Il Partito Comunista Portoghese e l'Europa

Il Partito Comunista Portoghese e l'Europa

di Franco Tomassoni

Il Partito Comunista Portoghese sul processo di integrazione europeo. Scheda descrittiva della sua analisi e delle sue proposte.

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Dalla scuola-azienda alla scuola clientelare: un destino irreversibile?

Dalla scuola-azienda alla scuola clientelare: un destino irreversibile?

di Gaetano Colantuono

Materiali critici sul disegno di legge presentato alla Camera dei Deputati il 27 marzo 2015

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Sciopero della scuola: una lotta comune

Sciopero della scuola: una lotta comune

di Luca Cangemi e Iole D'Agostino

Rappresentanti sindacali della scuola e dei metalmeccanici uniti a sostegno dello sciopero del 5 maggio

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Odessa

Odessa

di Giorgio Langella

Un anno fa a Odessa una orda di nazisti (gli stessi che erano stati chiamati, poche settimane prima, gli “eroi di Majdan”) massacrò decine di persone inermi nel palazzo dei sindacati. Le immagini che si possono trovare ancora sono raccapriccianti…

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

I comunisti brasiliani si mobilitano per sbarrare la strada alle manovre golpiste

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pcdob dilma marzo2015Editoriale di José Reinaldo Carvalho
Editor di “Vermelho”

Traduzione di Marx21.it

Il 13 marzo, in numerose città del Brasile si sono svolte imponenti manifestazioni popolari a sostegno del mandato presidenziale di Dilma Rousseff, la cui piena legittimità democratica è messa in discussione dai tentativi di natura apertamente golpista delle opposizioni della destra neoliberista, che cerca di strumentalizzare uno scandalo che ha coinvolto i vertici del colosso petrolifero statale Petrobras. Nelle manifestazioni, che hanno visto la partecipazione di molti movimenti sociali attivi nel paese, ha avuto un ruolo trainante il Partito Comunista del Brasile (PCdoB), presente nei cortei con migliaia di suoi militanti.

Alla vigilia dell'evento, nel prestigioso portale web comunista “Vermelho” è stato pubblicato un editoriale del suo editor, José Reinaldo Carvalho, che proponiamo ai nostri lettori.

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Minidroni e blindati Usa per le forze armate ucraine

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humvee usadi Antonio Mazzeo
da antoniomazzeoblog.blogspot.it

Il vicepresidente degli Stati Uniti d’America Joseph Biden ha annunciato che saranno consegnati a breve alle forze armate di Kiev nuovi aiuti militari “non letali” per fronteggiare i separatisti filo-russi nelle regioni orientali dell’Ucraina. Tra le dotazioni non letali, secondo il Pentagono, ci sarebbero pure 30 blindati pesanti multiruolo “Humvee”, 200 blindati leggeri, nonché sistemi radio, radar anti-missile ed equipaggiamenti vari per un valore di 75 milioni di dollari circa. Tra gli aiuti Usa all’Ucraina è previsto anche un imprecisato numero di mini droni RQ-11 “Raven”. Realizzati dall’azienda statunitense AeroVironment, i “Raven” possono essere lanciati a mano e volare a 150 metri da terra o a 4.600 metri sopra il livello del mare, a una velocità di poco inferiore ai 100 Km all’ora. I velioli-spia possono essere teleguidati da una stazione terrestre oppure volare in missioni del tutto autonome grazie a propri sistemi di navigazione GPS.

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La costruzione del Partito nei luoghi di lavoro

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di Fosco Giannini

Relazione tenuta al Convegno di Bologna del 24 gennaio 2015, organizzato dall’Appello per la Ricostruzione del Partito Comunista e dal titolo “Comunisti: forma partito oggi”

WarholNel nuovo Statuto del PCdI, partito in cui milito, è stata inserita, come opzione organizzativa necessaria e centrale, la cellula di produzione. Credo sia stata, questa, una scelta giusta, opportuna.

