Roma, 20 dicembre 2014 - Ricostruire il Partito Comunista

Roma, 20 dicembre 2014 - Ricostruire il Partito Comunista

20-12-2014

Presentazione dell'appello per la ricostruzione del Partito Comunista

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“Una vittoria di Cuba e della solidarietà internazionale”

“Una vittoria di Cuba e della solidarietà internazionale”

da prensapcv

Dopo l'annuncio del Presidente del Consiglio di Stato e dei Ministri della Repubblica di Cuba, compagno Raul Castro, il giorno 17 dicembre, in merito alla liberazione dei tre antiterroristi ...

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Cuba vince!

Cuba vince!

di Francesco Maringiò

Quella giunta oggi è una notizia che farà piacere a tutti gli amici di Cuba e della giustizia. Dopo un lungo colloquio telefonico tra Obama e Raul Castro si è annunciata l’apertura di una pagina nuova e storica nelle relazioni…

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Brasile: la lotta continua

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dilma encuestadi Albano Nunes* | da www.avante.pt

Traduzione di Marx21.it

Con il 42% dei voti espressi, Dilma Rousseff ha vinto il primo turno delle elezioni presidenziali. Si tratta di una buona notizia. E' certo che la battaglia del secondo turno il 26 ottobre si annuncia particolarmente dura. Ma in un quadro internazionale segnato dalla violenta offensiva dell'imperialismo, la reale possibilità che, contro un vastissimo schieramento di opposizioni che vanno dall'estrema destra all'estremismo di sinistra, Dilma Rousseff possa essere probabile vincitrice, è già un evento di importante significato politico, non solo per il Brasile ma per l'America Latina e per il mondo.

La nostra simpatia e solidarietà con la candidatura appoggiata dal Partito dei Lavoratori e da altre forze di sinistra tra cui il Partito Comunista del Brasile, non ignora le difficoltà, le contraddizioni e i limiti del processo di cambiamento in corso in questo immenso paese/continente. Né dimentica che insieme alle elezioni presidenziali si svolgono le elezioni per i governatori di diversi stati, per i deputati e i senatori e che, nonostante i cambiamenti che occorre valorizzare, il rapporto di forze risultante rimane globalmente sfavorevole alle forze di sinistra.

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Sempre più vi-Cina

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LiKeqiang italiadi Francesco Valerio della Croce

L’occasione della visita del premier cinese, Li Keqiang, è stata inaspettatamente colta da una parte dell’informazione nazionale per porre una lente d’ingrandimento sulle relazioni economico-commerciali tra Italia e Cina. Ma a che punto è lo sviluppo di questa partnership?

“L’allargamento al mercato cinese può essere per l’Italia di oggi dello stesso segno e importanza di quello che fu l’allargamento dell’Italia di ieri al mercato europeo e americano”. Così esordisce nel suo editoriale di martedì 14 ottobre il direttore del giornale di Confindustria, Roberto Napoletano. Si sa che lo stile giornalistico impone che nell’introduzione di un articolo debba essere racchiuso il cuore, il messaggio sintetico del testo. Se così è, le parole scritte da Napoletano sul Sole24Ore non possono che essere prese nella considerazione più giusta. A farci comprendere meglio l’importanza attribuita alla visita in Italia del premier della Repubblica Popolare Cinese, Li Keqiang, di alcuni giorni fa è addirittura l’edizione del 13 ottobre dello stesso giornale, il quale ospita in prima pagina ed in evidenza una lettera inviata dal premier cinese al quotidiano ed, ovviamente, il suo contenuto. Li Keqiang, nel solco della cultura orientale che permea l’immaginario collettivo e la sensibilità del popolo cinese, definisce le relazioni tra Italia e Cina “l’albero sempre verde”.

