Storia, teoria e scienza

Quello che non può dirvi Greta Thunberg

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Greta Thunberg 5di Alessandro Pascale

Sul fenomeno politico di Greta Thunberg, visto il modo in cui i media insistono nell'informarci di ogni suo passo, mi sembra sia possibile fare un parallelo con la figura di Giovanna d'Arco: entrambe sono icone costruite ad arte da un'attenta campagna propagandistica in fine di mobilitare le masse verso determinati obiettivi. Perché? Una delle caratteristiche dell'homo sapiens è di adattarsi facilmente alla realtà; in natura si tende a ragionare in termini di individualità, o al limite di un gruppo sociale ristretto verso cui si è legati affettivamente e materialmente (la famiglia); l'essere umano non tende, nel suo stadio naturale primitivo, a ragionare in termini di collettività e totalità. È vero che l'essere umano può innalzarsi da questa condizione naturale di animalità, avendo la capacità di apprendere quelle che i greci chiamavano le téchne (tecniche), la più elevata delle quali per Protagora era la politica, ossia la tecnica utile a partecipare a governo della polis.

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Quando la sovranità (dello Stato) coincide con la democrazia. Un libro controcorrente di Carlo Galli

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galli sovranitadi Davide Ragnolini | da istitutodipolitica.it

18 Maggio 2019

Perché lo Stato sovrano? Il sistema di Stati – sappiamo almeno dallo studio di Hendrik Spruyt, The Sovereign State and Its Competitors (Cambridge University Press, Princeton 1994) – è risultato da una selezione storica tra competitivi modelli di unità politico-territoriali tra loro diverse: leghe cittadine e imperi erano candidati altrettanto legittimi ad un’esistenza stabile e continuativa nel mondo politico internazionale, in modo concorrenziale allo Stato sovrano. Secondo Spruyt lo Stato sovrano (tardo-medioevale e moderno) si è rivelato essere l’unità politica più adeguata ad operare in una condizione di anarchia internazionale esterna, quindi a garantire un ordine gerarchico al suo interno. Ma perché lo Stato sovrano ancora oggi, nella cosiddetta post-modernità? E perché in Europa, per giunta?

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La guerra della fame nel mondo

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spreco cibo[Quello che segue è il capitolo 15.2 di A. Pascale, Il totalitarismo liberale. Le tecniche imperialiste per l'egemonia culturale, La Città del Sole, Napoli 2018, pp. 431-434]

Capire che oggi il capitalismo si configuri sotto forma di imperialismo è un dato necessario ed ineludibile. Abbiamo già descritto, per ora brevemente, i termini dell'attualità del paradigma leninista dell'imperialismo, con quel che ciò comporta in termini di espansione incontrollata della finanza. Aggiungiamo alcuni dati e ragionamenti ulteriori, al fine di mostrare l'urgenza sociale del tema.

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DDR. Dossier per la Memoria storica

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vigna ddr A cura di Enrico Vigna

"Naturalmente ho fatto l'esperienza che la RDT era ancora molto distante dalla realizzazione dei propri ideali sociali. Ciononostante rimane per me la parte migliore della Germania, più umana, più sociale, più giusta, più collettiva, più orientata verso gli ideali degli esseri umani che verso la legge dei lupi…" (Inge Viett nella sua lettera di addio al Collettivo operaio di Magdenburg nel 1990 dopo l'arresto).

Autodifesa di Erich Honecker davanti al tribunale di Berlino di Erich Honecker, secondo Segretario generale del CC del Partito di Unità Socialista di Germania (SED) nonché terzo Presidente del Consiglio di Stato della DDR

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L'evoluzione storica delle disuguaglianze (contro Piketty)

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disequality[Quello che segue è il capitolo 15.3 di A. Pascale, Il totalitarismo liberale. Le tecniche imperialiste per l'egemonia culturale, La Città del Sole, Napoli 2018, pp. 434-438]

Nel 2013 l'economista francese Thomas Piketty ha pubblicato Il Capitale nel XXI secolo [1], giudicato dal New York Times «il libro più importante dell'anno, e forse del decennio. Un'opera superba, che cambierà il modo in cui pensiamo la società».

Non sembra per ora che ciò sia avvenuto, per il semplice fatto che i libri da soli non cambiano le cose, se non accompagnati da un adeguato livello di organizzazione politica.

