifascisti.

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La NATO è la principale minaccia alla pace mondiale

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di Helena Casqueiro, Presidenza del Consiglio Portoghese per la Pace e la Cooperazione (CPPC)

da cppc.pt

Traduzione di Marx21.it

Intervento della rappresentante del CPPC alla Conferenza promossa dal Consiglio Mondiale della Pace (24 maggio 2017) in occasione del Vertice della NATO di Bruxelles.

Cari amici,

Vogliate ricevere prima di tutto il saluto fraterno del Consiglio Portoghese per la Pace e la Cooperazione.

Siamo molto lieti di poter essere qui a Bruxelles e condividere con voi le iniziative di INTAL e del CMP, per la Pace e contro la NATO.

Ci congratuliamo con INTAL per l'iniziativa e per il suo lavoro organizzativo che ci ha permesso di essere qui oggi a dare espressione alla campagna “Si alla Pace! No alla NATO!”, affermando la nostra condanna della NATO, quale blocco militarista aggressivo, principale minaccia per la pace mondiale nel nostro tempo, e il nostro rifiuto degli obiettivi belligeranti del suo Vertice di Bruxelles.

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Boomerang jihadista e geopolitica mediorientale

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Isis2di Federico La Mattina | da imesi.org

Le belle parole dei politici europei di fronte agli attacchi terroristici sono indubbiamente tanto scenografiche quanto ipocrite, dato che in parte scontiamo le conseguenze dell’instabilità mediorientale che le potenze occidentali hanno contribuito a provocare.

Non bisogna però cadere nell’errore di attribuire all’Occidente tutto ciò che accade da quelle parti. Le responsabilità delle potenze occidentali sono enormi ma non sono certamente gli unici fattori determinanti. L’estremismo islamico e la relativa interpretazione ultra-conservatrice della religione sono figli del fallimento della “Nahda” (il cosiddetto riformismo islamico affermatosi a partire dal XIX secolo) e del fallimento del nazionalismo di ispirazione panaraba negli stati post-coloniali, peraltro osteggiato in ogni modo dalle stesse potenze occidentali.

Le masse arabe che tra gli anni cinquanta e sessanta hanno creduto nel cosiddetto “socialismoarabo” (con tutte le sue contraddizioni)  – parte di un movimento più ampio su scala globale –  non esistono più. Molti si fanno irretire dall’Islam politico,  complementare e non alternativo alla globalizzazione neoliberista e gruppi estremisti – influenzati dall’interpretazione ultra-conservatrice del wahabismo– sono in crescita.

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Dichiarazione di Ahmad Sa'adat sulla vittoria dello Sciopero dei prigionieri politici palestinesi

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ahmad saadat artdi Ahmad Sa'adat
da palestinarossa.it

I prigionieri hanno fatto un nuovo epico passo grazie alla loro volontà e determinazione, e hanno dimostrato che i diritti loro spettanti devono essere conquistati e non supplicati.

Al popolo palestinese, alla nazione araba ed alle forze libere del mondo,

I prigionieri in sciopero hanno accresciuto la loro fermezza, volontà e determinazione, per ostacolare e resistere a tutti i tentativi di sconfiggere e reprimere lo Sciopero. Non è stata risparmiata alcuna oppressione nei confronti degli scioperanti cosa che ha contribuito al deterioramento della salute dei prigionieri, attraverso politiche e misure repressive, in particolare attraverso i trasferimenti di carcere arbitrari praticati sino all'ultimo, così come i tentativi dell'occupante di diffondere menzogne e disinformazione. Gli eroici prigionieri hanno affrontato tutto ciò per 41 giorni con una volontà d'acciaio, facendo un nuovo epico passo contro l'occupante e scrivendo un nuovo, storico capitolo nella lotta del movimento di liberazione nazionale del nostro popolo.

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Tienanmen e dintorni: l’ingloriosa fine della prima rivoluzione colorata.

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Tiananmen Square 2di Giambattista Cadoppi

Di seguito l'introduzione di Giambattista Cadoppi al suo libro Ancora una primavera. Tienanmen e dintorni: l’ingloriosa fine della prima rivoluzione colorata.

