Italia

Un assassinio padronale per difendere il profitto - USB proclama per domani sciopero in tutto il settore privato

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da usb.it

Roma, 15/09/2016

Abd Elsalam Ahmed Eldanf, 53 anni 5 figli, operaio presso il magazzino GLS di Piacenza è stato ucciso da un camion lanciato contro il picchetto che accompagnava una difficile trattativa in corso nella notte. Assieme a lui è rimasto ferito, per fortuna in maniera lieve un altro facchino.

Abd Elsalam, pur non essendo un precario, lottava contro la precarietà e per il rispetto degli accordi sottoscritti, a prezzo di dure lotte, tra l’USB e la GLS costantemente messi in discussione dall’azienda come stava avvenendo anche ieri sera.

Le responsabilità dell’azienda sono incontrovertibili, sia per il clima di ricatto e di schiavitù che vige nei suoi depositi attuato grazie alla totale complicità di tutte le altre sigle sindacali, sia per aver incitato i camionisti dell’azienda a sfondare il picchetto. Altrettanto incontrovertibili le responsabilità del Governo nella destrutturazione dei diritti dei lavoratori e l’introduzione del jobs act che sono la vera causa dell’assassinio di Abd elsalam ahmed eldanf.

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Bari, 10 settembre 2016. Primo seminario di formazione per gli attivisti del NO*

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bari seminario10settembre 01*Report a cura di Andrea Catone

Organizzato dal COMITATO DI TERRA DI BARI PER IL NO al REFERENDUM sulle MODIFICHE alla COSTITUZIONE, in collaborazione con il Comitato “Docenti per il NO”, l’Unione degli Studenti (UdS) e Link (studenti universitari), si è tenuto – ospite la sede di Marx XXI e delle edizioni MarxVentuno – il primo seminario di formazione per attivisti del NO.

La partecipazione, in una giornata di pioggia torrenziale che ha allagato la cripta della basilica di San Nicola e sconsigliava di mettere il naso fuori di casa, è stata di gran lunga superiore al previsto: sala strapiena, una novantina di partecipanti, che, iscrivendosi al corso, hanno anche contribuito – ciascuno secondo la propria tasca e sensibilità politica – al finanziamento per le attività del Comitato (sono stati raccolti € 288,50). Tra i partecipanti, circa una metà – come era prevedibile – erano della città di Bari, un buon numero della provincia (Bitonto, Casamassima, Conversano, Corato, Gioia del Colle, Giovinazzo, Monopoli, Palo del Colle, Polignano, Terlizzi) e della BAT (Andria, Barletta, Bisceglie, Spinazzola, Trani) e qualcuno anche da Foggia, Matera, Taranto… Numerosi i docenti delle scuole e gli studenti (insieme erano oltre la metà dei partecipanti).

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La sinistra e i 5 Stelle

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movimento 940di Aldo Giannuli

Pubblichiamo come stimolo alla discussione un articolo di Aldo Giannuli, in assoluta controtendenza rispetto alla poderosa offensiva del mainstream che ormai da giorni è stata scatenata contro il Movimento 5 Stelle. Un contributo che pone questioni di rilievo che non vanno eluse e che dovrebbero sollevare una seria riflessione tra tutti coloro che, nel nostro paese, si definiscono "di sinistra", a cominciare dai comunisti.

Come si sa, gran parte della sinistra non ama affatto il M5s al quale non risparmia le critiche più velenose.

Capiamoci: quando parlo di sinistra non parlo certo del Pd che è un partito a destra di Forza Italia, parlo di quel che rimane di Rifondazione, Sel eccetera o dei militanti di base del Pd che pensano di stare in un partito di sinistra.

In genere, si tratta di critiche su questo o quell’aspetto della politica del M5 a torto o a ragione ritenuto sbagliato, per giungere alla conclusione di un giudizio negativo sul fenomeno M5s in quanto tale e qualcuno giunge a definirlo movimento “di destra” o di “estrema destra”. Siamo sicuri che sia l’atteggiamento giusto?

