L'associazione

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L'associazione
Lo statuto
Consiglio Direttivo
Comitato Scientifico
Regolamento sedi territoriali
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Carta costitutiva dell'Associazione Politica e Culturale MARX XXI

 

Veniamo da una tradizione che ha sempre inteso la cultura come elemento decisivo della crescita civile e del progresso sociale, pilastro della democrazia, nei termini indicati dai nostri padri costituenti all'indomani della Resistenza e della Liberazione dal nazifascismo: progressiva, emancipatrice, terreno della lotta sociale e della conquista di nuovi diritti politici, economici, sociali dei lavoratori e delle classi popolari.

 

Oggi il terreno democratico e quello della crescita culturale e civile sono al centro di un vero e proprio scontro di classe: non può esserci uguaglianza dove si distruggono i diritti sociali, le libertà civili, la stessa rappresentanza politica, dove la consapevole partecipazione dei cittadini alla direzione della società ed alla definizione degli orientamenti di governo del Paese è ridotta al simulacro del plebiscito al leader di turno. Siamo in presenza dell'intreccio pericoloso tra antiche questioni sociali mai risolte e nuove gravi emergenze democratiche, sociali, culturali. Riemergono squilibri territoriali, nuovi fenomeni di esclusione e subalternità nel lavoro, nella formazione, nell'accesso a beni che dovrebbero essere comuni, si aggravano le disuguaglianze nella distribuzione della ricchezza e si aprono pericolose fratture generazionali.

 

La cultura marxista, divenuta oggi ampiamente minoritaria nel paese, ha esercitato - tra il secondo dopoguerra e la metà degli anni 70, quando raggiunge il suo apogeo grazie allo sviluppo impetuoso del movimento operaio e dell'onda lunga di lotte sociali, politiche, culturali nell'intenso decennio 1967-1978 - una larga egemonia politica e ideale senza mai abbandonare l'impronta di classe e democratica, insieme all'ispirazione unitaria di tutte le forze del movimento operaio. Scrittori, registi, attori, manuali scolastici, insegnamenti universitari – soprattutto nel campo delle discipline storico-filosofiche e letterarie – erano in qualche modo influenzati dal marxismo. Una grande casa editrice collegata al PCI, Editori riuniti, pubblicava volumi importanti, dai grandi classici del marxismo, al pensiero politico contemporaneo, dalla storia del movimento operaio alle riviste, agli strumenti culturali di collegamento internazionale tra i partiti comunisti e progressisti in tutto il mondo.

 

La crisi del marxismo in Italia è legata alla caduta di progetto strategico nel PCI, alla sua incapacità di darsi una linea convincente dopo il fallimento del compromesso storico. È tutta una storia da scrivere e approfondire in modo critico. E il non averlo fatto a tutt'oggi è segno inequivocabile del degrado culturale e politico in cui siamo precipitati. Alcune riviste, riunite intorno a gruppi o reti interni o esterni ai partiti comunisti, all'indomani dello scioglimento del PCI, sono state, all'interno di una generale caduta di cultura, di analisi, di riferimenti marxisti, una voce controcorrente che si collocava fuori del provincialismo nazionale, all'interno di una corrente marxista e comunista mondiale che pur tra crisi e grandi difficoltà non si era affatto estinta, lottava ed elaborava, proponendo analisi di classe, riprendendo l'elaborazione leninista dell'imperialismo nelle condizioni del mondo d'oggi, contrastando la demolizione del marxismo, ponendo in termini corretti la questione del rapporto con l'eredità comunista del 900. Meno incisiva, più debole – ma ciò rifletteva lo stato generale delle forze politiche e della pratica politica – è stata la ricognizione sulla società italiana, e quindi l'elaborazione di una strategia che, all'interno del più vasto contesto mondiale, sapesse ancorarsi saldamente sul terreno nazionale.

 

L'Associazione MARX XXI vuole recuperare e contribuire a sviluppare gli strumenti di analisi critica del marxismo, in quanto base fondamentale per la comprensione della realtà e preziosa guida per l'azione. Nella convinzione che il marxismo non possa essere ridotto ad un rigido formulario concluso in se stesso, ma sia, al contrario, strumento di indagine del processo storico e delle forme con le quali evolve e si trasforma il modo di produzione e riproduzione sociale, l'Associazione MARX XXI ritiene decisivo il ruolo dei soggetti sociali e politici concretamente impegnati nell'opera di trasformazione sociale, insieme alle nuove forze intellettuali e del lavoro in questa rinnovata iniziativa di ricerca e analisi.

