Italia

Siamo tutti Carola! Va bene, però dopo che si fa?

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cartello direzionePubblichiamo come contributo alla discussione

da napolimonitor.it

4 Luglio 2019

Lo Zelig di quel che resta della sinistra, ogni tanto assume identità fittizie – il più delle volte un personaggio mediatico o globale – e prova disperatamente ad aggrapparsi alla scia della personalità o dell’evento, cercando un qualche contenuto, un valore, un orientamento. Siamo tutti Assange, siamo tutti Me too, siamo tutti Greta: aver buttato nel cesso la storia rivoluzionaria del Novecento, l’assenza di memoria teorizzata come valore, l’introiezione acritica dell’agenda liberista scambiata per modernità e diritti civili, tutto ciò ha reso l’ectoplasma della sinistra bisognoso di unirsi a “qualcos’altro” – generalmente qualcosa di evanescente e assai provvisorio – per riuscire a dare una effimera definizione di sé.

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Sovranisti e comunisti

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rinaldi spreadRiceviamo e volentieri pubblichiamo

da Aginform.org

Nella grande confusione che caratterizza la situazione a 'sinistra' dopo la nascita del governo gialloverde e per evitare di essere coinvolti in valutazioni poco chiare nel loro significato, occorre affrontare da un punto di vista comunista la questione del cosiddetto sovranismo, del suo significato e di come rapportarsi ad esso.

Se andiamo ai dati oggettivi bisogna tener conto che, in Italia come in Europa e poi anche negli Stati Uniti con Trump, in contrapposizione alla tendenza globalista sviluppata in tandem da democratici americani e liberalimperialisti europei sul piano economico come su quello strategico-militare, i settori schiacciati dal rullo compressore della mondializzazione hanno iniziato a reagire con forza crescente.

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Note sulla fase politica

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trump americagreatagainPubblichiamo come contributo alla discussione

di Mimmo Porcaro | da sinistrainrete.info

1.

Nonostante sia numericamente ben possibile assicurare la continuità di gestione dell’Ue (magari peggiorandola, grazie ai liberali), i risultati elettorali (in particolare quelli francesi, italiani ed inglesi) indicano il persistere di una seria crisi di consenso. Per quel che conta, il parlamento di Strasburgo deciderà quel che vuole, ma i “fuochi” di crisi restano accesi in tutte le più grandi nazioni del continente, anche nella sempre più frammentata Germania. Purtroppo questa crisi non è gestita dalle forze neosocialiste.

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Il pendolo gialloverde e l'iniziativa comunista

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borghi salvini bagnai 1029522da aginform.org

Nell'attuale contesto politico parlare di iniziativa comunista è assolutamente virtuale ma, come in un videogame, cerchiamo di definire i compiti (e soprattutto le responsabilità) che ci dovrebbero competere, usando un metodo comunista di analisi e definendo un'ipotesi di intervento ad esso collegata. 

E' bene ricordare, a questo proposito, i punti di snodo del nostro discorso che ha puntato, in una prima fase, a definire la natura del governo gialloverde e del programma sottoscritto da Lega e 5Stelle.

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I retroscena delle grandi manovre geopolitiche ed economiche nello scacchiere internazionale.

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cina usa russiaNonostante l'intervista sia datata 12 giugno 2019, essa anticipa almeno due temi di politica internazionale che Putin ha affrontato nel suo viaggio in Italia e cioè, l'aiuto che il Premier Conte avrebbe chiesto al Presidente russo in Libia, affinché facesse pressioni sul Generale Haftar - "Conte-Putin, l'Italia punta su Mosca per riportare Haftar al tavolo del dialogo", titola Il Sole 24 Ore - e il tema della guerra globale, criticità attualmente rivolta all'Iran per la quale cade o sta la pace - "Putin: Pronti a dialogare con gli USA. Contatti costanti con la Lega di Salvini", titola Il Corriere della Sera.

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Nomine UE: sempre peggio

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vonderleyen uedi Bruno Steri, Segreteria nazionale Pci

da ilpartitocomunistaitaliano.it

E’ con viva preoccupazione che apprendiamo le prime notizie circa l’esito delle trattative ristrette (coordinate e sostanzialmente egemonizzate da Germania e Francia) per la nomina degli incarichi apicali dell’Unione europea: i nomi fatti sanciscono, a nostro parere, gli orientamenti regressivi che hanno sin qui caratterizzato le prescrizioni di Bruxelles. Per l’incarico di Presidente della Commissione europea è stata indicata infatti Ursula von der Leyen, esponente della CDU di Angela Merkel, già ministro della Famiglia ma particolarmente distintasi come ministro della Difesa, con l’annuncio a maggio del 2016 di una riforma dell’esercito tedesco che si proponeva (anche in polemica con il “lassismo” dei locali stati maggiori) di assumere 14.300 reclute entro il 2023.

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Uniti nel coro

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rackete pdda aginform.org

Se non avessimo vissuto vicende come la Jugoslavia bombardata da un governo a partecipazione 'comunista', la distruzione dell'Iraq in nome dei diritti umani, l'assassinio di Gheddafi e lo scempio della Libia panafricana per 'proteggere' il popolo, potremmo anche pensare che in fondo si va verso un mondo migliore, più buono e solidale, perchè c'è gente che si indigna e si mobilita contro la perfidia di un governo che impedisce lo sbarco di una manciata di clandestini.

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Alessandro Di Battista sul caso Sea Watch

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seawatch3 maltaSul caso 'Sea Watch' Alessandro di Battista ha scritto un commento azzeccato, che vi invitiamo a leggere obiettivamente.

“The Sea Watch Show” si è da poco concluso ma statene certi, usciranno presto nuove stagioni. In fondo è stato un successo per tanti e va replicato. A quanto pare stanno già girando il primo spin-off. Si chiamerà “Carola l'eroina” e ai soliti “giornaloni” foraggiati per anni dai Benetton non pare vero. Sanno già che intere pagine estive saranno dedicate alla raccolta firme per la temeraria Capitana per evitare che a qualcuno venisse in mente di raccogliere firme per far tornare la gestione delle autostrade allo Stato.

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Vorrei poter chiedere a Pasolini

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pasolini fronteRiceviamo da Norberto Natali e volentieri pubblichiamo

La mancanza di Pasolini mi pesa sempre di più quando sento, per esempio, parlare Saviano. Due figure opposte.

Il grande poeta friulano sapeva farci misurare con i nostri punti di vista con l’abilità -direi da grande artista- di ricorrere alla provocazione graffiante, mai banale né fuorviante, con un sapiente uso del paradosso e dell’iperbole. Riusciva sempre a non lasciarci assopire sugli stereotipi accomodanti verso cui voleva indirizzarci il moderno potere borghese, riusciva a farci domandare cosa ci fosse veramente dietro le apparenze superficiali (e che futuro preparassero).

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La necessità di una legge sul salario minimo. Ma che sia vera

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bustapagadi Giorgio Cremaschi

da alganews.it

Una legge sul salario minimo ci vuole ed è GIUSTA. Nell’epoca del jobsact, del precariato e dello sfruttamento di massa serve anche la legge per fermare lo sprofondare verso il basso dei salari. Deve però essere una legge vera, valida ovunque e per tutti, senza deroghe e scappatoie.Deve stabilire un salario orario minimo dignitoso: 9 euro lordi, che vuol dire 7,5 netti, sono già una cifra bassa se si vogliono fermare le paghe di fame. Deve indicizzare la paga oraria minima, altrimenti in pochi anni essa non varrà più nulla.

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