Un incontro di partiti comunisti su Unione Europea e Euro

Un incontro di partiti comunisti su Unione Europea e Euro

di Bruno Steri

Sabato 25 febbraio p. v. a Roma (dalle 10,30 alle 18,30) il Pci ha organizzato un incontro internazionale sull’Unione Europea, in cui saranno presenti, accanto ad alcuni ...

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I “Trumps”

I “Trumps”

da Avante.pt

Come aveva previsto il Partito Comunista Portoghese, le misure adottate dal grande capitale e dalle principali potenze imperialiste per cercare di affrontare – dal loro punto di vista di classe – la crisi economica del capitalismo, l'approfondimento delle contraddizioni del…

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Tiziana Terranova: «Quando il capo è una piattaforma digitale»

Tiziana Terranova: «Quando il capo è una piattaforma digitale»

da il Manifesto

Intervista. Economia digitale. Intervista a Tiziana Terranova, tra le più apprezzate ricercatrici sulle culture digitali a livello internazionale, a partire dalle proteste ...

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“1917. L’anno della rivoluzione” di Angelo d’Orsi

“1917. L’anno della rivoluzione” di Angelo d’Orsi

di Federico La Mattina

Angelo d’Orsi (professore ordinario di Storia del pensiero politico all’Università di Torino, direttore delle riviste “Historia Magistra” e “Gramsciana”) ha recentemente pubblicato un volume sul 1917 in cui affronta cronologicamente, mese per mese ...

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Un dettagliato rapporto del Partito Comunista di Ucraina sulla situazione nel paese

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pc ucraina bandiera personeNota introduttiva di Marx21.it

Il Partito Comunista di Ucraina (KPU) ha diffuso un dettagliato rapporto che analizza la situazione del momento nel paese e propone una serie di misure concrete per affrontare la disastrosa  condizione economica e politica in cui versa l'ex repubblica sovietica, facendola uscire dalla crisi.

Nella prima parte del rapporto (che è stato inviato ai partiti comunisti e operai di tutto il mondo), i primi tre anni dell'amministrazione uscita dal colpo di stato del 2014, favorito anche dal pesante intervento delle potenze della NATO, vengono definiti come “il potere del regime compradore nazionalista-oligarchico”; allo stesso tempo, sono descritti dettagliatamente i costi della politica aggressiva attuata nei confronti del popolo ucraino, sui piani economico, sociale e ideologico.

Secondo il KPU, nei tre anni di potere della cricca nazional-fascista impadronitasi delle leve di comando è stato avviato il processo di riabilitazione del passato più oscuro dell'Ucraina, attraverso l'aperta esaltazione del collaborazionismo con le orde hitleriane, accompagnata della denigrazione e dalla spudorata criminalizzazione dell'esperienza socialista dell'Ucraina sovietica, del ruolo del partito comunista e della stessa ideologia dei comunisti.

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Maduro a Putin: “Continueremo insieme a costruire la patria umana”

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Maduro e Putinda resistencia.cc

Traduzione di Marx21.it

Il presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolás Maduro, ha manifestato al suo omologo russo, Vladimir Putin, l'impegno a rafforzare le relazioni tra i due paesi.

“Grazie amico presidente Putin, a nome del nostro popolo... i miei migliori auguri per la Russia...Continueremo insieme a costruire la patria umana”, ha scritto il 1° gennaio il capo di Stato venezuelano.

Il presidente russo aveva inviato un messaggio di auguri per l'anno nuovo a Maduro, in cui aveva evidenziato i progressi delle relazioni bilaterali tra i due paesi.

In una lettera, Putin aveva menzionato l'importanza dei meccanismi di cooperazione russo-venezuelana nei settori economico, scientifico, tecnico, energetico e finanziario.

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2016-2017: tempo di resistenza e lotta, perché resistere è già vincere

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Bandeirolasdi José Reinaldo Carvalho*
da resistencia.cc

Traduzione di Marx21.it

Ringraziamo il compagno José Reinaldo Carvalho per la segnalazione dell'editoriale pubblicato in Resistência.

Viviamo in un tempo segnato da gravi minacce alla pace. Il mondo sta attraversando un periodo instabile, carico di conflitti, pericoli costanti derivanti dalle politiche di dominio dell'imperialismo sui popoli.

