Aleksej Mozgovoj

Aleksej Mozgovoj

da kprf.ru

Il leggendario comandante dei combattenti antifascisti del Donbass, Aleksej Mozgovoj, è stato vigliaccamente ucciso in un attentato. Per ricordare la figura di Mozgovoj, il sito del Partito Comunista della Federazione Russa ha ospitato un articolo, in cui vengono illustrate le…

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Repubblica e Canton Ticino: la lista comunista raddoppia!

Repubblica e Canton Ticino: la lista comunista raddoppia!

da partitocomunista.ch

Riceviamo dai compagni del Partito Comunista, e volentieri pubblichiamo, complimentandoci per il successo ottenuto nelle elezioni recentemente svoltesi nella Repubblica e Cantone Ticino, nella Svizzera Italiana

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Elezioni e Ideologia. Il voto in Francia e Spagna

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elezioni francia 2 1di Ângelo Alves* | da www.avante.pt

Traduzione di Marx21.it

“Ciò che le elezioni in Francia e Andalusia confermano è che la situazione sociale è talmente dura, lo scontro tra le classi è talmente forte, che, cosciente del progressivo rigetto popolare di una politica con due volti, il sistema tenta di trovare le più diverse forme perché non si affermino reali alternative. Sia attraverso l'apertura del terreno all'estrema destra sia attraverso la promozione di forze che, presentate come “nuove” e di “unità”, finiscono per affermarsi come spazi di ristrutturazione della socialdemocrazia. La risposta può essere una sola: affermare chiaramente la necessità delle rotture, denunciare le manovre diversive che si stanno moltiplicando, intensificare la lotta ideologica e costruire l'unità in seno al popolo”.

Il secondo turno delle elezioni regionali in Francia ha chiuso due fine settimana elettorali in due importanti paesi d'Europa: in Spagna, con le elezioni in Andalusia, e in Francia. Il ciclo elettorale, iniziato in Grecia e che si estenderà per tutto quest'anno e il prossimo, ha un'importanza significativa perché permetterà di individuare quali sono le manifestazioni della crisi dell'Unione Europea e dei sistemi della rappresentatività borghesi e fornirà segnali sulle tendenze di fondo che ormai caratterizzano la situazione politica in Europa, in particolare sulla profonda crisi della socialdemocrazia e sulla crescita del populismo e dell'estrema destra.

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Per un 25 aprile antifascista e antimperialista: in corteo con tante bandiere palestinesi

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palestina bandiera uomodi Maurizio Musolino

In questi giorni sono usciti sui principali quotidiani romani, con uno straordinario tempismo, articoli dove stravolgendo la realtà si annuncia la decisione della Comunità ebraica di Roma di non partecipare alle cerimonie per i settanta anni della Liberazione. E’ bene premettere che l’assenza degli ebrei romani è una assenza pesante che non può lasciare indifferenti. Infatti, il ruolo di tanti cittadini italiani di religione ebraica è stato centrale nella lotta di Liberazione e tanti di loro hanno ricoperto ruoli di primissimo piano all’interno della lotta partigiana. Tanti sono stati, inoltre, gli ebrei deportati - insieme agli oppositori antifascisti, ai rom e agli omosessuali – , in quella sciagurata stagione di barbarie. Infine proprio nella nostra città il rastrellamento del “ghetto ebraico” è stato senza alcun dubbio una delle pagine più nere dell’occupazione nazifascista.

Un elenco lunghissimo, quindi, che dovrebbe farci riflettere tutti, soprattutto davanti al rinascere di nuovi razzismi (basta vedere quello che accade verso i rom e le cittadine e i cittadini stranieri che cercano vita e dignità nei nostri paesi fuggendo da guerre e povertà spesso esportati proprio dai nostri sistemi economico-politici) e di fronte a forme di fascismo sempre pericolose e presenti.

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Come si è arrivati all'accordo sul nucleare iraniano

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Alla vigilia della firma, le riflessioni di Demostenes Floros, a confronto con altri analisti a TGcom24

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Coordinamento Nazionale per la pace in Siria. Lettera aperta al ministro degli esteri Gentiloni

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gentiloni 500da www.siriapax.org

La politica non è fare postume considerazioni sulle decisioni prese e manifestare tardivi e inutili pentimenti (come in Libia), la politica è essere lungimiranti e fare il bene comune.

Il Coordinamento Nazionale per la pace in Siria ha indirizzato al nostro Ministro degli Esteri questa lettera aperta.

