Salvare la sinistra? O riaprire un nuovo Fronte Popolare? Il confronto tra i comunisti francesi

Salvare la sinistra? O riaprire un nuovo Fronte Popolare? Il confronto tra i comunisti francesi

L'articolo è apparso nel sito di “Faire vivre e renforcer le PCF”, come contributo alla discussione in corso tra i comunisti francesi

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Perché gli esperti occidentali desiderano il fallimento della Cina

Perché gli esperti occidentali desiderano il fallimento della Cina

di Jeremy Garlick

di Jeremy Garlick* | globalresearch.ca

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“Ucraina: le maschere della rivoluzione”

“Ucraina: le maschere della rivoluzione”

di Paul Moreira

Tradotto in italiano da Fort Rus, “Ucraina: le maschere della rivoluzione” è il primo documentario di una televisione occidentale mainstream che affronta gli eventi del golpe ucraino con spirito di verità giornalistica.

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Grecia: preparazione di uno sciopero generale di 2 giorni

Grecia: preparazione di uno sciopero generale di 2 giorni

da pamehellas.gr

Manifestazione nazionale ad Atene, sabato 13 Febbraio 2016

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

L'euro: passato, presente e futuro

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euro 1951292bdi João Ferreira* | da “Avante!”, settimanale del Partito Comunista Portoghese

Traduzione di Marx21.it

Le questioni dell'euro hanno segnato e continueranno inevitabilmente a segnare il dibattito intorno alle scelte con cui si confrontano il Paese e il popolo.

Difensori e protagonisti della politica di destra, di diverse matrici, si sono affrettati a vedere nei  risultati delle ultime elezioni un “appoggio schiacciante” ai partiti dell' “arco del consenso europeo” e, per questa strada, un appoggio agli “impegni europei” del Paese, in particolare per quanto riguarda la sua permanenza nell'euro, sottoposto alle regole e ai vincoli che gli sono collegati.

Confrontandosi con la proposta del recupero della sovranità monetaria del Paese, che lo liberi dalla sottomissione all'euro, costoro enfatizzano e ingigantiscono spauracchi e minacce di ogni tipo: che sarebbe la catastrofe; e che chi lo propone non può che essere un irresponsabile. Ricorrendo alle tecniche dell'occultamento, della falsificazione e della calunnia, cercano di seminare illusioni e paura. Illusioni sulla possibilità, a termine, di costruire all'interno dell'euro un percorso alternativo di progresso, crescita, sviluppo e giustizia sociale. Paura sulle possibili conseguenze dell'uscita e sullo scenario cupo che allora si aprirebbe per il Paese e la vita dei portoghesi. Non devono essere minimizzati gli effetti di questo discorso sull'insieme della popolazione. Non deve essere minimizzata la necessità di rispondere a questa operazione, smontandola, in modo il più chiaro, accessibile, pedagogico e completo possibile.

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Decreto salvabanche e suicidi economici, quanta ipocrisia!

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banchesalvate risparmiespospriatidi Giorgio Cremaschi
da Blog MicroMega

Immaginiamo che in una città siano stati tolti i limiti di velocità per le automobili, che siano stati aboliti gli Stop agli incroci e messi sul giallo tutto i semafori e che, in nome della velocità di scorrimento del traffico, si diano premi agli automobilisti che corrono di più. In un tale ambiente di pazzi suonerebbe un poco ipocrita il compianto per le vittime degli inevitabili catastrofici incidenti stradali. È ipocrita allo stesso modo il compianto ufficiale per il povero pensionato che si è suicidato, perché derubato dei propri risparmi investiti in obbligazioni subordinate cancellate dal decreto salvabanche.

L'ipocrisia per questo suicidio è doppia. In primo luogo perché sembra ignorare le centinaia di piccoli imprenditori, lavoratori, debitori che si sono uccisi in questi anni di crisi e di politiche di austerità. In Italia abbiamo statistiche per tutto, ma pare manchi un dato sulla strage per crisi economica e non è un caso. Si vuole far passare il massacro di persone che non hanno retto al disastro economico e alla precarizzazione delle loro vite e di quelle dei loro cari come una serie di casi individuali. Invece la strage per suicidio economico è un evento collettivo, è il prodotto di una politica frutto di precise scelte e responsabilità, che ne dovrebbero sopportare tutto il peso criminale.