Nel 2016, questi pericoli sono aumentati. L'elezione di Donald Trump negli Stati Uniti, un  sostenitore dell'unilateralismo e del primato degli interessi statunitensi, l'ascesa di forze politiche di destra ed estrema destra in Europa, l'azione di organizzazioni terroristiche, la crescente minaccia nucleare e la militarizzazione sono alcune manifestazioni di ciò.

Più che in altri momenti, ripetiamo con il compagno Fidel Castro: “E' necessario insistere sulla necessità di preservare la pace, e sul fatto che nessuna potenza deve arrogarsi il diritto di uccidere milioni di esseri umani”.

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L’eredità del democratico Barack Obama

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obama casabiancadi Manlio Dinucci
da ilmanifesto.info

Alla vigilia del passaggio di poteri alla Casa Bianca, il 2017 si apre con la strage terroristica in Turchia, due settimane dopo l’assassinio dell’ambasciatore russo ad Ankara, compiuto il giorno prima dell’incontro a Mosca tra Russia, Iran e Turchia per un accordo politico sulla Siria. Incontro da cui erano esclusi gli Stati uniti. Impegnati, negli ultimi giorni dell’amministrazione Obama, a creare la massima tensione possibile con la Russia, accusata addirittura di aver sovvertito, con i suoi «maligni» hacker e agenti segreti, l’esito delle elezioni presidenziali che avrebbe dovuto vincere Hillary Clinton. Ciò avrebbe assicurato la prosecuzione della strategia neocon, di cui la Clinton è stata artefice durante l’amministrazione Obama.

Questa termina all’insegna del fallimento dei principali obiettivi strategici: la Russia, messa alle corde dalla nuova guerra fredda scatenata col putsch in Ucraina e dalle conseguenti sanzioni, ha colto Washington di sorpresa intervenendo militarmente a sostegno di Damasco.

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2017, l'anno della mobilitazione per la difesa della libera espressione su internet

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silenzio boccada lantidiplomatico.it

“Ricordo bene nel 1950 quando i russi dovevano entrare nelle nostre scuole, nel Congresso, nel Dipartimento di Stato - e secondo molti sostenitori di Eisenhower / Nixon - prendere in consegna il nostro paese senza una seria opposizione (e loro mi chiamano paranoico!). E 'stato questa stessa psicosi che insisteva sul nostro bisogno di andare in Vietnam per difendere le nostre libertà contro i comunisti a 6.000 miglia di distanza. E dopo che il Terrore Rosso è finito per sempre nel 1991, non è finita. E 'diventato Hussein dell'Iraq con le sue armi di distruzione di massa. E' diventato il demone, reale come qualsiasi Processo alle streghe. Lo è stato Gheddafi della Libia, e poi era Assad della Siria. In altre parole, come in una profezia orwelliana, non è mai finita, e vi posso garantire che non finirà - a meno che le persone che ancora pensano dicano "Basta" a questo demone”, Oliver Stone.

Quest’oggi si chiude il 2016. Un anno per noi importante, di crescita e consolidamento del nostro progetto che viene premiato quotidianamente da voi lettori che ci seguite in numero sempre crescente.

Ci preme ringraziare chi attraverso i suoi blog personali nella nostra testata giornalistica ci ha permesso di crescere aldilà di ogni più rosea aspettativa e chi, con azioni volontarie per noi di fondamentale importanza, ci aiuta quotidianamente a reperire informazioni e collegare i tasselli. Una menzione a parte meritano, infine, siti amici come Contropiano e Marx21, con cui abbiamo intrapreso un percorso di collaborazione reciproca quotidiana che ci lusinga e onora. Tutto questo rappresenta l'aspetto più bello della rete, di internet e di un'informazione alternativa possibile. Grazie a tutti.

