Gli USA e i Sauditi in soccorso di Daesh e Al Qaeda nello Yemen

Gli USA e i Sauditi in soccorso di Daesh e Al Qaeda nello Yemen

di Bahar Kimyongur

Nel mondo arabo e musulmano, niente di nuovo. Ci si batte tra arabi e musulmani la più grande gioia dei nemici americani e israeliani. Gli Stati Uniti e i Sauditi sono all'offensiva in tutti i paesi che resistono, soprattutto in…

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“Frau Merkel, con gli USA non andiamo da nessuna parte”

“Frau Merkel, con gli USA non andiamo da nessuna parte”

PandoraTV

Un attacco frontale al filo-atlantismo e alla politica di rigore della Merkel. Dalla leader dell’opposizione Sahra Wagenknecht una dura critica alle ingerenze USA in Europa

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Il PCdI e la sinistra contro il jobs act

Il PCdI e la sinistra contro il jobs act

LiberaTV

Martedì 24 marzo si è svolta a Roma una partecipata iniziativa promossa dal Partito Comunista d’Italia sul JobsAct, alla quale hanno risposto positivamente diverse forze politiche e sociali...

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Libertà per Leonard Peltier

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peltier leonarddi Giorgio Langella

Il 6 febbraio 1976 Leonard Peltier, nativo americano, venne imprigionato. Sono, quindi, 39 anni (14.245 giorni) quelli che ha vissuto in carcere perché, accusato dell'uccisione di due agenti FBI, venne condannato a due ergastoli. Una condanna ingiusta, risultato di un processo fatto non tanto per trovare il colpevole ma per negare la libertà e il pensiero a una persona scomoda per il sistema perché Peltier era, ed è, un attivista per i diritti dei nativi americani. Leonard Peltier fu condannato in base indizi costruiti ad hoc e a prove inventate da una giustizia per nulla imparziale. Le richieste di revisione del processo, accompagnate da numerosissime prove che lo scagionavano, non hanno avuto alcuna risposta. Il presidente Obama, premio nobel “preventivo” per la pace, non ha mai risposto alle varie richieste di grazia, diventata ormai l'unica maniera di ridare a Peltier la libertà della quale è stato ingiustamente privato. Leonard Peltier è la prova tangibile di come, nei “democratici” Stati Uniti, sia difficile ottenere giustizia per chi non ha né ricchezza né potere. E per chi fa parte di un popolo discriminato.

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I comunisti ucraini e degli altri paesi contro il fascismo e la sua guerra nel Donbass

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kpu riunioneda www.kpu.ua 

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Il Partito Comunista di Ucraina ha partecipato alla riunione del Gruppo di Lavoro per la preparazione del 17° Incontro dei Partiti Comunisti e Operai (link)


Una delegazione del Partito Comunista di Ucraina ha preso parte (a Istanbul, ndt) alla riunione del Gruppo di Lavoro per la preparazione del 17° Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai. Alla riunione hanno partecipato i rappresentanti di 14 partiti.

I membri della delegazione ucraina hanno esposto ai compagni degli altri paesi le considerazioni del Partito Comunista di Ucraina. Nel documento presentato si afferma:

“Il Partito Comunista di Ucraina si rivolge ai partecipanti al Gruppo di Lavoro per la preparazione del 17° Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai con un appello a rafforzare gli sforzi nella lotta contro la fascistizzazione dell'Ucraina e per prevenire la diffusione dell'ideologia disumana del fascismo in Europa e nel mondo.

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In Venezuela è in corso un colpo di stato, proprio in questo momento

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maduro pugnochiusoda www.lantidiplomatico.it

Ma in Italia arrivano solo gli editoriali, pilotati, del New York Times....

