Internazionale

Le Riflessioni del compagno Fidel: "Il ruolo genocida della NATO"

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 di Fidel Castro Ruz da www.granma.cu | Traduzione Gioia Minuti

 

fidel reflexionesQuesta brutale alleanza militare si è trasformata nel più perfido strumento di repressione che la storia dell’umanità ha mai conosciuto.


La NATO ha assunto questo ruolo repressivo tanto rapidamente quanto la URSS, che era servita agli Stati Uniti come pretesto per crearla, ha smesso d’esistere.


Il suo criminale proposito divenne evidente in Serbia, un paese d’origine slava, il cui popolo lottò molto eroicamente contro le truppe naziste nella Seconda Guerra Mondiale.


Quando nel marzo del 1999 i paesi di questa nefasta organizzazione, nei loro sforzi per disintegrare la Yugoslavia dopo la morte di Josip Broz Tito, inviarono le loro truppe in appoggio ai secessionisti del Kossovo incontrarono una forte resistenza in quella nazione le cui sperimentate forze erano intatte.

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Cina, creati 10 milioni di posti di lavoro

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da www.lettera43.it

 

yuan-w350La Cina ha creato entro la fine di settembre 2011, 9,94 milioni di nuovi posti di lavoro, superando l'obiettivo dei 9 milioni che si era prefissa. Lo ha annunciato mertedì 25 ottobre il portavoce del Ministero cinese per le risorse umane e per la sicurezza sociale, Yin Chengji.


Alla fine di settembre il Paese ha registrato un tasso di disoccupazione del 4,1%, lo stesso, che era stato rilevato alla fine del secondo trimestre. Secondo i dati resi noti dal Ministero, circa 4,36 milioni di lavoratori che erano stati licenziati, sono stati aiutati a ottenere un nuovo lavoro durante i primi tre trimestri del 2011 (leggi la diminuzione dell'inflazione al 6,1%). Il portavoce ha aggiunto che la Cina è previsto che intensifichi ulteriormente gli sforzi per migliorare la situazione occupazionale nel Paese anche introducendo politiche incentivanti e supporto finanziario.

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Un’altra vittoria del War Party

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di Manlio Dinucci | da il Manifesto

 

obama usaIl War Party (WP), il partito transnazionale della guerra, ha iscritto nel suo albo d’oro un altro successo: la guerra di Libia. Decisa dalla Cupola del potere – il massimo organo dirigente la cui composizione è segreta, ma di cui, si sa, fanno parte i delegati dei più influenti gruppi multinazionali e finanziari e dell’apparato militare-industriale – è stata magistralmente condotta dalla Segreteria transnazionale, fomentando e armando la dissidenza interna (attraverso agenti segreti e commandos infltrati) così da farla apparire una «rivoluzione». Il segretario generale del WP, Barack Obama, sottolineando che «la morte di Gheddafi dimostra la giustezza del nostro ruolo nel proteggere il popolo libico», annuncia che in tal modo «abbiamo rinnovato la leadership americana nel mondo». Washington ha messo «una maschera europea sul comando dell’operazione», spiegano funzionari dell’amministrazione, ma sono stati gli Usa «la spina dorsale dell’operazione Nato», fornendo agli alleati intelligence, rifornimento dei caccia in volo e bombe a guida di precisione.

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Linciato il “tiranno”, nel cielo di Tripoli volano gli avvoltoi

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di Sergio Ricaldone per Marx21.it

 

gheddafi salmaDiventa francamente insopportabile resistere tacendo o sussurrando a bassa voce l’indignazione che si prova di fronte all’ondata di indecenti e ipocrite menzogne con cui si tenta di seppellire in tutta fretta, e chissà dove, la salma dilaniata di Muhammar Gheddafi. Odiato, amato, detestato, blandito. Sicuramente il più controverso dei leaders africani ma molto rispettato nel continente nero. Non si è sottratto all’ultimo scontro con la fuga. E’ caduto in battaglia e voci di segno diverso si sono levate in sua difesa. Quella di Chavez azzarda un confronto con la morte di Che Guevara in Bolivia. Esagerazione ?

 

I fatti non si possono certo negare. Gheddafi non è scappato carico di dollari e di lingotti d’oro come hanno fatto molti tiranni e pur sapendo che non avrebbe avuto scampo contro la forza soverchiante del nemico non ha patteggiato la resa (e la vita) con nessuno. Ha preferito combattere e morire da grande africano nella sua Sirte ridotta a un cumulo di rovine fumanti dai bombardieri della Nato. La ignobile sequenza finale della tragedia e lo scempio della sua salma può essere definita come “il festino dei topi che si contendono i resti del leone”.

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ANC e COSATU condannano l'orribile assassinio di Gheddafi

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a cura di Marx21.it

  

anc cosatuL'African National Congress (ANC), al governo in Sudafrica, ha fortemente biasimato il fatto che il conflitto libico sia terminato con “l'orribile assassinio” di Muammar Gheddafi.

 

“L'ANC ritiene che ciò si sarebbe potuto evitare se si fosse adottato il piano presentato dall'Unione Africana”, ha dichiarato il portavoce del partito, Jackson Mthembu, in un comunicato.

