Perché e come Gramsci fu assassinato dal fascismo

Perché e come Gramsci fu assassinato dal fascismo

di Ruggero Giacomini

Antonio Gramsci morì  il 27 aprile 1937, dopo essere stato per oltre dieci anni prigioniero del fascismo, sottoposto a torture psicologiche e fisiche e a sofferenze inenarrabili ...

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I compiti del commissario politico*

I compiti del commissario politico*

di Pietro Secchia

*I comunisti e l'insurrezione (1943-1945), Edizioni di cultura sociale, Roma, 1954, pp. 255-263

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"I compiti dei comunisti nella lotta contro l'antisovietismo e la russofobia”

"I compiti dei comunisti nella lotta contro l'antisovietismo e la russofobia”

Risoluzione del Comitato Centrale del Partito Comunista della Federazione Russa, 20 marzo 2017

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Intervista a Bashar al-Assad

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Assad 54863448di Fulvio Scaglione
da avvenire.it

La pietra bianca del palazzo presidenziale di Damasco, costruito nel 1910 quando qui dominavano i pasha ottomani, luccica nel sole del mattino. Ma non è una bella giornata: due kamikaze di Tahrir al-Sham, il movimento terroristico legato ad al-Qaeda, hanno appena colpito i pellegrini iracheni sciiti, la conta dei morti ha già superato i 40 e si riaffaccia lo spettro di una capitale di nuovo sotto scacco a dispetto dei controlli e dei check point. Eppure Bashar al-Assad, il giovane oftalmologo che dal 2000 è presidente della Siria, sembra del tutto a proprio agio. Elegante, rilassato, cordiale, risponde alle domande fissando l'interlocutore con gli occhi blu ereditati dalla madre. Anche protocollo e sicurezza sembrano poca cosa, se paragonati al fatto che Assad è oggi uno dei personaggi più noti a mondo e uno dei bersagli più ambiti.

Signor Presidente, ancora morti a Damasco, ancora guerra in Siria. E pesanti come pietre le parole di Benjamin Netanyahu, primo ministro di Israele: «Non ci sarà mai un accordo di pace in Siria finché l'Iran non lascerà il Paese». Sembra una situazione senza via d'uscita. 

Il problema siriano ha molti sfumature ed è reso ancor più complicato dalle ingerenze esterne. Attacchi terroristici come quello contro i pellegrini iracheni a Damasco sono avvenuti negli ultimi anni su base quotidiana, in certe fasi quasi ogni ora. Finché ci saranno terroristi in Siria ogni abitante del Paese sarà in pericolo, questo è certo. La domanda importante è: chi aiuta e sostiene i terroristi?

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Le sorti "progressive" dell'Unione Europea

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bandieraeuropadi Fabio Scolari
da sinistra.ch

Riceviamo dal compagno Fabio Scolari e volentieri pubblichiamo

Anche Donald Trump sembra essersi accorto che uno dei problemi che mina alla base la struttura dell’Unione Europea è lo stratosferico surplus commerciale tedesco. In realtà sono decenni che economisti e studiosi marxisti mettono in luce questa grana, che di fatto impedisce un possibile riequilibrio dell’economie dell’area euro, ma se a rilevarlo sono esponenti politici borghesi non possiamo che rallegrarcene. Chiunque abbia anche qualche generica reminescenza dei suoi studi superiori, non potrà non accorgersi che la politica perseguita dalla classe dirigente tedesca pare proprio ispirarsi ai principi del vecchio mercantilismo: ossia che la potenza di una nazione dipende essenzialmente dalla prevalenza delle esportazioni sulle importazioni. Questo meccanismo però non può essere applicato da tutti gli stati contemporaneamente, dal momento che qualcuno deve importare le merci prodotte. Se ci trovassimo in un sistema di cambi flessibili, osserveremmo con ogni probabilità una rivalutazione del Marco e dunque una perdita di competitività dei prodotti tedeschi, ma, ovviamente, in un’unione monetaria questo non è possibile. In realtà e per correttezza di informazione, gli avanzi commerciali accumulati dalla Germania in questi anni risultano superiori perfino alle soglie stabilite dai trattati europei, ma nessuno zelante burocrate di Bruxelles sembra minacciare di sanzionare la potenza teutonica.

