Breve storia della NATO dal 1991 ad oggi (Parte 10)

Breve storia della NATO dal 1991 ad oggi (Parte 10)

di Manlio Dinucci

L’operazione condotta dalla Nato in Ucraina inizia quando nel 1991, dopo il Patto di Varsavia, si disgrega anche l’Unione Sovietica di cui essa faceva parte. Gli Stati Uniti e gli alleati europei si muovono subito per trarre il massimo vantaggio…

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Belt and Road e Zhuangzi

Belt and Road e Zhuangzi

di Alessandra Cappelletti

Il Belt and Road Forum che si è svolto a Pechino il 15 maggio scorso (alla presenza, assieme ad altri 27 capi di Stato, del premier italiano Gentiloni e del presidente russo Putin) è stato un'occasione per comunicare al mondo…

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Scioperi, il Garante vuole riscrivere la Costituzione

Scioperi, il Garante vuole riscrivere la Costituzione

di USB

Il cosiddetto garante degli scioperi, in linea con governo e molte forze politiche, ha affermato che “senza voler pregiudicare il diritto costituzionale di tutti i sindacati a poter proclamare lo sciopero ...

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Tsipras cede ancora ai diktat dell'UE. La lezione per i comunisti in Italia

Tsipras cede ancora ai diktat dell'UE. La lezione per i comunisti in Italia

di Fosco Giannini

Come mai la Grecia sembra quasi sparita dalla cronaca politica?  Va finalmente tutto bene? E il popolo greco è uscito fuori dalla tragedia sociale in cui è stato immerso dalle pietre al collo ...

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

A chi torna utile il conflitto con la Russia?

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polandnatodi Brian Cloughley | da rebelion.org

Traduzione di Marx21.it

L'articolo è stato scritto pochi giorni prima che venisse scatenato l'attacco militare USA contro la Siria.

Il 30 gennaio, il notiziario della catena televisiva statunitense NBC News informava che “in una pianura polacca coperta di neve e dominata dalle forze russe per decenni, i carri armati e le truppe statunitensi hanno inviato un messaggio a Mosca dimostrando la potenza di fuoco dell'Alleanza Atlantica. Nel momento in cui crescono le preoccupazioni per il fatto che il presidente Trump potrebbe indebolire l'impegno degli Stati Uniti con la NATO, i carri armati hanno sparato salve per dimostrare che l'alleanza dei 28 paesi è un elemento di dissuasione vitale in un nuovo mondo pieno di pericoli”.

Aspetti interessanti di questa descrizione di parte sono le frasi “dominata dalle forze russe per decenni” e “elemento di dissuasione vitale”, che la NBC utilizza per fare intendere che la Russia desidera, per qualche ragione non specificata, invadere la Polonia. Come al solito nei mezzi di comunicazione occidentali non si offre alcuna prova a sostegno del fatto che la Russia sia impegnata a esercitare il proprio dominio. E che le truppe statunitensi si trovino così lontane dal proprio territorio, operando alla frontiera russa, è considerato un comportamento normale da parte della “nazione indispensabile” al mondo.

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Cosa ci insegnano le presidenziali francesi sull’Europa e sull’autonomia della sinistra

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lepen macron cartapestadi Domenico Moro
da sinistrainrete.info

I risultati delle presidenziali

I risultati più evidenti delle elezioni presidenziali francesi sono tre:

1) La crisi del Partito popolare europeo e del Partito socialista europeo, già evidente in tutta Europa, in Francia diventa crollo, come già accadde in Grecia; il Partito socialista (Ps) e i repubblicani, per la prima volta, non accedono al ballottaggio. La crisi dei due principali partiti francesi, su cui si basava la tradizionale alternanza bipartitica e che sono stati espressione politica dell’élite francese, è direttamente connessa con le politiche europeiste di austerity di cui sono stati esecutori bipartisan. La crisi del bipartitismo è espressione della crisi dell’integrazione europea, in particolare di quella valutaria, che aumenta le divergenze economiche. La Francia, nonostante altri paesi come la Grecia abbiano pagato un costo sociale molto più, alto, è forse il paese che ha subito la decadenza relativa, sia politica sia economica, maggiore, specialmente rispetto alla Germania.

