Storia, teoria e scienza

Come gli Agnelli hanno rapinato l'Italia lungo un intero secolo

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di Maria Rosa Calderoni | su Liberazione

 

agnelliGioanin lamiera, come scherzosamente gli operai chiamavano l'Avvocato, ha succhiato di brutto; ma prima di lui ha succhiato suo padre; e prima di suo padre, suo nonno Giovanni. Giovanni Agnelli Il Fondatore. Hanno succhiato dallo Stato, cioè da tutti noi. E' una storia della Fiat a suo modo spettacolare e violenta, tipo rapina del secolo, questa che si può raccontare - alla luce dell'ultimo blitz di Marchionne - tutta e completamente proprio in chiave di scandaloso salasso di denaro pubblico. Un salasso che dura da cent'anni. Partiamo dai giorni che corrono. Per esempio da Termini Imerese, lo stabilimento ormai giunto al drammatico epilogo (fabbrica chiusa e operai sul lastrico fuori dai cancelli). Costruito su terreni regalati dalla Regione Sicilia, nel 1970 inizia con 350 dipendenti e 700 miliardi di investimento. Dei quali almeno il 40 per cento è denaro pubblico graziosamente trasferito al signor Agnelli, a vario titolo.

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Londra 1852, il governo tecnico visto dal giornalista Karl Marx

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di Marcello Musto | da il Manifesto

 

marx24Ritornato, da qualche anno, a essere discusso dalla stampa di tutto il mondo per l’analisi e la previsione del carattere ciclico e strutturale delle crisi capitalistiche, Marx andrebbe oggi riletto in Grecia e in Italia anche per un’altra ragione: la ricomparsa del «governo tecnico».


In qualità di giornalista del New-York Tribune, uno dei quotidiani più diffusi del suo tempo, Marx osservò gli avvenimenti politico-istituzionali che, in Inghilterra, nel 1852, portarono alla nascita di uno dei primi casi di «governo tecnico» della storia, il gabinetto Aberdeen (dicembre 1852 – gennaio 1855).


L’analisi di Marx si contraddistinse per sagacia e sarcasmo. Mentre il Times celebrava la nascita dell’avvenimento come il segno dell’ingresso «nel millennio politico, in un’epoca in cui lo spirito di partito è destinato a sparire e in cui soltanto genio, esperienza, industriosità e patriottismo daranno diritto ai pubblici uffici», e invocava per questo governo il sostegno degli «uomini di ogni tendenza», poiché «i suoi principi esigevano il consenso e l’appoggio universali»; egli irrise la situazione inglese nell’articolo Un governo decrepito.

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L’esperienza di «Marxismo oggi»

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di Guido Oldrini, direttore di "Marxismo Oggi" | sul numero corrente della rivista MarxVentuno

 

LA FUNZIONE DELLE RIVISTE MARXISTE DI CULTURA SUL TIPO DI «MARXISMO OGGI» STA PRINCIPALMENTE NEL CREARE UN FRONTE DI OPPOSIZIONE, A LIVELLO CULTURALE, CONTRO LA CULTURA DELLE CLASSI DOMINANTI, SPECIE LÀ DOVE VENGONO IN CAMPO PROBLEMI DI FONDO: I CONTRASTI TRA LE CLASSI, L’ASSETTO SOCIALE DELLA VITA DEGLI UOMINI, I DESTINI REALI ULTIMI DEL PAESE

 

marxismooggiNon credo di sbagliarmi scorgendo qualche analogia nella storia della genesi delle riviste «MarxVentuno» e «Marxismo oggi», nata ventiquattro anni fa con il proposito di salvaguardare politicamente e culturalmente l’eredità lasciata dal Partito comunista italiano, dopo l’ignominioso scioglimento decretatone tra le lacrime – ignominia nell’ignominia – dal suo Segretario di allora; oggi «MarxVentuno» nasce quando, al termine – si spera – del lungo ciclo non felice di vicende e contrasti tra i gruppi costitutivi della sinistra comunista, sembra venga finalmente maturando all’orizzonte il disegno di una ricostruzione del PCI.

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Italicus, la strage dimenticata in un film. Quando Bologna scoprì gli anni di piombo.

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di Enrico Bandini | su il Fatto Quotidiano

 

italicus-w350Un documentario di Alessandro Quadretti e Domenico Guzzo ripercorre le tappe dell'attentato del 4 agosto 1974. Decine di testimonianze, estetica e musica anni Settanta, budget risicato: "A chi si affaccia oggi su quella tragedia resta soltanto una plausibile ricostruzione storica, ma nessuna certezza giudiziaria”Strategia della tensione, stragismo nero, servizi segreti, depistaggi, terroristi latitanti: c’è tutto questo nel documentario 4 agosto ’74. Italicus, la strage dimenticata di Alessandro Quadretti e Domenico Guzzo, presentato in anteprima il 24 e 25 ottobre al cinema Saffi di Forlì (trailer).

