Terrore anticomunista: il drammatico appello dei giovani comunisti ucraini

Terrore anticomunista: il drammatico appello dei giovani comunisti ucraini

di Komsomol di Ucraina

di Unione Leninista Comunista della Gioventù dell'Ucraina

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L'Industria dei Diritti Umani al servizio dell'imperialismo

L'Industria dei Diritti Umani al servizio dell'imperialismo

di Margaret Kimberley

Quando le Organizzazioni dei cosiddetti Diritti Umani sono finanziate dall’un per cento, esse sicuramente riflettono le priorità e le prevenzioni dei loro influenti sponsor ...

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Diritto alla pace, un diritto dei popoli

Diritto alla pace, un diritto dei popoli

di Pedro Guerreiro

Nell'attuale situazione internazionale, di fronte al crescere dell'azione aggressiva dell'imperialismo statunitense e dei suoi alleati, la lotta per la pace assume una fondamentale importanza.

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Trump verso il G-Nato di Taormina

Trump verso il G-Nato di Taormina

di Manlio Dinucci

Il presidente Trump, dopo essere stato in Arabia Saudita e Israele, il 24 maggio è in visita a Roma, per poi andare il 25 al Summit Nato di Bruxelles e tornare in Italia il 26-27 per il G7 di Taormina…

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Breve storia della NATO dal 1991 ad oggi (Parte 4)

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Patriot usadi Manlio Dinucci

Parte 1 Parte 2 / Parte 3

L’ESPANSIONE DELLA NATO AD EST VERSO LA RUSSIA

Nello stesso anno – il 1999 – in cui lancia la guerra contro la Jugoslavia e annuncia di voler «condurre operazioni di risposta alle crisi, non previste dall’articolo 5, al di fuori del territorio dell’Alleanza», la Nato inizia la sua espansione ad Est. Essa ingloba i primi tre paesi dell’ex Patto di Varsavia: Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria.

Quindi, nel 2004, si estende ad altri sette: Estonia, Lettonia, Lituania (già parte dell’Urss); Bulgaria, Romania, Slovacchia (già parte del Patto di Varsavia); Slovenia (già parte della Federazione Jugoslava). Al vertice di Bucarest, nell’aprile 2008, viene deciso l’ingresso per l’anno seguente di Albania (un tempo membro del Patto di Varsavia) e Croazia (già parte della Federazione Jugoslava).

Facendoli entrare nella Nato, Washington lega questi paesi non tanto all’Alleanza, quanto direttamente agli Usa. Romania e Bulgaria mettono subito a disposizione degli Stati Uniti le importanti basi militari di Costanza e Burgas sul Mar Nero.

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Emergenza in Odessa, Ucraina

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OdessaSolidarity image001di odessasolidaritycampaign.org
da civg.it

Emergenza in Odessa, UcrainaUn cittadino di Odessa di nome Alexander Kushnarev è stato arrestato il 23 febbraio dalle autorità federali ucraine e accusato di aver pianificato il rapimento di un membro del parlamento ucraino (la Rada). Questo è un complotto. Kushnarev è il padre di uno dei 46 giovani uccisi in piazza Kilikovo il 2 maggio del 2014. I nostri amici a Odessa ritengono che il suo arresto sia l'inizio di una repressione generale contro chiunque sia legato agli attivisti uccisi. Essi ritengono che l'obiettivo del governo sia di condurre un'operazione di "pulizia" nei loro confronti e con la forza farli confessare di pianificare atti di violenza contro uomini del governo.

In altre parole, le persone a Odessa sono, nella migliore delle ipotesi, in pericolo di arresto, di essere torturate o imprigionate per molto tempo.

L'unica cosa in questo momento che possa fermare il governo ucraino è la massima divulgazione degli avvenimenti.

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A chi giova la tensione con la Russia?

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ucraina nazi cordoonedi Mauro Gemma

In merito all'irresponsabile dichiarazione del responsabile esteri di “Sinistra Italiana”, mentre è in corso la visita di Mattarella a Mosca con lo scopo dichiarato di allentare le tensioni con la Russia.