 

Promuoviamo l'Associazione politica e culturale MARX XXI cercando di riannodare i fili di quella funzione democratica e civilizzatrice della società che storicamente il pensiero marxista, il movimento comunista e più in generale la sinistra italiana hanno svolto e che per molti decenni ha prodotto un rapporto intenso, pur se mai facile, tra il movimento operaio italiano con quanti, nella comunità scientifica, nel mondo delle arti e della cultura hanno contribuito al progresso sociale, civile e morale dell'Italia. Oggi quell'impegno va ripreso, rielaborato e nuovamente definito da forze sociali, politiche ed intellettuali decise a misurarsi, prima di tutto sul piano della battaglia culturale delle idee, contro quella che giudichiamo la distruzione dell'idea stessa di società, destinata a deperire se non sarà capace di promuovere una nuova forma di convivenza tra gli uomini fondata sull'eguaglianza e la giustizia sociale.

 

Con lo sconvolgimento successivo all'89 si è affermata un'ideologia e una pratica di liquidazione della storia e del patrimonio politico e ideale del PCI, con la miope convinzione che senza quell'eredità il processo di trasformazione democratica e progressista dell'Italia potesse meglio avanzare. Noi al contrario pensiamo che quella ferita, mai rimarginata, abbia aperto la strada ad un pauroso attacco reazionario ai lavoratori e alle classi subalterne, ai fondamenti della Repubblica democratica e alla Costituzione, mentre la riorganizzazione economica e industriale del sistema capitalistico, sotto l'egemonia liberista e antioperaia, avviene con una progressiva liquidazione dello stato sociale e di ogni diritto del lavoro. In Italia, patria dello Statuto dei Diritti dei Lavoratori, la precarietà selvaggia ha cancellato garanzie e tutele. La stessa democrazia politica è in pericolo, con l'affermarsi di una peculiare forma di bonapartismo, oggi fondato sulla concentrazione nelle mani di un singolo leader di un potere politico, economico e multimediale senza precedenti. Ma tale degenerazione, frutto di un disegno preciso delle forze più reazionarie del Paese, ha potuto affermarsi per i cedimenti ideali e le ambiguità culturali anche di forze democratiche: per questo non potrà dirsi esaurita con la sola sconfitta del suo attuale protagonista.

 

La democrazia italiana ha nuovamente bisogno di una grande battaglia ideale per la difesa e il rilancio della Costituzione e per un nuovo sistema politico, non più sottomesso ai potentati e alle oligarchie, ma fondato sulla rappresentanza della società quale essa è, e nella quale il lavoro e lavoratori tornino protagonisti e attori politici, portatori di un conflitto di classe che l'attuale sistema elettorale maggioritario mira ad annullare con l'alternanza bipolare di forze sostanzialmente omologhe rispetto al conflitto capitale-lavoro. Per questo, la fine del PCI e le difficoltà che attraversano anche le formazioni politiche che si richiamano al marxismo e al comunismo, hanno costituito un vero e proprio impedimento al dispiegarsi di una risposta democratica di massa ai rischi di svuotamento della democrazia. Nel Paese è venuta a mancare la forza di una grande comunità di uomini e donne educati alla lotta democratica e ai grandi ideali di giustizia, solidarietà e uguaglianza, oggi dispersa nella divisione e nella lacerazione della diaspora comunista e di sinistra.

 

Questa comunità va ricostruita e la ricostruzione di un rinnovato partito comunista è un'esigenza, in primo luogo, delle masse popolari e di tutti coloro che sono interessati a contrastare i processi reazionari in corso. L'Associazione MARX XXI nasce dalla volontà di favorire questo nuovo processo di unità e autonomia teorica e politica dei comunisti in Italia, nella convinzione che esso non possa essere rinviato ulteriormente né che esso possa avanzare solo con la pur giusta rivendicazione di un nome, di un simbolo, di una bandiera, ma solo con una rinnovata capacità di analisi della società italiana e del contesto mondiale.

 

La crisi dei partiti comunisti e della sinistra in Italia affonda le sue ragioni, oltre che negli sconvolgimenti storici dell'89, anche in una vera e propria scissione tra la teoria e la prassi politica che ha prodotto, nel corso di almeno un decennio precedente a quegli eventi, la sottovalutazione e l'abbandono sia del pensiero di Marx e delle sue categorie di interpretazione della realtà, sia di gran parte del patrimonio e delle successive acquisizioni teoriche e politiche del socialismo e del comunismo.

 

L'Associazione MARX XXI si pone statutariamente lo scopo di produrre elaborazioni, studi e programmi che, sul piano teorico e culturale, costituiscano le basi per il lavoro politico teso alla riunificazione in Italia delle forze che si richiamano al marxismo, al leninismo per l'elaborazione politica e teorica dei comunisti del 21° secolo. Ciò nel quadro di una volontà di confronto e discussione con il complesso delle tendenze culturali anticapitaliste, progressive e democratiche a livello nazionale ed internazionale.

 

Intendiamo affrontare la sfida della ricerca in questo nuovo secolo attraverso una libera elaborazione critica dell'esperienza storica del movimento operaio, della storia del socialismo e del comunismo senza abiure e senza rimozioni di comodo, e pensiamo che questa ricerca possa e debba farsi con le categorie e gli strumenti del marxismo.

