Italia

Torino. L’altra manifestazione di Fiom, Usb e Fds

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di Daniele Cardetta | su www.articolotre.com

 

Fiom-Cgil-300x186Nel giorno dello sciopero generale unitario dei sindacati contro la manovra Monti, a Torino in Piazza Vittorio si sono dati appuntamento i militanti della Fiom, dell’Usb e della Federazione della Sinistra. Cinquemila persone hanno marciato per manifestare la propria contrarietà alle scelte del governo tecnico.

 

La Fiom ha proclamato 8 ore di sciopero per oggi, 8 ore per dire un forte “no” alla manovra predisposta dal governo Monti. Una manovra, che a detta dei metalmeccanici della Cgil, dell’Unione dei Sindacati di Base e della Federazione della Sinistra, è stata duramente contestata. “A pagare sono sempre i soliti;evasori, furbi e ricchi se la cavano sempre”: sbotta un giovane operaio che della crisi economica ne sa qualcosa, da gennaio rischierà di perdere il lavoro ed ha scelto di venire in piazza Vittorio, in centro, a Torino, per manifestare anche lui.

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I neoliberisti ci portano alla catastrofe

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di Stefano Fassina | su l'Unità

 

stefano-fassina-w350Perché, in Europa e negli Usa, non usciamo dal tunnel della recessione e, in Italia, andiamo verso la depressione? Perché si continua ad applicare, nonostante i disastri prodotti, la ricetta neo-liberista dominante nell’ultimo quarto di secolo: austerità senza se e senza ma e svalutazione reale del lavoro per recuperare in esportazioni la caduta della domanda interna depressa dall’aumento delle diseguaglianze. In sintesi, siamo vittime del «trionfo delle idee fallite», come ripete Paul Krugman. Non a caso, per la presidenza degli Stati Uniti ritorna, come uno zombie, Newt Gingrich. Non a caso, da noi continuano ad imperversare gli Alesina e i Giavazzi, nonostante il Fmi qualche mese fa abbia radicalmente confutato le loro tesi. Il Fondo, in un’analisi di decine e decine di casi di aggiustamenti di bilancio pubblico, trova un risultato banale, ma negato nell’ultimo ventennio: le politiche restrittive sono recessive, non rileva se fatte dal lato delle entrate o dal lato delle spese.

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PIAZZA FONTANA - DILIBERTO: "STRAGE E' FERITA ANCORA APERTA"

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PIAZZAFONTANA"Piazza Fontana rappresenta una pagina di storia che grida vendetta. E sarà così per sempre. A 42 anni di distanza quella strage fascista resta una ferita aperta nella coscienza civile e democratica del nostro Paese". E' quanto afferma Oliviero Diliberto, segretario nazionale del PdCI-Federazione della sinistra, in occasione del 42° anniversario della strage di Piazza Fontana. "Il 12 dicembre 1969 - continua Diliberto - i fascisti hanno voluto macchiare la storia repubblicana, fatta di libertà, progresso e avanzamento delle condizioni di vita dei lavoratori italiani, con una bomba, la cui esplosione, che quel giorno ha seminato morte e distruzione, non lascia e non può lasciare indifferenti. Quel rumore nero e sordo si avverte ancora oggi: forte e terribile nella sua interezza. Ai familiari dei morti e dei feriti di Piazza Fontana, che in questo giorno rivivono il dolore e l'angoscia di quell'avvenimento, esprimo la vicinanza e la solidarietà mia e del partito tutto, un partito antifascista, e quindi figlio diretto anche di quella terribile esperienza".

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Documento del Consiglio politico della Federazione della Sinistra

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da http://www.federazionedellasinistra.com

 

Il Consiglio politico della Federazione della Sinistra, riunito a Roma il 10 dicembre 2011 ribadisce la propria collocazione all’opposizione del governo Monti.


fdsTale giudizio si conferma viste le caratteristiche della manovra predisposta dall’esecutivo, una stangata in che non presenta segni di discontinuità rispetto alle politiche economiche e sociali del governo Berlusconi, nè mantiene i promessi segnali di equità sociale. Grava pesantemente sulle lavoratrici e i lavoratori, i pensionati, i giovani mentre salvaguarda i grandi patrimoni, i grandi speculatori, i grandi evasori.