 

“Siamo convinti ora quanto lo eravamo allora che un esito pacifico avrebbe salvato molte vite in Libia, se ce ne fosse stata l'opportunità”.

 

Mthembu ha affermato che i libici hanno bisogno di aiuto per la ricostruzione del loro paese, dopo le terribili devastazioni provocate dalla guerra.

 

“Crediamo che tale compito richiederà che i paesi di tutto il mondo diano ai libici la possibilità di decidere come nazione unificata...e di formare un governo che comprenda tutte le componenti, indipendentemente da come si sono collocate nel corso del conflitto”.

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Dalle guerre dell’oppio alle guerre del petrolio

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di Domenico Losurdo, Presidente dell'Associazione Marx XXI | dal suo BLOG

 

gheddafigiovane3«La morte di Gheddafi è una svolta storica»: proclamano in coro i dirigenti della Nato e dell’Occidente, i quali non si preoccupano neppure di prendere le distanze dal barbaro assassinio del leader libico e dalle menzogne spudorate pronunciate a tale proposito dai dirigenti dei «ribelli». E, tuttavia, effettivamente si tratta di una svolta. Ma per comprendere il significato che la guerra contro la Libia riveste nell’ambito della storia del colonialismo, occorre prendere le mosse da lontano…

 

Allorché nel 1840 le navi da guerra inglesi si affacciano dinanzi alle coste e alle città della Cina, gli aggressori dispongono della potenza di fuoco di diverse centinaia di cannoni e possono seminare distruzione e morte su larga scala, senza temere di essere colpiti dall’artiglieria nemica, la cui gittata è ben più ridotta. E’ il trionfo della politica delle cannoniere: il grande paese asiatico e la sua millenaria civiltà sono costretti a capitolare; inizia quello che la storiografia cinese definisce giustamente il secolo delle umiliazioni, che termina nel 1949, con l’avvento al potere del Partito comunista e di Mao Zedong.

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Libia. La Nato avrebbe commesso crimini indicibili, ombre sulla morte di Gheddafi

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di Daniele Cardetta | su www.articolotre.com

 

gheddafi manifestoDopo la morte di Muammar Gheddafi e l’annuncio della vittoria del Cnt, sono finite in secondo piano le accuse alla Nato di aver commesso gravi devastazioni sulla popolazione civile. E, ora che i lealisti sembrano sconfitti, emergono tutte le perplessità sui ribelli. Crescono intanto i dubbi sulla morte del Colonnello, ultimata oggi l’autopsia.

 

Con la morte di Muammar Gheddafi i media di tutto il mondo hanno annunciato la fine della guerra. Una guerra civile cominciata otto mesi fa e che ha visto l’intervento diretto della Nato, che ha avuto anzi un ruolo determinante nel determinare l’andamento del conflitto. Dopo otto mesi di guerra, ammesso che ora sia finita, è forse il caso di iniziare a fare qualche bilancio. Con la risoluzione numero 1973, la Nato aveva approvato una “No fly zone” sulla Libia, con l’obiettivo dichiarato di voler proteggere la popolazione civile dall’esercito di Gheddafi, e soprattutto legittimando l’intervento militare, da molti definito come “la corsa al petrolio libico” di Inghilterra, Francia, Italia e Stati Uniti avviato il 19 marzo 2011.

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Gli Stati Uniti armano il Bahrein

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armi

Il governo degli Stati Uniti ha informato il Congresso che starebbe stipulando un contratto per la vendita di armi al Bahrein, del valore di 53 milioni di dollari. A denunciare questa nuova cinica decisione del governo statunitense sono alcune organizzazioni per i diritti umani, che rilevano la palese contraddizione di questa iniziativa rispetto alle dichiarazioni, rilasciate a più riprese dal presidente Obama, sull'obbligo, da parte delle autorità del Bahrein, di rispettare il diritto del popolo del regno mediorientale a manifestare per la democrazia. L'affare andrebbe in porto proprio nel momento in cui nel Bahrein si sta assistendo a una forte recrudescenza della repressione degli oppositori del regime. Ancora la scorsa settimana un giovane manifestante è stato ucciso dalle forze di polizia nel corso di una manifestazione nelle vie della capitale, Manama. E' salito così a 40 il numero delle vittime provocate, nelle ultime settimane, dalla violentissima risposta del governo del paese.

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La Repubblica Bolivariana del Venezuela sull'assassinio di Gheddafi

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Repubblica Bolivariana del Venezuela | Ministero del Potere Popolare per le Relazioni Estere

 

venezuela bandieraComunicato


Il Governo della Repubblica Bolivariana del Venezuela condanna nel modo più energico la politica di barbarie attuata dalla NATO e dai suoi alleati in Libia, che ha fatto sprofondare questa nazione sorella nella guerra e ha sovvertito con la forza l'ordine istituzionale del paese.

 

Il crimine commesso il 20 ottobre contro il leader libico Muammar Al Gaddafi è emblematico dei crimini perpetrati contro il popolo libico dalle potenze colonialiste nel corso degli ultimi mesi, e dimostra che in questa nazione africana è stata attuata una politica violenta di cambiamento di regime in violazione dei fondamentali principi del Diritto Internazionale.

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