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Il fallimento della formula "più stato per il mercato"

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calenda3di Pasquale Cicalese per Marx21.it

“Come è evidente dal progetto Industria 4.0 ritengo sia necessario lavorare sull’offerta e sulla competitività del sistema industriale perché rende possibile una crescita di lungo periodo. Una volta che il sistema è competitivo riesce a vendere ed esportare e assicura una stabilità alla crescita. Per farlo abbiamo pensato a un’operazione sugli investimenti delle imprese private perché sono molto più rapidi rispetto agli investimenti pubblici”. Carlo Calenda, Ministero Sviluppo Economico, in “Industria 4.0 per rilanciare l’Italia, Milano Finanza 6 settembre 2016.

Uno degli obiettivi chiave dell’operazione Mani Pulite e del conseguente crollo della Prima Repubblica era quello di smantellare il sistema dell’economia mista salvato, per iniziativa di Menichella, dagli americani nel 1946. In una famosa lettera, il futuro governatore della Banca d’Italia invitava gli Usa a tenere in vita l’Iri perché sarebbe stato utile alla rapida ricostruzione del Paese e perché si temeva che l’imprenditoria privata avrebbe attuato una sorta di sciopero degli investimenti. 

L’operazione condotta nel biennio ’92-93 ebbe successo e con Amato, Ciampi e Prodi si avviò la rapida dismissione della partecipazioni statali e il conseguente processo di privatizzazione, conclusosi a grandi linee con la privatizzazione di Telecom. Da allora c’è stato il crollo degli investimenti privati e ciò supporta storicamente la tesi di Menichella, che, tra l’altro, era liberale e non certo “socialista”. 

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Se 30 mesi vi sembran pochi…

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voucher lavoro fotogramma k9KH 835x437IlSole24Ore Webdi Stefano Barbieri per Marx21.it

In questi ultimi giorni dell’estate 2016 si sono susseguiti una serie di dati statistici, elaborati da INPS, ISTAT e sindacati, che dovrebbero indurre qualunque persona in possesso di un minimo di buon senso ad una riflessione seria sulla reale condizione del nostro Paese dopo 30 mesi di Governo Renzi, celebrati, dallo stesso e dai suoi più ferventi sostenitori, a colpi di slogan, slide, tweet, post su Facebook e altri simili strumenti di propaganda.

Al fine di evitare il ripetersi di considerazioni che feci in passato, fin dall’inizio della discussione sulle riforme del mercato del lavoro, riprendo un ottimo articolo di Marta Fana, ricercatrice emigrata all’estero, pubblicato sul Manifesto e su altre testate giornalistiche, che dettaglia puntualmente gli effetti occupazionali del Jobs ACT:

“Sono impietosi gli ultimi dati dell’Osservatorio sul precariato dell’Inps: si assiste a un crollo dei contratti a tempo indeterminato, bilanciato da un aumento dei contratti a termine e di un sempre più diffuso utilizzo dei voucher.

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Il Partito Democratico e la nostra libertà

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boschi festaunitadi La Casa Rossa di Milano

Da una parte il Si, che si avvale della grande spinta di un mediatico mainstream.

Da una parte il No, che si avvale invece della spinta a resistere contro lo scardinamento delle regole scritte da chi è uscito dall'incubo del fascismo.

È bene saperlo: ci stanno privando della libertà... Quale? È presto detto: 11 milioni di noi non dispongono del denaro per potersi curare; il "logaritmo" del Ministero dell'Istruzione sta creando una baraonda per cui, insieme a tutti i problemi irrisolti della scuola, avremo anche un anno scolastico che sarà difficile da dimenticare per la paradossale confusione con cui sta partendo, nel campo dell'università, durante gli ultimi 10 anni, si è verificato un calo delle iscrizioni pari al 20%, un aumento delle tasse del 60% per cui studiare è tornato ad essere  un lusso, in Europa siamo il fanalino di coda.

Anche la libertà di spostarsi è compromessa da costi e restrizioni, i lavoratori pendolari e tutta l'utenza ne stanno soffrendo gravemente. Tanto altro ancora ci viene sottratto giorno dopo giorno.. per questo il presidente di Confindustria Boccia è uno degli alfieri della deformazione della nostra Costituzione, i cui apparenti autori sono Renzi e la Boschi, arrivando a dichiarare "Ci batteremo fino all'ultimo perché al referendum costituzionale prevalga il si".

