Storia, teoria e scienza

Politica-struttura e socializzazione delle perdite

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borsa volatilitadi Alessandro Pascale e Roberto Sidoli

Nel capitalismo di Stato contemporaneo assume ormai un ruolo sempre più importante la praxis e la regola antiliberista della privatizzazione dei profitti e della socializzazione delle perdite a favore dei grandi monopoli privati. Si tratta di un segmento della sfera politica borghese nella quale emerge con particolar evidenza, a partire dal 1929, la funzione concreta assai rilevante svolta da quest’ultima in qualità di “espressione concentrata dell’economia” (Lenin, 1921) e della politica-struttura, intesa come l’insieme delle azioni materiali degli apparati statali che modificano e influenzano in prima persona, in modo più o meno costante e con effetti sensibili, proprio il processo di produzione delle variegate formazioni economico-sociali di matrice capitalista.

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9 maggio 1945, il sacrificio di milioni di soldati sovietici ha salvato l'umanità

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sovietici berlinopubblichiamo l'ultimo appuntamento dell'AntiDiplomatico con il lavoro editoriale di Fabrizio Poggi: "Contro la Falsificazione della storia ieri e oggi"

da https://www.lantidiplomatico.it

Il 9 maggio 2020 è il 75° anniversario della vittoria dei popoli dell'Unione Sovietica nella guerra contro la Germania nazista. Alla vigilia, L'Antidiplomatico presenta l'ultimo appuntamento con il lavoro editoriale di Fabrizio Poggi "Contro la falsificazione della storia ieri e oggi". Questa settimana, insieme a un testo sul contributo di sangue dato dai soldati dell'Armata Rossa per la liberazione dei paesi europei dal nazismo; alle vicende belliche sovietico-giapponesi del 1939 in Estremo oriente; all'autentico significato del Patto di non aggressione sovietico-tedesco del 23 agosto 1939; viene presentato il saggio di Igor Šiškin “Il trionfo della diplomazia di Stalin”. L'autore non si sofferma su aspetti specifici delle relazioni mondiali prebelliche, ma analizza i presupposti della guerra nel quadro delle contraddizioni interimperialistiche generali, mostrando come gli anglosassoni avessero preparato la Germania alla sua marcia verso oriente, come la politica anglo-francese intendesse utilizzare la Germania nazista per risolvere la questione che, dal 1917, terrorizzava il mondo liberale: l'esistenza dello Stato sovietico. Con l'analisi qui presentata, Šiškin dimostra come il patto Molotov-Ribbentrop avesse costituito una vittoria strategica dell'Unione Sovietica.

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Destra e sinistra

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marx sculturariceviamo e pubblichiamo

di Eros Barone

Destra e sinistra esistono anche nel deserto.

Mao Tse-tung

1. Teoria marxiana e marxismo sono inscindibili

Quando si affronta l’esame e la discussione di un pensiero complesso come quello di Marx, è innanzitutto opportuno definire preliminarmente che cosa sia il marxismo (= pensiero di Marx + scuola marxista), sia per non confondere i molteplici livelli teorici in cui esso si articola sia per comprendere quale sia l’interconnessione che fa di esso un “lucido blocco d’acciaio” (Lenin). Per quanto mi riguarda, ritengo che, dal punto di vista metodologico, prasseologico e storico, essendo il marxismo “una guida per l’azione” e non solo un metodo di analisi o un criterio di interpretazione, la storia del marxismo (e quindi delle sue applicazioni alla realtà del XIX e del XX secolo) non sia un filtro sporco da depurare con dosi massicce di una marxologia accademicamente evasiva e politicamente innocua. La storia del marxismo è invece consustanziale, esattamente come la dialettica ‘pratica-teoria-pratica’, alla dottrina di Marx, da cui è inscindibile. 

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"Mio padre era comunista". Il figlio di Aldo Cervi smentisce la bufala di Gramellini e Veltroni

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famiglia cervidi Francesco Fustaneo per L'AntiDiplomatico

da https://www.lantidiplomatico.it

Giorno 25 Aprile alla Rai nel corso del programma condotto da Massimo 
Gramellini “Aspettando le Parole” con tema il 25 aprile dinnanzi all'ospite in collegamento esterno, Walter Veltroni, il primo affermava che i fratelli Cervi non fossero comunisti, senza che Veltroni con trascorsi politici nella F.g.c.i e da dirigente nel Partito Comunista si sentisse in dovere di smentirlo.

