Storia, teoria e scienza

Pace, socialismo e democrazia. Cento anni di Primo Maggio bresciano

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bertozzi socialismopacedemocraziadi Diego Angelo Bertozzi

Prefazione di Alexander Hobel

Quella del movimento operaio – a volte si tende a dimenticarlo – è una storia “di lunga durata”, a sua volta parte integrante di quella lotta per l’emancipazione che le classi oppresse (e in qualche modo l’umanità intera) portano avanti da secoli. In questa lunga storia la data del Primo Maggio ha un ruolo significativo, per cui ripercorrerne le vicende, come fa egregiamente Diego Angelo Bertozzi in questo libro, ci aiuta a ricostruire una parte importante della storia del movimento operaio, dalla nascita della II Internazionale ai giorni nostri. In questa “cavalcata nel secolo” l’Autore intreccia il quadro nazionale e internazionale alle vicende specifiche di Brescia e della sua provincia; una zona tradizionalmente etichettata come “bianca”, ma che pure, avendo vissuto una precoce industrializzazione che ha prodotto settori significativi di classe operaia, ha dato al movimento socialista e poi comunista un contributo importante, con figure di grosso spessore, da Domenico Viotto a Italo Nicoletto.

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Alvaro Cunhal e l'indipendenza delle ex colonie

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alvarocunhal bambinidi Manuel Rodrigues | da “Avante!”, settimanale del Partito Comunista Portoghese

Traduzione di Marx21.it

(…)

Poiché si sta celebrando, in questo mese di novembre, i 40 anni dell'indipendenza dell'Angola, è importante mettere in evidenza il grande contributo di Alvaro Cunhal (il grande dirigente comunista portoghese, di cui il 10 novembre ricorreva il 102° anniversario della nascita) al sostegno al movimento di liberazione nazionale, in particolare delle ex colonie, contro il colonialismo portoghese e per il riconoscimento ai popoli colonizzati del loro diritto all'autodeterminazione e all'indipendenza.

Grandi sono stati, infatti, i contributi di Alvaro Cunhal, in quanto Segretario generale del PCP, all'autodeterminazione e all'indipendenza dei popoli colonizzati dal Portogallo e nell'appoggio ai Movimenti di Liberazione Nazionale, che comprende il sostegno dato dal PCP nel luglio del 1962 all'evasione dal Portogallo di Agostinho Neto (leader storico del Movimento Popolare di Liberazione dell'Angola, ndt).

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Marx e il bisogno di religione

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di Renato Caputo
da www.lacittafutura.it

Pubblichiamo come contributo al confronto

Riflessioni sul risorgere del bisogno di religione nel mondo moderno, liberal-democratico, a partire da Marx. In un’epoca di Restaurazione, nella quali ci siamo condannati a vivere, risorge anche fra i suoi critici un profondo bisogno di religione, che si manifesta nel delegare persino al pontefice l’esigenza di denunciare e battersi contro i limiti e le ingiustizie della società capitalistica. Sarebbe forse più sensato, prima di tornare alle radici del cristianesimo, riscoprire le più recenti e attuali origini del marxismo.

Il passaggio da una visione mitologico-religiosa a una visione filosofico-scientifica segna il passaggio dal mondo antico, dall’ancien régime al mondo moderno. Ciò era evidente già a Hegel che nell’esporre le forme dello spirito assoluto, ossia le forme attraverso cui le civiltà si sono comprese, ha indicato per il mondo antico la forma artistico-mitologica, per il mondo cristiano la forma religiosa, per il mondo moderno, posteriore alla Rivoluzione francese, la forma filosofico-scientifica.

