Internazionale

“I comunisti egiziani non partecipano a un simulacro di elezioni che si propone di legittimare la giunta militare, gli islamisti e le forze controrivoluzionarie”

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Traduzione a cura di Marx21.it


egitto elezioni-w350Alla vigilia delle elezioni legislative, il Partito Comunista d'Egitto ha diffuso la seguente dichiarazione:

 

Il Comitato Centrale ha analizzato la posizione che deve adottare la direzione del Partito Comunista d'Egitto in merito alla partecipazione alle elezioni legislative, alla luce della situazione politica, economica e sociale gravissima che conosce il paese, soprattutto dopo le ultime violente repressioni delle manifestazioni popolari.

 

Il Comitato Centrale sottolinea che la situazione attuale nel paese racchiude in sé il pericolo della controrivoluzione e minaccia anche l'avvenire del paese, l'unità nazionale e rischia di allargare il fossato che separa il popolo dalle forze armate. Il Comitato Centrale ritiene che la prima responsabile di di tale situazione drammatica sia la Giunta militare che esercita un potere assoluto nella gestione degli affari del paese. Essa è colpevole per le sconfitte nella gestione della transizione, per gli errori che ha accumulato e che hanno portato al risorgere della controrivoluzione, che si sarebbe dovuto invece eliminare, all'insicurezza endemica, a un caos crescente e all'anarchia. Essa è colpevole per la sua incapacità di assumere misure concrete per allentare le tensioni comunitarie, di assumere misure urgenti di giustizia sociale, di dare risposte alle rivendicazioni delle forze rivoluzionarie, di creare le condizioni necessarie all'organizzazione trasparente del processo elettorale.

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La Russia: missili contro l’Europa se Israele minaccia l’Iran

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da www.libreidee.org

 

medvedevDopo la vistosa operazione di difesa preventiva della Siria, la Russia rilancia: Mosca è pronta a dislocare sistemi missilistici “Iskander” nell’enclave baltica di Kaliningrad, se la Nato insisterà nel voler dispiegare – stavolta contro l’Iran – lo scudo anti-missile che da anni preme per installare ai confini dell’ex Unione Sovietica. Complice anche la campagna elettorale moscovita, si riaccendono toni da guerra fredda attorno allo scenario sempre più instabile che minaccia il Medio Oriente, dove una potenza nucleare come Israele ha annunciato un possibile attacco a Teheran: la reazione missilistica dell’Iran potrebbe coinvolgere forze Usa nel Golfo o nel Mediterraneo, con conseguenze apocalittiche. La situazione è serissima, avverte Giulietto Chiesa dal forum internazionale di Montpellier sulla crisi della regione islamica, rilanciando l’allarme confermato da Mikhail Gorbaciov. La Russia ormai teme il rischio di un conflitto nucleare: «Non appena Teheran dovesse raggiungere la possibilità teorica di costruire armi atomiche, sarebbe sicuramente bombardata da Israele, forse anche con testate nucleari: Mosca non vuole che Teheran si doti di bombe atomiche, ma non può tollerare il rischio di una minaccia nucleare occidentale ai suoi confini». La situazione, spiega Chisa ai microfoni di “Radio Città Fujiko”, potrebbe letteralmente diventare esplosiva: nessuno sa dove si abbatterebbe la reazione dell’Iran, se fosse colpito, ma è evidente che obiettivi occidentali, anche americani, sono alla portata dei missili iraniani.

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Si aggravano i pericoli di guerra in Medio Oriente

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da www.contropiano.org

 

carro tramonto-w350Sono estremamente preoccupanti gli eventi in corso in Medio Oriente. L’escalation in corso contro la Siria e l’Iran lasciano intravedere che troppe tensioni e troppe ingerenze si stanno accumulando in un’area strategica del mondo. Il rischio di una escalation che porti alla guerra è una ipotesi che ormai nessuno può sottovalutare.

 

1. Sulla Siria cresce l’ingerenza della Turchia che sta lavorando ad una divisione del paese e sta fomentando apertamente i gruppi islamici in un rapporto di collaborazione e competizione con l’altra potenza regionale dell’islam politico: l’Arabia Saudita. Due opzioni in campo per contendersi l’egemonia nella regione e che vedono nella Siria il vaso di coccio da far esplodere per definire i nuovo equilibri.

