Italia

«Pensioni, partita truccata Falso che l'Italia spenda di più»

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di Roberto Farneti | da Liberazione

 

inps-w350Intervista a Felice Roberto Pizzuti, professore di Economia all'Università di Roma

 

Professor Felice Roberto Pizzuti, l'Europa ci ha lanciato un ultimatum. Al vertice europeo di domani (oggi ndr) l'Italia si dovrà presentare con un pacchetto di misure per la crescita, contenente anche l'innalzamento dell'età pensionabile. Al posto del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, lei cosa avrebbe risposto a Francia e Germania?

 

Domenica scorsa l'Unione europea ci ha sollecitato a presentare un pacchetto di misure per stimolare la crescita senza fare alcun riferimento esplicito a interventi nel settore pensionistico. Del resto, non ci sono ragioni di bilancio per giustificare che si intervenga proprio lì e non, ad esempio, sull'evasione fiscale.

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Fabbriche del sapere: Angelo D'Orsi su "gli Atenei in Italia"

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di Angelo D'Orsi | su il Manifesto

 

OmbreLaureati-w350C'è un filo rosso che lega il cosiddetto 3+2 di Luigi Berlinguer alla recente riforma dell'Università firmata Maria Stella Gelmini e Giulio Tremonti. È la convinzione che il sistema educativo debba rispondere a criteri mercantili, senza tuttavia intaccare il potere clientelare dei «baroni», spesso legati ai centri del potere economico. Un'anticipazione dall'ultimo numero di MicroMega


Il testo che segue di Angelo D'Orsi appare nella sua forma integrale nell'ultimo numero di «MicroMega», dedicato all'«AltraItalia». È sull'università e la ricerca, cioè i settori che hanno visto forti e diffusi movimenti sociali contestare le proposte di riforma dell'università varate da governi di centrosinistra e di centrodestra. Il punto forte dell'analisi proposta dallo storico piemontese è la critica a una formazione basata su logiche mercantili che hanno caratterizzato le politiche statuali negli ultimi tre decenni per far tornare l'università e la ricerca luoghi in cui il sapere deve essere trasmesso per sviluppare attitudini critiche.

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Irisbus: “Inaccettabile l'atteggiamento di Fiat e del Governo”

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comunicato stampa della Federazione Irpina del Partito dei Comunisti Italiani

 

irisbus“La sospensione di Dario Meninno e Lello Colello prima, a cui sono stati aggiunti poi Nicola Palmarozza, Salvatore D'adamo, Antonio Steriti e Gennaro Ianniciello è un atto intimidatorio, subdolo e antidemocratico. Quello che fiat vuole far passare come provvedimenti disciplinari, si sintetizza in realtà con il concetto di colpirne uno per educarne cento. Ma questa educazione è padronale e vuole impedire agli operai di continuare la loro indiscutibile battaglia: salvaguardare il territorio tramite una forte ed importante attività produttiva e salvaguardare il posto di lavoro in questo periodo di forte crisi. La fiat non vuole ammettere di essere colpevole, assieme al Governo, di aver distrutto la categoria autobus in Italia, che essendo vecchi, obsoleti e inquinanti non possono reggere il confronto rispetto ad un mondo che chiede a voce alta di salvaguardare l'ambiente. In tutto questo l'azienda italiana ha già mostrato il suo lato speculatore, vista l'intenzione di delocalizzare lo stabilimento, al solo fine di poter sfruttare ancora di più gli operai, per il piacere di qualche ingordo manager. Inoltre conosciamo la storia della fiat e di quante volte, in combutta con lo Stato, ha dichiarato stati di crisi al solo fine di ricevere fondi pubblici. Anche l'Irisbus rientra in questo perverso contesto.

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Fiat: Landini, grave lettera contestazione a lavoratori Irisbus

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maurizio landini

«È grave la scelta della Fiat di inviare una lettera di contestazione a 10 lavoratori della Irisbus di Avellino, tra cui alcuni delegati sindacali, di cui uno anche della nostra organizzazione». Ad affermarlo in una nota è il segretario generale della Fiom-Cgil, Maurizio Landini, che chiede «il ritiro di tali lettere». Per Landini, «occorre far prevalere il senso di responsabilità e ricercare una soluzione alternativa alla cessazione delle attività, per dare un futuro produttivo e occupazionale allo stabilimento di Valle Ufita della Fiat. Chiediamo che anche il Governo svolga fino in fondo il proprio ruolo, anche sul terreno della politica industriale, affinchè un'azienda che opera nel settore della costruzione degli autobus possa avere un futuro». «Confermiamo la nostra solidarietà e il nostro pieno sostegno alla lotta che le lavoratrici e i lavoratori della Irisbus, da più di cento giorni, stanno sostenendo in modo democratico e legittimo e nell'interesse di tutta la comunità di Valle Ufita», conclude Landini.

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La manifestazione del 15 ottobre e alcune riflessioni di Lenin di grande attualità

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di Daniele Cardetta, coordinatore regionale FGCI Piemonte

 

scontri-roma-15-ottobre-w350In pieno 2011 sono ancora in tanti a definirsi anticapitalisti e comunisti. Tuttavia molti parlano di anticapitalismo e di politica ignorando alcuni degli scritti più acuti di uno che dovrebbe rappresentare il riferimento obbligato di qualsiasi rivoluzionario: “L’Estremismo, malattia infantile del comunismo” di Lenin. Come mai proprio questo testo, e come mai proprio ora?


