Italia

I sindacati di base sul nuovo accordo Confindustria-sindacati confederali

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confederali confindustriaLA POSIZIONE DI USB, CUB E SGB

Gli accordi tra le parti sono intoccabili?

Unione Sindacale di Base (USB) | usb.it

12/03/2018

L'ennesimo accordo tra Confindustria e cgilcisluil sulla struttura della contrattazione pone un quesito che da tempo aleggia: è ancora intoccabile il dogma secondo cui gli accordi raggiunti "tra le parti" valgono di fatto alla stessa stregua di una legge?

Riteniamo sia il caso ormai aprire una discussione franca su questa modalità di governo delle relazioni industriali, soprattutto alla luce di cosa sono diventate le parti sociali, e per quel che riguarda noi, principalmente cosa sono diventate cgilcisluil.

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Il grande sconfitto è il mito europeista

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di Gianpasquale Santomassimo
da ilmanifesto.it

A tutti quelli che fanno analisi molto complicate e politicistiche, che ritengono che un certo partito abbia perso barcate di voti per una parolina sbagliata in tv, per un obiettivo errato nel programma, per quel candidato indigesto ecc., va ricordata una semplice verità: che il grosso dell’elettorato si orienta e ragiona in maniera molto più semplice. Se la «sinistra» è divenuta indigesta e invotabile agli occhi degli elettori questo si ripercuoterà a raggi concentrici, da Renzi a Grasso e ancora più a sinistra.

Le distinzioni che gli appassionati di politica fanno, spaccando il capello in quattro, non hanno alcun valore e non sono intellegibili per l’elettore comune. Si tratta di capire perché vi sia stato un rigetto così ampio e probabilmente definitivo di ciò che è stato considerato «sinistra» negli ultimi decenni.

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Politiche 2018: una lettura dei flussi elettorali

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elezioni 2018 affluenza urnedi Francesco Galofaro per Marx21.it

A partire dal giorno dopo le elezioni politiche del 2018 diversi istituti hanno diffuso i propri dati sui flussi elettorali. A qualche giorno di distanza è interessante confrontarli, in modo da ridurre l'eterogeneità delle interpretazioni che circolano circa il voto degli italiani. Il paragone tra studi diversi si rende necessario anche perché in alcuni casi i dati disponibili aggregano il risultato delle formazioni che si presentarono in coalizione nel 2013, significativamente diverse da quelle attuali. In questo modo non rappresentano cosa è accaduto all'interno delle coalizioni: ad esempio, tra Forza Italia e Lega.

Per cominciare, ecco una panoramica a volo d'uccello sui diversi schieramenti basata soprattutto sui dati IPSOS [1]. Quando necessario, ricorriamo ad altri studi citando le fonti. Le percentuali possono variare, dato che i margini di errore sono i medesimi dei sondaggi; non discordano tuttavia nelle tendenze.

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Il reddito di base è una cosa seria

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cashcashdi Angelo Romano e Andrea Zitelli

Pubblichiamo come contributo alla discussione

Dare un reddito incondizionato a ogni persona per sconfiggere la povertà e garantire una nuova forma di libertà dalla necessità di avere un lavoro per vivere. Un’idea affascinante e radicale, che ha assunto coloriture e caratteristiche diverse a seconda dei periodi storici e delle aree geografiche in cui si è tentato di applicarla. Il concetto di reddito di base non nasce oggi, ha fatto più volte capolino nel corso della storia tra politici, studiosi e imprenditori. Ma, pur avendo avuto tanti “padri nobili”, sia progressisti sia conservatori, non è stato ancora mai messo in pratica per due motivi, scrive Stefano Toso, docente di Scienza delle Finanze all’università di Bologna: per i suoi costi elevati per il bilancio pubblico e per “la diffusa ostilità verso l’idea di erogare un reddito anche a chi, potendolo fare, non offre alla società alcun contributo sotto forma di un lavoro o della disponibilità a lavorare”.

