Italia

Un italiano su quattro a rischio povertà

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da www.rassegna.it

 

Un italiano su quattro a rischio povertà - Foto stuartpilbrow (da Flickr) (immagini di Foto stuartpilbrow (da Flickr))L'indagine Istat sulle condizioni di vita nel 2010: tasche vuote per il 18,2% dei residenti, il 7% in grave povertà. A rischio soprattutto i giovani tra 18 e 24 anni. Difficoltà per pagare bollette, affitto e riscaldamento

 

Un italiano su quattro è a rischio povertà o esclusione sociale. Nel 2010 il 18,2% delle persone residenti in Italia è, secondo la definizione Eurostat, a 'rischio di poverta', il 6,9% si trova in condizioni di 'grave deprivazione materiale' e il 10,2% vive in famiglie caratterizzate da una bassa intensità di lavoro. Lo rende noto oggi (29 dicembre) l'Istat, in una ricerca sulle condizioni di vita degli italiani nel 2010. L'indicatore sintetico del rischio di povertà e di esclusione sociale, sottolinea l’Istituto, considera vulnerabile chi si trova in almeno una di queste tre condizioni, è pari al 24,5%, un livello analogo a quello del 2009 ma superiore a quello della Germania (19,7%) e della Francia (19,3%).

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Quei finti antagonisti di Casa Pound

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di Saverio Ferrari | da "Lavoro e Politica"

 

CasaPoundItalia-w300I recenti fatti di Firenze, con l’omicidio di due giovani senegalesi, hanno riacceso i riflettori sull’organizzazione Casa Pound, che nel composito e assai articolato mondo dell’estrema destra rappresenta certamente l’unica realtà in crescita. La scelta di non aver dato vita a un’esplicita formazione politica costretta a misurarsi sul terreno del consenso elettorale l’ha tenuta al riparo dalla crisi che sta coinvolgendo tutte le sigle del neofascismo italiano, ridotte, come nelle comunali del maggio scorso, a raccogliere risultati assai miseri. Complessivamente, da Forza nuova alla Fiamma tricolore a La Destra di Francesco Storace, sotto l’1%. Casa Pound, ben più pragmaticamente, si è connotata come associazione e si è collocata nell’orbita del Pdl e del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ricevendone legittimità, appoggi e sostanziosi aiuti. L’ultimo in ordine di tempo, l’acquisizione a quasi 12 milioni di euro del palazzo di via Napoleone III occupato da Casa Pound.

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L’inesorabile discesa italiana

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di Domenico Moro | da il Manifesto

 

crisi-italia1La questione del debito pubblico è presentata, in Italia e in Europa, essenzialmente come una questione di disciplina di bilancio, da risolvere tagliando le spese e aumentando le imposte. In realtà, la crescita del debito pubblico e la difficoltà a rifinanziarlo è connessa molto di più alla scarsa crescita economica. Debito e deficit pubblici vengono calcolati in percentuale sul Pil. Dunque, una stagnazione o un decremento di quest’ultimo possono peggiorare i due indicatori, indipendentemente dalle spese. Di più: la scarsa crescita è collegata alla riduzione della competitività e al peggioramento del debito commerciale e della bilancia dei conti con l’estero. La minore capacità di pagare le importazioni con le esportazioni è uno dei fattori che rende critica la capacità di finanziare il debito pubblico sui mercati dei capitali.


Se il Giappone – debito pubblico oltre il 200% e deficit/Pil all’8,3% – paga un interesse sui titoli a dieci anni di poco superiore all’1%, non è solo perché ha il pieno controllo della sua valuta, ma anche perché ha il terzo attivo dei conti correnti al mondo, 150 miliardi di dollari, e la migliore posizione patrimoniale con l’estero, tremila miliardi.

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La Fiom non si ferma: 4 ore di sciopero a gennaio

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da www.rassegna.it

 

La Fiom non si ferma, sciopero a gennaio - foto di Attilio Cristini (immagini di Attilio Cristini)Il segretario delle tute blu Cgil: manifestazione nazionale l'11 febbraio, stop a gennaio, raccolta firme per un referendum abrogativo dell'accordo che cancella il contratto nazionale . "In un giorno e mezzo abbiamo già raccolto 10.000 adesioni"

 

Manifestazione nazionale l'11 febbraio a Roma, quattro ore di sciopero a gennaio, raccolta firme per un referendum abrogativo dell'accordo che cancella il contratto nazionale, minaccia di denunciare la Fiat e Sergio Marchionne alla magistratura.