“In Venezuela c’è in corso un colpo di stato. I pezzi si stanno sistemando come in un brutto film sulla CIA. A ogni punto di svolta viene rivelato un nuovo traditore, viene fuori un tradimento, pieno di promesse di rivelare la prova inconfutabile che giustificherà ciò che è ingiustificabile. Le infiltrazioni sono  incontrollate, le voci si diffondono come un incendio furioso, e la mentalità del panico minaccia di prevalere sulla logica. I titoli urlano pericoli, crisi e fine imminente, mentre i soliti sospetti dichiarano una guerra segreta alle persone il cui solo reato è quello di essere il guardiano del più grosso contenitore di oro nero del mondo”. Lo scrive su Telesur Eva Golinger, ma in Italia non arriva nulla al massimo leggiamo dell'editoriale del New York Times o degli attacchi di ABC a Diosdado Cabello di essere un boss della droga per le accuse di Leasmy Salazar, in servizio al tempo del Presidente Chavez, reclutato poi dalla DEA e che ora sta diventando“ la persona preziosa” nella guerra di Washington al Venezuela. Sono note le azioni di disinformazione del NYT sul Venezuela e poi l’uso di un personaggio come Salazar, prosegue Golinger, che era noto a chiunque fosse vicino a Chavez come una delle sue guardie leali, come una forza per screditare e attaccare il governo e i suoi capi, è una tattica della vecchia scuola dell’intelligence, una tattica molto efficace: infiltrate, reclutate e neutralizzate l’avversario dall’interno o con uno dei suoi.

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Ricostruire il Partito Comunista. Centralismo democratico e democrazia interna

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Cangemi-02di Luca Cangemi, Direzione Nazionale PRC
da www.ricostruirepc.it

Relazione al seminario sulla forma partito. Bologna, 24 gennaio 2015

Quando il vulcanico compagno Giannini mi ha chiesto di svolgere una relazione su “centralismo democratico e democrazia interna” ho compiuto l’operazione che fanno gli studenti di oggi, quando qualche docente ha la bizzarra idea di assegnare l’approfondimento di un concetto: affidare quel concetto a un motore di ricerca. Digitando centralismo democratico viene fuori un elenco lungo e bizzarro di articoli e dichiarazioni in cui il nostro concetto è utilizzato in termini sulfurei da chi protesta contro Grillo e Renzi. Nuove vittime del centralismo democratico, dopo quelle più celebri del 900, sarebbero la minoranza del PD e gli espulsi del Movimento 5 stelle. Il tono generale è irridente, l’ignoranza storica assoluta.

Il dato dello stravolgimento delle parole e della storia è clamoroso e, come in altri casi, molto condizionante, politicamente e culturalmente. Qui è particolarmente clamoroso perché siamo di fronte - dobbiamo trovare il modo di sottolinearlo - a un concetto politico di straordinaria rilevanza storica, direi di grande “successo” storico.

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Fronte elettorale dei comunisti e dei partiti arabi in Israele

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pc israeledi AC | da www.solidarite-internationale-pcf.fr

Traduzione di Marx21.it

Il 22 gennaio, il Partito comunista di Israele, animatore del raggruppamento Hadash, e i partiti arabi hanno firmato un accordo storico: ci sarà una lista unitaria anti-sionista, che avrà come scopo ottenere un risultato elettorale significativo, in grado di frapporre ostacoli all'estrema destra israeliana.

Il momento è grave per i cittadini arabo-palestinesi in Israele. L'ala più dura del sionismo, accolta come baluardo dell'antiterrorismo a Parigi alcune settimane fa, tenta un colpo di forza per escluderli dalla vita politica.

Ciò passa simbolicamente attraverso la proclamazione ufficiale di Israele come “Stato ebraico” - attraverso una cittadinanza di secondo grado per i non ebrei -, ed anche elettoralmente con l'innalzamento della soglia per la rappresentanza dal 2 al 3,5%, per ottenere 4 seggi.

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Il «prestigio» dell’Italia

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resolutesupport toppedi Manlio Dinucci | da il Manifesto

Non poteva aprirsi meglio il 2015 per quell’Italia che basa sulle missioni militari «il suo rinnovato prestigio» (come sostenuto dal presidente Napolitano). 

«Grande apprezzamento» per l’impegno italiano sui vari fronti di guerra è stato espresso nientemeno che dal generale Martin Dempsey, la massima autorità militare Usa, negli incontri con il capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, e con il ministro della Difesa Roberta Pinotti. 

Subito dopo l’ammiraglio Mantelli ha preso parte a Bruxelles agli incontri tra i capi di stato maggiore della Difesa dei 28 paesi Nato, incentrati sulle «situazioni di crisi nei fianchi est e sud dell’Alleanza», sul «futuro della missione Resolute Support in Afghanistan» e sulla messa a punto del «Readiness Action Plan per garantire le capacità di risposta rapida e determinata alle nuove minacce alla sicurezza dell’Alleanza». L’impegno dell’Italia è a tutto campo. 