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Chi vince in Francia?

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francia elezioni2015 schedaelettoraledi Fausto Sorini

La sconfitta elettorale del Fronte Nazionale nel secondo turno delle elezioni regionali francesi è solo in apparenza una vittoria politica.

Ci vuol altro per invertire una situazione in cui un francese su due non va a votare; e, tra i votanti, la contestazione anti-sistema e il malcontento dei proletari, dei disoccupati, dei giovani, dei ceti più poveri e colpiti dalla crisi, si orienta in modo maggioritario e crescente verso l'estrema destra. La quale, negli ultimi anni, ha visto in Francia una crescita spettacolare soprattutto in quelle che erano un tempo le roccaforti rosse e proletarie del partito comunista, come il Nord-Pas de Calais.

Non sarà certo una coalizione eterogenea e di sistema come quella tra socialisti e destra alla Sarkozy, guerrafondaia e subalterna al capitalismo, al liberismo, alla Nato e all'Unione europea, che potrà fermare nelle sue fondamenta l'avanzata del FN.

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Le 300 Hiroshima dell’Italia

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bomba nuclearedi Manlio Dinucci
da il manifesto, 15 dicembre 2015

Mentre la parola «sicurezza» ci rintrona gli orecchi amplificata dai megafoni politico-mediatici, le parole del ministro della difesa russo Shoigu sul sempre più pericoloso confronto nucleare in Europa sono cadute nel silenzio. Nessun allarme, nessuna reazione governativa in Italia riguardo a ciò che ha detto: «Circa 200 bombe nucleari Usa sono schierate in Italia, Belgio, Olanda, Germania e Turchia, e questo arsenale nucleare è soggetto a un programma di rinnovamento».

Per tale ragione, «le forze missilistiche strategiche russe mantengono oltre il 95% dei lanciatori pronto in ogni momento al combattimento». E mentre un sottomarino russo lancia dal Mediterraneo contro obiettivi Isis in Siria missili cruise Kalibr (che percorrono circa 3mila km a bassa quota accelerando nella fase finale a tre volte la velocità del suono), il presidente Putin avverte che «i missili Kalibr possono essere armati sia con testate convenzionali sia con testate nucleari», aggiungendo che «certamente ciò non è necessario nella lotta ai terroristi, e spero non sarà mai necessario». Questo chiaro messaggio diretto in realtà alla Nato, in particolare ai paesi europei in cui sono schierate le armi nucleari Usa, viene presentato dai media come la «battuta» di un Putin che «mostra i muscoli». Non si allarma così la popolazione, lasciandola all’oscuro del pericolo cui è esposta.

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Lettera di Fidel Castro a Nicolas Maduro – Il testo integrale

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castro maduroda violapost.it

Caro Nicolás, mi unisco all’opinione unanime di coloro che si sono congratulati per il tuo brillante e coraggioso discorso la notte del 6 dicembre, appena si è conosciuto il verdetto delle urne. Nella storia del mondo, il più alto livello di gloria politica che poteva raggiungere un rivoluzionario è spettato all’illustre combattente venezuelano e Libertador de América, Simón Bolívar, il cui nome non appartiene più solo a quel paese fratello, ma a tutti i popoli dell’America Latina.

Un altro ufficiale venezuelano di pura stirpe, Hugo Chávez, lo comprese, lo ammirò e lottò per le sue idee fino all’ultimo minuto della sua vita. Da bambino, quando frequentava la scuola primaria, nella patria dove gli eredi poveri di Bolivar dovevano anche lavorare per aiutare al sostentamento familiare, sviluppò lo spirito in cui si forgiò il Libertador de América.

I milioni di bambini e di giovani che oggi frequentano la più grande e più moderna catena di scuole pubbliche nel mondo sono quelli del Venezuela. Altrettanto si può dire della sua rete di centri di assistenza medica e di assistenza sanitaria di un popolo coraggioso, ma impoverito a causa di secoli di saccheggi da parte del colonialismo spagnolo, e più tardi delle grandi transnazionali che hanno estratto dalle sue viscere, per più di cento anni, il meglio dell’immenso patrimonio di petrolio di cui la natura ha dotato quel paese.

