Breve storia della NATO dal 1991 ad oggi (Parte 10)

Breve storia della NATO dal 1991 ad oggi (Parte 10)

di Manlio Dinucci

L’operazione condotta dalla Nato in Ucraina inizia quando nel 1991, dopo il Patto di Varsavia, si disgrega anche l’Unione Sovietica di cui essa faceva parte. Gli Stati Uniti e gli alleati europei si muovono subito per trarre il massimo vantaggio…

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Belt and Road e Zhuangzi

Belt and Road e Zhuangzi

di Alessandra Cappelletti

Il Belt and Road Forum che si è svolto a Pechino il 15 maggio scorso (alla presenza, assieme ad altri 27 capi di Stato, del premier italiano Gentiloni e del presidente russo Putin) è stato un'occasione per comunicare al mondo…

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Scioperi, il Garante vuole riscrivere la Costituzione

Scioperi, il Garante vuole riscrivere la Costituzione

di USB

Il cosiddetto garante degli scioperi, in linea con governo e molte forze politiche, ha affermato che “senza voler pregiudicare il diritto costituzionale di tutti i sindacati a poter proclamare lo sciopero ...

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Tsipras cede ancora ai diktat dell'UE. La lezione per i comunisti in Italia

Tsipras cede ancora ai diktat dell'UE. La lezione per i comunisti in Italia

di Fosco Giannini

Come mai la Grecia sembra quasi sparita dalla cronaca politica?  Va finalmente tutto bene? E il popolo greco è uscito fuori dalla tragedia sociale in cui è stato immerso dalle pietre al collo ...

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Odessa, tre anni

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di Rossija 1

Il documentario prodotto da Rossija 1 sui tre anni dalla strage di Odessa. Un documento che fa luce su una delle vicende più oscure della recente storia europea.

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Cacciabombardieri Usa F-35 schierati in Estonia e Bulgaria

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di Manlio Dinucci

Per la prima volta in «addestramento» oltremare, a pochi minuti dalla Russia. La U.S. Air Force: «Per rafforzare la sicurezza dei nostri alleati Nato e partner europei»

Due caccia F-35 statunitensi sono arrivati il 25 aprile nella base aerea di Ämari, in Estonia, per il loro «primo spiegamento addestrativo in Europa», ossia per la loro prima esercitazione di guerra in Europa. Poco dopo, il 28 aprile, altri due caccia sono arrivati allo stesso scopo nella base aerea di Graf Ignatievo in Bulgaria. Essi fanno parte del gruppo di sei F-35A Lightning II trasferiti il 15 aprile dagli Stati uniti nella base inglese di Lakenheath.

È il primo «spiegamento addestrativo» di F-35 statunitensi oltremare, comunica la U.S. Air Force, sottolineando che esso «rafforza la sicurezza dei nostri alleati Nato e partner europei e dimostra il nostro impegno per la sicurezza regionale e globale». 

Il ministro estone della difesa Tsahkna ha dichiarato, alla cerimonia di benvenuto, che «ospitare un aereo talmente avanzato costituisce un riconoscimento dell’importante ruolo svolto da questa base». Ämari è infatti la principale base della missione Nato di «pattugliamento aereo» del Baltico, dove cacciabombardieri forniti a rotazione dai membri dell’Alleanza (Italia compresa) sono pronti al decollo ventiquattr’ore su ventiquattro per «reagire rapidamente alle violazioni dello spazio aereo». 

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In Lituania continuano le brutali persecuzioni contro antifascisti e pacifisti

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“Pravda”, organo del Partito Comunista della Federazione Russa | da kprf.ru

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Nella repubblica ex sovietica, membro dell'UE e di fatto “servitù militare” della NATO in funzione anti-russa, vengono perseguitati e processati gli attivisti dell'opposizione antifascista e pacifista. Mentre continua, agghiacciante, il silenzio del “democratico” Occidente.

