Italia

Fiat, pericolo per la democrazia

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di Loris Campetti | da il Manifesto

 

toto marchionneÈ una settimana importante quella aperta ieri dalla proclamazione dello sciopero generale dei metalmettanici, deciso all’uninamità dal Comitato centrale della Fiom. È decisiva per gli 86 mila dipendenti Fiat a cui Marchionne ha deciso di cancellare, con un colpo d’ascia, il contratto nazionale, il diritto a eleggersi democraticamente i propri rappresentanti e a votare gli accordi sottoscritti da qualche sindacato a loro nome senza delega alcuna. Marchionne ha anche deciso di escludere la Fiom che è il sindacato più rappresentativo dai suoi stabilimenti e dal 1° gennaio la Fiat non tratterrà più ai agli iscritti al sindacato guidato da Landini i soldi della tessera: è l’estremo tentativo di cancellare, con la Fiom, ciò che resta – poco – della democrazia nei posti di lavoro. Il colpo d’ascia consiste nell’estensione del contratto imposto a Pomigliano sotto la minaccia di chiusura della fabbrica a tutti gli stabilimenti italiani.

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Il governo Monti non è tecnico ma politico!

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volantino a cura della Sezione Dolores Ibarruri del PdCI di Torino


Un governo bipartisan dal Pd al Pdl, che garantisce i poteri forti e colpirà i più deboli, con la Lega che sta all’opposizione per tentare di recuperare la credibilità perduta!


pdciIl Governo Monti è il sessantunesimo governo della Repubblica italiana, il secondo della XVI Legislatura. Il governo è stato nominato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il 16 novembre 2011 in seguito alle dimissioni di Silvio Berlusconi del 12 novembre. Questo Governo è l’espressione dei poteri forti, delle lobby, di quel mondo che ci ha portato nella gravissima crisi attuale. Un governo legato alle banche, alle imprese, al Vaticano, alle università private, ai “soliti noti”. Il contrario di quello che serve al paese e ai lavoratori. L’Italia dovrebbe mettere in discussione le politiche europee che sono all’origine della speculazione, mentre questo governo è l’espressione diretta dei potentati e dell’ideologia neoliberista che hanno forgiato quelle politiche sbagliate. Siamo dunque fortemente contrari poiché la parola spettava ai cittadini e la scelta di non andare alle elezioni anticipate è un grave errore che pagheranno purtroppo i ceti più deboli, lavoratori, precari, pensionati, giovani. Il Governo Monti non è tecnico ma politico e lo dimostra la storia personale di ciascuno dei componenti a cominciare dallo stesso Presidente del Consiglio Mario Monti.

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2012: arriva la recessione

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di Galapagos | su il Manifesto

 

disoccupazione1-w350Il prossimo anno il Pil italiano diminuirà dello 0,5%. Disoccupazione in crescita. Tutta l’economia globale sta frenando. Il governo Berlusconi non è stato capace di riequilibrare i conti pubblici

 

L’Ocse ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita in tutti i paesi dell’Organizzazione. Per quelli europei il 2012 non sarà roseo. Anzi, in quattro paesi il Pil diminuirà e nell’eurozona il prodotto lordo aumenterà di appena lo 0,2%. Per l’Italia, il prossimo anno sarà decisamente nero, di recessione: il Pil diminuirà dello 0,5% e la disoccupazione risalirà. Nell’Economic outlook semestrale pubblicato ieri a Parigi, infatti, l’Ocse ha drasticamente rivisto al ribasso le previsioni per l’Italia. Basti dire che in maggio per il Pil del 2012 era prevista una crescita dell’1,6% che ora diventa una decrescita dell’0,5%. Quanto all’anno in corso, in maggio l’Ocse stimava una crescita dell’1,1%, ma la previsione di ieri la riduce allo 0,7%. Il Pil tornerà a salire solo nel 2013 e non sarà un aumento travolgente, ma di un misero 0,5%.