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Crisi di sistema, di egemonia e di direzione: il doloroso parto della multipolarità

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us dollar rifledi Hugo Ruiz Díaz Balbuena* | da questiondigital.com

Traduzione di Marx21.it

Nel contesto internazionale, quando un sistema si trova nella fase della sua decadenza, quando la classe dirigente dello Stato o sistema dominante prende coscienza precisa del declino dell'intera struttura; quando si avvertono vari elementi come minacce alla direzione e all'egemonia dello Stato dominante; quando questo Stato dominante inizia una feroce lotta interna ed esterna per la sua sopravvivenza, allora si può parlare di una crisi strutturale.

In questo processo di decadenza, la lotta per la sopravvivenza rappresenta uno dei momenti più pericolosi per tutto ciò che sta attorno allo Stato egemonico che si sente minacciato nel suo controllo.

Si scatena una violenza strutturale distruttiva, distruttrice di tutto ciò che sia percepito, quand'anche inesistente, come minaccia o come rivale che mette in discussione la sua egemonia.

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Sciopero generale 24 ottobre: le piazze delle manifestazioni

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da Unione Sindacale di Base

Venerdì 24 ottobre l’Unione Sindacale di Base ha proclamato lo sciopero generale nazionale di 24 ore in tutto il lavoro pubblico e privato.

Lo sciopero è indetto contro il jobs act e le politiche dettate dalla troika al governo Renzi sul lavoro e la pubblica amministrazione e contro il blocco dei contratti nel pubblico impiego; per l’occupazione e in difesa dell’art.18 dello Statuto dei Lavoratori.

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Gli Stati Uniti cercano di condizionare le politiche di difesa dell'intera America Latina

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conferenciaministrosdefensaamerica bannerdi José F. Cornejo, giornalista peruviano
da www.otramirada.pe

Traduzione di Marx21.it

La XI Conferenza dei Ministri della Difesa delle Americhe di Arequipa

Tra il 12 e il 14 ottobre si è svolta nella città di Arequipa (Perù) la XI Conferenza dei Ministri della Difesa delle Americhe. Il Perù ha assunto la Presidenza Pro Tempore biennale di questo foro e si è incaricato dell'organizzazione dell'evento a cui hanno partecipato delegazioni di 34 paesi. Questo foro nato nel 1995 nell'ambito dell'OSA (Organizzazione degli Stati Americani), con il proposito di rimpiazzare il naufragato TIAR (Trattato Interamericano di Assistenza Reciproca) prodotto dalla Guerra Fredda, cerca di rappresentare uno spazio di dialogo e collaborazione tra i paesi dell'emisfero in tema di difesa e sicurezza.

Nelle scorse riunioni a Santa Cruz, Bolivia, nel 2010, e a Punta del Este, Uruguay, nel 2012, si sono manifestate importanti divergenze tra i paesi dell'emisfero, con nel caso del sostegno alla sovranità argentina sulle Isole Malvine e dell'inquietudine di fronte alla riattivazione della IV flotta vista come un segnale della crescente militarizzazione dell'Atlantico del Sud, o della richiesta di adesione, come membro associato, della Colombia all'alleanza militare della NATO.

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Sirte, ottobre 2011

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gheddafi-morto1-648x430di Marinella Correggia | da www.sibialiria.org

Tre anni fa, il 20 ottobre 2011 nei pressi della città di Sirte, in Libia, veniva assassinato Mu'ammar Gheddafi: l’epilogo di un’altra “missione umanitaria” della NATO costata più di diecimila morti e che ha gettato quello che era un relativamente prospero paese in un abisso di miseria, violenza, sopraffazione. Sul sostanziale appoggio dato a quella guerra anche da molti “compagni” abbiamo già scritto e così pure sullo sciagurato ruolo che ha avuto (e che continua ad avere) il nostro Paese. Vogliamo ora qui soffermarci su un aspetto particolare di quella guerra pubblicando questo articolo che illustra i briefing che la NATO organizzava periodicamente con i “giornalisti”.

