Scuola s.p.a. no grazie: tra il metodo che forma e quello che formatta preferisco il primo.

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scuoladiateneRingraziamo Enrico Sanna per la segnalazione

da mysterionweb.wordpress.com

È di questi giorni la notizia che verrà reintrodotta nelle nostre scuole l’educazione civica. Essa avrà il compito di promuovere la cultura del rispetto e della legalità. Forse i bambini indosseranno di nuovo il grembiule perché a detta del ministro Salvini “tutti sono uguali”. E il mainstream provvede subito a dare in pasto all’opinione pubblica questa informazione di scarso livello che manco la merce avariata. Così magari la gente si convince che la scuola debba insegnare ai giovani ad affrontare i “veri” problemi dell’Italia che sono la delinquenza, la mafia, l’immigrazione, l’Islam e i musulmani ecc.

In questo modo il vero male passa sempre inosservato e agisce dietro le quinte. E il ministro ci tiene alla scuola perché per sua stessa ammissione non è in grado nemmeno di risolvere le disequazioni di secondo grado. Ma mentre lui è ignorante dichiarato, il vero potere ha sempre puntato sul sapere e la conoscenza al fine di imbrogliare e imbrigliare il popolo. Infatti il capitalismo usa tutti i mezzi e tutte le risorse pur di ottenere quello che vuole. E cosa vuole? La globalizzazione, che significa trasformare tutti in una massa di obbedienti e rassegnati consumatori schiavi, annullare la democrazia, togliere sovranità agli Stati. Ed è logico che sia così, poiché il pensiero liberista si fonda proprio sull’idea di proprietà privata, di libero scambio, di ricerca egoistica del profitto attraverso il mercato, e quindi segue che esso si contrappone a tutte le forze contrastanti i suoi principi. Ed è esattamente questo l’obiettivo perseguito dall’associazione TreeLLLe. Il 10 aprile essa ha presentato il suo ultimo lavoro, il15-esimo Quaderno dal titolo “Il coraggio di ripensare la scuola”. In fondo è un libro di analisi dei mali che affliggono la scuola italiana. Da quest’analisi nascono le principali proposte di superamento dei problemi della scuola riassunte, nell’introduzione, in 18 punti. In alcuni passaggi si legge chiaramente quale dovrebbe essere il fine della scuola: ” formarli (i ragazzi) in vista di una cittadinanza globale”, ” strutturarsi in vista del successo formativo di tutti e di ciascuno” come se lo studente fosse un concorrente nel mercato che cerca di fare un ottimo investimento in denaro. Inoltre leggiamo nel punto 6 dal titolo “Orientamento vincolante fatto dalla scuola in uscita della scuola media”: “Al termine della scuola secondaria di primo grado, l’orientamento agli studi successivi sarà deciso dalla scuola, in collaborazione con psicologi e consulenti del lavoro e sentita la famiglia. Una volta espressa, l’indicazione orientativa sarà vincolante.” Questo significa che, qualora un tale disegno dovesse diventar legge, i nostri figli non potranno più scegliere che studi superiori affrontare perché sarà il mondo del lavoro e la scuola a scegliere per loro. Un assurdo solo a pensarlo. Ma che cos’è la TreeLLLe? Come si legge nel sitohttp://www.treellle.org “L’Associazione TreeLLLe – per una società dell’apprendimento permanente (Life Long Learning) – fondata nel 2001, si pone l’obiettivo di favorire il miglioramento della qualità dell’education (educazione, istruzione, formazione) nei vari settori e nelle fasi in cui si articola. ” Inoltre: “… la peculiarità e l’ambizione del progetto stanno nell’avvalersi dell’apporto di personalità di diverse tradizioni e sensibilità culturali”. Il presidente “è Attilio Oliva, promotore dell’iniziativa e coordinatore delle attività e delle ricerche. Il Forum delle personalità e degli esperti, con il suo Comitato Operativo, è composto da autorevoli – secondo loro- personalità con competenze diversificate e complementari. L’Associazione si avvale dei suggerimenti e contributi di Eminent Advisor (politici, direttori di quotidiani, rappresentanti di enti e istituzioni, nazionali e internazionali); e i membri del Forum e gli Eminent Avisor non possono essere ritenuti responsabili delle tesi o proposte elaborate da TreeLLLe”. Allora che ci stanno a fare proprio non si capisce. “Gli elaborati sono firmati da TreeLLLe in quanto frutto del lavoro di gruppo di esperti nazionali e internazionali coordinati dall’Associazione”. Si legge ancora: ” Dalla sua costituzione ad oggi, l’attività di TreeLLLe è stata principalmente sostenuta dalla Compagnia di San Paolo di Torino e dalla sua Fondazione per la Scuola. Attualmente TreeLLLe è sostenuta anche dalla Fondazione Cariplo di Milano e dall’Unicredit. Specifici progetti sono stati sostenuti nel tempo dalle Fondazioni Pietro Manodori di Reggio Emilia, Cassa di Risparmio in Bologna, Monte dei Paschi di Siena, Cassa di Risparmio di Genova e Imperia, Fondazione Roma (e Fondazione Roma Terzo Settore), Fondazione Rocca e Fondazione Bracco”. Invece il

