Salvini, l'arma di distrazione di massa

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salvini viareggioPubblichiamo come contributo alla discussione

Non dobbiamo farci ingannare dal concerto che sale contro Salvini, la cui musica è basata sui toni democratico-antifascisti con cui i liberal-imperialisti e i sorosiani di vario genere amano mascherarsi, come già è avvenuto fin dall'inizio dell'offensiva contro il governo giallo-verde.

Se ben ricordiamo, la prima offensiva ha avuto come argomenti fondamentali i temi dell'economia, dell'UE, delle istituzioni finanziarie internazionali, dello spread, della borsa ecc. e soprattutto del debito pubblico diventato, a parere dei critici, insostenibile per effetto di quota 100 e del reddito di cittadinanza. Sfidando il ridicolo e il buonsenso si voleva far credere che l'Italia sarebbe andata in malora perchè il governo aveva deciso di dare un aiuto ai disoccupati e una possibilità ai pensionandi di sfuggire dalla Fornero.


Non che questa pressione mediatica sia finita, tutt'altro. Anzi, si è intrecciata con la crisi della crescita che ha investito l'Europa e la Germania in particolare. Ma tanto vale, perchè tutto fa brodo ed è ricominciato il discorso sulla catastrofe economica dell'Italia.

Gli strateghi della comunicazione di massa si sono accorti però che i temi economici non portavano al risultato politico a cui veramente miravano, quello di far crescere il PD. Per mettere in moto la macchina della mistificazione in quella direzione occorreva raggiungere il cuore di un settore che se ne frega di quota cento e del reddito di cittadinanza perchè economicamente non se la passa poi così male. E allora si è pensato di rianimare i democratici di Bella Ciao con la campagna anti-Salvini. E per certi versi sta funzionando meglio, anche perchè nel coro ci si è messo pure il papa e la chiesa cattolica.

Domandiamoci: esiste il problema Salvini? Certamente il problema Salvini, per noi comunisti, esiste non come arma di distrazione di massa, ma come problema concreto da tenere in debita considerazione. In primo luogo il personaggio è abituato a farla fuori dal vaso, straparla e assume toni e atteggiamenti politicamente sgradevoli. Ma da questo a evocare una minaccia di ritorno al fascismo ce ne passa.

Salvini è potuto crescere finora perchè ha puntato sull'immigrazione clandestina, un tema caro sia ai benpensanti che ai buonisti. Ambedue gli schieramenti lavorano per guadagnarci sopra elettoralmente, ma non è detto che l'operazione possa andare oltre certi limiti. Certo un Salvini da medioevo non è gradevole, ma deve sapere che la storia italiana non può andare facilmente all'indietro su certe cose. Nè la Lega può pensare, aldilà delle intenzioni, di diventare espressione tout-court del ceto padronale. Sia nell'uno che nell'altro caso si aprirebbero al suo interno contraddizioni vistose e il caimano (Berlusconi) è lì pronto a mangiarsi la preda. Nè ci sembra che i 5 stelle e Di Maio stiano lì a subire l'esuberanza salviniana. Non a caso il coro degli sconfitti inonda le news sui conflitti intergovernativi, stando bene attento però a non mettere in evidenza che i pentastellati su certe questioni tengono duro.

Non sappiamo come la vicenda finirà, ma intanto dobbiamo constatare che il coro si è allargato e ne fanno ormai parte organica i radikalen che, da mosche corriere, stanno dando il loro contributo a che il liberal-imperialismo si riprenda.

Aginform

19 maggio 2019

(www.aginform.org/nota386.html)