Storia, teoria e scienza

Appello del Comitato Centrale della Guardia Nazionale agli elettori di Parigi (25 Marzo 1871)

E-mail Stampa PDF

appello comune parigia cura di Lorenzo Battisti per Marx21.it

Appello del Comitato Centrale della Guardia Nazionale agli elettori di Parigi (25 Marzo 1871)

Traduzione di Marx21.it

Proprio in questi giorni ricorre l'anniversario della Comune di Parigi (18 Marzo 1871 – 28 Maggio 1871). Una breve esperienza storica che rappresenta forse il primo esempio di governo dei lavoratori. Di essa Marx scrisse:

Quando la Comune di Parigi prese nelle sue mani la direzione della rivoluzione; quando per la prima volta semplici operai osarono infrangere il privilegio governativo dei “loro superiori naturali”, e, in mezzo a difficoltà senza esempio, compirono l’opera loro con modestia, con coscienza e con efficacia – e la compirono per salari il più alto dei quali era appena il quinto di ciò che, secondo un’alta autorità scientifica, è il minimo richiesto per il segretario di un consiglio scolastico in una metropoli – il vecchio mondo si contorse in convulsioni di rabbia alla vista della Bandiera Rossa, simbolo della Repubblica del Lavoro, sventolante sull’Hotel de Ville.” (K.Marx, La Guerra Civile in Francia, 1871)

Leggi tutto...

Le rivoluzioni vietnamite. Dalla sconfitta francese alla cacciata degli USA da Saigon

E-mail Stampa PDF

ho chi minh read vietnam declaration of independencedi Ruggero Giacomini*

La generazione degli anni ‘60

Faccio parte di quella generazione che ha cominciato la propria militanza politica negli anni Sessanta, dopo il sommovimento antifascista del luglio ’60 e quando faceva i primi passi il movimento studentesco. Sul piano internazionale c’era la disputa ideologica tra il Partito comunista cinese e quello sovietico, a cui seguì la rivoluzione culturale; e c’erano due esperienze rivoluzionarie che influivano particolarmente nel nostro immaginario: Cuba, che aveva respinto l’aggressione della Baia dei Porci, aveva intrapreso una sua via al socialismo e alimentava con Castro e con Guevara la fiamma dell’anticolonialismo e dell’antimperialismo in tutta l’America latina; e il Vietnam, che resisteva eroicamente all’aggressione dell’imperialismo americano, il più potente imperialismo di tutti i tempi e, allora come oggi, il principale nemico dei popoli. Le forze erano impari e sembrava davvero la lotta di Davide contro Golia.

Nel ’68 fu pubblicato da un piccolo editore romano, Tindalo, un volumetto molto interessante: il Diario dal carcere di Ho Chi Min. Conteneva le poesie tradotte da Joyce Lussu che il leader vietnamita aveva scritto in carcere tra il 1942 e il ’43, prigioniero di Chang Kai shek. Il libro conteneva inoltre le testimonianze di Giap, il leggendario vincitore di Dien Bien Phu; di Pham Van Dong, compagno di Ho Chi Min dalla fondazione del partito comunista vietnamita nel 1930 e capo allora del governo della RDV; e di Nguyen Luong Bang, che aveva curato le finanze del partito e della resistenza ed era stato anche responsabile della sicurezza personale di Ho Chi Min, per poi divenire il primo direttore della Banca di stato vietnamita [1].

Leggi tutto...

I diversi significati del termine populismo

E-mail Stampa PDF

populismdi Prabhat Patnaik
peoplesdemocracy.in

Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Spesso la stessa parola è usata da persone diverse con significati differenti e questo può essere fonte di grande confusione. La Banca Mondiale ha approfittato di questa opportunità, adottando espressioni che sono state utilizzate con un certo significato, soprattutto a sinistra, e piegandole in una direzione molto diversa in modo da creare una deliberata confusione e sfruttare il sentimento positivo che un termine nella sua accezione iniziale aveva risvegliato. "Aggiustamento strutturale" è un buon esempio di tale appropriazione da parte della Banca Mondiale. Nel suo uso iniziale suggeriva che la soluzione del mercato era inadeguata nei paesi del Terzo mondo e, con ciò, era necessario un "cambiamento strutturale" associato a cambiamenti nei rapporti di proprietà, come la riforma agraria. Ma la Banca Mondiale ha usato il termine "aggiustamento strutturale" per dire esattamente il contrario, e cioè per evitare eventuali modifiche nei rapporti di proprietà e introdurre ovunque il "libero mercato".

