Storia, teoria e scienza

Rivoluzione d’Ottobre. Un punto di riferimento storico nella lotta per l’emancipazione delle donne.

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donne sovietda “Avante!”, Settimanale del Partito Comunista Portoghese

Traduzione di Marica Guazzora per Marx21.it

Uguaglianza. La Rivoluzione d’Ottobre del 1917 inaugurò la costruzione di una società nuova che, nella sua profonda trasformazione, iscrisse fin dalla prima ora,  la consacrazione dell’uguaglianza nella legge e nella vita, costituendo un punto decisivo nella lotta di liberazione delle donne.

La Rivoluzione d'Ottobre introdusse un profondo cambiamento nella situazione delle donne.

E costituì un tale  punto decisivo per l’emancipazione, da averne ripercussioni mondiali. Il carattere rivoluzionario di questa trasformazione fu di tale portata che la grande maggioranza di queste lotte si mantenne nel tempo e si ritrova attualmente  nelle lotte delle donne e dei popoli.

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Lenin per l’oggi: la centralità della politica contro i piloti automatici

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Intervista di Ascanio Bernardeschi a Vladimiro Giacché

da lacittafutura.it

Vladimiro Giacché ci parla della raccolta da lui curata degli scritti di Lenin sull'economia della Russia dopo la rivoluzione di Ottobre.

Vladimiro Giacché ha recentemente curato una raccolta di scritti di Lenin (Economia della rivoluzione, edito da Il Saggiatore) aventi come tema centrale i problemi della realizzazione del sistema economico di transizione verso il socialismo nella drammatica realtà della Russia post rivoluzionaria. La scelta degli articoli e le parti introduttive, sia quella iniziale che quelle ai singoli capitoli, rendono un grande servizio, nel centenario dell'Ottobre russo, agevolando la comprensione delle difficoltà incontrate lungo un quantomai impervio percorso. Ne viene fuori chiaramente l'approccio leniniano a quelle problematiche, all'interno di un quadro completamente inedito e in cui predominavano arretratezza economica, guerra civile, accerchiamento da parte delle maggiori potenze imperialistiche, carestia e via dicendo. Un approccio fatto di assoluto antidogmatismo, di capacità di ammettere e correggere gli errori, di praticare “ritirate strategiche”, di scendere a patti con forze avverse, per salvare la rivoluzione dalla sconfitta.

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In difesa del Socialismo Reale e del marxismo-leninismo

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revoluc3a7c3a3o de outubroa cura di Alessandro Pascale

Riceviamo dal compagno Alessandro Pascale la prefazione al suo ultimo lavoro, scritto in occasione del centenario della Rivoluzione d'Ottobre, e volentieri pubblichiamo

PREFAZIONE

È arrivato il momento in cui i comunisti e le comuniste rialzino la testa e ricordino anzitutto a sé stessi le ragioni della propria Storia. Questo libro è rivolto a qualunque individuo capace di riflettere criticamente e senza pregiudizi, ma in particolar modo ai comunisti, colpiti ormai da decenni di bombardamento mediatico e politico. Una campagna diffamatoria di proporzioni tali da sortire l'effetto di riuscire a colpevolizzare gli stessi comunisti, cancellandone in molti casi la propria stessa identità, abbandonata, ripudiata, nascosta o ridotta ad un'ideologia più “conforme” ed accettabile per la borghesia, regredendo ad un livello che Marx ed Engels avrebbero descritto tra i “socialismi utopistici”.

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Sul sovranismo e le sue implicazioni

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tricoloredi Andrea Catone per Marx21.it

Trovo di grande importanza l’avvio di un forum di discussione e analisi marxista sul tema della sovranità nazionale e del “sovranismo” promosso da Marx21.it

Il termine “sovranismo” è entrato da alcuni anni nel vocabolario politico italiano, in particolare dall’estate 2011, quando esplose l’attacco speculativo nei confronti dei titoli di stato italiani e il differenziale tra titoli tedeschi e italiani (il famigerato spread) cresceva di giorno in giorno, facendo paventare, come a caratteri cubitali scrivevano i più quotati quotidiani, il fallimento del paese Italia, per evitare il quale si suggeriva di adottare senza indugio draconiane misure di austerità, come indicato nella lettera inviata il 5 agosto all’allora presidente del consiglio italiano Berlusconi (impropriamente chiamato nella missiva “Primo Ministro”) dalla BCE a firma del presidente Jean Claude Trichet e del futuro numero uno dell'Eurotower, Mario Draghi [1].