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Riflessioni sul programma di Syriza e il futuro della Grecia

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di Lorenzo Battisti

Le elezioni greche hanno generato molte aspettative a sinistra, nella speranza che la vittoria di Tsipras e di Syriza possa cambiare gli equilibri europei e quindi aprire la strada alla fine dei programmi economici di austerità che hanno colpito i paesi europei negli ultimi anni. Al contempo, l'alleanza con il Partito dei Greci Indipendenti ha colto di sorpresa molti.

Partirò da un'analisi del programma di Syriza e di come è mutato rispetto al 2012. Cercherò poi di indicare l'importanza delle scelte post elettorali.

Le differenze con il programma del 2012

Il programma di Syriza è stato presentato a Settembre a Salonnico durante un discorso tenuto da Tsipras e poi ampiamente diffuso in rete. Il discorso può essere trovato qui in inglese(1) mentre la traduzione italiana è disponibile qui (2).

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Qual è il futuro della CELAC

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CELAC-UE bandieredi Eduardo Tamayo G. | da alainet.org

Traduzione di Marx21.it

Il dibattito sul carattere e il futuro della CELAC (Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici) si è sviluppato nel III Vertice che il 29 gennaio ha concluso i suoi lavori rendendo pubblica una dichiarazione politica (link), un piano di azione e varie dichiarazioni specifiche.

Alcuni paesi hanno sostenuto che la CELAC dovrebbe trasformarsi in un organismo regionale con una segreteria, una sede permanente e uno statuto che sia ratificato dai congressi, vale a dire dotarla del carattere di istituzione. Altri, invece, hanno dichiarato che debba essere mantenuta come un'istanza di dibattito, dialogo politico e concertazione regionale.

Ricardo Patiño, ministro degli esteri dell'Ecuador, paese che assume la segreteria pro tempore della CELAC per il 2015, ha affermato che non è stato raggiunto un consenso su questo tema e che perciò la CELAC deve continuare ad operare come spazio di dialogo politico.

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La Cina da impero a nazione. Intervista con Diego A. Bertozzi

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bertozzi la cina da impero a nazioneda archiviostorico.info | a cura di Francesco Algisi

Diego Angelo Bertozzi (Brescia, 1973) vive a Castegnato (BS). Laureato in Scienze Politiche (indirizzo politico internazionale) ha pubblicato "La Festa dei lavoratori. Il Primo Maggio a Brescia dalle origini alla prima guerra mondiale" (Ediesse, 2009). Ha collaborato con "Storia in Network" e "Il Calendario del Popolo", occupandosi principalmente di storia cinese e americana. Attualmente prosegue la ricerca sulla storia del Primo Maggio. È autore del volume "La Cina da impero a nazione. Dalle guerre dell'oppio alla morte di Sun Yat-sen (1840-1925)" (Edizioni Simple, 2011), in cui ha ricostruito le tragedie del colonialismo e dell'imperialismo che hanno umiliato la Cina. Su questi temi Bertozzi ci ha rilasciato l'intervista che segue.

Dottor Bertozzi, la dinastia e la classe dirigente della Cina nel XIX secolo mirarono a conservare il proprio potere facendo ampie concessioni alle Potenze straniere. Come si spiega questo fatto?

Le continue sconfitte militari fecero ben presto comprendere alla dinastia Qing che la tradizionale visione "sinocentrica" delle relazioni internazionali in Asia era ormai definitivamente superata e che la propria sopravvivenza in una situazione di aggressione esterna e di ribellione interna (si pensi alla minaccia politica e militare dei ribelli Taiping) era legata alla ricerca di un accordo con le potenze straniere. 

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Siria: riunione governo – opposizione: i principi di Mosca

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principidimosca siria riunioneda albainformazione.com

Le sessioni della riunione consultiva preliminare tra la delegazione della Repubblica araba siriana e le delegazioni dell’opposizione si sono concluse a Mosca

La delegazione siriana ha concordato con i cinque partiti di opposizione e altri, una serie di principi presentati dalla Russia come “Principi di Mosca”. Che si concentrano sul mantenimento della sovranità e l’unità della Siria, della lotta contro il terrorismo in tutte le sue forme, sul regolamento della crisi con mezzi politici, il rifiuto di qualsiasi intervento esterno e la conservazione dell’esercito e le forze armate come simbolo delle istituzioni nazionali e statali unità.

