Italia

Uno sguardo sulle elezioni del 4 Marzo

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elezioni2018 tesseredi Marco Pondrelli per Marx21.it

Questo articolo del compagno Marco Pondrelli è il primo di una serie di contributi che Marx21.it dedicherà alle elezioni ed agli altri temi centrali del dibattito politico, con l’obiettivo di fornire una chiave di lettura ed un contributo non congiunturale al dibattito a sinistra.

Quali erano gli schieramenti in campo in queste elezioni? La risposta l’ha fornita l'organo di Confindustria: Sergio Fabbrini in due editoriali (14 e 21 gennaio) apparsi su 'il Sole 24 ore' ha spiegato che in Italia si confrontavano europeisti e sovranisti. Due schieramenti trasversali ai singoli schieramenti ed ai singoli partiti, ma dalle caratteristiche ben definite. Da una parte stava l'integrazione europea e, come spesso ci ricorda Panebianco dalle colonne del 'Corriere della Sera', la NATO, dall'altro lato la sovranità nazionale.

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Confindustria: finanziare i profitti e tagliare i diritti

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di Carmine Tomeo

da lacittafutura.it

C’è del neocolonialismo nell’agenda di Confindustria, che chiede investimenti pubblici per oltre 200 miliardi mantenendo precarietà, diritti limitati e tagli al debito pubblico.

Quando gli industriali si riuniscono in assise è per dettare l’agenda ad un ceto politico che appare sempre più ricoprire il ruolo di utile idiota dei centri di potere economici. L’Assise Generali 2018 che si è tenuta lo scorso 16 febbraio, a Verona, non ha fatto, ovviamente, eccezione.

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L'UE legittima il licenziamento in gravidanza. Scardinata l'ultima frontiera dei diritti

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courdejusticeUnione Sindacale di Base | usb.it

Giovedì 22 febbraio la pletorica Corte di Giustizia Europea - 47 membri e 11 avvocati generali, per 4/5 maschi - ha sorprendentemente legittimato il licenziamento di una donna in gravidanza nell'ambito di una procedura di licenziamento collettivo.

Una sentenza degna del peggior Ponzio Pilato, perché da un lato riafferma il valore ancora attuale della direttiva Ue 92/85 che vieta il licenziamento delle lavoratrici nel periodo compreso tra l'inizio della gravidanza e il termine del congedo di maternità, ma dall'altro dà semaforo verde ai licenziamenti quando "non connessi allo stato di gravidanza". Insomma: incinta o no, se un'azienda inventa la giusta formuletta e giura e spergiura che non ti licenzia perché sei in gravidanza, padronissima di farlo.

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Intesa Sanpaolo: un piano industriale da paura

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Intesa sanpaolodi C.U.B.-S.A.L.L.C.A. Intesa Sanpaolo

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Il 6 febbraio scorso ISP ha presentato al mercato e ai sindacati il Piano d’Impresa 2018-2021, insieme ai risultati 2017 e all’annuncio di un nuovo Lecoip 2.0 per incentivare il personale. Come era ampiamente preannunciato, il Piano si propone obiettivi estremamente ambiziosi, aggressivi e sfidanti, con ampio utilizzo di toni sopra le righe per autocompiacimento, esaltazione, orgoglio d’appartenenza. Sfrondato dall’eccesso di testosterone e ricondotto ad una corretta dimensione di pianificazione delle condotte future, da parte di un management ansioso di strafare, il piano rappresenta un documento utile per leggere cosa ci aspetta nei prossimi 4 anni.

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La bomba sociale delle pensioni

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pensionidi Felice Roberto Pizzuti
da sbilanciamoci.info

Sbilanciamo le elezioni/ Se si proietta nei prossimi 2-3 decenni la situazione attuale, larga parte di coloro che sono entrati nel mercato del lavoro dalla metà degli anni ’90, oltre ad essere penalizzati da salari bassi e saltuari nella vita attiva, lo saranno in misura corrispondente anche come pensionati

Nel nostro sistema previdenziale sta crescendo una vera e propria “bomba sociale”[1] generata dalla combinazione dei cambiamenti intervenuti a partire dagli anni ’90 nel mercato del lavoro e nel sistema pensionistico e, in particolare, dal passaggio del calcolo della pensione al metodo contributivo.

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La settimana dei commessi dura 8 giorni

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settimana lavoro commessidi Francesco Iacovone

da francescoiacovone.com

“Settimane da otto giorni”, fine settimana e feste aboliti, niente progetti sul futuro. Ecco la denuncia dei lavoratori del commercio. Dei commessi.

«Ormai inventeranno la settimana da 8 giorni e aggiungeranno qualche giorno ai 365 dell’anno per poter tenere aperto il negozio», sorride Luisa, laureata in economia alla Sapienza di Roma. «I giorni rossi sul calendario sono diventati tutti neri. Non abbiamo domeniche libere, non abbiamo più niente. Loro ci danno gli orari e noi siamo costretti a subirli. E se protestiamo diventano guai», racconta.