Durante i bombardamenti sulla Libia nel 2011, la Nato teneva conferenze stampa settimanali sia a Bruxelles che alla sede di Bagnoli (Napoli). Partecipavano giornalisti-tappetino che chiamavano per nome, affettuosi e deferenti, la portavoce Nato da Bruxelles (“Oanà” Longescu, romena) e il portavoce Nato da Napoli (“Roland” Lavoie, colonnello canadese). Sarebbe bastato uno stuolo di giornalisti decenti per metterli in crisi. Perché portavoce e generali si arrampicavano sugli specchi, per non dare a vedere crimini e illegalità. Ecco un resoconto diretto.

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L’Italia torna in guerra in Iraq

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militari-italiani-iraq-1024x680di Manlio Dinucci | da il manifesto

L’Italia invierà armi e militari nella regione di Erbil in Iraq, per rafforzare «le capacità di autodifesa dei curdi» contro l’avanzata dell’Isis: lo annuncia la ministra della difesa, Roberta Pinotti, alle commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato.

Non a caso l'annuncio viene dato due giorni dopo che il capo di stato maggiore della difesa, l’ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, ha partecipato in rappresentanza dell’Italia alla riunione, nella base militare di Andrews presso Washington, delle massime autorità militari dei 22 paesi della coalizione la cui missione ufficiale è «degradare e distruggere l’Isis». All’incontro – presieduto dal generale Martin Dempsey, capo dello stato maggiore congiunto degli Stati uniti – è intervenuto il presidente Obama, sottolineando che gli Usa intensificheranno «l’azione contro obiettivi sia in Iraq che in Siria», nel quadro di una coalizione internazionale. Gli alleati degli Usa, oltre a effettuare attacchi aerei in ambedue i paesi, forniscono «armi e assistenza alle forze irachene e all’opposizione siriana» (contro Assad) e «miliardi di dollari di aiuti», definiti «umanitari».

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Il leader del Partito Comunista di Ucraina rivolge un appello agli elettori

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simonenko1di Petro Simonenko | da www.kpu.ua

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Petro Simonenko, leader del Partito Comunista di Ucraina, si è rivolto ai cittadini del suo paese in vista delle elezioni parlamentari del 26 ottobre

Mi appello a voi, miei cari compatrioti, con la speranza di raggiungere, in questo momento difficile e anche tragico per l'Ucraina, i vostri cuori e le vostre menti alle prese con la preoccupante situazione del nostro paese, con alcune considerazioni sull'attuale governo, gli eventi nell'est dell'Ucraina, gli attacchi contro il partito comunista e contro di me personalmente e le prossime elezioni parlamentari.

So che in una situazione di guerra non dichiarata, di fronte all'aumento quotidiano di prezzi e tariffe, la preoccupata attesa di un inverno freddo voi siete già stanchi, logorati dalla lotta per la sopravvivenza, dall'incertezza di ciò che ci aspetta, dalla paura per il futuro dei vostri figli e nipoti, di tutti i vostri familiari e amici. Siete stanchi delle false promesse del passato e dell'attuale governo: del presidente, del primo ministro, dei deputati e dei loro dipendenti, politologi e funzionari regionali e locali. Vi hanno stancato le loro continue ipocrite rassicurazioni sul graduale miglioramento della vita di ciascuno di voi.

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La disputa decisiva in Brasile

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dilma lula comiziodi Juan Manuel Karg | da www.alainet.org

Traduzione di Marx21.it

Il secondo turno elettorale in Brasile, previsto per domenica 26 ottobre, è probabilmente uno dei momenti più decisivi che si sono trovati ad affrontare i governi post-neoliberali della regione negli ultimi anni. Sebbene negli ultimi due decenni la polarizzazione politica in quel paese si sia espressa nel confronto tra il Partito dei Lavoratori (PT) e il PSDB (conservatore e neoliberale), queste elezioni presentano caratteristiche singolari a causa del forte ruolo che i media egemonici – avversi nella loro maggioranza al governo di Dilma Rousseff – hanno giocato da agosto, prima dando corpo alla candidatura di Marina Silva – la stella sfuggente -, poi “lasciandola cadere” alla luce degli ultimi sondaggi precedenti il primo turno, e mettendo in primo piano la figura di Aécio Neves quando si è compreso che sarebbe stato l'avversario del PT al secondo turno.

