Italia

Fiat: Landini, grave lettera contestazione a lavoratori Irisbus

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maurizio landini

«È grave la scelta della Fiat di inviare una lettera di contestazione a 10 lavoratori della Irisbus di Avellino, tra cui alcuni delegati sindacali, di cui uno anche della nostra organizzazione». Ad affermarlo in una nota è il segretario generale della Fiom-Cgil, Maurizio Landini, che chiede «il ritiro di tali lettere». Per Landini, «occorre far prevalere il senso di responsabilità e ricercare una soluzione alternativa alla cessazione delle attività, per dare un futuro produttivo e occupazionale allo stabilimento di Valle Ufita della Fiat. Chiediamo che anche il Governo svolga fino in fondo il proprio ruolo, anche sul terreno della politica industriale, affinchè un'azienda che opera nel settore della costruzione degli autobus possa avere un futuro». «Confermiamo la nostra solidarietà e il nostro pieno sostegno alla lotta che le lavoratrici e i lavoratori della Irisbus, da più di cento giorni, stanno sostenendo in modo democratico e legittimo e nell'interesse di tutta la comunità di Valle Ufita», conclude Landini.

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La manifestazione del 15 ottobre e alcune riflessioni di Lenin di grande attualità

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di Daniele Cardetta, coordinatore regionale FGCI Piemonte

 

scontri-roma-15-ottobre-w350In pieno 2011 sono ancora in tanti a definirsi anticapitalisti e comunisti. Tuttavia molti parlano di anticapitalismo e di politica ignorando alcuni degli scritti più acuti di uno che dovrebbe rappresentare il riferimento obbligato di qualsiasi rivoluzionario: “L’Estremismo, malattia infantile del comunismo” di Lenin. Come mai proprio questo testo, e come mai proprio ora?


Alla luce dei fatti della manifestazione degli “indignati” di Roma del 15 ottobre 2011, e alla luce degli effetti che ha provocato l’esplodere della violenza di alcune delle frange più radicali ed estremiste che hanno aderito al movimento, ritengo che possa essere di qualche utilità prendere in mano lo scritto di Lenin succitato. Prima una veloce contestualizzazione: gli indignati protestavano contro una violenta crisi economica abbattutasi contro l’Occidente capitalista con rara violenza, colpendo come al solito le classi popolari. Gli indignati erano in piazza per protestare contro quelli che sono stati individuati come i veri responsabili della crisi: banche, multinazionali, classe politica, grandi capitali.

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PALERMI: No all'innalzamento dell'età pensionabile

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di Manuela Palermi | www.pdci.it

 

palermi corteo“Siamo assolutamente contrari all’innalzamento dell’età pensionabile e ascoltare il coro di Sì che viene dal cosiddetto Terzo Polo – Udc, Fli – e il silenzio, al momento assordante, della sinistra moderata è davvero avvilente”. E’ il commento di Manuela Palermi, dell'Ufficio Politico Nazionale del Pdci-Federazione della Sinistra. “Abbiamo sempre considerato un governo di unità nazionale una iattura per la democrazia e per gli italiani. Il coro di favorevoli ad una misura che è un'ulteriore accanimento contro i lavoratori, conferma la nostra opinione. Già oggi l'opposizione parlamentare è praticamente nulla. Con un governo di unità nazionale saremmo ad una sorta di dittatura di lorsignori.

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Vertice di Bruxelles, Berlusconi, l'opposizione italiana

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di Fosco Giannini

 

bruxelles bandiere_ueDal vertice europeo di Bruxelles di questi giorni provengono, per il nostro Paese e soprattutto per i pensionati e i lavoratori del nostro Paese, sia gravi conferme dal carattere strategico sul piano sociale e politico, che altrettanto gravi novità, proiettabili sia sul piano della contingenza che su tempi sociali e politici medio-lunghi.

