8 settembre 1943: morte e rinascita della Patria

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quattrogiornatedinapolidi Spartaco A. Puttini

Il testo che segue è un estratto della ricerca, ancora inedita, “Eugenio Curiel e il Fronte della Gioventù per l’Indipendenza nazionale e la libertà”, insignito del Premio Curiel nel 2015.

L’8 settembre, la prima notizia circa l’armistizio la diedero le emittenti straniere. Alle 16:30 la diffuse Radio New York. Verso le sei del pomeriggio Eisenhower lesse il suo annuncio, illustrando la resa incondizionata dell’Italia e aggiungendo: “Tutti gli italiani che ora agiranno per combattere e cacciare l’aggressore tedesco fuori dal territorio italiano avranno l’assistenza e l’aiuto delle Nazioni Unite”. Badoglio parlò alla radio solo alle 19:45, leggendo il suo comunicato che, per quanto noto, merita di essere riportato:

“Il governo italiano, riconosciuta l’impossibilità di continuare l’impari lotta contro la soverchiante potenza avversaria, nell’intento di risparmiare ulteriori e più gravi sciagure alla Nazione, ha chiesto un armistizio al generale Eisenhower, comandante in capo delle forze alleate anglo-americane. La richiesta è stata accolta. Conseguentemente ogni atto di ostilità contro le forze anglo-americane deve cessare da parte italiana in ogni luogo. Esse però reagiranno a eventuali attacchi di qualsiasi altra provenienza”.


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