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Ferrero (PRC): Monti racconta balle e fa interessi degli speculatori

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da www.controlacrisi.org

 

ferrero prc«Lo spread continua a salire mangiandosi tutti i sacrifici a cui Monti ha obbligato i lavoratori italiani. Oltre al danno la beffa, a causa di un governo che usa la crisi per fare macelleria sociale e non fa nulla contro il vero problema , la speculazione. Il motivo è uno solo: Monti fa gli interessi degli speculatori, non del popolo italiano.  La manovra è iniqua socialmente, recessiva e favorisce la speculazione, questa è la verità. Il fatto che noi abbiamo detto la verità e Monti ha raccontato delle balle, non toglie però che molta gente si affidi a Monti pensando che "altrimenti andava peggio". Questa è la funzione dell'ideolgia dominante: far apparire come necessario cioò che è sbagliato e produce danni. In questo contesto, il compito primari odei comunisti è quindi quello di decostruire l'ideologia dominante, spiegando perchè vengono fatte certe cose e spiegando cos'altro si poteva fare. Spiegare è decisivo per rompere la cappa ideologica che altrimenti sovrasta tutto».

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Poco sotto l’albero

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di Galapagos | da il Manifesto

 

carrello vuotoFare un bilancio economico delle festività il 26 dicembre può sembrare affrettato. Ma questo non è stato un Natale nella norma e – contrariamente al solito – questa volta i negozianti hanno ragione a piangere. Le stime del Codacons ci dicono che la spesa delle famiglie per pranzi e regali si è fortemente ridotta. A soffrire maggiormente è stato il settore dell’abbigliamento, con flessioni del 30%. In calo anche il turismo: si parla di 300 mila vacanzieri in meno nel periodo. Insomma, siamo nel pieno di una fase di austerità. In altri anni (quelli di vacche grasse) avremmo brindato per il minor consumismo, minore spreco di merci, ma quella alla quale siamo di fronte non è una scelta di maturità dei consumatori: è l’effetto di una crisi che ha falcidiato le retribuzioni nel 2011 e che farà una ecatombe nel 2012. Come ha ricordato Valentino Parlato nell’editoriale di sabato, siamo di fronte a una terribile caduta del potere d’acquisto dei salari, che hanno perso in 12 mesi l’1,8% del loro potere d’acquisto.

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Caro Presidente, dov’è l’uguaglianza?

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di Orazio Licandro | su il Fatto Quotidiano blog

 

napolitano montiStento a capire, credetemi, ma gli ultimi interventi del Presidente della Repubblica, dalla excusatio sul corretto uso dei suoi poteri all’intervista sul Corriere della Sera della vigilia di Natale, contribuiscono a rafforzare le mie perplessità sull’aderenza alla Costituzione della fase politica e delle scelte che si stanno determinando, e sul pesante condizionamento esercitato da poteri forti (banche e finanza) stranieri sull’Italia, con un’impressionante perdita del tasso della sua sovranità.

 

Con rispetto verso la tesi contraria del Quirinale, sono tra coloro sostengono che un grave vulnus sia stato inflitto alla nostra democrazia costituzionale. Rassicurare che al momento stabilito si andrà a votare è la dimostrazione che in effetti qualcosa di grave sia avvenuto. Giustificare certe mosse sulla base dell’emergenza significa simmetricamente che gli argini costituzionali non ne hanno impedito un’“esondazione”. Le ragioni del Capo dello Stato sono tanto più deboli quanto più si passano in rassegna gli anni della devastazione berlusconiana, durante i quali l’atteggiamento del Quirinale è stato improntato a una tale prudenza da non aver neppure impedito che un nugolo denso di leggi incostituzionali fosse approvato e promulgato.

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Il ricordo di Giorgio Bocca

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bocca01gGiorgio Bocca è stato un giornalista acuto, prezioso studioso ed un partigiano antifascista per tutta la sua vita. Spietato commentatore della nostra Italia, coerente fino all'ostinazione, è stato un autentico e rigoroso interprete dei valori costituzionali. Negli ultimi venti anni è stato uno dei protagonisti delle battaglie contro il degrado culturale nel quale il nostro Paese è sprofondato. Desidero esprimere le più sentite condoglianze mie e del mio Partito.

 

Oliviero Diliberto

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Casta padrona

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di Alberto Burgio | da il Manifesto

 

manager soldi-w300La campagna contro i privilegi colpisce giustamente la politica. Ma la denuncia delle degenerazioni raramente tocca i manager delle amministrazioni pubbliche e risparmia in blocco il settore privato, dove sproporzioni retributive e iniquità non sono da meno

 

Dagli alla casta! Quanti titoli cubitali, quante trasmissioni in prima serata, quante ristampe ad alta tiratura non ha fruttato questo slogan moralizzatore. È stato ed è un ingrediente della crisi della politica. La quale, intendiamoci, la rabbia collettiva se la merita tutta. Sarà anche vero che la crociata anti-casta giova all’antipolitica, ma l’antipolitica è innanzitutto figlia dei vizi della politica. Politici incapaci ma onesti, o disonesti ma capaci, sarebbero già difficili da sopportare: il mix di incapacità e immoralità, riprovevole sempre, nella sfera pubblica è semplicemente intollerabile.

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