Alla luce dei fatti della manifestazione degli “indignati” di Roma del 15 ottobre 2011, e alla luce degli effetti che ha provocato l’esplodere della violenza di alcune delle frange più radicali ed estremiste che hanno aderito al movimento, ritengo che possa essere di qualche utilità prendere in mano lo scritto di Lenin succitato. Prima una veloce contestualizzazione: gli indignati protestavano contro una violenta crisi economica abbattutasi contro l’Occidente capitalista con rara violenza, colpendo come al solito le classi popolari. Gli indignati erano in piazza per protestare contro quelli che sono stati individuati come i veri responsabili della crisi: banche, multinazionali, classe politica, grandi capitali.

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PALERMI: No all'innalzamento dell'età pensionabile

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di Manuela Palermi | www.pdci.it

 

palermi corteo“Siamo assolutamente contrari all’innalzamento dell’età pensionabile e ascoltare il coro di Sì che viene dal cosiddetto Terzo Polo – Udc, Fli – e il silenzio, al momento assordante, della sinistra moderata è davvero avvilente”. E’ il commento di Manuela Palermi, dell'Ufficio Politico Nazionale del Pdci-Federazione della Sinistra. “Abbiamo sempre considerato un governo di unità nazionale una iattura per la democrazia e per gli italiani. Il coro di favorevoli ad una misura che è un'ulteriore accanimento contro i lavoratori, conferma la nostra opinione. Già oggi l'opposizione parlamentare è praticamente nulla. Con un governo di unità nazionale saremmo ad una sorta di dittatura di lorsignori.

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Vertice di Bruxelles, Berlusconi, l'opposizione italiana

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di Fosco Giannini

 

bruxelles bandiere_ueDal vertice europeo di Bruxelles di questi giorni provengono, per il nostro Paese e soprattutto per i pensionati e i lavoratori del nostro Paese, sia gravi conferme dal carattere strategico sul piano sociale e politico, che altrettanto gravi novità, proiettabili sia sul piano della contingenza che su tempi sociali e politici medio-lunghi.

 

La prima, gravissima, conferma è quella relativa al carattere ormai essenzialmente “golpista”, sovra ordinatore, dell’Unione europea, del Consiglio europeo e della Banca centrale europea relativamente agli Stati, ai governi e ai parlamenti dei paesi aderenti all’Ue. Come già accadde platealmente lo scorso 5 agosto, quando una “lettera d’intenti” di Trichet e Draghi impose brutalmente al governo italiano la rettifica – in senso duramente antisociale – della manovra economica, così questo vertice di Bruxelles ha imposto a Berlusconi un nuovo giro di vite contro i pensionati e i lavoratori italiani. 

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Fgci Torino: movimento No Tav oggi ha trionfato

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fonte Adnkronos

 

chiomonte recinzione_gTorino, 23 ott. -(Adnkronos) - "La manifestazione No Tav di oggi e' stata letteralmente un trionfo". Cosi' in una nota Ivano Osella, coordinatore Fgci Torino che aggiunge: "Il movimento ha saputo sconfiggere tutte le accuse, le critiche e gli atti di delegittimazione che ha subito in questi ultimi mesi". "La valle militarizzata, l'autostrada chiusa e tutti i posti di blocco non hanno potuto fermare gli oltre 20mila valsusini che hanno oggi manifestato", conclude.

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Diritto di manifestare. Parla Stefano Rodotà

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di Stefano Rodotà | su il Manifesto

 

Stefano Rodota-w350Leggi Reali, divieti a manifestare nella forma corteo, fermi di polizia e "Daspo politico". «Sono davvero sbalordito, questo è un Paese che ha perduto la memoria». Stefano Rodotà è indignato. Perché con questi divieti «inammissibili» si stanno «sospendendo le garanzie costituzionali». E perché quando un ministro di governo, come Maroni, parla di «terrorismo urbano» usa una «violenza verbale di segno uguale e contrario a quella del 15 ottobre a Roma». «Attenti al linguaggio», è il suo monito. Ma è rivolto anche a noi: «Non sono d'accordo con Valentino Parlato», dice. «Certo che devo cercare di capire, ma subito dopo non faccio sconti. Chi ha usato la violenza, sabato scorso, l'ha fatto intenzionalmente contro quel movimento che aveva deciso di mettere in atto forme di democrazia partecipativa. Quella violenza ci ha fatto fare a tutti un brutale passo indietro».

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Democrazia contro aggressioni e barbarie

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di Flavio Arzarello e Alessandro Squizzato

 

15ottobreLe grandi ragioni che hanno portato in piazza 500 mila persone a Roma sabato, in gran parte ragazze e ragazzi, sono sostanzialmente scomparse dai mass media e nelle discussioni del nostro Paese.


Per la prima volta siamo scesi in piazza per le stesse ragioni in tutta Europa e in tante parti del mondo. Democrazia, diritti, un'idea diversa di distribuzione della ricchezza. Il primo appuntamento di massa contro il liberismo e non solo contro Berlusconi, contro la dittatura della Bce in Europa, per un'uscita diversa dalla crisi.


Roma è stata forse la piazza più partecipata a livello mondiale. Sarebbe stata la genesi del movimento di quest'anno, consapevole e determinato. In continuità con quello nato un anno fa, esattamente il 17 ottobre 2010, all'indomani della grande manifestazione indetta dalla Fiom, che ha attraversato le imponenti lotte degli studenti, delle donne, fino ai referendum di questa primavera. Invece si sta parlando di altro: degli scontri, della violenza di pochi.

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