Nella città costiera di Klaipėda, è iniziato, il 25 aprile, un processo contro un gruppo di antifascisti. Le autorità li hanno incriminati per alto tradimento come “gruppo anticostituzionale”. Queste persone tempo fa avevano invitato a battersi contro l'eliminazione della moneta nazionale e l'introduzione dell'euro, si erano pronunciati contro il dispiegamento nel paese dei militari della NATO, avevano pubblicato e distribuito materiali di carattere politico.

Uno degli imputati, il giornalista antifascista G. Grabauskas, dal 2014 vice presidente del Fronte Popolare Socialista della Lituania, ha condotto nel quadro della Costituzione della Repubblica Lituana un'intensa attività contro il fascismo e la guerra, è stato l'iniziatore delle azioni davanti al palazzo del Ministero degli Esteri della Lituania e alle ambasciate di Ucraina e USA, ha partecipato a incontri in diverse città del paese.

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Ecco da dove arrivano le fake news sul Venezuela

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deptstateda lantidiplomatico.it

Mision Verdad


Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti finanzia media e giornalisti stranieri in funzione dei suoi piani d'intervento

Organi di governo come il Dipartimento di Stato, il Dipartimento della Difesa, la USAID e la NED finanziano lo «sviluppo dei media» in oltre 70 paesi, specificamente organizzazioni non governative straniere (ONG), associazioni di giornalisti, mezzi d’informazione e spazi accademici di giornalismo. 

Le corporation e i governi vogliono che l’esercizio della propaganda sia coperto con l’estetica e linguaggi apparentemente neutrali con elementi di rapidità e reattività, così il ricevitore dell’informazione può giudicare come ragionevole la viralizzazione del messaggio senza valutare l’interesse o l’intenzione che c’è dietro i dati forniti, lasciando come unico fattore di mediazione tra la ‘verità’ e il suo consumo le proprie emozioni e i sentimenti. 

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Elezioni in Francia

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French election macron lepen.0di Ângelo Alves
da Avante.pt

Traduzione di Marx21.it

La nostra rassegna sulle elezioni francesi prosegue con il commento di Ângelo Alves, della Commissione Politica del Partito Comunista Portoghese

Il popolo francese ha votato al primo turno delle elezioni presidenziali. Emmanuel Macron, il candidato che viene presentato come “di centro”, ma ex governante del Partito Socialista, ex banchiere, difensore delle politiche neoliberiste e dell'Unione Europea, appoggiato da François Hollande, è stato il più votato, con il 23,75% dei voti. Marine Le Pen, del “Front National” di estrema destra ha ottenuto il 21,53%, un risultato al di sotto di quello “previsto” nei sondaggi. Entrambi passano al secondo turno, che si svolgerà il 7 maggio. Jean Luc Melénchon, il candidato della piattaforma “Francia insubordinata”, a cui si è associato il PCF, ha registrato un grande progresso rispetto al 2012, ottenendo il 19,64% (11,1% nel 2012) e 7 milioni di voti (più di 3 milioni che nel 2012).

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Breve storia della NATO dal 1991 ad oggi (Parte 6)

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iraq soldati murodi Manlio Dinucci

Parte 1 / Parte 2 / Parte 3 / Parte 4 / Parte 5

LA GUERRA USA/NATO IN IRAQ

Il piano statunitense di attaccare e occupare l’Iraq appare evidente quando, dopo l’occupazione dell’Afghanistan nel novembre 2001, il presidente Bush mette l'Iraq, nel 2002, al primo posto tra i paesi facenti parte dell’«asse del male».

