Internazionale

Russia - Grande avanzata dei comunisti, si rafforza lo schieramento antimperialista

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di Fausto Sorini, segreteria nazionale, resp. esteri PdCI

 

russia-election-w350Fuori gioco le componenti liberiste filo-occidentali e filo-atlantiche

 

Con il 93,5% delle schede scrutinate questi sono i risultati: "Russia Unita" 49,7% ( -15%), PCFR 19,2% (+ 8%), "Russia Giusta" (sinistra di ispirazione genericamente socialdemocratica e patriottica) 13,2% (+5%), Partito liberal democratico di Zhirinovsky (nazionalisti di destra, anti-americani) 11,7% (+4%). I liberisti amici degli americani tutti insieme arrivano al 3,2%, non superano lo sbarramento elettorale (7%) e restano fuori dal Parlamento (Duma). L’affluenza alle urne e’ stata di circa il 60%. Nel 2007 aveva sfiorato il 64%. Il dato rilevante di queste elezioni, quello che l'imperialismo ed anche le forze filo-atlantiche di casa nostra non riescono a digerire, oltre allo splendido successo dei comunisti, è l'ennesimo rigetto da parte dei russi dei partiti liberali, liberisti e filo-occidentali, tanto esaltati dai nostri media.

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Elezioni in Russia. Il ritorno dei comunisti?

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di Daniele Cardetta | su www.articolotre.com

 

pcfr elezioni_2011Il Partito comunista della Federazione Russa di Ghennadi Ziuganov si è confermato con il 19% delle preferenze il più grande partito di opposizione in Russia. A vent’anni dalla caduta dell’Urss l’opinione pubblica russa si interroga sul successo elettorale dei comunisti del XXI secolo, che si preparano a recitare un ruolo da protagonisti nel futuro del paese.

 

5 dicembre 2011 – Dal 1991 a oggi sono passati vent’anni, vent’anni in cui la società e la politica russe sono cambiate profondamente. Dal crollo dell’Unione Sovietica a oggi si è assistito all’era di Boris Yeltsin e poi a quella, tutt’ora in corso, di Vladimir Putin, il “nuovo zar”, che però dopo le elezioni legislative del 4 novembre è apparso aver allentato il suo stretto controllo sul Cremlino. Il partito di Putin, Russia Unita, ha subito un drastico calo dei consensi, anche se è uscito comunque vincitore dalla tornata elettorale con il 49% , conservando di un soffio la maggioranza nella Duma . Mai la fortuna politica di Vladimir Putin era stata così traballante, e a gravare sulla sua vittoria pesano comunque le accuse di brogli lanciate da tutte le opposizioni, comunisti in testa.

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Vertice della CELAC: il giudizio dei comunisti venezuelani

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da Partito Comunista del Venezuela | Traduzione a cura di Marx21.it

 

celac summit-w350Il Partito Comunista del Venezuela (PCV) esprime il suo apprezzamento per lo svolgimento del Vertice della Comunità degli Stati dell'America Latina e dei Caraibi (CELAC) che darà vita a una nuova organizzazione continentale senza la partecipazione degli Stati Uniti e del Canada e che permetterà di avanzare nel processo di integrazione dei nostri paesi, ma avverte che non tutti i governi rappresentati lavoreranno per l'integrazione e la sovranità continentale dal momento che sono compromessi con le pretese di egemonia imperialista.

 

“Consideriamo il Vertice un fatto altamente positivo che si iscrive nel contesto del processo di ricerca dell'integrazione dei paesi dell'America Latina e dei Caraibi” ha dichiarato Pedro Eusse a nome dell'Ufficio Politico del PCV.

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La BCE deve agire

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di Vladimiro Giacché | su il Fatto Quotidiano

 

eu noausterity-w350Secondo la tesi prevalente nelle istituzioni europee per uscire dalla crisi del debito sovrano in Europa sono essenziali rigorose manovre di austerity. E’ vero?


No. “Il momento giusto per effettuare manovre di austerity sono i periodi di espansione, non quelli di recessione”. Queste parole di buon senso, scritte da John Maynard Keynes nel 1937, sono valide ancora oggi. Le manovre di austerity hanno adesso, come unico effetto certo, quello di deprimere la domanda e dunque di rallentare la crescita del prodotto interno lordo o addirittura di portarlo in negativo. E quindi quello di peggiorare il rapporto debito/pil. È la lezione della Grecia, che dopo misure draconiane ha visto crescere il rapporto debito/pil di oltre il 20% in un solo anno.

 

Il Fondo Europeo salva Stati può essere la soluzione?


No. Sono gli stessi ritardi nell’approntare questo Fondo che lo rendono ormai del tutto inservibile. Avrebbe potuto funzionare quando in crisi era soltanto la Grecia, ma ormai la sua dimensione (440 miliardi di euro) è insufficiente per coprire i vari fronti di crisi, e lo sarebbe anche una dotazione molto superiore. Oltretutto il Fondo, essendo finanziato dagli stessi Stati europei, finisce per rappresentare una gigantesca partita di giro.