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Una visita alle sedi dei Caschi Bianchi di Aleppo

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whitehelmet coranodi Pierre Le Corf
da oraprosiria.blogspot.it

Io credo di averne già parlato abbastanza, fatene quello che volete, è una delle mie ultime note a proposito dei Caschi Bianchi. Vi chiedo solo vivamente di tenerlo presente nel caso che qui inizi una nuova guerra.

Gli Stati Uniti hanno iniziato a posizionare le proprie truppe lungo il confine con la Turchia nel nord della Siria e non dubito un solo secondo che il nostro governo (francese ndt) dopo tutto quello che ha investito per rovesciare la Siria non esiterà un attimo a passare in seconda marcia se questa guerra incominciasse.

Volevo essere sicuro di ciò che sto dicendo, quindi sono partito per incontrare parecchie famiglie nei pressi di 3 centri dei Caschi Bianchi ad Aleppo Est. Anche se alcuni abitanti ammettono che non sono tutti terroristi, non hanno paura di dire che la stragrande maggioranza erano e appartenevano (o appartengono essendo tutt'ora a Idlib) a vari gruppi jihadisti.

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"Antipolitica" e senso comune

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antonio Gramscidi Ferdinando Dubla

[sintesi dell’intervento alla serata di studio “Gramsci nel lavoro politico della sinistra”, Taranto, 27 aprile 2017]

La complementarietà della cosiddetta ‘antipolitica’ e della ‘demagogia populista’ con le idee delle classi dominanti nell’interpretazione di Gramsci del senso comune

Partire dall’assunto che le ‘idee dominanti sono le idee della classe dominante’ (Marx) e coniugarlo con la terza glossa a Feuerbach del 1845, secondo cui 

“La dottrina materialistica che gli uomini sono prodotti dell'ambiente e dell'educazione, e che pertanto uomini mutati sono prodotti di un altro ambiente e di una mutata educazione, dimentica che sono proprio gli uomini che modificano l'ambiente e che l'educatore stesso deve essere educato. Essa perciò giunge necessariamente a scindere la società in due parti, una delle quali sta al di sopra della società (per esempio in Roberto Owen). La coincidenza nel variare dell'ambiente e dell'attività umana può solo essere concepita e compresa razionalmente come pratica rivoluzionaria.”,

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Francia: sulla vittoria di Macron

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macron bandieradi Fosco Giannini

Riceviamo dal compagno Fosco Giannini della segreteria nazionale e responsabile del dipartimento esteri del Partito Comunista Italiano (PCI), e volentieri pubblichiamo

La "Repubblica” è l’unico quotidiano “nazionale” italiano, nel senso che si vende, certo in modo differenziato, in tutte le regioni italiane. Non è prettamente “lombardo” come il “Corsera”, né emilano-romagnolo come il “Resto del Carlino”, o laziale  come “ il Messaggero”. Dunque, il giornale fondato da Eugenio Scalfari, costruisce, ben più di altri, senso comune di massa, dirige la testa di milioni di persone. Nacque ( per ammissione - vent’anni dopo - dello stesso Scalfari) per aiutare il PCI a sciogliersi, per essere l’organo politico dell’ “occhettismo”. Oggi, conseguentemente, è molto vicino al PDR, il Partito Democratico di Renzi. Ed è molto importante, detto ciò, vedere come “La Repubblica” ha commentato la vittoria di Emmanuel Macron, in Francia. E’ presto detto, basta citare il titolo di prima pagina, a caratteri cubitali: “ Macron, la svolta dell’Europa”. Ce lo aspettavamo, questo commento, che dobbiamo analizzare, proprio perché costruisce l’orientamento di vaste masse, anche a “ sinistra”.

