Internazionale

Un'intervista a Domenico Losurdo sulla Siria

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di Angela Zurzolowww.osservatorioiraq.it

 

Bashar-Assad-w300Cosa sta accadendo in Siria?


Non c'è ombra di dubbio che in Siria ormai è in corso una guerra civile. Persino sulla stampa occidentale si scrive che c'è un esercito siriano cosiddetto ‘libero’ che spara e uccide, e questo esercito siriano libero è appoggiato dalla Turchia, dall'Occidente. Ankara si riserva persino il diritto di istituire una sorta di ‘zona franca’ nell'ambito del territorio siriano, si riserva cioè il diritto di invadere il territorio siriano. A sua volta la Francia pronuncia la minaccia di istituire un cosiddetto ‘corridoio umanitario’, sempre a danno della sovranità siriana. Quindi, qualunque sia la posizione che noi assumiamo, dobbiamo prendere atto del fatto che è in corso una guerra da una parte e dall'altra, e che la parte che si è rivoltata contro Assad è appoggiata anche sul piano militare dalla strapotenza militare dell’Occidente e della stessa Turchia.

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«Il ministro Riccardi rifletta invece di riattivare il Trattato»

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di Tommaso Di Francesco | da il Manifesto

 

jalil-monti-w300Libia, intervista allo storico del colonialismo italiano, Angelo Del Boca

 

Il presidente del consiglio Monti e il presidente del Cnt libico Abdel Jalil hanno riattivato una settimana fa il Trattato di amicizia tra Italia e Libia sottoscritto a Bengasi nel 2008 da Berlusconi e Gheddafi. Era stato «sospeso» con l’avvio della guerra della Nato contro il Colonnello libico e in appoggio agli ins orti, perché l’art. 4 di quel Trattato prevedeva la non concessione delle basi militari italiane per azioni militari contro la Libia. Sembra una riattivazione quasi dovuta, «tecnica» da parte di un governo «tecnico», in realtà si è in pesante continuità con il governo precedente e si forza anche del ruolo preminente avuto dall’Italia nella guerra. Infatti Jalil ha ringraziato Berlusconi non certo per il baciamono al raìs ma per l’«aiutino» della nostra aviazione. Ieri l’«annuncio» – solo un annuncio, nessuna iniziativa, però – del ministro Riccardi che il governo «rivedrà» la politica migratoria in Libia. Su questo abbiamo rivolto alcune domande ad Angelo Del Boca, massimo esperto di Libia e di storia del colonialismo italiano.

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"Armare la mano dell’amico. Chiunque lui sia": i contratti Usa dietro alle vittime di piazza Tahrir

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di Marta Ghezzi | su www.osservatorioiraq.it

 

tahrir scontri-w350L’ultima nave è partita dal North Carolina (Usa) il 26 settembre scorso. Direzione Suez, Egitto. Scalo tecnico a Cagliari, Italia, il 15 novembre. Ultima in termini di tempo. Sette tonnellate di armi e munizioni, tra cui manganelli di gomma, gas lacrimogeni e fumogeni. Tutto made in Usa, tutto autorizzato dal dipartimento di Stato americano. Mittente la Combined System, Inc. Destinatario l’esercito egiziano.

 

Si tratta di quello stesso esercito che durante il fine settimana ha lasciato sull’asfalto di piazza Tahrir altri dodici morti. Anche loro gli ultimi in termini di tempo.

 

A denunciare il fatto è Amnesty International, che in un comunicato a firma di Brian Wood, coordinatore per l’associazione delle attività sul controllo delle armi, rende noti i numeri di questo commercio.

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Alleanza militare aerea tra Italia e Israele

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di Antonio Mazzeo | dal suo blog

 

italiaisraele-300x223-w350Giochi di guerra nel deserto del Negev per i cacciabombardieri dell’aeronautica militare italiana. Lo scorso 16 dicembre si è conclusa l’esercitazione “Desert Dusk 2011” a cui hanno partecipato venticinque velivoli da guerra delle forze aeree italiane ed israeliane. Due settimane di duelli, inseguimenti e lanci di missili e bombe, protagonisti gli “Eurofighter” e i “Tornado” dell’Ami e gli F-15 ed F-16 israeliani schierati per l’occasione nello scalo meridionale di Uvda, utilizzato dai charter che trasportano i turisti diretti a Eilat (mar Rosso). L’esercitazione rientra nel programma di collaborazione e coordinamento tra le due aeronautiche finalizzato ad affinare le procedure e le tecniche di azione in missioni di controllo delle crisi (Crisis Response Operations). In Israele sono stati impegnati 150 militari italiani, mentre i cacciabombardieri dell’Ami hanno svolto più di un centinaio di missioni di volo. Alle operazioni hanno pure partecipato alcuni velivoli KC-767A del 14° Stormo di Pratica di Mare (Roma) e C130J della 46ª Brigata Aerea di Pisa.

