Internazionale

Un attacco all'Iran potrebbe provocare la Terza Guerra Mondiale

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da www.granma.cu

 

obama iranL'editore del settimanale statunitense Executive Inteligence Review (EIR), Edward Spannaus, ha dichiarato che un attacco degli Stati Uniti  contro l'Iran potrebbe provocare  una Terza Guerra Mondiale.  

 

L'analista nordamericano, in un'intervista con la catena Press TV, ha affermato che la strategia di Barack Obama “per vincere le prossime elezioni nel suo paese  sarà sferrare una guerra  contro l’Iran”, e  che questa misura nordamericana porterà il mondo ad un'altra guerra mondiale. 

 

“Iran e Siria sono i primi nella lista dei paesi che potrebbero essere attaccati dagli Stati uniti”,  ha detto  Spannaus , aggiungendo che i finanziatori della campagna elettorale di Obama esigono da lui che faccia una nuova  guerra, in cambio del loro sostegno. 

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L'Iran nel mirino dell'imperialismo

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di Ruiz Paz, Odiario | Traduzione dal portoghese a cura di Marx21.it

 

davidpope iraqiranSono ben noti i metodi utilizzati da Washington per demonizzare stati che non si sottomettono. Come è già successo in occasioni precedenti con altri destinatari, l'attuale azione di disinformazione contro l'Iran si propone l'evidente obiettivo di avviare una nuova fase dell'intervento imperialista nel Medio Oriente.

 

Gli Stati Uniti hanno annunciato di avere scoperto la preparazione di un attentato iraniano contro l'ambasciatore dell'Arabia Saudita a Washington. Ma il discredito della maggiore potenza militare in materia di cosiddetta “lotta al terrorismo” è talmente grande, che persino una parte significativa della stampa nordamericana ed europea non nasconde il proprio scetticismo di fronte agli elementi presentati dalla Casa Bianca. Basta ricordare il colpo dell'antrace, l'invenzione delle armi atomiche dell'Iraq e dei legami di Baghdad con Al Qaeda per comprendere rapidamente cosa potrebbe esserci dietro questo così insolita rivelazione.

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Un attacco di Israele contro l’Iran: militarmente, un suicidio!

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di Ismail Salami*, Global Research | Traduzione di Curzio Bettio di Soccorso Popolare di Padova

 

israele iran_missiliVi sono forti congetture su come Israele sia obbligata a mettere in scena un attacco contro i siti nucleari iraniani, una minaccia che il regime sionista ha spesso evocato e un’idea che, se tradotta in azione, porterà a conseguenze apocalittiche per l’entità sionista.


Secondo quanto riferito, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha recentemente cercato di ottenere consensi all’interno del consiglio dei ministri per un attacco militare contro i siti nucleari della Repubblica islamica dell’Iran. In collaborazione con il ministro della difesa Ehud Barak, Netanyahu è riuscito a strappare l’appoggio per un atto così sconsiderato agli scettici che si erano già opposti a lanciare un attacco contro l’Iran. Tra coloro che è riuscito a convincere troviamo il ministro degli Esteri israeliano Avigdor Lieberman.

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Libia, America Latina, Argentina e Cuba

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di Angel Guerra Cabrera* da www.rebelion.org | Traduzione a cura di Marx21.it

 

*Giornalista cubano, collaboratore della testata messicana “La Jornada”

 

ribelli munizioni-w350

Negli ultimi giorni sono avvenuti fatti molti importanti che mi hanno spinto a dedicare queste righe non solo ad uno di essi ma ad alcuni dei più rilevanti. Comincerei dal barbaro linciaggio e assassinio di Muammar Gheddafi dopo la sua cattura in sfacciata violazione della Convenzione di Ginevra, con le sue spoglie esposte in un circo macabro che ferisce la legge islamica, di cui si dicono portatori gli illustri mercenari del Consiglio Nazionale di Transizione, una presa in giro della più elementare decenza. Ma quanto sono preoccupati Obama, Sarkozy e Cameron per la giustizia. Campioni dei diritti umani, il premio Nobel della pace e i suoi soci francese e inglese non hanno esitato ad impossessarsi delle riserve internazionali e del petrolio libico, ora che le loro economie si trovano in terapia intensiva, con il pretesto della protezione della popolazione civile dagli attacchi aerei di Gheddafi.

