REPORT DELL’INIZIATIVA DE L’ERNESTO A SAN CESAREO (CASTELLI ROMANI) 3 MARZO 2009

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Si è tenuta martedi 3 marzo a San Cesareo (Castelli Romani) una delle tante iniziative pubbliche che l’ernesto sta organizzando in tutto il Paese..

Suggestivo il titolo : “ Uno spettro si aggira per l’Europa – Le idee dei comunisti per affrontare la crisi e costruire il cambiamento” ed inconsueta (ma importante) la modalità dei lavori. Sono state infatti invitate al dibattito alcune riviste italiane di ispirazione comunista: “ La Rinascita ” (settimanale del PdCI); “ Contropiano” (rete dei Comunisti); “Falce e Martello “ (rivista dell’omonima area interna al PRC); Gramsci Oggi” (rivista on line) e ovviamente l’Ernesto.

Nell’organizzazione dell’iniziativa (dobbiamo dirlo) si è particolarmente impegnato, con grande passione, il compagno Antonio Pisa (segretario del Circolo PRC di San Cesareo) che in pochi giorni ( assieme agli altri/e compagni/e de l’ernesto) ha trovato la sede del dibattito, ha stampato e affisso i manifesti, ha inondato la sua zona di volantini, ha mobilitato i compagni del PRC e del PdCI , ha avvertito la stampa locale e fatto girare la notizia ovunque ( grazie, Antonio, grazie a nome di tutte le compagne/i de l’ernesto e non solo!).

Il convegno si è tenuto nel suggestivo Teatro Auditorium di San Cesareo: poltroncine rosse e aria scenica di una volta, con manifesti dei grandi attori, dei grandi film e delle grandi opere teatrali; tutto ciò mischiato ai manifesti de l’ernesto, ai simboli comunisti e ad una gigantografia di Enrico Berlinguer (assunto qui come l’ultimo alfiere di una battaglia per la questione morale, molto sentita dai compagni di San Cesareo, messi quotidianamente di fronte a casi di immoralità e corruzione politica e istituzionale diffusi).

Il dibattito è stato aperto da una ampia introduzione di Antonio Pisa, che ha posto il problema della corruzione, della debolezza delle forze comuniste e di sinistra di fronte all’incalzare delle destre e della conseguente necessità dell’unità dei comunisti, non chiusa in se stessa, ma aperta all’impegno comune di tutte le forze della trasformazione.

Non formali i saluti portati da Danilo Marra, segretario della Federazione Provinciale PRC dei Castelli, “vendoliano” al Congresso di Chianciano (ma oggi non scissionista ed anzi interessato al processo di unità dei comunisti e della sinistra) e di Giovannino Sanna, segretario della Federazione provinciale PdCI e molto impegnato (“a partire dal territorio”) nella costruzione concreta dell’unità comunista.

Il primo intervento – in un Teatro sempre più affollato- è stato di Rolando Giailevra, direttore di “Gramsci Oggi”, che ha posto l’accento sulla necessità di un immediato processo di accumulazione di forze comuniste, senza rimuovere l’esigenza della ricostruzione di un pensiero e di una prassi dei comunisti all’altezza dei tempi. Compito per il quale le riviste comuniste possono, sin da ora, offrire un contributo unitario.

Di spessore – come sempre – l’intervento di Sergio Cararo (direttore di “Contropiano”) che, pur non sottovalutando il progetto di unificazione politica dei partiti comunisti, ha messo l’accento sull’esigenza primaria di ricostruire tale unità dal basso, dentro il conflitto sociale vivo, dalle fabbriche all’intero mondo del lavoro, dalle scuole alle piazze, dal movimento contro la guerra (oggi un po’“dimenticato”) alla necessaria militanza antifascista.

Fabio Giovannini – vice direttore – ha parlato a nome de“ La Rinascita”. La spinta unitaria del PdCI è nota e Giovannini l’ha confermata pienamente, ponendo con determinazione l’esigenza di “unirci contro la marea nera che avanza”, contro Berlusconi e contro l’attacco finale alla democrazia italiana. “Se perpetuassimo questa divisione tra PRC e PdCI, se rinunciassimo a dare una speranza – attraverso la nostra iniziale unità – a tutta la diaspora comunista, chi ci capirebbe? Chi ci sosterrebbe? Chi ci voterebbe”?

Claudio Bellotti (segreteria nazionale del PRC) ha parlato per “Falce e Martello”. Ha posto al centro della sua riflessione “ l’esigenza di superare le deviazioni istituzionaliste che hanno caratterizzato in questi anni parte importante del PRC ”, proponendo un partito comunista fortemente radicato nei luoghi di lavoro e volto al conflitto sociale. Bellotti, tra tutti gli oratori, è stato il più tiepido rispetto al progetto dell’unità dei comunisti ed ha invitato (“piuttosto”) Diliberto e i compagni del PdCI ad iscriversi a Rifondazione.

Fosco Giannini – direttore de l’ernesto – ha tentato di collocare la svolta a destra italiana in un contesto più ampio, come “combinato disposto della fase capitalista mondiale ( volta al massimo profitto e contraria ad ogni compromesso con il lavoro) e delle politiche insite nel processo di costituzione di un neo-imperialismo europeo – inserito nella competizione mondiale - che determina una attacco senza precedenti alle condizioni di vita dei lavoratori italiani, con venature autoritarie e anti-democratiche”.

Rispetto a ciò – ha aggiunto Giannini – la diaspora e dispersione dei comunisti è un lusso che non possiamo più permetterci“. L’unità dei comunisti non è una soluzione artefatta o dogmatica: è una esigenza sociale, oltre che politica”.

Dopo gli oratori, un dibattito vivace e partecipato, interrotto solo dall’arrivo degli attori di una compagnia teatrale che doveva “provare” e che aveva bisogno della platea e del palco... E allora, via tutti, a discutere fuori, incuranti della pioggia romana: all’interno dell’Auditorium prove dell’Amleto; fuori, grande passione e prove di unità…