Internazionale

Clima, Stati Uniti in imbarazzo. La svolta cinese spiazza Obama

E-mail Stampa PDF

di Antonio Cianciullo | su la Repubblica

 

cina macchine_elettricheWashington resta ostile ad ogni accordo vincolante, mentre Pechino comincia a indossare la maglia della rivoluzione green. E progetta nuovi e massicci investimenti nelle energie pulite

 

DURBAN - Erano venuti a Durban per isolare l'Europa, rischiano di finire isolati. Gli Stati Uniti, che nonostante la presidenza Obama restano ostili a ogni accordo vincolante sul clima, sono stati spiazzati dal cambio di passo di Pechino. Dopo aver giocato per anni in difesa la partita climatica, pigiando a tavoletta il pedale dell'inquinamento per aumentare i fatturati, la Cina si trova ormai ad indossare un'altra maglia, quella di protagonista della rivoluzione green.

Leggi tutto...

Russia. Putin accusa gli Stati Uniti: “fomentano le proteste”

E-mail Stampa PDF

di Daniele Cardetta | su www.articolotre.com

 

Putin-w350Pesanti le parole di Vladimir Putin che ha accusato gli Stati Uniti di ingerenze negli affari interni della Russia. Secondo il premier russo Hillary Clinton avrebbe fomentato le proteste e finanziato l’opposizione: “Ci fanno barcollare per ricordarci chi è il padrone del pianeta”. Polemica sulla propaganda americana che avrebbe raccontato bugie sulle proteste diffondendo foto false.

 

8 dicembre 2011 – Oggi non è un giorno come un altro per la Russia, è il Ventesimo anniversario dell’incontro tra i leader di Russia, Bielorussia e Ucraina nella riserva naturale bielorussa di Belovezhskaia Pusha nel 1991 e della firma dell’accordo per creare la Comunità di Stati Indipendenti (Csi), che sancì di fatto la morte dell’Urss. Ma oggi non è solamente l’anniversario di fatti ormai che appartengono alla storia e al passato, la Russia infatti sta vivendo in questi giorni dei momenti convulsi e carichi di tensione dopo le controverse elezioni di qualche giorno fa che hanno visto la vittoria di Vladimir Putin e del suo partito, Russia Unita, accusato però di aver commesso brogli.

Leggi tutto...

L'Unione Europea al servizio dei monopoli

E-mail Stampa PDF

di Mauricio Miguel | da “Avante”, settimanale del Partito Comunista Portoghese

 

Traduzione a cura di Marx21.it

 

“Per i monopoli, “il tempo è denaro” e le decisioni devono seguire i loro ritmi e interessi contraddittori. E questi non sono compatibili con la coscienza sociale e con le libertà e i diritti democratici. E molto meno con l'accettazione della volontà popolare, come si è espressa in Francia, in Olanda e poi in Irlanda. E neppure sono compatibili con i cicli elettorali della democrazia borghese, come è avvenuto in Grecia e in Italia dove i monopoli finanziari hanno stabilito chi fossero quelli che meglio garantivano i loro interessi”.

 

greece-protest-w350

Le notizie si succedono al ritmo nervoso del degrado della situazione economica, politica e sociale nell'Unione Europea. Non c'è giorno in cui non emergano nuove e più gravi notizie di una crisi che si approfondisce e di cui si sta approfittando per tentare di imporre soluzioni reazionarie al corso della Storia. La situazione è complessa, ma non è più possibile nascondere la recessione economica e la crisi strutturale che sta attraversando l'economia reale, aggravata dalla crisi sistemica del capitalismo e dalle politiche antisociali che si stanno attuando nell'UE. I limiti imposti alla crescita economica dalla futura penuria di energia e materie prime per produrre di più e più rapidamente beni di consumo, come pure ulteriori stanziamenti di plusvalore rubato al lavoro, non consentono i tassi di profitto supplementari di cui i grandi monopoli, in particolare i monopoli finanziari, hanno bisogno. Il momento esige la concertazione tra le potenze capitaliste dell'UE, che tentano di forzare sugli aggiustamenti strutturali nella base economica e nella sovrastruttura politica.

Leggi tutto...

