Italia

Ripartiamo dal «no» a Monti

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di Giorgio Cremaschi | su il Manifesto

 

cremaschiMi dispiace tanto, ma questa volta non sono proprio d'accordo con il mio amico Marco Revelli. Io non bacio il rospo e mi preparo a fare tutto quel che mi è possibile per mandarlo via. Confesso che non sono sceso in piazza con la bandiera tricolore per festeggiare la caduta di Berlusconi. Ho passato questi ultimi 17 anni a combattere Berlusconi, la sua cultura, le sue prepotenze. Prima ho fatto lo stesso con il suo maestro Craxi. Eppure la sera del 12 novembre non l'ho sentita come una liberazione. I paragoni storici che si stanno facendo mi paiono fuorvianti. Come Revelli non vedo nessun 25 aprile in atto. Non mi risulta che il governo di allora fosse di larghe intese tra Cln e Repubblica sociale. Ma non vedo nemmeno un chiaro 25 luglio, se non per l'annuncio del governo Badoglio: «La guerra continua». Se proprio si deve ricorrere ai paragoni storici, bisogna tornare all'Europa del 1914. Al suicidio di un continente nel nome della guerra e del nazionalismo, e alla corrispondente dissoluzione di gran parte della sinistra socialdemocratica e dei sindacati. Oggi per fortuna non siamo a quel punto, ma è sicuramente in atto un suicidio e una dissoluzione dell'Europa e della sinistra in essa.

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PALERMI "Marchionne è un irresponsabile"

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di Manuela Parlermi | su ww.pdci.it

 

marchionne-sergio9"L’atteggiamento di Marchionne è  irresponsabile. Annullare tutti i contratti stipulati provocherà un vuoto normativo e contrattuale che gli consentirà di avere mano libera sulle condizioni dei lavoratori, ma non per questo salverà l’azienda che, grazie alle sue scelte industriali, è agli ultimi posti nelle classifiche delle vendite da quando esiste". A dichiararlo è Manuela Palermi della segreteria nazionale del Pdci-Federazione della Sinistra. "Con questa scelta la Fiat si macchia anche di violazioni di carattere costituzionale. La prima è che la Fiom, non avendo firmato il miserabile accordo di Pomigliano, non potrà fare negoziati anche essendo il primo sindacato e quindi sarà cancellata dagli stabilimenti del gruppo Fiat; la seconda che le lavoratrici e i lavoratori non potranno più scegliere liberamente il sindacato cui aderire, ma soltanto quelli di gradimento del padrone.

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Non è che l'inizio

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di Fosco Giannini ( segreteria nazionale -responsabile Lavoro di massa, PdCI-Federazione della sinistra)

e Claudio Saroufim ( direzione nazionale-responsabile Politiche ambientali, PdCI-Federazione della sinistra)

 

IN DIFESA DELL’ACQUA PUBBLICA, DEI BENI COMUNI E DELLA DEMOCRAZIA SABATO 26 NOVEMBRE TUTTI A ROMA

 

acquapubblica

La tendenza generale – lo spirito dei tempi – volta ad abbattere sempre più i diritti, a restringere gli spazi democratici, a violare le regole della stessa democrazia borghese, a zittire senza imbarazzo i lavoratori, i cittadini, si ripete e prende brutalmente corpo relativamente alla questione dell’acqua, dei beni comuni, del Referendum del 12 e 13 giugno scorsi. Referendum nel quale la maggioranza assoluta degli elettori, del popolo italiano, aveva votato per far si che quel bene prezioso, vitale, dell’acqua fosse sottratto una volta per tutte– proprio per la sua rilevanza sociale – alle logiche del mercato. La vittoria per la difesa dell’acqua come bene pubblico è stata schiacciante e ha riaffermato l’idea che l’acqua non può che essere un diritto universale, da non lasciare all’aggressività del profitto, ma da riconsegnare alla gestione pubblica e partecipativa in tutte le forme che vengono sancite nella stessa Costituzione .


