Storia, teoria e scienza

L’Europa ha dimenticato il ruolo dell’URSS nella II Guerra Mondiale

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soviets auschwitzda sputniknews.com

“Ogni essere umano che ami la libertà deve più ringraziamenti all’Armata Rossa di quanti ne possa pronunciare in tutta la sua vita”, parole di Ernest Hemingway. Il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche liberarono Auschwitz, ma l’Europa ha dimenticato il ruolo dell’URSS nella Seconda Guerra Mondiale.

Il 27 gennaio di 73 anni fa l'Armata Rossa spalancò i cancelli di Auschwitz e il mondo vide gli orrori del genocidio perpetrato dai nazisti. Il campo di concentramento ad Oświęcim fu liberato dai sovietici, già, non come rappresentato nel film di Benigni dagli americani.

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V Forum Europeo sulla Via Cinese

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bologna 141018 forumcina2018Grande partecipazione di pubblico (oltre 250 persone) ed oltre 50 accademici cinesi a Bologna per confrontarsi con gli studiosi italiani

Grande successo per la quinta edizione del Forum sulla Via Cinese. Oltre 250 persone hanno preso parte al Forum promosso dall’Accademia del Marxismo, il think tank più prestigioso della Cina e l’Associazione Marx21.

Quest’anno, per la prima volta, il forum si è svolto a Bologna, in collaborazione con la Fondazione Gramsci Emilia Romagna e l’Istituto Confucio dell’Università di Bologna.

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Ho Chi Minh: “La via della rivoluzione"

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ho chi minh bndi Giambattista Cadoppi

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Il 2 settembre del 1969 muore Ho Chi Minh, leader della guerra di liberazione vietnamita contro l'imperialismo prima giapponese, poi francese, e infine americano.

"Ci sono morti pesanti come montagne altre leggere come una piuma" diceva Mao Zedong. Qualcuno commemora il criminale di guerra John McCain, noi il leggendario patriota e rivoluzionario  “zio Ho”.

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Ottobre ‘17: ieri e domani - Capitolo I

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samiramin ottobre17 frontdi Samir Amin

Introduzione

Le grandi rivoluzioni fanno la storia; le resistenze conservatrici e le contro-rivoluzioni non fanno che ritardarne il corso. La rivoluzione francese ha inventato la politica e la democrazia moderna, la rivoluzione russa ha aperto la via alla transizione socialista, la rivoluzione cinese ha associato l’emancipazione dei popoli oppressi dall’imperialismo al loro impegno sulla via del socialismo.

Queste rivoluzioni sono grandi proprio perché sono portatrici di progetti forti in anticipo sulle esigenze immediate dei loro tempi. Ed è per questo che nel loro sviluppo si scontrano con le resistenze del presente, che sono all’origine degli arretramenti, dei “termidori” e delle restaurazioni. Le ambizioni delle grandi rivoluzioni, espresse nella formula della Rivoluzione francese (liberté, égalité, fraternité), della Rivoluzione d’Ottobre (Proletari di tutti i paesi, unitevi), del maoismo (Proletari di tutti i paesi e popoli oppressi, unitevi!) non trovano la loro traduzione nella realtà immediata. Ma restano i fari che illuminano le lotte ancora incompiute dei popoli per la loro realizzazione. Non è possibile perciò comprendere il mondo attuale facendo astrazione dalle grandi rivoluzioni.

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A Samir Amin

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samiramin borondi Andrea Catone

Pechino, 5 Maggio 2018, grandissima sala gremita di giovani e anziani, cinesi e di tutto il mondo.
Samir Amin tiene in seduta plenaria la sua conferenza per il grande convegno dedicato a Marx a 200 anni dalla nascita, organizzato dall’università cinese con oltre 330 relatori.

È l’ultima volta che lo incontro: vivace e cordiale come sempre, nulla lascia presagire che ci avrebbe lasciati entro qualche mese. Scambiamo qualche battuta sulla situazione italiana e sull’emergere di movimenti di massa reazionari, di tipo fascista, che egli osserva crescere nelle società europee come conseguenza della crisi capitalistica. Su questo egli scriveva già da alcuni anni diversi articoli e saggi, come quello pubblicato dalla Monthly Review nel 2014, “The Return of Fascism in Contemporary Capitalism”.

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Fascismo. Misurare la parola

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togliattidi Palmiro Togliatti

"FASCISMO. MISURARE LA PAROLA. Il fascismo, la sua essenza, le sue origini, il suo sviluppo, come oggetto di studio, sembrano interessare sempre di più il mondo del lavoro e i partiti che costituiscono l’Internazionale comunista. Tuttavia non penso che a questo bisogno di conoscere corrisponda sempre una concezione esatta del fenomeno fascista esaminato sotto i suoi vari aspetti; credo che questo desiderio di sapere non sia sempre accompagnato dalla ferma intenzione di arrivare al sapere studiando attentamente il fascismo quale si manifesta concretamente in Italia e negli altri paesi. Mi pare anzi che invece ci si lasci andare a sostituire allo studio approfondito di questo fenomeno l’esposizione di generalizzazioni del tutto astratte e non corrispondenti dunque completamente alla realtà.

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Riprendere la nostra storia per riaprire la strada al futuro

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secchia comiziodi Norberto Natali

Nell'anniversario della morte di Pietro Secchia, riceviamo e volentieri pubblichiamo questo contributo di Norberto Natali scritto nel 2013 ma ancora attuale

7 luglio 1973-7 luglio 2013
Anniversario della morte del compagno Pietro Secchia assassinato dagli imperialisti

E’ il momento di vuotare il sacco (quasi tutto).

Fra le tante ragioni ci sono quelle di risolvere alcuni stranissimi “misteri” della nostra situazione politica.

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La via yankee al sovranismo

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bannon salvini dimaiodi Riccardo Paccosi | da facebook.com

Pubblichiamo la riflessione di Riccardo Paccosi come contributo alla discussione sulle questioni relative alla difesa della sovranità nazionale 

Ho iniziato a parlare dell’esistenza di una Via Yankee al Sovranismo, più o meno da quando ho iniziato a identificarmi, da un punto di vista marxista, con tale categoria politica. Dunque, intorno al 2012.

Infatti, dall’avvento dell’austerity del Governo Monti nel 2011, si è immediatamente palesato che, a fronte della rigidità tedesca che indirizzava le posizioni dell’Unione Europea imponendo politiche di macelleria sociale a Grecia e Italia, da parte degli Stati Uniti vi era un atteggiamento decisamente più elastico nei confronti della spesa pubblica e del bilancio statale. La troika che impartiva ordine ai governi euro-mediterranei, in altre parole, risultava essere composta dal “poliziotto buono” FMI e dal “poliziotto cattivo” Commissione Europea.

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