“E a questo punto il pastore pregò. Fu una preghiera bella e generosa, nonché molto particolareggiata: invocava la protezione del Signore per quella chiesa, e per i fanciulli di quella chiesa; per le altre chiese del villaggio; per il villaggio stesso; per la contea; per lo Stato; per i funzionari dello Stato; per gli Stati Uniti; per le chiese degli Stati Uniti; per il Congresso; per il Presidente; per i funzionari del Governo; per i poveri marinai, in balia di mari tempestosi; per i milioni di oppressi che gemevano sotto il tallone delle monarchie europee e dei dispotismi orientali (Mark Twain. Le avventure di Tom Sawyer)

La vocazione americana di portare i diritti umani in formato export è di vecchia data. A venticinque anni dalla prima rivoluzione colorata abortita, la “primavera cinese” (Bejijng Spring come era definita) una nuova rivoluzione colorata ordita dall’Impero del Kaos ha vinto (per ora) in Ucraina.

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Ottobre 1917, Novembre 1954 e Dien Bien Phu

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algeria 1novembre1954di Kateb Yacine

Traduzione di Mohamed Walid Grine per Marx21.it

Ringraziamo Mohamed Walid Grine per la segnalazione e la traduzione dello scritto di Kateb Yacine

Quando i feudatari che avevano tradito Abdelkader [1] abbandonarono la lotta, servirono i Francesi, come avevano già servito i Turchi, oppure i Romani. Un secolo di asservimento sembrava aver posto fine alla resistenza millenaria del popolo algerino, su questa terra apparentemente senza nome e senza storia che si chiamava “il granaio di Roma”, prima di farne il paradiso dei coloni e delle petroliere. I Caid [2] e i Basciaghà [3] erano i loro cani da guardia. Le “élite” borghesi e piccolo borghesi formate dall’occupante sprofondarono nel tradimento. L’onore di sollevare di nuovo la bandiera nazionale non andò a quei signori, dottori e farmacisti che piangevano l’Algeria come se fosse morta, da essi seppellita, nel cimitero accusatore delle illusioni perdute.

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L’involuzione del lavoro e la nuova classe operaia

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di Alba Vastano e Roberto Villani
da lacittafutura.it

Un matassa di leggi incostituzionali ha distrutto lo statuto dei lavoratori. Aprire una stagione di lotta è l’unica possibile soluzione per fermare questo sfacelo.

“Per avere consapevolezza del presente, occorre conoscere il passato per poter poi anticipare le trasformazioni del futuro” (Usb-Settore telecomunicazioni)

Anche se si è vista solo la punta dell’iceberg, riguardo l’insofferenza dei lavoratori, il 27 maggio a Roma c’è stata un’importante protesta, partita dai lavoratori e dalle organizzazioni sindacali di base di Alitalia. E’ la risposta al ricatto aziendale ed ai 2000 licenziamenti programmati, ma fatta propria da tante realtà del mondo del lavoro, contro l’arroganza padronale e le politiche di un governo che continua ad ignorare le richieste dei tanti lavoratori licenziati in diverse attività produttive capitoline e che non riconosce in alcun modo le forze sociali e sindacali. Sempre più numerose sono le vertenze aperte da chi viene messo sotto il ricatto di accettare un lavoro sottopagato, privo di ogni tutela o venire espulso dalla produzione.

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Germania-Usa: alla resa dei conti

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Angela Merkel Donald Trumpdi Pasquale Cicalese e Filippo Violi per Marx21.it

Riceviamo dai compagni Cicalese e Violi e volentieri pubblichiamo. Ci auguriamo che la loro riflessione sia di stimolo all'apertura, anche in Marx21.it, di un confronto sulle prospettive che si aprono per l'Europa nella fase attuale caratterizzata dal manifestarsi di  stridenti contraddizioni tra le potenze imperialiste dell'Occidente.