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La Cina prevalentemente socialista del 2017

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bambino padra bandieracinadi Daniele Burgio, redazione la Cina Rossa

Pubblichiamo su segnalazione del compagno Domenico Losurdo

L’elemento e la notizia eclatante che va innanzitutto sottolineata è che, stando ai dati forniti dall’insospettabile istituto Euromonitor e pubblicato persino dal Corriere della Sera, il salario medio degli operai e delle “tute blu” cinesi è triplicato, è aumentato di tre volte dal 2005 al 2016, quasi raggiungendo la retribuzione percepita nel 2016 dagli operai portoghesi.

Si tratta di una notizia e novità clamorosa fornita tra l’altro da fonti insospettabili, su cui tuttavia gran parte della sinistra politica e sindacale italiana ha steso un clamoroso – ma spiegabilissimo – silenzio, allo stesso tempo imbarazzato e pietoso.

Ma vi sono informazioni interessanti che interessano e/o provengono da Pechino negli ultimi mesi.

La questione della natura socioproduttiva della Cina contemporanea ancora una volta è stata risolta in senso prevalentemente socialista e collettivistico, proprio dall’insospettabile rapporto della rivista statunitense “Fortune” – arciborghese e anticinese – sulle 500 più grandi imprese mondiali nel corso del 2015.

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Gli Stati Uniti, la NATO e la guerra perpetua

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missioni internazionali allesterodi Marco Pondrelli, Comitato No Guerra No NATO

Intervento all'iniziativa “Per una critica radicale all'Unione Europea, all'esercito europeo e alla NATO”, Modena, 3 marzo 2017

Inizio con un ringraziamento per l'invito, ringraziamento che non vuole essere formale. È importante un'iniziativa, come quella di questa sera, che discute, fra le altre cose, dell'uscita dalla NATO, tema totalmente censurato dai principali mezzi di comunicazione e che sembra interessare poco anche alla cosiddetta sinistra radicale. Il tema è invece centrale, la guerra tocca le nostre vite da vicino anche quando, almeno per ora, è combattuta lontano, non lontanissimo, dalle nostre case.

Tanti giovani che oggi fanno politica hanno conosciuto sempre e solo un mondo in guerra. Da quando l'allora presidente americano Bush lanciò, nel 2001, la 'guerra infinita' la nostra società è peggiorata e gli spazi di democrazia si sono ridotti.

Prima di affrontare questi argomenti vorrei però soffermarmi sui costi della guerra, nell'epoca dei tagli, 'dell'abbiamo vissuto sopra le nostre possibilità', della 'razionalizzazione' della spesa e via dicendo.

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Le elezioni in Olanda

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jeroendijsselbloemdi Marc Botenga | da “Solidaire”, rivista del Partito del Lavoro del Belgio (PTB)

Traduzione di Lorenzo Battisti per Marx21.it

“Rutte vince, Wilders è bloccato”. È così che cominciano praticamente tutti i commenti riguardo le elezioni legislative in Olanda. Il vero messaggio dell'elettore è invece diverso: i partiti di governo sono sanzionati per le loro politiche liberali di austerità e il tradimento dei socialdemocratici del PvdA si traduce in una caduta spettacolare.

Avevano promesso una politica sociale agli olandesi. Invece hanno applicato una politica di austerità molto a destra. Pagano oggi il prezzo di questo tradimento. I liberali del VVD festeggiano perché hanno perso meno. Invece dovrebbero vergognarsi. Mark Rutte, Primo Ministro e capo dei liberali, ripeteva le proposte del nazionalista islamofobo Geert Wilders (PVV). I problemi sociali erano assenti dai dibattiti.

I socialdemocratici collassano

La coalizione di governo VVD-PvdA perde dei seggi. Sono soprattutto i socialdemocratici che cadono di più. Durante la campagna elettorale del 2012 avevano promesso una politica sociale agli olandesi. Ma si sono affrettati ad entrare in una coalizione con i liberali di Rutte, che si preparava a prendere misure di austerità contro le cure della sanità e le pensioni.

