10 ragioni di classe per dire no al referendum del 4 dicembre

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di Alessandro Pascale
da collettivostellarossa.it

Sono ragioni politiche e di classe. I tecnicismi liberali li potrete trovare in un qualsiasi articolo di Gustavo Zagrebelsky su un numero a caso di Internazionale.

1. È totalmente ingiustificabile, inammissibile e illegittimo che un Parlamento composto ormai da 10 anni da membri eletti con una legge anticostituzionale pensi di poter modificare la Costituzione.

2. È la riforma propagandata da Confindustria, dalle banche, dall’Unione Europea, dai “mercati” e come ci insegna Fidel Castro, basterebbe questo per diffidare sistematicamente di qualsiasi cosa venga propagandata, appoggiata ed esaltata dalle strutture imperialiste.

3. Si procede nell’ottica dell’indebolimento della democrazia tornando a forme di suffragio indiretto, o di 2° turno, più tipiche del ‘700 (l’epoca dell’Ancien Régime) che le lotte socialiste di fine ‘800 e il ciclo rivoluzionario del 1917 avevano contribuito a spazzare via. In tal senso la riforma va in continuità con l’eliminazione della possibilità popolare di eleggere i propri rappresentanti delle province.


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