‘Il capitale disumano’. Ritratto di un tecnocrate, dal faceto al serio

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draghi euro bandierariceviamo e pubblichiamo

di Alba Vastano

da http://www.blog-lavoroesalute.org

Via Conte. Habemus Mario Draghi al governo. I suoi ormai fedelissimi estimatori dal centro destra al centrosinistra sostengono che, da super esperto qual è, sia l’uomo che saprà risolvere in breve i tanti guai derivanti da anni di crisi dovuta all’incompetenza dei governanti precedenti. Sono in molti, infatti, nelle fila dei partiti parlamentari, a fidarsi delle competenze di alto spessore del banchiere dell’Ue. Tranne una piccola frangia di occasionali dissidenti, tutte le forze parlamentari sono entrate a far parte del bacino delle larghe intese, realizzando un’anomalia governativa che fino a ieri sembrava impossibile. Ebbene, grazie alla nuova accozzaglia politica di centro destra e centrosinistra, i fini matematici, con l’occasione, sono riusciti a superare l’impossibile fino ad oggi: sommare le pere con le mele. 


Tutti a festeggiare la bizantina intesa e a magnificare sua eccellenza, mister Europe, dimenticando le beghe pubbliche da osteria, di cui sono stati attori protagonisti fino a ieri e a cui ormai eravamo, da spettatori inermi, avvezzi e quasi rassegnati. Perché le continue schermaglie parlamentari movimentavano, a volte spassosamente, le nostre giornate, specie in questi tempi spenti di pandemia, in cui l’informazione mainstream ha impennate notevoli nello share televisivo. All’arrivo di sua eccellenza le Camere, quasi per magia, si sono aperte alla fiducia incondizionata. Nelle corrispondenti Camere, frizzantine e ribelli fino a ieri, sono sbocciati rose e tulipani, persino fra i banchi fumantini e suscettibili dei leghisti. Ѐ un miracolo. Ѐ successo davvero. Gli uomini e le donne  poltrona, folgorati da una chiama divina (ndr, che neanche san Francesco la ebbe), hanno riconosciuto univocamente nel signore delle banche il salvatore della patria e si sono collettivamente convertiti al draghismo.

Mai visto prima un fenomeno di siffatta melliflua piaggeria. Dalle cadreghe di Camera e Senato prendono nuova forma vitale, improvvisamente, come le primule ad aprile, uomini e donne apparentemente civili, silenziosi, rispettosi che s’inchinano a sua maestà (ndr, il 18esimo uomo più potente del mondo, secondo la rivista Forbes) il più famoso banchiere d’Occidente, appena piovuto dal cielo, grazie alle chiama apparentemente inaspettata del presidente Mattarella, come fosse la manna biblica. “Il Paese è salvo, grazie presidente” parte il cinguettio dalle fila imbalsamate di Forza Italia. Lui, il vate delle banche, ci toglierà le castagne dal fuoco, lui sa. Lui, l’onnipotente. Ѐ l’eccellenza in questioni di economia e finanza, proclamano beati. Perché Draghi si ama e non si discute. Ad osservarlo, dalle prime apparizioni in tv, appare evidente come al vate basti un cenno con le sopracciglia e uno sguardo torbido e sfuggente, alla guisa di Alex (ndr,il protagonista di Arancia meccanica), per silenziare tutti.

Un silenzio fra il sacrale e il cimiteriale, mai ottenuto nelle sedute parlamentari dove i presidenti si sbracciano per tacitare i ribelli, dovuto anche al tono soave di voce di super Mario, tonalità che potrebbe provocare, così d’emblée, la nuova era glaciale. E che sintesi esemplare nel primo annuncio di accettazione della carica alla plebe attaccata al monitor, in costante attesa del miracolo: Io sono il verbo, non ci sarà nessuno oltre me per voi. Perché io sono io e voi….La sintesi è durata il tempo del passaggio di una meteora. In realtà non appena gli si è presentata l’occasione d’oro, il discorso istituzionale prima della fiducia, si è lanciato in 50 e passa minuti di soliloquio, composto da frasi breve, frasi complesse, perifrasi, periodi con proposizioni di vario tipo. Emergevano, fra le varie, le imperative e le proibitive, senza mai nominare le due parole fondamentali nel discorso d’insediamento di un Premier: pubblica (ndr,come aggettivo a sanità e scuola) e Costituzione. Sconosciute nel suo bagaglio grammaticale le proposizioni dubitative. La ragione c’è. Non sono consentite ad un tecnocrate sovrano indiscusso urbi et orbi.