Non c'è niente di meglio che analizzare le ultime dichiarazioni di Francisco Henrique Cardoso per comprendere la dimensione che assumerà la disputa nel ballottaggio. Ha affermato l'ex presidente brasiliano, del PSDB, che “non è perché sono più poveri che votano per il PT, ma perché sono meno informati”. Queste dichiarazioni, infelici ed elitiste, hanno avuto una rapida replica del tandem Lula-Dilma, che hanno subito messo in evidenza le politiche sociali avviate durante i loro governi.

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Si intensifica la presenza militare USA in Africa

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soldati usa cargodi Carlos Lopes Pereira | da www.avante.pt

Traduzione di Marx21.it

Nel quadro della loro strategia imperiale di crescente interventismo militare in Africa, gli Stati Uniti installeranno una seconda base militare nel Niger.

Secondo il Washington Post, il presidente nigerino, Mamadu Issufu, ha dato il suo consenso dopo il vertice USA-Africa, in agosto, nella capitale nordamericana, in una riunione con il sottosegretario della Difesa, Robert Work, e il comandante di Africom, generale David Rodriguez.

Jeune Afrique fornisce maggiori dettagli. Rivela che diversi mesi fa si sono svolti negoziati per la creazione di una nuova base militare, ad Agadez, nel centro-nord, poiché i nordamericani vogliono “essere più vicini alle zone sorvolate dai loro droni”.

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I comunisti israeliani condannano l'intervento imperialista in Iraq e Siria

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pc israeleComunicato del Partito Comunista di Israele
da www.solidnet.org | Traduzione di Marx21.it

Cari compagni,

Il Partito Comunista di Israele condanna con fermezza l'intervento imperialista guidato dagli Stati Uniti in Iraq e Siria. Siamo ovviamente d'accordo sul fatto che le atrocità e i crimini barbarici che organizzazioni reazionarie come ISIS, Jabhat al-Nusra stanno compiendo, debbano essere combattute e liquidate. In ogni caso, una lotta contro tali organizzazioni responsabili di genocidio e per la loro completa sconfitta non può essere condotta e portata a compimento da potenze imperialiste la cui unica aspirazione è sostituire un'oppressione con un'altra.

Con la scusa di difendere la “democrazia”, i “diritti umani” e la “libertà”, gli Stati Uniti, la NATO, l'UE e diverse forze imperialiste con i loro alleati hanno cercato di perseguire i loro meschini interessi, in genere sostenendo i loro dittatori fantoccio, a spese del benessere dei popoli.

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Gravissimo attentato al leader della resistenza nel Donbass

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Giulietto Chiesa commenta l’attentato avvenuto nel pomeriggio di lunedì 13 ottobre 2014 contro Pavel Gubarev, leader della resistenza del Donbass. Un atto gravissimo in un momento di fragile tregua in Ucraina

Uscire dalla NATO, Utopia praticabile

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obama leaving natoda antoniomazzeoblog.blogspot.it

Ridar vita a un movimento contro tutte le guerre a partire da una campagna di mobilitazione contro l’Alleanza Atlantica e le basi militari Usa e Nato in territorio italiano. Se n’è discusso sabato scorso a Roma al convegno “E’ Nato per la guerra. Come uscire dal Patto Atlantico”, promosso dalla Rete No War con la partecipazione di Peacelink, Comitato No MUOS, Statunitensi per la pace e la giustizia, Alternativa, Ass. Amicizia Italia-Iraq, Rete dei Comunisti, Pdci, Ass. Ialana, Ross@, Cobas. I lavori sono stati introdotti dal giornalista de Il manifesto, Manlio Dinucci, dal giurista Claudio Gianciacomo e dal peace resercher Antonio Mazzeo; il riorientamento strategico della Nato dopo la guerra fredda, l’illegittimità costituzionale di questa alleanza e il complesso sistema delle basi militari in Italia, i temi trattati.