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Un programma inaccettabile

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manifestacao em poa93282di Marcos Aurelio da Silva*
da resistencia.cc

Traduzione di Franco Tomassoni per Marx21.it

La sinistra, ed il Partito dei Lavoratori (PT) con Lula in testa, in quanto fautori di una controriforma. È quanto proposto, sotto la forma di un’analisi conformista del contesto e della realtà, nell’articolo a firma di André Singer [1], nel “Folha de São Paulo”, di sabato 11 Marzo, dal titolo Cenarios Futuros (scenari futuri). “Non credo”, dice Singer riferendosi alla candidatura di Lula, “che si proponga di cancellare quanto fino ad ora è stato fatto dal Governo Temer”. A questo proposito è opportuno subito chiarire una cosa: il programma del Governo Temer è inaccettabile per tutti coloro che hanno lottato e lottano contro il golpe.

È lo stesso programma che fu oggetto di critica da parte di Carlos Nelson Coutinho, al momento di formulare un’analisi sul significato del Governo del PT a livello nazionale. Analisi, al tempo, decisamente frettolosa, tanto quanto quella dell’”egemonia rovesciata” di cui ha parlato Francisco de Oliveira, come al tempo abbiamo avuto modo di segnalare (Na senda do reformismo, in: Crítica e Sociedade, v. 3, n. 2, 2013). Di fatto, i testi di Coutinho e Oliveira (cfr. Hegemonia às avessas. São Paulo: Boitempo, 2010. 398 p.) si concentrano solo sul primo periodo del Governo del PT, la cui evoluzione successiva viene descritta da Singer come “riformismo debole”.

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Quando c'è la luna piena i barbari scendono a valle

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scuola lavagna bambinidi Diego Chiaraluce

da lacittafutura.it

Note sparse sulla riforma della scuola in assenza di opposizione sociale.

Accentratrice, pedissequa, classista. Colma del peggior burocratismo nella forma e intrisa di ideologia aziendalista nella sostanza. Poche secche osservazioni per sintetizzare la seconda fase della riforma della scuola voluta dal tandem Renzi-Gentiloni sotto la supervisione di Confindustria e dei think-thank liberisti dell’Unione Europea. Finalità: contenimento della spesa pubblica e formazione di lavoratori acritici da adattare come giunchi alle richieste delle imprese.

Come noto, nel luglio del 2015 il parlamento ha approvato a scuole chiuse una riforma che rimette al governo delle questioni di particolare importanza attraverso il meccanismo delle deleghe. Otto questioni di carattere diverso, alcune strategiche quali le modalità di assunzione del personale o l’istruzione professionale e, altre di forte civiltà, quali la riforma dell’inclusione degli alunni disabili.

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Convergenza, democrazia, sovranità. Europa e politica

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Intervento di Vladimiro Giacché, Vice Presidente dell'Associazione Politica e Culturale MARX XXI

La rivista Pandora e l'Istituto della Enciclopedia Italiana presentano

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Si alla Pace! No alla NATO! Protesta contro il Summit NATO 2017 a Bruxelles

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di Consiglio Mondiale della Pace (WPC)da cppc.pt

Appello alle organizzazioni e agli attivisti in Europa che difendono la causa della Pace

A partire dalla sua creazione, l'Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord, NATO, è stata uno strumento di aggressione militare dell'imperialismo. É la più grande e pericolosa organizzazione militare del mondo, fortemente interconnessa con le politiche estere ed economiche sia degli Stati Uniti che dell'Unione Europea.

La NATO si sta espandendo nell'Est Europa, sta rafforzando la sua presenza militare negli USA e in Europa e sta moltiplicando le partnerships strategiche in tutto il mondo.

L'ampio network di basi militari, le flotte navali, i sistemi anti-missile e i sistemi di sorveglianza globale che gli USA e i suoi alleati nella NATO hanno diffuso in tutta Europa e nel mondo, sono strumenti della loro strategia di dominazione imperialistica – i loro obiettivi oggi sono apertamente offensivi e l'area di intervento bellicista è l'intero pianeta.

Gli USA, la NATO e i loro alleati non cessano di incrementare le attività militari e di espandere le basi dal Mar Caspio fino all'Artico, sempre più vicino alla Federazione Russa, e nella regione Asia-Pacifico, sempre più vicino alla Cina.

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La nostra posizione sulle armi nucleari in Italia

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missili rampadi Comitato No Guerra No NATO

Riceviamo dal Comitato No Guerra No NATO e volentieri pubblichiamo

La crescente tensione con la Russia, provocata dalla strategia Usa/Nato, sta trasformando l’Europa in prima linea di un confronto nucleare per certi versi più pericoloso di quello della guerra fredda. L’aspetto più minaccioso di tale confronto è che lo schieramento Usa/Nato comprende centinaia di testate nucleari schierate in Europa in prossimità del territorio russo. È come se la Russia avesse schierato in Messico centinaia di testate nucleari puntate sugli Usa. 