Da anni nel nostro Paese, parallelamente ad un processo revisionista, si assiste ad un tentativo mediatico di sminuire l'approccio comunista alla Resistenza e alla causa antifascista in genere, ma anche il suo contributo alla nascita e alla maturazione di quello che è attualmente la Repubblica Italiana.

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L'Ordine Nuovo

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antonio Gramsciriceviamo con richiesta di pubblicazione

di Sergio Crescenzi

da https://lonlordinenuovo

Ad uno sguardo distratto, sembra che gli scritti de “L’Ordine Nuovo” oggi non abbiano proprio nulla da dirci. La coscienza della dimensione ad un tempo tragica ed eroica della politica, in cui veniamo catapultati leggendo gli articoli del settimanale socialista torinese, stride inevitabilmente col cinico disincanto e la mesta comicità con cui siamo soliti approcciarla oggi. Ma Gramsci e i suoi avevano tutto il diritto di sognare: nel bene e nel male, fra il paradiso della lotta per l’emancipazione e la democrazia e l’inferno di quella macelleria borghese che furono la prima guerra mondiale e la reazione fascista, vivevano in un periodo in cui con la militanza si faceva la storia, in cui con la prassi si stabilivano i fini dell’umanità, in cui il socialismo (o meglio, il comunismo) non era solamente un rabbioso grido di libertà, ma un ordine (nuovo) che stava venendo costruito dal più grande statista di tutti i tempi. Non nascondo la mia simpatia e una qualche “malinconia” per quel periodo storico, ma in un certo senso riesco a capire chi preferisce la tranquilla eutanasia del presente a una faticosa lotta per un futuro.

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Utopia, stato e libertà in “Stato e Rivoluzione

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lenin e rivoluzionericeviamo e pubblichiamo

di Bollettino Culturale

da http://bollettinoculturale

Durante l’agosto e il settembre del 1917 Lenin scrisse Stato e Rivoluzione. Come ha chiarito nella prefazione alla prima edizione, il suo scopo era quello di affrontare la questione dello Stato da un punto di vista politico e teorico. La discussione, il confronto con le idee di Karl Kautsky, i socialdemocratici russi e gli anarchici, ebbe luogo nel contesto della Grande Guerra e alla vigilia della Rivoluzione d'Ottobre. In effetti, l'opuscolo fu lasciato incompiuto perché la rivoluzione stessa "interruppe" Lenin, come egli stesso disse.

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L'accusa di totalitarismo di Hannah Arendt e la sua confutazione

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falcemartellodi Alessandro Pascale

da https://www.storiauniversale.it

Dobbiamo a Domenico Losurdo una precisa analisi critica della formulazione del concetto di totalitarismo elaborata da Hannah Arendt in Origini del totalitarismodel 1948, un testo che riscuoterà un enorme successo, tanto da essere ormai diventato oggi, non senza resistenze, un pilastro dei manuali scolastici di storia contemporanea; tale affermazione è stata possibile grazie alla parallela crisi progressiva delle forze comuniste in tutto l'Occidente. Riportiamo ampi stralci dalle pagine losurdiane di Il marxismo occidentale6:

«nella prima Arendt si avvertiva la tendenza ad avvalersi della categoria di totalitarismo per definire il nesso tra nazismo e colonialismo. Il primo modello di potere totalitario era quello esercitato sui popoli coloniali, deumanizzati mediante l'ideologia razzista e decimati e schiavizzati. Il quadro cambiava in modo radicale con il passaggio alla terza parte delle Origini del totalitarismo, chiaramente influenzata dal clima ideologico sopraggiunto in seguito allo scoppio della Guerra Fredda. Non era tanto importante il giudizio sull'Unione Sovietica, grazie alla categoria di totalitarismo messa sostanzialmente sullo stesso piano della Germania hitleriana; decisiva era soprattutto la rimozione del legame che univa il Terzo Reich alla tradizione colonialista e imperialista di cui esso voleva essere l'erede conseguente e più intransigente. […] A ben guardare, la terza parte delle Origini del totalitarismoera un libro nuovo rispetto alle due parti precedenti e al lavoro sull'“imperialismo razziale. Nel libro originariamente programmato ancora sotto l'emozione della lotta contro il nazismo, al centro era la categoria dell'imperialismo, il genus che sussumeva diverse species, in primo luogo l'Impero britannico e il Terzo Reich (l'espressione più compiuta della barbarie dell'imperialismo); e in questo quadro veniva conferito un ruolo positivo all'Unione Sovietica, protagonista della lotta contro l'imperialismo nazista e ispiratrice dei movimenti di liberazione anticoloniale.

