Italia

Pensioni, governo Monti e compiti dei comunisti

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di Fosco Giannini | da www.pdci.it

 

monti parlamento-w350Ormai è sotto gli occhi di tutti. Le richieste iperliberiste, antioperaie e antisociali della Banca centrale europea, della Commissione europea e del Fondo monetario internazionale producono ovunque – e in special modo in paesi deboli ed in crisi come l’Italia - uno “stato di eccezione” tendente a sospendere le democrazie, ad invalidare le Carte Costituzionali, ad esautorare i Parlamenti e gli Stati, ad annullare la loro autonomia. I popoli si ritrovano d’improvviso ad essere governati da nuovi ed esterni poteri, e la BCE si presenta sempre più, in questa fase, come una sorta di monarchia assoluta – con una regina tedesca - che estende il proprio dominio sull’intera popolazione europea. Lo “stato di eccezione” segna drammaticamente di sé il nostro Paese ormai da tempo e dallo scorso luglio esso ha teso a costituirsi in forma ininterrotta e stabile, come un vero vulnus degli assetti democratici. “ Gli indirizzi” di economia politica dettati dall’Ue e dalla BCE hanno infatti prodotto – solo in quest’ultima fase – la manovra di luglio, il decreto di agosto, la finanziaria di novembre in attesa, ora, della “correzione” del governo Monti di dicembre.

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Costituzione Democrazia Legalita' - Ingroia e Licandro - VIDEO

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Bologna 26 novembre 2011, sala delle Armi Facoltà di Giurisprudenza, alma mater studiorum Università di Bologna Antonio INGROIA e Orazio LICANDRO intervististati da Gerardo BOMBONATO

 

 

PENSIONI. DILIBERTO, IDEA MIOPE. FRONTE AMPIO CON CGIL

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"L'idea di partire dalle pensioni è un'idea miope, ingiusta, priva di un disegno strategico, unicamente per fare 'cassa' nel brevissimo periodo. Se è vero, come dice Passera che stiamo entrando in recessione, bisogna sostenere i consumi e tassare i grandi patrimoni. Su questo tema è necessario costruire un fronte ampio, a partire dalla Cgil, dalla sinistra politica e sociale, fino a chi nel Pd, eventualmente, fosse contrario". Lo dice Oliviero Diliberto, segretario nazionale del Pdci.

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Appello a Napolitano per il Memoriale italiano di Auschwitz

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da Galileo, giornale di scienza

 

memorialeauschwitz-w350Dopo aver lanciato un appello ai colleghi tedeschi, architetti ed esperti di beni culturali scrivono al Presidente della Repubblica un appello per la riapertura, conservazione e valorizzazione in sito del memoriale italiano di Auschwitz. Nel numero di dicembre, Sapere dedicherà il dossier proprio alla storia di questo monumento e alla Shoah.

 

Egregio Signor Presidente,
Lo scorso primo luglio il Memoriale italiano nel Campo/Museo di Auschwitz è stato chiuso per unilaterale decisione della Direzione del Museo/KZ di Auschwitz-Birkenau, con la motivazione che si tratta di un’opera non rispondente alle Linee Generali per gli allestimenti delle mostre nazionali adottate in Polonia nel 1990, perché sarebbe “opera d’arte fine a se stessa”, “priva di valore educativo”.

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PALERMI "A Pomigliano introdotto il 'porcellum'"

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da www.pdci.it

 

"Fra le tante ignominie dell’accordo di Pomigliano, ce n’è una che sembra non scandalizzare nessuno e che invece in politica è oggetto di radicali contestazioni". A dirlo è Manuela Palermi, segreteria nazionale Pdci e responsabile Lavoro. "I rappresentanti sindacali non saranno più eletti dai lavoratori ma nominati dai sindacati firmatari dell'accordo. Insomma a Pomigliano Cisl e Uil introducono il famigerato Porcellum e la Fiom, il sindacato maggiormente rappresentativo che non ha firmato l'accordo, viene cancellato. E' la democrazia targata Marchionne", conclude Palermi.