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Amazon? Le cassiere dei supermercati il bracciale elettronico lo indossano già

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cassiera braccialettodi USB Lavoro Privato | usb.it

Il bracciale elettronico brevettato da Amazon non è nulla di nuovo. Forse il simbolismo che lo associa a quello dei carcerati fa paura, ma le cassiere dei supermercati un braccialetto simile – anche se non visibile – lo subiscono da una vita.

Già, perché il sistema di elaborazione elettronica delle aziende della GDO da tempo si concentra sul calcolo della produttività oraria di una cassiera: quanti prodotti all’ora passa sullo scanner, quant’è lo scontrino medio, quante promozioni e così via.

E la testimonianza di Alessia, una delle tante cassiere di supermercato che ci ha segnalato le sue difficoltà, sta lì a dimostrarlo senza ombra di dubbio: “Ebbene sì. Ieri mi è stata controllata la media cassa a fine turno. La responsabile sostiene che dobbiamo avere una media superiore ai 27 articoli battuti al minuto. La mia ieri è stata di poco superiore ai 29. Sono nella media insomma.

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Una replica al presidente della Repubblica Mattarella

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Comunicato dei partecipanti e organizzatori del convegno “Giorno del ricordo. Un bilancio”

Riceviamo dal Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia e volentieri pubblichiamo

I partecipanti e gli organizzatori del convegno “Giorno del ricordo. Un bilancio”, tenutosi a Torino, in data odierna, hanno preso atto del comunicato del Presidente della Repubblica, sulla ricorrenza del 10 febbraio, inserita, con legge del Parlamento del marzo 2004, nel calendario delle feste civili della Repubblica. Le parole del massimo rappresentante dello Stato lasciano sgomenti, in quanto non sono altro che una riproposizione degli elementi portanti della propaganda revanscista e persino neofascista. Accanto al vago riconoscimento “della durissima occupazione nazi-fascista di queste terre”, il presidente Mattarella addita ancora una volta alla pubblica ignominia il “comunismo titino”, mostrando una inaccettabile ignoranza dei fatti storici(ci limitiamo per esempio a far notare che a fianco delle formazioni partigiane jugoslave erano combattenti di ogni nazionalità e i loro nemici, prima ancora che gli italiani o i nazisti tedeschi, furono soprattutto croati “ustascia”, sloveni “domobrani”, serbi “cetnizi”, albanesi “balisti”) e accodandosi a uno sciagurato uso politico della storia: una storia manipolata, riscritta, e “adattata” ad usum.  

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Torino 10/2/2018: Giorno del Ricordo, un bilancio

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torino100218da cnj.it

Si terrà il giorno sabato 10 febbraio 2018 a Torino, presso il caffé Basaglia, in via Mantova 34 dalle ore 10 alle 17.30, il convegno nazionale: GIORNO DEL RICORDO, UN BILANCIO

Obiettivo dell'iniziativa, organizzata dalla associazione Jugocoord Onlus e dalla rivista di storia critica Historia Magistra, è una analisi delle conseguenze della istituzione del "Giorno del Ricordo" (Legge n.92 del 2004) e delle sue celebrazioni sino ad oggi. Attraverso qualificate relazioni scientifiche saranno investigate le ricadute dell'inserimento del "Giorno del Ricordo" nel calendario civile della Repubblica, che appaiono molto pesanti a livello politico, culturale e di autopercezione identitaria della Nazione, nonché a livello didattico-scientifico e financo per le casse dello Stato. Per converso, ad oggi il numero totale delle persone alla cui memoria sono stati attribuiti i riconoscimenti previsti dalla Legge è di appena 323, di cui "infoibati" in senso stretto una minima frazione, mentre la gran parte di queste figure sono appartenenti alle forze armate o personale politico dell'Italia fascista, senza contare gli episodi che non hanno niente a che fare con la narrazione ufficiale delle "più complesse vicende del confine orientale" cui si riferisce la Legge.

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Abrogare la Legge sul Giorno del Ricordo, ha riabilitato fascisti e fascismo e mina i rapporti con gli sloveni

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giornoricordodi Marco Barone, 31 gennaio 2018
da xcolpevolex.blogspot.it

La memoria condivisa non esiste, non può esistere e non potrà mai esistere perchè ha come unico scopo quello di piegare ogni verità storica ostile alla "non" verità a cui aspira il revisionismo storico. Seguendo la logica della giorno del ricordo, introdotta con la legge del 2004, e che un grande scrittore come Boris Pahor ha definito poco europea, in cosa consisterebbe la "verità" storica che si sta consegnando alle generazioni future? Ignorate le cause e gli effetti del fascismo e del nazismo, e tutte le barbarie compiute contro gli "slavi" accade, secondo la disonestà storica di chi cura questa operazione, che di punto in bianco arrivano i cattivi barbari, banditi, criminali, comunisti "slavi", occupano Trieste e Gorizia, spazzano via tutto quello che è italiano, uccidono poveretti che non avevano colpe, li gettano vivi nelle foibe, donne, anziani, bambini, impiccano in modo selvaggio però poi per fortuna gli americani convinceranno i cattivi e disumani jugoslavi ad andare via e finalmente, Gorizia e Trieste  poi potranno  festeggiare la loro libertà e la loro liberazione che sarà 12 giugno del 1945.

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