Italia

Samb Modou, Diop Mor. La battaglia è culturale

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di Oliviero Diliberto | dal blog de il Fatto Quotidiano

 

Gesti folli? Certamente. Da condannare con sdegno? Ovvio. Ci provocano orrore? Senza dubbio.

 

senegalesi firenze

Cantava Fabrizio De Andrè:
“Prima pagina venti notizie
ventuno ingiustizie e lo Stato che fa
si costerna, s’indigna, s’impegna
poi getta la spugna con gran dignità”

 

Il Pasquale Cafiero di Don Raffaè aveva capito l’andazzo: la vuota retorica delle condanne a caldo non porta mai a nessun risultato.

 

Allora si pone la questione di provare a dire la verità, soprattutto quand’essa risulta scomoda.

 

La responsabilità di gesti sempre più drammatici e ricorrenti di violenza razzista è anche di chi in questi anni ha soffiato sul fuoco.

 

I siti neonazisti che plaudono agli episodi di Firenze e Torino andrebbero chiusi, perché chi inneggia a un reato compie un reato. Tuttavia, non mi stupisce che nei siti neonazisti si dicano queste cose. Il punto è quando noi abbiamo avuto membri del governo che proponevano di prendere a cannonate i barconi della disperazione, sindaci della lega che hanno emesso ordinanze per non fare sedere sulle panchine i migranti. Il capogruppo della Lega a Milano che suggeriva di fare vagoni separati nei tram. Cose vergognose.

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Pomigliano, dossier Fiom accusa “Discriminati gli operai iscritti al sindacato”

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di Andrea Postiglione | da il Fatto Quotidiano

 

Il sindacato dei metalmeccanici della Cgil raccoglie in un dossier i comportamenti antisindacali registrati nello stabilimento della Fiat dove oggi è stata presentata la nuova Panda. Le tute blu denunciano casi di mobbing, esclusione dal reintegro dei suoi iscritti, e procedure irregolari su infortuni e turni

 

fiom pomigliano

Se Marchionne festeggia la nuova Panda, la Fiom attacca con un dossier che snocciola punto per punto i diritti negati ai lavoratori. C’è la storia di un operaio lasciato a casa dal referendum del 22 giugno 2010 e richiamato al lavoro solo dopo aver lasciato la Fiom. Quella di due addetti al montaggio che per il loro rifiuto di cambiare sindacato sono ancora in cassa integrazione. Quella di Francesco V., addetto al montaggio della carrozzeria dell’Alfa 147, con cui il direttore della fabbrica di Pomigliano sarebbe stato ancora più esplicito: “Nella selezione del personale da richiamare in Fabbrica Italia – gli avrebbe detto – non perderemo tempo ad esaminare gli iscritti alla Fiom”.

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Firmato l'accordo della vergogna. La Fiom fuori dalle fabbriche

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di Loris Campetti | da il Manifesto

 

fiom fiat-298x300Siglato l'accordo Fiat. Il sì di Fim, Uilm, Ugl, Fismic e Associazione Quadri a un contratto che riguarda 86mila lavoratori e cambia in modo pesantissimo tutte le regole, in chiave antisindacale. Fuori dalle fabbriche la Fiom.

 

C'era una volta il contratto nazionale di lavoro, una delle più importanti conquiste democratiche del nostro secondo dopoguerra. Da ieri non c'è più, grazie allo strappo di Sergio Marchionne e al cambiamento di natura della Cisl e della Uil che da sindacati generali hanno scelto di regredire alla funzione di sindacati aziendali corportativi. Fim e Uilm, infatti, insieme ad altri sindacatini padronali e di destra, hanno firmato l'estensione del cosiddetto “contratto Pomigliano” a tutti gli 86 mila dipendenti della Fiat. Senza alcuna delega da parte dei lavoratori ai quali sarà negato, oggi e per sempre secondo il diktat Fiat e grazie all'articolo 8 della manovra Berlusconi-Sacconi, di esprimersi con un voto su quel che è stato deciso sulla loro pelle.

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Iniquità, menzogne e… tempo per studiare

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di Orazio Licandro | da il Fatto Quotidiano blog

 

corrado-passera-w350Due splendide perle di due dei tecnici di maggior profilo e importanza strategica del governo Monti: il sottosegretario all’Economia Gianfranco Polillo e il ministro allo Sviluppo e alla Infrastrutture Corrado Passera.


Nel difendere il miserabile prelievo sui capitali scudati, Polillo ha sostenuto che non si poteva fare altrimenti perché ragioni giuridiche e di ordine costituzionale impedirebbero che si modifichi l’accordo contrattuale tra lo Stato e i titolari dei capitali scudati.

 

Queste le argomentazioni del Prof. Polillo, e poiché non riesco ad abdicare al dovere di far funzionare il mio modesto cervello mi sono chiesto:


1. Accordo contrattuale? E che significa “accordo contrattuale” tra lo Stato e i titolari dei capitali scudati? Da quando in quando lo Stato fa accordi contrattuali con gli evasori e per giunta deve onorarli? Su quali manuali e trattati si fonda la cultura giuridica del Prof. Polillo?

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Torino. L’altra manifestazione di Fiom, Usb e Fds

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di Daniele Cardetta | su www.articolotre.com

 

Fiom-Cgil-300x186Nel giorno dello sciopero generale unitario dei sindacati contro la manovra Monti, a Torino in Piazza Vittorio si sono dati appuntamento i militanti della Fiom, dell’Usb e della Federazione della Sinistra. Cinquemila persone hanno marciato per manifestare la propria contrarietà alle scelte del governo tecnico.

 

La Fiom ha proclamato 8 ore di sciopero per oggi, 8 ore per dire un forte “no” alla manovra predisposta dal governo Monti. Una manovra, che a detta dei metalmeccanici della Cgil, dell’Unione dei Sindacati di Base e della Federazione della Sinistra, è stata duramente contestata. “A pagare sono sempre i soliti;evasori, furbi e ricchi se la cavano sempre”: sbotta un giovane operaio che della crisi economica ne sa qualcosa, da gennaio rischierà di perdere il lavoro ed ha scelto di venire in piazza Vittorio, in centro, a Torino, per manifestare anche lui.

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I neoliberisti ci portano alla catastrofe

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di Stefano Fassina | su l'Unità

 

stefano-fassina-w350Perché, in Europa e negli Usa, non usciamo dal tunnel della recessione e, in Italia, andiamo verso la depressione? Perché si continua ad applicare, nonostante i disastri prodotti, la ricetta neo-liberista dominante nell’ultimo quarto di secolo: austerità senza se e senza ma e svalutazione reale del lavoro per recuperare in esportazioni la caduta della domanda interna depressa dall’aumento delle diseguaglianze. In sintesi, siamo vittime del «trionfo delle idee fallite», come ripete Paul Krugman. Non a caso, per la presidenza degli Stati Uniti ritorna, come uno zombie, Newt Gingrich. Non a caso, da noi continuano ad imperversare gli Alesina e i Giavazzi, nonostante il Fmi qualche mese fa abbia radicalmente confutato le loro tesi. Il Fondo, in un’analisi di decine e decine di casi di aggiustamenti di bilancio pubblico, trova un risultato banale, ma negato nell’ultimo ventennio: le politiche restrittive sono recessive, non rileva se fatte dal lato delle entrate o dal lato delle spese.

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