 

La prima, gravissima, conferma è quella relativa al carattere ormai essenzialmente “golpista”, sovra ordinatore, dell’Unione europea, del Consiglio europeo e della Banca centrale europea relativamente agli Stati, ai governi e ai parlamenti dei paesi aderenti all’Ue. Come già accadde platealmente lo scorso 5 agosto, quando una “lettera d’intenti” di Trichet e Draghi impose brutalmente al governo italiano la rettifica – in senso duramente antisociale – della manovra economica, così questo vertice di Bruxelles ha imposto a Berlusconi un nuovo giro di vite contro i pensionati e i lavoratori italiani. 

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Fgci Torino: movimento No Tav oggi ha trionfato

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fonte Adnkronos

 

chiomonte recinzione_gTorino, 23 ott. -(Adnkronos) - "La manifestazione No Tav di oggi e' stata letteralmente un trionfo". Cosi' in una nota Ivano Osella, coordinatore Fgci Torino che aggiunge: "Il movimento ha saputo sconfiggere tutte le accuse, le critiche e gli atti di delegittimazione che ha subito in questi ultimi mesi". "La valle militarizzata, l'autostrada chiusa e tutti i posti di blocco non hanno potuto fermare gli oltre 20mila valsusini che hanno oggi manifestato", conclude.

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Diritto di manifestare. Parla Stefano Rodotà

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di Stefano Rodotà | su il Manifesto

 

Stefano Rodota-w350Leggi Reali, divieti a manifestare nella forma corteo, fermi di polizia e "Daspo politico". «Sono davvero sbalordito, questo è un Paese che ha perduto la memoria». Stefano Rodotà è indignato. Perché con questi divieti «inammissibili» si stanno «sospendendo le garanzie costituzionali». E perché quando un ministro di governo, come Maroni, parla di «terrorismo urbano» usa una «violenza verbale di segno uguale e contrario a quella del 15 ottobre a Roma». «Attenti al linguaggio», è il suo monito. Ma è rivolto anche a noi: «Non sono d'accordo con Valentino Parlato», dice. «Certo che devo cercare di capire, ma subito dopo non faccio sconti. Chi ha usato la violenza, sabato scorso, l'ha fatto intenzionalmente contro quel movimento che aveva deciso di mettere in atto forme di democrazia partecipativa. Quella violenza ci ha fatto fare a tutti un brutale passo indietro».

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Democrazia contro aggressioni e barbarie

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di Flavio Arzarello e Alessandro Squizzato

 

15ottobreLe grandi ragioni che hanno portato in piazza 500 mila persone a Roma sabato, in gran parte ragazze e ragazzi, sono sostanzialmente scomparse dai mass media e nelle discussioni del nostro Paese.


Per la prima volta siamo scesi in piazza per le stesse ragioni in tutta Europa e in tante parti del mondo. Democrazia, diritti, un'idea diversa di distribuzione della ricchezza. Il primo appuntamento di massa contro il liberismo e non solo contro Berlusconi, contro la dittatura della Bce in Europa, per un'uscita diversa dalla crisi.


Roma è stata forse la piazza più partecipata a livello mondiale. Sarebbe stata la genesi del movimento di quest'anno, consapevole e determinato. In continuità con quello nato un anno fa, esattamente il 17 ottobre 2010, all'indomani della grande manifestazione indetta dalla Fiom, che ha attraversato le imponenti lotte degli studenti, delle donne, fino ai referendum di questa primavera. Invece si sta parlando di altro: degli scontri, della violenza di pochi.