La Rada ucraina (il parlamento) ha decretato la definitiva riabilitazione dei collaborazionisti hitleriani, approvando il 4 aprile scorso la legge “Sulla riabilitazione delle vittime della repressione politica” insieme alla concessione di vitalizi ai veterani dell'Organizzazione dei nazionalisti ucraini  - Esercito insorgente ucraino (OUN-UPA), molto più semplicemente i collaboratori e complici dei nazisti.

Il testo della legge è stato letto dalla tribuna da Yury Shukhevych, deputato della feccia nazi-fascista ucraina, che altri non è che il figlio di quel Roman Shukhevych che, per chi ne fosse all'oscuro, è stato, insieme a Stepan Bandera, uno dei più feroci comandanti delle bande "repubblichine" ucraine, responsabili del massacro di decine di migliaia di partigiani e civili e dei terribili pogrom di ebrei avvenuti nella repubblica allora sovietica, sotto l'occupazione di Hitler.

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Elezioni, estrema destra e strumentalizzazioni

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olanda elezioni pannellodi Ângelo Alves, Commissione Politica del Partito Comunista Portoghese | da avante.pt

Traduzione di Marx21.it

Le elezioni legislative olandesi del 15 marzo sono state le prime di una lunga serie di processi elettorali nelle principali potenze dell'Unione Europea. Come con la discussione in corso sul  futuro dell'UE, anche la discussione sulle elezioni olandesi e francesi è stata ed è segnata dal tema dell'estrema destra e dei “nazionalismi”. E' dalla fine del 2016 che i principali media e i sondaggi che si sono succeduti davano come certo un pronunciato aumento del PVV di estrema destra e persino la sua vittoria. Ma non è accaduto. Se il PVV diventa la seconda forza in Olanda questo non si deve a una spettacolare crescita (cresce di 3 punti percentuali e 5 deputati rispetto al 2012, ottenendo il 13,1%, in calo rispetto al 15,7% del 2010), ma alla fragorosa sconfitta del partito della socialdemocrazia (PvdA del presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem) che perde 20 punti percentuali e 29 deputati rispetto al 2012, ottenendo il 5,7% dei voti. La brutale erosione elettorale del PvdA è accompagnata dalla perdita di peso elettorale del VVD (il partito di destra del primo ministro del governo di coalizione VVD/PvdA) che sebbene sia il più votato (21,2%) perde 5 punti percentuali e otto deputati.

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Petrolio, down and up

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petrolio 500di Demostenes Floros | da abo.net

English version

A marzo, il prezzo del petrolio è diminuito grazie alla speculazione. Poi a fine mese l'incremento, riconducibile al calo della produzione libica

A marzo, il prezzo del petrolio è diminuito. In particolare, la qualità Brent North Sea ha aperto le contrattazioni a 56,28$/b per poi chiuderle a 52,74$/b, mentre il West Texas Intermediate ha aperto a 53,68$/b e chiuso a 50,65$/b. Sia il benchmark europeo e asiatico, sia il petrolio americano hanno toccato il minimo il 23 marzo, rispettivamente quotando 50,60$/b e 47,63$/b - sostanzialmente, sugli stessi livelli del 30 novembre scorso – in conseguenza del livello record raggiunto dalle scorte di greggio statunitensi, calcolate in 533,1 milioni di barili. Nel corso della prima parte del mese, la speculazione ha provocato un temporaneo calo dei prezzi. Infatti, i fondi coperti, dopo avere accumulato posizioni nette di lungo periodo pari a 951 milioni di barili in data 21 febbraio (10 volte i consumi globali) hanno iniziato ad incassare le loro scommesse, riducendo il rapporto acquisti a lungo/vendite a breve da 10,3:1 a 4,41:1 (equivalente a 422 milioni di barili). L’incremento di prezzo verificatosi alla fine di marzo è invece riconducibile alla produzione libica, la quale è decresciuta di 252mila b/g nei pozzi occidentali di Sharara e Wafa a causa della guerra tra opposte fazioni.

