Italia

La povertà intellettuale di Saviano e l'esempio di Fidel Castro

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fidel africaRiceviamo e volentieri pubblichiamo

di Francesco Fustaneo

«Nelle democrazie le forze dell'ordine vivono di quel delicatissimo equilibrio che si fonda sull'equidistanza tra le forze politiche. Al contrario, nelle dittature, i tiranni indossano sempre la divisa, che non è banale teatralizzazione del potere, ma serve a mandare un messaggio preciso: l'esercito risponde a me, a me soltanto e a nessun altro. Fidel Castro ha indossato la divisa nelle apparizioni pubbliche per decenni, la logica era la solita utilizzata nei paesi del socialismo reale: l'esercito è il popolo, io sono il capo dell'esercito, io sono il conduttore del popolo. Attaccare Fidel Castro significava avere l'esercito (e tutte le forze dell'ordine) contro. Fidel Castro dismise la divisa militare in rare occasioni: quando incontrò Giovanni Paolo II nel 1998 per esempio; in quel caso mise da parte il suo ruolo di caudillo e si sottopose a un possibile confronto che infatti portò alla liberazione di diversi detenuti politici.»

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Università di Milano e Napoli e il sorprendente corso contro la “cultura dell’odio”

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universita odiodi Francesco Santoianni

da lantidiplomatico.it

Ovviamente, pagata con soldi nostri (Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo - Ministero degli Esteri), un’altra iniziativa di “Un ponte per…”: “reAzioni Culturali” finalizzata a “gestire in modo non violento i conflitti che possono sorgere tra nativi e immigrati, favorendo percorsi formativi e informativi che contribuiscano alla crescita di cittadini/e globali per i quali la diversità, declinata come pluralità di identità culturali, rappresenti una risorsa”. Un corso di formazione, per ora riservato agli studenti delle sole università di Milano e Napolipubblicizzato come “Una risposta concreta alla cultura dell’odio”.

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Quel maledetto divorzio

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italia debitopubblicoUn interessante articolo di Emmanuele Fiorella ripercorre la storia del 'divorzio' fra Tesoro e Banca d'Italia. L'articolo oltre ad essere una corretta sintesi di un passaggio storico molto sottovalutato è una risposta implicita ai cantori del liberismo.

di Emmanuele Fiorella | da agambatesa.com

Un’analisi sulla formazione del debito pubblico

Background storico

Il 12 febbraio 1981, il Ministro del Tesoro Beniamino Andreatta comunicò al Governatore della Banca d’Italia, Carlo Azeglio Ciampi, la sua volontà di cambiare profondamente la politica monetaria della Banca d’Italia e del governo italiano. Lo scambio di opinioni che ne seguì fu esclusivamente epistolare e il Parlamento non fu mai incluso nella discussione che portò al cosiddetto divorzio fra Banca d’Italia e Ministero del Tesoro. (1)

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Manovra 2019

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palazzochigi bandieraPubblichiamo l'editariale di Guido Slaerno Aletta apparso su 'Milano-Finanza' sabato 22 dicembre

Si sta avviando a conclusione l approvazione parlamentare della manovra di bilancio per il 2019, il cui i ter è stato assai contrastato per via delle due lettere di censura con cui la Commissione Europea aveva preannunciato l’apertura di una procedura di infrazione anche per debito eccessivo. Avrebbe riaperto l’esame che era stato sospeso in precedenza in considerazione degli orientamenti correttivi espressi nel Quadro pluriennale a legislazione vigente definito dal governo Gentiloni nell’ambito del Def presentato ad aprile.

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Una coalizione a perdere per la "Patria europea"? No grazie, abbiamo già dato

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varoufakisdemagistrisProponiamo questa stimolante riflessione di Domenico Moro e Fabio Nobile

Recentemente il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, si è fatto promotore di un percorso che dovrebbe portare a una lista per le elezioni europee. Questo percorso sembra aver raccolto l’interesse anche di alcuni partiti, tra cui il Partito della Rifondazione comunista e Sinistra italiana. Si tratta di una proposta all’altezza delle difficoltà di questa fase storica? La risposta va definita sulla base dell’esperienza degli ultimi dieci anni. In questo periodo sono stati messi in campo molti progetti politici con esiti fallimentari. Non solo perché non hanno portato a eleggere, con l’eccezione dell’Altra Europa (tre deputati eletti al Parlamento europeo) ma soprattutto perché queste coalizioni hanno mostrato la corda o sono state superate all’indomani delle elezioni.