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Diliberto sulla manifestazione dei metalmeccanici del gruppo FIAT

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operai fiom

"E' ora di dare il benservito a Marchionne"

"Ancora una volta i metalmeccanici hanno dato a tutti una lezione di democrazia". Per Oliviero Diliberto, segretario nazionale Pdci-Federazione della Sinistra, "si è svolta in Piazza del Popolo una manifestazione forte, grande e pacifica, eppure i tanti lavoratori del gruppo Fiat sono quelli che più stanno subendo le conseguenze pesanti della fallimentare politica industriale di Marchionne. Le vendite delle auto Fiat non sono mai state così basse e invece di chiedere conto a Marchionne della sua incapacità, gli si lascia mano libera in una politica industriale basata sul vecchio sfruttamento. Niente nuove tecnologie, niente modelli innovativi... e invece di investire in qualità, gli atti di Marchionne si consumono nella cassintegrazione, nella chiusura di stabilimenti, nel restringimento pauroso dei livelli occupaizonali. Ma prima o poi - conclude Diliberto - tutti dovranno aprire gli occhi, ad iniziare dal consiglio di amministrazione della Fiat, e capire che è giunto il momento di dare il benservito a Marchionne e scommettere nuovamente su moderne e democratiche relazioni sindacali, leva fondamentale per ridare impulso alla casa automobilistica torinese".

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"L'Irisbus è nostra e non si tocca!"

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PdCI Valle Ufita | l'articolo è tratto in anteprima dal numero in uscita di MarxVentuno

 

MARXVENTUNO ORGANIZZA UNA TAVOLA ROTONDA CON LE AVANGUARDIE DI LOTTA DELL’IRISBUS-IVECO, L’UNICA FABBRICA DI AUTOBUS IN ITALIA, DA OLTRE CENTO GIORNI IN LOTTA CONTRO LA CHIUSURA IMPOSTA DALLA FIAT

 

irisbus-w350

MarxVentuno avvia un’inchiesta sulla condizione della classe operaia dell’industria, sulle forme organizzative, sul ruolo del sindacato sulle resistenze e le lotte in corso contro chiusure e licenziamenti, sui loro sbocchi possibili e le prospettive strategiche. Lo fa dando la parola ai lavoratori e alle avanguardie delle lotte, ai protagonisti degli scioperi, dei presidi davanti ai cancelli delle fabbriche, delle assemblee permanenti, delle occupazioni degli stabilimenti. Il quadro che emerge dalla tavola rotonda organizzata con i lavoratori dell’Irisbus è di un’indomita combattività e volontà di resistenza dei lavoratori, ma pure di contraddizioni con le organizzazioni sindacali, anche con quelle, come la Fiom, che si è contrapposta a Marchionne e costituisce un presidio importantissimo, fondamentale, per la resistenza anticapitalistica, ma che non è stata esente in passato da errori di valutazione, cedimenti, pratiche consociative con le direzioni aziendali in un Mezzogiorno in cui la disoccupazione di massa è un fattore potente di corruzione e clientelismi. Solo riconoscendo i propri errori e apprendendo dall’esperienza, il movimento operaio e le organizzazioni sindacali di classe possono ricostruirsi su basi più avanzate, tanto più necessarie oggi, in un presente attraversato e sconvolto dalla grande crisi capitalistica.

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Dietro il debito pubblico bassi salari e delocalizzazioni

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di Domenico Moro | su Asilo politico inserto del  Nuovo Corriere di Firenze

 

operaio legnoLa ragione principale della crisi del debito pubblico deriva dalla stagnazione del Pil negli ultimi dieci-quindici anni e dalla mancata ripresa, rispetto alla crisi dei mutui, nei Paesi avanzati. Questo è ancora più vero per l’Italia, che ha registrato per oltre dieci anni, prima della crisi, una crescita media del Pil inferiore a quella degli altri Paesi europei, subendo la crisi in modo più pesante. Confindustria attribuisce questo ritardo alla diminuzione della crescita della produttività. Quello che Confindustria non dice, però, è che le cause della riduzione della produttività e della competitività  italiana derivano dalle scelte sue e dei governi che l’hanno accontentata. In primo luogo, negli ultimi venti anni lo stock degli investimenti destinati all’estero è quasi decuplicato, stornando molta parte del risparmio italiano verso Paesi con costo del lavoro inferiore allo scopo di realizzare saggi di profitto più alti.

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