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Pensioni: SPI CGIL, non si riparta da chi ha già lavorato 40 anni e dai redditi medio-bassi

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da www.cgil.it

 

cgil

“Quelle che abbiamo bollato come scelte inique e ingiuste compiute da Berlusconi non possono essere accettate se a riproporle sarà il governo Monti”. Lo dice il Segretario Generale dello SPI CGIL Carla Cantone, che aggiunge: “ricominciare dai veri privilegi, dalle caste e dai ricchi sarebbe davvero un segno di giustizia sociale e di equità che può permettere ad ognuno di assumersi le proprie e necessarie responsabilità”.


Se la parola equità ha un senso - prosegue Cantone - il governo non può quindi ripartire ancora una volta da chi ha già lavorato 40 anni e dai pensionati con un reddito medio basso”. Per la leader dello SPI CGIL il taglio al sistema di perequazione annuale delle pensioni “è stato effettuato dal governo Berlusconi nel giugno scorso. Tale sistema – spiega - non ha mai tutelato concretamente il reale potere d'acquisto dei pensionati, che ha subito una perdita del 30% negli ultimi 15 anni”.

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GOVERNO: FERRERO (PRC), OPPOSIZIONE DI MASSA A ESECUTIVO MONTI

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ROMA, 27 NOV - Costruire una forte opposizione di massa al governo Monti, dare vita con tutte le forze disponibili alla Costituente dei beni comuni e del lavoro, lavorare alla costruzione di una sinistra di alternativa: sono i compiti che ci attendono e su cui dovremmo impegnarci in ogni luogo nei prossimi mesi«. Lo afferma il segretario Paolo Ferrero chiudendo il congresso della federazione romana di Prc. »Non basterà però denunciare l'operato del governo nè offrire semplicemente le nostre risposte a partire dal contrasto all'ignobile attacco alle pensioni con cui si vogliono distruggere i diritti acquistati in decenni di fatica da lavoratori e lavoratrici. Dovremmo essere capaci di far divenire quanto affermiamo proposte condivise su cui e con cui intervenire nella vita politica a sociale«. Nelle 3 giornate congressuali - si legge in una nota - hanno preso la parola quasi 50 delegati e delegate, dando vita a un dibattito ricco e articolato con cui il partito romano si presenterà la prossima settimana al Congresso Nazionale a Napoli. E soprattutto su cui baserà la ripresa della propria iniziativa politica. (ANSA).

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Documento finale del Comitato centrale Fiom-Cgil del 28 novembre 2011

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DOCUMENTO FINALE


Il Comitato centrale della Fiom-Cgil giudica grave e inaccettabile la decisione della Fiat di disdire tutti gli accordi aziendali, di uscire dall'applicazione del Ccnl e di estendere a tutti i dipendenti del Gruppo i contenuti dell'intesa separata del 29 dicembre 2010, già applicata per la Newco di Pomigliano.


fiom-cgil2Con tale scelta la Fiat, anche applicando l'articolo 8 della Manovra economica realizzata dal Governo Berlusconi, punta a cancellare l'esistenza del Ccnl e quarant'anni di contrattazione collettiva, peggiora sensibilmente le condizioni di lavoro e di salute, interviene su diritti indisponibili quali la redistribuzione dei periodi di malattia e il diritto di sciopero, elimina il diritto dei lavoratori a leggere i propri delegati e ne limita le libertà sindacali cercando di impedire l'agibilità sindacale alla Fiom-Cgil, ai suoi iscritti e ai suoi delegati.


Pertanto il Comitato centrale, anche in coerenza con la piattaforma per la riconquista del Ccnl inviata alle nostre controparti, approvata con referendum dalla maggioranza dei metalmeccanici coinvolti, conferma la contrarietà e l'indisponibilità a sottoscrivere l'estensione dell'accordo di Pomigliano a tutto il Gruppo Fiat. Inoltre la Segreteria avanzerà formale richiesta alle controparti e a Fim e Uilm di apertura di un tavolo sulle regole di rappresentanza e democrazia, così come definito in piattaforma.