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Chi va contromano

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elezioni 2018 18di Norberto Natali
da facebook.com

Riceviamo dal compagno Norberto Natali una nota che pubblichiamo come contributo alla discussione sul risultato delle elezioni del 4 marzo

5 marzo 2018

Un tale imbocca l’autostrada con la sua auto e poco dopo, alla radio, sente un allarme: “attenzione, un pazzo sta percorrendo l’autostrada contromano”. L’uomo si guarda un attimo intorno e poi esclama perplesso: “come uno? Questi sono decine!”

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Populisti 50 – Comunisti 1. Vogliamo parlarne?

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Potere al popolo manifestidi Mimmo Porcaro, Ugo Boghetta
da socialismo2017.it

Pubblichiamo come contributo alla discussione sul risultato delle elezioni politiche del 4 marzo

Ci sarà modo di tornare sul significato politico, istituzionale e sociale di queste importantissime elezioni, ma una cosa balza agli occhi. Le classi che hanno maggiormente sofferto a causa della globalizzazione e dell’Unione europea, ossia, per dirla in soldoni, gli strati inferiori della borghesia e del proletariato, si sono apertamente ribellate all’ordine vigente, si sono intrecciate nel voto ed hanno scelto partiti che raccolgono la protesta mescolando nostalgie liberiste e promesse di protezione. L’inevitabile alleanza tra la piccola borghesia ed il proletariato più debole avviene, al momento, sotto l’egemonia della prima.

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Il ritorno del voto di classe, ma al contrario (ovvero se il PD è il partito delle élite)

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di Lorenzo De Sio

Pubblichiamo come contributo alla discussione sul risultato delle elezioni politiche del 4 marzo.

All’indomani del voto, alcuni primi elementi suggeriscono che uno dei motivi del fragoroso esito elettorale del 4 marzo sta nella scarsa capacità dei partiti tradizionali di rispondere in modo efficace alle inquietudini degli italiani. Inquietudini generate dalle profonde trasformazioni socio-economiche che stanno investendo il nostro paese. Abbiamo suggerito questa interpretazione in una prima analisi su dati a livello provinciale, in cui mostravamo che – a parità di varie condizioni socio-economiche – le province con livelli più alti di disoccupazione presentavano maggiore crescita del M5S, mentre le province con maggior aumento della presenza di immigrati presentavano un voto più alto alla Lega.

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Uno sguardo sulle elezioni del 4 Marzo

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elezioni2018 tesseredi Marco Pondrelli per Marx21.it

Questo articolo del compagno Marco Pondrelli è il primo di una serie di contributi che Marx21.it dedicherà alle elezioni ed agli altri temi centrali del dibattito politico, con l’obiettivo di fornire una chiave di lettura ed un contributo non congiunturale al dibattito a sinistra.

Quali erano gli schieramenti in campo in queste elezioni? La risposta l’ha fornita l'organo di Confindustria: Sergio Fabbrini in due editoriali (14 e 21 gennaio) apparsi su 'il Sole 24 ore' ha spiegato che in Italia si confrontavano europeisti e sovranisti. Due schieramenti trasversali ai singoli schieramenti ed ai singoli partiti, ma dalle caratteristiche ben definite. Da una parte stava l'integrazione europea e, come spesso ci ricorda Panebianco dalle colonne del 'Corriere della Sera', la NATO, dall'altro lato la sovranità nazionale.

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Confindustria: finanziare i profitti e tagliare i diritti

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di Carmine Tomeo

da lacittafutura.it

C’è del neocolonialismo nell’agenda di Confindustria, che chiede investimenti pubblici per oltre 200 miliardi mantenendo precarietà, diritti limitati e tagli al debito pubblico.

Quando gli industriali si riuniscono in assise è per dettare l’agenda ad un ceto politico che appare sempre più ricoprire il ruolo di utile idiota dei centri di potere economici. L’Assise Generali 2018 che si è tenuta lo scorso 16 febbraio, a Verona, non ha fatto, ovviamente, eccezione.

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