La punta di lancia dello schieramento Usa/Nato in Europa è costituita dalle bombe nucleari statunitensi B-61 dislocate in Italia, Germania, Belgio, Olanda e anche in Turchia. La B-61, secondo il programma del Pentagono, sarà sostituita dalla B61-12, una nuova arma nucleare che svolge la funzione di più bombe, comprese quelle penetranti in grado di distruggere i bunker dei centri di comando in un first strike nucleare. Lo schieramento delle B61-12 è previsto per il 2020, ma potrebbe essere anticipato. Da quel momento l’Italia si troverebbe in una situazione molto più pericolosa di quella odierna, esposta alla minaccia di rappresaglia nucleare. 

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Esporta ma viola: lo sceriffo globale ha grossi problemi...di diritti umani

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usa senzatetto bandieradi Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

Ogni anno il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti pubblica un rapporto sullo stato dei diritti umani nel Mondo, sorvolando puntualmente sulla propria preoccupante situazione interna. A redigerlo è la superpotenza militare e tecnologica che elevandosi a tutore mondiale degli stessi, dal 1990 non ha esitato a scatenare guerre di aggressione, disintegrando interi Paesi e seminando morte.

Ma non solo: questo autoproclamato “sceriffo” ha partorito – come rivelato dal gruppo Wikileaks sotto la sigla “Vault 7” – un piano di controllo globale – avrebbe senso l’utilizzo della parola “totalitario” - per intromettersi nella vita privata di cittadini di Paesi amici e nemici senza distinzione sfruttando (si pensi al caso europeo con il consolato americano a Francoforte operante come base CIA per l'hackeraggio) anche la propria capillare presenza militare.

Fortunatamente non tutti sono ancora disposti a subire in silenzio l'irrevocabile giudizio e l'imposizione di una concezione assai ristretta dei diritti in oggetto; non tutti sono inclini ad accettare un “bombardamento dell’indignazione”  - nuova espressione della vecchia “missione di civiltà” dell’Occidente colonialista – chiamato a giustificare embarghi e nuovi interventi militari; c'è chi replica ad una operazione politica che ha il chiaro compito di delegittimare Paesi considerati avversari od ostacoli allo spiegamento del disegno di dominio imperiale.

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La guerra non dichiarata contro la Crimea

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Alexander Chopov racconta la guerra nascosta che l’Ucraina conduce contro la Crimea. Prima è venuto il taglio dell’acqua potabile, poi un embargo alimentare e infine il taglio dell’energia elettrica. Ma queste mosse hanno soltanto esacerbato il contrasto tra la popolazione di Crimea e il governo di Kiev. E ora c’è una nuova questione, non meno drammatica, da risolvere: Kiev è infatti riuscita a bloccare ad Amsterdam una preziosa collezioni di ori sciti provenienti dalla Crimea.

Traduzione per PandoraTV e a cura di Generaldin

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Dalle Ceneri del Referendum

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Schede referendumCollettivo Studentesco Roma Nord

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

A tre mesi dall’esito del referendum costituzionale, come collettivo abbiamo pensato di pubblicare la sintesi delle nostre conclusioni sull’argomento e la nostra prospettiva di sinistra unita. Buona lettura.

La riforma costituzionale risulta essere chiaro esempio di attacco alla sovranità popolare. Questo sovvertimento istituzionale è stato fortemente chiesto dall’Europa e appoggiato dagli USA per permettere alle grandi banche di affari (JP Morgan ; Goldman Sachs etc) e ai poteri forti neoliberisti di adattare la nostra politica nazionale ai loro standard di mercato. Tutta la riforma era un progetto per rafforzare il governo centrale a scapito del parlamento e delle autonomie locali: il popolo avrebbe avuto sempre meno rappresentanza anche perché sarebbe venuta meno l’elezione diretta dei senatori. La riforma è stata chiaramente voluta dal governo e dall’Unione Europea per portare avanti con maggiore facilità politiche utili ai poteri economici (come le grandi banche e le multinazionali dell’UE e degli USA) e a sfavore dei lavoratori e della scuola pubblica.