Dopo la prima guerra del Golfo nel 1991, l’Iraq è stato sottoposto ad un ferreo embargo che ha provocato in dieci anni circa un milione di morti, di cui circa mezzo milione tra i bambini. Una strage provocata, oltre che dalla denutrizione cronica e la mancanza di medicinali, dalla carenza di acqua potabile e dalle conseguenti malattie infettive e parassitarie. Gli Stati Uniti – dimostrano documenti venuti alla luce successivamente – hanno attuato un preciso piano: prima bombardare gli impianti di depurazione e gli acquedotti per provocare una crisi idrica, quindi impedire con l’embargo che l’Iraq possa importare i sistemi di depurazione. Le conseguenze sanitarie erano chiaramente previste sin dall’inizio e programmate in modo da accelerare il collasso dell’Iraq. Altre vittime vengono provocate, negli anni successivi alla prima guerra, dai proiettili a uranio impoverito, massicciamente usati dalle forze statunitensi e alleate sia nei bombardamenti aerei che in quelli terrestri.

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A chi può rivolgersi la classe operaia dopo il primo turno delle elezioni presidenziali francesi?

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Macron Fillon Le Pendi Massimiliano Arif Ay

da sinistra.ch

La nostra rassegna sulle elezioni presidenziali francesi continua con un contributo di Massimiliano Arif Ay, Segretario politico del Partito Comunista della Svizzera Italiana

Il Partito Socialista Francese ha subito la sorte del PASOK greco ed è uscito di scena, colpevole del suo ripiegamento guerrafondaio e neoliberista sotto il pessimo François Hollande: questo è un dato politico centrale. Il sorpasso di Jean-Luc Mélenchon (sostenuto dai comunisti, dai giovani e che ha saputo conquistare la fiducia della vecchia “banlieu rouge” parigina) che ha condotto giustamente una campagna abbastanza profilata contro l’UE e la NATO è un altro elemento estremamente rilevante. Se il PS avesse sostenuto la sinistra, oggi Mélenchon sarebbe sicuramente al secondo turno, ma come sempre nei momenti di crisi la socialdemocrazia sbaglia e consegna il paese al grande capitale atlantico. Ora al ballottaggio ci sarà un neo-liberista, bellicista e ultra-europeista come Emmanuel Macron e una cosiddetta nazionalista come Marine Le Pen.

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Le involuzioni degli economisti del lavoro

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lavoratori legodi Amedeo di Maio e Ugo Marani
da repubblica.it

Come in tutte le saghe che si rispettino, è difficile precisare quando divampò l’inizio della fine, ovvero quando gli studiosi sociali del mercato del lavoro cominciarono a far danno alla comprensione dei processi macroeconomici.

L’inizio non era stato malvagio: la trattazione manualistica della determinazione del reddito e dell’occupazione risultava monca di una teoria dei prezzi. Il mercato del lavoro consentiva di sopperire a questa carenza: poiché l’andamento della disoccupazione influenzava, verosimilmente, quello dei salari e questi ultimi, in mercati oligopolistici, la fissazione del prezzo da parte delle imprese; era dunque possibile “chiudere” il modello reddito-spesa. Eravamo all’universalizzazione della Curva di Phillips, uno strumento interpretativo semplice, ma efficace. 

Ancora: poiché in un’economia capitalistica, labili e mutevoli appaiono i confini tra occupati, disoccupati e inattivi, era necessario approfondire i metodi di stima e le cause di passaggio tra le diverse segmentazioni, in primis tra inattività e segmentazione. La teoria del “lavoratore scoraggiato”, in Italia ripresa da Salvatore Vinci e Giorgio La Malfa, è una buona declinazione di questo filone di indagine. Non che non ci fossero esagerazioni: la stima della Curva di Phillips beneficiava delle nuove tecniche econometriche che consentivano, tramite raffinatezze semi-logaritmiche, doppio-logaritmiche e “stiramenti della funzione”, di arrivare sempre al risultato prefisso.

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Il secondo turno delle elezioni presidenziali francesi

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macronlepenIntervista a Robert Charvin

a cura di Alex Anfruns

da investigaction.net

Traduzione di Marx21.it

Continuiamo la nostra rassegna di riflessioni sulle elezioni presidenziali francesi, con questa intervista al professor Robert Charvin

Dopo un interminabile circo politico-mediatico, quattro candidati hanno ottenuto risultati molto simili, ma la legge ne conserva solo due per la “finale”. Questa “battaglia delle teste” è in parte artificiale: vengono presi in considerazione elementi che non hanno nulla a che vedere con i giochi sociali, economici e politici. Le elezioni presidenziali del 2017 più ancora delle precedenti sono una caricatura spettacolare della monarchia presidenziale di una V Repubblica nata da un colpo di Stato e la cui natura democratica è molto limitata.