 

Già il Manifesto del Partito Comunista, descrivendo 160 anni fa la distruzione di ogni assetto del passato ad opera del capitale, aveva previsto come nel suo sviluppo mondiale il capitalismo avrebbe teso al monopolio dell'intera ricchezza, della forza militare, all'alienazione e alla separazione degli individui con la rottura di ogni forma di solidarietà umana. La penetrazione globale del capitale investe, pur con differenti conseguenze, ogni piano dell'esistenza di chi abita il pianeta: precarietà lavorativa e degradazione del lavoro umano a merce, sfruttamento del corpo umano, appropriazione privata dei saperi e asservimento di ogni linguaggio alla cultura dell'individualismo e dell'egoismo sociale, genocidio di popoli e culture.

 

Noi pensiamo che il capitalismo continui a produrre, nel suo sviluppo globale, i soggetti sociali in grado di metterlo in discussione: vediamo muoversi, pur tra mille contraddizioni e divisioni, un nuovo proletariato formato da vecchie e nuove figure dei lavoratori salariati, uomini e donne, forze intellettuali, tecnici e ricercatori, incarnazione viva della contraddizione tra uno sviluppo di forze produttive portatrici di immense potenzialità liberatorie, e i rapporti di produzione dati dal sistema del profitto. Dovunque nel mondo rinasce una nuova idea della trasformazione e questa speranza è già in movimento, perché sempre più chiara é la coscienza che il capitalismo sia ormai incapace di promuovere nuovi traguardi di civiltà umana e progresso, come sia fonte di ingiustificabili povertà e diseguaglianze e di guerre imperialistiche, mentre la sua cultura di rapina di tanti popoli, ancora sottomessi al neocolonialismo e allo sfruttamento, semina nella società i germi di un nuovo, pauroso razzismo.

 

Noi, promotori dell'Associazione MARX XXI, sentiamo l'urgenza di un nuovo cimento scientifico e ideale capace di indagare gli snodi centrali della nostra contemporaneità, sul piano storico ed economico, politico, giuridico e filosofico. Il compito teorico e politico che ci diamo è quello di far emergere le ragioni della centralità del lavoro umano, oggi negata ma sempre più decisiva nell'espansione globale del mercato capitalistico. La nostra finalità è quella di costruire un nuovo intellettuale collettivo in grado di produrre le idee e gli strumenti della ricomposizione sociale e politica delle forze del lavoro.

 

Noi promotori dell'Associazione MARX XXI, per dare vita a questo strumento di elaborazione e confronto sulle prospettive della società italiana e del contesto mondiale, ci rivolgiamo agli intellettuali e ricercatori delle diverse discipline scientifiche e sociali, scienziati dell'economia, del diritto e della politica; ai militanti appartenenti alle molteplici espressioni del marxismo italiano impegnati nel sindacato, nei conflitti sociali, nei movimenti contro la guerra; alle riviste e associazioni impegnate nella critica dell'attuale ordine capitalistico; ai docenti e agli insegnanti impegnati nella salvaguardia della scuola e dell'università pubblica, perché mettano le loro competenze, i loro saperi, il proprio talento a disposizione, nell'Italia di oggi, di un progetto teso a ricostruire un nuovo spazio democratico per la lotta di emancipazione dei lavoratori e per elaborare un nuovo pensiero sulla comune condizione umana nel 21° secolo.


 

LO STATUTO

 

ART.1) E' costituita l'Associazione denominata Marx XXI

 

ART. 2) L'Associazione ha carattere nazionale.

L'Associazione ha sede legale in Roma, alla Via S. Crisogono 45.

L'Associazione non ha fini di lucro e ha durata illimitata.

L'Associazione potrà stabilire, a seconda delle proprie esigenze, l'apertura di proprie sedi territoriali senza che questo comporti modifiche statutarie.

Scopi e finalità dell'Associazione

 

ART.3) L'Associazione si pone come scopo di produrre elaborazioni, studi e programmi che, sul piano teorico e culturale, costituiscano le basi per il lavoro politico teso alla riunificazione in Italia delle forze che si richiamano al marxismo e al comunismo, nel quadro di un confronto con il complesso delle tendenze culturali e politiche anticapitaliste, progressive e democratiche a livello nazionale ed internazionale.

