di Ezio Grosso, segreteria Federazione PdCI Torino
Quando nel 2005, in Germania, l’esito elettorale sancì un risultato di sostanziale pareggio tra le due principali forze politiche rendendo impossibile la consuetudine delle “piccole coalizioni” (SPD-Verdi da una parte e CDU-CSU-Liberali dall’altra) obbligandole, di conseguenza, a riesumare il percorso della “grande coalizione”, tanti compagni in Italia, abituati a seguire con attenzione le dinamiche politiche nazionali ma, sostanzialmente estranei a quelle europee e tedesche in particolare, hanno immaginato una possibile apertura a Die Linke. Naturalmente, ciò non solo non è avvenuto, ma non è nemmeno stato preso in considerazione. A difesa di questi compagni però, bisogna dire che, essendo tale ipotesi, almeno dal punto di vista teorico, sostanzialmente avvicinabile allo spirito dell’Unione del 2006, nell’Italia di quegli anni sarebbe stata senza dubbio proposta e, con tutta probabilità, perseguita, mentre in Germania, era considerata da tutti gli schieramenti assolutamente impraticabile.
Associazione Politico-Culturale Marx XXI
Una breve analisi in attesa del congresso
E' nata la politica reality
di Francesco Maringiò, segretario Federazione PdCI Bologna
Il confronto in diretta streaming tra Bersani e i capigruppo M5S di Camera e Senato è stato un piccolo, tragico, esempio di questa nuova “politica reality”
Non deve stupire che all’incontro in streaming tra Pd e M5S abbia partecipato Rocco Casalino, uno dei protagonisti della prima edizione del Grande Fratello, a simboleggiare, anche plasticamente, la vittoria di quel modello culturale che ha pervaso prima la società ed infine le istituzioni. Dal “teatrino della politica”, abusata espressione di Berlusconi che però coglieva l’inadeguatezza di una parte cospicua della classe dirigente (lui compreso), siamo passati alla “politica reality”, dove si finge di interpretare la vita reale, ma in realtà si è attori più o meno consapevoli di una grande commedia (o peggio ancora di una grande farsa).
24 Marzo 1999 - Marzo 2013: Noi non dimentichiamo
24/03/2013Quella guerra dimenticata. A 14 anni dalla guerra dei Balcani
di Tamara Bellone, Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia | da www.cobaspisa.it
Nell’estate del 2000 ero in Jugoslavia, per la precisione in Serbia a Kraljevo (1), in un campo di profughi serbi provenienti dal Kosovo. Un professore di storia in pensione organizzava corsi per intrattenere i bambini e i ragazzini. Mi disse: “L’aggressione della NATO alla Jugoslavia è stata la più grande sconfitta della classe operaia europea.” Infatti nel 1999, durante i bombardamenti sulla Serbia e il Montenegro (allora ancora erano Jugoslavia) l’opposizione alla guerra fu blanda, se da un lato la CGIL si schierò in modo vergognoso con il governo dalemiano, la sinistra, a parte il sindacato di base e qualche rara eccezione tra gli intellettuali, si fermò al “né con la NATO né con Milošević”. Purtroppo ciò si ripercosse anche sul “dopo bombardamenti”. Gli aiuti agli operai jugoslavi della Zastava di Kragujevac furono frutto della solidarietà di molte fabbriche, ma ebbero per lo più il carattere di aiuto umanitario, non essendoci né vera e propria solidarietà politica. In realtà la Jugoslavia, polmone d’Europa, fu devastata da un immane disastro ecologico, che si ripercuote fino ad ora nella popolazione non solo della Serbia, ma dell’intera regione: basti pensare alle bombe cadute in Adriatico...
Il comunismo è la gioventù del mondo. La gioventù è il futuro del PdCI.
di Nicolò Monti, PdCI Roma
In una strada di campagna c’è un vecchio contadino con i suoi due nipoti e un mulo, dall’altra parte della strada ci sono due spettatori. All’inizio il nonno fa salire i nipoti sul mulo, e lui continua a camminare, i due spettatori vedendo la scena esclamano: “Che menefreghisti quei giovani, loro pieni di forze sono sul mulo, e il vecchio lo fanno camminare”. Udendo quelle critiche il gruppo cambia: il nonno sale sul mulo e i nipoti vanno a piedi. Gli spettatori esclamano di nuovo indispettiti: “Che menefreghista il vecchio, si è appropriato del mulo e lascia a piedi i suoi nipoti, che gente!”. Udendo di nuovo quelle critiche sprezzanti il gruppo cambia di nuovo: tutti a piedi. Gli spettatori esclamano di nuovo irrisori: “Che stupidi, quei tre hanno un mulo e non lo usano!”.