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Relazione introduttiva ai lavori dell'Associazione per la Ricostruzione del Partito Comunista (Roma, 5 dicembre 2015)

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falcemartello warhol 2di Bruno Steri

Qualche tempo fa alcuni di noi si sono incontrati. Ci siamo guardati negli occhi, ci siamo chiesti: dobbiamo assistere passivamente a questo processo di lenta consunzione dei comunisti? Dobbiamo rassegnarci all’irrilevanza (politica, elettorale) dei nostri partiti di appartenenza? Ci siamo detti di no. Siamo nel Paese che ha visto il più grande Partito Comunista dell’Occidente; siamo nel pieno di una crisi strutturale del modo di produzione capitalistico: non può essere che qui si estingua un riferimento organizzato dei comunisti. E siamo arrivati ad oggi. E’ per questo che saluto con una grande personale soddisfazione questa riunione, il fatto che ci si trovi qui provenendo da appartenenze diverse o anche da nessuna appartenenza. Non lo considero un risultato scontato. Con questa riunione, l’Associazione per la Ricostruzione del Partito Comunista mette i piedi per terra. Diamo un assetto organizzato al processo della Costituente comunista. E ci disponiamo a preparare il terreno per la fase congressuale di un nuovo Pc. Ci proviamo. Il Partito Comunista d’Italia ha proposto una tempistica. Raccogliamo questa indicazione: l’importante è muoversi, compiere i passi necessari per fare presto e bene.

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12 dicembre 2015: immagini del corteo e alcune considerazioni

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Comitato contro la guerra Milano

Qui delle immagini di quella che avrebbe dovuto essere una manifestazione contro le stragi di ieri e di oggi. Se da un lato lo è stata - abbiamo infatti aderito sapendo che l’appello toccava parzialmente i punti che sarebbero centrali e che sono deducibili dai nostri striscioni -, va detto che ha avuto anche tratti di bizzarria, come le ragazze con copricapi pirateschi, non era una manifestazione per la filibusta (in seguito apprenderemo che la chiesa pastafariana che ha aderito alla manifestazione prevede questi copricapi). Suggeriamo di visitare il link per sincerarsi di cosa si tratti…

A maggior ragione occorre dire come fossero presenti “realtà” che, in verità, non tengono conto di quello che è appunto il mondo della cruda realtà. Un esempio per tutti è che tra gli aderenti all'appello erano presenti anche quanti hanno promosso recentemente iniziative sulla Siria a sostegno della cosiddetta “Opposizione moderata”; tanto per intenderci quella di cui in più occasioni ha parlato il ben noto senatore degli USA John McCain sostenendo apertamente di appoggiarla.

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Un lavoro unitario contro la guerra

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guerra XX secdi Fausto Sorini*
da www.comunisti-italiani.it

Lettera aperta al Coordinamento Eurostop sul 16 gennaio

Cari compagni/e,

penso che in relazione alle iniziative per il 16 gennaio dobbiamo puntare molto sull’articolazione locale, che smuove più gente e più forze. Oggi i compagni si spostano di meno da una città all’altra , anche per ragioni di costi. E la ricostruzione di un movimento contro la guerra non testimoniale ma con basi di massa (relative) passa necessariamente per la costruzione di Comitati contro la guerra sui territori e nelle scuole, cercando di coinvolgere anche settori del mondo del lavoro. Penso che il Coordinamento che propone il 16 gennaio dovrebbe chiedere subito un incontro al Comitato NO guerra NO Nato per co-promuovere e lavorare insieme alle iniziative di gennaio e oltre. Penso che dobbiamo lavorare per evitare ogni divisione artificiosa del movimento anti Nato e anti guerra. Così scrivete nella proposta di piattaforma per il 16 gennaio: “Vorremmo fare del 16 gennaio un appuntamento comune di mobilitazione di tutte le forze autenticamente e rigorosamente contro la guerra. Anche se su altri temi ci possono essere e ci sono valutazioni e proposte diverse, pensiamo che chi è davvero contro la guerra dovrebbe manifestare comunque assieme.