Egregio signor ministro degli Esteri Gentiloni,
come Lei sa, è stato avviato il progetto turco-statunitense di addestrare 5.000 ‘ribelli moderati’ anti-ISIS. 15.000 combattenti nell’arco di tre anni saranno addestrati  dalle forze speciali statunitensi presso i campi di addestramento situati in Turchia (Kirsehir), Arabia Saudita e Giordania.

I primi 2.000 saranno principalmente scelti tra elementi turcmeni notoriamente ostili ad Assad. Le parole di Abdurrahman Mustafa (capo dell’Assemblea turkmena) alla televisione statale turca Trt chiariscono che la posizione di Ankara sposa perfettamente il punto di vista dei turcmeni: ”Aleppo è e rimarrà una città turca “

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Il Brasile a un incrocio

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dilma-rousseff-brasiledi Luis Carapinha | da www.avante.pt

Traduzione di Marx21.it

Lo sbarramento della disinformazione attorno al Brasile ha raggiunto il culmine in questi giorni. Pochi mesi dopo la rielezione di Dilma Rousseff, la grande borghesia brasiliana intensifica la campagna frenetica contro la presidente legittima e le forze della sinistra conseguente. Manovrando demagogicamente sul fenomeno della corruzione, la destra sconfitta nelle urne, invoca ora il “terzo turno”, avanzando apertamente la richiesta di “impeachment” di Dilma. Le marce reazionarie di domenica 15 marzo in diverse città del Brasile, smascherando l'odio viscerale e i piani antidemocratici delle classi privilegiate, sono arrivate al punto di invocare il ritorno alla dittatura e persino l'intervento militare straniero.

Affermare che il colosso sudamericano si trova letteralmente preso di mira  che si è passati a una nuova fase della controffensiva condotta dall'imperialismo nordamericano in tutta l'America Latina rappresenta una verità che non ignora affatto le radici interne del confronto esacerbato che emerge in Brasile.

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Sospendere la legge che assegna medaglie a chi non le merita

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anpi bandieraAvviare un'indagine a quelle assegnate al fascista Mori e ad altri 300

Sospendere l'applicazione della legge 92/2004 (quella che ha istituito la Giornata del ricordo) e naturalmente revocare la medaglia concessa all'ufficiale fascista Paride Mori. E' quanto chiede la segreteria nazionale dell'Anpi in un documento approvato oggi 2 aprile.

Il documento della Segreteria nazionale dell'Anpi

La Segreteria Nazionale dell’ANPI, richiamandosi alle recenti dichiarazioni del presidente nazionale, Carlo Smuraglia (Newsletter ANPI n. 155 e 156), ritiene che rispetto al caso della medaglia al repubblichino Paride Mori – oltre che delle altre 300, a quanto si legge sulla stampa, concesse nel corso degli ultimi anni – ci si trovi di fronte ad una applicazione della legge 92/2004 in netto contrasto con valori, princìpi e norme della Costituzione. 

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Il trionfo di Marx. La banca asiatica come compimento del mercato mondiale

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cina bandiera connessionidi Pasquale Cicalese per Marx21.it

“Quanto più la produzione si basa sul valore di scambio, e quindi sullo scambio,, tanto più importante diventano per essa le condizioni fisiche dello scambio - i mezzi di trasporto e di comunicazione. Il capitale, per sua natura, tende a superare ogni ostacolo spaziale. La creazione delle condizioni fisiche dello scambio - ossia dei mezzi di trasporto e di comunicazione - diventa dunque per esso una necessità, ma in tutt’altra misura diventa l’annullamento dello spazio per mezzo del tempo. Se il prodotto immediato può essere valorizzato in massa su mercati distanti solo nella misura in cui diminuiscono i costi di trasporto, se d’altra parte mezzi di comunicazione e trasporto a loro volta non possono avere altra funzione che quella di essere sfere della valorizzazione, del lavoro gestito dal capitale; se insomma esiste un commercio di massa - attraverso cui viene reintegrato più del lavoro necessario - la produzione dei mezzi di comunicazione e di trasporto a buon mercato è una delle condizioni della produzione basata sul capitale, ed è per questo motivo che il capitale la promuove”. Karl Marx, Lineamenti fondamentali della critica dell’economia politica Vol. II, pag. 160, La Nuova Italia 1997.

Chu Enlai era un maestro della diplomazia, ma sembra che abbia cresciuto buoni allievi. L’ultimo è Wang Yi, attuale ministro degli esteri, a capo della diplomazia cinese. Si parla di colloqui segreti con il Vaticano, di probabile adesione dell’Iran, una volta risolto il problema nucleare, alla Sco, ma il vero tocco da maestro è l’adesione della Gran Bretagna alla nascente Banca Asiatica per le Infrastrutture (AIIB).