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La Corea del Nord minaccia l'America: stanno arrivando! Ci spazzeranno via!

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North Korea USA war 790564di Michel Chossudovsky | globalresearch.ca

Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

"E sapete, abbiamo questo matto [Kim Jong-un], credo sia matto, o è matto o è un genio, l'uno o l'altro, ma attualmente è molto instabile, anche più di suo padre…" (Donald Trump, Agosto 2016, durante la campagna elettorale)."

"Ciò che non è stato dimenticato a proposito di questo [la guerra di Corea del 1950-1953] fu la straordinaria distruttività dei bombardamenti aerei degli USA contro la Corea del Nord, dal massiccio e continuo uso di bombe incendiarie (per lo più con Napalm) alle minacce di usare l'arma nucleare o le armi chimiche, e la distruzione delle enormi dighe nordcoreane negli stadi finali del conflitto…" (Bruce Cumings)

Trump crede che Kim Jong-un sia pazzo. Portatelo via.

I media USA ci mettono del loro: la RPDC è una minaccia per la sicurezza nazionale degli USA che richiede un primo colpo preventivo a mezzo di un attacco missilistico THAAD in nome della "autodifesa".

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Dall’Italia l’attacco Usa alla Siria

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USS Laboon Leaves Gaeta Italydi Manlio Dinucci
il manifesto, 11 aprile 2017

Dopo l’attacco missilistico Usa alla Siria, il ministro degli esteri Alfano ha dichiarato che l’Italia è preoccupata della «sicurezza e stabilità della regione mediterranea». In che modo vi contribuisce lo dimostrano i fatti.

Le due navi da guerra statunitensi, la USS Porter e la USS Ross, che hanno attaccato la base siriana di Shayrat, fanno parte della Sesta Flotta la cui base principale è a Gaeta in Lazio. La Sesta Flotta dipende dal Comando delle forze navali Usa in Europa, il cui quartier generale è a Napoli-Capodichino.

Il Comando, che ha diretto da Napoli l’attacco deciso dal presidente Trump, è agli ordini dell’ammiraglia Michelle Howard, la quale comanda allo stesso tempo la Forza congiunta della Nato con quartier generale a Lago Patria (Napoli).

L’operazione bellica è stata appoggiata dalle basi Usa in Sicilia: quella aeronavale di Sigonella e la stazione di Niscemi del sistema Muos di trasmissioni navali, affiancate dalla base di Augusta dove le navi della Sesta Flotta e quelle Nato vengono rifornite di carburante e munizioni, compresi missili da crociera Tomahawk, gli stessi usati contro la Siria.

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Oggi lo schiavismo si chiama precarietà

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lavoro pupazzidi Giorgio Cremaschi
da MicroMega

A Milano sulla metro mi ferma un giovane, impiegato in un magazzino della logistica. Io sono tra i privilegiati, mi dice, certo non come i facchini che stanno giù al carico scarico merci, però anche in ufficio il clima è pesante. E mi racconta la storia dei punti della patente.

Il capo ufficio si rivolge alla giovane impiegata, naturalmente assunta con un contratto precario, e le chiede con la massima naturalezza: senti puoi darmi gli estremi della tua patente? Alle timide perplessità della ragazza il capo risponde tranquillamente che è per una infrazione in cui è incorso guidando l'auto aziendale. È arrivata una multa pesante che comporta danno alla patente. Visto che l'auto è aziendale, nulla di male a scaricare il taglio dei punti sulla patente dell'impiegata, anche se questa non è titolata ad usarla, è spirito di collaborazione... che fa curriculum per la conferma a lavoro.

La ragazza ha subito il ricatto? Ho chiesto alla fine, ma chi mi aveva raccontato l'episodio non è stato in grado di darmi una risposta, non conosceva la conclusione.