“Comitato Operativo del Forum – è costituito da-

Luigi Berlinguer, Carlo Callieri, Maria Grazia Colombo, Giuseppe Cosentino, Giuseppe De Rita, Massimo Egidi, Domenico Fisichella, Attilio Oliva, Angelo Panebianco, Antonino Petrolio”. Poi troviamo il “Forum delle personalità e degli esperti – i cui membri sono- Luigi Abete, Guido Alpa, Dario Antiseri, Federico Butera, Carlo Callieri, Aldo Casali, Lorenzo Caselli, Elio Catania, Alessandro Cavalli, Innocenzo Cipolletta, Carlo Dell’Aringa, Giuseppe De Rita, Domenico Fisichella, Luciano Guerzoni, Mario Lodi, Roberto Maragliano, Angelo Panebianco, Sergio Romano, Domenico Siniscalco, Giuseppe Varchetta”. Dulcis in fundo, tra gli “Eminent Advisor”, troviamo ” Tommaso Agasisti, Giulio Anselmi, Ernesto Auci, Enzo Carra, Ferruccio De Bortoli, Antonio Di Rosa, Giuliano Ferrara, Domenico Fisichella, Silvio Fortuna, Franco Frattini, Stefania Fuscagni, Lia Ghisani, Lucio Guasti, Ezio Mauro, Mario Mauro, Dario Missaglia, Luciano Modica, Gina Nieri, Andrea Ranieri, Giorgio Rembado, Carlo Rossella, Fabio Roversi Monaco, Marcello Sorgi, Piero Tosi, Giovanni Trainito, Giuseppe Valditara, Benedetto Vertecchi, Vincenzo Zani”. L “Assemblea dei soci fondatori e garanti” è formata da personaggi come ” Fedele Confalonieri, Luigi Maramotti, Pietro Marzotto, Attilio Oliva, Marco Tronchetti Provera, Gianfelice Rocca. Segretario Assemblea: Guido Alpa”. Inutile dire che ci troviamo di fronte ad un’ Associazione formata da alcuni personaggi squallidi provenienti dal giornalismo italiano come Ferrara, De Bortoli, Mauro ecc. Fedele Confalonieri non ha bisogno di presentazioni e nemmeno Luigi Abete e Tronchetti Provera. Si può dire che importanti esponenti del mondo politico, capitalista-imprenditoriale e del giornalismo si riuniscono per decidere come deve essere fatta la scuola italiana al di fuori del Parlamento e senza un dibatto pubblico. E ciò dovrebbe far riflettere sul grado di Democrazia in Italia quanto più che la Democrazia è una di quelle forze di contrasto del neoliberismo, se è intesa secondo l’idea che la maggioranza delle persone ha. È certo che Kenneth Arrow ha dimostrato che questo tipo di Democrazia non può esistere. Tuttavia mi sembra evidente che, a dispetto di quanto sostenuto da Adam Smith, il liberismo non ha nessuna “mano invisibile” che porta, coscienti o no che siano gli individui che cercano il loro egoistico interesse, al benessere sociale. Dovrebbe bastare la caduta di questo principio fondamentale a rimettere in discussione il liberismo. Ma alle élite finanziarie interessa solo il loro ingente profitto. E egemonizzare le Scuole Pubbliche è un vantaggio per loro. Questa brava gente ha così tanto a cuore l’educazione delle giovani menti da aver trasformato la nostra scuola negli ultimi vent’anni , non senza la complicità di politici sia di destra che di sinistra, perché tutti hanno fato voto al capitalismo finanziario, in un’azienda privata costruita sul modello delle s.p.a. Ma le mamme e i papà di milioni di bambini e ragazzi non sanno neppure dell’esistenza della TreeLLLe. Come non sanno nulla del fatto che il punto di partenza da cui nasce lo sviluppo delle prove Invalsi non è il Miur ma, come d’obbligo per il neoliberismo, in un College gesuita di Boston vero gruppo finanziario . E allora è d’obbligo dubitare e chiedersi quali siano gli interessi di questi gruppi finanziari e religiosi e cosa dovrebbe insegnare la scuola secondo loro. Forse educare a pensare? Forse insegnare lo spirito critico? Forse far capire ai ragazzi che la cultura nasce dalla domanda? Forse educare i ragazzi a chiedersi il perché delle cose? No. Stando a quanto ho riportato sopra non sono questi gli obiettivi ma: diventare un cittadino globale, accettare con obbedienza e rassegnazione che il neoliberismo è l’unico ambito naturale in cui si deve svolgere la vita umana, raggiungimento del successo, competizione e concorrenza. Per risolvere i problemi della scuola basterebbe invece abbandonare la cultura neoliberista; trasformarla di nuovo in un ente statale a sovranità popolare e toglierla dalle mani di questi distruttori della mente umana. Pensiamo a quanto è importante il modello culturale di basso livello a cui sono costantemente sottoposto i ragazzi e i bambini dalla tecnologia e dalla tv e domandiamoci se e quanto questo influenzi sul rendimento scolastico. Proviamo a porci anche un’altra questione: chi ha in mano le televisioni ufficiali, i giornali e il mainstream? Magari scopriamo che sono gli stessi che controllano la Scuola. Se così fosse ciò basterebbe a farci dubitare delle informazioni che ci propinano. Eppure questa Europa la Tradizione che ci spiega come formare i ragazzi ce l’ha. E non da oggi ma da duemila e cinquecento anni. Si chiama cultura Greca. La stessa che ha dato notevole impulso allo sviluppo dell’Umanesimo. Non abbiamo perciò bisogno di questi quaderni che cercano di indicarci la via per imparare a pensare. Basta partire dal dubbio socratico e dal chiedersi il perché delle cose. Non c’è bisogno del “successo formativo”. Anzi col metodo greco il successo è assicurato. Questo articolo è di informazione ma anche di opinione e di commento, ma desidero che sia servito a far riflettere il lettore. Enrico Sanna.