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Il grande gioco nucleare in Europa

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aegis missiledi Manlio Dinucci
da ilmanifesto.it

Il siluro lanciato attraverso il New York Times – l’accusa a Mosca di violare il Trattato sulle forze nucleari intermedie (Inf) – ha colpito l’obiettivo: quello di rendere ancora più tesi i rapporti tra Stati uniti e Russia, rallentando o impedendo l’apertura di quel negoziato preannunciato da Trump già nella campagna elettorale.

Il siluro porta la firma di Obama, che nel luglio 2014 (subito dopo il putsch di Piazza Maidan e la conseguente crisi con la Russia) accusava Putin di aver testato un missile nucleare da crociera, denominato SSC-X-8, violando il Trattato Inf del 1987 che proibisce lo schieramento di missili con base a terra e gittata compresa tra 500 e 5.500 km. Secondo quanto dichiarano anonimi funzionari dell’intelligence Usa, ne sono già armati due battaglioni russi, ciascuno dotato di 4 lanciatori mobili e 24 missili a testata nucleare.

Prima di lasciare l’anno scorso la sua carica di Comandante supremo alleato in Europa, il generale Breedlove avvertiva che lo schieramento di questo nuovo missile russo «non può restare senza risposta».

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Dare efficacia alla mobilitazione contro la NATO

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no nato jpgdi Mauro Gemma

Versione in portoghese brasiliano

Intervento all'iniziativa “Via dall'Italia le basi militari USA e NATO”, Torino, 4 marzo 2017

E' facilmente constatabile come non solo ogni argomento che riguarda le questioni militari e della sicurezza del nostro paese sia scientificamente rimosso nell'apparato mediatico dominante, ma come continui a passare sistematicamente in secondo piano persino nelle mobilitazioni (scarse, per la verità) dei settori politici e dei movimenti sociali che più dovrebbero farsene carico e ad essere praticamente derubricato dall'agenda dell'intera sinistra che siede nel parlamento, anche quella che si definisce “a sinistra del PD”, in tutte le sue sfumature.

Non è rimasta praticamente più alcuna traccia e memoria delle grandi manifestazioni che nel passato caratterizzarono il nostro paese al punto che, a un certo momento, l'Italia era sembrata rappresentare la punta più avanzata di un movimento dalle caratteristiche mondiali, come avvenne, ad esempio, con la straordinaria mobilitazione di milioni di cittadini in occasione dello scatenamento della guerra di aggressione contro l'Iraq nel 2003.

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Un nuovo processo contro il compagno Petro Simonenko

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simonenko profiloDichiarazione del Partito dei Comunisti della Repubblica di Moldova | da kpu.ua

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Con grande indignazione abbiamo appreso dell'istruzione di un nuovo procedimento giudiziario  contro il leader del Partito Comunista di Ucraina, compagno Petro Simonenko.

Non si può considerare questo evidente atto di rappresaglia politica contro il leader dell'opposizione di sinistra ucraina al di fuori del contesto della cosiddetta politica di “decomunistizzazione”, attuata dalle attuali autorità ucraine.

Di questo tipo sono i ripetuti attacchi alla sede centrale del PCU e agli uffici regionali del partito da parte di saccheggiatori “su mandato del Majdan”, che nessuno ha mai trovato, e che neppure è andato a cercare; la fabbricazione di procedimenti penali contro dirigenti e attivisti del Partito Comunista di Ucraina; le barbariche demolizioni dei monumenti a Lenin e ad altre figure di spicco della Rivoluzione e dello Stato sovietico; la completa ridenominazione di strade e centri abitati. La famigerata “decomunistizzazione” ha naturalmente provocato la fascistizzazione della politica interna ucraina. Come eroi nazionali nell'Ucraina di oggi sono celebrati i fantocci e i seguaci dei nazisti, della risma di Stepan Bandera e Roman Shukevich.