Con l’idea di trasformare l’UE in un blocco di potere indipendente sulla scena politica mondiale, la Cancelliera Angela Markel non ha raccolto solo gli applausi dell’establishment politico interno, rafforzando la sua posizione in vista delle prossime elezioni, ma ha ricompattato le fila interne degli Stati membri: partiti e schieramenti politici aggrovigliati tra loro, chiamati a recitare la parte dei falsi antagonismi politici sul piede di guerra.  Anche gli stessi rigurgiti nazional-sciovinisti sembrano essere stati messi tutt’ un tratto a tacere. Chi pensava che dopo il vertice G7 di Taormina la Germania potesse abdicare in favore di Trump forse si sbagliava di grosso. A nulla sono valse le forti strida e i frequenti richiami del Presidente Americano che, dopo aver sistemato direttamente gli affari in Medioriente, avvicinando gli alleati storici (Sauditi e Israeliani) ad ipotetici accordi con i rivali di sempre (Russia, Cina), ha attaccato con fermezza i tedeschi servendosi del megafono europeo: “Abbiamo un enorme deficit commerciale con la Germania, per di più loro pagano molto meno di quanto dovrebbero per la Nato e le spese militari. Ciò è molto negativo per gli Stati Uniti. Tutto questo  cambierà”.

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Insieme fino alla vittoria del socialismo!

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ruso2Appello degli “Studiosi russi di orientamento socialista” ai cittadini della Russia

da kprf.ru

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Il 13 maggio, nei pressi di Mosca, si è tenuto il Plenum del Consiglio Centrale dell'associazione politica e culturale “Studiosi russi di orientamento socialista” (RUSO) che raccoglie la maggior parte degli intellettuali comunisti della Federazione Russa. La riunione si è conclusa con l'approvazione di una serie di documenti, tra cui un appello indirizzato al paese, in occasione del 100° anniversario della Rivoluzione Socialista d'Ottobre, di cui proponiamo la traduzione.

Cari compagni! Cittadini della Russia!

Nell'ottobre del 1917, cento anni fa, è accaduto uno dei più grandi eventi di tutta la storia del mondo: il proletariato della Russia sotto la direzione del partito dei bolscevichi guidato da V.I. Lenin ha rovesciato il potere borghese. L'abominio dell'autocrazia è stato distrutto ed è stato instaurato il potere del popolo lavoratore. Le fabbriche sono passate nelle mani degli operai, e la terra è diventata dei contadini.

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Non cedere alla tentazione delle sirene del capitale!

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SAM 1340Intervista a Andrea Catone a cura di Monika Hoření e Vladimír Klofáč

Il I maggio, su invito del comitato distrettuale di Praga 1 del Partito comunista di Boemia e Moravia, Andrea Catone, direttore della rivista MarxVentuno, ha portato il saluto della rivista alla manifestazione dei comunisti di Boemia e Moravia. In quell’occasione è stata realizzata, a cura di Monika Hoření e Vladimír Klofáč, l’intervista, pubblicata il 31-5-2017 su Haló Noviny (consultabile sul sito).

Si ringrazia Vladimír Klofáč per la traduzione.

D. È venuto a Praga alla celebrazione del Primo Maggio organizzata dal Partito Comunista di Boemia e Moravia. Che cosa significa per lei?

AC. Il Primo Maggio è sempre una grande festa. La manifestazione del Primo Maggio a Praga o in qualsiasi altra parte del mondo in questo 2017 si tiene in coincidenza di importanti anniversari per il movimento operaio e comunista mondiale: sono passati cento anni dalla rivoluzione sovietica d’Ottobre 1917, centocinquanta dalla pubblicazione del I Libro del Capitale di Marx (1867), ottanta dalla morte di Antonio Gramsci [l’insigne rappresentante del partito comunista italiano, filosofo e teorico marxista, 1891-1937, NdR]; e ancora ottanta dal bombardamento nazi-fascista di Guernica nella guerra civile spagnola [26 aprile 1937].

