Italia

Sempre più precari e senza via d’uscita

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precario persempredi Carmine Tomeo
da lacittafutura.it

Il rapporto congiunto sul mercato del lavoro 2017 mostra che la decantata ripresa si regge sull’estensione e l’intensificazione della precarietà, dalla quale è sempre più difficile uscire.

A voler commentare con una parola il rapporto Il mercato del lavoro: verso una lettura integrata 2017, primo della collaborazione sviluppata nell’ambito dell’Accordo quadro tra Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Istat, Inps, Inail e Anpal, si potrebbe usare il termine FALLIMENTO: delle riforme del lavoro che si sono susseguite negli ultimi anni; delle politiche sul lavoro; delle decontribuzioni per le assunzioni, che la lettura del rapporto mostrano in tutta la loro inefficacia.

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Studenti, non date retta a Ichino: la scuola non è un ufficio di collocamento

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alternanza scuola lavorodi Francesca Fornario
da ilfattoquotidiano.it

L’alternanza scuola-lavoro sta producendo buoni frutti”. Se ne è convinto Pietro Ichino, il giuslavorista che da una vita si prodiga per porre fine all’ingiustizia che affligge il mercato del lavoro italiano dove solo alcuni lavoratori sono protetti e garantiti e altri, poveretti, no. Ichino, che non tollera queste discriminazioni, propone di togliere le tutele a chi le ha: così siamo pari. Lo va spiegando da quando, alla fine degli Anni 70, si fece eleggere da indipendente nelle file del Pci, ma allora il suo verbo era troppo profetico. Nel 2007 il riscatto: un lungimirante Daniele Capezzone lo arruola per redigere un piano di riforme per l’Italia insieme agli economisti Alesina e Giavazzi, convinti sostenitori di tesi iettatorie quali: “La bolla dei subprime è sotto controllo e non produrrà una crisi finanziaria globale”, “L’abolizione dell’articolo 18 farà schizzare la produttività” e “Il liberismo è di sinistra” (questa è il titolo di un loro libro. No, non è una battuta).

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La scuola siciliana va alla guerra

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esercito gambedi Antonio Mazzeo
da antoniomazzeoblog.blogspot.it

Nel sistema educativo sembra non esserci più cittadinanza per la pace. Quella vera, disarmata e giusta. Nessuna intenzione di riflettere sul ruolo della Sicilia negli scenari di guerra planetari, sull'iperdronizzazione di Sigonella o sul MUOStro di Niscemi. Da Messina a Trapani, Catania o Comiso, "militari Usa brava gente". E l'inno dei sommergibilisti prende piede. Sembrava avessimo chiuso con la retorica colonial-fascista-razzista e subito ci si imbarca nel sommergibile, pattugliatore o nave o velivolo da guerra con istruttori del 60° Stormo. Non mancano esercitazioni e addestramenti. Si osservano i droni militari. Torna prepotente il mito del supereroe combattente. Musica e propaganda bellica, scuola e forze armate: binomi utili e perfetti da replicare ovunque con la compiacenza di generali e ammiragli, presidi e docenti. Si aspettano tempi migliori per l'educazione alla pace.

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Una vita da precario

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laboratoriodi Alessio Traficante

da huffingtonpost.it

Quelle che state per leggere sono belle parole, direte voi. Ispirate, concrete, pienamente condivisibili. In fondo la ricerca è da sempre fonte di benessere e di crescita per una società (ma magari ci torniamo più in dettaglio in un altro post). Il lavoro è un diritto, e se qualcuno di noi ha scelto la via della scienza lo Stato dovrebbe promuovere, e dovrebbe anzi essere suo interesse promuovere, la carriera di un giovane e promettente ricercatore. Lo Stato dopotutto ci ha formato per lunghi (e costosi, a spese di tutti) anni per permetterci di raggiungere l'eccellenza attraverso una laurea prima, e un master e/o un dottorato di ricerca poi.

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Il governo inventa l’alternanza scuola/guerra

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Esercito 675di Luca Cangemi

Riceviamo dal compagno Luca Cangemi, responsabile nazionale scuola del PCI, e volentieri pubblichiamo

Abbiamo da tempo denunciato come l’alternanza scuola /lavoro rappresenti la funzionalizzazione della scuola pubblica all’ideologia ed agli interessi dominanti. L’ideologia e gli interessi delle imprese ma anche delle oligarchie militari. Registriamo, infatti, con grande sdegno, la firma tra MIUR e Ministero della Difesa di un protocollo d’Intesa che promuoverà l’alternanza scuola lavoro nelle strutture militari” - ha dichiarato Luca Cangemi, responsabile nazionale scuola del PCI.

