Noi e l’antifascismo. Sabato tutti in piazza

E-mail Stampa PDF

di Carla Nespolo, vice presidente nazionale dell’Anpi | da strisciarossa.it

Per comprendere i fatti di oggi, compresa la minacciata «marcia su Roma» del 28 ottobre prossimo, è utile chiedersi preliminarmente perché in Italia ed anche in Europa stia rinascendo così sfacciatamente un punto di vista fascista e nazista.

L’affievolirsi della memoria dovuto alla progressiva assenza dei partigiani, ad un debole insegnamento scolastico e spesso alla rinuncia, da parte delle stesse famiglie, ad informare ed educare i figli, sono, a mio parere, le cause principali. Ma non possiamo nemmeno sottacere l’azione di troppe istituzioni pubbliche. Sindaci che trovano normale consentire raduni nostalgici e apertamente fascisti. Eletti dal popolo che equiparano sfacciatamente fascismo e antifascismo. Ed infine alcuni magistrati che, come nel caso della spiaggia di Chioggia o del saluto romano al cimitero di Milano, derubricano a ragazzate atti apertamente fascisti.


Un quadro sconfortante, certamente, che non ci deve però far trascurare quanto di democratico e antifascista c’è nell’azione di tante cittadine e cittadini. Di tanti elettori ed eletti. Di tanti Sindaci, Magistrati, Parlamentari e Consiglieri Regionali. Siamo in tanti. Facciamoci sentire, qualunque sia la nostra bandiera politica.

Lo ribadiamo ancora una volta: l’antifascismo è la radice stessa della nostra convivenza civile e perciò della nostra società. La nostra Costituzione è Antifascista. Un giovane Aldo Moro lo affermò in un memorabile discorso alla Costituente apprezzato da Togliatti e le partigiane e i partigiani che sedevano in quel consesso, a cominciare da Umberto Terracini, ne convennero pienamente e con gioia. Per questo avevano combattuto, per questo l’Italia, dopo la guerra, aveva potuto essere invitata al tavolo dei vincitori, alla conferenza di Parigi. Come si può ignorare tutto questo?

Nasce da questa urgenza di memoria l’impegno dell’Anpi e prima di tutto delle partigiane e dei partigiani i quali, ove potranno e accompagnati dai giovani antifascisti, saranno presentì, il 28 ottobre, in tanti luoghi del nostro Paese: nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nell’informazione, per testimoniare e far conoscere le radici della nostra democrazia. Lo faremo il 28 ottobre, anche per rispondere alla provocazione fascista, ma l’Anpi, anche con la collaborazione degli Istituti Storici della Resistenza e in base alla convenzione con il Miur, lo sta facendo e lo farà in tante scuole del nostro Paese, durante tutto l’anno.

Poco più di settant’anni fa, tanti giovani, spesso ragazzi, salirono sulle montagne, sulle colline o discesero in pianura, per combattere contro la violenza, la dittatura, la negazione delle fondamentali libertà individuali e sociali e seppero lottare contro gli orrori del razzismo e della guerra. Furono aiutati e sostenuti da una parte della popolazione italiana, primi fra tutti le donne e i contadini. Molti morirono per questo e per costruire una democrazia repubblicana, antifascista e costituzionale.

In loro nome l’Anpi ha deciso di levare un monito, alto e forte, contro queste pagliacciate fasciste. Da un lato chiedendo alle Istituzioni Repubblicane, nate dalla Resistenza, di negare ogni autorizzazione alla marcia (cosa che il ministro Minniti ha positivamente fatto) ma soprattutto, impegnando tutte le proprie strutture centrali e periferiche a spiegare nelle strade, nelle piazze, nelle scuole, che cos’è stato il fascismo. Esso non è un’opinione. È un crimine. Da combattere con l’arma della conoscenza, della memoria e dell’unità tra le forze democratiche del nostro Paese. Siate con noi. Vi aspettiamo!