Ed ecco il testo dei principi di Mosca:

Negli ultimi anni, il terrorismo si è diffuso in territorio siriano in un modo senza precedenti e ha causato migliaia di vittime tra i civili e milioni di sfollati. I terroristi e gli estremisti di tutto il mondo sono venuti a Siria. Il nostro paese ha dovuto affrontare gravi pericoli tra cui il più serio tentativo di estremisti di imporre un regime brutale che non ha alcun legame con le nobili tradizioni del popolo siriano.

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Ricostruire il Partito Comunista

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revolutiondi Fosco Giannini, Segreteria nazionale PCdI

Intervento al Convegno di Livorno del 21 gennaio 2015

Quando il compagno Christo Kabakciev, delegato dell’Internazionale Comunista, il 16 gennaio del 1921, al Teatro Goldoni di Livorno, al XVII Congresso Nazionale del Partito Socialista Italiano, afferma vigorosamente (criticando Serrati) che “i riformisti del Partito Socialista sono un ostacolo alla rivoluzione”, quale questione pone, nell’essenza, il compagno Kabakciev?

Pone la questione del ruolo rivoluzionario del Partito Comunista, della sua necessità storica; pone la questione della presa del potere come unica strada per la costruzione del socialismo e come discriminante tra riformisti e rivoluzionari.

Quando il compagno Umberto Terracini, il 17 gennaio del 1921, nello stesso Teatro Goldoni, a Livorno, esorta il PSI ad aderire ai 21 punti dell’Internazionale Comunista, quale questione pone, nell’essenza, il compagno Terracini?

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Risposta del PCdI alla richiesta del PD del Veneto

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pcdiAl responsabile regionale del PD
Roger De Menech

Vicenza, 28 gennaio 2015

Caro segretario, ho ricevuto, non nascondo, con un certo stupore la sua lettera del 27 gennaio nella quale “rinnova la disponibilità del PD” per intraprendere un percorso comune. A parte che questa mi risulta essere la prima lettera ricevuta e non un “rinnovo”, ritengo doveroso, pur accogliendo la sua richiesta per un confronto (che, per quanto riguarda il partito che rappresento non potrà essere per “lavorare alla piattaforma programmatica”), puntualizzare alcune cose. Soprattutto negli ultimi anni, le posizioni dei nostri partiti si sono profondamente divaricate. È nostra convinzione che le scelte fatte a livello nazionale e locale abbiano sempre di più collocato il PD su posizioni che poco o nulla hanno a che fare non solo con la sinistra ma, anche, con quella coalizione elettorale del centrosinistra della quale, ormai molti anni fa, il PdCI faceva parte.

Ci sono aspetti, per i comunisti italiani fondamentali, che oggi valutiamo inconciliabili.

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L'ideologia renziana contro tutti i lavoratori, pubblici e privati

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renzi pugni visodi Stefano Barbieri, segretario regionale PCdI Piemonte

La cosa più divertente è che Matteo Renzi è stato per due anni consecutivi il sindaco più assenteista d’Italia (con il 59% di assenze in consiglio comunale nel 2013 e addirittura l’82% nel 2012), ma ora ritiene giusto che in futuro paghi col licenziamento“un impiegato pubblico che sbaglia, partendo dai furti e arrivando all’assenteismo a volte vergognoso“, e su questo principio si dichiara “pronto al confronto in parlamento“. Ma c’è ben poco da confrontarsi: forse Renzi ignora che la legge italiana ha già introdotto da diversi anni la possibilità di licenziamento a seguito di un procedimento disciplinare per i dipendenti pubblici ladri o nullafacenti, che falsificano documenti, dichiarano il falso, riportano condanne penali definitive o hanno una insufficiente valutazione del rendimento nell’arco di un biennio. Il licenziamento non è ancora previsto, invece, per le cariche elettive ricoperte in seno alle istituzioni pubbliche, che consentono ancora di assentarsi a piacimento dal luogo di lavoro, come ha potuto fare il “sindaco d’Italia” quando era ancora sindaco di Firenze e come fanno molti Parlamentari italiani ed europei.