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L'agenda dell'indignazione di Washington e le contraddizioni della sinistra

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di Emiliano Alessandroni per Marx21.it

Un paradosso inquietante attraversa oggi, in maniera crescente, l’identità della sinistra occidentale. Non soltanto l’anti-imperialismo e l’anticolonialismo non rientrano più tra le sue corde, ormai tutte confinate, queste, nello stretto bacino euro-atlantico dei diritti civili. Ma la sua attenzione verso il mondo che sta al di là degli Stati Uniti e dell’Europa, si risveglia soltanto quando questo diventa un bersaglio critico contro cui scagliarsi, consentendo di riproporre la nota contrapposizione “Noi” – “Loro”: “Noi” governi democratici, rispettosi dei valori e dei diritti, “Loro”, crudeli tirannie da poter rovesciare in ogni momento e con ogni mezzo.

Sappiamo che la demonizzazione del nemico costituisce una pratica ricorrente nella storia del colonialismo: l’insistenza martellante dei giornali e dell’intellighenzia europea sui “barbari” da redimere, sui “cannibali” da civilizzare, il richiamo morale del white man’s burden; tutta la retorica dei valori e dei diritti è stata da sempre messa in campo per creare e consolidare il consenso verso le più sanguinarie operazioni coloniali. Per non parlare, naturalmente, di quando i “barbari” e i “cannibali” sono riusciti a mettere in piedi dei governi: come avvenuto a Santo Domingo dopo la rivolta degli schiavi neri guidata da Toussaint Louverture. Non di governi allora poteva trattarsi, secondo i reportage della nostra informazione, ma di macabri dispotismi.

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"La Siria non si inginocchierà!”

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siria bandiere assadDichiarazione dell'Ufficio Politico del Partito Comunista Siriano

da kprf.ru

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

La mattina del 7 aprile, l'esercito statunitense ha sferrato, dalle sue navi di stanza nel Mediterraneo orientale, un massiccio attacco missilistico contro una struttura militare siriana.

Questo attacco rappresenta un nuovo passo nell'aggressione imperialista statunitense contro la nostra Patria, la Siria, che è stato preceduto dall'arrivo di forze militari americane nel nord-est del paese, senza alcun motivo che possa essere giustificato dal diritto internazionale. Questa aggressione è  conseguenza dell'approccio generale dell'imperialismo statunitense nell'attacco alla sovranità degli stati e alla libertà dei popoli, allo scopo di ottenere quella costante espansione, che ad esso è connaturata.

Ciò si inserisce nella politica aggressiva dell'imperialismo e del sionismo, indirizzata all'annientamento e alla divisione della Siria, che si erge con forza incrollabile contro i progetti di dominazione coloniale in tutta la regione del Mediterraneo orientale e del mondo arabo nel suo complesso.

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"Una cinica, spudorata aggressione”

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kprf attaccousasiriaDichiarazione di Ghennady Zyuganov, Presidente del Partito Comunista della Federazione Russa

da kprf.ru

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Nella notte del 7 aprile la US Navy ha attaccato con missili da crociera la base aerea della Siria nei pressi della città di Homs. Secondo il Pentagono, questa azione è una risposta all'utilizzo da parte dell'aviazione siriana di armi chimiche contro Idlib, una delle città della provincia, che si trova sotto il controllo dei combattenti terroristi.

Secondo tutte le norme del diritto internazionale, le azioni degli Stati Uniti sono un'aggressione contro uno stato sovrano. La Carta dell'ONU consente l'utilizzo della forza solo sulla base di una decisione del Consiglio di Sicurezza stesso allo scopo di prevenire minacce alla pace mondiale. Inoltre, non solo non c'è stata la decisione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, ma neppure un elementare e obiettivo esame di quanto accade. Ci troviamo di fronte alla recidiva della politica del “grosso bastone”, che ha portato agli interventi distruttivi contro la Jugoslavia, l'Iraq, l'Afghanistan e la Libia.