 

Art.4) A tal fine l'Associazione svolge prioritariamente un lavoro di ricerca, di elaborazione e di proposta, emancipata dalle forme ideologiche dell'attuale società capitalistica, direttamente o attraverso l'azione delle sue sedi territoriali, promuovendo convegni, conferenze ed altre iniziative pubbliche di dibattito e confronto culturale e politico, seminari di studio a livello nazionale ed internazionale, attiva corsi di studio e formazione politica, promuove e favorisce la produzione editoriale per la diffusione di una nuova cultura critica, democratica, ispirata agli ideali dell'uguaglianza e della liberazione umana. A tal fine, favorisce il dialogo e l'interrelazione tra riviste, case editrici, associazioni culturali che operano sulla base di analoghe finalità in Italia e nel mondo, anche attraverso forme di libera affiliazione, senza che questo comporti modifiche statutarie. L'Associazione mira alla promozione di attività che consentano agli associati di apprendere, sviluppare e accrescere la propria formazione politica e le proprie conoscenze, con particolare attenzione per le giovani generazioni.

 

SOCI e Organi dell'Associazione

 

ART 5) L'Associazione è costituita dai soci fondatori, dagli associati che verranno ammessi a norma di Statuto, dai soci sostenitori.

Sono soci fondatori le persone fisiche che hanno partecipato alla costituzione dell'Associazione.

Sono soci ordinari quelli che verranno ammessi successivamente dal Consiglio Direttivo a seguito della loro domanda.

Sono soci sostenitori le persone fisiche o giuridiche che vorranno dare un loro particolare contributo agli scopi dell'Associazione, sulla base di un regolamento che dovrà essere varato dal Consiglio Direttivo dell'Associazione.

 

ART.6) Possono far parte dell'Associazione tutti coloro i quali, condividendone le finalità, intendono partecipare alla vita dell'Associazione.

Per essere ammessi a socio è necessario presentare al Consiglio Direttivo domanda di adesione all'Associazione con l'osservanza delle seguenti modalità ed indicazioni: indicare nome e cognome, luogo e data di nascita, luogo di residenza; dichiarare di attenersi al presente Statuto ed alle deliberazioni degli organi sociali.

E' compito del Consiglio Direttivo dell'Associazione deliberare, entro trenta giorni, su tale domanda.

 

ART 7) I soci hanno diritto a ricevere all'atto dell'ammissione e dietro il pagamento della quota annuale di associazione, la tessera sociale di validità un anno, di usufruire di tutte le strutture, di partecipare con piena parità di diritti alle attività sociali dell'Associazione, di essere informati sulle sue attività, nonché di intervenire con diritto di voto nelle Assemblee. Gli associati sono obbligati all'osservanza dell'atto costitutivo, del regolamento interno e delle deliberazioni adottate dai competenti organi sociali in conformità alle norme statutarie.

 

ART. 8) I soci sono tenuti al pagamento della quota annuale di associazione, stabilita dal Consiglio Direttivo ed al pagamento di quote straordinarie ad integrazione del fondo sociale, se stabilite con deliberazione degli organi statutari dell'Associazione.

 

ART.9) L'appartenenza all'Associazione cessa in caso dimissioni, per esclusione o per decesso dell'associato.

I soci possono recedere attraverso proprie dimissioni; in caso di recesso è escluso qualsiasi rimborso.

I soci possono essere esclusi, attraverso decisione degli organi statutari, per i seguenti motivi:

a) quando non ottemperino alle disposizioni del presente Statuto o alle deliberazioni prese dagli organi sociali;

b) quando si rendano morosi del pagamento della tessera e delle quote sociali senza giustificato motivo;

c) quando, in qualunque modo, arrechino danni morali o materiali all'Associazione o si rendano, in qualunque modo, indegni dei suoi scopi e delle sue finalità.

Le esclusioni sono decise dal Consiglio Direttivo.

I soci esclusi per morosità potranno, dietro domanda, essere riammessi, pagando una nuova quota di iscrizione.

 

ORGANI DELL'ASSOCIAZIONE

 

ART. 10) Gli organi dell'Associazione sono:

a) L'Assemblea dei Soci;

b) Il Consiglio Direttivo dell'Associazione

c) Il Comitato Scientifico

d) Il Presidente

e) Il Segretario.

 

ART. 11) L'Assemblea dei soci è composta da tutti gli associati per i quali sussiste tale qualifica al momento della convocazione. La comunicazione della convocazione deve essere effettuata con avviso inviato a mezzo telefax o posta elettronica (o con altri mezzi idonei a dare prova dell'avvenuta ricezione), almeno dieci giorni prima della riunione contenente i punti all'ordine del giorno, la data, l'ora ed il luogo dell'Assemblea, nonché la data, l'ora ed il luogo dell'eventuale Assemblea di seconda convocazione.

 

ART. 12) L'Assemblea è presieduta dal Presidente, il quale nomina a sua volta fra i soci un verbalizzante.

L'Assemblea degli Associati è ordinaria o straordinaria.

L'Assemblea ordinaria che deve essere convocata dal Presidente, almeno una volta all'anno:

- approva le linee generali del programma di attività per l'anno sociale;

- approva il rendiconto economico finanziario annuale;

- elegge i membri del Consiglio Direttivo;

- delibera su tutte le questioni attinenti alla gestione sociale.

