Ricordo di Antonio Gramsci

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gramsci ales proc relief mapdi Palmiro Togliatti

“Tutto ciò che il popolo italiano ha creato di grande, di geniale nel corso della sua storia, è stato creato in una lotta dolorosa contro gli oppressori. Gli uomini più grandi che sono usciti dal seno del popolo italiano, sono stati perseguitati dalle classi dirigenti del nostro paese. Perseguitato, costretto a vita esule e grama fu Dante, creatore della lingua italiana. Arso su una pubblica piazza Giordano Bruno, il primo pensatore italiano dei tempi moderni. Gettato a marcire in un carcere orrendo Tommaso Campanella, sognatore di un mondo fondato sull’ordine e sulla giustizia. Sottoposto alle torture Galileo Galilei creatore della scienza moderna sperimentale. Esule e trattato dai poliziotti della monarchia come un delinquente comune Giuseppe Mazzini, il primo assertore e combattente convinto dell’unità nazionale del nostro paese. Inviso, circondato di sospetti, calunniato, Giuseppe Garibaldi, l’eroe popolare del Risorgimento. Tutta la storia del nostro popolo è la storia di una ribellione contro la tirannide esteriore e domestica di una lotta continua contro l’oscurantismo e l’ipocrisia, contro lo sfruttamento spietato e l’oppressione crudele delle masse lavoratrici da parte delle classi possidenti.


Antonio Gramsci è caduto in questa lotta, ma l sua vita di agitatore, di organizzatore politico, di capo della classe operaia e del Partito Comunista, non è più soltanto la protesta di una personalità isolata, non compresa e staccata dalle masse. In lui, il popolo italiano non ha trovato soltanto l’uomo he, conoscendo a fondo la storia e le condizioni di esistenza del popolo, ha espresso le aspirazioni delle masse popolari, ha formulato gli obiettivi di libertà, di giustizia, di emancipazione sociale a cui tende la lotta secolare degli oppressi contro i loro oppressori. Antonio Gramsci è l’uomo che ha saputo riconoscere quali sono  le forze che nella società italiana hanno il compito storico di liberare tutta la società da ogni sorta di oppressione e di sfruttamento. Egli non è soltanto un figlio del popolo ed un ribelle, non è soltanto l’uomo che per la forza del suo ingegno, per la chiarezza e profondità del suo pensiero politico e sociale, per la vigoria dei suoi scritti supera ogni altro italiano dei tempi nostri: egli è un rivoluzionario dei tempi moderni, cresciuto alla scuola della sola classe conseguentemente rivoluzionaria che la storia conosca, il proletariato industriale profondamente appropriatosi della più rivoluzionaria delle dottrine politiche e sociali: il marxismo-leninismo. Strettamente legato alla classe operaia, combattente infaticabile per la creazione di un partito rivoluzionario di classe del proletariato, egli è un marxista, un leninista, un bolscevico.

Per questo la borghesia reazionaria e Mussolini lo hanno trattato non soltanto come un nemico, ma come il più pericoloso, il più terribile dei nemici. Essi non si sentivano tranquilli fino a che Gramsci era vivo, fino a che <il suo cervello funzionava>, fino a che non erano spente la sua mente e la sua volontà, fino a che il suo cuore non aveva cessato di battere. L’assassinio di lui è stato compiuto con l’intenzione precisa di privare il Partito, il proletariato, il popolo del nostro paese di una guida illuminata, energica, sicura.”

(Palmiro Togliatti, Antonio Gramsci capo della classe operaia italiana, “Lo Stato operaio”, n.5-6, Parigi 1937;   “L’Unità”,  a. XXII, n. 1, 10 gennaio  1945, ediz. dell’Italia settentrionale)