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Fiat, pericolo per la democrazia

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di Loris Campetti | da il Manifesto

 

toto marchionneÈ una settimana importante quella aperta ieri dalla proclamazione dello sciopero generale dei metalmettanici, deciso all’uninamità dal Comitato centrale della Fiom. È decisiva per gli 86 mila dipendenti Fiat a cui Marchionne ha deciso di cancellare, con un colpo d’ascia, il contratto nazionale, il diritto a eleggersi democraticamente i propri rappresentanti e a votare gli accordi sottoscritti da qualche sindacato a loro nome senza delega alcuna. Marchionne ha anche deciso di escludere la Fiom che è il sindacato più rappresentativo dai suoi stabilimenti e dal 1° gennaio la Fiat non tratterrà più ai agli iscritti al sindacato guidato da Landini i soldi della tessera: è l’estremo tentativo di cancellare, con la Fiom, ciò che resta – poco – della democrazia nei posti di lavoro. Il colpo d’ascia consiste nell’estensione del contratto imposto a Pomigliano sotto la minaccia di chiusura della fabbrica a tutti gli stabilimenti italiani.

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Il governo Monti non è tecnico ma politico!

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volantino a cura della Sezione Dolores Ibarruri del PdCI di Torino


Un governo bipartisan dal Pd al Pdl, che garantisce i poteri forti e colpirà i più deboli, con la Lega che sta all’opposizione per tentare di recuperare la credibilità perduta!


pdciIl Governo Monti è il sessantunesimo governo della Repubblica italiana, il secondo della XVI Legislatura. Il governo è stato nominato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il 16 novembre 2011 in seguito alle dimissioni di Silvio Berlusconi del 12 novembre. Questo Governo è l’espressione dei poteri forti, delle lobby, di quel mondo che ci ha portato nella gravissima crisi attuale. Un governo legato alle banche, alle imprese, al Vaticano, alle università private, ai “soliti noti”. Il contrario di quello che serve al paese e ai lavoratori. L’Italia dovrebbe mettere in discussione le politiche europee che sono all’origine della speculazione, mentre questo governo è l’espressione diretta dei potentati e dell’ideologia neoliberista che hanno forgiato quelle politiche sbagliate. Siamo dunque fortemente contrari poiché la parola spettava ai cittadini e la scelta di non andare alle elezioni anticipate è un grave errore che pagheranno purtroppo i ceti più deboli, lavoratori, precari, pensionati, giovani. Il Governo Monti non è tecnico ma politico e lo dimostra la storia personale di ciascuno dei componenti a cominciare dallo stesso Presidente del Consiglio Mario Monti.

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2012: arriva la recessione

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di Galapagos | su il Manifesto

 

disoccupazione1-w350Il prossimo anno il Pil italiano diminuirà dello 0,5%. Disoccupazione in crescita. Tutta l’economia globale sta frenando. Il governo Berlusconi non è stato capace di riequilibrare i conti pubblici

 

L’Ocse ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita in tutti i paesi dell’Organizzazione. Per quelli europei il 2012 non sarà roseo. Anzi, in quattro paesi il Pil diminuirà e nell’eurozona il prodotto lordo aumenterà di appena lo 0,2%. Per l’Italia, il prossimo anno sarà decisamente nero, di recessione: il Pil diminuirà dello 0,5% e la disoccupazione risalirà. Nell’Economic outlook semestrale pubblicato ieri a Parigi, infatti, l’Ocse ha drasticamente rivisto al ribasso le previsioni per l’Italia. Basti dire che in maggio per il Pil del 2012 era prevista una crescita dell’1,6% che ora diventa una decrescita dell’0,5%. Quanto all’anno in corso, in maggio l’Ocse stimava una crescita dell’1,1%, ma la previsione di ieri la riduce allo 0,7%. Il Pil tornerà a salire solo nel 2013 e non sarà un aumento travolgente, ma di un misero 0,5%.

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