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L'Isis e l'ipocrisia dell'Occidente

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aleppo maceriedi Bassam Saleh
da lacittafutura.it

Dopo la liberazione di Aleppo emergono le connivenze della Coalizione contro Daesh

L’attentato di Berlino, un colpo di coda dell’Isis, o il proseguimento di altri attentati che hanno colpito diverse capitali europee negli ultimi anni? Colpire la Germania, la roccaforte dell’economia e della sicurezza in Europa, è un caso o una dimostrazione di forza dell’Isis? O una conseguenza della complicità occidentale nel caos siriano? Senza alcun dubbio, la sconfitta dell’Isis e dei gruppi armati ad Aleppo, ha svegliato i lupi solitari sparsi in tanti paesi occidentali. Paesi che hanno, in un modo o nell’altro, sostenuto e armato i cosiddetti ribelli moderati, che combattevano in Siria e non solo.

È una sconfitta che brucia agli alleati arabi degli Usa nella guerra al terrorismo mondiale come viene definita. E pone fine alla strategia della guerra in delega, cioè, assoldare mercenari per fare le guerre, per gli interessi dei più potenti in questo mondo.

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Bufale web, Giacché: “Informazione da controllare? Siamo al ministero della Verità, come in ‘1984’ di Orwell”

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brainwashingdi Silvia Truzzi | da ilfattoquotidiano.it

Vladimiro Giacché – economista, filosofo e firma del Fatto – ha scritto nel 2008 La fabbrica del falso. Strategie della menzogna nella politica contemporanea: il libro ha avuto due successive edizioni, l’ultima ad aprile di quest’anno, ma come spiega l’autore, “l’ho solo aggiornato, non ho dovuto cambiare la struttura. Le cose così stanno: c’è un tentativo di far passare pseudo verità come fatti oggettivi”.

Cosa pensa dell’agenzia statale invocata dal presidente dell’Antitrust Pitruzzella?

Non è una proposta nuova: in 1984 di Orwell c’è il ministero della Verità, che si prefiggeva per l’appunto di avere il monopolio sulla verità nel dibattito pubblico e purtroppo serviva a propagandare bugie. Dovremmo tenere ben presente questo scenario perché è il primo rischio di un’operazione di questo tipo, dove qualcuno pretende di avere il monopolio della verità.

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Dopo il cessate il fuoco, cessino anche le menzogne in Siria

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siria bandierinadi Massimo Zucchetti

Riceviamo dal compagno Massimo Zucchetti e volentieri pubblichiamo

La Russia ottiene il cessate-il-fuoco in Siria, dividendo i "ribelli" in due tronconi: 1) quelli che hanno accettato l'accordo, con la Turchia come garante 2) quelli verso i quali continuerà la guerra (ISIS e Al Qaeda). Soprattutto per i "moderati" di Al Qaeda verranno ora guai seri: isolati dagli altri (evidentemente esausti e che staranno "in pace" garantiti dalla Turchia), saranno oggetto delle attenzioni della Russia e dell'esercito Siriano, che potrà concentrarsi su di loro, gli unici ancora militarmente forti. L'accordo riguarda la guerra in Siria, e non la guerra in Kurdistan, che (è ancora necessario dirlo?) sono due guerre diverse.

Chi sono i vincitori? La Russia, garante prima nell'area, e che protegge la Siria di Assad. La Turchia, che ha mollato Al Qaeda (cosa che tristemente la rende meglio degli occidentali) ed è garante degli altri gruppi ribelli a lei fedeli e vicini al suo confine.

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Assad: “L’Europa aiuta i terroristi”

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Intervista a Bashar al-Assad realizzata da Matteo Carnieletto e pubblicata sul canale Gli occhi della guerra.

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Per un anno nuovo di pace e solidarietà tra i popoli

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pace cebrapazMessaggio di fine anno di Socorro Gomes, Presidenta del Consiglio Mondiale della Pace

da cebrapaz.org.br

Traduzione di Marx21.it

La Presidenta del Consiglio Mondiale della Pace, Soccorro Gomes, ha diffuso un messaggio di fine anno per esprimere fiducia nel rafforzamento dell'unità tra i popoli nell'anno che sta per iniziare, nell'amicizia e nella cooperazione per la costruzione di un mondo più giusto e solidale, nella resistenza antimperialista e anticolonialista per affrontare le guerre, le minacce, l'oppressione, i colpi di Stato e la militarizzazione del mondo, nella lotta per la pace.

