Italia

Le dimissioni di Fioramonti e l'istruzione in regime capitalistico

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banchi scuola pavimentodi Francesco Fustaneo

La sera del 23 dicembre, ho inviato al Presidente del Consiglio la lettera formale con cui rassegno le dimissioni da Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Mi sono ovviamente messo a completa disposizione per garantire una transizione efficace al vertice del Ministero, nei tempi opportuni per assicurare continuità operativa. Per rispetto istituzionale, avevo deciso di attendere qualche altro giorno prima di rendere pubblica la decisione, ma visto che ormai la notizia è stata filtrata ai media, mi sembra giusto parlare in prima persona.

Con queste parole inizia il lungo post pubblicato nelle ultime ore sull'account facebook ufficiale del Ministro dell'Istruzione, Lorenzo Fioramonti, per palesare agli italiani le proprie dimissIoni.

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Sardine, non violenza o assenza di conflitto?

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sardinedi Riccardo Carraro

da dinamopress.it

Mattia Santori ha fatto della nonviolenza delle Sardine una questione di bandiera, ma nella storia dei movimenti questo concetto ha avuto significati differenti: pratica di rottura e trasformazione radicale oppure atteggiamento funzionale alla controparte, spesso per dividere i manifestanti tra buoni e cattivi

Sul “movimento” delle Sardine si sta scrivendo e dicendo molto. Al di la di qualunque valutazione politica o anche meramente tattica sul fenomeno, c’è un aspetto che in ogni caso risulta grave e dannoso: l’abuso che il suo autoproclamato leader fa della parola nonviolenza.

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Il nostro compito e le sardine

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sardine europa bandiereda noirestiamo.org

15 dicembre 2019

Il nostro compito e le sardine ovvero il dovere di ricominciare a ragionare sulla funzione (politica) delle piazze e il coraggio di costruire altro dalla parte giusta della barricata.

[Pubblichiamo alcune riflessioni sul cosiddetto movimento delle sardine, una serie di ragionamenti che abbiamo messo per iscritto nei giorni scorsi, ma che abbiamo atteso a pubblicare per monitorare gli sviluppi del passaggio politico della piazza nazionale a Roma del 14 dicembre. una giornata che ci conferma e rafforza le nostre convinzioni su questo “movimento”, e  dalla quale il dato importante da registrare è il palesarsi della regressione sul piano rivendicativo rispetto i decreti sicurezza, richiedendo il “ripensamento” e non l’abolizione. A dimostrazione che il problema che muove le sardine è, e rimane, di pura forma e non di sostanza della politica, che si tratti della Lega, del M5S o del PD. Un po come dire: “le cose si devono fare nel silenzio, senza rumore”…]

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Il perché delle differenze di mobilitazione tra Italia e Francia

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cgt sciopero 2019di Domenico Moro | da laboratorio-21.it

Da diversi giorni in Francia è in atto una mobilitazione straordinaria in opposizione alla contro-riforma delle pensioni progettata dal governo Macron. Dal confronto con la Francia emerge la differenza con l’Italia, dove movimenti di tale portata, generalità e radicalità sono assenti da molto tempo, nonostante la situazione economica e sociale sia peggiore di quella francese e le contro-riforme dei vari governi abbiano scavato più a lungo e più in profondità nel tessuto vivo della società. Sarebbe, quindi, utile ragionare sul perché ci sia questa differenza nella mobilitazione tra Italia e Francia. Le ragioni sono molte anche perché si tratta di Paesi differenti come struttura socio-economica e come storia lontana e recente, eppure mi pare che ci siano almeno due o tre fattori che distinguono maggiormente i due Paesi e che potrebbero spiegare questa grande differenza nella capacità di mobilitazione popolare. A questo proposito, dal mio punto di vista, è interessante notare i seguenti aspetti:

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Sardine: ai compagni che abboccano

