Italia

“Il governo Monti non è la soluzione. Serve una vera svolta politica ed economica”. Il punto di vista di Vladimiro Giacchè

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di Salvatore Romeo ('84) | http://www.siderlandia.it

 

vladimiro giaccheVladimiro Giacchè, economista e vice-presidente dell’associazione “Marx XXI”, è autore di numerosi saggi di carattere economico e filosofico e recentemente ha curato l’edizione italiana di una raccolta di scritti di Karl Marx sulla crisi (K. Marx, Il capitalismo e la crisi, DeriveApprodi, 2009). All’inizio del prossimo anno pubblicherà un volume proprio sul particolare momento economico che stiamo attraversando. Ed è appunto di questo che abbiamo parlato, con uno sguardo particolare rivolto all’attualità politica.

 

Dottor Giacchè, ci aiuti a capire quello che è successo in questi giorni sui mercati finanziari. Perché i titoli di Stato italiani sono soggetti ad attacchi speculativi?

 

E’ una cosa abbastanza logica. Io non lo intenderei come un attacco dotato di una regia. In realtà la cosa è più semplice e peggiore di questa. A un certo punto, per una serie di motivi, chi opera sui mercati si è convinto che il debito pubblico italiano non sia più “sostenibile”. I motivi sono diversi: essenzialmente la bassa crescita del nostro paese, che fa sì che il rapporto debito/PIL vada aumentando per effetto dell’andamento del denominatore; l’altro punto è l’assoluta insipienza del governo Berlusconi, che ha fatto più o meno il contrario di quello che doveva fare. Non soltanto perché le manovre hanno colpito gli interessi della parte più povera della popolazione – il che comporterà un calo della domanda e quindi effetti recessivi –, ma ha anche dato all’Europa l’impressione di voler fare il furbo – cioè di voler continuare a tirare a campare, che è una cosa che oggi assolutamente nessuno si può permettere.

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Il giorno dopo

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di Claudio Conti | su www.contropiano.org

 

berlusconi-letta-w350Siamo al giorno dopo. Quasi. La domenica scorrerà via lenta, nel torpore che coglie a seguito di un evento a lungo atteso, salvifico nelle promesse. Domani i mercati emetteranno la loro sentenza e “la fiducia dei consumatori” li seguirà, come una pecora al macello.


Siamo al giorno dopo. E dai piani alti degli “spin doctor” ci arrivano valanghe di messaggi tutti convergenti su un unico segnale: “lasciate fare a noi, non preoccupatevi più di nulla”. Un esempio? Il titolo del pezzo di Scalfari, su Repubblica: "un cittadino al servizio del paese". Detto del consulente di Goldman Sachs, del presidente eruoepeo della Trlaterale, dei membro del direttivo del Bilderberg, ci sembra davveo un po' troppo...

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Tutto tranne democrazia: i veri mandanti di Mario Monti

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da LibreIdee.org

 

monti napolitano01hgItalia e Grecia al guinzaglio del vero potere: quello che ormai stabilisce il prezzo della residua democrazia lasciata agli Stati un tempo sovrani. Comanda Wall Street, attraverso Fmi, Bce e Unione Europea: sono loro a “licenziare” Papandreou e Berlusconi, e a imporre le “riforme strutturali” che non toccano né i patrimoni, né le banche, né le rendite finanziarie, ma solo i popoli (salari, pensioni, welfare) e i beni comuni costruiti con l’impegno di generazioni: beni che ora saranno “privatizzati”, cioè tolti ai cittadini. Sotto la pressione micidiale dei controllori dei mercati finanziari, alla Grecia e all’Italia si dettano ultimatum, prendere o lasciare. Tesi: la politica non è in grado di affrontare scelte impopolari. Meglio che le gestisca un sovrano o un suo vassallo, come nel medioevo.

