"La caduta del muro di Berlino” e la campagna anticomunista di intossicazione dell'opinione pubblica

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chemnitz-marx-monumentda "Avante”, organo centrale del Partito Comunista Portoghese

Traduzione di Marx21.it

A venticinque anni dalla “caduta del muro di Berlino”, i comunisti portoghesi propongono una rigorosa analisi dell'evento, di ciò che lo ha preceduto e delle conseguenze che ne sono derivate, smascherando quella campagna anticomunista, da essi definita “di intossicazione dell'opinione pubblica”, che, soprattutto in questi giorni, è scatenata dall'apparato mediatico dominante anche nel nostro paese.

Sulle vicende che hanno portato all'annessione della Repubblica Democratica Tedesca da parte della RFT, rimandiamo anche al pregevole contributo di Vladimiro Giacché recentemente proposto da Marx21.it (“La rivincita del capitale: 40 anni di RDT, 25 anni dopo”).

Di fronte alla campagna anticomunista di intossicazione dell'opinione pubblica scatenata con il pretesto che sono trascorsi 25 anni dalla cosiddetta “caduta del muro”, il Partito Comunista Portoghese ritiene necessario affermare quanto segue:

1. Più che la “caduta del muro di Berlino” ciò che le forze della reazione e della socialdemocrazia celebrano è la fine della Repubblica Democratica Tedesca (RDT), e l'annessione (quella che chiamano “unificazione”) della RDT da parte della Repubblica Federale Tedesca (RFT) con la formazione di una “grande Germania” imperialista e la sconfitta del socialismo nel primo Stato tedesco antifascista e negli altri paesi dell'Est dell'Europa e, in seguito, la sconfitta del socialismo nell'URSS.


2. La creazione della RDT socialista, erede delle eroiche tradizioni rivoluzionarie del movimento operaio e comunista tedesco (di cui, dopo Marx e Engels, sono simboli Rosa Luxemburg, Karl Liebknecht e Ernst Thalmann) è inseparabile dalla vittoria sul nazifascismo nella Seconda Guerra Mondiale e prodotto delle aspirazioni del martirizzato popolo tedesco alla libertà, alla pace e al progresso sociale.

La responsabilità della divisione della Germania, a cui fin dal primo momento l'URSS si era opposta, ricade interamente sulle potenze imperialiste (Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia) che nelle rispettive zone di occupazione, e al contrario di ciò che accadeva nella zona di occupazione sovietica, non solo non smantellarono completamente le strutture hitleriane ma protessero i nazisti e i monopoli tedeschi (Krupp, Siemens e altri) responsabili della carneficina della guerra e crearono il 23 marzo 1949, contro gli stessi Accordi di Jalta (Febbraio 1945) e di Potsdam (Luglio/Agosto 1945), una RFT capitalista legata all'imperialismo nordamericano e alla NATO, fondata nello stesso anno, sei anni prima della risposta dei paesi socialisti dell'Est dell'Europa con la creazione del Trattato di Varsavia nel 1955, a seguito dell'entrata della RFT nella NATO.

3. Osteggiata e calunniata dalla reazione internazionale, la RDT, per le sue notevoli realizzazioni sul piano economico, sociale e culturale e per la sua politica antifascista e di pace, si impose e si fece rispettare nel concerto delle nazioni come Stato indipendente e sovrano e diventando dopo anni di dura lotta membro a pieno diritto dell'ONU (1973) contemporaneamente alla RFT. Ma l'imperialismo non ha mai desistito dai suoi tentativi di liquidare la RDT socialista riuscendo nel 1989 a raggiungere la vittoria, ottenendo che manifestazioni, in particolare a Lipsia, che nella loro essenza reclamavano il perfezionamento del socialismo e non la sua distruzione, prevalesse la dinamica controrivoluzionaria che ha condotto al precipitare degli eventi e all'annessione forzata della RDT da parte del governo di Helmut Kohl.

4. E' necessario smascherare l'ipocrisia di coloro che, alzando la voce contro il muro eretto a Berlino dalle autorità della RDT, hanno costruito e continuano a costruire barriere del più svariato tipo (sociali, razziali, religiose e altre) in tutto il mondo, compresi muri fisici, insormontabili, di cui l'esempio più brutale è il muro eretto da Israele per accerchiare e imprigionare il popolo palestinese nella sua stessa patria, a cui si aggiungono i muri eretti dalla Corea del Sud nella Penisola di Corea divisa, dal Marocco contro la lotta liberatrice del popolo saharaui, dagli USA alla frontiera con il Messico e altri.

5. La costruzione del muro di Berlino nel 1961, a carattere difensivo, è un episodio storico che si situa in un momento di acutissimo scontro anticomunista, che si proponeva, in accordo con la strategia di “contenimento del comunismo” proclamata dal presidente degli USA Harry Truman, la sovversione dei paesi socialisti.

E' un prodotto della “guerra fredda” - scatenata dall'imperialismo ancora in piena Seconda Guerra Mondiale con il criminale lancio della bomba atomica su Hiroshima e Nagasaki – e della creazione nel Centro dell'Europa, dove si confrontavano i due potenti blocchi militari (la NATO e il Trattato di Varsavia), di uno dei più pericolosi focolai di tensione internazionale.