“Nel 1999 a Washington, i governi dei paesi membri dell’Alleanza hanno firmato un accordo che ha modificato radicalmente il concetto strategico della Nato”, ha ricordato Dinucci. “Esso autorizza l’intervento militare per motivi diversi dalla difesa del territorio di uno Stato membro, come previsto dal trattato del 1949, e cioè per motivi di sicurezza globale, economica, energetica, migratoria, ecc., che sono quelli tipici della guerra preventiva.

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L’antifascismo “atlantico” dell’imperialismo. L’urgenza di una riflessione

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AzovOathAllegiancedi Diego Angelo Bertozzi

Riceviamo dal compagno Bertozzi una sua nota pubblicata su facebook che proponiamo come contributo alla discussione

Uno dei segnali della sconfitta subita dalla sinistra e dai comunisti in Italia (e non solo) è rappresentato dalla sorte subita, a livello simbolico, dall’ ”antifascismo”, ormai utilizzato con libera disinvoltura dalla propaganda imperialista come strumento di consenso, in ambito Nato, in grado di creare egemonia anche in un campo pacifista - e in senso più generale nella sinistra europea - attraversato da divisioni e contraddizioni. L’assenza di un serio e vasto movimento di opposizione alle tante aggressioni che si sono dispiegate negli ultimi lustri è indicativo del successo ottenuto in questo senso.

L’ultimo rapporto di “Human Rights First” (1) sul riemergere del fascismo in Europa è l’ennesima operazione orientata allo stravolgimento dell’antifascismo storico al fine di legittimare l’espansione della Nato ad Est e bollare con infamia ogni opposizione e ogni voce coraggiosamente critica.

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Venezuela-Russia: le ragioni della collaborazione

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rafael-ramirez rtda www.aporrea.org | Traduzione di Marx21.it

La visita del ministro degli esteri venezuelano a Mosca

Venezuela e Russia assumono iniziative comuni per difendere il prezzo del barile di petrolio dalle manipolazioni esercitate da settori imperiali, che pretendono di colpire le entrate dei paesi produttori di questa risorsa naturale- è quanto dichiarato dal ministro degli esteri del Venezuela, Rafael Ramirez.

In un'intervista concessa a Actualidad RT, a proposito della sua visita a Mosca, Ramirez ha spiegato che il Venezuela propone e afferma la difesa della stabilità del mercato petrolifero, “perché abbiamo diritto al prezzo giusto della nostra risorsa naturale”.

Per tali ragioni, il ministro ha spiegato che il paese sudamericano ha dovuto operare con autorevolezza nell'OPEP “per mantenere un livello (del prezzo del petrolio) adeguato a continuare nel miglioramento del nostro ritmo di investimenti”.

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Nato, dalla Polonia alla Turchia e ritorno

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stoltenbergdi Manlio Dinucci | da il manifesto, 14 ottobre

È andato in Polonia a incontrare il presidente Komorowski, ha ricevuto a Bruxelles il ministro degli esteri ucraino Klimkin, quindi si è recato in Turchia per colloqui col presidente Erdogan: non poteva iniziare meglio il nuovo segretario generale della Nato, il norvegese Jens Stoltenberg. Già leader del Partito del lavoro e capo di governo, sostenuto dalla coalizione «rosso-verde», si è guadagnato il prestigioso incarico – si legge nella biografia ufficiale – perché, quando era primo ministro nel 2005-2013, ha fatto della Norvegia uno dei paesi Nato con la più alta spesa militare procapite.