Ma quella vittoria – accolta dal popolo democratico, progressista, di sinistra e comunista, come segno di un nuovo tempo della politica e dell’iniziativa sociale, come segno della possibilità reale del cambiamento - è stata sin dall’inizio accolta, dal precedente governo e dalle forze interessate alla privatizzazione anche di questa risorsa, come un piccolo fastidio da cacciare con il gesto di una mano, così come si caccia una fastidiosa mosca.

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FIAT - DILIBERTO: "DISDETTA ACCORDI SINDACALI? SAREBBE COLPO DI MANO, INDEGNO DI PAESE CIVILE"

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da www.pdci.it

 

diliberto"Fiat disdice gli accordi sindacali a partire dal 1 gennaio 2012? Sarebbe un indegno colpo di mano. Un Paese civile non lo può permettere". 

 

E' quanto afferma Oliviero Diliberto, segretario nazionale del PdCI-Federazione della sinistra, che continua:

 

"La situazione rischia di toccare livelli mai raggiunti prima d'ora. Questi atti confermano che il modello Marchionne punta a creare terra bruciata attorno ai diritti dei lavoratori, che con questa decisione andranno a farsi benedire per sempre. Chiediamo al governo di farsi sentire, pena un ulteriore e grave sciviolamento verso la barbarie: va bloccato questo ritorno al Medioevo".

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La riserva indiana di Ichino

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Intervista a Piergiovanni Alleva, giurista e professore di diritto del lavoro | da Liberazione

 

ichinoPiergiovanni Alleva, il presidente del Consiglio Mario Monti ha annunciato una riforma del mercato del lavoro il cui presupposto è che, se oggi i giovani sono disoccupati o trovano solo contratti precari, ciò accade perché i loro padri sono «fin troppo tutelati». E’ così?


E’ una sciocchezza. La disoccupazione non dipende dal diritto del lavoro in quanto tale, dipende dalle politiche economiche. Basta guardare cosa accade in altri paesi che hanno tutele e regole per il lavoro diverse dalle nostre. Anche negli Stati Uniti i giovani sono disoccupati. Mi pare che Monti segua il luogo comune secondo cui in Italia ci sono lavoratori sottogarantiti (e questo è vero) e altri supergarantiti. In realtà questi ultimi sono solo sufficientemente garantiti contro i licenziamenti arbitrari.

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La razzia in arrivo: acqua e Tav, nucleare e inceneritori

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da www.libreidee.org

 

corrado-passera-w350«E’ mai possibile dover attendere decenni per completare la rete Tav?». Corrado Passera, il super-banchiere promosso ministro dello Sviluppo dal governo tecnico di Mario Monti, ha fretta di veder realizzata la Torino-Lione, ma non solo: in un’intervista a “Panorama” si lamenta anche dei tempi “eterni” per costruire gli inceneritori e per «rinnovare le reti idriche». Ma l’acqua non doveva restare pubblica, come da referendum? Non per il nuovo sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà: la strada maestra, dice, «resta il ricorso al mercato». E se il voto popolare di giugno ha tramortito i partiti con il “no” al nucleare, ad “annullarlo” politicamente provvede il neo-ministro dell’ambiente, Corrado Clini, secondo cui l’atomo è una fonte pulita e sicura, che l’Italia non dovrebbe precludersi. Alla faccia di Fukushima, e della democrazia.

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Il governo del lord protettore

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di Franco Russo | su il Manifesto

 

napolitano01-w350Che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sia persona di cultura, di sagacia politica, convinto sostenitore dell’Ue fin dagli anni ’60, è fuori discussione. Così come fuori discussione è la sua probità. Non si tratta della persona ‘Napolitano’, si tratta del ruolo e dei connotati che la figura del Presidente della Repubblica è andata assumendo nel corso di questi tempi. Il governo Monti non è solo un governo del Presidente che, in una fase di crisi, va in Parlamento per ‘cercare una maggioranza’. Il governo Monti nasce sotto l’alto protettorato del Presidente della Repubblica. È grazie al Lord Protettore della democrazia italiana che si è coagulato il consenso della stragrande maggioranza del Parlamento, sulla base del sostegno delle organizzazioni sociali – dai sindacati alla Confindustria – costruito grazie alla collaborazione dei poteri forti della Confindustria, delle banche e della Chiesa del cardinal Bertone, che ha ora benedetto ‘la bella squadra’ di governo.

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