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Salvinyahu

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salvinimurodelpiantoProponiamo un commento del parlamentare (M5S) Pino Cabras alle ultime esternazioni di Salvini

In un luogo complicato come il Libano, la pace arriva dopo tanti lutti, dopo sofferenze di decenni e secoli, dopo equilibri delicati che si deve conoscere molto bene per non provocare immensi patatrac. La diplomazia esiste per questo, e fa un eccellente lavoro, così come lo fanno i soldati italiani della missione UNIFIL, che sono molto rispettati in uno dei confini più caldi e pericolosi del pianeta, dove lavorano senza improvvisazioni, da anni, per una pace ricca di consensi ma militarmente e politicamente fragile.

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Piccolo riassunto di cronache recenti

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italia europa bandierePubblichiamo un interessante riflessione di Norberto Natali

La nascita del governo in carica (inizio giugno 2018) è stata caratterizzata da tensioni e polemiche che potevano richiamare questioni come l’indipendenza nazionale, il rispetto della volontà popolare e quindi la democrazia reale nel nostro paese. In particolare, c’è stata una pressione per impedire la nomina di un certo ministro all’economia a causa di sue precedenti opinioni sull’Unione Europea.

A ciò si sono accompagnati episodi di ingerenza di altri paesi (soprattutto la Francia e personalmente Macron) che scaricavano sull’Italia l’onere di un’incondizionata e illimitata accoglienza di tutti i migranti mentre loro rifiutavano ogni impegno e chiudevano le proprie frontiere.

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Italia, potenza scomoda: dovevamo morire, ecco come

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Liberti Italia 1861da libreidee.org

Il primo colpo storico contro l’Italia lo mette a segno Carlo Azeglio Ciampi, futuro presidente della Repubblica, incalzato dall’allora ministro Beniamino Andreatta, maestro di Enrico Letta e “nonno” della Grande Privatizzazione che ha smantellato l’industria statale italiana, temutissima da Germania e Francia. E’ il 1981: Andreatta propone di sganciare la Banca d’Italia dal Tesoro, e Ciampi esegue. Obiettivo: impedire alla banca centrale di continuare a finanziare lo Stato, come fanno le altre banche centrali sovrane del mondo, a cominciare da quella inglese. Il secondo colpo, quello del ko, arriva otto anno dopo, quando crolla il Muro di Berlino. La Germania si gioca la riunificazione, a spese della sopravvivenza dell’Italia come potenza industriale: ricattati dai francesi, per riconquistare l’Est i tedeschi accettano di rinunciare al marco e aderire all’euro, a patto che il nuovo assetto europeo elimini dalla scena il loro concorrente più pericoloso: noi. 

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A volte ritornano. I cosiddetti 40 mila del Sì-Tav

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si tav torino manifestazionedi Angelo d’Orsi

da MicroMega Online

Ritornano i 40 mila? Ma quali 40 mila? Non erano in quarantamila il 14 ottobre 1980, non erano in quarantamila il 10 novembre 2018. Al di là delle cifre, su cui come sempre si assiste a una un po’ risibile battaglia, il fatto più grave della recente esibizione del “popolo Sì-Tav”, è stato precisamente l’avere evocato quel precedente (che tale non era), che segnò la fine dell’ondata progressiva della società italiana, e l’inizio dell’arretramento del movimento operaio e studentesco.

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L'andamento della disoccupazione in Italia

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operaio fabbrica05di Francesco Fustaneo

Il 31 ottobre l’Istat ha pubblicato i dati provvisori relativi al mercato del lavoro e da una loro lettura, la situazione purtroppo non appare rosea per il nostro paese.

Da quanto diffuso dall’Istituto di Statistica, il tasso di disoccupazione torna a crescere attestandosi al 10,1%. (+ 0,3 punti percentuali su base mensile). Si accresce dunque il divario con il tasso medio dei paesi dell’eurozona, secondo l’Eurostat stabile all’8,1%. L’aumento della disoccupazione investe sia gli uomini che le donne e riguarda tutte le classi di età. Le persone in cerca di lavoro ammonterebbero a 2.613.000, in aumento di 81 mila unità (+3,2%) rispetto ad agosto e in calo di 288 mila unità rispetto al mese di settembre dello scorso anno.

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