Il patto franco-tedesco sui destini dell'Unione Europea

E-mail Stampa PDF

di Sergio Cararo | su Contropiano

 

merkel-sarkozy-500x338-w350Il vertice tra la Merkel e Sarkozy prepara un accordo blindato che conformi i nuovi trattati europei. Obbligo di pareggio in bilancio, no agli Eurobond, sanzioni automatiche, centralità decisionale dell'Eurozona rispetto all'Unione a 27. Giovedi e venerdi il vertice europeo che deciderà il volto dell'Europa del XXI° Secolo.

 

Un nuovo trattato europeo vincolante per tutti e 27 gli stati membri dell'Unione Europea o, in subordine per i 17 che aderiscono all'Eurozona. E' quanto chiedono il presidente francese Nicolas Sarkozy e la cancelliera tedesca Angela Merkel nel vertice di Parigi che aveva l'obiettivo di blindare gli accordi europei per affrontare la crisi. Dopo le divergenze emerse nei mesi scorsi sembra il direttorio franco - tedesco abbia trovato “la quadra” per la riforma dei trattati.

Leggi tutto...

Nuova crociata contro la Siria

E-mail Stampa PDF

di Manlio Dinucci | da il Manifesto

 

shadows of_war-w350Convinto della santità della causa, come all’epoca delle antiche crociate, mons. Silvano Maria Tomasi, osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, ha dichiarato che, di fronte alla «linea violenta» in Siria, «la comunità internazionale ha la responsabilità non solo di muoversi con delle sanzioni, come è avvenuto», ma di far sì che siano «rispettati i diritti legittimi degli individui e delle comunità minoritarie». Lo sconfessa mons. George Kassab, arcivescovo cattolico siriano di Homs. Nella documentata testimonianza redatta da Marie-Ange Patrizio di ritorno da un viaggio in Siria su invito delle Chiese d’Oriente (v. http://www.mondialisation.ca/), mons. Kassab dichiara che «noi cristiani non siamo isolati in questo paese, ma collaboriamo con l’Islam e siamo presenti in tutte le funzioni pubbliche». Racconta quindi che «le manifestazioni sono iniziate in modo pacifico ma, tutto a un tratto, sono comparse armi molto sofisticate di provenienza europea e statunitense».

Leggi tutto...

Sulla Siria i media raccontano un'altra realtà

E-mail Stampa PDF

di Stefania Limiti | Nena News

 

terroristi arabiWebster Tarpley, noto giornalista investigativo statunitense, che si e' occupato degli attentati alle Torri Gemelle e ha smascherato le attivita' di George Bush, offre un resoconto della crisi interna siriana molto diverso da cio' che riportano gran parte dei media.

 

Nena News «In Siria sono al lavoro squadroni della morte, composti da libici, ceceni, iracheni, afghani, gente senza scrupoli che semina terrore». La denuncia arriva da uno dei maggiori giornalisti investigativi americani, Webster Tarpley, che si è recentemente recato in Siria con una delegazione di colleghi provenienti da tutto il mondo invitati da un gruppo di religiosi guidati da Agnes Marie de La Croia, del convento di S. Giacomo mutilato, «una specie di moderna Giovanna d’Arco che si batte contro la violenza e la guerra», spiega al telefono Tarpley, ancora provato da un viaggio interessante ma molto inquietante.

Leggi tutto...

Russia, un voto che non scalfisce lo zar

E-mail Stampa PDF

intervista a Giulietto Chiesa | su www.peacereporter.net

 

Giulietto Chiesa: "Una grossa stupidaggine leggere queste elezioni come un'indebolimento di Putin: le opposizioni gli sono leali"


chiesaQuesti i risultati ancora non definitivi delle elezioni di domenica per la Duma russa: il partito putiniano Russia Unita scende dal 64 al 49 per cento (da 315 a 238 seggi), il Partito Comunista di Gennady Zyuganov raddoppia dall'11 al 20 per cento (da 57 a 92 seggi), i socialdemocratici di Nikolai Levichev salgono dall'8 al 13% (da 38 a 64 seggi) sorpassando i nazionalisti di Vladimir Zhirinovsky, che passano comunque dall'8 al 12 per cento (da 40 a 56 seggi). Peacereporter ha chiesto un commento del voto a Giulietto Chiesa.

 

Putin perde voti ma non certo potere. Le opposizioni avanzano ma denunciano brogli. Come legge questo voto?