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Alcune riflessioni per un Programma di prima fase di transizione

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Lenin bandieradi Giuseppe Amata

1. Sabato 19 aprile si sono svolte quasi nello stesso orario due importanti videoconferenze, una organizzata dalle “Edizioni Marx21” dal tema 
Per uno sbocco progressivo alla crisi italiana, alla quale ho partecipato come ascoltatore; l’altra promossa dalla rivista “Contropiano.org” dal tema Alba Euro Mediterranea – L’alternativa possibile, della quale ho ascoltato la registrazione.

Nella prima (secondo il precedente ordine), Andrea Catone introducendo i lavori, ha spiegato sinteticamente la natura dell’attuale crisi economica capitalistica che si è determinata dall’emergenza sanitaria (non crisi di sovrapproduzione l’ha giustamente denominata, ma crisi politica e sociale) e ha indicato in senso lato nel presente momento storico l’avvio di un programma di riforme di struttura (successivamente nel corso del dibattito in un brevissimo intervento Paolo Pioppi ha parlato di svolta, come quella di Salerno del 1944 ad opera di Togliatti). Il primo relatore Andrea del Monaco ha spiegato molto bene come il nostro paese, con il Trattato dell’Unione Europea sottoscritto nel 1992, si è vincolato al dominio del capitale finanziario, in particolare quello tedesco ed olandese e si è soffermato: a) sulle condizioni vincolanti del MES e sulla falsità di quanto detto da alcuni autorevoli politici e dai media mainstream sulla “sospensione delle clausole di salvaguardia”; b) sui reali motivi di Germania e Olanda a non volere gli eurobond per i vantaggi che attualmente hanno sui tassi di interesse e quindi sullo spread nella competizione intereuropea; c) sui vantaggi di Germania e Olanda, secondo l’attuale normativa, nella formulazione di disavanzo e avanzo delle partite correnti. La seconda relazione di Guglielmo Forges Davanzati, iniziata accennando alle crisi economiche che dagli anni Settanta del XX secolo hanno interessato il modo di produzione capitalistico, è stata subito interrotta perché la ricezione audio era intermittente e quindi incomprensibile. 

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Come andra’ a finire….

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marx engels cittariceviamo e pubblichiamo

di Norberto Natali

Il capitale non è il patrimonio, tanto meno i risparmi o i redditi.

È, invece, quella parte di denaro investita continuamente nell’acquisto di merci dalle quali ricavare, poi, una quantità di denaro superiore a quella iniziale: gran parte di quest’ultima sarà investita di nuovo nell’acquisto di altre merci, dalla cui vendita ricavare ancor più denaro di prima e così via. Per esempio, c’è chi compra nocciole (ed altri ingredienti) per produrre una crema che piace tanto ai bambini di tutte le età, vendendo la quale ricava una quantità di denaro maggiore di quello investito inizialmente; con esso continua a comprare nocciole ed altro, ciclicamente… 

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Falsificatori della storia - Traduzione dell'opuscolo sovietico redatto nel 1948 dal Informbjuro

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carroarmato urssda https://www.lantidiplomatico.it

Nell'opuscolo sovietico vengono smontate le affermazioni anglo-americane, circa il presunto connubio Berlino-Mosca ai danni delle democrazie occidentali

A molti lettori de L'Antidiplomatico, questi temi risulteranno ben noti; altri, ne verranno forse a conoscenza per la prima volta. In entrambi i casi, questo lavoro deve essere diffuso il più possibile come tassello importante nella battaglia per la verità storica in vista di fondamentali anniversari che si celebreranno il 25 aprile e il 7 maggio prossimo. Prosegue la pubblicazione a puntate del pregevole lavoro editoriale di Fabrizio Poggi e oggi in uno dei passaggi più significativi del suo "Contro la falsificazione della storia ieri e oggi", la traduzione dall'originale russo dell'opuscolo “Fal'sifikatory istorii. Istoriceskaja spravka” (“Falsificatori della storia. Informazione storica”), redatto nel 1948 dal Informbjuro del Governo sovietico per controbattere a “Nazi-Soviet Relations. 1939-1941”, divulgato nel gennaio dello stesso anno dal Dipartimento di Stato USA.

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