Il termine "società civile" usato da Hegel, e spesso citato da Marx, è un altro esempio evidente. "La società civile" nei suoi scritti era distinta dallo Stato e riferita all'insieme delle relazioni sociali (che secondo Marx sono determinate, in ultima analisi, dai rapporti di proprietà entro i quali è svolta la produzione). Ma oggi il termine è usato principalmente per fare riferimento a organizzazioni non governative, designate come "organizzazioni della società civile".

Leggi tutto...

Le quattro ideuzze della sinistra “globalista”

E-mail Stampa PDF

di Carlo Formenti | da Contropiano.org

I teorici operaisti italiani di matrice "negriana", che trovano spazio sulle colonne del giornale "Il Manifesto", detestano la sinistra che scommette su quelle lotte popolari che mirano alla riconquista di spazi di autonomia e sovranità, praticando il "delinking". Ma così facendo diventano l'ala sinistra del globalismo capitalistico.

Correva l’anno 1981 quando il Manifesto recensì il mio primo libro (“Fine del valore d’uso”). Era una stroncatura che non ne impedì il successo e, alla lunga, risultò più imbarazzante per il quotidiano che per l’autore. Quel breve saggio, uscito nella collana Opuscoli marxisti di Feltrinelli, analizzava infatti gli effetti delle tecnologie informatiche sull’organizzazione capitalistica del lavoro e, fra le altre cose, prevedeva – cogliendo con notevole anticipo alcune tendenze di fondo – che la nuova rivoluzione industriale avrebbe drasticamente ridotto il peso delle tute blu nei Paesi occidentali, favorendo i processi di terziarizzazione del lavoro, e avrebbe consentito un massiccio decentramento della produzione industriale nei Paesi del Terzo mondo. Il recensore (di cui non ricordo il nome) liquidò queste tesi come una ridicola profezia sulla fine della classe operaia. Sappiamo com’è andata a finire…

Leggi tutto...

Si chiamava Stalingrado: La battaglia che ha sconfitto Hitler

E-mail Stampa PDF

stalingrado 1943di Maria R. Calderoni
da rifondazione.it

Febbraio 1943. Ricordando Stalingrado. La Stalingrado che a un prezzo sovrumano ha sconfitto il nazismo. Febbraio 1943. Si riprendono in mano i libri e ancora una volta, settant’anni dopo, il cuore fa un balzo. Eppure sí, Stalingrado c’è stata, la Battaglia di Stalingrado c’è stata, l’inenarrabile è avvenuto.

Queste cifre danno il capogiro. Nella Battaglia di Stalingrado, i sovietici perdono 478 mila soldati, i feriti sono 650 mila; e contando i morti dall’altra parte, tra tedeschi, italiani, rumeni, ungheresi il “conto” è di oltre un milione di vittime.

Apocalisse now, cioè Stalingrado in era Seconda guerra mondiale. Iniziata nell’estate 1942 e finita il 2 febbraio 1943, quella  di Stalingrado è passata alla Storia come la più grande battaglia della Seconda guerra mondiale. Sei mesi ininterrotti di furibondo ferro e fuoco, tutti combattuti dentro la citta, strada per strada, quartiere per quartiere, casa per cas; e tutti all’ultimo sangue, nel senso letterale del termine.

Leggi tutto...

“1917. L’anno della rivoluzione” di Angelo d’Orsi

E-mail Stampa PDF

russian revdi Federico La Mattina per Marx21.it

Angelo d’Orsi, 1917. L’anno della rivoluzione, Laterza, Bari, 2016, pp. 268.

“ […] Pensare quanto hanno tribulato i miei genitori per allevarmi fino a vent’anni e qui con una indifferenza ti mandano al macello. […]”  (tratto dalla lettera di un italiano al fronte,  p. 153)

Angelo d’Orsi (professore ordinario di Storia del pensiero politico all’Università di Torino, direttore delle riviste “Historia Magistra” e “Gramsciana”) ha recentemente pubblicato un volume sul 1917 in cui affronta cronologicamente, mese per mese – appoggiandosi su una ricca bibliografia – un anno tragico e complesso ma caratterizzato anche da grandi eventi destinati a stravolgere la storia del mondo. Il primo conflitto mondiale è ovviamente l’evento attorno al quale ruotano (o dal quale scaturiscono) gli eventi narrati nel libro. D’Orsi sottolinea opportunamente come “il conflitto tra le più potenti nazioni della scena europea del tempo” scoppi “per l’urto di interessi economici e di strategie geopolitiche, tra grandi potenze al tramonto e nuove potenze emergenti”, evidenziando anche la “sprovveduta incoscienza” dei leader internazionali (p. 4). Si è trattato di un “violento, drammatico ingresso nella modernità” in cui “moderno e antico si affiancano” con importanti innovazioni nel campo della tecnologia bellica: i governi hanno mandato letteralmente al macello i propri soldati, una vera e propria “fabbrica di follia” (pp. 6-7).