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Appello delle donne venezuelane alle donne del mondo

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venezuela speranzada donneinrosso.wordpress.com
traduzione a cura di Ada Donno

“Di fronte all’attacco dell’imperialismo statunitense chiediamo alla FDIM e alle organizzazioni affiliate e amiche di stare al nostro fianco con il loro sostegno e la solidarietà, per la piena emancipazione delle donne e degli uomini in un mondo più giusto”. Caracas, marzo 2015

Noi del Movimento di donne “Clara Zetkin” del Venezuela, organizzazione affiliata alla Federazione Democratica Internazionale delle Donne (FDIM); ai cui principi di uguaglianza, giustizia sociale ed economica, solidarietà e pace siamo fedeli, rivolgiamo un appello di fronte all’attacco dell’imperialismo statunitense, contenuto nel cosiddetto Executive Order firmato dal presidente Barack Obama e sollecitato dai gruppi di potere economico di Stati Uniti e Venezuela, in cui si dichiara che il Venezuela è una “minaccia inusuale e straordinaria alla sicurezza e politica estera degli Stati Uniti”,cosa che costituisce un atto di provocazione e interferenza che viola la sovranità e la pace della Repubblica Bolivariana del Venezuela e di tutta l’America Latina e dei Caraibi.

Denunciamo che azioni come questa sono volte, in generale, a destabilizzare il progresso dei popoli in America Latina e nei Caraibi, e in particolare il processo di cambiamento in Venezuela, per ristabilire l’egemonia degli Stati Uniti e il suo controllo geostrategico nell’area.

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Appello del Partito Comunista d’Ucraina ai leader dei partiti comunisti e operai e ai parlamentari europei

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simonenko-petr-nikolaevich 500da kpu.ua | Traduzione dal russo di Flavio Pettinari per Marx21.it

Il Partito Comunista d’Ucraina informa che oggi, 1 aprile, il Servizio di Sicurezza d’Ucraina (SBU), sulla base di accuse false e fabbricate ad arte ha avviato un procedimento contro il capo dei comunisti ucraini Petro Simonenko.

Attraverso i mass media, il capo dell’SBU Valentin Nalivajchenko ha riferito del presunto coinvolgimento dei membri del PCU in atti terroristici. Egli ha anche riferito che Petro Simonenko avrebbe ottenuto illegalmente la cittadinanza russa, che sarebbe entrato nella direzione del Partito Comunista della Federazione Russa e che attualmente si nasconderebbe in Russia.

Il Partito Comunista d’Ucraina comunica: tali affermazioni sono insinuazioni volte a decapitare il movimento di sinistra in Ucraina, distruggerne l’organizzazione e trasformare la reale opposizione al regime della giunta in una “opposizione tascabile“.

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Saluto al plenum di marzo 2015 del Comitato Centrale del Partito Comunista della Federazione Russa dai comunisti dell’organizzazione cittadina di Lugansk

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LugKPda kprf.ru | Traduzione dal russo di Flavio Pettinari per Marx21.it

Stimato Gennadij Andreevich!
Compagni membri del CC e della Commissione centrale di controllo e revisione del PCFR!
Compagni comunisti russi!

A nome dei comunisti dell’organizzazione cittadina di partito di Lugansk 

vi inviamo un sincero e caloroso saluto in occasione dell’assemblea del vostro partito, dal tema per tutti noi attuale “Il patrimonio rivoluzionario del Grande Ottobre e i compiti del PCFR”, che riassume e pone nuovi traguardi e obiettivi nella nostra lotta internazionale per il trionfo della giustizia, della democrazia popolare, del socialismo e del comunismo.

Stimato Gennadij Andreevich, esprimiamo il nostro sincero apprezzamento per la vostra posizione di principio e attiva a proposito della soluzione della crisi nell’est dell’Ucraina, per la difesa degli abitanti del Donbass dall’aggressione ucraina. Sentiamo in voi non solo il politico, ma la persona che condivide la stessa ansia e lo stesso dolore, la stessa disgrazia e infelicità che hanno colpito il popolo fratello.

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Fallo di confusione

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arbitro-cartellino-rossodi Lamberto Lombardi
da www.comunistibrescia.org

Pubblichiamo come contributo alla discussione sulle prospettive della sinistra in Italia

Sarkozy risorge ed il centro-destra vince le elezioni regionali in Francia. Detto così è quasi una non notizia, perché non esisteva ragione al mondo, tra quelle di natura politica, per cui le potesse vincere il partito socialista.