La lega adorante, durante il voto alla fiducia, ha avuto contemporaneamente orgasmi multipli, di natura però misteriosa, che mai umano ha provato. L’abbiamo compreso tutti, pur ancora inebetiti per la fulmineità dell’insediamento, che il nuovo Premier non è un umano, ma è sceso dall’alto della Troika per imporre a noi, afflitti da inquietudine da Covid e da miserie varie, con un colpo di sopracciglia e a labbra strette, la rassegnazione perpetua al potere sovrano della banca europea e dell’euro. Lo strumento è un gruzzolone da 209 miliardi che verrà elargito, però, ad una condizione imprescindibile. Sarà lui stesso e qualche suo ministro fedelissimo, a gestirne il gettito, centellinandolo euro per euro. Il gettito di danaro aumenterà o diminuirà, a seconda della disciplina alle riforme. Se ci ribelliamo ai tagli inevitabili si fermerà il flusso. Se accoglieremo passivamente tutti i tagli previsti, qualche euro ce lo darà, ma a prestito.

Altra ferale realtà è che i 209 miliardi, tutti interi, ce li dobbiamo dimenticare. Sua eccellenza, coadiuvato dai suoi fedeli, realizzerà a tranche l’esecuzione capitale del malloppo, riducendoli man mano, forse con la strategia del gioco delle tre carte. Dai 209 dichiarati diventeranno100, poi 50, infine 16. Un magia che solo a certi potenti, legati a doppio nodo al devastante pensiero neoliberista predatorio, che hanno il compito di togliere ai poveri per dare ai ricchi, riesce perfettamente. Draghi è sceso dal cielo della banca centrale di cui è fedelissimo esecutore, seguace di un cinico dogma finanziario, per compiere questa missione.

Il faceto termina qui e lascia il passo all’aspetto serio della vicenda Draghi premier che ci è caracollata improvvisamente su tutti gli schermi a reti unificata. Sebbene nei corridoi e nelle stanze segrete dei Palazzi se ne parlasse da tempo e si preparassero i fatti, oggi realizzati. Complice il pinocchio fiorentino che ha ordito il blitz per la cacciata del governo Conte 2 che aveva contribuito a far nascere. Dicotomie psichiatriche. Draghi è oggi il premier eletto con standing ovation finale, perché tutto il sistema parlamentare odierno è conforme alle politiche neoliberiste europee di cui Draghi è il simbolo e l’esecutore. Per comprendere qual è il compito di un tecnocrate dell’austerity, basterebbe fare riferimento ad una letterina che ci arrivò il 5 agosto 2011. Ripercorrere la sua escalation nel mondo dell’alta finanza europea e l’esecuzione capitale avvenuta sugli Stati nazionali, svelando la sua vera natura di strangolatore di popoli, è un atto di chiarezza e di onestà.

“Ѐ necessaria una complessiva, radicale e credibile strategia di riforme, inclusa la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali e dei servizi professionali. Questo dovrebbe applicarsi in particolare alla fornitura di servizi locali attraverso privatizzazioni su larga scala. b) C’é anche l’esigenza di riformare ulteriormente il sistema di contrattazione salariale collettiva, permettendo accordi al livello d’impresa in modo da ritagliare i salari e le condizioni di lavoro alle esigenze specifiche delle aziende e rendendo questi accordi più rilevanti rispetto ad altri livelli di negoziazione”. Si chiudeva così la lettera a firma di Mario Draghi e Jean Claude Trichet che portò Berlusconi a dimettersi. Lasciando le redini di un paese, già al tracollo economico, alle riforme di Monti, seguito da Renzi e poi da Letta. Fedelissimi tutti al diktat dell’Europa: La Troika al posto degli Stati nazionali e delle loro Costituzioni. Diktat riconfermati dallo stesso Draghi nel 2014 : “Per i Paesi dell’Eurozona è arrivato il momento di cedere sovranità all’Europa per quanto riguarda le riforme strutturali”.