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Spese militari, parliamone

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di Tommaso Di Francesco | su il Manifesto

 

militari parataEccoli i tagli "tecnici" vellutati: abolizione delle pensioni di anzianità, aumento dell'età lavorativa, blocco del recupero dell'inflazione, passaggio di tutti al contributivo. Il tutto accompagnato dalle promesse di studiare un reddito minimo per i giovani disoccupati, di una patrimoniale ma «debole» e di «provare» a ridurre i privilegi della politica. Altro che tecnica. Si colpiscono come non mai il già risicato welfare e la condizione di vita dei lavoratori. Così, per un governo nato a surrogare l'incapacità dell'esecutivo reazionario di Berlusconi per salvarci dalla crisi economica, la tecnica surclassa a destra le precedenti incapacità politiche. E il ricatto del «o me o il baratro» (Marchionne docet) con la favola del «rigore con equità e per la crescita» rischiano di piegare ogni opposizione politica e sociale. Tutto questo per il dichiarato obiettivo "neutrale" di trovare subito 25 miliardi di euro per «sanare i conti» e salvare, con l'Italia, l'Europa.

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Si è aperto il vertice Celac a Caracas

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da “Prensa Latina” | Traduzione di Tonia Lara per Marx21.it

 

Celac-w350Il vertice , che istituisce la Comunità dei paesi dell'America latina e dei Caraibi (CEPAL) si è aperto a Forte Tiuna, a sud-est di Caracas, con la partecipazione dei leader dei trentatré paesi del subcontinente.


Nel vertice che si tiene il 2 e il 3 dicembre, i capi di Stato e di governo adotteranno la Dichiarazione di Caracas, insieme con un piano d'azione per il 2012 e le norme e le procedure del blocco; in più ci sarà la discussione di diciotto punti su vari argomenti.


La formazione della Celac è un momento storico, dichiara Luis Almagro, Ministro degli Affari Esteri dell'Uruguay, che ha partecipato alla riunione della Comunità dell'America Latina e dei Caraibi con i ministri degli Esteri. Ha lavorato fin dallo scorso lunedì alla preparazione dei documenti da presentare ai leader.

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Tranquilli, al futuro ci pensa il nuovo F-35

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di Manlio Dinucci | su il Manifesto

 

f35 costruzione-w350La crisi economica, documenta il Censis, ha colpito in Italia soprattutto i giovani, un milione dei quali ha perso il lavoro negli ultimi tre anni. Aumentano quindi le preoccupazioni per il futuro. Tranquilli, a loro e ai loro figli ci pensa la Lockheed Martin: «Proteggere le generazioni di domani – assicura nella sua pubblicità – significa impegnarsi per la quinta generazione di oggi». Si riferisce all’F-35 Lightning II, «l’unico velivolo di quinta generazione in grado di garantire la sicurezza delle nuove generazioni».

 

Sono stati dunque lungimiranti i governi che hanno deciso di far partecipare l’Italia alla realizzazione di questo caccia (prima denominato Joint Strike Fighter) della statunitense Lockheed Martin. Con il sostegno di uno schieramento bipartisan, il primo memorandum d’intesa venne firmato al Pentagono nel 1998 dal governo D’Alema; il secondo, nel 2002, dal governo Berlusconi; il terzo, nel 2007, dal governo Prodi. E nel 2009 è stato di nuovo un governo Berlusconi a deliberare l’acquisto di 131 caccia che, a onor del vero, era già stato deciso dal governo Prodi. L’Italia partecipa al programma dell’F-35 come partner di secondo livello, contribuendo allo sviluppo e alla costruzione del caccia.

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La resa dei conti

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di Giuseppe Amata

 

germania bandiera_borsa-w350Ormai tutto sembra chiaro: la Germania vuole allargare la sua influenza in Europa, o meglio vuole dominare economicamente l’Europa, con una politica restrittiva imponendo a tutti di sfiancarsi nella corsa per l’eccessiva riduzione del debito. Ciò procura tanti vantaggi al capitale finanziario tedesco, mandando in recessione l’economia di molti paesi, espellendo dal mercato globale le piccole e medie aziende che lavorano per l’esportazione e favorendo così i processi di concentrazione a guida tedesca. Mentre settant’anni addietro le truppe naziste dilagavano in tutta Europa, ora si conclude un disegno di dominio economico, anziché militare, intrapreso con il Mercato Comune Europeo, seguito dalla Comunità Economica Europea, e sfociato in quella Unione Europea senza Costituzione democratica ed antifascista (come erano quelle di Italia e di Francia) e senza strutture democratiche statuali, seppur borghesi, basate sulla divisione dei poteri: legislativo, esecutivo, giurisdizionale.

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