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Il CPPC condanna il bombardamento degli Stati Uniti contro la Siria

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cppc condena bombardeamento dos eua contra a siriaComunicato del Consiglio Portoghese per la Pace e la Cooperazione (CPPC) | da cppc.pt

Traduzione di Marx21.it

Il Consiglio Portoghese per la Pace e la Cooperazione (CPPC) condanna con fermezza il bombardamento statunitense contro la Siria, denunciando il suo carattere illegale e totalmente contrario al diritto internazionale.

L'aggressione militare diretta contro questo Stato sovrano, che avviene dopo sei anni di guerra segreta, delinea l'intollerabile scalata con conseguenze ancora difficili da prevedere, data l'elevata tensione militare che si vive nel martirizzato paese del Medio Oriente.

Per quanto riguarda i pretesti presentati per l'attacco, il CPPC richiama l'attenzione sul fatto che sono ancora sconosciuti i fatti e i veri autori del denunciato utilizzo di armi chimiche nella provincia di Idlib, che ha provocato un centinaio di vittime.

Manifestando il più profondo ripudio dell'utilizzo di questo tipo di armamento, il CPPC ricorda che il governo siriano ha già respinto qualsiasi tipo di responsabilità per l'azione, ragion per cui è almeno prematuro definire già le responsabilità per il terribile attacco.

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Dichiarazione del Consiglio Mondiale della Pace sull'attacco missilistico degli Stati Uniti contro obiettivi siriani

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wpc logoIl Consiglio Mondiale della Pace denuncia e condanna i recenti attacchi missilistici degli Usa contro obiettivi siriani del 6 Aprile, come un atto di ulteriore escalation dell'intervento imperialistico in Siria e nella regione, basato sul supposto utilizzo di armi chimiche nella città di Khan Sheikhoun, vicino ad Idlib da parte dell'esercito siriano, un crimine con moventi sospetti.

Il bombardamento della Siria costituisce non solo una violazione dei principi della Carta Onu, ma è anche la continuazione delle politiche americane della precedente amministrazione Usa, da parte dell'amministrazione Trump.

Dopo aver creato, addestrato e finanziato i gruppi mercenari dell'”Isis” e altri, gli Usa, la Nato e l'Unione Europea insieme ai loro alleati nella regione, stanno fornendo supporto a gruppi terroristi armati, attraverso gli attacchi all'esercito siriano, e non per la prima volta.

Dietro questi attacchi ci sono i piani dell'establishment per un “Grande Medio Oriente” con il controllo delle risorse energetiche e dei gasdotti/oleodotti, e attraverso regimi compiacenti e nuovi confini.

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Comunicato del Comitato No Guerra No Nato sull'attacco USA alla Siria

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ussporter fuocoDue navi da guerra statunitensi, la USS Porter e la USS Ross della Sesta Flotta di stanza a Napoli, hanno attaccato la base siriana di Shayrat con 59 missili da crociera Tomahawk.   

L’attacco, ordinato dal presidente Trump, è stato eseguito dal Comando delle forze navali Usa in Europa, agli ordini dell’ammiraglia Michelle Howard, che allo stesso tempo comanda la Forza congiunta della Nato con quartier generale a Lago Patria (Napoli). L’operazione bellica è stata appoggiata dalla base aeronavale Usa di Sigonella e dalla stazione di Niscemi del sistema statunitense Muos di trasmissioni navali.

L’Italia – dove si trovano importanti comandi e basi per operazioni militari in una vasta area che dal Medioriente e Nordafrica arriva fino al Mar Nero – è un fondamentale trampolino di lancio della strategia aggressiva Usa/Nato. 

Gli Stati Uniti e gli alleati europei della Nato sono i principali responsabili di una situazione sempre più pericolosa, provocata dalla demolizione dello Stato libico, attaccato dall’interno e dall’esterno, e dal tentativo di fare lo stesso in Siria (sempre durante l’amministrazione Obama) tramite gruppi terroristi presentati come «ribelli», addestrati e armati dalla Cia e finanziati dall’Arabia Saudita e altre monarchie del Golfo. 