E’ vergognoso l’intervento sulle pensioni. Si porta da subito il periodo contributivo a 42 anni e un mese, prevedendo che cresca di un altro mese ogni anno futuro, e si aboliscono le quote cioè la somma tra età ed anni di lavoro. Ci si accanisce ancora una volta con le donne che hanno sopportato per tutta la vita anche la fatica del lavoro domestico e di cura.

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La nascita della Costituzione

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da www.proporzionale-integrale.it

 

togliatti-palmiro-w350Relazioni e proposte presentate nella Commissione per la Costituzione In Sottocommissione

 

RELAZIONE del deputato TOGLIATTI PALMIRO SUI PRINCIPII DEI RAPPORTI SOCIALI (ECONOMICI)

 

Gli articoli che propongo alla discussione e di cui chiedo l'approvazione e quindi la inclusione nel progetto di Costituzione da sottoporsi all'Assemblea, sono dettati da due ordini di considerazioni. Si tratta anzitutto di introdurre nella «Dichiarazione dei diritti» che dove, a guisa di preambolo, riassumere lo spirito della nostra nuova Carta costituzionale, l'affermazione di nuovi diritti della persona umana, il cui contenuto è in relazione diretta con l'organizzazione economica della società. In secondo luogo si tratta di affermare con energia, sin dai primi articoli della nuova Costituzione, la necessità di operare nella società italiana, attraverso l'azione dello Stato, profonde trasformazioni economiche e sociali, e ciò allo scopo tanto di fare opera effettiva di redenzione del popolo, quanto di colpire i gruppi privilegiati, autori del fascismo e responsabili della catastrofe nazionale, e impedire, con modificazioni e riforme della nostra stessa struttura sociale, che un'altra volta questi gruppi possano avere il sopravvento e imporre alla Nazione i loro propositi reazionari, antipopolari e antinazionali.

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«Tetto dei 1400 euro e quote. Rendiamola più digeribile»

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di An. Sci. | su il Manifesto

 

Intervista a Cesare Damiano (PD): «In piazza con i sindacati un partito come il PD non può mancare». «Fornero promette gli ammortizzatori? No a contentini per togliere l’art.18»

 

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Dalla Commissione Lavoro della Camera è arrivato l’input ad alcune correzioni della manovra Monti, soprattutto rispetto al contestatissimo punto della non rivalutazione delle pensioni. Ne parliamo con Cesare Damiano, capogruppo Pd.

 

Cosa contiene esattamente il parere che avete approvato l’altroieri?


Innanzitutto chiediamo un adeguamento completo al costo della vita per le pensioni fino a 3 volte il minimo, cioè di 1440 euro lordi, pari a circa 1100 netti. Al secondo punto, considerato che l’abolizione delle quote per l’anzianità potrebbe provocare addirittura un rinvio di 6 anni del momento di uscita, chiediamo che sia inserita una gradualità. Il vituperato scalone Maroni, che da ministro del Lavoro ho corretto in scalini, prevedeva un salto di 3 anni, qui siamo al doppio. Terza questione: bisogna eliminare la penalizzazione del 2% ogni anno, prevista per quei lavoratori che vanno in pensione di anzianità con i 42 anni di contributi ma non hanno raggiunto i 62 anni di età.

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Professor Monti, forse è meglio che se ne vada

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di Claudio Mezzanzanica | da il Manifesto

 

berlusconi-monti-w350Il governo Monti si è insediato per due fenomeni diversi. Nell’ultimo periodo i mercati hanno lavorato contro il governo Berlusconi ritenendolo inaffidabile. Ciò ha determinato agli occhi di molti la caduta del governo di centro destra in Italia. Ma da tempo una vasta parte del paese aveva mandato a dire che quel governo non lo rappresentava più. Per convenienza i media e i commentatori politici hanno dato enfasi al primo fenomeno. Sul secondo, frutto del lavoro politico di soggetti soprattutto non istituzionali, si è preferito glissare. Cosa avrebbero potuto fare i mercati e i poteri come il Presidente della Repubblica se attorno a Berlusconi ci fosse stato un forte consenso? Se il suo populismo e quello della Lega avessero ancora mascherato la crisi? Un pezzo di popolo che ha resistito ai 17 anni di berlusconismo ha dato il suo contributo ad una battaglia che si sperava finale e ha salutato il governo Monti come un governo della possibile svolta.

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