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Natale nel Donbass

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di Evdokiya Sheremeteva
da littlehirosima.livejournal.com

Traduzione dal russo di Alena Afanasyeva per Marx21.it

Evdokiya Sheremeteva (littlehirosima.livejournal.com) è una blogger di Mosca che dal 2014 porta aiuto umanitario nel Donbass e racconta dei suoi viaggi nel suo blog. Poiché il Centro sociale di Lugansk organizza una festa di Natale per i bambini delle famiglie più bisognose della città, Evdokiya ha deciso di lanciare un appello: raccolta di fondi per regali natalizi a questi bambini. Chi vuole contribuire alla raccolta dei fondi o aiutare Evdokiya la può contattare direttamente tramite il suo blog, la pagina Facebook o per email: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. (si può scrivere in inglese).

I festeggiamenti natalizi non mi lasciano in pace...

A Lugansk c'è il Centro sociale per famiglie, bambini e giovani. Collaboriamo con loro fin dai primi viaggi. Lì vengono le persone che sono rimaste ai margini: senza tetto, senza soldi, ragazze madri, famiglie numerose – tutti vengono qui per ottenere qualche aiuto.

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Le cause della vittoria del Front national alle regionali francesi

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regionali francia2015di Lorenzo Battisti* per Marx21.it

Il Fronte Nazionale vince il primo turno delle elezioni regionali. Ma non per l'immigrazione o per gli attentati terroristici. Sono Hollande e le politiche dell'Unione Europea che l'hanno spinto al successo.

Alla fine, l'onda nera è arrivata. Le carte che vi proponiamo, prese dai maggiori giornali francesi, mostrano in maniera inequivocabile l'avanzata del Front National. Un'avanzata che non è iniziata domenica scorsa, ma che continua da anni. La sinistra francese è sotto shock e non è ancora riuscita a fare un'analisi della situazione: le uniche esternazioni mirano a limitare il successo del Fn al secondo turno, rischiando però di ottenere l'effetto contrario. La nostra sinistra si limita o a ripetere qualcosa origliato oltr'alpe o, nel peggiore dei casi, a leggere le vicende francesi in chiave italiana. Cerchiamo di capire cosa è successo, quali ne sono le cause, e come potrà evolvere la situazione.

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“La Cina è un amico leale dei popoli africani”

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CINA AFRICA 1015 Lavorodi Carlos Lopes Pereira | da “Avante!”, settimanale del Partito Comunista Portoghese

Traduzione di Marx21.it

Johannesburg, 4-5 dicembre 2015: si rafforza l' Associazione strategica tra l'Africa e la Cina

La Cina e l'Africa hanno concordato di rafforzare le loro già eccellenti relazioni politiche ed economiche, elevandole al livello di “associazione strategica integrale di cooperazione”

Durante il vertice del Forum di Cooperazione Cina-Africa (Focac), a Johannesburg, il 4 e 5 di questo mese, il presidente Xi Jinping ha annunciato maggiori investimenti e ha parlato di una nuova era della cooperazione. Il forum, creato 15 anni fa, raggruppa la Cina e 50 dei 54 paesi africani e la loro organizzazione continentale, l'Unione Africana.

Questi legami di amicizia sono antichi e risalgono agli anni 60 del XX secolo, con l'aiuto di Pechino alla lotta di liberazione dei popoli africani. Allo scopo di approfondire queste relazioni, il dirigente della seconda maggiore potenza economica mondiale ha ora suggerito di rafforzare “quattro importanti capisaldi”.

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Eduardo Cunha, moralmente squalificato, manda a giudizio una donna giusta e onesta

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boff leonardodi Leonardo Boff* | da www.alainet.org

Traduzione di Marx21.it

Uno dei più importanti esponenti della Teologia della Liberazione denuncia le manovre destabilizzanti, che caratterizzano l'offensiva della destra golpista in Brasile. 

Il presidente della Camera dei Deputati, Eduardo Cunha, è accusato di gravi delitti: di essere beneficiario del Lava-Jato (tangenti di Petrobras), di conti non dichiarati in Svizzera, di menzogne spudorate come la più recente, in una conferenza di stampa, quando ha dichiarato che il deputato André Moura era stato chiamato dal Capo della Casa Civile, Jacques Wagner, a un colloquio con la presidente Dilma Rousseff per negoziare l'approvazione della CPMF (imposta sulle transazioni finanziarie) in cambio del rifiuto dell'ammissibilità di un processo contro di lui nel Consiglio dell'Etica del Parlamento. Ripetutamente ha affermato che la presidente nel suo pronunciamento aveva mentito alla nazione dicendo che mai si sarebbe sottomessa ad alcuna negoziazione politica.