Ma che cos’è la cellula di produzione? Qual è la sua storia? Qual è la sua valenza teorica, politica e ideologica?

Diciamo subito che vi è uno scarto enorme tra l’importanza pratica e la densità politico-teorica di questa opzione organizzativa, la cellula di produzione, e la consapevolezza di tale importanza nella cultura politica di molti – troppi – dirigenti e militanti comunisti di questa fase. Cioè: la consapevolezza è scarsa, ed è figlia dell’ultimo scorcio storico italiano del movimento comunista. E vi è anche uno scarto tra l’importanza della cellula di produzione e una pratica organizzativa che da diversi decenni ( dal PCI della fine degli anni ’70 in poi sino al PRC e al PdCI ) ha teso a sottovalutarla, ad emarginarla, ad escluderla. Sino al punto che, nell’ultimo PCI, nel PRC e nel PdCI, di fatto e al di là di tenui richiami statutari, la cellula comunista nei luoghi della produzione e dello studio non si è più organizzata; non è più apparsa nell’organizzazione dei partiti comunisti e nel conflitto di classe in misura significativa. Dalla fine degli anni ’70 in poi l’opzione leninista e gramsciana della cellula di produzione è di fatto scomparsa nella pratica organizzativa, dal PCI al PdCI, passando per Rifondazione Comunista.

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Dichiarazione finale del quinto Forum della sinistra araba

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medioriente murales comunismoPartito Comunista Libanese
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Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Il quinto Forum della sinistra araba si è svolto a Rabat (Marocco) il 20 e 21 febbraio 2015, ospitato dal Partito del Progresso e del Socialismo (PPS) e ha visto la presenza dei rappresentanti di 13 partiti della sinistra provenienti da 10 paesi del mondo arabo.

Dopo aver analizzato l'attuale quadro politico e discusso approfonditamente della pericolosa situazione derivante dall'intervento imperialista guidato dagli Stati Uniti e dall'azione delle organizzazioni terroristiche nella regione, analizzando la maggior parte dei problemi dell'insieme dei paesi arabi, evocando i pericoli imminenti per i nostri paesi e popoli, ribadendo il ruolo dei partiti della sinistra nell'affrontare questi pericoli, l'urgente necessità di un coordinamento e unificazione dei punti di vista tra le varie componenti della sinistra araba, dello scambio di esperienze, analisi e posizioni sul compimento della missione di una rivoluzione democratica nazionale, il Forum della sinistra araba ha definito le seguenti posizioni:

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"La pace in Europa? Non è un fatto scontato"

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soldati plasticadi Sergio Cararo | da contropiano.org

Nell’agenda politica europea continuano a riverberarsi gli echi dell’intervista del presidente della Commissione Europea Junker, che ha evocato la necessità di un esercito europeo. La proposta di Juncker ha trovato qualche prevedibile resistenza nella stessa Unione europea, soprattutto da parte degli stati più legati agli Stati Uniti. Si segnalano infatti il no scontato del premier inglese, David Cameron e della Polonia. La Francia nicchia ma non nella sostanza. Essendo l’unica potenza dell’Eurozona (la Gran Bretagna ne è fuori) a possedere le armi nucleari, non nasconde l’ambizione di voler essere l’azionista di riferimento di un esercito europeo. Al contrario la ministra della Difesa tedesca Von der Leyden è stata invece tra i primi ad esprimersi favorevolmente verso il progetto evocato domenica scorsa da Juncker su un esercito europeo, spiegando che “il nostro futuro di europei esigerà un giorno che ci dotiamo anche di un esercito comune”. In Germania, da almeno due anni stanno cambiando di molto gli orientamenti sulla politica militare. Qualcosa si era intuito già nella annuale Conferenza sulla Sicurezza a Monaco dello scorso anno.

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Arrestato in Ucraina uno dei massimi dirigenti comunisti

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gordienko lenin statueComunicato del Dipartimento esteri del Partito Comunista d'Italia

La Corte Distrettuale Pecherskij di Kiev, il 10 marzo, ha convalidato l’arresto del compagno Sergej Gordienko (link).