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S. Anna di Stazzema non si tocca

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da ANPI, Segreteria Nazionale | Roma, 11 novembre 2011


L’ANPI Nazionale: “la chiusura del Museo di S. Anna di Stazzema e’ un affronto gravissimo all’Italia intera, alle sue radici, al suo futuro”


SantAnnadiStazzemaIl Museo di S. Anna di Stazzema - dedicato alle 560 vittime della strage nazifascista del 12 agosto 1944 - da lunedì sarà costretto a chiudere a causa della decisione del Ministero dei Beni e delle Attività culturali di tagliare i fondi ad esso destinati.


Tale provvedimento – che denuncia un’assoluta irresponsabilità e inadeguatezza rispetto al dovere istituzionale di tutelare e promuovere la memoria, fondamento primo del vivere civile di un Paese – è un affronto gravissimo ai martiri della barbarie nazifascista, ai loro familiari, alle italiane e agli italiani tutti. L’ANPI, nel denunciare fortemente questa vergognosa iniziativa del Ministero, fa appello a tutti i democratici, agli antifascisti, ai partigiani, a tutte le coscienze sensibili affinché facciano sentire la propria voce, e dichiarino che la memoria non si tocca.

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Mari o Monti

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di Piergiorgio Odifreddi | sul blog de la Repubblica

 

MarioMonti-w350L’articolo 59 della Costituzione della nostra povera Repubblica stabilisce che il Presidente della Repubblica possa nominare cinque Senatori a vita che abbiano “illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario”.

 

I primi due, nominati da Luigi Einaudi nel 1949, furono il matematico Guido Castelnuovo e il direttore d’orchestra Arturo Toscanini (che rifiutò). Einaudi continuò poi nel modo in cui era partito, scegliendo negli anni uno scultore (Pietro Canonica), uno storico (Gaetano De Sanctis), un economista (Pasquale Jannaccone), un poeta (Trilussa), un archeologo (Umberto Zanotti Bianco) e un politico (don Luigi Sturzo).

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DILIBERTO "Patto di consultazione tra forze contrarie a governo tecnico"

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Per Oliviero Diliberto, segretario nazionale Pdci-Federazione della Sinistra, "un governo composto da chi, fino a ieri, si è fatto la guerra in parlamento e nel Paese è una sorta di governo-truffa. L’allarme mio e del mio partito è molto grande. Per questo propongo alle forze democratiche che sono dentro e fuori dal parlamento, che sono contrarie al governo tecnico e chiedono elezioni immediate perché hanno a cuore la democrazia e i destini delle masse popolari, un patto di consultazione che ci permetta di concordare le iniziative più idonee onde evitare guasti sociali irreversibili".

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Il 61% sostiene la Fiom. Sì alla piattaforma al 95%

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di Lo. C. | da il Manifesto

 

fiom 11La maggioranza dei metalmeccanici italiani condivide la piattaforma contrattuale presentata dalla Fiom. Nei luoghi in cui è stato possibile tenere assemblee e votare, ha partecipato alla consultazione il 61,47% dei lavoratori coinvolti e i sì hanno stravinto raggiungendo il 95,16% dei votanti. Ha votato il triplo degli iscritti alla Fiom, segno di un consenso molto ampio che «conferma – ci ha detto il segretario generale Maurizio Landini – come il nostro sia il sindacato più rappresentativo nella categoria. Di questo risultato e di quel che sta a significare dovrebbero prendere atto tutti, Federmeccanica, Fim e Uilm». Le lavoratrici e i lavoratori che hanno votato la piattaforma sono più di 372 mila, a fronte dei 137 mila iscritti alla Fiom. Non è facile svolgere una consultazione democratica di questi tempi. In molte aziende – e parliamo comunque di quelle dove i sindacati sono presenti e i dipendenti sono più di 15, dunque forti dello Statuto dei lavoratori – la cassa integrazione è il primo ostacolo, in altre le ore di assemblea sindacale sono state già consumate integralmente, in qualche caso le altre organizzazioni sindacali hanno reso difficile, se non impossibile, l’utilizzo del monte ore da parte della Fiom. 

