Italia

Pilkington, vertice tra sindacati: "Non stiamo scherzando: senza investimenti rischiamo 800 esuberi"

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da zonalocale.it

Dopo anni torna l’attivo unitario, "I lavoratori non hanno compreso il momento"

Dopo anni torna a riunirsi l'attivo unitario delle sigle sindacali della galassia Pilkington insieme alle rsu dello stabilimento principale e di quelli diPrimo e Bravo. L'incontro stesso – tenutosi ieri pomeriggio al centro culturale "Aldo Moro" di San Salvo – è indice della serietà del momento e per evidenziarlo maggiormente il segretario provinciale della Cisl, Franco Zerra, ricorre a un parallelismo: "Ci troviamo in un momento di crisi storicocome nei primi anni Settanta con l'introduzione del float (che consentì la salvezza di migliaia di posti di lavoro, nda) e nel '91/'92 con la vendita della Siv agli inglesi della Pilkington".

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La morte bianca è un omicidio del capitale

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morti bianchedi Davide Viganò | da ilbecco.it

I numeri sono importanti. In un’epoca in cui non ci fidiamo più dell’essere umano, delle ideologie, della fede, cosa ci rimane per spiegare e comprendere la vita? Come possiamo capire di aver un problema? Con i numeri, la statistica, tutto vero. Scientifico.

E allora guardiamo un po’ quello che ci dicono nel campo delle morti bianche. Nel 2017 abbiamo avuto 1029 morti sul posto di lavoro. Un incremento del 1,1% rispetto al 2016. Secondo le analisi dell’Osservatorio Sicurezza la fascia d’età dei lavoratori più colpita è quella che va dai 55-64 anni con un incidenza sui totali degli occupati del 61,2 (30, 8 % degli occupati) segue poi la fascia che va dai 45 ai 55 anni. Il sud è particolarmente colpito da questo fenomeno, come la provincia di Roma, e il Nord. In realtà non ci sono vere e proprie isole felici. Questo triste fenomeno coinvolge l’intera nazione. Questo è il link da cui ho tratto questi dati.

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Primo maggio, “io rider 40enne pedalo per 110 km sotto la pioggia. E se rifiuto un’ora di lavoro la app mi taglia il rating”

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stop consegne 675da ilfattoquotidiano.it

Girare in bici o motorino per consegnare pizze e sushi non è più solo un lavoretto da universitari. Ecco le storie di ex dipendenti che per arrivare a fine mese si mettono la pettorina di Deliveroo, Foodora & c. Raccontano le settimane di 80 ore di lavoro ("poi un suv mi ha messo sotto"), la guerra per i turni, l'ansia per le "statistiche di affidabilità". E i bonus offerti a chi non sciopera.

“In una domenica di pioggia ho pedalato 115 chilometri. Fatti due conti, ho guadagnato 1 euro al chilometro”. Pietro non si allena per il triathlon ma il fiato ce l’avrebbe, per forza di cose. Da due anni fa il rider per Foodora, su e giù per Torino per quattro o cinque ore al giorno. Quando ha iniziato aveva già passato i 40 e l’azienda in cui lavorava come programmatore l’aveva lasciato a casa. Nel frattempo si è separato e senza gli 800-900 euro netti che porta a casa consegnando pizze e sushi non arriverebbe a fine mese. 

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Bologna, 25 Aprile: Marx21.it è presente (video)

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di Giuseppe Agrello

Intervento del compagno Giuseppe Agrello, della redazione di Marx21.it, alla manifestazione “Pratello R’Esiste”

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Same. Accordo sulla riduzione a 38 ore a parità di salario

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same 2015 piccoloda sindacatounaltracosa.org

Due settimane fa, i lavoratori della Same hanno votato su una ipotesi di accordo aziendale che prevede la riduzione dell’orario di lavoro a 38 ore settimanali, a parità di salario. L’accordo è passato con il 90,5% di consenso. Hanno votato i lavoratori interessati dall’accordo, cioè gli operai a giornata dei reparti produttivi, somministrati compresi, oltre il 50% della forza lavoro. L’accordo è sperimentale e ha una durata di 3 anni, ma è già previsto un confronto dopo i primi sei mesi per una sua possibile estensione a altri reparti. La nostra intenzione è di riuscire a applicarlo a tutti.

Intanto, entro i primi mesi di applicazione, la riduzione dell’orario consentirà un corrispondente aumento della forza lavoro del 5%, cioè 33 lavoratori in somministrazione, scelti tra quelli già in forza e con almeno sei mesi di servizio, saranno assunti a tempo indeterminato. Insomma, lavorare meno, lavorare tutti…

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Fare ancora a pugni col novecento?

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cartelli elettoralidi Lamberto Lombardi

Riceviamo dal compagno Lamberto Lombardi e pubblichiamo come contributo alla discussione sul risultato delle elezioni del 4 marzo

Quest’ultimo esito elettorale è stato festosamente accompagnato, come tutti gli altri degli ultimi vent’anni, dalle considerazioni della quasi totalità della carta stampata in merito alla fine del Novecento, dei partiti, delle appartenenze, della sinistra, della prima o seconda Repubblica.

E gli elementi a sostegno di queste tesi, in verità, sembrerebbero tanti anche se crediamo che, piuttosto, siano giunti al capolinea gli effetti del trascinamento esercitato passivamente dai simboli di quel passato, siano essi politici , sindacali o cultural - politici come l’antifascismo.

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La radice quadrata della transizione. Riflessioni sull’Italia del 4 marzo

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cartelloni elettorali vuotidi Luca Cangemi per Marx21.it

Il contributo del compagno Luca Cangemi alla discussione aperta in Marx21.it sul risultato delle elezioni del 4 marzo

Problemi di stile e di metodo.

C’è una sola cosa peggiore dei risultati elettorali delle forze comuniste ed anticapitalistiche di quest’ultimo decennio: il dibattito sui risultati stessi. Credo che ci sia una questione preliminare di stile e di metodo. È necessario uno stile caratterizzato dall’umiltà e dalla problematicità. La sconfitta politica, sociale, organizzativa si accompagna in tutta evidenza e naturalmente ad una inadeguatezza teorica. Una inadeguatezza teorica che non attiene tanto alle categorie che ci consegna la tradizione comunista (che anzi restano, su molti versanti, di straordinaria utilità) quanto all’uso che di esse viene fatto.

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