L'Assemblea straordinaria delibera sulle modifiche dell'atto costitutivo e dello Statuto, compresa la trasformazione, lo scioglimento e la liquidazione dell'Associazione, nonché sulla nomina e poteri dei liquidatori.

 

ART 13) In prima convocazione l'Assemblea ordinaria è regolarmente costituita con la presenza di almeno la metà più uno dei soci e delibera validamente a maggioranza assoluta dei presenti su tutte le questioni poste all'ordine del giorno. In seconda convocazione l'Assemblea ordinaria può deliberare validamente a maggioranza assoluta dei presenti.

L'Assemblea straordinaria degli Associati, sia in prima che in seconda convocazione, delibera validamente con il voto favorevole di almeno due terzi degli associati presenti.

 

ART.14) Il primo Consiglio Direttivo è formato dai soci fondatori. Esso dura in carica tre anni ed è rieleggibile.

 

ART.15) Il Consiglio Direttivo è di norma composto da un numero minimo di 11 consiglieri e un massimo di 15 eletti dall'Assemblea Ordinaria fra i soci; resta in carica per tre anni ed è rieleggibile.

Nella sua prima seduta, il Consiglio Direttivo elegge il Presidente ed il Segretario. Può eleggere, se ritenuto necessario, un Vice-Presidente.

Il Presidente del Consiglio Direttivo è anche Presidente del Comitato Scientifico.

 

ART 16) Il Consiglio Direttivo si riunisce ogni qualvolta il Presidente o la maggioranza dei propri componenti lo ritengano necessario ed è presieduto dal Presidente. Le riunioni sono valide con la presenza di almeno la metà dei componenti. Le deliberazioni si adottano a maggioranza semplice.

Il Consiglio Direttivo:

- redige i programmi di attività sociale previsti dallo Statuto sulla base delle linee approvate dall'Assemblea dei soci;

- approva le linee programmatiche di attività del Comitato Scientifico, insieme al quale ne cura l'attuazione e la riuscita attraverso modalità concordate di organizzazione;

- attua l'esecuzione delle deliberazioni dell'Assemblea;

- redige i rendiconti economico finanziari da sottoporre all'approvazione dell'Assemblea;

- stipula tutti gli atti e i contratti di ogni genere inerenti all'attività sociale;

- delibera circa l'ammissione, la sospensione e l'esclusione dei soci;

- determina l'ammontare delle quote annue associative e le modalità di versamento

- svolge tutte le altre attività necessarie e funzionali alla gestione sociale.

 

ART. 17) Il Comitato Scientifico è nominato dal Consiglio Direttivo ed è composto da un numero variabile di membri, senza alcuna limitazione e di qualunque nazionalità.

E' presieduto dal Presidente dell'Associazione.

Il Comitato Scientifico è composto dal Presidente; da un coordinatore del Comitato Scientifico stesso indicato dal Presidente; da personalità della cultura e della politica che hanno promosso la costituzione dell'Associazione o che ad essa hanno aderito; dai direttori delle riviste pubblicate da associazioni affiliate all'Associazione; da collaboratori permanenti impegnati in rilevanti attività di progettazione e ricerca di interesse dell'Associazione. Esso è costituito altresì da personalità del mondo della cultura e della ricerca, accademica e non accademica, della politica, dell'informazione, delle arti e dello spettacolo.

Il Comitato Scientifico si riunisce almeno due volte all'anno e dura in carica tre anni; i suoi membri possono essere confermati.

Il Comitato Scientifico coadiuva il Consiglio Direttivo per quanto attiene all'organizzazione delle attività scientifiche e di ricerca dell'Associazione.

ART.18) Al Presidente compete la legale rappresentanza dell'Associazione e la firma sociale. Egli presiede e convoca l'Assemblea Ordinaria, il Consiglio Direttivo, il Comitato Scientifico; sovraintende alla gestione amministrativa ed economica dell'Associazione. Cura le relazioni dell'Associazione con le eventuali sedi territoriali direttamente o attraverso delega ad altro membro del Consiglio Direttivo.

Resta in carica per la durata del Consiglio Direttivo ed è rieleggibile. In caso di assenza o di impedimento del Presidente le sue mansioni spettano al Segretario o, ove eletto ai sensi del precedente art. 15.

Il Segretario viene eletto dal Consiglio Direttivo nella prima seduta fra i suoi membri ed è rieleggibile.

Il Segretario svolge le seguenti funzioni: ha la responsabilità della gestione e organizzazione ordinaria dell'Associazione, cura per conto del Presidente le relazioni dell'Associazione con altre Associazioni culturali, con le riviste e le case editrici impegnate a progetti comuni , tiene aggiornata la contabilità, i registri contabili ed il registro degli associati. Per tali incombenze potrà avvalersi anche dell'ausilio di collaboratori tra i soci o tra esterni all'Associazione.