E' la risposta a costanti provocazioni sulla linea di demarcazione tra la parte Est e quella Occidentale della città e a reiterate violazioni della sovranità della RDT, nel cuore del cui territorio si trovava Berlino, in un'incontestabile atto di sicurezza e di sovranità.

Indipendentemente dall'opinione che si abbia sulla costruzione del muro di Berlino, la verità è che esso, se non ha contribuito, perlomeno non ha impedito che la RDT fosse internazionalmente riconosciuta come Stato indipendente e sovrano, l'Accordo Quadripartito su Berlino, o il riconoscimento reciproco e la normalizzazione delle relazioni tra la RFT e la RDT e tutto il processo di coesistenza pacifica e distensione in Europa che ha portato nel 1975 alla Conferenza di Helsinki sulla Sicurezza e la Cooperazione in Europa.

6. E' importante non dimenticare che la competizione tra i due sistemi sociali opposti, il capitalismo e il socialismo, aveva sul suolo tedesco una delle sue più importanti e pericolose espressioni. Lo sforzo dell'imperialismo per presentare la RFT e Berlino Occidentale come “vetrina del capitalismo” è stato colossale. Un tale contesto conferisce ancora maggiore significato alle realizzazioni e al prestigio mondiale della RDT socialista, e alla sua attiva politica di pace e di solidarietà internazionalista.

Il PCP non dimentica che il popolo portoghese ha trovato sempre nella RDT e nel Partito Socialista Unificato di Germania (SED) solidarietà con la sua lotta contro il fascismo e con la Rivoluzione di Aprile.

7. Al contrario di ciò che è stato poi proclamato dal capitalismo trionfante, la “caduta del muro di Berlino”, l'annessione della RDT, le sconfitte del socialismo nell'Est dell'Europa, non hanno contribuito alla sicurezza e alla pace in Europa e nel mondo. Al contrario.

Ciò a cui abbiamo assistito nel territorio della RDT è stata la distruzione forzata delle realizzazioni economiche, sociali e culturali di più di quarant'anni di potere dei lavoratori e, sul piano internazionale, al tentativo di imporre come è stato proclamato da Bush durante la “Guerra del Golfo”, un “nuovo ordine mondiale” contro i lavoratori e i popoli. L'alleanza aggressiva della NATO, invece di sciogliersi come è accaduto con il Trattato di Varsavia, si è rafforzata e ha esteso la sua sfera di intervento a tutto il pianeta e la CEE, trasformata in Unione Europea con il Trattato di Maastricht, ha affermato senza dar luogo a dubbi la sua natura di blocco imperialista con un nuovo balzo delle politiche neoliberali, federaliste e militariste e la sua collaborazione con gli USA e la NATO. La Germania, manifestando le sue ambizioni di grande potenza economica e militare, ha esteso la sua sfera di influenza all'Est del continente europeo e si è lanciata nella distruzione della Jugoslavia rendendosi responsabile della prima guerra in Europa dopo la Seconda Guerra Mondiale. La situazione che oggi si sta vivendo in Ucraina, in particolare con l'ascesa al potere di forze fasciste, la persecuzione anticomunista e la scalata del confronto con la Russia è lo sviluppo logico della “cavalcata” dell'imperialismo verso Est che è seguita alle sconfitte del socialismo nella RDT e in altri paesi socialisti.

8. Il sistema capitalista che nel corso degli anni ottanta/novanta del secolo scorso si presentava a sé medesimo come il migliore dei mondi possibile in materia di democrazia, diritti umani, sviluppo economico e progresso sociale, non solo si rivela incapace di risolvere i problemi dei lavoratori e dei popoli, ma tende ad aggravarli sempre di più, al punto di mettere in causa la stessa esistenza dell'Umanità. Le sconfitte del socialismo non hanno cambiato l'essenza del capitalismo, ma hanno reso più evidente la sua natura ingiusta e disumana. La violenta offensiva sfruttatrice con cui i lavoratori oggi si stanno confrontando e che minaccia il mondo di una regressione sociale della dimensione di civiltà, la destabilizzazione e la distruzione di paesi e regioni intere, l'avanzata del fascismo, il pericolo di una nuova guerra di catastrofiche proporzioni, tutto ciò è conseguenza dei tentativi dell'imperialismo di trarre partito dalla “caduta del muro di Berlino”, vale a dire, dalla distruzione della RDT e del campo socialista come sistema mondiale, per recuperare le posizioni che gli erano state conquistate nel corso del secolo XX dalla lotta liberatrice dei lavoratori e dei popoli, lotta in cui il movimento operaio e i comunisti tedeschi avevano svolto un ruolo che nessuna campagna di riscrittura e falsificazione della Storia riuscirà a cancellare.

9. La cosiddetta “caduta del muro di Berlino” è stata trasformata dai suoi apologeti nel simbolo del trionfo definitivo del capitalismo sul socialismo. Ma l'evoluzione della situazione internazionale negli ultimi 25 anni non solo smentisce le tesi deliranti sulla “fine della lotta di classe” e sulla “morte del comunismo”, ma dimostra che il socialismo è più attuale e necessario che mai e che i lavoratori e i popoli di tutto il mondo resistono e lottano per liberarsi dalle catene dello sfruttamento e dell'oppressione imperialista.

In un processo accidentato, fatto di avanzate e rinculi, di vittorie e sconfitte, il futuro dell'Umanità non è il capitalismo, ma il socialismo e il comunismo.