Mentre scriviamo, siamo in attesa di sapere dai nostri compagni del Partito Comunista d’Ucraina se il giudice ha deciso della scarcerazione su cauzione del compagno, dopo che gli altri massimi dirigenti del PCU hanno raccolto la somma fissata e depositato i documenti necessari.

Il compagno Gordienko è accusato di aver votato favorevolmente alle leggi del 16 gennaio 2014, con le quali si tentava di porre fine alle violenze del majdan e anche di accertarsi di come vengono finalizzati i fondi delle ONG occidentali: norme peraltro presenti in paesi europei, come ci ha indicato l’avvocato Aleksandr Gotin. Ricordiamo che queste leggi furono depenalizzate a maggio, e che Gordienko le ha votate esercitando la sua funzione di parlamentare.

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Due anni senza Chavez

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hugo-chavez-facebookdi José Reinaldo Carvalho*

da “Vermelho”, portale web del Partito Comunista del Brasile (PCdoB)

Traduzione di Marx21.it

Due anni fa moriva Hugo Chavez, il comandante della Rivoluzione Bolivariana, presidente della Repubblica e leader del Partito Socialista Unito del Venezuela. Ha lasciato un vuoto immenso, che i leader attuali, sotto la direzione del presidente Nocolas Maduro, si sforzano di colmare.

La Rivoluzione Bolivariana è stata sempre attaccata da nemici interni ed esterni, soprattutto dall'imperialismo nordamericano e dall'oligarchia nazionale. Chavez, in molti dei suoi discorsi e “conversazioni”, come amava dire, aveva affermato che all'inizio avevano tentato di cooptarlo, invitandolo a riunioni e cene nella sede dell'impero. In seguito si resero conto che non avevano di fronte un politico qualsiasi, ma il più importante leader di una rivoluzione antimperialista in America Latina, dopo Fidel Castro. Per questo, il primo decennio del nuovo secolo è stato segnato da tentativi di golpe, sabotaggi e persino da attentati alla sua persona.

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Dichiarazione del governo rivoluzionario della Repubblica di Cuba

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maduro folla pugnochiusoIl Governo Rivoluzionario della Repubblica di Cuba ha appreso dell’arbitrario ed aggessvo Ordine Eecutivo emesso dal Presidente degli StatiUniti contro il Governo della Repubblica Bolivariana del Venezuela, che definisce questo paese una minaccia per la sua sicurezza nazionale, come rappresaglia per le misure adottate in difesa della propria sovranitá di fronte agli atti di ingerenza delle autoritá nordamericane e del Congresso statunitense.

In che modo il Venezuela minaccia gli Stati Uniti? A migliaia di chilometri di distanza, senza armi strategiche e senza impiegare risorse ne funzionari per cospirare contro l’ordine costituzionale statunitense, la dichiarazione suona poco credibile e mette a nudo gli scopi di chi la fa.

Tuttavia, un simile pronunciamento nell’anno in cui si terranno le elezioni legislative in Venezuela conferma, ancora una volta, il carattere intromissorio della politica estera statunitense.

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Guerre guerreggiate e guerre tra capitali

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di Demostenes Floros | da Limes

A febbraio, dopo sette mesi di continui ribassi, il prezzo del petrolio è aumentato. Più precisamente, il Brent, benchmark per l’Europa e l’Asia, è significativamente cresciuto, passando da 53,53 a 62,32 dollari al barile ($/b).

Il Wti, riferimento statunitense, è invece rimasto pressoché invariato pur in presenza di una marcata volatilità. I 48,42 $/b di inizio mese sono stati oltrepassati in chiusura (49,55 $/b) sulla scia dell’informazione relativa alla “riduzione del numero di trivelle attive negli Usa (oltre 1/3 in meno nel giro di 4 mesi)”.