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Italia. Dal 1992 i redditi delle famiglie sono crollati del 20%

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poverta mercatodi Stefano Porcari
da contropiano.org

Era il 1992 quando il liberista Andreatta (ministro democristiano) affermò che per far fronte al debito pubblico occorreva "ridurre di almeno cinque milioni di lire il reddito delle famiglie italiane". Le terapie d'urto dei governi di Maastricht (Amato, Ciampi, Prodi) si assunsero l'onere dell'avveramento della "profezia" di Andreatta. Il piano inclinato dei redditi delle famiglie italiane è cominciato proprio allora e non si è più risollevato. L'Italia si è aggiudicata il primato negativo per "impoverimento" dei redditi delle famiglie nel confronto con i maggiori Paesi europei. La classe media italiana e la fascia a basso reddito, sono state le più colpite con un taglio del 20% nel primo caso e del 23% nel secondo, nell'arco di quasi 20 anni, dal 1991 al 2010. A confermarlo è uno studio realizzato da Pew Reserarch Center.

A conferma che le conseguenze del Trattato di Maastricht sono state una vera e propria maledizione per il nostro paese, il rapporto segnala che nessun altro paese europeo ha registrato un crollo così pesante, neanche la Spagna che non va oltre un esiguo -5%. In Spagna dal 1991 al 2010 il reddito medio familiare è rimasto stabile su 31.885 dollari (poco più di 29.000 euro), mentre in Italia si sia assistito a un crollo del 20% passando (da 37.000 euro del 1991, circa 71 milioni di vecchie lire, ai poco più di 29.000 euro del 2010).

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Vladimiro Giacché: “Perché ho cambiato idea sulla moneta unica”

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euro bandiera monetaunicaIntervista a cura di Alessandro Giorgiutti,
Libero, 23 aprile 2017

«Le due mosse della Germania per prendersi le nostre banche»

L’economista: «Berlino prima ha salvato i suoi istituti, poi ha vietato agli altri Stati di fare altrettanto. L’euro può cadere sul tasso di interesse»

Chiunque decida di approfondire le tesi euro-critiche si imbatterà prima o poi nel suo Anschluss. L’annessione. L’unificazione della Germania e il futuro dell’Europa (Imprimatur). In quel testo Vladimiro Giacché, presidente del Cer (Centro Europa Ricerche), racconta le ricadute economiche e sociali dell’unione monetaria tedesca del 1990, col marco orientale rivalutatosi del 350% in una notte. In un primo tempo i tedeschi dell’Est si sentirono più ricchi (il loro potere d’acquisto era aumentato). Poi però si accorsero che i prodotti delle loro fabbriche non avevano più mercato e in breve tempo molti persero il lavoro. La loro economia, che pure era la più avanzata tra quelle del blocco comunista, collassò.

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“Se non fosse stato per la Russia ci avrebbero massacrato”

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da PandoraTV, traduzione Monica Ricatti

Intervista a Jano Battah, vescovo cattolico a Damasco

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Il 25 Aprile a Milano

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milano 25apriledi Comitato contro la guerra Milano

Riceviamo dal Comitato contro la guerra Milano

Partiti dalla “base” per la manifestazione del 25 aprile, con lo spezzone della Brigata Immortale, siamo giunti alle 13.15 circa in Palestro. Lì abbiamo posto gli striscioni a terra per indicare lo spazio della Brigata. Alle nostre spalle, in cima a un camion, campeggiava la scritta “NO ONE IS ILLEGAL”, questa è la “parola d’ordine” (oggi si dice “claim”) sulla quale sarà bene riflettere, per poi aprire una discussione con “realtà” come “Cantiere” o “Partigiani in ogni quartiere” che l’hanno fatta propria.

