Italia

Le lotte dei lavoratori Jabil e dei Treni Notte (Wagons Lits) di Milano e il sostegno del PdCI

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di Luigi Tranquillino, Responsabile Stato Sociale - Segreteria Provinciale di Milano

 

Protesta-WagonA pochi giorni dall’anniversario della nascita del PCdI, in una breve riunione, si è deciso che in quella data una delegazione di compagni del PdCI tenesse una celebrazione ove passato e presente rivelassero un legame e una linea di continuità.

 

Da settembre abbiamo seguito la vertenza dei lavoratori Jabil, recandoci al loro presidio e facendo sentire loro il nostro appoggio. Abbiamo seguito i passaggi che hanno condotto fino al loro licenziamento del 12 dicembre, comunicato con una mail. Siamo in contatto costante con loro così come a suo tempo lo fummo con i lavoratori della INNSE: sanno bene che quando occorresse noi ci saremo …

 

Dall’8 dicembre, salendo sulla torre-faro del binario 21, Carmine Rotatore, Beppe Gison e Oliviero Cassini hanno offerto il loro servizio alla lotta di lavoratori licenziati dei Treni Notte. Abbiamo iniziato da subito a fare sentire loro il nostro sostegno; non siamo stati i soli, ma con i lavoratori del presidio, che è divenuto permanente e strutturato, abbiamo stabilito una solida intesa.

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Alnagh di Pavia: 142 lavoratori rischiano il posto di lavoro

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di Martina Sollazzi, PdCI Pavia

 

elnagh operai-w300Elnagh: per i patiti del camper, un simbolo di libertà e di qualità; per i 142 lavoratori dello stabilimento di Trivolzio ( Pavia) il volto feroce e disperante della crisi.


Sea (Società Europea di Autocaravan), proprietaria dei marchi Elnagh, Mobilvetta e McLouis, ha deciso, e lo ha comunicato ai lavoratori (già reduci da un breve periodo di cassa integrazione) nei giorni della festa dell'Immacolata: Trivolzio deve chiudere, la produzione si sposta da febbraio negli stabilimenti di Poggibonsi (Siena) e San Giustino (Perugia). Ed è iniziato subito il conto alla rovescia: 75 giorni di tempo per le trattative, poi l'incertezza più nera.


Amareggiati, stretti dall'ansia, ma non rassegnati, i dipendenti dello stabilimento di Trivolzio si sono immediatamente costituiti in presidio permanente. Da allora, si sono alternati fuori dai cancelli, fra il freddo, la stanchezza e i mille timori, determinati a impedire che la società si portasse via i mezzi già pronti

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Luciano Gallino: quale lavoro per l'Italia

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di Stefano Iucci | da www.rassegna.it

 

Luciano Gallino: quale lavoro per l'Italia La riforma del mercato del lavoro non crea occupazione. Il dibattito, come al solito, è troppo ideologico. Grandi equivoci sulla flexicurity: le statistiche danesi nascondono la disoccupazione reale

 

La riforma del mercato del lavoro, da sola, non crea occupazione. E ancora, non è la crescita a generare occupazione, ma esattamente il contrario: è la creazione di posti di lavoro a produrre crescita. Quello di Luciano Gallino, sociologo e intellettuale a tutto campo tra i più lucidi di questi anni, è un approccio spiazzante in un’epoca di grandi semplificazioni ideologiche. Perché è singolare come in uno dei momenti più difficili della storia dell’ultimo secolo – in cui la finanza si avvita sull’economia rischiando di bruciare in pochi mesi diritti, lavoro e progresso pazientemente costruiti in tanti anni –, mentre servirebbero analisi e interventi sempre più complessi e sofisticati, il dibattito proceda invece con i tempi e la superficialità degli spot pubblicitari.

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PALERMI "MONTI STA CANCELLANDO LO STATO SOCIALE"

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palermi corteo“Dalle prime notizie che emergono sulle volontà del governo in tema di riforma del lavoro è evidente che resterà una pletora di contratti di precariato e il contratto unico non garantirà un’occupazione stabile”. Lo dichiara Manuela Palermi della segreteria nazionale del Pdci-Federazione della Sinistra. “Dagli atti compiuto da Monti fino ad oggi, emerge un disegno preciso: cancellare lo stato sociale. L’ha fatto con le pensioni: penalizzazioni per i vecchi e assolutamente niente per i giovani. Con la riforma del lavoro – continua Palermi - i nuovi assunti si troverebbero senza articolo 18 e senza cassintegrazione, cioè senza diritti e senza sostegno in caso di licenziamento. Mi rivolgo a tutte le forze politiche – conclude Palermi - che hanno a cuore i lavoratori e che siedono in parlamento: fermate questo scempio, fermate la distruzione dello stato sociale!”.

