Italia

"Il Pd è naturalmente di destra"

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LucianoCanfora 2Sostiene Luciano Canfora: “Il Pd è da tempo un partito di centro e il centro da sempre ha una vocazione trasformista, quello che sta accadendo non mi stupisce”. Filologo classico, storico, saggista nonché marxista, Canfora ha un disincanto lucidissimo, se non crudele, rispetto alla cosiddetta mutazione genetica del Pd renziano.

Professore, però lo sdoganamento di Verdini è troppo anche per chi è cinicamente realista.

Verdini è una persona che dà fastidio anche avere accanto, detto questo, prenda Hollande e Valls in Francia che fanno le stesse cose della Le Pen o di Salvini contro i migranti, fenomeno epocale.

Che c’entra questo?

La crisi del socialismo reale nel 1989-1991 fa entrare in crisi anche le socialdemocrazie europee. È un paradosso ma è così. Da quel momento lo Stato sociale, che è stato lo strumento fondamentale dei socialdemocratici per contrastare l’alternativa bolscevica, è stato difeso sempre meno efficacemente dall’attacco delle destre. Allo stesso tempo è arrivata la crisi economica, che durerà ancora.

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Mafia Capitale, il 5 novembre un giorno molto particolare

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da www.comunisti-italiani.it

Il prossimo 5 novembre potrebbe sembrare un giovedì autunnale come tanti altri.

Invece è un giorno davvero speciale, anche se sono in molti quelli che vorrebbero rimuoverne ogni traccia. Un giorno importante sul serio dicevo, perchè in quel primo giovedì del mese di novembre si aprirà nell’aula bunker di Rebibbia a Roma il maxi-processo per “Mafia Capitale”. Alla sbarra sfileranno malavitosi della peggiore risma, faccendieri e capitani d’impresa, alti burocrati dell’amministrazione comunale Capitolina, ex estremisti neri ma soprattutto politici.

Politici importanti, di quelli che a Roma decidevano molte cose e organizzavano migliaia di voti, tutti provenienti dai partiti che “contano” e che hanno governato negli ultimi anni il Campidoglio.

Questa volta insieme ai soliti nomi del centro destra, coinvolti anche alcuni esponenti di rilievo del PD romano. Tutti i componenti di questa simpatica comitiva sono accusati di aver avviato e in parte realizzato il nuovo “sacco di Roma”, come dei novelli lanzichenecchi.

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Stanno demolendo la Costituzione

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costituzione closeupPartito Comunista d'Italia
Federazione Regionale del Veneto

Stanno demolendo la Costituzione a forza di voti di maggioranza, senza coinvolgere il Paese, impedendo, di fatto, qualsiasi dibattito. Lo stanno facendo con accordi ambigui condotti e ottenuti in ambiti extraparlamentari. Lo fanno  con i voti di Verdini e i suoi seguaci, con la convergenza di chi ieri era avversario e oggi è pronto a votare la “riforma” governativa per pura e semplice convenienza. Controllano l'informazione diramando ultimatum a chi tenta di parlare “fuori dal coro”. Lanciano segnali intimidatori in puro stile dittatoriale. Lo fanno dopo essere stati “eletti” (anzi “nominati”) con una legge dichiarata incostituzionale nelle sue parti fondamentali. Lo fanno con arroganza e pressapochismo, senza alcun progetto se non quello di garantirsi il potere con sotterfugi e basse alchimie legislative. Lo fanno in maniera volutamente confusa, con trattative risibili e inutili. In un paese normalmente democratico nulla di quello che si vede in questi giorni al Senato sarebbe possibile né tollerabile. In Italia si perché dopo decenni di oscurantismo, senza partiti organizzati all'opposizione che riescono mobilitare i cittadini (come riusciva a fare il PCI), in una situazione di assoluta sudditanza dei mezzi di comunicazione rispetto al governo, con sindacati ridotto al ruolo di erogatori di servizi ai propri iscritti, ci si è assuefatti ai gruppi di affari che controllano la politica. Sembra che non sia possibile opporsi.

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I renziani contro la Rai. E' la governance bellezza!!