Al contempo, il cambio euro/dollaro ha oscillato attorno a quota 1,12/14 €/$, per poi toccare 1,08 €/$ all'inizio di marzo (minimo da 11 anni) a dimostrazione di come il mercato dei cambi stia già scontando l'immissione di liquidità (Qe) da parte della Bce. Il rublo invece si è apprezzato sia nei confronti dell’euro sia del dollaro, a dimostrazione che le azioni messe in campo dal Cremlino per far fronte all’attacco valutario stanno ottenendo gli effetti auspicati.

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“Boris Nemtsov: una morte ancora piena di ombre."

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di Giulietto Chiesa, PandoraTV

Dopo l’arresto degli esecutori materiali dell’omicidio di Boris Nemtsov, gli inquirenti russi stanno ricostruendo le trame che conducono ai mandanti dell’assassinio. In queste ore stanno emergendo dei collegamenti tra Yarosh, leader si settore destro, la corporation Vanguard e Alkanov, il quale è stato ucciso la notte stessa dell’omicidio di Nemtsov.

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I comunisti del Venezuela condannano le nuove dichiarazioni aggressive di Obama

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Dichiarazione del Partito Comunista del Venezuela
da prensapcv.wordpress.com | Traduzione di Marx21.it

pcv 0315Il Partito Comunista del Venezuela di fronte alla nuova aggressione imperialista del governo USA

L'Ufficio Politico del Comitato Centrale del Partito Comunista del Venezuela, riunito il 9 marzo 2015, ha esaminato il contenuto delle ultime dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti di America che, agendo come portavoce delle multinazionali, come portavoce dell'imperialismo nordamericano ed europeo, definisce il Venezuela come una “minaccia inusuale e straordinaria alla sicurezza nazionale e alla politica estera degli Stati Uniti di America”.

Di fronte all'accaduto, il Partito Comunista del Venezuela, ritiene che tale dichiarazione rappresenti una risposta piena di superbia, aggressiva, bellicista, militarista e provocatoria dell'imperialismo in difesa dei suoi lacchè interni, alle misure che in difesa della sovranità e dell'integrità della Patria ha adottato il governo bolivariano, presieduto dal compatriota Nicolas Maduro.

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La «saggia leadership» di Petro

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poroshenko-campagnadi Manlio Dinucci | da il manifesto, 10 marzo 2015

A Kiev il premier Renzi ha lodato la «leadership saggia» del presidente Poroshenko, da lui confidenzialmente chiamato Petro. E l’amico Petro gli ha assicurato che gli imprenditori italiani potranno partecipare agli ulteriori processi di privatizzazione in Ucraina (delocalizzando così altre attività produttive a scapito dell’occupazione in Italia).

Di privatizzazioni Poroshenko se ne intende: negli anni Novanta, con lo smantellamento dell’economia socialista, ottiene a prezzi stracciati o gratis la proprietà di diverse industrie dolciarie già statali, divenendo il «re del cioccolato». Estende quindi il suo impero all’industria automobilistica, alla cantieristica e ai media (è proprietario dell’influente Canale 5).

Dopo essere stato il principale sostenitore della «rivoluzione arancione» del 2004, ministro degli esteri con la Tymoshenko e del commercio con Yanukovic, sostiene e finanzia il movimento EuroMaidan, nato nel novembre 2013 come protesta al rifiuto del presidente Yanukovic di firmare gli accordi di associazione con l’Unione europea, e trasformatosi in un vero e proprio putsch che rovescia il presidente nel febbraio 2014.

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Il PCdI aderisce alla manifestazione nazionale FIOM del 28 marzo

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di Lucia Mango, resp. Nazionale Lavoro PCdI

fiom pcdi operaiL’attacco che questo governo sta portando ai diritti di chi lavora è senza precedenti. In parlamento la stragrande maggioranza di coloro che dovrebbero rappresentare il popolo di questo paese ha, ormai, abbracciato il “pensiero unico”, di cui il presidente del Consiglio, nonché segretario del PD, è portatore, secondo il quale la crisi dell’occupazione e più in generale la crisi in cui versa l’economia italiana, si possa combattere eliminando diritti e contraendo ulteriormente i salari.

