Italia

La sfida politica di conte

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domino europadi Aginform

26 luglio 2020

dopo l'articolo di Bruno Steri abbiamo ricevuto questo testo da parte di Aginform che pubblichiamo come contributo alla discussione

Capire prima di aprir bocca

Come era lecito aspettarsi, si continua a vedere l'albero e non la foresta. A destra, dopo qualche sbandamento iniziale, Salvini e Meloni hanno riproposto il loro show finto-sovranista qualificando l'accordo di Bruxelles sul ricovery fund come un bidone. A sinistra - parliamo della sinistra che si vuole 'alternativa' - si argomenta con toni simili: l'accordo è una truffa e così va valutato. Ma come stanno le cose in realtà?

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7 LUGLIO – 60°

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elmetti lavorodi Norberto Natali

Tutti sembrano rassegnati ad una nuova batosta per le condizioni di vita della maggioranza meno ricca del nostro popolo. Eppure -per evitare ciò- si sa dove poter andare a prendere “i soldi”.

Solo per fare qualche esempio:

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Basta con "Prima il Nord". O l'Italia guarda a Mediterraneo e Asia o muore

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balancedi Kartana

da https://www.lantidiplomatico.it

Rendetevi conto che già a gennaio 2020 eravamo sotto di 5.3% punti di Pil rispetto al 2008.

Se crolliamo quest' anno dell 11% ci metteremo, a questo ritmo, 15 anni per recuperare il 2008. Quindi ben che vada nel 2035 avremmo il Pil del 2008.

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Salvini, un liberista fuori dal tempo (e dalla Costituzione)

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catena di montaggio 01Pubblichiamo come contributo alla discussione

di Thomas Fazi

da https://www.lafionda.org

L’altro giorno, a Piazza del Popolo, Matteo Salvini ha citato per l’ennesima volta uno dei suoi modelli di riferimento, Margaret Thatcher: «Non esiste libertà, se non c’è libertà economica». È uno dei mantra dei neoliberisti. L’idea di fondo è semplice quanto stravagante, ovverossia che i mercati sono fondamentalmente autoregolantesi e dunque che questi, se lasciati a sé, cioè con la minor interferenza possibile da parte dei governi (riassumibile nello slogan “meno tasse, meno burocrazia”), sono in grado di generare automaticamente crescita, stabilità sociale e piena occupazione (purché i lavoratori siano disposti ad accettare qualunque salario venga loro offerto, essendo questo il risultato del “naturale” meccanismo della domanda e dell’offerta).

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Trieste rivendica la libertà di fare governare il suo porto

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belt road china africadi Maria Morigi

Il porto di Trieste, unico nell’Adriatico, è dotato di fondali naturali profondi tali da garantire la movimentazione di navi transoceaniche, si trova al crocevia di due dei principali corridoi logistici transeuropei – quello che collega Baltico e Adriatico e quello mediterraneo – . Gode quindi di caratteristiche funzionali e previlegiate per la connettività internazionale. Lo sviluppo intermodale e integrato della piattaforma logistica (componente marittima + trasporto su ferro) e la rinnovata istituzione dello status di porto franco internazionale nel 2017 hanno accresciuto le potenzialità commerciali di Trieste (+63% di traffico ferroviario dal 2015 al 2019), confermandone l’importanza strategica per le nuove vie della connettività intercontinentale promosse da Pechino (BRI).

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Documento della Segreteria Nazionale del Pci RECOVERY FUND: UNA PROVVIDENZA INADEGUATA E SOCIALMENTE PERICOLOSA

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Banca Centrale Europea.jpg.pagespeed.ic.5 WOrwp1GOriceviamo e pubblichiamo come contributo alla discussione

I principali organi di stampa hanno salutato con enfasi, a nostro parere eccessiva, la proposta franco-tedesca del cosiddetto Recovery Fund (Fondo per la Ripresa), concepito per far fronte a una crisi economica e sociale ulteriormente drammatizzata dalla planetaria emergenza sanitaria. Si è sottolineato che, dei complessivi 750 miliardi di euro resi disponibili, 500 affluiranno a Stati e settori in difficoltà non come prestiti ma come trasferimenti a fondo perduto; e che per la prima volta, a copertura della suddetta somma, la Commissione Ue emetterà dei “recovery bond”, titoli di debito europei, configurando una parziale mutualizzazione del debito stesso: dunque un debito non iscritto a bilancio del singolo Stato. Nel merito, si è dato poi rilievo al fatto che “ben 173 miliardi” sarebbero destinati al nostro Paese, 82 miliardi come trasferimenti e 91 sotto forma di prestiti a tassi agevolati.