 

PROVENTI E PATRIMONIO DELL'ASSOCIAZIONE

 

ART.19) Il fondo patrimoniale dell'Associazione è indivisibile ed è costituito :

a) dal patrimonio mobiliare ed immobiliare di proprietà dell'Associazione;

b) da tutti gli avanzi di gestione accantonati negli esercizi precedenti.

L'associazione trarrà le proprie risorse finanziarie:

A) dalle quote associative, dai contributi, erogazioni e lasciti diversi;

B) dai contributi annuali e straordinari degli associati;

C) da convenzioni con enti pubblici e/o privati;

D) da raccolte pubbliche occasionali di fondi mediante campagne di sensibilizzazione;

E) da tutti gli altri proventi eventualmente conseguiti dall'Associazione per il perseguimento o il supporto dell'attività istituzionale.

Art. 20) Le somme versate per la tessera sociale e le quote annuali di adesione all'Associazione non sono rimborsabili in nessun caso, e non sono trasmissibili.

 

RENDICONTO ECONOMICO FINANZIARIO

 

ART. 21) Il rendiconto economico finanziario comprende l'esercizio sociale dal primo gennaio al trentuno dicembre di ogni anno e deve essere presentato dal Consiglio Direttivo all'Assemblea per la sua approvazione entro il trenta aprile dell'anno successivo e da questa approvato in sede di riunione ordinaria. Il rendiconto economico finanziario, oltre ad una sintetica descrizione della situazione economico-finanziaria dell'Associazione, con separata indicazione delle attività istituzionali poste in essere, deve contenere una sintetica descrizione dei beni, contributi, lasciti ricevuti e del patrimonio dell'Associazione.

 

ART. 22) Il rendiconto economico-finanziario regolarmente approvato dall'Assemblea ordinaria, oltre ad essere debitamente trascritto nel libro verbali delle Assemblee dei soci, rimane affisso nei locali dell'Associazione durante i dieci giorni che seguono l'Assemblea.

 

SCIOGLIMENTO DELL'ASSOCIAZIONE

 

ART. 23) Lo scioglimento dell'Associazione deve essere deliberato dall'Assemblea dei soci con il voto favorevole di almeno due terzi dei soci presenti.

 

ART. 24) In caso di scioglimento l'Assemblea provvede alla nomina di uno o più liquidatori, anche non soci, determinandone gli eventuali compensi. Il patrimonio residuo che risulterà dalla liquidazione è devoluto per fini di pubblica utilità conformi ai fini istituzioni dell'Associazione, sentito l'organismo di controllo di cui all'articolo 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

 

ART. 25) Per tutto quanto non previsto espressamente dal presente Statuto si rimanda alla normativa vigente in materia.


 

CONSIGLIO DIRETTIVO

 

Domenico Losurdo Presidente

Vladimiro Giacché Vice Presidente

Paola Pellegrini Segretario

Alessandro Hoebel Coordinatore del Comitato Scientifico

Fosco Giannini Progetto per i circoli territoriali

Domenico Moro Progetto per la formazione

Mauro Gemma Direttore Marx21.it

Luigi Cancrini

Andrea Catone

Oliviero Diliberto

Francesco Francescaglia

Mario Geymonat

Giorgio Inglese

Antonio Jacobucci

Orazio Licandro

Luigi Marino

Nico Perrone

Fausto Sorini

Elias Vacca

 


 

COMITATO SCIENTIFICO

 

Domenico Losurdo [presidente associazione]

Vladimiro Giacché [vice-presidente associazione]
Alexander Höbel [coordinatore Com. scient.]
Marco Albeltaro
Stefano Azzarà
Angelo Baracca
Aldo Bernardini
Francesco M. Biscione
Gaetano Bucci
Luigi Cancrini
Albino Canfora
Luciano Canfora
Renato Caputo
Cristina Carpinelli
Giuseppe Casarrubea
Andrea Catone
Salvatore D’Albergo
Angelo d’Orsi
Vittorio Delfino Pesce
Oliviero Diliberto
Manlio Dinucci
Ada Donno
Ferdinando Dubla
Gianni Ferrara
Roberto Fineschi
Demostenes Floros
Francesco Francescaglia
Gianni Fresu
Fabio Frosini
Stefano Garroni
Giorgio Gattei
Mauro Gemma
Mario Geymonat
Ruggero Giacomini
Vittorio Gioiello
Fabio Giovannini
Margherita Hack
Giorgio Inglese
Antonio Jacobucci
Alessandra Kersevan
Guido Liguori
Fabio Marcelli
Luigi Marino
Federico Martino
Andrea Martocchia
Alessandro Mazzone
Fabio Minazzi
Salvatore Minolfi
Domenico Moro
Loretta Napoleoni
Carla Nespolo
Guido Oldrini
Franco Ottaviano
Nico Perrone
Ugo Petronio
Francesco Polcaro
Giovanni Sgrò
Fausto Sorini
Salvatore Tinè
Mario Torelli
Delfina Tromboni
Elias Vacca
Luciano Vasapollo
Mario Vegetti

Alessandro Volponi

 


 

 

 

REGOLAMENTO DELLE SEDI TERRITORIALI

 

Art. 1) Le Sedi territoriali dell’Associazione Marx XXI possono essere costituite in ogni capoluogo di provincia.