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salvini sardine 1 1di Sergio Crescenzi

da revolucionvoxpopuli

L’esplosione del fenomeno delle Sardine ha prodotto una reazione variegata all’interno di organizzazioni socialiste e comuniste. Ci sono sia nette opposizioni (Partito Comunista, populisti di sinistra vari) che vari tentativi di entrismo, meno (Potere al Popolo, Partito Comunista dei Lavoratori) o più entusiastici. Mi ha colpito in particolare la posizione assunta dal collettivo di Città Futura in questo articolo, in cui si auspica in sostanza il superamento delle diffidenze nei confronti del movimento per provare a direzionarlo. Questo articolo vuole essere un monito contro posizioni come queste, che ritengo astratte e ingenue, in quanto sembrano considerare la base sociale delle Sardine come qualcosa di malleabile a piacimento, non cogliendone la reale natura. Svilupperò questa tesi facendo riferimento a due aspetti che mi pare descrivano bene il movimento.

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Il vero antifascismo è in piazza oggi

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bandierarossa puntaRiceviamo da Norberto Natali e volentieri pubblichiamo

A ROMA I LAVORATORI (CON LE PROPRIE BANDIERE ROSSE) IN LOTTA.

Circa sette anni fa, Beppe Grillo disse in tv praticamente la stessa scemenza -a proposito di Casapound- ripetuta oggi dal signor Ogongo, presentato come “plenipotenziario romano” delle sardine.

Ricordo che all’epoca arrivai al limite della lite, per questo motivo, con un paio di amici che sostenevano allora il M5S (anch’esse persone degnissime ed avevano motivi validi, come tanti compagni-sardine di oggi). Non dico che li trattai quasi come fascisti ma la mia reazione fu chiara: se uno dice così di Casapound non mi interessa altro, chi lo segue è disposto a seguire i fascisti.

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Tra rabbia e disperazione

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periferiada bollettinoculturale.blogspot.com

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Il rapporto del Censis del 2019 sulla società italiana fotografa un paese stremato dal continuo peggioramento delle condizioni di vita. Ansia, rabbia e scomparsa del futuro, i tre pilastri della società del TINA emergono dal rapporto. Il 48% vorrebbe l’uomo forte al potere che se ne possa fregare di Parlamento ed elezioni, la maggioranza di questo consenso per un nuovo Mussolini lo troviamo tra gli operai, il 67%, e in generale nelle persone meno istruite.

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La Peggio Gioventù

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costituzione oldUn'interessante commento di Thomas Fazi

Le sardine, oggi, rappresentano la parte più reazionaria del paese.

Quella che ha completamente introiettato il neoliberismo nella sua variante più estrema, ovverosia quella europea: da qui il sostegno acritico (anzi entusiastico) all’“Europa” nonostante le drammatiche ricadute economiche, sociali, politiche e democratiche che abbia comportato l’integrazione economica europea, e la palese incompatibilità dell’assetto europeo con i diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione; l’accettazione della necessità di spoliticizzare la politica economica, di cui si devono occupare i “tecnici” e i “competenti” (vedasi le dichiarazioni del fondatore sul MES);

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Il movimento conservatore (e trasformista) di massa

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urss bandiera anzianodi Norberto Natali

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Già due settimane fa mi ero rivolto alle tante amiche ed amici che ho su fb -con il massimo e meritato rispetto per loro personalmente e gli ideali che coltivano- avvertendoli che questa nuova invenzione dell’apparato politico borghese, fintamente spontanea, presto o tardi avrebbe finito per deluderli, per tradire le premesse e le finalità con cui loro pensano di aderirvi e con le quali sono pienamente solidale.

Già qualcuno (molto pochi, per ora) mi ha fatto sapere che forse avevo ragione.

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Intervista al professore e giornalista Carlo Formenti

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carlo formenti1Carlo Formenti, intervistato dal Bollettino Culturale

da revolucionvoxpopuli.wordpress.com

29 novembre 2019

Carlo Formenti, sociologo, giornalista e militante della sinistra radicale nasce a Zurigo il 25 settembre del 1947. Si laurea in Scienze Politiche a Padova. Negli anni ’70 milita nel Gruppo Gramsci sorto durante la disgregazione del Partito Comunista d’Italia mentre lavora, tra il 1970 e il 1974, come operatore sindacale della Federazione dei Lavoratori Metalmeccaniciin cui ricopre il ruolo di responsabile per gli impiegati e i tecnici.

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