Col jobs act tutti i lavoratori, compresi coloro che hanno un contratto a tempo indeterminato, saranno sottoposti al ricatto del licenziamento. Ogni posto di lavoro sarà conteso tra chi riuscirà a compiacere di più il caporeparto o il datore di lavoro. Si torna, di fatto, al caporalato e si trasformano in un sol colpo i lavoratori in servi.

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Fermiamo la persecuzione anticomunista in Ucraina

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Sergey-Gordienkodi Flavio Pettinari | fonte www.kpu.ua

Il procuratore Generale d’Ucraina ha arbitrariamente accusato il dirigente comunista Sergej Gordienko e ne chiede l’arresto.

Martedì 10 marzo alle 14 presso la Corte del Distretto Pecherskij a Kiev verrà discusso il fermo del deputato della VI e VII legislatura Sergej Gordienko, dirigente nazionale del Partito Comunista d’Ucraina.

L’accusa è quella di aver votato il pacchetto di leggi del 16 gennaio 2014, attraverso il quale si tentò di bloccare le violenze del maidan, che un mese dopo avrebbero portato al golpe, e individuare i flussi di denaro occidentali che attraverso le ONG arrivavano ai gruppi estremisti.

Petro Simonenko, leader del Partito Comunista d’Ucraina, ha dichiarato che questa accusa proveniente dall’ufficio del Procuratore Generale altro non è che un mandato d’arresto voluto da Poroshenko, per colpire un esponente nazionale del partito, dopo gli arresti e le torture ai danni di decine e decine di militanti comunisti e oppositori di altro orientamento politico.

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Il Partito Comunista Egiziano sugli sviluppi della situazione nel paese

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pc egitto logoda www.solidnet.org 
Traduzione di Lorenzo Battisti per Marx21.it

Rapporto politico elaborato dal Comitato Centrale

• Il terrorismo è oggi la minaccia principale per il popolo egiziano e per tutta la regione.

• Il successo nello sradicamento del terrorismo richiede un profondo confronto locale e regionale.

• Le due rivoluzioni del 25 gennaio e il 30 giugno, sono un passo importante sulla strada della liberazione nazionale.

• Il permanere del sostegno per l'autorità dipende da una visione chiara sulla realizzazione degli obiettivi di entrambe le rivoluzioni.

• Costruire un nuovo sistema nell'interesse del popolo richiede unità delle forze nazionali e democratiche, con la sinistra al centro.

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I grandi media mostrano un Venezuela che non corrisponde alla realtà

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socorro-gomes- presidenta-by-sagun--47-.jpg71979di Socorro Gomes, presidente del Consiglio Mondiale della Pace (CMP)

da www.vermelho.org.br 
Traduzione di Marx21.it

La presidente del Consiglio Mondiale della Pace e del Centro Brasiliano di Solidarietà ai Popoli e Lotta per la Pace (Cebrapaz), Socorro Gomes, ha partecipato alla missione di solidarietà al Venezuela il 20-28 febbraio. L'evento era organizzato dalla Federazione Mondiale della Gioventù Democratica (FMGD) con l'appoggio del CMP e la presenza di rappresentanti di 27 paesi.

Secondo Gomes, la visita è stata molto importante per la comprensione di quale sia la reale situazione politica ed economica del paese sud americano. “A vedere, ascoltare e leggere i grandi media, ci si troverebbe di fronte a un altro Venezuela perché le notizie mostrano un paese, ma quando si arriva là si capisce che la situazione è completamente diversa”.

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8 Marzo 2015 - Una Giornata internazionale per la pace, per il lavoro, per i diritti, per la libertà

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donne bndi Marica Guazzora, direzione nazionale PCdI

Mai siamo state così vicine alla guerra come in questi giorni. Mentre un governo reazionario diretto dal twittatore premier fa a pezzi la Costituzione nata dalla Resistenza, neri venti di guerra soffiano sull’Europa e sono sempre più vicini.