La costituzione delle singole Sedi è deliberata dal Consiglio direttivo dell’Associazione su proposta dei soci fondatori delle Sedi provinciali.

Per costituire una Sede provinciale è necessaria l’iscrizione all’Associazione di almeno 20 soci residenti nella provincia, salvo ove diversamente deliberato dal Comitato direttivo nazionale.

Qualora in una provincia non si raggiunga il numero di cui al precedente comma, gli iscritti faranno parte, a tutti gli effetti, della Sede provinciale territorialmente più vicina.

 

Art. 2) Ogni Sede provinciale è costituita dai soci fondatori, dagli associati che verranno ammessi a norma di Statuto, dai soci sostenitori.

Sono soci fondatori le persone fisiche che hanno promosso la costituzione della Sede provinciale.

Sono soci sostenitori le persone fisiche o giuridiche che vorranno dare un loro particolare contributo agli scopi dell’Associazione.

 

ART.3) Possono far parte dell'Associazione tutti coloro i quali, condividendo gli scopi di cui agli artt. 3 e 4 dello Statuto, intendono partecipare alla vita dell’Associazione.

L’ammissione all’Associazione richiede la presentazione al Consiglio direttivo di domanda di adesione con il seguente contenuto: nome e cognome, luogo e data di nascita, luogo di residenza, domicilio ai fini delle comunicazioni se diverso dalla residenza, e-mail o numero di telefax, telefono, cellulare, domanda di iscrizione, impegno a rispettare lo Statuto e le deliberazione degli organi sociali.

Il Coordinamento provinciale riceve le domande di quanti, in sede locale, chiedono l’iscrizione all’Associazione e le trasmette, corredandole di un proprio parere, al Consiglio direttivo per l’approvazione.

E' compito del Consiglio direttivo deliberare, entro trenta giorni, su tale domanda.

 

ORGANI

 

ART. 4) Gli organi delle Sedi provinciali sono:

a)  L'Assemblea dei Soci;

b)  Il Coordinamento provinciale;

c)  Il Coordinatore provinciale;

Il Coordinamento provinciale affida ad uno dei i suoi membri i compiti di segreteria amministrativa e organizzativa del Coordinamento stesso.

 

ART. 5) L'Assemblea dei soci è composta da tutti gli associati risiedenti nella provincia per i quali sussiste tale qualifica al momento della convocazione. La comunicazione della convocazione deve essere effettuata con avviso inviato a mezzo telefax o posta elettronica (o con altri mezzi idonei a dare prova dell’avvenuta ricezione), almeno dieci giorni prima della riunione, e contenere tutti i punti all'ordine del giorno, la data, l'ora ed il luogo dell'Assemblea, nonché la data, l'ora ed il luogo dell'eventuale Assemblea in seconda convocazione.

Nella sua prima riunione, l’Assemblea è presieduta dal più anziano dei soci fondatori ed elegge immediatamente il Coordinamento provinciale con le maggioranze previste dall’art. 7 del presente regolamento.

 

ART. 6) L'Assemblea è presieduta dal Coordinatore provinciale il quale nomina un socio con il compito di redigere i verbali delle sedute.

L’Assemblea è convocata dal Coordinatore provinciale almeno 2 volte all'anno, nonché su richiesta scritta e motivata di almeno il 40% degli iscritti.

L’Assemblea provinciale

- approva le linee generali del programma, predisposte dal Coordinamento provinciale;

- approva il rendiconto finanziario annuale;

- delibera su tutte le questioni attinenti alla gestione sociale.

 

ART 7) In prima convocazione, l'Assemblea è regolarmente costituita con la presenza di almeno la metà più uno dei soci e delibera validamente a maggioranza assoluta dei presenti su tutte le questioni poste all'ordine del giorno. In seconda convocazione, l’Assemblea può deliberare validamente a maggioranza semplice dei presenti.

 

ART 8) Il Coordinamento provinciale è costituito da un numero minimo di 5 componenti e un massimo di 7, eletti dall'Assemblea fra i soci; resta in carica tre anni ed è rieleggibile.

Nella prima seduta, il Coordinamento elegge, a maggioranza assoluta , il Coordinatore provinciale ed il Segretario nonché, se ritenuto necessario, un Vice-Coordinatore provinciale, per i casi di assenza o prolungato impedimento del Coordinatore.