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Fiat: Calliano (Pdci), secco no al piano MarchionneTorino

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marchionne-agf-258

Fiat: Calliano (Pdci), secco no al piano Marchionne Torino, 28 nov. - (Adnkronos) 


"Oggi pomeriggio a Torino si terra' un consiglio comunale aperto sul piano Marchionne, cosa assolutamente inutile". Cosi, in una nota, Mao Calliano segretario provinciale Pdci-Fds Torino che aggiunge: "e' infatti inutile che Fassino, Saitta e Cota discutano sui progetti della Fiat quando e' risaputo da mesi che Marchionne non ha piu' alcun interesse in Italia". "Per questo dalle 13,30 saremo in piazza Palazzo di Citta'" - conclude Calliano - a ribadire la nostra totale contrarieta' a chi calpesta i diritti dei lavoratori."

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Lettera aperta al Ministro Fornero su pensioni, lavoro, welfare

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di Delfina Tromboni*

 

Gentile Ministro,
ho letto con molta attenzione l’articolo pubblicato qualche giorno fa su un giornale nazionale, da Lei redatto, insieme ad una collega, un paio di mesi prima dell’assunzione della carica, sulla riforma pensionistica di cui necessiterebbe l’Italia.


elsa-fornero-sulle-pensioniMi consenta di porle alcuni quesiti:


1) Lei sostiene che il sistema retributivo (cioè il calcolo della pensione sulla base della media degli stipendi e dei salari degli ultimi anni di lavoro) sarebbe troppo “generoso” anche per chi, all’epoca della riforma Dini, aveva già maturato 18 e più anni di contribuzione. Tralascio di soffermarmi sull’uso del termine “generoso”, che presuppone una elargizione non basata sull’acquisizione di un diritto ma sul “buon cuore” di chi la eroga. Vorrei invece farla riflettere sul dato – che certo non Le sarà sfuggito nel corso della ricerca, ma che in qualche modo appare trascurato dalle Sue conclusioni – costituito dal fatto che quella soglia (18 e più anni di contributi) fu ritenuta all’epoca una barriera determinata dal non essere più remunerativa alcuna pensione privata che i singoli avessero voluto eventualmente stipulare, dato che anche le pensioni integrative collettive ancora non avevano preso piede. Non si trattò quindi dell’allegro scialare della cicala imprevidente, ma di un atto di (dovuta) giustizia.

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IMMIGRAZIONE - DILIBERTO: "TRAGEDIA BRINDISI COLPO AL CUORE, URGENTE CAMBIARE LEGGE SU IMMIGRAZIONE"

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"La tragedia di Brindisi è un colpo al cuore, una ferita profonda. Quanti disperati in cerca di un futuro migliore dovranno trovare ancora la morte?". Lo afferma in una nota Oliviero Diliberto, segretario nazionale del Pdci, che prosegue: "E' di assoluta priorità cambiare la legislazione italiana sull'immigrazione, che oggi non è degna di un Paese civile".

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Massimo sostegno ai lavoratori della Teleperformance

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di Sarah Latorre, Segreteria Provinciale PdCI-FdS Taranto

 

teleperformanceLo sfruttamento dei lavoratori,  la negazione dei diritti duramente conquistati da questi, non sono vicende lontane da noi, non riguardano solo la fiat e affini. Infatti un’azienda del nostro territorio con arroganza mette in discussione gli elementari principi sindacali a favore di una logica di mercato sempre più deviata, speculando sui lavoratori. La Teleperformance, che ha goduto di fior di quattrini da parte delle istituzioni,  dopo il 2007(anno dell’assunzione a tempo indeterminato dei dipendenti)  ha cominciato a fare dichiarazioni  di esuberi a causa delle lamentele “dei mitici mercati”, in quest’ ultimo anno ne  ha fatte tre, l’ultima  il 14 ottobre scorso annunciando un totale di  855 licenziamenti , 463 a Taranto e 392 a Roma (cioè la totale chiusura della sede romana).  299 di questi lavoratori sono stati messi in cassa integrazione in deroga  a zero ore  con un Training of the jobs (corso di formazione al lavoro) della durata di un mese e mezzo (dal 5 agosto al 20 settembre), questo secondo l’azienda, in realtà il Training of the jobs è iniziato con venti giorni di ritardo ed è durato solo dieci giorni.

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