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Israele e Stati Uniti realizzeranno le manovre congiunte più imponenti nella storia degli alleati

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 di Natasha Mozgovaya, Haaretz | traduzione a cura di Marx21.it

 

USA-Israel-w350Il sottosegretario agli Affari Politici e Militari USA Andrew Shapiro afferma che la relazione in materia di sicurezza con Israele è più profonda e intensa che mai nel passato.

 

Israele e Stati Uniti saranno coinvolti nelle manovre congiunte “più importanti” e “di maggiore rilevanza” nella storia dei due alleati, ha dichiarato il 5 novembre Andrew Shapiro, sottosegretario agli Affari Politici e Militari degli Stati Uniti.

 

In un intervento al Washington Institute for Near East Policy(Istituto Washington per la Politica del Medio Oriente), Shapiro ha annunciato che parteciperanno alle manovre più di 5.000 effettivi delle forze armate statunitensi e israeliane, nella simulazione della difesa dei missili balistici di Israele.

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Lukashenko: in Libia la NATO si è comportata peggio dei nazisti

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a cura della redazione di Marx21.it

 

lukashenko-aleksandr-61.nIl presidente bielorusso Aleksander Lukashenko ha accusato la NATO della morte del leader libico Muammar Gheddafi e ha paragonato le azioni di guerra dell'alleanza militare occidentale a quelle compiute dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale.

 

“Le unità speciali della NATO hanno catturato un capo di Stato. Lo hanno maltrattato e gli hanno sparato nonostante fosse ferito, gli hanno immobilizzato le braccia e la testa e l'hanno brutalmente torturato, comportandosi peggio dei nazisti”, ha dichiarato il presidente bielorusso di fronte ai giornalisti mentre era in visita al poligono della città di Grodno.

 

“La NATO ha violato il mandato del Consiglio di Sicurezza dell'ONU in Libia. Ha commesso violenze inaudite. Gheddafi ed altri dirigenti del paese sono stati uccisi”, ha aggiunto Lukashenko, che ha previsto per il paese nordafricano martoriato dalla guerra di aggressione una situazione peggiore di quella della Tunisia e dell'Egitto “perché la Libia possiede risorse naturali colossali”.

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Siria, ribelli attaccano delegazione italiana: salvi per miracolo

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da Agenzia Stampa Italia

 

siria assad(ASI) Un attentato sconvolge nuovamente il clima in Siria. Ancora una volta le fazioni clandestine e irregolari dei "ribelli" mettono a soqquadro il Paese, ed attentano alla sicurezza della Repubblica Araba di Siria e della sua popolazione. Stavolta, a rischiare la pelle, assieme all'autista indigeno, è stato un cittadino siriano, membro della delegazione ufficiale italiana che la settimana scorsa ha raggiunto Damasco per svolgere un reportage della situazione interna. La delegazione aveva incontrato esponenti del governo e delle autorità, prendendo visione delle oceaniche manifestazioni di sostegno al presidente Bashar al-Assad. Il fatto è avvenuto alle 6:45 ora italiana, nei pressi di Homs, lungo la strada che conduce dalla città portuale di Tartous sino alla capitale Damasco, dove i membri della delegazione ancora ospiti in Siria avrebbero, di lì a poco, incontrato esponenti del governo e dell'opposizione parlamentare, oltre al presidente Assad.

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War Tour: partenze e arrivi

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di Manlio Dinucci | su il Manifesto

 

nato soldati_cargo-w350Al Pentagono lo chiamano «repositioning», riposizionamento di forze militari. E’ il grande Tour della guerra, le cui località preferite sono in Asia e Africa. In partenza dall’Iraq le truppe Usa. Immanuel Wallerstein la definisce «una sconfitta paragonabile a quella subita in Vietnam», perché i «leader politici iracheni hanno costretto gli Stati uniti a ritirare le truppe» e «il ritiro è stato una vittoria per il nazionalismo iracheno». Secondo lui, dopo due guerre, l’embargo e otto anni di occupazione che hanno provocato milioni di morti ed enormi distruzioni, l’Iraq ne esce più forte e indipendente, se riesce a imporre la sua volontà alla maggiore potenza mondiale. Ben diversi i fatti. Durante l’occupazione, la Cia e il Dipartimento di stato hanno lavorato in profondità per «una soluzione politica in Iraq basata sul federalismo», secondo l’emendamento fatto passare in senato nel 2007 dall’attuale vicepresidente Joe Biden.

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L'IRAN (Non è il problema)

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Documentario realizzato da pacifisti americani sulla gigantesca campagna mediatica a sostegno della guerra imperialista contro l'Iran (sottotitoli in italiano)

 

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