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Grecia

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di Pedro Guerreiro, Segreteria del Partito Comunista Portoghese
da www.avante.pt | Traduzione di Marx21.it

greece elections victoryCome è stato, e bene, sottolineato, i risultati delle elezioni svoltesi in Grecia hanno espresso la chiara volontà di cambiamento del popolo greco, che respinge l'attuale corso di distruzione economica e sociale e condanna i responsabili di ciò: la Nuova Democrazia e il PASOK, ma anche altre forze politiche che, come DIMAR, hanno applicato e appoggiato i “programmi di aggiustamento” dell'Unione Europea e del FMI.

SYRIZA ottiene circa il 36% dei voti che – con il “bonus” di 50 deputati attribuito alla forza politica più votata – le ha permesso di conquistare 149 deputati (su 300), per poi fare un accordo con i Greci Indipendenti (ANEL) e garantire la maggioranza parlamentare e la formazione del governo. Il Partito Comunista di Grecia ottiene 15 deputati.

Naturalmente, la realizzazione di questa volontà di cambiamento pone l'esigenza della conseguente rottura con la politica che è stata imposta al popolo greco, il che inevitabilmente significherà la rottura con gli strumenti, i meccanismi e gli strumenti dell'Unione Europea dove questa stessa politica è definita e che sostengono la sua imposizione – come del resto le inammissibili minacce alla Grecia avanzate nel quadro dell'Unione Europea e dell'euro sono lì a dimostrare.

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Sarà la Cina il “salvavita” dell'economia russa?

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russia cina bandieredi Ariel Noyola Rodriguez*
da www.cubadebate.cu

Traduzione di Marx21.it

La terza settimana di dicembre, dopo che il rublo aveva subito la sua peggiore caduta dalla crisi dei cambi del 1998, il governo della Cina ha manifestato immediatamente la sua solidarietà con il Cremlino. “Se la parte russa ne avesse bisogno, forniremo l'assistenza necessaria secondo le nostre possibilità”, ha annunciato il ministro cinese delle Relazioni Estere Wang Yi. Il sostegno è in buona misura il prodotto del fatto che la Cina è oggi il primo partner commerciale e il quarto maggiore investitore a Mosca. E' evidente che esiste una certa preoccupazione tra le élite di Pechino in relazione all'aggravamento della realtà economica russa.

Nell'ultimo anno, il rublo si è svalutato del 41% rispetto al dollaro e del 34% rispetto all'euro, fondamentalmente in conseguenza della caduta sostenuta del prezzo del petrolio negli ultimi 7 mesi e delle sanzioni applicate [alla Russia] dall'Unione Europea e dagli Stati Uniti dopo gli avvenimenti della Crimea. Nel corso del 2014 la caduta degli investimenti ha raggiunto i 130.000 milioni di dollari. La banca centrale della Russia ha speso circa 100.000 milioni di dollari per la difesa della moneta e questa cifra costituisce la quarta parte delle riserve accumulate.

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Giulietto Chiesa: “la mia avventura a Tallinn”

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regia Adalberto Gianuario | Una produzione PandoraTV

Dopo aver inspiegabilmente ricevuto un decreto di espulsione da parte del governo estone, Giulietto Chiesa torna a Tallinn, insieme alla senatrice Paola De Pin, per partecipare alla conferenza a cui gli era stato impedito di partecipare. Il governo ha implicitamente riconosciuto il suo passo falso ed è stato costretto alla retromarcia. E la storia non è finita.

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Un referendum contro il Jobs Act

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da pdcifermano.wordpress.com

Sabato 31 gennaio, alle ore 17.00, presso la Sala Castellani di Porto San Giorgio, si terrà un’importante iniziativa sul Jobs Act, cioè sul testo legislativo che rappresenta il più duro attacco ai diritti dei lavoratori degli ultimi decenni. Tra i vari punti critici di questo provvedimento vi è sicuramente la pressoché totale eliminazione del diritto di reintegro in caso di licenziamento senza giusta causa: il datore di lavoro, cioè, non verrà obbligato ad eliminare un atto illegittimo, ma a pagare un indennizzo che, in ogni caso, non equivarrà minimamente al diritto di riottenere il proprio posto di lavoro.

