Italia

FIAT - DILIBERTO: "DISDETTA ACCORDI SINDACALI? SAREBBE COLPO DI MANO, INDEGNO DI PAESE CIVILE"

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da www.pdci.it

 

diliberto"Fiat disdice gli accordi sindacali a partire dal 1 gennaio 2012? Sarebbe un indegno colpo di mano. Un Paese civile non lo può permettere". 

 

E' quanto afferma Oliviero Diliberto, segretario nazionale del PdCI-Federazione della sinistra, che continua:

 

"La situazione rischia di toccare livelli mai raggiunti prima d'ora. Questi atti confermano che il modello Marchionne punta a creare terra bruciata attorno ai diritti dei lavoratori, che con questa decisione andranno a farsi benedire per sempre. Chiediamo al governo di farsi sentire, pena un ulteriore e grave sciviolamento verso la barbarie: va bloccato questo ritorno al Medioevo".

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La riserva indiana di Ichino

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Intervista a Piergiovanni Alleva, giurista e professore di diritto del lavoro | da Liberazione

 

ichinoPiergiovanni Alleva, il presidente del Consiglio Mario Monti ha annunciato una riforma del mercato del lavoro il cui presupposto è che, se oggi i giovani sono disoccupati o trovano solo contratti precari, ciò accade perché i loro padri sono «fin troppo tutelati». E’ così?


E’ una sciocchezza. La disoccupazione non dipende dal diritto del lavoro in quanto tale, dipende dalle politiche economiche. Basta guardare cosa accade in altri paesi che hanno tutele e regole per il lavoro diverse dalle nostre. Anche negli Stati Uniti i giovani sono disoccupati. Mi pare che Monti segua il luogo comune secondo cui in Italia ci sono lavoratori sottogarantiti (e questo è vero) e altri supergarantiti. In realtà questi ultimi sono solo sufficientemente garantiti contro i licenziamenti arbitrari.

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La razzia in arrivo: acqua e Tav, nucleare e inceneritori

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da www.libreidee.org

 

corrado-passera-w350«E’ mai possibile dover attendere decenni per completare la rete Tav?». Corrado Passera, il super-banchiere promosso ministro dello Sviluppo dal governo tecnico di Mario Monti, ha fretta di veder realizzata la Torino-Lione, ma non solo: in un’intervista a “Panorama” si lamenta anche dei tempi “eterni” per costruire gli inceneritori e per «rinnovare le reti idriche». Ma l’acqua non doveva restare pubblica, come da referendum? Non per il nuovo sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà: la strada maestra, dice, «resta il ricorso al mercato». E se il voto popolare di giugno ha tramortito i partiti con il “no” al nucleare, ad “annullarlo” politicamente provvede il neo-ministro dell’ambiente, Corrado Clini, secondo cui l’atomo è una fonte pulita e sicura, che l’Italia non dovrebbe precludersi. Alla faccia di Fukushima, e della democrazia.

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Il governo del lord protettore

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di Franco Russo | su il Manifesto

 

napolitano01-w350Che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sia persona di cultura, di sagacia politica, convinto sostenitore dell’Ue fin dagli anni ’60, è fuori discussione. Così come fuori discussione è la sua probità. Non si tratta della persona ‘Napolitano’, si tratta del ruolo e dei connotati che la figura del Presidente della Repubblica è andata assumendo nel corso di questi tempi. Il governo Monti non è solo un governo del Presidente che, in una fase di crisi, va in Parlamento per ‘cercare una maggioranza’. Il governo Monti nasce sotto l’alto protettorato del Presidente della Repubblica. È grazie al Lord Protettore della democrazia italiana che si è coagulato il consenso della stragrande maggioranza del Parlamento, sulla base del sostegno delle organizzazioni sociali – dai sindacati alla Confindustria – costruito grazie alla collaborazione dei poteri forti della Confindustria, delle banche e della Chiesa del cardinal Bertone, che ha ora benedetto ‘la bella squadra’ di governo.

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La FIOM boccia il governo Monti

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Fiom-Cgil, Ufficio Stampa

 

maurizio-landini-w350Fiom. Landini: “Da una prima valutazione del discorso di Monti esprimiamo forte preoccupazione. Inaccettabili interventi sulle pensioni e l’intenzione di Fiat di estendere l’accordo di Pomigliano a tutto il Gruppo”


Il segretario generale della Fiom-Cgil, Maurizio Landini, ha rilasciato la seguente dichiarazione, al termine del Comitato Centrale.


“Da una prima valutazione delle linee programmatiche annunciate oggi dal premier Monti emerge una forte preoccupazione, poiché sembra prevalere una logica di contenimento della spesa pubblica, senza che si delineino quelle discontinuità necessarie per favorire una crescita sostenibile fondata sul lavoro e la sua qualità e su una reale ripresa degli investimenti pubblici e privati.”

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GOVERNO. DA MONTI TONI DIVERSI, MA PERICOLI RIMANGONO

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dalla pagina facebook di Oliviero Diliberto

 

dilibertoL'impressione è quella di un governo che - anni luce distante dal berlusconismo nei modi e nei toni, nella sobrietà e nella serietà - proseguirà nella sostanza le politiche neoliberiste che tanti guai hanno creato sino ad ora. Sgomentano i riferimenti ad una sorta di controriforma del mercato del lavoro, l'assenza di riferimenti alla tassazione delle rendite, l'esplcita rivendicazione di continuità con la Gelmini. Dietro ogni titolo del programma di Monti vi può essere un'insidia. La valutazione definitiva potrà essere data analizzando i singoli provvedimenti concreti, ma - tanto per cambiare - i sacrifici ad oggi paiono a senso unico, diretti verso i soliti noti.

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FERRERO (PRC), MONTI HA PRESENTATO IL PROGRAMMA DI CONFINDUSTRIA, MERKEL E BCE

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da www.controlacrisi.org

 

«Monti ha esposto oggi al Senato il programma della Confindustria, della Merkel e della BCE. Ecco un chiaro esempio di coerenza: un governo espressione dei poteri forti che propone un programma dei poteri forti, che consiste nell’estremizzazione delle politiche neoliberiste che ci hanno portato alla crisi. Già pronto a rimettere l’ICI sulla prima casa, nemmeno citato il problema delle rendite finanziarie. Con linguaggio felpato tipico dei banchieri, il nuovo premier ha annunciato che proseguirà sulla strada delle misure giù varate da Berlusconi: non c’è nessun cambio di indirizzo politico. C’è un cambio di stile, di toni, ma non di contenuti politici. Con questo programma la crisi si aggraverà».

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