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La Rivoluzione che ha cambiato il mondo

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Soldiers demonstration.February 1917di Gustavo Carneiro* | da www.avante.pt

Traduzione di Marx21.it

98 anni fa, i bolscevichi davano “l'assalto al cielo”

La grande rivoluzione socialista di Ottobre del 1917, in Russia, è stata uno dei più rilevanti avvenimenti del XX secolo e di tutta la storia dell'Umanità: per la prima volta, una rivoluzione non si è proposta di sostituire una forma di sfruttamento con un'altra, più avanzata, ma bensì di abolire ogni sfruttamento e oppressione e di costruire una società senza classi. Accerchiato e attaccato fin dal primo giorno, confrontandosi con compiti inediti e giganteschi, il primo Stato socialista ha realizzato conquiste notevoli e ha dato impulso alla lotta dei lavoratori e dei popoli, cambiando completamente il volto del pianeta. La Rivoluzione di Ottobre continua a rappresentare anche nei nostri giorni il principale riferimento per coloro che lottano per la sovranità, la democrazia e il socialismo.

Nessun altro evento ha provocato sentimenti così forti e contraddittori su scala planetaria come la Rivoluzione di Ottobre: per gli operai, i lavoratori, gli intellettuali progressisti e i popoli oppressi di tutto il mondo, essa ha rappresentato la realizzazione degli ideali di liberazione ed emancipazione e una fonte di ispirazione e insegnamenti per le loro lotte e ha motivato forti sentimenti di solidarietà; la grande borghesia e le potenze imperialiste, che l'hanno indicata fin dalla prima ora come il principale obiettivo da abbattere, le hanno mobilitato contro poderose risorse – ideologiche, diplomatiche, economiche e militari – per isolarla, indebolirla e sconfiggerla.

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Domenico Losurdo: “Il movimento socialista è nato dall'incontro fra teoria scientifica e lotta di classe: da qui dobbiamo partire!”

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losurdo 500px#politicanuova* intervista Domenico Losurdo, Professore emerito di Storia della Filosofia all'Università di Urbino, tra i maggiori intellettuali contemporanei, che recentemente ha pubblicato “La sinistra assente” (Carocci, 2014), un'analisi a proposito dell'assenza, in Occidente, di una forza d'opposizione in grado di incidere nella realtà e d'offrire la prospettiva della trasformazione sociale.

a cura di Aris Della Fontana

1. Lei afferma che «la sinistra dilegua proprio nel momento in cui è chiamata a reagire ai processi in atto». Come si spiega questa contraddizione?

Quando parlo del dileguare della sinistra, mi riferisco all'Occidente. La sinistra dilegua, per esempio, dinanzi all'aggravarsi della situazione internazionale. Oggi stiamo assistendo a una serie di guerre neo-coloniali, particolarmente nel Medio Oriente: è un dato di fatto che viene riconosciuto persino da commentatori borghesi, ma che la sinistra occidentale, invece, tace. E oggi i pericoli di guerra si stanno aggravando: ne “La sinistra assente” cito un illustre analista quale Sergio Romano, secondo cui gli Stati Uniti hanno come obiettivo l'acquisizione di una sorta di monopolio sostanziale dell'arma nucleare; e ciò, all'occorrenza, anche al fine di poter scatenare un primo colpo nucleare impunito.

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Usa e Islam fondamentalista: il laboratorio Indonesia, 50 anni fa

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indo communistdi Luca Cangemi, Associazione per la ricostruzione del Partito Comunista

Nell’ ottobre del 1965, cinquanta anni fa, inizia una delle più grandi (e poco conosciute) tragedie del XX secolo: viene organizzato un colpo di stato e scatenato un gigantesco massacro per riportare sotto l’assoluto controllo dell’imperialismo americano l’Indonesia e distruggere il Partito Comunista Indonesiano, in quel momento il partito comunista più grande del mondo dopo quello dell’Urss e quello cinese. L’esercito del golpista Suharto e, soprattutto, bande di fondamentalisti islamici uccisero, per mesi, con precisione nazista, sotto l’attenta e diretta regia della Cia e dei servizi segreti inglesi, uomini e donne in qualunque modo collegati e collegate all’organizzazione comunista e all’estesissima rete sindacale e di associazioni giovanili, femminili, contadine, culturali che si diramava in tutto il grande arcipelago, animando uno straordinario processo partecipativo. Intere generazioni di quadri comunisti, a partire da Aidit, il dirigente più prestigioso, di protagonisti della resistenza anticoloniale, di attivisti politici e sociali furono inghiottiti dalla macchina del terrore. Spaventose furono le modalità di tortura e di uccisione adottate.

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