Un segretario dinamico per una Alleanza sempre più dinamica in campo militare. In Polonia, dove si è svolta l’esercitazione Nato Anaconda 2014 con la partecipazione di forze Usa, Stoltenberg ha assicurato che «la Nato è qui per proteggervi», ricordando che, dall’inizio della crisi in Ucraina, gli Alleati mantengono nell’Europa orientale una «continua presenza e attività militare aerea, terrestre e marittima». Lo scopo è «inviare un forte segnale alla Russia», definita dal segretario alla difesa lituano Vejonis «un aggressore, che rappresenta una potenziale minaccia per tutti i paesi europei».

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‘La guerra informativa per l’Ucraina’

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Sul Canale della TV Tedesca “ZDF” è andato in onda un programma satirico proposto dal gruppo teatrale “Napalm” che ha fatto una azzeccatissima rappresentazione di come venga gestita la guerra informativa sulla crisi in Ucraina.

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Lenin e la prima guerra mondiale

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di Roberto Sidoli, dell’Associazione Primo Ottobre di amicizia Italia-Cina

first-world-war-013Il testo della relazione presentata all’assemblea di Bellinzona (Svizzera) tenutasi l’11 ottobre 2014 e organizzata dal Movimento Svizzero per la Pace.

Il primo conflitto planetario imperialistico non scoppiò nel luglio/agosto del 1914 per errore umano o pura casualità: come ha giustamente notato David Stevenson nel suo libro “La grande guerra” (p. 43), la tesi della guerra per errore “è oggi insostenibile” anche solo tenendo a mente la distanza temporale di più di un mese creatasi nel 1914 tra il celebre attentato di Sarajevo e lo scoppio effettivo delle ostilità sul suolo europeo.

Non fu certo una guerra divampata a “caldo”…

Inoltre la prima guerra mondiale non si sviluppò certo per assenza o scarsità di processi di globalizzazione, di compenetrazione economica tra le nazioni in conflitto, anzi. Sempre Stevenson, lontano anni-luce da qualunque simpatia comunista e marxista, ha sottolineato un punto fermo ormai assodato dalla storiografia contemporanea notando che “gli anni che precedettero il 1914 conobbero livelli di interdipendenza economica che non si ripeterono più fino a ben oltre la seconda guerra mondiale” e al 1960, visto che proprio nel 1913 le esportazioni/importazioni valevano e pesavano per circa un quarto del prodotto nazionale lordo tedesco, britannico e francese di quel tempo (Stevenson, op. cit., pp. 40-41).

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La Duma di Stato russa chiede un'inchiesta internazionale sui crimini contro la popolazione del Sud Est dell'Ucraina

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ukrajna dombassz nc3a9pirtc3a1s1da www.duma.gov.ru
Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Nella seduta plenaria del 10 ottobre la Duma di Stato della Federazione Russa ha rivolto un appello “ai parlamenti del mondo e alle organizzazioni parlamentari internazionali sulla necessità di avviare un'inchiesta internazionale sui crimini contro la popolazione civile dell'Ucraina Sud Orientale”.

La mozione, il cui progetto è stato presentato dal Presidente della Duma Sergey Narishkin e dai presidenti delle quattro frazioni parlamentari (tra essi, Ghennady Zyuganov, leader del Partito Comunista della Federazione Russa, ndt), è stata votata da 428 deputati.

“Le fosse, scoperte nel settembre 2014 nei pressi della città di Donetsk, contenenti i corpi di decine di persone torturate e uccise, vittime della cosiddetta operazione anti-terrorista attuata dalle autorità di Kiev, le prove delle torture, delle vessazioni, dei saccheggi e delle violenze nei territori controllati dalle forze di sicurezza ucraine, non si contano più, - si afferma nell'appello. - L'uso di mezzi e metodi di guerra vietati, il trattamento disumano dei prigionieri sono diventati la realtà di tutti i giorni”.

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