Ecco, noi siamo quel nonno e quei nipoti che in base alle critiche degli spettatori cambiavano posizione continuamente.
Con i genitori di "Aldro" per la giustizia
di Delfina Tromboni
E’ con grande dolore che scrivo queste righe.
Ieri, 27 marzo 2013, la mia città, Ferrara, è stata “macchiata” da un episodio di gravità inaudita. Un gruppuscolo di uomini di un sindacato di polizia con un parlamentare europeo - tutti funzionari pubblici, dunque, che dovrebbero avere a cuore come prima cosa l’onore della loro funzione e di questo martoriato Paese – ha manifestato in Piazza Municipale – il cuore della città – sotto le finestre della Sede comunale e dell’ufficio in cui lavora Patrizia, la mamma di “Aldro” – solidarizzando con gli agenti condannati per aver causato la morte del ragazzo, diciottenne appena, esile e riccioluto, dopo averlo fermato lungo la strada del ritorno a casa.
Patrizia, impietrita, è scesa in Piazza con la fotografia del suo ragazzo in un lago di sangue e ha pianto di nuovo tutto il suo dolore. Il Sindaco della città, facendo onore a tutti e tutte noi, è sceso, da solo, nella piazza, ha cercato di convincere i manifestanti ad allontanarsi da un luogo così delicato, ed ha fronteggiato il parlamentare europeo, che aggressivamente presidiava il manipolo di agenti.
Con il cuore al Social Forum mondiale di Tunisi
di Maurizio Musolino, Coordinatore Dipartimento Esteri PdCI
In questi giorni si sta svolgendo a Tunisi il Forum sociale mondiale, un appuntamento straordinario. Non sono fra quelli che hanno idealizzato questo “luogo”, ma nello stesso tempo – voglio dirlo con franchezza – credo che sottovalutarlo o meglio ridurlo ad una sorta di “carnevalata” sia un errore gravissimo e sintomo di una miopia assoluta (male che a volte ha lambito anche il nostro Partito). Per questi motivi mi dispiace moltissimo non poter essere in queste ore a Tunisi. Avrei voluto essere lì, insieme ai compagni tunisini che lottano per evitare che il loro Paese sprofondi nella violenza e nell’oscurantismo religioso, avrei voluto parlare e stare vicino ai compagni del Partito di Chokri Belaid, il leader progressista e comunista recentemente assassinato davanti alla propria abitazione, per fargli sentire la nostra solidarietà e consolidare l’amicizia che li lega al Pdci, avrei voluto incontrare i rappresentanti dei tanti partiti comunisti che in quel “luogo” sono di casa, penso ai brasiliani del PCdoB o agli indiani dei due partiti comunisti, avrei voluto condividere questa esperienza con i compagni italiani delle tante associazioni e organizzazioni, a partire dalla Fiom e dai sindacati di Base, che ritengono che provare a pensare un mondo diverso sia possibile e necessario.
Accordi e disaccordi
di Stefano Micheli, PdCI Rieti, Resp.le Prov.le Organizzazione
“Hai ragione Monica
la sconfitta storica
ma non posso dirtelo
posso solo piangerla
e guardarti crescere
come cresce l'edera
come il rovo su pietre e macerie”
(Baustelle, a vita bassa)
“Ma lasciamo da parte questo discorso: ci basti dire che ciò che veramente deve interessarci non è né il nuovo né il vecchio, bensì la comprensione di ciò che ritorna (perché se ritorna vuol dire che ha qualcosa a che vedere con l’essenziale) e della forma inevitabilmente originale ed inedita che questo ritorno assume. Ed è proprio di Lenin il saper comprendere, con un solo gesto politico e teorico, sia il riemergere delle irrisolte contraddizioni del capitalismo, sia l’aspetto inatteso e sorprendente che ogni volta esse assumono.