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Lutto di 72 ore a Cuba per la morte di Kim Jong Il

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Il Consiglio di Stato della Repubblica di Cuba ha decretato il LUTTO UFFICIALE per la morte del compagno KIM JONG IL, Presidente del Comitato di Difesa Nazionale e Segretario Generale del Partito del Lavoro della Repubblica Popolare Democratica della Corea, nei giorni 20, 21 e 22 dicembre.

 

Mentre è vigente il LUTTO UFFICIALE, la bandiera nazionale sarà issata a mezz’asta negli edifici pubblici e nelle istituzioni militari. (Traduzione Granma Int.).

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In Iraq il conflitto è «surrogato»

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di Malio Dinucci | da il Manifesto

 

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Le nostre truppe sono uscite dall’Iraq «a testa alta», ha annunciato il comandante in capo Barack Obama.


Gli Usa hanno di che essere fieri. Lasciano un paese invaso nel 2003 con la motivazione che possedeva armi di distruzione di massa, rivelatasi infondata. Messo a ferro e fuoco da oltre un milione e mezzo di soldati, che il Pentagono vi ha dislocato a rotazione insieme a centinaia di migliaia di contractor militari, usando ogni mezzo per schiacciare la resistenza: dalle bombe al fosforo contro la popolazione di Falluja alle torture nella prigione di Abu Ghraib. Provocando circa un milione di vittime civili, aggiuntesi a quelle della prima guerra contro l’Iraq e dell’embargo. Costringendo oltre 2 milioni di iracheni ad abbandonare le proprie case e altrettanti a rifugiarsi in Siria e Giordania. Lasciando un paese disastrato, con una disoccupazione a oltre il 50%, la metà dei medici che aveva prima dell’invasione, un terzo dei bambini affetti da malnutrizione, cui si aggiungono quelli con malformazioni genetiche dovute alle armi del Pentagono.

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Il Titanic-Europa e la manovra Monti: ingiusta, inutile e insostenibile

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di Vladimiro Giacché

 

Tra le tante verità con cui la crisi attuale ci costringe a confrontarci ve n’è una che riguarda la forza dell’ideologia. La resilienza dell’ideologia dominante, la capacità di tenuta del “pensiero unico” si è dimostrata tale che persino entro la crisi del capitalismo peggiore dagli anni Trenta tutti i luoghi comuni che di quella ideologia avevano costituito l’ossatura nei decenni precedenti hanno continuato a operare, per così dire fuori tempo massimo e in un contesto che ne rende evidente la falsità teorica e la dannosità sociale.


monti conferenzastampa-w300La razionalità dei mercati, lo Stato che deve dimagrire, la necessità delle privatizzazioni, le liberalizzazioni come toccasana, la deregolamentazione del mercato del lavoro come ingrediente essenziale della crescita: praticamente nessuno di quei luoghi comuni, che proprio la crisi scoppiata nel 2007 si è incaricata di smentire clamorosamente, ci viene risparmiato dagli attori e dalle comparse che occupano la scena politica.


Il problema è che, di mistificazione ideologica in mistificazione ideologica, il distacco dalla realtà aumenta sino a diventare patologico. È quello che accade quando si suggerisce, come terapia per i problemi che stiamo vivendo, di più delle stesse misure che hanno creato quei problemi.

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Movimento Contadino Colombiano si mobilita contro i trattati di libero commercio

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da Associazione Nazionale Nuova Colombia

 

movimento-contadino-colombianoNumerose manifestazioni e proteste, organizzate nelle ultime settimane dalle associazioni contadine colombiane per dire NO all'importazione massiccia e indiscriminata di prodotti agricoli dall'estero, hanno denunciato la politica economica ed agraria del governo Santos, che mette in pericolo migliaia di posti di lavoro nel settore agroalimentare colombiano.


Ad esempio, il movimento agrario rivela che nell'ultimo anno sono state importate (con la benedizione del governo paramilitare di Santos) più di 70.000 tonnellate di cipolle, cosa che ha fatto crollare il prezzo di mercato della cipolla a 30.000 pesos al quintale mentre il costo di produzione in Colombia è di oltre 55.000.

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