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Il «disarmo» nucleare di Gentiloni

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Nagasakibombdi Manlio Dinucci 
il manifesto, 6 giugno 2017

La scena della folla presa dal panico in piazza San Carlo a Torino, con drammatiche conseguenze, è emblematica della nostra situazione. La psicosi da attentato terroristico, diffusa ad arte dall’apparato politico-mediatico in base a un fenomeno reale (di cui si nascondono però le vere cause e finalità), ha fatto scattare in modo caotico l’istinto primordiale di sopravvivenza. Esso viene invece addormentato col black-out politico-mediatico, quando dovrebbe scattare in modo razionale di fronte a ciò che mette in pericolo la sopravvivenza dell’intera umanità: la corsa agli armamenti nucleari. 

Di conseguenza la stragrande maggioranza degli italiani ignora che sta per svolgersi alle Nazioni Unite, dal 15 giugno al 7 luglio, la seconda fase dei negoziati per un trattato che proibisca le armi nucleari. La bozza della Convenzione sulle armi nucleari, redatta dopo la prima fase negoziale in marzo, stabilisce che ciascuno Stato parte si impegna a non produrre né possedere armi nucleari, né a trasferirle o riceverle direttamente o indirettamente. 

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Il ritorno dei Voucher e del loro abuso

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di Carmine Tomeo

da www.lacittafutura.it

Il governo reintroduce i voucher ed il loro abuso a beneficio della medesima, vastissima, platea di committenti.

Diciamo la verità: quando poche settimane fa il governo, con tratto di penna, aveva cancellato i voucher, quanti credevano davvero nella buona fede dell’esecutivo? Di certo non occorreva intrufolarsi segretamente nelle stanze di Palazzo Chigi per capire che l’intenzione di Gentiloni e Renzi non era fare un passo indietro rispetto alla precarizzazione dei rapporti di lavoro, ma semmai di evitare il referendum promosso dalla Cgil, che avrebbe potuto segnare la seconda, pesante sconfitta del governo in una consultazione popolare, dopo quella dello scorso dicembre sulle modifiche costituzionali. Ed infatti, alla prima occasione utile, l’uscita da destra dai voucher è arrivata con un emendamento alla manovra economica correttiva che reintroduce i buoni lavoro sotto altro nome nel giorno in cui milioni di cittadini si sarebbero dovuti esprimere per la sua abrogazione.

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Come dare la colpa agli hacker russi …

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backlit keyboard 100672329 largedi Francesco Galofaro* per Marx21.it
*Politecnico di Milano

… oppure nordcoreani, iraniani, arabi o cinesi a piacimento. La notizia è stata data in marzo da Repubblica [1], ma è passata un po’ inosservata. Da qualche tempo Wikileaks pubblica materiale informatico sottratto alla CIA [2]. E’ la cassetta degli attrezzi degli hacker USA: virus e malware per infiltrare macchine windows, mac e linux; per inserire “fari” nei documenti e tracciarne il percorso mentre i giornalisti di mezzo mondo se li passano sottobanco; per penetrare cellulari iPhone e Android e perfino televisori Samsung, in modo da spiarci quando siamo comodamente seduti in soggiorno.

Di che si tratta

Per lo più Wikileaks ha pubblicato manuali di istruzioni (molto chiari e professionali), presentazioni in powerpoint e documentazione d’ogni tipo. Non ci sono virus veri e propri; neppure Assange, nel suo cinico disprezzo verso l’ordine costituito, è dissennato al punto da diffonderli. Ad ogni modo, secondo Wikileaks, la CIA avrebbe perso il controllo di queste armi informatiche, che ora circolano nel Deep Web, alla mercé di lanzichenecchi, di rapinatori, d’ogni risma di seminatori di discordie. Ma Wikileaks ha pubblicato anche il codice sorgente di due applicazioni molto interessanti, Marble e Scribble: cartelle piene di tanti piccoli programmi in linguaggio Python o in C++.

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71° della Repubblica: poco da festeggiare, molto da lottare

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di Angelo d’Orsi
da temi.repubblica.it

C’è poco da festeggiare, verrebbe, banalmente, da dire, secondo una formula a cui troppo spesso facciamo ricorso, nel pubblico e nel privato, davanti alle ricorrenze temporali, ai compleanni, specialmente. E questo 71° della Repubblica ci coglie smarriti, scoraggiati, tentati dalla voglia di “salire sugli alberi”, come il protagonista del Barone rampante di Italo Calvino, anche se la tentazione del disimpegno viene allontanata, ma con gran pena, perché sempre più spesso si ha l’impressione che questo Paese non abbia vera speranza di uscire dalla via melmosa in cui si dibatte. 