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Ecco il piano del Pentagono per l’Europa

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Pentagono 672di Manlio Dinucci
il manifesto, 9 maggio 2017

In preparazione della visita del presidente Trump in Europa – il 24 maggio a Roma, il 25 al Summit Nato di Bruxelles, il 26-27 al G7 di Taormina – il Pentagono ha presentato il suo piano strategico per il «teatro europeo». Lo ha fatto per bocca del generale  Curtis Scaparrotti che, essendo a capo del Comando europeo degli Stati uniti, è automaticamente a capo della Nato con la carica di Comandante supremo alleato in Europa. 

Al Senato degli Stati uniti, il 2 maggio, il generale ricorda che «il teatro europeo resta d’importanza cruciale per i nostri interessi nazionali» e che «la Nato ci dà un vantaggio unico sui nostri avversari». Tale vantaggio viene però ora messo in pericolo da «una Russia risorgente, che cerca di minare l’ordine internazionale a guida occidentale e di riaffermarsi quale potenza globale». 

Il Comandante supremo chiama gli alleati europei a serrare i ranghi attorno agli Stati uniti per difendere con ogni mezzo l’«ordine internazionale» – quello fondato sulla supremazia economica, politica e militare dell’Occidente – messo in pericolo dall’emergere di nuovi soggetti statuali e sociali. 

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Una “coalizione mondiale per la pace”

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Seminario Cuba guantanamoda resistencia.cc

Traduzione di Marx21.it

Il 5° Seminario per l'abolizione delle basi militari, che si è tenuto a Guantanamo, a Cuba, dal 4 al 6 maggio, si è proposto di creare una coalizione mondiale per rafforzare la lotta per la pace.

In un'intervista esclusiva a “Prensa Latina”, la brasiliana Socorro Gomes, presidenta del Consiglio Mondiale della Pace, ha evidenziato la necessità di una forza unita che faccia crescere la consapevolezza in merito alla crescente minaccia alla pace del pianeta.

La leader del movimento mondiale per la pace ha affermato che gli Stati Uniti capeggiano le potenze militari del mondo e possiedono circa mille basi destinate all'assedio di nazioni e dei loro governi.

Per questa ragione, dice Socorro Gomes, è fondamentale promuovere la cultura della pace, avanzando allo stesso tempo critiche al comportamento aggressivo dell'attuale governo statunitense di Donald Trump.

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"Lo Stato non è un'impresa"

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La Parigi degli operai, dei precari e dei disoccupati scende in piazza contro Macron

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Per la rinascita del marxismo in Occidente. L’analisi di Domenico Losurdo

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di Aldo Trotta per Marx21.it

Manca ormai da tempo un dibattito teorico-politico sullo stato di salute e sulle prospettive del marxismo in Italia e non solo. Un dibattito tanto più necessario e urgente a fronte di una sinistra residuale che, dopo più di un quarto di secolo di abiure e di congedi dalla propria storia, continua ad annaspare nelle sabbie mobili di un “nuovismo” esasperato ed esasperante, alla ricerca affannosa e inconcludente di “nuovi” orizzonti teorici, di “nuovi” linguaggi, di “nuove” forme e pratiche politiche, di “nuove” identità, e via declinando. L’ultimo volume di Domenico Losurdo, Il marxismo occidentale. Come nacque, come morì e come può rinascere, può senza dubbio fornire un contributo prezioso per provare a rianimare una discussione che vada oltre le pur importanti contingenze politiche. Pubblicato da poco per i tipi della Laterza, il testo si presenta nel panorama editoriale nel centenario della Rivoluzione d’Ottobre, in una fase storica in cui sullo scenario internazionale piovono bombe come fossero coriandoli, i focolai di crisi aumentano e i rischi di una conflagrazione bellica su ampia scala si addensano sempre più pericolosamente all’orizzonte, nella preoccupante assenza di un movimento pacifista in grado di far sentire preventivamente la sua voce prima che l’incendio divampi. 