Queste votazioni sono state certamente pilotate in qualche misura, come lo sono sempre state in Russia. L'unico dubbio riguardava se Putin avrebbe scelto di avere più del 50 per cento o meno: stando ai dati ancora non definitivi rimarrebbe sotto la soglia della maggioranza assoluta. Ma non è ancora detto, potrebbe ancora salire. Secondo me sarebbe un errore del Cremlino quello di voler strafare. Come lo è stato quello di mantenere la soglia di ingresso alla Duma al 7 per cento, escludendo l'unica vera forza di opposizione a Putin, i liberali filoccodentali di Yabloko di Grigory Yavlinsky, che hanno preso meno del 4 per cento a livello nazionale ma con punte del 10 per cento nelle principali città.

Leggi tutto...

Russia - Grande avanzata dei comunisti, si rafforza lo schieramento antimperialista

E-mail Stampa PDF

di Fausto Sorini, segreteria nazionale, resp. esteri PdCI

 

russia-election-w350Fuori gioco le componenti liberiste filo-occidentali e filo-atlantiche

 

Con il 93,5% delle schede scrutinate questi sono i risultati: "Russia Unita" 49,7% ( -15%), PCFR 19,2% (+ 8%), "Russia Giusta" (sinistra di ispirazione genericamente socialdemocratica e patriottica) 13,2% (+5%), Partito liberal democratico di Zhirinovsky (nazionalisti di destra, anti-americani) 11,7% (+4%). I liberisti amici degli americani tutti insieme arrivano al 3,2%, non superano lo sbarramento elettorale (7%) e restano fuori dal Parlamento (Duma). L’affluenza alle urne e’ stata di circa il 60%. Nel 2007 aveva sfiorato il 64%. Il dato rilevante di queste elezioni, quello che l'imperialismo ed anche le forze filo-atlantiche di casa nostra non riescono a digerire, oltre allo splendido successo dei comunisti, è l'ennesimo rigetto da parte dei russi dei partiti liberali, liberisti e filo-occidentali, tanto esaltati dai nostri media.

Leggi tutto...

Elezioni in Russia. Il ritorno dei comunisti?

E-mail Stampa PDF

di Daniele Cardetta | su www.articolotre.com

 

pcfr elezioni_2011Il Partito comunista della Federazione Russa di Ghennadi Ziuganov si è confermato con il 19% delle preferenze il più grande partito di opposizione in Russia. A vent’anni dalla caduta dell’Urss l’opinione pubblica russa si interroga sul successo elettorale dei comunisti del XXI secolo, che si preparano a recitare un ruolo da protagonisti nel futuro del paese.

 

5 dicembre 2011 – Dal 1991 a oggi sono passati vent’anni, vent’anni in cui la società e la politica russe sono cambiate profondamente. Dal crollo dell’Unione Sovietica a oggi si è assistito all’era di Boris Yeltsin e poi a quella, tutt’ora in corso, di Vladimir Putin, il “nuovo zar”, che però dopo le elezioni legislative del 4 novembre è apparso aver allentato il suo stretto controllo sul Cremlino. Il partito di Putin, Russia Unita, ha subito un drastico calo dei consensi, anche se è uscito comunque vincitore dalla tornata elettorale con il 49% , conservando di un soffio la maggioranza nella Duma . Mai la fortuna politica di Vladimir Putin era stata così traballante, e a gravare sulla sua vittoria pesano comunque le accuse di brogli lanciate da tutte le opposizioni, comunisti in testa.

Leggi tutto...

Vertice della CELAC: il giudizio dei comunisti venezuelani

E-mail Stampa PDF

da Partito Comunista del Venezuela | Traduzione a cura di Marx21.it

 

celac summit-w350Il Partito Comunista del Venezuela (PCV) esprime il suo apprezzamento per lo svolgimento del Vertice della Comunità degli Stati dell'America Latina e dei Caraibi (CELAC) che darà vita a una nuova organizzazione continentale senza la partecipazione degli Stati Uniti e del Canada e che permetterà di avanzare nel processo di integrazione dei nostri paesi, ma avverte che non tutti i governi rappresentati lavoreranno per l'integrazione e la sovranità continentale dal momento che sono compromessi con le pretese di egemonia imperialista.

 

“Consideriamo il Vertice un fatto altamente positivo che si iscrive nel contesto del processo di ricerca dell'integrazione dei paesi dell'America Latina e dei Caraibi” ha dichiarato Pedro Eusse a nome dell'Ufficio Politico del PCV.

Leggi tutto...

Pagina 323 di 334