Leggi tutto...

La Rivoluzione di Febbraio del 1917

E-mail Stampa PDF

1917 folladi Domingo Abrantes | da avante.pt

Traduzione di Marx21.it

In occasione del centenario della rivoluzione democratica borghese in Russia, del Febbraio 1917, occorre ricordare questo straordinario evento che, nel suo sviluppo, è inseparabile dalla Rivoluzione Socialista d'Ottobre, il più grande evento di tutto il XX secolo e i cui cento anni si celebrano pure quest'anno.

L'importanza della Rivoluzione di Febbraio risalta per il fatto di essere stata la prima rivoluzione popolare vittoriosa e anche per fatto di avere messo fine a più di 300 anni di regno della dinastia dei  Romanov, la monarchia più reazionaria e sanguinaria, di essersi trasformata in un evento di importanza internazionale e per il fatto che il proletariato russo e il Partito Bolscevico abbiano creato le condizioni per porsi all'avanguardia del processo rivoluzionario mondiale. Va rilevato anche come molte di tali esperienze si siano trasformate in patrimonio comune, acquisendo valore universale. Durante gli avvenimenti memorabili del 1917, nell'attività del Partito Bolscevico e del proletariato russo si sono manifestati processi che in qualche modo si sono ripetuti e non mancheranno di ripetersi in futuro in altri paesi.

Leggi tutto...

Il socialismo tradito: le cause della caduta dell’URSS*

E-mail Stampa PDF

da lottobre.wordpress.com

Riceviamo da "Ottobre" e volentieri pubblichiamo

Il dibattito sulle cause della caduta dell’URSS è ampio e variegato. La corretta comprensione di un evento di tale portata aiuta senz’altro lo sviluppo del movimento operaio odierno, lasciato orfano da un riferimento ideale e materiale così importante quale fu il primo Stato operaio della storia.

Lasciando da parte il liquidazionismo di chi vede nell’URSS “l’impero del male” e “un regime totalitario” (parole senza senso, riflesso della criminalizzazione borghese dell’esperienza sovietica, che gran parte della sinistra riformista e radicale propaga a piene mani), e le analisi senza costrutto degli economisti borghesi che si limitano a ripetere la tautologia del “comunismo crollato perché l’economia comunista non può funzionare” (spacciando così i loro pregiudizi di classe per scienza) – è opportuno avanzare critiche precise sugli eventi che hanno contribuito a sconvolgere il mondo.

Leggi tutto...

“La schiavitù del capitale” di Luciano Canfora

E-mail Stampa PDF

schiavitudi Federico La Mattina per Marx21.it

Luciano Canfora, filologo classico, professore emerito dell’Università di Bari, autore di moltissimi saggi storici – molti dei quali abbracciano anche la contemporaneità – ha scritto un pamphlet di poco più di cento pagine dal titolo “La schiavitù del capitale” (il Mulino, 2017). Canfora ci propone una riflessione di ampio respiro sul “movimento permanente della storia”. Chi sfrutta ha temporaneamente vinto la partita contro chi è sfruttato ed è necessario trovare le forme adatte per capovolgere la temporanea “sentenza della storia”,  “nella convinzione, condivisa da ogni essere pensante, che nella storia non esistono sentenze definitive” (p. 9). E’ evidente la critica a qualsiasi teleologia, sia essa di matrice rivoluzionaria o reazionaria. Il brusco risveglio che ha seguito il crollo dell’esperimento socialista alla fine del secolo scorso ha visto, secondo Canfora, il trionfo del modello capitalistico “in tutte le sue proteiformi manifestazioni” sulla gran parte del pianeta. Gli sfruttati si trovano divisi di fronte ad un “capitale internazionalista” che ha ripristinato forme di dipendenza di tipo schiavile, non solo nei mondi dipendenti ma anche all’interno delle aree più avanzate.

Leggi tutto...

Pagina 1 di 29