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La fine dello Stato sovrano

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di Maurizio Musolino | su www.pdci.it

 

berlusconi-si-dimette-300x205L'epilogo della giornata di ieri non può che fare piacere. Berlusconi sembra finalmente alle corde in procinto di uscire dal ring e con lui sembra essere finita un'epoca della nostra politica. Detto questo però appare oggi difficile capire in quale direzione si stia andando e quale sarà il futuro più o meno prossimo. Se è abbastanza chiara la strategia del Pdl – o almeno della parte del partito ancora legata al boss di Arcore – , ovvero approvare la manovra economica, assecondando così la lettera della Bce e le richieste del Fmi, per poter andare ad elezioni anticipate senza il ricatto di portare in questo modo il Paese alla sfascio; meno chiara è la strategia di una opposizione parlamentare che sembra aver paura del voto e invoca un governo tecnico o di unità nazionale come rimedio a tutti i mali.


Una lettura paradossale che stravolge la realtà. Ci regala infatti una ex maggioranza non timorosa del voto (che invece dovrebbe temere più della peste) e una opposizione – unica in tutto il mondo – che sembra preferire rimanere tale.

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Trenta giorni

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di Manuela Palermi | su www.pdci.it

 

berlusconi camera_preoccupatoR400_4ott10Mentre guardava il tabellone aveva gli occhi vitrei e la faccia livida.


308, ha mormorato frastornato, e senza voler credere a se stesso ha chiesto conferma a Maroni che gli sedeva accanto. Poi s’è fatto portare i tabulati per controllare uno ad uno i nomi dei ”traditori”. Alle elezioni si andrà con questa legge elettorale e quelli lì, i traditori, o li candida qualcun altro o lui li terrà fuori dal parlamento come scorie infette.


Berlusconi è un combattente, non va mai sottovalutato. E infatti il frastornamento dura solo pochi minuti. Quando si reca al Quirinale ha già le idee chiare. Il colloquio con Napolitano dura 45 minuti. Non presenta le dimissioni, dice che le darà subito dopo aver fatto approvare dal parlamento le misure economiche che la Ue aspetta. Il cerino resta in mano a lui almeno per un altro mese.

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I regali dello Stato alle imprese private

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di Vladimiro Giacchè | sul blog de il Fatto Quotidiano

 

 

mani bucate_catalogOggi voglio spendere qualche parola su un libro molto utile, anche se niente affatto divertente. Si tratta del libro di Marco Cobianchi, Mani bucate. A chi finiscono i soldi dei contribuenti: l’orgia degli aiuti pubblici alle imprese private, Milano, Chiarelettere, 2011 (pp. 298).

 

Cobianchi racconta, come nessuno era riuscito a fare prima di lui, la vera storia delle agevolazioni pubbliche che ogni anno il nostro Paese eroga alle imprese. Le cifre le fornisce lo stesso Cobianchi, e sono davvero notevoli.

 

L’entità delle agevolazioni: “Non si dovrebbe arrivare molto lontani dalla spaventosa cifra di 30 miliardi di euro: più di due terzi del disavanzo pubblico da recuperare entro il 2013, poco meno della metà di quanto lo Stato paga di interessi sul proprio debito in un anno”. Su questa cifra è nata una polemica con Confindustria. L’associazione degli industriali ha sostenuto che le cifre sarebbero molto inferiori (“appena” 3 miliardi), senza peraltro dare delucidazioni sui criteri di calcolo utilizzati, mentre i calcoli di Cobianchi mi sono sembrati piuttosto dettagliati. Questa stessa polemica aiuta ad intendere quanto poco trasparente sia la giungla delle agevolazioni alle imprese, tra sussidi comunitari, nazionali e locali.

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