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L'importanza della presenza di osservatori internazionali al processo per la messa al bando dei comunisti ucraini

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ucraina comunisti leninAvante!, Settimanale del Partito Comunista Portoghese (PCP)

Traduzione di Marx21.it

Rinviata al 15 maggio la lettura della sentenza

Petro Simonenko, primo segretario del Comitato Centrale del PC di Ucraina, ha rilevato il valore della solidarietà internazionale che si esprime nella presenza di attivisti e dirigenti di organizzazioni politiche, attribuendo ad essa un effetto importante sulla decisione in merito al rinvio della lettura della sentenza. In tal senso, ha chiesto che il prossimo 15 maggio gli osservatori internazionali rinnovino la loro presenza all'udienza, mettendone in rilievo il ruolo nella denuncia del processo avviato dal governo di Kiev per cercare di porre sommariamente al bando il PC di Ucraina.   

All'udienza del processo per la messa al bando del Partito Comunista di Ucraina, che ha avuto luogo il 24 aprile a Kiev, erano presenti anche João Pimenta Lopes, deputato del PCP al Parlamento Europeo, e Madalena Santos, presidente dell'Associazione Portoghese dei Giuristi Democratici e membro dell'ufficio dell'Associazione Internazionale dei Giuristi Democratici.

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Per un'astensione militante e combattiva!

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di Jean-Pierre Page* per Marx21.it

Traduzione di Lorenzo Battisti

L'elezione presidenziale segna una svolta nella vita politica francese. Una nuova pagina si è aperta, non resta che scriverla!

Viviamo una situazione paradossale, mai come oggi la crisi del capitalismo mondializzato è stata sinonimo di regressione, di ineguaglianza, di minaccia, di violenze in tutti i campi. Il bilancio dei governi di destra come di “sinistra” è da questo punto di vista sconvolgente. Il fallimento dell'Euro e dell'Unione Europea è sfociato in un disastro sociale! E infine le minacce di nuove guerre sono alle nostre porte.

Ora, nessuno può pensare che un miglioramento sia in vista! D'altra parte tutti sono d'accordo nel dire che la situazione peggiorerà ancora, i conflitti si moltiplicheranno! Ecco perché non c'è nulla da attendersi dai programmi di Macron o della Le Pen. Non produrranno che sangue e lacrime attraverso un autoritarismo sempre più brutale. Questo si farà al prezzo delle libertà di ciascuno, di ciascuna e di tutti. Hollande e il Partito Socialista vi hanno contribuito. Hanno preparato il letto al fascismo rampante che infesta tutta la società!

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Odessa, tre anni

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di Rossija 1

Il documentario prodotto da Rossija 1 sui tre anni dalla strage di Odessa. Un documento che fa luce su una delle vicende più oscure della recente storia europea.

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Cacciabombardieri Usa F-35 schierati in Estonia e Bulgaria

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di Manlio Dinucci

Per la prima volta in «addestramento» oltremare, a pochi minuti dalla Russia. La U.S. Air Force: «Per rafforzare la sicurezza dei nostri alleati Nato e partner europei»

Due caccia F-35 statunitensi sono arrivati il 25 aprile nella base aerea di Ämari, in Estonia, per il loro «primo spiegamento addestrativo in Europa», ossia per la loro prima esercitazione di guerra in Europa. Poco dopo, il 28 aprile, altri due caccia sono arrivati allo stesso scopo nella base aerea di Graf Ignatievo in Bulgaria. Essi fanno parte del gruppo di sei F-35A Lightning II trasferiti il 15 aprile dagli Stati uniti nella base inglese di Lakenheath.

È il primo «spiegamento addestrativo» di F-35 statunitensi oltremare, comunica la U.S. Air Force, sottolineando che esso «rafforza la sicurezza dei nostri alleati Nato e partner europei e dimostra il nostro impegno per la sicurezza regionale e globale». 

Il ministro estone della difesa Tsahkna ha dichiarato, alla cerimonia di benvenuto, che «ospitare un aereo talmente avanzato costituisce un riconoscimento dell’importante ruolo svolto da questa base». Ämari è infatti la principale base della missione Nato di «pattugliamento aereo» del Baltico, dove cacciabombardieri forniti a rotazione dai membri dell’Alleanza (Italia compresa) sono pronti al decollo ventiquattr’ore su ventiquattro per «reagire rapidamente alle violazioni dello spazio aereo». 