 

ART 9) Il Coordinamento provinciale si riunisce ogni qualvolta il Coordinatore o la maggioranza dei propri componenti lo ritengano necessario, nonché su richiesta scritta e motivata di almeno il 40% degli iscritti alla Sede. Esso è presieduto dal Coordinatore provinciale. Le riunioni sono valide con la presenza di almeno la metà più uno dei componenti. Le deliberazioni sono adottate a maggioranza semplice.

Il Coordinamento provinciale:

- attua i programmi di attività sociale sulla base delle linee approvate dall'Assemblea dei soci e predispone tutti gli atti da sottoporre all’Assemblea e, in particolare, i rendiconti economico-finanziari;

- attua l'esecuzione delle deliberazioni dell'Assemblea;

- delibera la stipula di tutti gli atti e i contratti inerenti all'attività sociale di livello provinciale;

- determina le modalità di versamento delle quote associative annuali;

- svolge tutte le altre attività necessarie e funzionali alla gestione sociale a livello provinciale.

 

ART. 10) Il Coordinatore provinciale è il legale rappresentante della sede dell'Associazione a tutti gli effetti. Egli convoca e presiede l’Assemblea e il Coordinamento provinciale, cura la gestione amministrativa ed economica della Sede, sottoscrive tutti gli atti amministrativi con rilevanza esterna, può aprire e chiudere conti correnti postali e bancari, eseguire versamenti e provvedere agli incassi, tenere relazioni con altre associazioni culturali, riviste e case editrici impegnate in progetti comuni, a livello provinciale. Resta in carica per la durata del Coordinamento provinciale ed è rieleggibile.

 

ART. 11) Il Segretario viene eletto dal Coordinamento provinciale tra i suoi membri, nella prima seduta, a maggioranza dei componenti, dura in carica tre anni ed è rieleggibile.

Il Segretario cura la contabilità, tiene i registri contabili ed il registro degli associati. Per tali incombenze potrà avvalersi anche dell'ausilio di collaboratori, soci o membri esterni alla sede.

 

ART. 12) Qualora, in una Regione, si costituisca un numero di Sedi provinciali superiore a tre, i Coordinatori provinciali eleggono tra i soci delle diverse Sedi, a maggioranza, un Coordinatore regionale che dura in carica tre anni ed è rieleggibile.

Il Coordinatore regionale ha il compito di coordinare le iniziative provinciali in un organico programma regionale e di collegarsi con il Consiglio direttivo per contribuire all’elaborazione del programma dell’Associazione.

 

ART. 13) Gli associati, gli organi dell’associazione e gli eventuali collaboratori esterni prestano la loro attività a titolo gratuito.

 

PROVENTI E PATRIMONIO DELLA SEDE

 

ART.14) Il fondo patrimoniale della Sede provinciale è indivisibile ed è costituito :

a) dall’eventuale patrimonio mobiliare ed immobiliare di proprietà della Sede;

b) da tutti gli avanzi di gestione accantonati negli esercizi precedenti.

La Sede provinciale trarrà le proprie risorse finanziarie:

A) dalle quote associative;

B) dai contributi annuali e straordinari degli associati;

C) da contributi, erogazioni e lasciti diversi

D) da convenzioni con enti pubblici e/o privati;

E) da raccolte pubbliche occasionali di fondi mediante campagne di sensibilizzazione;

F) da tutti gli altri proventi eventualmente conseguiti dalla Sede provinciale per il perseguimento o il supporto dell'attività istituzionale.

G) ogni sede provinciale è responsabile della propria gestione economica e patrimoniale, e risponde in proprio di ogni atto e/o impegno di tipo economico assunti dai suoi organi anche nei confronti di terzi, e comunque senza che questo impegni le responsabilità della Associazione a livello nazionale.

 

RENDICONTO ECONOMICO FINANZIARIO

 

ART. 15) Il rendiconto economico finanziario comprende l'esercizio sociale dal primo gennaio al trentuno dicembre di ogni anno e deve essere presentato dal Coordinamento all’Assemblea provinciale per la sua approvazione entro il trenta aprile dell'anno successivo. Il rendiconto, oltre ad una sintetica descrizione della situazione economico-finanziaria della Sede, con separata indicazione delle attività istituzionali poste in essere, deve contenere una sintetica descrizione dei beni, contributi, lasciti ricevuti e del patrimonio della Sede.

 

ART. 16) Il rendiconto economico-finanziario regolarmente approvato dall'Assemblea, oltre ad essere debitamente trascritto nel libro verbali dell’ Assemblee, rimane affisso nei locali della Sede provinciale durante i dieci giorni che seguono l'Assemblea e viene trasmesso al Consiglio direttivo dell’Associazione.

 

ART. 17) Per tutto quanto non previsto espressamente dal presente Regolamento si rimanda allo Statuto e alla normativa vigente in materia.

 

Approvato il 19 novembre 2011 nella riunione del Direttivo nazionale dell’Associazione Marx XXI.

 

il Vice Presidente

Vladimiro Giacchè

 

il Segretario

Paola Pellegrini