Chi ha mentito non è stata la Presidente, ma il deputato Eduardo Cunha. Il suo alleato fedele, il deputato André Moura, non è andato a negoziare come la presidente Dilma, come ha testimoniato il ministro Jacques Wagner. Vale la pena sottolineare: a mentire al pubblico brasiliano è stato Eduardo Cunha. Imitando Fernando Pessoa direi: egli, bugiardo, mente tanto perfettamente che non sembrano menzogna le menzogne che ripete sempre.

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12 dicembre 2015: contro le stragi di ieri e il terrorismo di oggi NO GUERRA! NO NATO!

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Aderiamo alla manifestazione per ricordare la strage di piazza Fontana indetta per Sabato 12 Dicembre alle ore 15,30 con corteo da Porta Venezia, e vi parteciperemo con il nostro striscione in cui sarà visibile il NO alla guerra e alla NATO.

Invitiamo tutti coloro i quali condividono ad unirsi a noi per sensibilizzare i presenti sulla necessità di fare scelte fondamentali per il bene del nostro Paese e del mondo intero.

Anche oggi altre stragi, anche oggi altra tensione: la NATO (a comando USA) esercita il controllo e la destabilizzazione di Stati sovrani per i propri interessi imperialistici.

Ieri in Italia, a partire dal 12 Dicembre 1969, con la strage di Piazza Fontana si affermava il periodo della strategia della tensione in cui manovalanza fascista e servizi segreti deviati in combutta con la CIA (le indagini hanno confermato che l'esplosivo proveniva dagli arsenali NATO) puntavano a destabilizzare il paese e a togliere slancio alle lotte dei lavoratori.

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La lettera dei sindaci “arancioni”

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orfini pisapia doria 675di Giorgio Langella, Direzione nazionale PCdI

Ho letto la lettera dei tre sindaci di Milano, Genova e Cagliari pubblicata da Repubblica. Una “richiesta di unità” (quasi una supplica) per battere la destra. Unità che, per i sindaci denominati “arancioni”, deve essere fatta con il PD. È la solita storia che ha impoverito e distrutto la sinistra italiana. Generalmente, in occasione delle elezioni, si ritorna allo spauracchio della vittoria della destra populista. E puntualmente, oggi, Pisapia, Doria e Zedda prendono spunto dall'affermazione del Front National in Francia per proporre di rifare un centrosinistra unito che “ha vinto e può vincere”. 

Alcune questioni, però, non tornano (o, forse, sono io che non capisco). Innanzitutto, ha ancora senso parlare di centrosinistra dal momento che da svariati anni (in pratica, dalla nascita del PD veltroniano primo responsabile, assieme a Mastella e Dini, della caduta di Prodi nel 2008) non esiste più? Poi c'è il tema della vera collocazione del Partito Democratico. Il PD, già nato moderato e centrista, si è spostato sempre più a destra. Ha appoggiato i “governi tecnici” voluti sostanzialmente dal potere economico-finanziario italiano ed europeo, ha emarginato qualsiasi organizzazione politica e sociale di sinistra, ha sostenuto e attuato politiche di destra. Sta portando un attacco mortale alla Costituzione (a partire dalla norma del pareggio di bilancio in Costituzione che è stata approvata con il voto determinante dei suoi parlamentari).

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La disputa è per lo Stato

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neoliberalismo small customdi Emir Sader* | da www.alainet.org

Traduzione di Marx21.it

Da quando Ronald Reagan coniò la formula “Lo Stato ha cessato di essere la soluzione ed è diventato il problema”, la lotta attorno allo Stato si è sempre più acutizzata. Per minimizzarlo o per fare in modo che continui ad assolvere ad un ruolo attivo nell'economia e nella società.

A partire da quel momento, lo Stato si è trasformato nel tema centrale nel dibattito delle idee. E' stato demonizzato, responsabilizzato per l'inflazione, per l'inefficienza dei servizi pubblici, per la corruzione, per il drenaggio di risorse delle persone attuato attraverso le imposte, per tutto ciò che di negativo si possa avere nella società. In compenso, si è passati a esaltare l'impresa come quanto di più dinamico, gli impresari come i nuovi eroi dell'economia, oggetto di biografie e autobiografie.