Alle 16 circa il corteo si incammina, una ventina di “sentinelli” passano sulla nostra sinistra scortati dalla Digos, diretti verso la testa del corteo, lì troveranno spazio tra coloro che sono più politicamente vicini, come i “patrioti europei”, tra i quali pare ci fosse qualcuno incoraggiato magari con una mancia…

All’interno della manifestazione ci sono pezzi di partiti organizzati con un kit o con magliette come quella che, in modo un po’ ruffiano ed offensivo, riporta la scritta “Bella ciao”.

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Italia «a testa alta» nelle spese per la guerra

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stoltenberg gentilonidi Manlio Dinucci
il manifesto

«L'Italia partecipa a testa alta all'Alleanza Atlantica, nella quale è il quinto maggiore contributore, e conferma l'obiettivo di raggiungere il 2 per cento del Pil nelle spese militari»: lo ha dichiarato il presidente del consiglio Gentiloni, ricevendo il 27 aprile a Roma il segretario generale della Nato Stoltenberg. Ha così ripetuto quanto già detto al presidente Usa Trump, ossia di essere «fiero del contributo finanziario dell’Italia alla sicurezza dell’Alleanza», garantendo che, «nonostante certi limiti di bilancio, l’Italia rispetterà l’impegno assunto».

I dati sulla spesa militare mondiale, appena pubblicati dal Sipri, confermano che Gentiloni ha ragione ad andare fiero e a testa alta: la spesa militare dell’Italia, all’11° posto mondiale, è salita a 27,9 miliardi di dollari nel 2016. Calcolata in euro, corrisponde a una spesa media giornaliera di circa 70 milioni (cui si aggiungono altre voci, tra cui le missioni militari all’estero, extra budget della Difesa).

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Anche quest’anno arriva il Primo Maggio

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1maggio 2016 wftydi Stefano Barbieri per Marx21.it

Anche quest’anno arriva il Primo Maggio, la Festa del Lavoro. E l’Italia, recita la Costituzione, è una Repubblica fondata sul lavoro.

Bisogna parlare del lavoro, tutti parlano, a volte a sproposito, del lavoro. L’abbiamo fatto anche noi, l’ho fatto anch’io, molte volte dalle pagine di questi sito. Forse troppe volte, forse sbagliando, sempre sperando che chi legge facesse propria la centralità della “questione del lavoro”, della contraddizione tra capitale  e lavoro, dell’idea del “lavoro” come strumento della trasformazione della società.

Già, il lavoro…

E allora parliamo del lavoro dei giovani, quello che manca, che quando c’è è sottopagato, spesso sfruttato, regolarizzato dai voucher (quando c’erano, ma tranquilli, arriveranno forme simili), precarizzato a giorni quando non ad ore.

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Ordine di abbattere. Le minacce USA in Asia-Pacifico (e altrove)

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trump pistoladi Luis Carapinha | da “Avante!”, Settimanale del Partito Comunista Portoghese

Traduzione di Marx21.it

“Solo Russia e Cina possono far fronte al ricatto e  alle minacce. La cooperazione militare tra i due vicini è vitale anche per il mantenimento dell'equilibrio strategico”.

Tillerson e Pence hanno viaggiato per l'Asia Orientale lanciando l'avvertimento: “l'era della pazienza strategica degli Stati Uniti è finita”. La sconcertante sentenza è una minaccia diretta alla Corea del Nord, sostenuta dallo spiegamento nella zona di un'importante flotta da guerra e dalla realizzazione di manovre militari con la Corea del Sud.

Tuttavia, come è noto, il vero grattacapo per il potere di Washington è rappresentato da Pechino. L'intera operazione della scalata incendiaria e della frenetica dimostrazione globale di forza degli ultimi giorni ha, in sostanza, la Cina come destinatario. Trump ha voluto attaccare la Siria alla presenza di Xi Jinping – con un altro crimine di terrorismo di Stato e la sfrontata violazione del diritto internazionale, che ha causato la gioia degli araldi dell'ideologia dominante.