Ma non c’è risposta adeguata da parte dei movimenti per la pace, dei sindacati, delle associazioni, dai partiti della sinistra, se non quello del Partito Comunista d’Italia che ha lanciato questo monito fin dall’inizio, seppure con le poche forze che siamo in grado di mettere in campo, inadeguate da sole alla gravità della situazione. Perché c’è un paese immerso in una cupa rassegnazione, donne e uomini che hanno visto la propria esistenza sconvolta dalla mancanza del lavoro, dalla cancellazione dei diritti, con punte di avanguardie che si mobilitano con un sostegno pur importante per la Grecia, contro il mostro tricefalo della Ue.

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Uscita dall'euro? Aprire una discussione seria a sinistra

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euros 2184702bdi Manuela Palermi, segreteria nazionale PCdI

Ci vuole coraggio a difendere le politiche di austerity dell’Unione. O cinismo. Chi infatti non provasse alcuna emozione ad assistere all’impoverimento italiano, dovrebbe però guardarsi un po’ di dati (ne esistono una grande quantità) e porsi qualche domanda. Inoltre non occorre essere economisti per comprendere che se il Pil diminuisce, diminuiscono anche le entrate fiscali e quindi il debito cresce. E visto che sono molti i paesi europei in fase recessiva, è evidente che la causa risiede esattamente nelle politiche di austerity dell’Unione.

Ricordo la discussione sull’ingresso nell’euro. In molti ambienti veniva ripetuto come una liberazione: “Basta con la liretta, finalmente!”. Sentirsi europei, maneggiare una moneta pesante che occupava poco spazio nel portafoglio, pareva sollevarci da una condizione “periferica” e farci trovare uno spazio nell’Europa evoluta. Alle obiezioni di coloro che chiedevano di stare in guardia perché l’Europa non si presentava come un’area valutaria ottimale, veniva risposto che era vero, ma l’introduzione della moneta unica avrebbe favorito una maggiore concordia tra gli Stati e la maggiore concordia avrebbe aiutato a superare molte divisioni. Così non è stato. Anzi, è stato il contrario. Addirittura Paesi come Spagna e Irlanda, che avevano il bilancio pubblico in avanzo, si trovarono a far fronte a crisi molto serie. E quando un Paese si indebita in euro, e non nella moneta che emette, la crisi del debito sovrano è automatica.

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L’Ucraina e la NATO-USA Connection

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a 10 thunderbolt iidi Antonio Mazzeo

Intervento all’incontro-dibattito “USA – NATO – Unione Europea: La crisi ucraina e la ricostruzione del movimento contro la guerra”, Roma, 6 marzo 2015

Per sostenere e “difendere” il regime fascista di Kiev, l’amministrazione Obama e il complesso militare-finanziario-industriale degli Stati Uniti d’America sono pronti a utilizzare i più micidiali strumenti di guerra. A metà febbraio, Washington ha ribadito le proprie intenzioni belliche di fronte ai partner europei e alla Russia di Putin, rischierando a Spangdahlem (Germania) dodici aerei da attacco al suolo A-10 Thunderbolt II e 300 aviatori del 355th Fighter Wing dell’US Air Force, provenienti dalla base aerea di Davis-Monthan (Arizona). I sofisticati velivoli hanno disseminato morte e distruzione in Afghanistan, Iraq e Libia: sono armati con cannoni lunghi più di sei metri, i GAU-8/ “Avenger” (vendicatori), in grado di sparare fino a 4.200 colpi al minuto. I proiettili di 30 centimetri contengono ognuno 300 grammi di uranio impoverito e riescono a perforare facilmente blindati e carri armati. “I Thunderbolt opereranno per i prossimi sei mesi congiuntamente ad altri velivoli da guerra della Nato principalmente lungo le frontiere di Russia, Lituania, Estonia, Romania e Bulgaria, ma potranno essere impiegati in caso di crisi anche nel continente africano”, ha dichiarato il Dipartimento della difesa Usa.

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