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Lettera alla mia ex-professoressa, Elsa Fornero

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da www.emilianobrancaccio.it

 

elsa fornero-w300Mentre Eugenio Scalfari scrive una lettera a Susanna Camusso per esortarla a sostenere la causa della flessibilità del lavoro con argomenti analiticamente discutibili, io mi permetto di scrivere alla mia ex professoressa Elsa Fornero, attuale ministro del Lavoro e del Welfare.

 

Elsa Fornero è stata la mia docente di Macroeconomia nel 1998, durante i corsi del Master in Economics del CORIPE Piemonte di Torino, l’attuale Real Collegio. Ricordo una donna chiara, determinata, volitiva, capace di introdurci con perizia ad “Understanding Consumption” di Angus Deaton e ai relativi problemi della cosiddetta “ottimizzazione intertemporale”. Se ci imbattevamo in un esercizio più ostico del solito, Fornero amava spronarci con un monito, una curiosa mescola di americanismo e spirito mediterraneo: “It’s up to you”, ci diceva, con l’aria un tantino materna, nonché lievemente marziale, di chi ha fiducia ma al tempo stesso si attende molto dai suoi studenti.

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Camusso, quante differenze dagli anni di Lama, oggi la precarietà è il primo problema

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da www.cgil.it

 

camusso us_cgil-w300Il leader della CGIL, con una lettera apparsa quest'oggi su 'la Repubblica' risponde all'editoriale di ieri di Eugenio Scalfari e torna a ribadire: “la riduzione della precarietà viene prima, molto prima, di altri temi. Pensiamo sia utile proporre un negoziato vero e non affidarsi a ricette preconfezionate il cui fallimento è nei numeri della precarietà e della disoccupazione”.

 

“Caro Direttore, nel suo editoriale di ieri Scalfari cita un'intervista a Luciano Lama, della quale si tralascia di ricordare le affermazioni sui profitti e sulla funzione 'programmatica' dell'accumulazione che è fondamentale nel pensiero di Lama, e nella svolta dell´Eur”. Con queste parole il Segretario Generale della CGIL apre la lettera, apparsa questa mattina sul quotidiano 'la Repubblica', in risposta ad un editoriale di Eugenio Scalfari.

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Torino. Marciano in 5000 sotto la neve per il No Tav

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a cura della Redazione di www.articolotre.com

 

No-tav-300x225Sotto la neve 5000 manifestanti hanno percorso il centro di Torino per portare avanti la lotta contro l’alta velocità. Tranquilla la situazione per l’ordine pubblico, contestato Caselli per gli arresti.

 

28 gennaio 2012- Erano circa 5000 secondo gli organizzatori, un migliaio per la Questura, i coraggiosi che sfidando la nevicata hanno deciso di radunarsi di fronte alla stazione ferroviaria di Porta Nuova a Torino per manifestare contro l’alta velocità. L’atmosfera era carica di tensione dato che la manifestazione avveniva all’indomani della retata che aveva portato agli arresti di 26 persone accusate di aver preso parte ai violenti scontri del 3 luglio contro le forze dell’ordine. Si temevano incidenti, ma fortunatamente tutto è filato liscio e la manifestazione è riuscita portando con sè la consueta partecipazione popolare di famiglie e cittadini.

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Ancona: PdCI a fianco degli operai del cantiere navale

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di Fabio Pasquinelli, Segretario Federazione provinciale PdCI Ancona

 

fincantieri ancona-w300Il cantiere non si tocca, difendiamolo con la lotta! Con queste parole d'ordine la Federazione provinciale del PdCI e la Sezione di Ancona “Tina Modotti” sono scese in piazza sabato 21 gennaio a sostegno della lotta degli operai Fincantieri.
Alla manifestazione hanno partecipato, oltre che decine di militanti del PdCI da tutta la provincia anconetana, i lavoratori ed i delegati sindacali del cantiere navale, i rappresentanti della sinistra nelle istituzioni locali, gli esponenti dei movimenti, dei comitati e dell'associazionismo, ma soprattutto molti cittadini, famiglie e lavoratori. Tutti i partecipanti hanno ringraziato gli operai del cantiere per la loro coraggiosa e generosa lotta, ma soprattutto ne hanno colto il valore esemplare e sostenuto la generalizzazione per quanto riguarda le altre vertenze industriali, le lotte studentesche e di genere, la difesa dei beni comuni, l'opposizione sociale e politica alle manovre liberiste, imposte mediante il ricatto del debito pubblico dall'Unione Europea e dal capitalismo finanziario.

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