Questioni di genere

25 Novembre. Giornata internazionale contro la violenza maschile sulle donne, 365 giorni all’anno

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di Marica Guazzora, direzione nazionale PdCI

papaveri rossiGli uomini: padroni, padroni delle donne, col senso pieno della proprietà.

Per il 25 novembre di quest’anno i gruppi, i collettivi, le associazioni femminili e femministe hanno deciso di scegliere, tra le tante idee proposte, anche queste due.

La prima: le donne scioperano per 15 minuti. Si tratta di uno sciopero provocatorio e simbolico, inusuale, che è stato visualizzato anche con un logo: un gruppo di sole donne che incrociano le braccia e si sa che lo sciopero non è mai stato “solo” delle donne per le donne.

C’è stata discussione sull’opportunità o meno di questo metodo di lotta , e alcune non l’hanno condiviso perché lo sciopero, si dice, è contro il “datore di lavoro” e qui non c’è. Certo che non c’è.

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Stefania e le altre. Il femminicidio nelle Marche e in Italia

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di Fosco Giannini

donne2Castelfidardo (Ancona), sabato 16 novembre, pomeriggio alto, attorno alle 17.00. Diego Allori, 61 anni, custode dell’azienda dei fratelli Saraceni, entra nell’appartamento in cui vive con la moglie Stefania Malavolta, 45 anni, e la figlia Giorgia, 24 anni. L’appartamento è all’interno stesso dell’azienda dove Allori lavora, al primo piano, in Via Adriatica, civico17. Ora, saputi i fatti, possiamo immaginare che l’uomo entra con il cuore in tumulto, con l’odio tra i denti, con una lucida follia – la solita, quella dettata da un’intera, millenaria storia di violento dominio maschile – che lo dirige e lo determina. E soprattutto entra armato: nella testa con l’ascia d’un’insana, furiosa, misteriosa “vendetta” ( gelosia, riportano i cronisti); nelle mani con un coltello per ammazzare davvero. Dalle tracce di sangue lasciate dal corpo straziato di Stefania possiamo immaginare il percorso ferino dell’uomo nell’appartamento. Diego la scova (come in un pogrom) in qualche stanza o lungo il corridoio (in cucina, dicono i giornali).

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In Italia torna l’aborto clandestino

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di Teresa Pezzi, Comitato Centrale PdCI, Federazione Chieti

194 muroStiamo assistendo al un progressivo smantellamento di una legge dello Stato approvata, in via definitiva, in data 22.05.1978 con il n. 194.

Benché questa legge abbia segnato un evidente progresso sociale cancellando il reato di aborto e sottraendo alla clandestinità “l’affare” delle interruzioni di gravidanza, la stessa, per aver introdotto e riconosciuto, all’art. 9, la facoltà, per il personale sanitario e di chi svolge attività ausiliarie, di dichiarare l’obiezione di coscienza, ha dato, però, adito ad una infinita e mai risolta querelle di carattere etico, diventando oggetto di strumentalizzazione politica e finendo per essere snaturata del suo significato fino a diventare di difficile attuazione.

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Smascherare l'inganno nel/del decreto sul femminicidio

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di Loretta Boni, Sezione T.Modotti PdCI Ancona

decretofemminicidio-no-tavCampeggiava bello grande in Piazza del Popolo, alla manifestazione del 12 ottobre 2013 “LA VIA MAESTRA” in difesa e per l’applicazione della Costituzione: “VERGOGNA: ILFEMMINICIDIO USATO PER REPRIMERE IL DISSENSO… è questo in sintesi quello che penso del D.L 93 cosiddetto del femmincidio..e invece c’è dentro: disposizioni finanziarie per gli enti locali, progetti pilota per territori a rischio, disposizioni riguardanti i Vigili del Fuoco, disposizioni circa l’uniforme e la bandiera del dipartimento della protezione civile e altre norme sempre in materia di protezione civile, requisiti di sicurezza per gli articoli pirotecnici, norme circa la frode informatica, contrasto al furto di componenti metalliche su infrastrutture e norme in materia di ordine pubblico, di prevenzione e contrasto di fenomeni di particolare allarme sociale….. cioè l’uso dell’esercito contro i NOTAV. Vi pare una cosa seria? Non è una cosa seria è una ipocrisia e un inganno cui ci hanno abituato da tempo e che le donne subiscono in prima persona.

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"In piedi signori, davanti a una donna"

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“La violenza contro le donne è una manifestazione dei rapporti di forza storicamente disuguali tra i sessi, che hanno portato alla dominazione sulle donne e alla discriminazione nei loro confronti da parte degli uomini e impedito la loro piena emancipazione…”. Inizia così il testo approvato alla Camera il 28 maggio scorso in un’aula drammaticamente deserta. Il 19 giugno anche il Senato ha approvato e oggi la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e la violenza domestica, fatta a Istanbul l'11 maggio 2011 (Convenzione d'Istanbul) è diventata legge. Perché la violenza di genere è un fenomeno di carattere universale, un atto discriminatorio che nega alle donne il semplice godimento dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Nel 2011 in Italia ci sono stati 160 omicidi le cui vittime erano donne, di questi 84 compiuti per mano di partner o ex partner.

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