Il Consiglio Diritti Umani ONU fomenta guerre e ingerenze
di Marinella Correggia | da www.sibialiria.org
IL CONSIGLIO DIRITTI UMANI ONU FOMENTA GUERRE E INGERENZE
(MALGRADO GLI SFORZI DI VENEZUELA, CUBA E POCHISSIMI ALTRI)
Intervenendo giorni fa alla sessione del Consiglio Onu per i diritti umani (Unhrc) con sede a Ginevra, l’organizzazione internazionale North South XXI ha indirizzato parole dure ai paesi membri del Consiglio, che sono quarantasette, a turno. Parole adatte alla commemorazione del decimo anniversario della guerra all’Iraq ma anche al tentativo in corso da parte delle potenze Nato e dei loro alleati arabi di fomentare la guerra in Siria: “Questo Consiglio non ha intrapreso azioni adeguate rispetto all’uso illegale della forza contro i popoli dell’Afghanistan e dell’Iraq (…) Stiamo commemorando l’anniversario dell’assassinio di un milione e mezzo di iracheni – secondo quanto pubblicato da The Lancet – ma il Consiglio non ha fatto nulla per porre fine all’impunità dei responsabili.
Apologia della banca pubblica
di Vladimiro Giacché da MicroMega 3/2013
Con la grande crisi scoppiata nel 2007-8 l’intero sistema finanziario del mondo occidentale è giunto sull’orlo del collasso. È stato salvato dall’intervento dell’autorità pubblica, spesso attraverso l’ingresso dello Stato nel capitale delle banche in difficoltà. Solo in Italia questa opzione è stata sempre esclusa anche solo dal novero delle possibilità. Qui da noi è ancora ben radicato il dogmatismo ideologico che portò alla dissennata stagione delle privatizzazioni degli anni Novanta. È giunto il momento di cambiare rotta.
La via italiana ai salvataggi bancari: pagare senza controllare
«L’Europa riscopre la banca di Stato». Con questo titolo il Sole-24 Ore del 2 febbraio scorso ci ha informato della nazionalizzazione del gruppo bancario-assicurativo olandese Sns Reaal. Costo dell’operazione: 3,7 miliardi di euro. Vale a dire 200 milioni in meno di quanto costano allo Stato italiano i Monti-bond per salvare il Monte dei Paschi di Siena. Ma con una differenza non piccola: mentre lo Stato olandese potrà subito entrare nel capitale e quindi nella gestione di Sns Reaal, questo in Italia avverrà solo e soltanto se Mps non sarà in grado di rimborsare il prestito e pagare gli interessi.
Vertice BRICS in Sudafrica
a cura del Dipartimento esteri PdCI
Vertice BRICS a Durban: via libera per una banca per lo sviluppo che finanzierà le grandi infrastrutture
In un commento pubblicato da Correttainformazine.it Rodolfo Monacelli scrive che " I BRICS,riuniti il 26 marzo 2013 a Durban (Sudafrica), hanno raggiunto l’intesa attesa da tempo per la creazione di una banca di sviluppo per il finanziamento congiunto di grandi progetti infrastrutturali.
Come ha dichiarato, infatti, il ministro sudafricano delle Finanze Pravin Gordhan: ”È fatta“. Ciò che è trapelato è che la nuova Banca per lo sviluppo avrà la sua sede in Sud Africa, con un capitale di partenza di oltre 50 miliardi di dollari. I primi obiettivi dovrebbero essere la realizzazione di infrastrutture, soprattutto in Africa, che per la Cina rappresenta un continente di importanza strategica da un punto di vista economico e politico, e dove è presente da molti anni.
La svolta di Confindustria
di Pasquale Cicalese per Marx21.it
Nei “Diari intimi” Baudelaire scriveva, a proposito della Comune di Parigi, che “tutto è comune, persino Dio”. Celebrava quegli eventi e la città parigina, prima che questa venisse sventrata dalla hausmanizzazione imperialista di Napoleone III. Tracce della capitale francese all’epoca del sommo poeta francese si trovano nel capolavoro benjaminiano “Parigi capitale del XIX° secolo” in cui si analizza la dicotomia merce-lotta di classe di quei lavoratori che Marx giudicò l’avanguardia del proletariato mondiale.
A suo modo arrivò alle conclusioni di Baudelaire lo stesso Schumpeter: analizzando lo schema marxiano della trasformazione dei valori in prezzi ne subì, quasi inorridito, il fascino, per poi ritirarsi nella metafisica. Ebbe modo però di scrivere che il socialismo era superiore al modo di produzione capitalistico e che avrebbe avuto il sopravvento. Concetto poco chiaro ai breszeviani, che condannarono la gloriosa Unione Sovietica alla stagnazione: le proletarie russe volevano, giustamente, mangiare e vestirsi bene, il socialismo è anche questo, raffinatezza dei gusti, concetto precluso ai crucchi, che mangiano da schifo, e si vede.
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- “Ricostruire”
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