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Comunicato congiunto degli inviati speciali dei BRICS in Medio Oriente

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brics bandiereVisakhapatnam, 12 aprile 2017

da mid.ru

Traduzione di Lorenzo Battisti per Marx21.it

Riteniamo importante pubblicare questo comunicato congiunto diffuso da rappresentanti dei cinque paesi dei BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) sulla situazione del Medio Oriente (praticamente ignorato dal sistema mediatico occidentale). Per diversi motivi. Innanzitutto è una presa di posizione collettiva dei BRICS sul Medio Oriente, nel momento in cui  esso si trova sotto attacco politico, militare e mediatico da parte degli Stati Uniti, della Francia e degli altri paesi imperialisti. Un approccio teso a preparare il terreno a future disastrose imprese militari. Proprio per questo è importante il riferimento che si fa all'ONU come unico mezzo per intervenire nella regione. Lo stesso si afferma per quanto riguarda la lotta al terrorismo, di cui sono  vittime gli stessi paesi che compongono il coordinamento. Rispetto alla Siria, si sostiene l'unità territoriale del paese, in contrasto con i piani (ormai di lunga durata) degli Stati Uniti miranti a frammentare gli stati della regione su basi etniche o religiose.

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I Caschi Bianchi: l'ufficio stampa e propaganda di Al-Qaeda in Siria

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cascosblandos 0di Misión Verdad

Traduzione di Marx21.it

Rispondiamo a Roberto Saviano e a chi gli offre lo spazio per parlare a milioni di persone del nostro paese, facendo circolare questa testimonianza sul vero ruolo dei cosiddetti "Caschi Bianchi" (Marx21.it)

Al-Qaeda vince il suo primo Oscar 

L'evento più importante dell'industria culturale “gringa” (l'Oscar) ha premiato la storia dei Caschi Bianchi siriani (The White Helmets) come migliore cortometraggio.

Il cortometraggio premiato a Hollywood è stato prodotto da Netflix e realizzato dal regista Orlando Von Ensiedel. L'audiovisivo è stato utilizzato per promuovere la nomina dei Caschi Siriani al Premio Nobel della Pace, l'anno scorso.

L'ONG dei presunti soccorritori nelle zone del conflitto siriano è stata fondata nel 2013 in Turchia da James Le Mesurier, ex alto ufficiale britannico e alto rappresentante dell'ONU durante le guerre di Bosnia e Kosovo. Le Mesurier aveva fatto parte anche delle agenzie di contractors militari Olive Security e Good Harbour International. La prima è collegata a Blackwater (ora Academy), famosa per i suoi massacri della popolazione civile in Iraq. La seconda è stata diretta da Richard Clark, ex consigliere per la sicurezza di George W. Bush.

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Il blocco centrista emerge dalle elezioni francesi

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francia elezioni2017 cartellonidi Lorenzo Battisti per Marx21.it

Queste elezioni presidenziali rimarranno nella memoria degli elettori francesi a lungo. Il paesaggio politico, definito dal 1970 in poi, è stato stravolto e i nuovi equilibri restano ancora nell'ombra. Quello che è certo è che il padronato francese è il vero vincitore politico e sociale.

Cinque anni di presidenza socialista

Il 2012, anno delle ultime elezioni nazionali, sembra appartenere ad un'altra epoca storica[1]. Quelle elezioni erano state vissute da molti come una liberazione da un presidente, Sarkozy, che era il più impopolare e filo americano di tutta la storia della Francia. Il risultato di Hollande e della sinistra francese, che andava al governo per la seconda volta durante la Quinta Repubblica dopo l'esperienza di Mitterand, era il risultato di cinque anni di mobilitazioni che erano culminate con il lungo ciclo di scioperi contro la riforma pensionistica che faceva aumentare l'età pensionabile dai 60 ai 63 anni (e duramente repressa dal governo).

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