Solidarietà e intensificazione degli sforzi in difesa della pace

L'anno 2016 è stato pieno di minacce e aggressioni ai popoli. Ma è stato anche un anno di rinnovato impegno, di mobilitazione e speranza nella lotta per un mondo diverso, più giusto e solidale, di amicizia e cooperazione tra i popoli.

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Chi riuscirà a fermare la guerra in Ucraina?

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ukraine 0123 super 169di Aristart A. Kovalëv

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Lo scritto di Aristart A. Kovalev, è stato pubblicato in russo su Političeskoe prosveščenie [Formazione politica, organo del Partito Comunista della Federazione Russa], n 2 (91) 2016, pp. 135-148, e in traduzione italiana sul n. 1-2/2016 di MarxVentuno rivista.

Dopo la dissoluzione dell’Urss gli Usa hanno trascinato la Russia e l’Ucraina (così come gli altri stati postsovietici) nell’orbita di un asservimento neocoloniale. Tuttavia, dopo che la Russia ha dichiarato l’avvio di una propria politica estera nel 2007, il presidente dell’Ucraina Janukovyč ha cominciato a barcamenarsi tra UE e Russia. Gli imperialisti avevano bisogno di sostituire Janukovyč con una marionetta più arrendevole, di trascinare l’Ucraina nell’Unione Europea e nella Nato e di provocare per suo tramite una guerra con la Russia. A tale scopo gli Usa hanno attuato un colpo di stato, sfruttando come principale forza d’urto i fascisti seguaci di Bandera. Viene quindi analizzata l’origine storica di questi ultimi.

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La bancarotta dell’Ucraina

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ukra bandieredi Sandro Teti (editore, studioso dei paesi ex URSS) | da beppegrillo.it

Il 21 novembre 2013 è considerato il momento in cui inizia l’Euromaidan, ovvero la serie di manifestazioni e di disordini che hanno destabilizzato l’Ucraina e acuito le sue già profonde divisioni. Quel giorno il governo locale aveva annunciato che non intendeva più firmare l’accordo di associazione con l’Unione Europea, che al contrario sembrava ormai prossimo alla sottoscrizione.

Una variante violenta delle “Rivoluzioni colorate”

Il motivo del mancato accordo era il rifiuto dell’UE di garantire i consistenti aiuti economici che dovevano compensare i costosissimi investimenti infrastrutturali, indispensabili per ammodernare la vetusta quanto imponente industria pesante dell’Ucraina orientale e adeguarla alle norme europee. La firma di quel documento, senza garanzie di investimenti, sarebbe stata disastrosa per il Paese; nonostante questo, a Kiev dilaga immediatamente un movimento di protesta che si concentra subito nella piazza principale del centro cittadino, piazza dell’Indipendenza, chiamata comunemente “Maidan”.

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Fortune Global 500: La Cina cresce ancora

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China Economic Growthda cercareilvero.it

Ringraziamo il compagno Domenico Losurdo per la segnalazione

Come spiega in maniera sintetica ed efficace Wikipedia [1], “Fortune Global 500” è “una lista dei primi 500 gruppi economici mondiali, stilata in base al fatturato. La lista è compilata e pubblicata ogni anno dalla rivista Fortune“. E tra i 500 gruppi economici mondiali la Repubblica Popolare Cinese occupa sempre più posizioni. Quest’anno Pechino (+ Hong Kong) tocca quota 103 (110 considerando Taiwan) [2]. In continua discesa invece la presenza dei colossi economici degli USA.

Ma queste fredde classifiche, se non analizzate a fondo, rischiano di non far vedere la vera rivoluzione economica che sta portando l’operato della Cina su scala globale. Tra le prime 4 aziende in classifica 3 sono cinesi e tutte sono controllate dallo Stato (e quindi dal Partito Comunista Cinese). Non solo: le prime 12 sono tutte di proprietà statale mentre delle 98 aziende continentali (quindi escludendo Hong Kong e Taiwan) solo 22 sono non pubbliche (non pubbliche non vuol dire private, soprattutto se con “privato” si intende il privato in senso occidentale).

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La crisi nell'Unione Europea e l'altra Europa dei lavoratori e dei popoli

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angeloalves congressodi Ângelo Alves
da pcp.pt

Traduzione di Marx21.it

Intervento al XX Congresso del Partito Comunista Portoghese

Compagni,

I popoli del continente europeo stanno vivendo un periodo di grande instabilità, di crisi sociale ed economica profonde, e di regressione democratica e di civiltà.