La notizia semmai è un risvolto italiano della vicenda: Berlusconi conta su questa vittoria, vuole risorgere anche lui. Ed il silenzio subito gli è calato d'attorno perché chi glielo dice, adesso, che un Sarkozy in Italia c'è già, e si chiama Renzi? Casomai Silvio dovrebbe provare a fare come la Le Pen, magari con l'aiuto di Salvini, lì il campo è abbastanza libero.

Queste due informative, piatte piatte, ci aprono però ad una serie di considerazioni che, per quanto scontate anch'esse, qualcuno dovrà pur fare prima o poi. Ci proviamo.

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Siete pronti per la guerra termonucleare globale?

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Patriot usadi Spartaco A. Puttini
“Gramsci oggi” marzo 2015

Dalla dissoluzione dell’Unione Sovietica ad oggi, gli Stati Uniti non hanno più trovato un argine che potesse contenere le loro mire, volte ad imporre al mondo un “nuovo ordine” unipolare, ad instaurare quello che definiscono il loro “dominio a pieno spettro”.

Questa situazione è durata fino a che la Russia è tornata a far sentire la propria voce nel contesto internazionale grazie al nuovo corso instaurato dal presidente Vladimir Putin, corso che mira a favorire l’emergere di un equilibrio multipolare nelle relazioni internazionali che sia rispettoso della sovranità dei diversi paesi. La Russia, con le sue iniziative, è dunque tornata ad essere un antagonista strategico degli Stati Uniti. Questo semplice dato di fatto spiega in gran parte il motivo dell’accanimento mediatico contro il leader russo.

Gli Stati Uniti coltivano già da qualche anno l’ipotesi di minacciare una guerra termonucleare globale per piegare i loro avversari diretti: Russia e Cina. Basterebbe forse solo questo a dimostrare il pericolo rappresentato dalla politica statunitense per la pace nel mondo e per la stessa sopravvivenza della razza umana. Guidando la corsa agli armamenti (anche in campo strategico), inseguendo il sogno delle guerre stellari e della militarizzazione dello spazio e dislocando elementi ABM in Europa, gli Usa puntano a costruirsi uno scudo dietro al quale ripararsi per svuotare di significato la capacità di deterrenza atomica russa e cinese.

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I paladini dell’antiterrorismo

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Renzi-Tunisiadi Manlio Dinucci | da il manifesto, 31 marzo 2015

A Tunisi, come a Parigi in gennaio, una manifestazione di popolo che, dicendo «basta odio e morte», rifiuta non solo il terrorismo ma la guerra di cui esso è il sottoprodotto. Al corteo di Tunisi, come a quello di Parigi, hanno partecipato però alcuni dei principali responsabili delle politiche di guerra che alimentano la spirale di odio e morte.

In prima fila Hollande, presidente di quella Francia che ha fino all’ultimo sostenuto la dittatura di Ben Ali, garante degli interessi neocoloniali francesi in Tunisia, che sotto la presidenza di Sarkozy (oggi tornato in auge) ha contribuito con la guerra di Libia alla diffusione del terrorismo. Non a caso gli autori dell’attacco al museo del Bardo sono stati addestrati in Libia.

E, accanto a Hollande, c’era a Tunisi il premier Renzi, in rappresentanza di quell’Italia che ha contribuito a incendiare il Nordafrica e Medioriente partecipando alla demolizione dello Stato libico. Operazione per la quale gruppi islamici, prima classificati come terroristi, sono stati armati e addestrati da Usa e Nato, che oggi esprimono a Tunisi il loro appoggio nella lotta al terrorismo.

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Referendum contro il JobsAct: una parola d’ordine unitaria

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roma 240315 nojobsact 01di Francesco Valerio della CroceComitato centrale PCdI

Un referendum per abrogare il JobsAct. Lo ha messo in conto, tra gli strumenti per bloccare la sciagurata controriforma del lavoro varata dal governo Renzi, Maurizio Landini parlando dal palco della grande manifestazione della Fiom-Cgil di sabato scorso. Il PCdI ne ha parlato a Roma martedì 24 marzo scorso, in una conferenza nazionale dal titolo “Contro il JobsAct” e con alcune righe di contorno eloquenti sul progetto politico che i comunisti intendono mettere in campo: estendere le lotte sui territori, unire la sinistra, sostenere il referendum. Grande è stata la partecipazione, approfondito e franco il dibattito.