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Le bufale che spianano la guerra in Siria

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boldrini bufaledi Francesco Santoianni
da lantidiplomatico.it

La campagna mediatica sulla strage di Idlib - finalizzata, sostanzialmente, a trascinare Trump ad una guerra contro la Siria e, quindi, contro Putin ha ottenuto un primo successo: il criminale raid missilistico della notte dell'aviazione Usa contro una base siriana.

E così mentre alcuni giornali, finora  non certo teneri con il “regime di Assad”, timidamente, fanno propria la verosimile ricostruzione dell’accaduto (fuoriuscita di gas tossico - stipato insieme ad armi ed esplosivi – da un arsenale dei “ribelli”, colpito dall'aviazione di Damasco) le grandi corporation mediatiche – in primo luogo in Italia Repubblica e Corriere - restano pervicacemente inchiodati  alla leggenda della strage con il gas, incomprensibilmente ordinata da Damasco.

Un caso a sé resta, comunque, “Il Fatto Quotidiano” che, pur di confermare questa bufala spara l’incredibile articolo “Siria, i testimoni del bombardamento” che narra le gesta di tale Omar Najdat (“intervistato” telefonicamente). Il quale, già sepolto sotto le macerie di un fantomatico “ospedale di Khan Sheikhoun” – colpito e inondato di gas dall’aviazione di Assad – sarebbe riuscito a sgusciare fuori, caricare due feriti (anch’essi saturi di gas) in un’auto che, poi, avrebbe guidato per 86 chilometri fino ad un altro fantomatico “ospedale ad Idlib”; dove, comunque, non si capisce cosa ci sarebbe andato a fare e come avrebbe fatto a restare ancora vivo, considerando che, a suo dire, lì “non ci sono medicine, ma curano le intossicazioni da gas facendoti lavare il viso e spogliandoti dei vestiti”.

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Follia USA in Siria. Italia stia immobile

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trump podio urladi Manlio Di Stefano - M5S
facebook.com/ManlioDiStefano

Sono bastati pochi mesi per allineare Trump ad un principio storico: in USA non comandano i Presidenti ma le lobby della guerra e del petrolio.

Questa notte la "più grande democrazia del mondo" ha deciso di violare ogni legge internazionale, scavalcare le decisioni di NATO e Nazioni Unite (ne uscissero a questo punto) e bombardare senza alcuna autorizzazione la Siria.

Tutti, noi per primi, avevamo chiesto che venisse fatta luce su quanto accaduto negli ultimi giorni perché quelle morti erano intollerabili, ma gli sceriffi del mondo non avevano bisogno di alcuna certezza, loro sapevano chi doveva essere punito e l'hanno punito mentre il resto del mondo chiedeva un'inchiesta delle Nazioni Unite.

E chi se ne importa se questo gesto può portare ad una guerra mondiale, chi se ne importa se al di là dell'Oceano, proprio lì vicino alla Siria, c'è l'Europa, un continente con 800 milioni di persone alleate degli Stati Uniti d'America.

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Il nuovo attacco di guerra USA contro la Siria

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pci logoComunicato della Segreteria Nazionale PCI

Il PCI condanna recisamente il nuovo attacco di guerra USA contro la Siria. Il motivo addotto da Trump (l’orrenda strage di Khan Sheikhoun) ha tutti i caratteri della consueta “scusa per la guerra”. Nessuna indagine internazionale, nessun fatto concreto  hanno dimostrato che sia stato l’esercito siriano di Assad ad utilizzare le armi chimiche. Mentre la realtà è che l’esercito di Assad - sostenuto dalla Russia di Putin - sta vincendo sul campo contro l’Isis e contro l’”Esercito Libero” filo americano di 100 mila uomini costruito in Siria dagli USA e dai suoi alleati arabi per combattere contro lo stesso Assad.  L’utilizzo di armi chimiche sarebbe un suicidio politico per il governo siriano. A respingere le tesi di Trump, non sono solo il governo siriano e la Russia, ma anche molti analisti di politica internazionale e lo stesso vescovo di Aleppo ne mettono in discussione la possibilità.  Resta sul campo la spinta di guerra che Trump eredita dai suoi predecessori; è la spinta ad una nuova guerra in Siria nella fase della sconfitta dell’ISIS.