Pagine nere della storia, come la guerra e il fascismo si scorgono di nuovo all'orizzonte. Le conquiste sociali vengono attaccate apertamente. Diversi stati sono immersi in processi di distruzione del tessuto produttivo o affondano dentro livelli di debito insostenibili. L'instabilità del sistema finanziario si fa sempre più minacciosa con continui episodi di crisi. I diritti democratici e la sovranità sono messi in discussione. L'estrema destra sta guadagnando terreno in diversi paesi, e i più elementari diritti umani sono calpestati e negati alle vittime della più grande crisi umanitaria dopo la seconda guerra mondiale.

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Aspettando il cinepanettone di George Clooney sugli 'eroici Elmetti Bianchi' ...

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White Helmets Syria 3di Maria Antonietta Carta
da oraprosiria.blogspot.it

Il falso mito dei White Helmets costruito dalla propaganda occidentale

I propagandisti mendaci partecipano da sei anni alla devastazione di un Paese sovrano, utilizzando cinicamente le inenarrabili sofferenze del suo popolo e attribuendo i crimini dei persecutori alle vittime. Con la liberazione della parte orientale di Aleppo e la cacciata dei terroristi che per più di quattro anni hanno reso un inferno l’esistenza dei suoi abitanti, ancora una volta mostrano tutta la loro vergognosa dipendenza da un potere imperiale che, violando il diritto internazionale, è impegnato con i retrivi emiri, re e reucci arabi, e gli alleati e i vassalli occidentali, a distruggere e balcanizzare la Siria.  I cittadini accolgono con sollievo e manifestazioni di gioia e riconoscenza l’esercito che li ha liberati dall’incubo e attraverso coraggiosi giornalisti indipendenti o testimoni quali Eva Bartlett e Vanessa Beeley, Nabil Antaki e Pierre le Corf, cominciano a far conoscere l’orrore vissuto nelle aree occupate da al-Nusra e altri gruppi assassini; intanto i media e le ONG ‘’umanitarie’’ occidentali continuano la loro ipocrita narrazione mistificatrice.

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Occidente: la riscrittura del passato

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ministerodellaveritadi Manlio Dinucci
il manifesto, 27 dicembre 2016

«Strage Berlino, perché il terrorista si è lasciato dietro i documenti?»: se lo chiede il Corriere della Sera, parlando di «stranezze». Per avere la risposta basta dare uno sguardo al recente passato, ma di questo non vi è più memoria. È stato riscritto dal «Ministero della Verità» che – immaginato da George Orwell nel suo romanzo di fantapolitica 1984, critico del «totalitarismo staliniano» – è divenuto realtà nelle «democrazie occidentali». 

Si è così cancellata la storia documentata degli ultimi anni. Quella della guerra Usa/Nato contro la Libia, decisa – provano le mail della Clinton – per bloccare il piano di Gheddafi di creare una moneta africana in alternativa al dollaro e al franco Cfa. Guerra iniziata con una operazione coperta autorizzata dal presidente Obama, finanziando e armando gruppi islamici prima classificati come terroristi, tra cui i nuclei del futuro Isis.  Poi riforniti di armi attraverso una rete Cia (documentata dal New York Times nel marzo 2013) quando, dopo aver contribuito a rovesciare Gheddafi, sono passati nel 2011 in Siria per rovesciare Assad e attaccare quindi l’Iraq (nel momento in cui il governo al-Maliki si allontanava dall’Occidente, avvicinandosi a Pechino e a Mosca). 

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"Il coordinamento strategico tra Cina e Russia va oltre il livello bilaterale”

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HuaChunyingdi Hua Chunying, portavoce del ministero degli esteri cinese | da resistencia.cc 

Traduzione di Marx21.it

La Cina ha elogiato il commento sulle relazioni bilaterali che il presidente russo, Vladimir Putin, ha fatto nella conferenza di fine anno.

La Russia e la Cina hanno una relazione che va oltre la semplice partnership strategica e che sarà ulteriormente promossa, ha detto Putin nel corso della conferenza annuale.