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L’economia di mercato deve funzionare per la Cina

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Tratto da "Il socialismo con caratteristiche cinesi"

di Zhang Boying

Gli inconvenienti dell’economia pianificata vengono alla luce

I dieci anni della Rivoluzione culturale portarono l’economia cinese vicino al collasso e, in quel momento critico, il partito scel­se Deng Xiaoping e il processo di riforma e apertura. Dopo 40 anni di duri sforzi da parte dei cittadini, la Cina ha intrapreso la strada del benessere e della prosperità. Nel 2010, la produzione economica totale della Cina ha superato il Giappone, diventando la seconda economia più grande del mondo. Nel 2013, invece, le esportazioni cinesi sono salite al primo posto.

Guardando indietro al processo di sviluppo economico ottenuto in 40 anni di riforma e apertura, si può dire che sono state percorse molte strade sconnesse e ci si è imbattuti in molte difficoltà, ma i risultati ottenuti hanno fatto inorgoglire il popolo intero.

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Lenin, Rockefeller e la politica-struttura

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lenin bronzoPubblichiamo in anteprima un breve capitolo del libro “Effetto di sdoppiamento, il “paradosso di Lenin” e la politica-struttura.” con contributi di Giorgio Galli, Alessandro Pascale, Daniele Burgio, Massimo Leoni e Roberto Sidoli, e che verrà pubblicato a fine anno.

Lo scritto in oggetto si intitola “Lenin, Rockefeller e la politica-struttura”.

Buona lettura.

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Modrow, Rizzo e la fine della DDR

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rizzo modrow milanodi Alessandro Pascale
da intellettualecollettivo.it

Centro culturale Concetto Marchesi, Milano, 17 novembre 2019. Iniziativa con Hans Modrow e Marco Rizzo. Si presenta il libro H. Modrow, La perestrojka e la fine della DDR, Come sono andate veramente le cose, Mimesis, Milano-Udine, 2019 [1° ediz. Die Perestroika. Wie ich sie sehe, Edition Ost, Berlin 1998].

Alle 15.08 la sala è gremita e il responsabile chiede che vengano limitati gli accessi. Da una rapida occhiata le presenze si aggirano tra le 150 e le 200 persone. Molti stanno in piedi e alcuni alla fine non riescono proprio ad entrare; ciò nonostante sia stata organizzata la diretta streaming sulla pagina facebook del Partito Comunista – Milano, dove i video rimangono a disposizione dei curiosi.

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7. Conclusioni politiche sulla costruzione del socialismo in URSS

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conclusioni politichedi Alessandro Pascale
da storiauniversale.it

Un bilancio sul processo di costruzione del socialismo in URSS di questo periodo non può che essere sommamente positivo, viste le incredibili conquiste che il Partito di Lenin aveva proclamato formalmente e grandiosamente ma non aveva avuto il tempo di concretizzare. Lo ha fatto il Partito Comunista sotto la guida progressivamente sempre più indiscussa (ma mai autocratica e irrispettosa delle regole interne del Partito e della dittatura del proletariato, checché ne dicano la borghesia e i trockijsti) di Iosif Stalin. Lo ha fatto difendendo le conquiste rivoluzionarie e dandogli un contenuto concreto; talvolta dovendo cedere alcune posizioni (fare un passo indietro per farne poi due avanti, diceva Lenin), talaltra accettando la strada dell'intensificazione dello scontro di classe, simboleggiato più di tutto dall'abbandono della NEP per la necessità di realizzare in un decennio quello che altri Paesi hanno compiuto in secoli.

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30 anni dalla caduta del Muro di Berlino: una riflessione marxista

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berlin mauerRiceviamo e pubblichiamo

da revolucionvoxpopuli.wordpress.com

17 novembre 2019

Esattamente trent’anni fa, il 9 Novembre 1989, accadde un evento di fondamentale importanza: la caduta del Muro di Berlino. Tale data simbolica, nonostante essa si riferisca prevalentemente agli eventi che portarono all’estinzione della Repubblica Democratica Tedesca e all’unificazione della nazione teutonica, contiene e rappresenta un significato molto più ampio, i cui esiti si ripercuotono nella società ancora oggi. Questo giorno viene celebrato ed accolto con gaudio dai media nostrani, i quali identificano questa data come «la fine della dittatura totalitaria comunista» e come «la prova oggettiva del fallimento socialista e della vittoria del capitalismo, unico sistema economico sostenibile».

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