Italia

Ex Ilva: nazionalizzare, ma anche questo non basta più

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ilva fumodi Claudio Conti
da contropiano.org

La fuga di ArcelorMittal è un risultato di decenni di smantellamento della struttura industriale italiana. Non nasce da sacrosante “regole” antinquinamento, da “stupidità” del governo (c’è anche quella, ma è buona solo come scusa), o da chissà quale altra ragione.

Un risultato, ossia una conseguenza di scelte ottuse fatte negli anni ‘80-’90, in ossequio ai trattati di Maastricht che hanno formato la vera vera nascita dell’Unione Europea e deformato per sempre il panorama produttivo del Vecchio Continente. E sopratutto quello italiano.

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Cina e Russia assediano l'Occidente

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usa carro bandiera'La Stampa' di Torino ha pubblicato un estratto del nuovo libro del direttore Maurizio Molinari. È un pezzo molto interessante (di cui riportiamo ampi stralci) perché spiega esattamente quali sono le idee di chi governa l'Italia e qual è il nodo del contendere oggi nel mondo: i nostri nemici sono Cina e Russia, 'che cingono d'assedio le democrazie dell'Occidente'.

Il giorno successivo lo stesso giornale pubblica un articolo in cui si riporta il dibattito fra Zingaretti e Tajani avvenuto alla presentazione del libro, in questo articolo si sottolinea con piacere come i due politici parlino 'la stessa lingua, quando si trovano a discutere del nuovo ordine mondiale e delle sfide che pone all'Italia e all'Occidente', quelle che sono maggioranza ed opposizione si trovano pienamente d'accordo nell'individuare il nemico. Il Conte2 viene valorizzato in quest'ottica, all'Italia non sono permessi 'sbandamenti' come è successo con la Cina, con il Venezuela o con l'Iran.

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Ilva, la soluzione efficace per lavoratori e ambiente esiste e il modello è l'Eni di Mattei

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ilva bludi Fausto Sorini | da lantidiplomatico.it

Esiste una soluzione concreta, possibile,realista della vicenda ILVA, capace di salvaguardare gli interessi nazionali, quelli dei lavoratori e quelli di natura ecologica?

Io credo di sì, se ve ne fosse la volontà politica.

La soluzione sarebbe una sostanziale nazionalizzazione dell'ILVA, che coinvolga partner privati e pubblici, italiani e/o esteri, non predatori ma disponibili ad accettare le condizioni poste dal potere politico nazionale. Quando dico nazionalizzazione non intendo necessariamente una proprietà pubblica al 100%, ma con una proporzione e qualità tale (51% o anche meno, ma con una golden share) che garantisca al potere pubblico nazionale un capitale di comando sufficiente a non perdere il controllo dell'impresa.

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"...Aveva continuato la politica della destra con uomini e frasi di sinistra..."

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crispidi Norberto Natali

Questo titolo è tratto dai “Quaderni dal carcere” di Gramsci nella parte in cui egli descrive il tradimento della sinistra storica nel tardo ‘800. Da quando fu fondato lo stato italiano (Regno d’Italia) nel 1861 -scrive Gramsci- il governo fu guidato dalla destra, mentre uomini come Crispi erano all’opposizione: ferventi repubblicani ispirati da Mazzini e Garibaldi, generalmente su posizioni sociali molto moderne e progressiste.

Dopo un quindicennio, la destra storica fu sostituita dalla sinistra nella direzione del paese; essa, appunto, continuò la politica della destra ma ingannando il popolo con frasi di sinistra e facendosi rappresentare da uomini con un passato di sinistra (è il caso del governo Depretis).

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Turingia e Umbria, due elezioni con analogie significative

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tesei umbria elezioni regionali salvini 2019di Domenico Moro
da laboratorio-21.it

Domenica si sono tenute due elezioni regionali in Germania e Italia. Le due elezioni hanno interessato regioni piccole, la Turingia e l’Umbria, che hanno rispettivamente due milioni e 900mila abitanti su una popolazione complessiva di 80 e 60 milioni. Ma, malgrado le dimensioni e il fatto che i due Paesi appaiano diversi sotto alcuni aspetti, il risultato delle elezioni rivela interessanti analogie e qualche altrettanto interessante differenza. In generale si può dire che le due elezioni sono significative della crisi politica che investe l’establishment politico europeo. Una crisi che sembrava sventata dai risultati delle elezioni europee, che avevano registrato una tenuta maggiore di quanto ci si aspettasse dei partiti filo-austerity facenti parte dei gruppi del Partito popolare europeo e del Partito socialista europeo.

