Storia, teoria e scienza

Intellettuali, studenti poveri, e AOC

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occhiali libroRiceviamo da Alberto Gabriele e volentieri pubblichiamo

1 Come racconta Dostojevski, nella Russia dell’800 la maggior parte dei rivoluzionari, narodniki, anarchici, terroristi e altri senzadio erano studenti o ex-studenti poveri. Nel 1883 Aleksandr Ul'janov si trasferi’ da Nižnij Novgorod per studiare scienze naturali all'Università di Pietroburgo. Entrato nella Narodnaja Volja, partecipò ai preparativi di un attentato alla bomba per uccidere lo zar. Catturato dalla polizia politica, rifiutò’ di presentare domanda di grazia e fu impiccato il 5 maggio 1887. La sua morte contribuì a far sorgere e cementare nell’animo del fratello minore Vladimir, allora studente a Kazan', un odio inestinguibile contro il regime zarista, i ricchi e lo sfruttamento del popolo [1].

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Quale socialismo?

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quarto statoda antropologiafilosofica.altervista.org

1. Introduzione

In tempi recenti, con il chiarirsi dell’inadeguatezza politica e teorica di ciò che va sotto il nome di ‘sinistra’, si è riproposta l’esigenza di usare termini meno ambigui e più sostanziali per definire visioni alternative al dominio dell’ordinamento capitalistico e della teorizzazione liberale. La direzione più semplice in cui si può operare tale chiarimento è recuperando il concetto di ‘socialismo’.

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Partito e classe dopo la fine della sinistra

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manifestoperlasovranitacostituzionalePubblichiamo come contributo al dibattito

LETTERA SUL MANIFESTO PER LA SOVRANITÀ COSTITUZIONALE·DOMENICA 9 GIUGNO 2019

di Carlo Formenti, Alessandro Visalli

La grande mutazione delle sinistre

Che le sinistre non rappresentino più le classi subalterne è un dato di fatto. Non ne rappresentano più gli interessi materiali: dopo gli anni Ottanta si sono arrese al liberismo facendo proprio lo slogan thatcheriano “There is no alternative” e adottandone valori, principi e indirizzi economici, fino a legittimare politiche che hanno causato il crollo dei salari e dei livelli di occupazione, un peggioramento generale delle condizioni di lavoro e di vita e lo smantellamento del welfare.

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Una discussione con Giorgio Galli sulla teoria dell’effetto di sdoppiamento

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marx pietraDISCUSSIONE CON GIORGIO GALLI SULL'EFFETTO DI SDOPPIAMENTO

Nel corso degli ultimi mesi si è avviata una discussione multilaterale fra l’autore del libro I rapporti di forza e il professor Giorgio Galli, dibattito che fra le altre cose ha avuto come oggetto anche lo schema teorico dell’effetto di sdoppiamento e la centralità della sfera politica, intesa in senso leninistico come “espressione concentrata dell’economia”, all’interno del processo di riproduzione delle variegate e diverse società via via apparse sull’arena storica nel corso degli ultimi undicimila anni, a partire dalla protocittà collettivistica di Gerico. Il risultato e il sottoprodotto del confronto avviato in questo ultimo periodo è costituito dallo scambio epistolare sotto riprodotto, che spera e intende avviare un percorso di confronto teorico su tali temi nella sinistra antagonista.

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Non tutto il male viene per nuocere: la guerra commerciale tra Huawei e Google

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huawei schermodi Francesco Galofaro, ISIA Roma

Come è noto, il 20 maggio scorso le borse di tutto il mondo hanno conosciuto attimi di panico: in contemporanea, Google, Intel, Qualcomm e Broadcom hanno annunciato di non voler più rapporti con il gigante della telefonia cinese, Huawei. La decisione va inquadrata nella più ampia guerra tra multinazionali – supportate dalle rispettive superpotenze - per fissare lo standard tecnologico della nuova rete 5G. Si tratta di garantire un accesso veloce a Internet non solo per i cellulari, ma anche per la rete fissa, in tutti quei casi in cui è economicamente non conveniente portare la fibra ottica a casa del cliente (finanza.com). In particolare, lo scontro vede in prima linea la Cina, con Huawei, e gli USA, con Qualcomm.

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I figli del Vulcano

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vallepiano ifiglidelvulcanodi Roberto Vallepiano

Gli Stati Uniti sembrano destinati dalla provvidenza a piagare l'America Latina di miseria in nome della libertà
.Simon Bolivar

INTRODUZIONE

La parola è un’arma, serve a difendere gli oppressi e a restituire voce, dignità e grammatica alla nostra storia. Serve a combattere chi dopo aver saccheggiato il nostro presente e compromesso il futuro, minaccia di cancellare il passato. Serve anche a restituire anche un limite, una dimensione storica a questa volgare meta-storia propugnataci dal capitalismo. Parole che parlano angoli e granelli del reale.

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Fuori dalla mischia: uno sguardo oltre l’ideologia no-border

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huelga nfwada voxkomm.noblogs.org

Immigrazione – una tematica difficile quanto centrale nelle discussioni politiche di oggi giorno. Quando se ne parla sembrerebbe che la maggior parte delle volte le persone abbiano già investito in posizioni assolute, difficilmente discutibili e dove il pregiudizio alle critiche è frequente – tutti fattori per cui avere un dialogo è conseguentemente difficile se non impossibile. Argomento tosto si, ma non per questo dovremmo essere timidi nell’avere discussioni e cercare di elaborare soluzioni ai problemi che tale fenomeno comporta.

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L'associazione Stalin: un sito sulla storia del movimento comunista internazionale

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lenin stalinRiceviamo da Francesco Fustaneo e volentieri pubblichiamo

Non è  facile orientarsi, nonostante la residualità politica alla quale purtroppo si è stati col tempo relegati, tra la miriade di sigle e organizzazioni culturali e politiche che costellano la “galassia” comunista: soggetti spesso differenti  l'uno dall'altro per l'eterogenità dei contenuti trattati e non di rado in palese contrastro tra loro.

Una delle  organizzazioni che vale la pena “segnalare” per la proficuità del lavoro svolto, anche se poco nota nel panorama culturale di sinistra, è l'“Associazione Stalin” che i più “appassionati” conosceranno per il tenore degli argomenti trattati nel proprio sito (www.associazionestalin.it). Non è un caso che essi siano stati ampiamenti usati da Alessandro Pascale nel suo lavoro In Difesa del Socialismo Reale e del Marxismo-Leninismo.

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Per un socialismo del XXI secolo: note a margine del libro di Carlo Formenti “Il socialismo è morto, viva il socialismo!”

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formenti socialismo mortodi Thomas Fazi

L’ultimo libro di Carlo Formenti, Il socialismo è morto, viva il socialismo!, rappresenta all’avviso di chi scrive una “mappa” fondamentale per comprendere quello che sta succedendo: in Italia, in Europa e più in generale in Occidente (e non solo, visto che uno dei meriti dell’autore è proprio quello di adottare una prospettiva globale). Partirei da una delle frasi che apre il testo. Formenti scrive:

«[È] mia convinzione che il socialismo sia realmente morto nelle forme storiche che ha conosciuto dalle origini ottocentesche all’esaurirsi delle spinte egualitarie novecentesche, prolungatesi per pochi decenni dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Non si è trattato di un evento (la caduta del Muro e il crollo dell’URSS hanno svolto la funzione di mera registrazione notarile del decesso), bensì di un’agonia durata dagli anni Settanta alla grande crisi che ha inaugurato il nuovo millennio. Oggi l’agonia è terminata ed è iniziata l’attraversata del deserto».

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