 

Ciò che avvenne sull’espresso Italicus, diretto da Roma Tiburtina a Monaco di Baviera il 4 agosto 1974, all’immediata uscita della galleria ferroviaria di San Benedetto Val di Sambro, con 12 morti e 105 feriti, di cui 44 gravi, rappresenta il più sanguinoso attentato terroristico dinamitardo degli anni Settanta.

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"Ratzinger o Fra Dolcino?"

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da www.lacinarossa.net

 

Fray DulcinoPresentiamo ai lettori l’anteprima del libro che abbiamo scritto sulla compresenza e lotta all’interno della religione occidentale di una “religione dei ricchi” contrapposta alla “religione degli sfruttati”. La tesi principale del nostro scritto (che intendiamo pubblicare nella primavera del 2012, ma che già ora si può scaricare per intero dal sito www.robertosidoli.net) a sua volta si ricollega alla teoria dell’effetto di sdoppiamento, sulla quale si possono consultare su internet le ottime recensioni (critiche) di Andrea Catone e Giulio Bonali e le risposte ad esse di uno degli autori del libro in oggetto. Sperando che si apra anche su questo tema un dibattito costruttivo, auguriamo a tutti i compagni una buona lettura. 

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Il ricordo vivo del grande Ottobre

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di Andrea Catone, direttore di MarxVentuno rivista

 

Lenin 1917-11_im_bolschewistischen_Hauptquartier_Serow-w350Ricordiamo il 7 novembre non per un esercizio retorico. Ogni anniversario di quella rivoluzione per i militanti comunisti deve essere occasione di riflessione per l’agire presente.

 

Il ricordo vivo del grande Ottobre ci dice prima di tutto che la rivoluzione è possibile, che la lotta dei popoli contro il giogo dell’oppressione e dello sfruttamento può essere vittoriosa, che il socialismo, un ordine nuovo antitetico a quello capitalista e imperialista, non è una chimera, ma il reale concreto. Questo ha un valore universale, che travalica le differenze che sono esistite ed esistono tuttora all’interno del movimento operaio. Per il solo fatto di affermare il diritto dei popoli alla rivoluzione, la possibilità concreta della rivoluzione, l’Ottobre dovrebbe essere commemorato e onorato da tutti coloro che si battono contro il capitalismo e l’imperialismo. In questo senso l’Ottobre è di tutti i popoli in lotta.

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7 novembre 1917, 7 novembre 1941, due giorni che hanno cambiato il corso della storia

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di Sergio Ricaldone* per Marx21.it | Sergio Ricaldone è membro del Comitato Centrale del PdCI

 

rivoluzione russaMi sono spesso domandato quali siano stati i momenti cruciali che hanno segnato la mia vita e quella di tanti altri militanti comunisti della mia generazione.


Sovente, senza che neppure ce ne accorgiamo le cose accadono da sole. Sembrano fatalità, coincidenze, ma sono in realtà emozioni, vibrazioni, impulsi, momenti decisivi trasmessi dal mondo reale che ti circonda, che alimentano la tua coscienza fino a formare un unico razionale pensiero che poi ti guida nelle grandi scelte che la vita ti impone di compiere. 

 

Il 7 novembre 1941, 24° anniversario della Rivoluzione d’Ottobre, è stato per me uno di quei momenti. Di cui conservo, 70 anni dopo, un ricordo indimenticabile.

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Ottobre rosso in Asia orientale

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di Spartaco Puttini per Marx21.it

 

mao-chinese-revolution-w350La rivoluzione russa e la lotta dei popoli oppressi contro l’imperialismo

 

“Quando la storia della prima metà del ventesimo secolo […] verrà scritta in una più ampia prospettiva, è difficile che un solo tema si riveli più importante della rivolta contro l’Occidente" [1] . [Geoffrey Barraclough]

 

La Rivoluzione d’Ottobre aprì una fase nuova nella storia, tanto per quel che riguarda le masse popolari dei paesi occidentali, quanto per quel che concerne la riscossa dei popoli coloniali.

 

Tra gli effetti ad oggi più duraturi della Rivoluzione d’Ottobre vi è senza dubbio quello di aver concorso in modo determinante al risveglio dei popoli sottoposti al colonialismo. E’ di questo aspetto che cercheremo di dare conto nelle righe che seguono, con una particolare attenzione all’Asia orientale dove nel corso del Novecento si svilupparono vittoriosamente due grandi rivoluzioni nazionali e antimperialiste (egemonizzate dai comunisti): quella cinese e quella vietnamita. Due rivoluzioni che contribuirono come poche altre a cambiare la storia del mondo. Oggi che l’Asia orientale con al suo centro la Cina emerge prepotentemente è il caso di interrogarsi sulle radici lunghe di quelle esperienze.

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