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da Contropiano.org

C'è da rimanere fulminati nel leggere che: "Sul Tg3 hanno costruito un'opposizione che non esiste, danno più spazio alla minoranza dem che alla vera opposizione parlamentare". "Non si sono accorti che è stato eletto un nuovo segretario, Matteo Renzi, che poi è diventato anche premier. Il Pd viene regolarmente maltrattato". Le parole del deputato Pd Michele Anzaldi, prima sul Corriere della Sera e poi su La Repubblica, hanno gettato benzina sul fuoco di una polemica che, dopo le critiche del Pd a Ballarò per la scelta di ospitare nelle prime puntate due esponenti M5s (Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista), si è inasprita con gli attacchi di Vincenzo De Luca contro i servizi di Presa Diretta e Report. Frasi che per il comitato di redazione del Tg3, "sono inaccettabili e ricordano nei toni editti bulgari di berlusconiana memoria". Replicano anche le organizzazioni dei giornalisti: "Ancora nel 2015 l'informazione non asservita dà fastidio. Abbiamo contestato i bavagli ieri, non smettiamo di farlo oggi. Le parole di Michele Anzaldi sono gravissime e rivelano la sua visione di una Rai servizio pubblico totalmente asservita al potere di turno" affermano i segretari della Fnsi, Raffaele Lorusso, e dell'Usigrai, Vittorio di Trapani. Va giù duro dal suo blog Beppe Grillo:"Le regole di Goebbels Anzaldi per la Tv pubblica sono chiare: vietato criticare il governo, vietato intervistare portavoce del M5S, il Pd ha sempre ragione, chi sgarra paga (Vianello è avvisato per la seconda volta)".

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Ma quale appropriatezza?

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da www.medicinademocratica.org

E’ stata definita dal Ministro della Sanità una lista di 208 esami medici a rischio di inappropriatezza, con delle sanzioni per quei medici che non rispetteranno la norma.

E’ vero che nella pratica corrente molte visite, esami, farmaci e persino interventi chirurgici non rispondono a un evidente beneficio per la salute e possono a buon conto definirsi inappropriati. Queste prestazioni, a volte dettate dalla cosidetta medicina difensiva altre da interessi o da imperizia hanno dei costi economici evidenti, dei costi clinici, perchè ciò che non è utile è spesso dannoso, dei costi organizzativi in quanto vanno ad intasare liste d’attesa già lunghe.

Noi non crediamo che la correzione di queste anomalie passi semplicemente attraverso un intervento normativo.

Un conto è introdurre e promuovere delle linee guida condivise per la gestione dei casi clinici, altro è introdurre delle norme restrittive:senza voler enfatizzare più di tanto la libera scelta dei medici bisogna anche considerare che un tale tipo di norma ha come risultato di omologare i disturbi, le malattie e i malati come se ogni caso non avesse una propria storia clinica e ognuno non avesse diritto alla propria soggettività.

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Dovete morire prima. Adesso non è più una battuta

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malato ospedaledi Sergio Cararo | da contropiano.org

Il progetto di riduzione del capitale umano in eccedenza (ossia le persone in carne ed ossa) ha fatto un altro passo in avanti. Prima l'innalzamento dell'età pensionabile e adesso la riduzione drastica degli standard sanitari, non possono che produrre quell'abbassamento dell'aspettativa di vita che tante preoccupazioni suscita tra i tecnocrati del Fmi, dell'Ocse e dell'Unione Europea. Qualcosa lo avevamo intuito negli anni scorsi leggendo tra le righe documenti e ragionamenti che provenivano da quegli ambienti. Ma adesso quella che sembrava “fiction” sta diventando realtà.

Il governo, attraverso il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha calato le sue carte (o meglio i suoi tagli) sulle prestazione sanitarie. Le prestazioni che saranno soggette a restrizioni salgono da 180 a 208 e riguardano tra l’altro odontoiatria, radiologia, prestazioni di laboratorio e non solo. Clicca QUIper vedere l'elenco completo.

Il Ministero ha presentato ieri ai sindacati dei medici una lunga lista di prestazioni sotto la lente con annesso il parere del Consiglio Superiore di Sanità. Queste prestazioni, se ritenute non necessarie, saranno a pagamento da parte degli utenti, e se ritenute “inappropriate” prevederanno sanzioni contro i medici che le hanno prescritte.

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Noi, in difesa della Costituzione, diciamo no ad un uomo solo al comando!