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In Lituania continuano le brutali persecuzioni contro antifascisti e pacifisti

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“Pravda”, organo del Partito Comunista della Federazione Russa | da kprf.ru

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Nella repubblica ex sovietica, membro dell'UE e di fatto “servitù militare” della NATO in funzione anti-russa, vengono perseguitati e processati gli attivisti dell'opposizione antifascista e pacifista. Mentre continua, agghiacciante, il silenzio del “democratico” Occidente.

Nella città costiera di Klaipėda, è iniziato, il 25 aprile, un processo contro un gruppo di antifascisti. Le autorità li hanno incriminati per alto tradimento come “gruppo anticostituzionale”. Queste persone tempo fa avevano invitato a battersi contro l'eliminazione della moneta nazionale e l'introduzione dell'euro, si erano pronunciati contro il dispiegamento nel paese dei militari della NATO, avevano pubblicato e distribuito materiali di carattere politico.

Uno degli imputati, il giornalista antifascista G. Grabauskas, dal 2014 vice presidente del Fronte Popolare Socialista della Lituania, ha condotto nel quadro della Costituzione della Repubblica Lituana un'intensa attività contro il fascismo e la guerra, è stato l'iniziatore delle azioni davanti al palazzo del Ministero degli Esteri della Lituania e alle ambasciate di Ucraina e USA, ha partecipato a incontri in diverse città del paese.

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Ecco da dove arrivano le fake news sul Venezuela

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deptstateda lantidiplomatico.it

Mision Verdad


Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti finanzia media e giornalisti stranieri in funzione dei suoi piani d'intervento

Organi di governo come il Dipartimento di Stato, il Dipartimento della Difesa, la USAID e la NED finanziano lo «sviluppo dei media» in oltre 70 paesi, specificamente organizzazioni non governative straniere (ONG), associazioni di giornalisti, mezzi d’informazione e spazi accademici di giornalismo. 

Le corporation e i governi vogliono che l’esercizio della propaganda sia coperto con l’estetica e linguaggi apparentemente neutrali con elementi di rapidità e reattività, così il ricevitore dell’informazione può giudicare come ragionevole la viralizzazione del messaggio senza valutare l’interesse o l’intenzione che c’è dietro i dati forniti, lasciando come unico fattore di mediazione tra la ‘verità’ e il suo consumo le proprie emozioni e i sentimenti. 

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Elezioni in Francia

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French election macron lepen.0di Ângelo Alves
da Avante.pt

Traduzione di Marx21.it

La nostra rassegna sulle elezioni francesi prosegue con il commento di Ângelo Alves, della Commissione Politica del Partito Comunista Portoghese

Il popolo francese ha votato al primo turno delle elezioni presidenziali. Emmanuel Macron, il candidato che viene presentato come “di centro”, ma ex governante del Partito Socialista, ex banchiere, difensore delle politiche neoliberiste e dell'Unione Europea, appoggiato da François Hollande, è stato il più votato, con il 23,75% dei voti. Marine Le Pen, del “Front National” di estrema destra ha ottenuto il 21,53%, un risultato al di sotto di quello “previsto” nei sondaggi. Entrambi passano al secondo turno, che si svolgerà il 7 maggio. Jean Luc Melénchon, il candidato della piattaforma “Francia insubordinata”, a cui si è associato il PCF, ha registrato un grande progresso rispetto al 2012, ottenendo il 19,64% (11,1% nel 2012) e 7 milioni di voti (più di 3 milioni che nel 2012).

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Breve storia della NATO dal 1991 ad oggi (Parte 6)

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iraq soldati murodi Manlio Dinucci

Parte 1 / Parte 2 / Parte 3 / Parte 4 / Parte 5

LA GUERRA USA/NATO IN IRAQ

Il piano statunitense di attaccare e occupare l’Iraq appare evidente quando, dopo l’occupazione dell’Afghanistan nel novembre 2001, il presidente Bush mette l'Iraq, nel 2002, al primo posto tra i paesi facenti parte dell’«asse del male».