“La Cina apprezza molto l'atteggiamento positivo della parte russa in merito allo sviluppo di legami bilaterali”, ha affermato Hua Chunying, portavoce del ministero degli Esteri cinese, in una conferenza stampa.

Hua ha dichiarato che attualmente la partnership strategica integrale cino-russa è a un livello storico e che la cooperazione in tutti gli aspetti tra i due paesi non solo arreca benefici ad entrambi, ma contribuisce anche alla prosperità e alla stabilità del mondo.

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Lo spettro del populismo tra le rovine della democrazia

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populismooooooooooooooodi Spartaco A. Puttini

L'articolo è apparso in “Gramsci oggi” rivista on line, dicembre 2016

Uno spettro si aggira per l’Europa (e non solo): è lo spettro del populismo. Tutti i potenti d’Europa si alleano per dare spietatamente caccia a questo spettro. Qual è il partito di opposizione che i suoi avversari al potere non abbiano colpito con la nota ingiuriosa di “populista”? e qual è il partito di opposizione che a sua volta non abbia ricambiata l’accusa, respingendo l’infamante designazione di populismo, o sugli elementi più avanzati dell’opposizione stessa, o sugli avversari apertamente reazionari?

Il Manifesto del 1848 di Marx non iniziava proprio così, ma iniziava in modo molto simile.

Il termine di populismo è tornato prepotentemente di moda ed è divenuto un elemento consueto del dibattito politico. Tuttavia l’accusa di essere populista viene impugnata quasi unicamente per intento polemico e denigratorio, come improprio sinonimo di demagogia. A ben guardare sotto questa etichetta vengono accomunati i movimenti più disparati per collocazione spazio-temporale e per colore politico.

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“I mass media presentano i colpi di stato moderni come una difesa della democrazia”

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lemoine mauriceIntervista di Alex Anfruns a Maurice Lemoine

da investigaction.net

Traduzione di Massimo Marcori per Marx21.it

L'intervista è apparsa sulla rivista Le Journal de Notre Amérique nel dicembre 2016

Già caporedattore di Le Monde Diplomatique, Maurice Lemoine è soprattutto un fine conoscitore della storia contemporanea del Sud America. In questi ultimi 40 anni egli ha condotto numerose inchieste sul luogo, soprattutto in America Centrale, ma anche in Venezuela e in Colombia. In questo paese martoriato, ha potuto verificare con i propri occhi la reale situazione della popolazione nelle comunità rurali, in quello che resta la fonte del conflitto più lungo dell’America Latina. Egli è anche stato testimone sul luogo di uno degli eventi più importanti di questo inizio del ventunesimo secolo, il tentativo di colpo di stato trasmesso in televisione del presidente Hugo Chavez. Su questi temi e paesi, Lemoine è l’autore di notevoli opere che rimangono un riferimento nella materia, come il suo ultimo libro “I bambini nascosti del generale Pinochet”. In questa intervista che ha gentilmente voluto accordare al Journal de Notre Amérique, egli decifra i risvolti della recente svolta a destra nella regione. Egli mette in guardia sulle minacce che gravano ancora e sempre contro i governi progressisti.

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I comunisti russi presenti al congresso del Partito dei Socialisti della Repubblica di Moldova

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dorokhinda kprf.ru

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

“Il PCFR appoggia l'intenzione del nuovo presidente della Moldavia di rafforzare le relazioni con la Federazione Russa”, ha dichiarato P.S.Dorokhin, capo della delegazione dei comunisti russi presente al XIV Congresso del Partito dei Socialisti della Repubblica di Moldova, che si è tenuto a Kishinev il 17 e 18 dicembre 2016. 

Alla vigilia del congresso la delegazione del Partito Comunista della Federazione Russa ha incontrato nella sua residenza il Presidente neoeletto della Moldavia I.N. Dodon. Nel corso dell'incontro Dorokhin si è congratulato con il Presidente per la meritata vittoria, a nome del Partito Comunista della Federazione Russa.

Il segretario del Comitato Centrale del PCFR ha sottolineato il fatto che la ragione principale della vittoria dei socialisti e del loro leader è da cercare nella politica della verità e della difesa dei lavoratori dai politici ladri e dagli oligarchi.

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