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Senato politicafemminiledi Mauro Alboresi, Resp. Nazionale Organizzazione PCdI

La riforma dell'attuale assetto del  Senato della Repubblica, dichiaratamente finalizzata al superamento del cosiddetto bicameralismo perfetto, perseguita con grande determinazione   dal governo Renzi, all'insegna di quel fare, sottolineato  come tratto distintivo del proprio operato,  che spesso  prescinde dal merito, sicuramente dai bisogni reali della gran parte della popolazione,  è in dirittura d'arrivo.

Come sottolineato da tempo dagli organi di stampa e di informazione la questione, nel merito,  è ormai ridotta alle sole modalità  di elezione dei pochi senatori che resteranno, con compiti assai discutibili ( per più di un osservatore tali da giustificare più di un dubbio circa la loro utilità).

Su tale questione, come noto, si confrontano, forse sarebbe meglio dire si scontrano, maggioranza e minoranza del PD, forze di governo e di opposizione, e si prospettano i possibili scenari al momento del voto in aula.

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Con i lavoratori del Colosseo, senza se e senza ma

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sciopero colosseodi Giorgio Cremaschi

Il tweet di Matteo Renzi che inveisce contro i sindacalisti che sarebbero nemici dell'Italia è autentico linguaggio fascista. Il regime di allora considerava italiano tutto ciò che era dalla sua parte e antitaliana ogni opposizione. Che poi Renzi e Franceschini aggrediscano i lavoratori e il loro diritto democratico a riunirsi nel nome della cultura aggiunge beffa all'infamia. I lavoratori del Colosseo e di altri beni culturali hanno completamente ragione. Gestiscono con competenza e passione un patrimonio di tutti mentre governi e burocrazia li mettono in condizioni di disagio permanente. Taglio degli organici, turni massacranti, straordinario e talvolta orario normale non pagati. È un miracolo che si rinnova tutti i giorni che i grandi siti archeologici ed i musei siano aperti. 

Si dovrebbe solo gratitudine all'abnegazione di chi fa funzionare un sistema sottoposto a tagli di risorse e di posti di lavoro. Invece il più insulso ed inutile dei ministri della cultura, Dario Franceschini, compare in pubblico solo per minacciare chi il sistema culturale lo fa funzionare. E un presidente del consiglio che spende una valigia di euro in voli di stato, magari per andare a vedere il tennis, accusa di antitalianità chi vorrebbe che il servizio pubblico funzionasse meglio. Certo all'Expo di Milano ci sono lavoratori che in seguito ad accordo con CGIL CISL. UIL gratis ci lavorano davvero. In quel caso il sindacalismo diventa patriottico, mentre se rivendica la retribuzione delle ore lavorate danneggia il paese.

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Sull’assemblea dei lavoratori dei siti archeologici di Roma

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di Giorgio Langella, PCdI Veneto e Luc Thibault, USB Vicenza

Ci sono alcuni articoli di giornale rispetto ai quali è difficile restare indifferenti. Ci riferiamo agli editoriali di Gino Cavallo del 19 settembre e di Ario Gervasutti del 20 settembre de “Il Giornale di Vicenza” che recano rispettivamente i titoli “Se l'assemblea è immorale” e “I sabotatori della bellezza”.

Due articoli che si riferiscono al recente “scandalo” dell'assemblea dei lavoratori dei siti archeologici di Roma a causa della quale è stata ritardata l'apertura del Colosseo e dei Fori Imperiali di un paio d'ore. Una cosa che ha indignato i bempensanti del “belpaese”, a partire dal presidente del consiglio Renzi, del ministro Franceschini, del sindaco di Roma Marino per arrivare a praticamente tutti i giornali nazionali. Ci hanno spiegato che abbiamo fatto una brutta figura di fronte al mondo e che la colpa è di quei lavoratori e sindacalisti che non hanno voglia di lavorare e che sono “anti-italiani”.

Nel primo articolo di fondo, Gino Cavallo arriva a scrivere:”Battersi per i propri diritti è legittimo, illegittimo, di più, immorale è fingere di ignorare che per farlo non serve chiudere la porta in faccia al mondo intero rappresentato in un’afosa mattinata romana dal popolo dei turisti.”

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