Dopo la prima guerra del Golfo nel 1991, l’Iraq è stato sottoposto ad un ferreo embargo che ha provocato in dieci anni circa un milione di morti, di cui circa mezzo milione tra i bambini. Una strage provocata, oltre che dalla denutrizione cronica e la mancanza di medicinali, dalla carenza di acqua potabile e dalle conseguenti malattie infettive e parassitarie. Gli Stati Uniti – dimostrano documenti venuti alla luce successivamente – hanno attuato un preciso piano: prima bombardare gli impianti di depurazione e gli acquedotti per provocare una crisi idrica, quindi impedire con l’embargo che l’Iraq possa importare i sistemi di depurazione. Le conseguenze sanitarie erano chiaramente previste sin dall’inizio e programmate in modo da accelerare il collasso dell’Iraq. Altre vittime vengono provocate, negli anni successivi alla prima guerra, dai proiettili a uranio impoverito, massicciamente usati dalle forze statunitensi e alleate sia nei bombardamenti aerei che in quelli terrestri.

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A chi può rivolgersi la classe operaia dopo il primo turno delle elezioni presidenziali francesi?

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Macron Fillon Le Pendi Massimiliano Arif Ay

da sinistra.ch

La nostra rassegna sulle elezioni presidenziali francesi continua con un contributo di Massimiliano Arif Ay, Segretario politico del Partito Comunista della Svizzera Italiana

Il Partito Socialista Francese ha subito la sorte del PASOK greco ed è uscito di scena, colpevole del suo ripiegamento guerrafondaio e neoliberista sotto il pessimo François Hollande: questo è un dato politico centrale. Il sorpasso di Jean-Luc Mélenchon (sostenuto dai comunisti, dai giovani e che ha saputo conquistare la fiducia della vecchia “banlieu rouge” parigina) che ha condotto giustamente una campagna abbastanza profilata contro l’UE e la NATO è un altro elemento estremamente rilevante. Se il PS avesse sostenuto la sinistra, oggi Mélenchon sarebbe sicuramente al secondo turno, ma come sempre nei momenti di crisi la socialdemocrazia sbaglia e consegna il paese al grande capitale atlantico. Ora al ballottaggio ci sarà un neo-liberista, bellicista e ultra-europeista come Emmanuel Macron e una cosiddetta nazionalista come Marine Le Pen.

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Le involuzioni degli economisti del lavoro

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lavoratori legodi Amedeo di Maio e Ugo Marani
da repubblica.it

Come in tutte le saghe che si rispettino, è difficile precisare quando divampò l’inizio della fine, ovvero quando gli studiosi sociali del mercato del lavoro cominciarono a far danno alla comprensione dei processi macroeconomici.

L’inizio non era stato malvagio: la trattazione manualistica della determinazione del reddito e dell’occupazione risultava monca di una teoria dei prezzi. Il mercato del lavoro consentiva di sopperire a questa carenza: poiché l’andamento della disoccupazione influenzava, verosimilmente, quello dei salari e questi ultimi, in mercati oligopolistici, la fissazione del prezzo da parte delle imprese; era dunque possibile “chiudere” il modello reddito-spesa. Eravamo all’universalizzazione della Curva di Phillips, uno strumento interpretativo semplice, ma efficace. 

Ancora: poiché in un’economia capitalistica, labili e mutevoli appaiono i confini tra occupati, disoccupati e inattivi, era necessario approfondire i metodi di stima e le cause di passaggio tra le diverse segmentazioni, in primis tra inattività e segmentazione. La teoria del “lavoratore scoraggiato”, in Italia ripresa da Salvatore Vinci e Giorgio La Malfa, è una buona declinazione di questo filone di indagine. Non che non ci fossero esagerazioni: la stima della Curva di Phillips beneficiava delle nuove tecniche econometriche che consentivano, tramite raffinatezze semi-logaritmiche, doppio-logaritmiche e “stiramenti della funzione”, di arrivare sempre al risultato prefisso.

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