Italia

Appello assemblea dei lavoratori sul contratto della scuola

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buonascuolasiamonoidi Assemblea sindacale del Liceo Benedetto da Norcia di Roma | da lacittafutura.it

APPELLO dell’Assemblea sindacale del Liceo Benedetto da Norcia di Roma AI SINDACATI IMPEGNATI NELLA TRATTATIVA PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO DELLA SCUOLA

(Ai dirigenti sindacati di FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal)

Veniamo informati dai vari giornali e dai vostri siti che ci sono stati già due incontri sul rinnovo del contratto della scuola (l’ultimo del 15 gennaio) ed una intesa con l’Aran il 30 novembre. Leggendo nel vostro “Comunicato unitario”, a termine dell’ultimo incontro con la controparte del 15 gennaio, scopriamo che tra i vari temi c’è pure l’estensione della legge Brunetta sotto la voce di “procedure disciplinari”.

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Morire sul lavoro, oggi come 100 anni fa

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elmetti lavorodi Carmine Tomeo
da lacittafutura.it

Quattro operai morti avvelenati sul lavoro a Milano. Cosa è cambiato rispetto a dieci e 100 anni fa? Niente, nemmeno l'indignazione di facciata di fronte ad una strage che ogni anno conta più di 1000 lavoratori che non tornano a casa dal lavoro.

Provate a immaginare la morte per intossicazione. Il veleno che comincia ad accumularsi nel posto di lavoro; l’ambiente che si trasforma in una camera a gas; il veleno che che sale alla gola e ti entra in corpo. Manca l’aria. Sei a terra, senza riuscire a respirare. Magari provi a gridare, ma la voce non esce. “Ma le grida non arrivavano più lontano dei suoi orecchi”, scriveva Pietro Di Donato, autore italo-americano troppo presto ed ingiustamente dimenticato, descrivendo la morte sul lavoro in un suo straordinario romanzo, Cristo fra i muratori.

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Abolire le tasse universitarie, obiettivo di lotta o spot elettorale?

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di Redazione Senza Tregua
da senzatregua.it

Ha fatto scalpore il “grande annuncio”, o meglio la proposta-spot elettorale di Pietro Grasso, candidato di Liberi e Uguali, che ha proposto l’abolizione delle tasse universitarie. Una proposta che ha creato interrogativi anche a sinistra, subito osteggiata dal PD che afferma che “sarebbe un regalo ai ricchi” e rivendica l’introduzione della “no tax area”.

Quella contro le tasse universitarie e per la loro abolizione è una battaglia che da anni viene portata avanti dalle componenti più avanzate del movimento studentesco e dalla gioventù comunista. L’Italia, tra l’altro, è in Europa uno dei paesi in cui le tasse sono più alte (superato solo da Olanda e Inghilterra), dato che si somma all’insufficienza delle borse di studio (di cui beneficia solo il 9% degli studenti, percentuale molto inferiore rispetto ad altri paesi).

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In nome del profitto, ancora morti sul lavoro

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operaio elmettodi Stefano Barbieri per Marx21.it

Altri morti sul lavoro, stavolta nella produttivissima Milano, la cosiddetta “capitale economica” d’Italia.

Tre lavoratori morti intossicati, un altro in fin di vita. Sembrerebbe, dalle prime dichiarazioni, che i sistemi di sicurezza non abbiano funzionato a dovere, come sempre, come alla Thyssenkrupp, come a Pavullo nel modenese alcuni giorni or sono o a Nano in provincia di Agrigento pochi mesi fa.

Passa il tempo e non cambia niente,  le morti bianche aumentano arrivando a più di mille all’anno, molte non fanno neanche più notizia.

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Dietro i numeri, la “vita agra”

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the fear of fallingdi FrancescoRaparelli e Tiziano Trobia
da dinamopress.it

I dati ISTAT lo confermano: nell’Italietta della crisi il lavoro sotto-pagato, “usa e getta” e senza tutele è in forte aumento. Il governo esulta ma non si capisce il motivo di tanta eccitazione. L’occupazione riprende a crescere, ma la domanda più giusta è: e perché non dovrebbe, visto che il lavoro costa meno e non ha tutele?

O’ miracolo, o’ miracolo! Non c’è che dire, anche questa volta Renzi, Poletti, Del Conte, Nannicini e Gentiloni ce l’hanno fatta. I dati sull’occupazione pubblicati lo scorso martedì 9 gennaio dall’ISTAT lo confermano: l’Italia è fuori dal guado, lavorano tutti, ma proprio tutti. O quasi.

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“Pensioni troppo basse”: L’Ocse aiuta le “menzogne” della campagna elettorale

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lavoro sporcodi Stefano Porcari
da contropiano.org

Le ultime riforme in Italia “hanno messo i conti previdenziali in sicurezza ma il vero problema è che, in prospettiva, gli assegni pensionistici saranno troppo bassi”. Ad affermarlo non è l’ennesima  sparata elettorale di Berlusconi o di Renzi, ma Stefano Scarpetta, direttore del dipartimento occupazione, lavori e affari sociali dell’Ocse, intervistato dall’AGI. “Il vero problema a mio avviso non è solo quello della sostenibilità finanziaria – spiega – ma quello dell’adeguatezza del montante pensionistico. Per diversi motivi, inclusi i periodi di disoccupazione e di inattività, in molti si ritroveranno ad avere un montante pensionistico e quindi una pensione decisamente bassa.

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Sempre più precari e senza via d’uscita

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precario persempredi Carmine Tomeo
da lacittafutura.it

Il rapporto congiunto sul mercato del lavoro 2017 mostra che la decantata ripresa si regge sull’estensione e l’intensificazione della precarietà, dalla quale è sempre più difficile uscire.

A voler commentare con una parola il rapporto Il mercato del lavoro: verso una lettura integrata 2017, primo della collaborazione sviluppata nell’ambito dell’Accordo quadro tra Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Istat, Inps, Inail e Anpal, si potrebbe usare il termine FALLIMENTO: delle riforme del lavoro che si sono susseguite negli ultimi anni; delle politiche sul lavoro; delle decontribuzioni per le assunzioni, che la lettura del rapporto mostrano in tutta la loro inefficacia.

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Studenti, non date retta a Ichino: la scuola non è un ufficio di collocamento

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alternanza scuola lavorodi Francesca Fornario
da ilfattoquotidiano.it

L’alternanza scuola-lavoro sta producendo buoni frutti”. Se ne è convinto Pietro Ichino, il giuslavorista che da una vita si prodiga per porre fine all’ingiustizia che affligge il mercato del lavoro italiano dove solo alcuni lavoratori sono protetti e garantiti e altri, poveretti, no. Ichino, che non tollera queste discriminazioni, propone di togliere le tutele a chi le ha: così siamo pari. Lo va spiegando da quando, alla fine degli Anni 70, si fece eleggere da indipendente nelle file del Pci, ma allora il suo verbo era troppo profetico. Nel 2007 il riscatto: un lungimirante Daniele Capezzone lo arruola per redigere un piano di riforme per l’Italia insieme agli economisti Alesina e Giavazzi, convinti sostenitori di tesi iettatorie quali: “La bolla dei subprime è sotto controllo e non produrrà una crisi finanziaria globale”, “L’abolizione dell’articolo 18 farà schizzare la produttività” e “Il liberismo è di sinistra” (questa è il titolo di un loro libro. No, non è una battuta).

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