Il Governo e i suoi accoliti si sforzano di far passare l’idea che il diritto al reintegro riguarda pochi lavoratori, cosa peraltro non vera, mentre la maggior parte di questi è soggetta a contratti precari; quindi, di fronte a tale palese ingiustizia, Renzi ha deciso di applicare i principi dell’uguaglianza secondo Confindustria: togliamo questo sacrosanto diritto a chi ancora può goderne. In realtà l’intento di parificare al ribasso i diritti dei lavoratori non è granché riuscito: i dipendenti già sotto contratto potranno godere della tutela del vecchio articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, così come manomesso pesantemente dalla Fornero, mentre gli altri potranno al massimo sperare in un indennizzo. Non c’è che dire, un diverso trattamento totalmente in linea con l’uguaglianza dei diritti sancita dalla nostra Costituzione!

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Appello della Federazione dei Sindacati della Repubblica Popolare di Lugansk ai Sindacati Internazionali

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SindakAppelIta image001da www.civg.it

La Federazione dei Sindacati della LPR si appella ai Sindacati Internazionali, alla Confederazione Europea dei Sindacati, alla Confederazione Panrussa dei Sindacati, alla Federazione dei Sindacati Indipendenti della Russia e della Bielorussia, per supportare l’obiettivo di trovare misure concrete  per stabilizzare la situazione in Donbass.

Più di milione di persone hanno reso omaggio alle 17 vittime dell'azione terroristica, nella marcia contro il terrore in Francia. Anche il presidente ucraino ha partecipato alla marcia. Una ragazza di 14 anni e due donne sono morte in quel giorno a Lugansk, a seguito di bombardamenti. Altre due persone sono morte a Donetsk, di cui un bambino di 5 anni e un altro bambino ancora più piccolo ferito è in fin di vita. 

Questa posizione delle autorità ucraine conferma che esse utilizzano regolarmente doppi standard di comportamento, e che esse sono all’opposto di valori democratici, e di norme umane e morali.

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Argentina: la morte del giudice Nisman e le sue conseguenze politiche

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yosoynismanComunicato del Partito Comunista dell'Argentina 

da pca.org.ar | 
Traduzione di Marx21.it

In merito alla morte del giudice Nisman e alle sue conseguenze politiche, il Partito Comunista dell'Argentina dichiara:

Questo fatto deve essere analizzato nel contesto internazionale del momento, in cui l'imperialismo si sta impegnando per una forte spinta a destra in Europa dopo gli eventi di Parigi e raddoppia i suoi sforzi per destabilizzare i governi latinoamericani non allineati automaticamente ai suoi interessi, utilizzando a tale scopo i mezzi di comunicazione, i servizi di sicurezza e il potere economico/finanziario concentrato.

Ciò risulta evidente nella rapida reazione e mobilitazione della destra che cerca di condizionare sempre di più il governo nel suo ultimo anno di mandato e generare le migliori condizioni per i suoi interessi politico-elettorali.

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Solidarietà ai dirigenti comunisti russi aggrediti a Strasburgo da nazisti ucraini

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Dichiarazione del Presidium del Partito Comunista della Federazione Russa
da kprf.ru | Traduzione dal russo di Mauro Gemma

nonazi svasticaIl 26 gennaio, i deputati del Partito Comunista della Federazione Russa (tra cui Ghennadij Zyuganov) che partecipavano, a Strasburgo, alla seduta dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa (APCE), sono stati vigliaccamente aggrediti da alcuni esponenti del Partito Radicale ucraino, che rappresentano questa formazione fascista alla Rada Suprema di Kiev. Sull'episodio di criminalità politica avvenuto in una prestigiosa sede europea, il Presidium del PCFR ha diffuso la seguente dichiarazione:

All'ingresso del Palazzo del Consiglio di Europa a Strasburgo, dove si è svolta la seduta dell'APCE, è avvenuta un'aggressione contro membri della delegazione russa, tra cui il presidente e il vicepresidente del PCFR, G.A. Zyuganov e I.I. Melnikov. Come è stato accertato, gli aggressori sono stati i deputati della Rada Suprema ucraina D. Linko e A. Vitko del partito Radicale. Si ha l'impressione che il Majdan si sia trasferito nel cuore dell'Europa.

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