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Referendum: lettera aperta all’Anpi ed al Presidente Smuraglia

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anpi 940da www.aldogiannuli.it

Pubblichiamo come contributo alla discussione sulle prospettive della battaglia per la difesa della Costituzione dall'attacco del governo di Renzi e del suo partito.

Cari compagni,
come potete facilmente indovinare, sono dalla vostra parte, senza alcuna riserva, nella polemica che vi oppone al Pd e sento il dovere di dirlo apertamente. Ma non vi scrivo solo di questo: siamo in un momento decisivo per le sorti della nostra democrazia e le scelte che ciascuno di noi farà peseranno per molto tempo sul tipo di paese che verrà fuori da tutto questo. E, quindi, conviene esser franchi ed andare alla sostanza dei problemi.

Spero non ve la prendiate se inizio da un rilievo critico: nella generosissima battaglia dell’Anpi in difesa della Costituzione repubblicana, si avverte, però, una reticenza che riguarda il giudizio sul Pd. Si esita a dire una cosa che è sotto gli occhi di tutti: che il Pd è un partito di destra, dunque non è un possibile alleato, ma un nemico da battere.

Certo: lo so anche io che nella sua base ci sono migliaia di militanti di sinistra che, in perfetta buona fede pensano (si illudono) di militare ancora in un partito di sinistra, ma ogni giorno la realtà li smentisce duramente.

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Festa dell’Unità, il PD regala a Catania un clima repressivo inaudito

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di Luca Cangemi
da ilpartitocomunistaitaliano.it

“La festa nazionale dell’Unità sta regalando a Catania un clima repressivo inaudito”- ha dichiarato Luca Cangemi della segreteria nazionale PCI. “Il PD ha dimostrato, così, di avere messo Mario Scelba, il ministro della repressione del centrismo, in prima fila nel suo Pantheon ideologico. Sono stati denunciati pubblicamente una serie d’interventi polizieschi, francamente incredibili: limitazioni alla libera circolazione dei cittadini, esponenti politici e di movimenti sociali controllati e identificati, l’accesso alla Villa Comunale subordinato all’ok di responsabili del “Partito Democratico”, un vero e proprio blitz, senza la più piccola motivazione, con largo spiegamento di forze, a Piazza Santa Maria di Gesù contro un gruppo di studenti. Il PD nazionale e il suo governo si assumono una grave responsabilità nell’aver determinato questo clima assurdo. Abbiamo un altro pesante segnale di quale sia l’idea della democrazia che alberga all’interno della cricca renziana. Gravi sono anche le responsabilità dell’amministrazione comunale che, una volta di più, dimostra di venir meno ai suoi doveri nei confronti di tutti i cittadini catanesi. Il Pci chiama le forze migliori della società catanese, e gli intellettuali in primo luogo, a mobilitarsi per liberare la città da questo clima intollerabile”- ha concluso Cangemi.

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L’assoluzione (postuma) di Milosevic e la dissoluzione della Yugoslavia.

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milosevic follaAll’origine della crisi della democrazia parlamentare in Italia

di Giuliano Cappellini 

Riceviamo dal compagno Giuliano Cappellini e pubblichiamo come contributo alla discussione 

A quasi vent’anni di distanza, la Corte Penale Internazionale per l'ex Yugoslavia ha scagionato Slobodan Milosevic dalle responsabilità che gli erano state imputate. Il casus belli non sussisteva, come si può evincere anche dal libro del procuratore capo di quel tribunale, il giudice svizzero Carla del Ponte (che ipocritamente si lamenta che non sapeva). Intanto Milosevic, malato di cuore e  privato delle necessarie cure mediche è, da tempo, morto in carcere. La sua morte ha tolto dall’imbarazzo i veri responsabili di quella guerra: i capi dei governi occidentali dell’epoca. Costoro, che godono dell’impunità che i vincitori si concedono, non sono stati deferiti a quel tribunale ma ciò non li sottrae al giudizio della Storia. Tuttavia ancor ora, praticamente inesistente nei media di regime l’informazione sul pronunciamento della Corte Penale Internazionale, i sostenitori del PD continuano a credere fermamente al racconto di comodo confezionato dalle centrali della disinformazione occidentale. 

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