Comunisti e/o sinceri democratici?

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di Renato Caputo | da lacittafutura.it

Pubblichiamo come contributo alla discussione sul risultato del referendum costituzionale

Rilanciare dal basso la lotta di classe o riproporre l’unità della sinistra a difesa della Costituzione?

Bene la vittoria al referendum e la caduta del governo Renzi, meno bene l’appiattirsi dei comunisti sulle posizioni dei sinceri democratici. Per quanto resti indispensabile la costruzione di un blocco sociale fra lavoratori salariati e ceti medi, l’avanguardia del proletariato urbano deve riconquistarne l’egemonia.

La netta sconfitta del governo liberal-populista capeggiato da Renzi e la momentanea battuta di arresto del tentativo di proseguire nello smantellamento dei valori democratici della Costituzione offrono la possibilità ai lavoratori salariati di riprendere fiato e riorganizzarsi in funzione della lotta per il socialismo. Il forte e generoso impegno della maggioranza dei comunisti nella battaglia referendaria, divenuta nei fatti la battaglia alle (contro)riforme realizzate dal governo Renzi, ha indubbiamente consentito di riconquistare credibilità fra le masse popolari e riprendere ad accumulare le forze. 


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