Certo, abbiamo avuto uno straordinario momento di mobilitazione popolare, di partecipazione civile, di lavoro collettivo per un grande obiettivo politico, che si può sintetizzare nella salvezza stessa della Repubblica, con il referendum del 4 dicembre in difesa degli assetti istituzionali, a cominciare da quel baluardo che è la Carta Costituzionale. Eppure, v’è da essere amaramente disillusi quando si guarda all’esito di quell’azione corale, fondata sul lavoro di decine di migliaia di persone, che generosamente si sono buttate nella mischia, sacrificando tempo energie denaro, in nome della tutela di un interesse generale, di un vero “bene comune”. 

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Lo sbarramento della democrazia

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parlamentodi Ruggero Giacomini per Marx21.it

E’ noto che l’attuale maggioranza del parlamento italiano deve in gran parte la propria investitura ad una legge elettorale porcata, tale riconosciuta dagli stessi promotori e in quanto tale dichiarata anticostituzionale e abrogata con sentenza della Corte costituzionale.

Nonostante ciò, o forse proprio per ciò, la stessa maggioranza ha  concepito un vero e proprio accanimento contro la Costituzione nata dalla Resistenza.

E’ stato appena respinto con il referendum un grave attacco distruttivo pilotato dal segretario del PD Renzi, e si poteva legittimamente sperare che si fosse aperta finalmente la via per l’attuazione dei principi costituzionali a partire dai diritti e dalla dignità del lavoro. E invece ecco che un nuovo attacco si profila su uno dei punti più sensibili della democrazia, quello della legge elettorale.

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Presidio alla base Usa di Camp Darby: «Basta essere un territorio di guerra»

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campdarby protesta2017di Manlio Dinucci
il manifesto, 3 giugno 2017 

Mentre era in corso a Roma la parata militare ai Fori Imperiali, davanti a Camp Darby si è svolto ieri l’importante presidio promosso dalla Campagna territoriale di resistenza alla guerra, lanciata nell’area Pisa-Livorno, una delle zone più militarizzate d’Italia.

Camp Darby – spiega il documento del gruppo promotore (ad adesione individuale) – è la base logistica dell’Esercito Usa che rifornisce le forze terrestri e aeree statunitensi nella regione mediterranea, africana, mediorientale e oltre. Nei suoi 125 bunker vi è l’intero equipaggiamento e munizionamento di due battaglioni corazzati e due di fanteria meccanizzata. Vi sono stoccate anche enormi quantità di bombe e missili per aerei.

Non si esclude che vi possano essere anche bombe nucleari.

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Gli Stati Uniti in Africa giocano con il fuoco

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usa soldati africadi Carlos Lopes Pereira
da avante.pt

Traduzione di Marx21.it

L'amministrazione Trump sta aumentando l'ingerenza degli Stati Uniti in Africa, con una maggiore presenza militare e più azioni di guerra.

La recente visita del segretario della Difesa a Gibuti, dove è collocata la principale base militare degli USA in Africa, conferma il rafforzamento dell'interventismo statunitense.

Il generale James Mattis ha concluso a Gibuti la visita nei paesi del Medio Oriente e dell'Africa – Arabia Saudita, Egitto, Israele e Qatar – tutti questi fedeli alleati di Washington, sia in guerre passate, come l'invasione dell'Iraq e la distruzione della Libia, che attuali, come le aggressioni alla Siria e alla Yemen.

Lo scopo del viaggio, secondo il Pentagono, è stato quello di ribadire “alleanze militari fondamentali” per gli Stati Uniti, consolidare i legami con “partners strategici” e discutere della cooperazione per frenare le “attività di destabilizzazione” e sconfiggere “organizzazioni estremiste e terroristiche”.

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