E' la forma che ha assunto la polarizzazione pubblico/mercato. Lo Stato si è trasformato nella vittima di campagne ostili, per la sua capacità di regolamento dell'economia, per il suo potere di affermare e garantire i diritti sociali di tutti, per essere il soggetto di politiche estere sovrane, per avere il potere di personificare la nazione e i progetti nazionali.

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In America Latina la destra torna all’attacco

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mud gpp venezueladi Federico La Mattina per Marx21.it

La destra conservatrice, oligarchica e neoliberista torna all’attacco in America Latina: in realtà non ha mai smesso di tentare in tutti i modi di ribaltare i governi progressisti e integrazionisti con il supporto delle oligarchie economiche e di quelli che Ignacio Ramonet ha definito i “latifondi mediatici”. In Venezuela il Gran Polo Patriotico ha subito una pesante sconfitta da parte delle opposizioni neoliberali riunite nella eterogenea coalizione del Mud. E’ stata una pesante sconfitta che non può essere letta soltanto in chiave nazionale ed avrà delle pesanti ricadute a livello regionale. Il Venezuela bolivariano ha avuto un grande ruolo nelle lotte di emancipazione dei popoli del’America Latina dalla lunga notte neoliberale e può essere considerato il vero e proprio epicentro della risposta al neoliberismo nel nuovo corso dell’America Latina inaugurato sul finire del ventesimo secolo. Così come la rivoluzione cubana ha segnato una svolta epocale e inaugurato una nuova era nei processi di emancipazione dei popoli dell’America Latina e dei Caraibi, l’elezione di Chávez in America Latina, circa quarant’anni dopo, ha aperto una stagione di profondi cambiamenti politici nella regione (con il fondamentale supporto di Cuba).

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Iniziato a Pechino il primo foro dei partiti politici Cina-Celac

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china celacda www.aporrea.org

Traduzione di Marx21.it

Il Foro dei Partiti Politici Cina-Celac (Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici) è iniziato l'8 marzo a Pechino, allo scopo di irrobustire i legami in questo ambito tra le due regioni.

L'incontro di due giorni si propone inoltre di rafforzare gli scambi tra il Partito Comunista della Cina (PCC) e le organizzazioni politiche dell'America Latina e dei Caraibi.

Tra i temi principali affrontati nella conferenza patrocinata dal PCC e dal Movimento Alleanza PAIS - il partito di governo in Ecuador che ha la presidenza Pro Tempore del blocco quest'anno – ci sono l'innovazione, lo sviluppo, la cooperazione, le future sfide e le misure di risposta dei partiti politici del blocco Cina-Celac.

Allo stesso tempo, la conferenza analizza gli elementi principali che caratterizzano il ruolo di questi raggruppamenti politici nel XXI secolo, lo sviluppo economico, la riduzione della povertà, le vie di sviluppo e la cooperazione tra la Cina e l'America Latina e i Caraibi.

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La Nato si allarga ancora

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nato montenegro ministro esteri luksic foto reuters lapressedi Manlio Dinucci
il manifesto, 8 dicembre 2015

La «storica» decisione del Consiglio Nord Atlantico di invitare il Montenegro a iniziare la procedura di accesso per divenire il 29° membro dell’Alleanza, costituisce una ulteriore mossa della strategia Usa/Nato mirante all’accerchiamento della Russia. Che importanza ha per la Nato il Montenegro, l’ultimo degli Stati (2006) formatisi in seguito alla disgregazione della Federazione Jugoslava, demolita dalla Nato con l’infiltrazione e la guerra? Lo si capisce guardando la carta geografica. Con una superficie un po’ inferiore a quella della Puglia (a soli 200 km sulla sponda opposta dell’Adriatico) e una popolazione di appena 630 mila abitanti (un sesto di quella della Puglia), il Montenegro ha una importante posizione geostrategica. Confina con Albania e Croazia (membri della Nato), Kosovo (di fatto già nella Nato), Serbia e Bosnia-Erzegovina (partner della Nato). Ha due porti, Bar e Porto Montenegro, utilizzabili a scopo militare nel Mediterraneo. Nel secondo fece scalo, nel novembre 2014, la portaerei Cavour.

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