Nel 2015 Mario Draghi, allora presidente della Bce, in contrasto con Wolfgang Schӓuble, allora ministro delle Finanze tedesco, che voleva estromettere la Grecia dall’Ue perché la più povera del reame, realizza il suo colpo più letale, da officina dei mandati sanguinari manzoniana. Accoglie la Cenerentola dell’Ue, ma la distrugge economicamente, applicando tutte le norme più rigide dell’Austerity per il rientro del debito. Chiude le banche greche per sei giorni, gettando il popolo greco nella disperazione. A seguire, la escluderà anche dal ‘Quantitative easing’, affermando “Atene ha già avuto molto”. Mario Draghi, allora presidente della Bce si è rivelato il peggior aguzzino liberista, fedele esecutore della Troika, in barba al fondo di solidarietà, per i paesi a rischio povertà, per calamità naturali. Così come viene citato nelle note tematiche del Parlamento europeo:

Base giuridica

Articolo 175, paragrafo 3, e articolo 212, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), regolamento (CE) n. 2012/2002 del Consiglio, dell’11 novembre 2002, che istituisce il Fondo di solidarietà dell’Unione europea e regolamento (UE) n. 661/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, recante modifica del regolamento (CE) n. 2012/2002 del Consiglio che istituisce il Fondo di solidarietà dell’Unione europea.

Obiettivi

Il Fondo di solidarietà dell’Unione europea (FSUE) permette all’UE di fornire un efficace sostegno a uno Stato membro o a un paese in via di adesione quando deve affrontare i danni causati da gravi catastrofi naturali. Attraverso l’FSUE, che è finanziato al di fuori del bilancio dell’Unione, è possibile mobilitare fino a 500 milioni di EUR l’anno (a prezzi del 2011) per integrare le spese pubbliche sostenute dagli Stati membri per gli interventi di emergenza.

L’illustre economista, il fine esecutore dell’alta finanza europea, oggi è il Premier italiano non certo per caso. Nel suo ricchissimo curriculum fra i vari titoli, cariche e nomine,viene citato come allievo del professor Federico Caffè, il quale demonizzava le politiche neoliberiste che ha trattato nei suoi numerosi saggi fra cui ‘Contro gli incappucciati della finanza’ (ed. Castelvecchi). Politiche liberiste pienamente attuate dal nuovo premier che ne è l’emblema. Un pessimo allievo, sicuramente di rara intelligenza, ma posta al servizio del massacro sociale e dell’annientamento finale delle Costituzioni. Nel suo discorso di presentazione del programma al Senato arriva spudoratamente ad affermare l’irreversibilità dell’euro, negando così l’assunto inconfutabile di sovranità monetaria, espresso nella nostra Costituzione (ndr, che non ha mai citato in quei 50 minuti).

Così si esprime il professor Paolo Maddalena, vicepresidente emerito della Corte costituzionale, in uno dei suoi illuminanti scritti quotidiani sul sito ‘Attuare la Costituzione’, riguardo il mancato rispetto del Premier Draghi verso i principi costituzionali: “ Ripudio pertanto in pieno il programma evanescente di Draghi, che indica i fini, ma non i mezzi per la ricostruzione dell’Italia e lo invito a uniformarsi alla nostra Costituzione, come gli impone l’articolo 54 Cost. quando afferma che tutti devono osservare la Costituzione e che i cittadini cui sono affidate pubbliche funzioni hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore”.

Per contrastare il ‘Capitale disumano’, frutto delle vigenti politiche neoliberiste del nostro Parlamento, perfettamente rappresentato dal nuovo Premier, sarà necessario un forte scatto di ribellione da parte di tutti coloro che non si sentono rappresentati dal nuovo governo. Ribellione supportata dall’azione coesa di una sinistra radicale unita che ha già subito la prima prova di regime, vedendosi annullata l’autorizzazione a manifestare nella piazza Montecitorio il giorno della fiducia alla Camera. Ѐ il capitale disumano, bellezze! 

Fonti:

‘Contro gli Incappucciati della Finanza’ di Federico Caffè- a cura di Giuseppe Amari-ed. Castelvecchi

‘La rivoluzione Costituzionale’ di Paolo Maddalena . ed. Diarkos

La Rivoluzione costituzionale ( 368 )di Alba Vastano – Lavoro …

www.blog-lavoroesalute.org › la-rivoluzione-costituzio…

Link YouTube- Paolo Ferrero ‘Draghi? No grazie’: https://youtu.be/JXM2LIsOh6s

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www.globalist.it › politics › 2021/02/11 › ferrero-no-a-…

Non raccontiamoci balle: questo è un governo di destra come …

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https://www.lintellettualedissidente.it/controcultura/economia/ritratto-di-un-riformista-federico-caffe

/http://sbilanciamoci.info/federico-caffe-la-crisi-del-welfare-state/https://www.repubblica.it/cultura/2021/02/09/news/federico_caffe_e_l_economia_dal_volto_umano-286826761/