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Lenin o Isuv?

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da www.lacinarossa.net

 

Ancora sulla natura socioproduttiva della Cina contemporanea

 

cina europa

Il sito Resistenze ha pubblicato il 20 ottobre 2011, sinora purtroppo senza alcuna obiezione in merito da parte della sua redazione, un intervento dell’anonimo L. B. in cui si sostiene che la Cina contemporanea sia una forma di capitalismo di stato. L.B. ha infatti affermato tra l’altro che:

 

“…quanto al fatto che il carattere non capitalista della Cina sarebbe rintracciabile nel controllo da parte dello stato di gran parte dell’economia e nel fatto che esisterebbe una pianificazione centralizzata, la proprietà statale non è sufficiente a definire tale società come socialista, anziché come capitalismo di stato (vorrei ricordare che fino a vent’anni fa in Italia le imprese controllate dallo stato incidevano sul PIL per una quota superiore al 50% e che le banche erano quasi interamente pubbliche, senza per questo che l’Italia potesse essere considerata un paese socialista).

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Gran Bretagna ferma, il più grande sciopero da 30 anni

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di www.rassegna.it

 

Gran Bretagna ferma, il più grande sciopero da 30 anni (foto da Bbc) (immagini di Fabrizio Ricci)Oltre 2 milioni di lavoratori pubblici incrociano le braccia contro la riforma delle pensioni imposta dal Governo. "Si lavora di più e si prende molto di meno", spiegano le Unions. Tanti servizi bloccati, dalle scuole, agli aeroporti

 

Sarà il primo sciopero di massa in Gran Bretagna da più di trent'anni con oltre due milioni di lavoratori pubblici che incroceranno le braccia per dire no alla ai tagli alle pensioni del settore statale. La protesta di 24 ore, iniziata dalla mezzanotte, è organizzata da 30 diverse sigle sindacali e sta già producendo effetti pesanti sui servizi: scuole chiuse, treni fermi, ritardi e cancellazioni di voli, spostamento di interventi sanitari non urgenti, disservizi nella nettezza urbana e via dicendo.

 

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In Estonia le autorità festeggiano come un eroe Harald Nugiseks, collaboratore dei nazisti e volontario delle SS

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da Solidarité Internationale PCF | Traduzione a cura di Marx21.it

 

Il revisionismo storico e la riabilitazione del fascismo dilagano in alcuni paesi europei, senza incontrare la minima resistenza da parte delle autorità dell'Unione Europea

 

Harald Nugiseks_1999-w350

In un certo numero di paesi d'Europa, i tentativi miranti a sottoporre a revisione gli esiti della Seconda Guerra Mondiale non hanno sosta, con la glorificazione degli “eroi” del nazismo e la profanazione dei monumenti eretti in memoria dei combattenti dell'Armata Rossa, che hanno donato le loro vite per la salvezza dell'umanità dalle orde hitleriane.

 

In Estonia, il 22 ottobre, è stato celebrato solennemente il compleanno di Harald Nugiseks, veterano delle SS e ultimo veterano vivente insignito della “Croce di Cavaliere della Croce di Ferro”, decorazione suprema della Germania nazista. Come testimonia il reportage diffuso dalla terza catena della televisione estone, per felicitarsi per il 90° compleanno di questo “valoroso” vecchio soldato della ventesima divisione estone delle SS, si sono recati nella sua città di Parnu rappresentanti del governo, tra i quali si trovava il deputato Trivimi Velliste. Dei regali sono stati consegnati a Nugiseks – che ha servito tra i nazisti come volontario – da parte del Ministero della Difesa, del servizio delle guardie di frontiera e di altri organismi.

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Sigonella, capitale degli aerei senza pilota USA

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di Antonio Mazzeo | dal suo blog

 

globalhawkguam-w350Aerei senza pilota a gogò per la base Usa di Sigonella. Dopo l’utilizzo come avamposto per le missioni d’intelligence e bombardamento in Libia dei famigerati droni delle forze armate degli Stati Uniti d’America, dal prossimo anno l’infrastruttura siciliana sarà una dei principali centri al mondo per il comando, il controllo e la manutenzione dei velivoli telecomandati “Global Hawk”, “Predator” e “Reaper”.