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L’etica di Lenin (ed altre note sul ’17)

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lenin bolscevichidi Mimmo Porcaro da socialismo2017.it

Nel ringraziare il compagno Vladimiro Giacché per la segnalazione, pubblichiamo volentieri il saggio di Mimmo Porcaro quale utile e stimolante contributo alla discussione, nel centenario della Rivoluzione d'Ottobre, e riteniamo opportuno inserirlo, per alcuni rilevanti passaggi anche nella rubrica "I comunisti e la questione nazionale (Marx21.it)

1914 – 1917

Una inesausta tradizione critica imputa alla Rivoluzione del 1917 l’ ingiustificabile, eccessiva violenza che essa avrebbe esercitato contro gli uomini e le cose, ma soprattutto contro le leggi dell’evoluzione economica e della dinamica storica. Lo si chiami blanquismo, lo si imputi a hybris, lo si veda come opera dei demoni dostoevskijani o come applicazione delle aride geometrie sociali di Cernisevskij, l’errore imperdonabile dei bolscevichi sarebbe sempre lo stesso: l’aver agito fuori tempo e fuori luogo, imponendo la rivoluzione ad un paese troppo arretrato e smorzando sul nascere le possibilità di lento ma sicuro progresso della democrazia, e poi del socialismo, aperte dalla fine dello zarismo.

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I comunisti e la questione nazionale: contributi per un dibattito

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Sul tema “i comunisti e la questione nazionale” che sta suscitando un vivace dibattito tra i comunisti e, più in generale, nella “sinistra radicale”, Marx21.it intende aprire un confronto a tutto campo, invitando i suoi lettori a partecipare con le loro riflessioni. Di seguito i primi contributi alla discussione. Di Marco Pondrelli e Gianni Fresu.

Lenin 90 anni dalla morte 634x396Patriottismo, nazionalismo, internazionalismo
di Marco Pondrelli per Marx21.it

Gli eventi che si sono succeduti nell'ultimo periodo hanno riacceso il dibattito sul ruolo dello Stato e del nazionalismo. L'Occidente che in passato ha fatto un uso disinvolto del principio dell'autodeterminazione dei popoli (ad esempio in Kosovo) oggi si ritrova a dover contrastare chi quello stesso principio lo applica (Crimea) o vorrebbe farlo (Catalogna). Una sinistra allo sbando da anni, anche ideologicamente, non poteva che ritrovarsi ancora più in confusione. Si arriva così al paradosso di unire alla 'scontata' condanna della Russia imperialista il sostegno alla lotta del popolo catalano.

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L'economia della rivoluzione

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di Ascanio Bernardeschi per Marx21.it

Riflessioni a partire da un importante lavoro di Vladimiro Giacché.

Antonio Gramsci definì l'Ottobre russo una rivoluzione contro il capitale, in quanto si discostava dalle previsioni marxiane secondo cui la rivoluzione sarebbe stata possibile in paesi ad avanzato sviluppo capitalistico e non nell'arretrata Russia. Probabilmente il grande dirigente politico e teorico italiano non poteva disporre di alcuni scritti dell'ultimo Marx proprio sulla Russia che non escludevano invece una possibilità di rottura rivoluzionaria in quel paese [1]. Ma a prescindere da ciò, Gramsci aveva ragione a respingere le posizioni dogmatiche che pretendevano un'applicazione senza mediazioni della teoria del Capitale a tutte le situazioni.

Questa teoria, che poi in realtà è un grande abbozzo incompiuto, è stata elaborata a un elevato livello di astrazione: parla del modo di produzione capitalistico, dei suoi caratteri generali, comuni a tutte le realtà economico-sociali in cui prevale tale modo di produzione.

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