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L'unità dei comunisti e la questione comunista

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falcemartello rossoPubblichiamo un interessante dialogo fra Alessandro Pascale, Roberto Gabriele e Paolo Pioppi

Il compagno Alessandro Pascale si è fatto interprete, in questi ultimi tempi, di sollecitazioni unitarie nei confronti di un'area che, in vario modo, si definisce comunista. La domanda che viene spontanea è questa: non è il caso di indagare meglio su come impostare la questione? È esigenza primaria quella di invocare l'unità o è preliminare portare la questione sul terreno dell'analisi e aprire un dibattito di contenuti sui processi che possono dare un fondamento solido alla questione che il compagno pone?

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La situazione politica e il progetto di organizzazione del Fronte Politico Costituzionale

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m5s squadragovernoRiceviamo con richiesta di pubblicazione

da aginform.org

L'idea di proporre un Fronte politico costituzionale non sta a significare, ad essere chiari, che qualcuno abbia in mente di inventarsi una sigla per sbarcare il lunario. Si tratta in realtà diuna apertura di dibattito sulla situazione e sui compiti che spetterebbero ai comunisti nelle circostanze attuali. Se questo dibattito non c'è, non è un caso. E' tradizione di una certa sinistra 'alternativa', sempre più rinsecchita e ininfluente, stabilire la linea del Piave dietro la parola magica OPPOSIZIONE. Il discorso è sempre uguale ed è seguito da un elenco della spesa dove si alimentano le frustrazioni del tanto vorrei, ma non posso.

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La Repubblica parlamentare disegnata dai padri costituenti è in grave pericolo!

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italia bandieraAPPELLO

A difesa della Costituzione e del governo parlamentare

Il 7 ottobre la Camera dei Deputati è convocata per la definitiva approvazione della legge costituzionale che riduce di un terzo il numero dei Parlamentari.

Al tempo stesso, con manovra oggettivamente convergente, tutte le Regioni governate dalla Lega depositano la richiesta di Referendum popolare, da tenere nel 2020, per una legge elettorale integralmente maggioritaria, cosi che “dopo le elezioni si sappia chi deve governare”…

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La caduta pilota dei giallo-verdi nello scacchiere internazionale

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scacchi cadutaRiceviamo e pubblichiamo

di Simone Lombardini
da mysterionweb.wordpress.com

Siamo a un bivio, a una svolta epocale dai contorni incerti, indefiniti. Sono persuaso che la crisi in cui ci troviamo sia solo l’inizio di qualcosa di straordinariamente nuovo. Ciò che abbiamo di fronte è un futuro che ha tutta l’aria di manifestare la volontà di potenza umana e perciò di stravolgere ciò che l’Uomo è stato fino ad ora. In questo quadro caotico e drammatico, che è la configurazione attuale dell’Occidente, in cui il gruppo è unito finché vincente e poi diviso di fronte a un avversario temibile e fortissimo, si inserisce la recente crisi di governo italiana.

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La Lega è fuori dal governo a Roma

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salvini autobluL'editoriale di Guido Salerno Aletta

La Lega è fuori dal governo a Roma, ma è il partito più forte nell’Italia settentrionale, là dove si concentra la gran parte della produzione. Se la nuova alleanza di governo tra M5S e Pd, da cui la componente renziana si è ora resa autonoma, vuole esorcizzare ad ogni costo il sovranismo salvinista, occorre comunque evitare un pericolo: “non si può accelerare la crescita andando in contrasto con chi è detentore della crescita del Paese. Il 35% del pil viene da Lombardia e Veneto. Se si aggiunge il Piemonte si arriva oltre il 40% e se mettete anche l`Emilia-Romagna fate un altro 10%”. L’ammonimento di Carlo Messina, amministratore delegato e ceo di Intesa SanPaolo non poteva essere più chiaro.

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