In queste settimane il presidente degli Usa ha lanciato la guerra nello Yemen, ha minacciato la guerra contro la Corea del Nord, ha minacciato la Cina. Ora ha sferrato l’attacco contro la Siria.

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Missione compiuta per Isis, Al Nusra...e i media occidentali

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di Mauro Gemma
da lantidiplomatico.it

Preceduto dal coro martellante dei servi di giornali e televisioni pubblici e privati di tutto l'Occidente, alla fine è arrivato il criminale attacco imperialista USA alla Siria.

Insieme ai tagliagole di Al Nusra e dell'Esercito "libero" siriano, anche l'ISIS esulta per l'insperata boccata di ossigeno offerta dagli Stati Uniti che fanno le manovre per la guerra globale.

Mentre la nostra opinione pubblica (sinistra, se esisti, batti un colpo!) deve ancora risvegliarsi dalla massiccia dose di anestetico che le siringhe del mainstream iniettano quotidianamente.

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1949. L’Italia a guida De Gasperi aderisce al Patto atlantico

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[Dal libro di Nico Perrone, La svolta occidentale. De Gasperi e il nuovo ruolo internazionale dell’Italia, Castelvecchi ed., 2017, pp. 131-138]

L’adesione a un’alleanza militare – impostata con finalità, criteri e rapporti che non erano nelle consuetudini politiche italiane – aveva fatto entrare repentinamente nella nostra politica dei comportamenti che non erano usuali fra i partiti. Alla contrapposizione, anche aspra ma sempre in termini politici, doveva adesso sovrapporsi una logica di carattere militare, con spazi ampi di segreto, silenzio, conduzione eterodiretta delle cose politiche, che toccava anche rapporti diplomatici schiettamente interni. Non si trattava di mutamenti di poco conto: molte questioni dovevano improvvisamente incominciare a condursi con una logica nuova, che aveva riflessi rilevanti anche sulle questioni interne. Si venivano a sovrapporre esigenze di strategia militare, modalità di ambiguità nei rapporti tra Stati e di direzione dall’esterno di una parte consistente degli affari politici, inconsuete nel nostro sistema democratico e parlamentare. Gli effetti di tutto ciò rendevano più difficili e più aspri anche i rapporti fra il governo e l’opposizione di sinistra.

In un telespresso del 13 maggio 1946, l’ambasciatore Tarchiani aveva avvertito che,

aderendo a criteri innovatori, la funzione di vere e proprie basi navali ed aeree verrebbe limitata ad un numero ristretto di posizioni più importanti, situate a gran distanza fra loro.

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I rischi di attacchi preventivi contro la Corea del Nord

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tillerson cinadi Max Fisher | da The New York Times

Traduzione di Marco Pondrelli per Marx21.it

In questo articolo del New York Times si parla esplicitamente della guerra contro la Corea del Nord, valutando i possibili scenari. La semplice pubblicazione di un simile articolo dimostra che nei circoli più ristretti dell'establishment americano la possibilità viene seriamente presa in considerazione (MP).

Una dichiarazione del Segretario di Stato Rex W. Tillerson, che sosteneva che gli Stati Uniti avrebbero preso in considerazione un'azione militare preventiva contro la Corea del Nord, ha sollevato una questione che ha perseguitato gli strateghi del Pentagono americani negli ultimi 20 anni: come può funzionare questa opzione?

Gli Stati Uniti hanno a lungo minacciato l'uso della forza. La sincerità di tali minacce è sempre stata ambigua, in quanto spesso più che come preparazione alla guerra ciò agiva come deterrente per la Corea del Nord e come rassicurazione dell'impegno degli Stati Uniti verso la Corea del Sud.

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