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Le rivoluzioni vietnamite. Dalla sconfitta francese alla cacciata degli USA da Saigon

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ho chi minh read vietnam declaration of independencedi Ruggero Giacomini*

La generazione degli anni ‘60

Faccio parte di quella generazione che ha cominciato la propria militanza politica negli anni Sessanta, dopo il sommovimento antifascista del luglio ’60 e quando faceva i primi passi il movimento studentesco. Sul piano internazionale c’era la disputa ideologica tra il Partito comunista cinese e quello sovietico, a cui seguì la rivoluzione culturale; e c’erano due esperienze rivoluzionarie che influivano particolarmente nel nostro immaginario: Cuba, che aveva respinto l’aggressione della Baia dei Porci, aveva intrapreso una sua via al socialismo e alimentava con Castro e con Guevara la fiamma dell’anticolonialismo e dell’antimperialismo in tutta l’America latina; e il Vietnam, che resisteva eroicamente all’aggressione dell’imperialismo americano, il più potente imperialismo di tutti i tempi e, allora come oggi, il principale nemico dei popoli. Le forze erano impari e sembrava davvero la lotta di Davide contro Golia.

Nel ’68 fu pubblicato da un piccolo editore romano, Tindalo, un volumetto molto interessante: il Diario dal carcere di Ho Chi Min. Conteneva le poesie tradotte da Joyce Lussu che il leader vietnamita aveva scritto in carcere tra il 1942 e il ’43, prigioniero di Chang Kai shek. Il libro conteneva inoltre le testimonianze di Giap, il leggendario vincitore di Dien Bien Phu; di Pham Van Dong, compagno di Ho Chi Min dalla fondazione del partito comunista vietnamita nel 1930 e capo allora del governo della RDV; e di Nguyen Luong Bang, che aveva curato le finanze del partito e della resistenza ed era stato anche responsabile della sicurezza personale di Ho Chi Min, per poi divenire il primo direttore della Banca di stato vietnamita [1].

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I diversi significati del termine populismo

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populismdi Prabhat Patnaik
peoplesdemocracy.in

Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Spesso la stessa parola è usata da persone diverse con significati differenti e questo può essere fonte di grande confusione. La Banca Mondiale ha approfittato di questa opportunità, adottando espressioni che sono state utilizzate con un certo significato, soprattutto a sinistra, e piegandole in una direzione molto diversa in modo da creare una deliberata confusione e sfruttare il sentimento positivo che un termine nella sua accezione iniziale aveva risvegliato. "Aggiustamento strutturale" è un buon esempio di tale appropriazione da parte della Banca Mondiale. Nel suo uso iniziale suggeriva che la soluzione del mercato era inadeguata nei paesi del Terzo mondo e, con ciò, era necessario un "cambiamento strutturale" associato a cambiamenti nei rapporti di proprietà, come la riforma agraria. Ma la Banca Mondiale ha usato il termine "aggiustamento strutturale" per dire esattamente il contrario, e cioè per evitare eventuali modifiche nei rapporti di proprietà e introdurre ovunque il "libero mercato".

Il termine "società civile" usato da Hegel, e spesso citato da Marx, è un altro esempio evidente. "La società civile" nei suoi scritti era distinta dallo Stato e riferita all'insieme delle relazioni sociali (che secondo Marx sono determinate, in ultima analisi, dai rapporti di proprietà entro i quali è svolta la produzione). Ma oggi il termine è usato principalmente per fare riferimento a organizzazioni non governative, designate come "organizzazioni della società civile".

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I Difensori del Donbass – «La mia mano si è trasformata in pugno»

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Ricordiamo le donne e gli uomini caduti per difendere la libertà del popolo di Novorossiya.
Musica di sottofondo: "Kukushka", di Viktor Tsoi. Fort Rus

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Lavoro e reddito: una questione di produzione!

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Child poverty 007 340x200di Marta Fana - Simone Fana

da contropiano.org

Di ritorno dalla California, Renzi si imbatte nella difesa del lavoro, come principio sui cui la Repubblica italiana si fonda, con questa argomentazione respinge l’idea del reddito di cittadinanza che al contrario del lavoro è, secondo lui, incostituzionale. Un atteggiamento che rasenta il paradosso, ma anche una non banale dose di approssimazione su argomenti chiave: il lavoro, il reddito, l’autodeterminazione individuale e collettiva, la libertà.

Paradossalmente Renzi parla di lavoro come diritto costituzionalmente garantito nonostante le riforme adottate dal suo governo in materia di lavoro e occupazione siano ben distanti dai principi fondamentali della Carta.

Il lavoro e la costituzione.

A partire dalle periferie del mercato del lavoro, quello gratuito, in appalto o a voucher in cui sono negati i diritti previsti dall’art 36 della Costituzione in base al quale “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa. […] Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi”.

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