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Lavoro, ‘oltre 500mila gli interinali e il 33% dei contratti è di un giorno. Giù del 10% tasso di occupazione dei 15-34enni’

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di F.Q. | da ilfattoquotidiano.it

I dati del primo rapporto annuale congiunto di ministero, Istat, Inps, Inail e Anpal. Gli sgravi alle assunzioni stabili non sono bastati per riportare i lavoratori stabili al livello pre crisi. E continuano a crescere quelli che fino al 2003 si chiamavano interinali: le "missioni" affidate dalle agenzie durano in media 12 giorni e nel 58% dei casi meno di sei

Sempre più occupati a termine, tanto che nel secondo trimestre si è toccato il massimo storico di 2,7 milioni. E oltre 500mila lavoratori “somministrati“, che lavorano nel 95% dei casi con contratti brevi. O brevissimi. Il dato medio è di 12 giorni, ma il 58% viene chiamato in servizio per meno di sei giorni e il 33,4% (era il 30,5% nel 2012) addirittura per una sola giornata. E’ il quadro di un mercato del lavoro sempre più precario, a dispetto del Jobs Act, quello che emerge dal primo rapporto annuale sull’occupazione in Italia: a prepararlo sono stati, insieme, il ministero guidato da Giuliano Poletti, l’Istat, l’Inps, l’Inail e l’Anpal. Con l’obiettivo di “rispondere alla crescente domanda di una lettura integrata” dei dati sull’occupazione, visto che le diffusioni mensili e trimestrali da parte di fonti diverse tendono ad aumentare la confusione invece che far chiarezza.

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Perché la rivoluzione tech non spiega i bassi salari italiani

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circuiti elettronicidi Marta Fana e Davide Villani
da econopoly.ilsole24ore.com

Gli autori di questo post sono Marta Fana, dottore di ricerca in Economia e autrice di “Non è lavoro, è sfruttamento” (Laterza 2017) e Davide Villani, dottorando di ricerca in Economia, Open University (Regno Unito)

All’interno del dibattito sulle attuali condizioni del mondo del lavoro italiano, si colloca la questione salariale. Secondo la teoria dominante, ripresa qui su Econopoly in un recente articolo firmato da Luca Foresti, i cambiamenti tecnologici (e la globalizzazione) hanno contribuito alla polarizzazione del mercato del lavoro in cui gli strati più bassi della piramide hanno sempre più difficoltà a inserirsi o, una volta inseriti, sono condannati a salari e condizioni di lavoro meno edificanti. Allo stesso tempo, lavoratori capaci di integrarsi o essere integrati in settori più produttivi (quelli maggiormente innovativi e tecnologici) sarebbero maggiormente ricompensati, in quanto più produttivi. Si consumerebbe così la polarizzazione (e di conseguenza aumento delle diseguaglianze interne), spinta(e) principalmente dalla tecnologia.

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La sinistra Subbuteo e la vera partita del paese

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subbuteo campodi Mimmo Porcaro e Ugo Boghetta
da socialismo2017.it

Pubblichiamo come contributo alla discussione sulle prospettive della sinistra in vista della competizione elettorale.

Il Brancaccio è fallito. Meno male. Forse qualcuno la smetterà di tentare di aggregare gli sconfitti usando le stesse parole d’ordine che hanno causato la sconfitta stessa. Forse qualcuno la smetterà di credere che la proposta dell’unità della sinistra sia il sostituto efficace di una vera strategia politica, quando per la maggior parte del popolo italiano “sinistra” significa per lo più delusione e liberismo. Il Brancaccio è fallito e questo, nel piccolo mondo della sinistra radicale, può essere un piccolo evento salutare perché impedisce che tutta quella sinistra si attacchi da subito al carro dei D’Alema e dei Bersani, e si presti perciò a fare la forza di complemento per i vari governi d’emergenza che dovranno garantire l’ “europeismo” del paese, e quindi la sua subordinazione al liberismo.

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Pensioni. Se 40 anni vi sembran pochi..

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di Eliana Como
da lacittafutura.it

Sabato 2 dicembre la Cgil in piazza. Ma senza lo sciopero generale.

... provate voi a lavorare! E capirete la differenza tra lavorare e comandare! ... parafrasando il vecchio canto sulle otto ore di lavoro, divenuto popolare nel bienniorosso, durante le occupazioni delle fabbriche. Ben descrive quanto sta accadendo in queste settimane sulla vertenza delle pensioni.

Sabato 2 dicembre la Cgil ha convocato manifestazioni interregionali a Torino, Roma, Bari, Cagliari e Palermo per protestare contro la Legge di Bilancio, sulla quale ricade quest'anno anche la discussione sulle pensioni, in vista dell'aumento automatico dell'età pensionabile previsto dalla Fornero a gennaio del 2019.

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