È quanto rivelato dal programma delle costruzioni militari di US Air Force per l’anno fiscale 2012, in via d’approvazione dal Congresso. Con codice 141-454 UAS SATCOM Relay Pads and Facility, il piano prevede la spesa di 15 milioni di dollari per installare a Sigonella un sito fornito di antenna, ripetitori e generatori di potenza per supportare le telecomunicazioni via satellite (SATCOM) del Sistema degli aerei senza pilota (Unmanned Aircraft System - UAS) e assicurare “lo spazio per la gestione delle operazioni e delle attività di manutenzione” dei droni (una ventina solo del tipo “Global Hawk”).

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Iran. Guerra a un passo, attacco a Teheran entro Natale?

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di Daniele Cardetta | su www.articolotre.com

 

iran-ambasciata-uk-w350Si infiamma la “questione iraniana” dopo l’assalto all’ ambasciata britannica di ieri a Teheran. Londra promette: “questo gesto non resterà impunito”, e gli fanno eco gli Stati Uniti per bocca di Hillary Clinton. Il rischio che venga aperto un nuovo fronte anche in Iran entro il 2012 è altissimo.


30 novembre 2011 – Dopo l’assalto di ieri all’ambasciata britannica di Teheran, non sono mancate le prese di posizione, anche dure, della diplomazia internazionale. Anche l’Onu si è speso nel cercare di prendere le distanze da quanto successo in Iran, e lo ha fatto condannando l’azione degli studenti iraniani contro il palazzo dell’ambasciata britannica. Non lo fece però nel 1980, quando i corpi speciali inglesi erano intervenuti nell’ ambasciata iraniana a Londra, e questo ha fatto andare su tutte le furie Teheran.

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No alla guerra in Siria. Sì ai diritti umani e alla legalità

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da Associazione Peacelink

 

peacelinkLe sottoscritte organizzazioni non governative umanitarie e a difesa dei diritti umani chiedono con forza alle Nazioni Unite e alla comunità internazionale di agire immediatamente per fermare ogni tentativo di intervento militare straniero contro la Siria e di favorire una vera mediazione svolta in buona fede. Questa imperdonabile negligenza non può continuare.


Com’è noto, nei mesi scorsi c’è stata una crescente campagna mediatica internazionale sugli eventi in Siria, spesso basata su resoconti parziali e non verificabili, com’è già successo nel caso della Libia.

 

Quello che si sa è che sono in corso violenti scontri fra truppe governative e le truppe di insorti dell'autoproclamato Esercito di Liberazione della Siria, con basi in Turchia al confine con la Siria, e che questo crescendo di violenze ha già provocato enormi perdite anche di civili. I civili innocenti sono le prime vittime di ogni guerra. Entrambe le parti armate hanno dunque responsabilità. Ma l'intervento militare esterna non è assolutamente il modo per proteggere i civili e i diritti umani.

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I crocieristi della U.S. Navy

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di Manlio Dinucci | su il Manifesto

 

uss bush-w350«Una occasione unica poter visitare il Vaticano»: così ha esclamato un marinaio del cacciatorpediniere lanciamissili Truxtun, approdato il 23 novembre a Civitavecchia. E’ uno dei servizi di bordo, offerti al personale della marina Usa dal dipartimento Mwr (Morale, welfare, ricreazione). La Truxtun e altre navi da guerra, approdate in Spagna e Portogallo, fanno parte dello Strike Group (gruppo d’attacco) della portaerei Uss George H.W. Bush, arrivata a Marsiglia due giorni dopo. Anche qui sono stati organizzati per l’equipaggio giri turistici, tra cui un tour a Parigi, e attività ricreative, compresa una partita di calcio in una scuola. A leggere queste cronache della U.S. Navy, si ha l’impressione che essa muova le sue navi nel mondo non per fare guerre, ma per mantenere la promessa fatta ai marinai che, arruolandosi, avrebbero girato il mondo. Un sistema un po’ dispendioso: la Uss George H.W. Bush

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