L’apertura affidata alla relazione di Piergiovanni Alleva, giurista della Fiom-Cgil e consigliere regionale emiliano per l’Altra Emilia Romagna, ha posto a sistema la discussione sulla riforma del lavoro: se, da un lato, Alleva ha messo l’accento sulla precarizzazione a tempo indeterminato attraverso la liberalizzazione dei licenziamenti e l’eliminazione persino della possibilità del reintegro da parte del giudice per i licenziamenti per motivo oggettivo, il giuslavorista ha anche evidenziato un tratto della riforma che rischia di passare sotto silenzio e che invece rappresenta una delle sue sfumature più nere e pericolose:

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Il Partito Comunista Portoghese e altri partiti del GUE a confronto su Euro e Unione Economica e Monetaria

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pcp unionemonetaria20marzoda www.avante.pt | Traduzione di Marx21.it

Il PCP e il GUE/NGL hanno promosso, il 20 marzo, a Lisbona, un seminario sul tema “Euro e Unione Economica e Monetaria. Vincoli e rotture”

Nella riunione, presieduta da Armindo Miranda, membro della Commissione Politica del PCP, sono intervenuti i deputati al Parlamento Europeo, João Ferreira, Inês Zuber e Miguel Viegas.

In qualità di invitati, hanno preso la parola Stavros Evagorou di AKEL (Cipro), Paloma Lopez Bermejo di Sinistra Unita – Sinistra Plurale (Spagna) e David Cullinane del Sinn Fein (Irlanda) che hanno descritto la realtà nei rispettivi paesi.

In chiusura, Ângelo Alves, membro della Commissione Politica del CC del PCP, ha rilevato, come idea fondamentale che ha attraversato il seminario, il fatto che l'euro e l'Unione Economica e Monetaria si sono rivelati “non un fattore di equilibrio, di coesione, di convergenza economica, di progresso sociale, di stabilità, ma al contrario di dominio economico, creato per rispondere agli interessi del grande capitale transnazionale europeo e del direttorio delle potenze comandato dalla Germania, strumento di concertazione e rivalità inter-imperialista, creatore di squilibri, ingiustizie, disuguaglianze e di crescente instabilità ai più svariati livelli”.

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Petro Simonenko: "In Ucraina è stata instaurata la dittatura terrorista della borghesia compradora”

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simonenko21da kprf.ru | Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Nota di Aleksey Braghin, Ufficio stampa PCFR

Petro Simonenko è intervenuto il 28 marzo nel corso del Plenum del Comitato Centrale del Partito Comunista di Ucraina

Il leader dei comunisti ucraini ha espresso un duro giudizio del regime fascista, che si è installato in Ucraina: “E' una dittatura terrorista della borghesia compradora”. A suo parere, la guerra in Ucraina viene condotta nell'interesse degli oligarchi. Simonenko ritiene che non sia possibile ottenere la pace senza il cambiamento del regime politico e l'instaurazione del potere dei lavoratori.

Nelle attuali condizioni, il dirigente comunista ritiene che il partito debba sviluppare un approccio teorico adeguato alla nuova situazione, raccogliere le forze e prepararsi a nuove battaglie politiche. E aggiunge che la lotta dovrà essere condotta insieme al popolo russo.

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Gli USA e i Sauditi in soccorso di Daesh e Al Qaeda nello Yemen

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tow missilesdi Bahar Kimyongur
da www.michelcollon.info

Traduzione di Marx21.it

Nel mondo arabo e musulmano, niente di nuovo. Ci si batte tra arabi e musulmani la più grande gioia dei nemici americani e israeliani. Gli Stati Uniti e i Sauditi sono all'offensiva in tutti i paesi che resistono, soprattutto in Siria, in Iraq e nello Yemen.

In Siria, le forze saudite attaccano su due fronti: il Nord e il Sud.

A Nord, la città lealista e in maggioranza sunnita di Idlib è accerchiata dalle milizie legate a Al Qaeda. Queste milizie utilizzano armi americane, in particolare missili TOW per avere la meglio sulla resistenza dell'esercito siriano e delle forze popolari che difendono la loro città e le loro terre. Uno dei comandanti di Al Qaeda dell'operazione di Idleb è uno sceicco saudita chiamato Abdallah al Mouhaisni.

A Sud, c'è l'antica città di Bosra el Sham, nel cui cuore si erge un anfiteatro romano, che rischia di cadere nelle mani di una coalizione di gruppi jihadisti pilotata dal Fronte al Nusra, filiale di Al Qaeda in Siria.

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“Frau Merkel, con gli USA non andiamo da nessuna parte”

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Un attacco frontale al filo-atlantismo e alla politica di rigore della Merkel. Dalla leader dell’opposizione Sahra Wagenknecht una dura critica alle ingerenze USA in Europa. Dai rapporti con la Russia all’approvazione del TTIP, dal caso Grecia alla sudditanza alla Troika. Intervento integrale di Sahra Wagenknecht (Die Linke) al Bundestag il 19 marzo 2015. Sottotitoli in italiano.

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