La "competitività" dei miserabili

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di Claudio Conti | da www.contropiano.org

La "tessera n. 1" del Pd detta la linea per "uscire dalla crisi": lavoro dequalificato, pagato pochissimo, niente più contratti nazionai, precarietà per tutti e per tutta la vita.

L'uomo che aveva tentato di fare le scarpe a Gianni Agnelli (colto sul fatto e buttato fuori), che ha distrutto l'Olivetti pensando di poter risparmiare su ricerca e sviluppo nel settore dell'informatica (un vero genio! sopravvisse un paio di anni vendendo computer obsoleti alla pubblica amministrazione, poi ciao), che ha fatto di editoria e finanza il cuore del proprio business... riesce oggi persino a stravolgere il grido disperato lanciato da Ignazion Visco una settimana fa. Quel "deficit di cultura riformista" che il Governatore di Bankitalia identifica nella piccolezza delle imprese, nel loro dipendere esclusivamente dai prestiti bancari anziché dal collocamento sul mercato, e quindi dall'arretratezza dei prodotti e dei processi produttivi; nel rifuggire dall'investimento di "risorse proprie" per usare invece l'azienda per finanziare il proprio livello di vita, ecc.


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