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Gli effetti perversi della moderazione salariale e la proposta di stato innovatore di prima istanza

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catena di montaggio 01di Guglielmo Forges Davanzati

Stesura provvisoria – febbraio 2019

1 - Introduzione

Le politiche economiche messe in atto in Italia negli ultimi anni, in piena coerenza con quanto suggerito dalla commissione europea e con quanto realizzato in altri Paesi europei, si fondano essenzialmente su due assi: consolidamento fiscale e riforme strutturali. Il consolidamento fiscale viene raggiunto attraverso compressioni di spesa pubblica e aumento dell’onere fiscale, con riduzione, in particolare, della spesa sociale e per servizi di welfare e con aumento della tassazione – peraltro sempre meno progressiva – soprattutto a danno dei lavoratori. Le c.d. riforme strutturali riguardano i processi di privatizzazione e liberalizzazione e, soprattutto, ulteriori misure di precarizzazione del lavoro.

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Emergenza sanitaria e crisi economica: intervista a Marco Rizzo (PC)

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rizzoIntervista per Marx21.it al Segretario generale del Partito Comunista Marco Rizzo. 

A cura di Francesco Fustaneo e Alessandro Pascale

- Segretario Rizzo, è lecito dire che i paesi socialisti abbiano saputo affrontare meglio la gestione della pandemia rispetto ai paesi occidentali? Da cosa dipende tale fenomeno?

Io direi non solo che è lecito dirlo, ma che doveroso, che è sotto gli occhi di tutti.

Partiamo ad esempio da quella piccola isola popolata da 11 milioni di abitanti che è Cuba.

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Di scivoloni e d’altri inciampi. Il caso Wu Ming e l’ironia della storia

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bandiera italiana con la copia della costituzione2ringraziamo Alessandro Pascale per la segnalazione

da http://www.militant-blog

Ci dicono che i Wu Ming abbiano preso il consueto granchio rossobruno. Capita anche ai migliori. Ne prendessero anche altri dieci, non ci sogneremmo mai di additarli alla pubblica vendetta in quanto rossobruni. Figuriamoci: sono compagni, con cui magari condividiamo ormai poco. Il problema è che per un decennio si sono intestati il ruolo di censori morali della sinistra non allineata. A cosa, non si capisce bene, visto che l’eclettismo la fa da padrone: soprattutto Foucault, un po’ di Zizek, tanta italian theory. L’importante, come detto, è stato marchiare di rossobrunismo tutto ciò che valicava il confine del rispettabile. Ovviamente, come ogni processo politico-culturale di questo tipo (e di questi tempi), l’operazione wuminghiana si è inserita su di un fenomeno esistente, sebbene dalle proporzioni notevolmente accresciute ad arte dagli accusatori: il rossobrunismo esiste effettivamente, ed è andato espandendosi in questi anni. Eppure, si trattava e si tratta soprattutto di un fenomeno marginalissimo e unicamente virtuale. Innalzarlo a problema decisivo dei nostri tempi, almeno a sinistra, ha fatto parte di un’operazione di costruzione del nemico utile, attraverso cui definire i campi dell’amicizia e dell’inimicizia.

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Perche’ “hanno” fatto ammazzare Moro?

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bandiera rossariceviamo e pubblichiamo

di Norberto Natali

Nel periodo pandemico, il comparaggio di centrosinistra e centrodestra è venuto un po’ troppo alla ribalta, hanno detto e fatto le stesse cose per poi rinfacciarsele reciprocamente, come se fossero solo dell’altro. 

Per dirne una (fra tante) lo stesso giorno di fine febbraio Salvini ha fatto una roboante dichiarazione pretendendo la immediata riapertura di ogni attività mentre Zingaretti e Sala… hanno fatto a Milano addirittura una manifestazione pubblica per reclamare lo stesso. Dopo qualche settimana, molti adepti del PD, hanno diffuso su fb il filmato di quel discorso di Salvini attaccandolo duramente, come irresponsabile demagogo.

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