Internazionale

La più brillante discepola di Goebbels

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di Domenico Losurdo | dal suo blog

 

hillaryclintonSu «Russia oggi», inserita in «Affari e Finanza» di «Repubblica» del 12 dicembre 2011, si può leggere un articolo di Leonid Radzikhovskij, che critica già nel titolo «il sistema politico bloccato» della Russia di Putin e che tuttavia,a proposito delle elezioni appena svolte, osserva:


«I risultati delle elezioni non sono stati molto distanti dalle previsioni degli analisti […] Russia unita ha vinto senza brogli? Si tratta del quesito più ricorrente in questi giorni. L’unica risposta che possiamo dare è che il risultato rispecchia a grandi linee le stime dei sociologi. Quindi o crediamo a un “complotto dei sociologi” oppure occorre riconoscere che in linea di principio i risultati delle elezioni sono corretti e corrispondono alle idee dominanti tra gli elettori».

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Tra messianesimo e containment: la Cina "in testa" alle presidenziali USA

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di Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

 

presidenziali usa_2012Uno spettro si aggira per la campagna presidenziale statunitense. La Cina comunista è sempre più al centro della avviata campagna elettorale per le presidenziali Usa del 2012. E lo è con toni che potremmo definire da guerra fredda, tesi alla costruzione di un nuovo "Impero del male" che sostituisca quello sovietico e, soprattutto, quello dell'estremismo islamico targato Al Qaeda. Quest'ultimo, anzi, pare essere scomparso dal più che bicentenario elenco delle minacce agli Usa e all'american way of life dopo l'eliminazione di Bin Laden e, soprattutto, alla luce del nuovo utilizzo del variegato movimento islamico per sovvertire il governo libico di Gheddafi e controllare la cosiddetta "primavera araba". Insomma una derubricazione dall'elenco dei nemici assoluti certo non giunta a caso, ma legata a precise esigenze strategiche della superpotenza americana.

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Il Titanic-Europa non cambia rotta

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di Vladimiro Giacché | sul blog de il Fatto Quotidiano

 

Le decisioni del summit europeo non risolveranno la crisi in Europa. Probabilmente la aggraveranno.

 

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1) Non è stato deciso nulla che consenta di affrontare l’emergenza. La Bce non è stata autorizzata a fare… la banca centrale, ossia a intervenire senza limitazioni a sostegno dei titoli di Stato dell’Eurozona.

 

2) Il potenziamento del Fondo salva-Stati è assolutamente insufficiente per intervenire con efficacia sui paesi di maggiori dimensioni. Oltretutto il Fondo è privo di licenza bancaria e quindi non può essere finanziato dalla Bce. Che potrà invece continuare a finanziare le banche private.

 

3) Non si fa intervenire la Bce, non si vogliono gli Eurobond, ma si aumentano i finanziamenti degli Stati europei al Fondo Monetario Internazionale. L’unico possibile senso di questa curiosa iniziativa sarebbe quello di potenziare il Fmi in vista di un intervento su Spagna o Italia. Un’idea davvero geniale…

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Il capitalismo moderno è sostenibile?

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di Kenneth Rogoff* | traduzione di Curzio Bettio di Soccorso Popolare di Padova

 

*Professore di scienze economiche e politiche pubbliche presso la Harvard University, dall’agosto 2001 al settembre 2003 ha occupato l’incarico di consigliere economico e direttore del settore ricerche del Fondo Monetario Internazionale.

 

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www.project-syndicate.org

 

Cambridge, 2 dicembre 2011

 

La versione ultima di capitalismo del nostro tempo ha cinque punti deboli importanti.

 

Spesso mi viene chiesto se la recente crisi finanziaria globale possa segnare l’inizio della fine del capitalismo moderno. Si tratta di una domanda curiosa, in quanto sembra presumere che esista un sostituto valido in attesa dietro le quinte. La verità della questione è che, almeno per ora, le sole serie alternative al paradigma anglo-americano oggi dominante sono altre forme di capitalismo.


Il capitalismo dell’Europa continentale, che coniuga generose prestazioni nei settori sociali e sanitari con orari di lavoro moderati, lunghi periodi di ferie, pensionamento anticipato e prematuro, e distribuzione del reddito relativamente equa, sembrerebbe avere tutto per venire raccomandato - tranne la sostenibilità.

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Incontro Internazionale dei Diritti Umani in Solidarietà con l’Honduras

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Fratelli e sorelle, 

Compagni e compagne,
Il nostro saluto a tutti e tutte,

 

Con la speranza e la voglia di continuare a costruire un Honduras in cui noi non siamo statistiche in aumento per violazione dei diritti umani, cercando soluzioni alla grave situazione umanitaria nella regione di lotte contadine della Valle dell’Aguán, stiamo facendo confluire gli sforzi di varie organizzazioni, affinché ci si riunisca sempre più tra honduregni ed honduregne per riesaminare le realizzazioni collettive di giustizia, dignità e vita, potendo fare affidamento sulla solidarietà internazionale, che ci riempia d’incoraggiamento, di tenerezza e ci renda forti nell’affrontare la sistematica violazione dei diritti umani, la militarizzazione e il saccheggio.


Ci fa molto piacere invitarvi a partecipare all'Incontro Internazionale dei Diritti Umani in Solidarietà con l’Honduras, che si svolgerà nel BajoAguán, dipartimento di Colòn, Honduras, dal 17 al 20 febbraio 2012.

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Siria. Ex agente FBI: Usa e Nato addestrano miliziani dell’opposizione

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a cura della Redazione di Contropiano

 

combattenti arabi-w350Ankara alza i toni contro Damasco mentre tra i due paesi esplode la guerra commerciale. Ieri sabotato un oleodotto. Ex agente FBI: "USA e NATO addestrano milizie siriane in Turchia"

 

Nuova recrudescenza della crisi in Siria, da mesi diventata una vera e propria guerra civile con decine di vittime ogni giorno in entrambi gli schieramenti. Ieri ad Homs un gruppo armato ha attaccato e sabotato un oleodotto, colpito già due volte a marzo. L’attacco stavolta sarebbe stato sferrato nella località di Tal Ashur e pur avendo danneggiato pesantemente l’oleodotto - Al Jazeera ha mostrato alte colonne di fumo - non avrebbe causato vittime. Mentre il cosiddetto Consiglio Nazionale Siriano parla di sabotaggio ad opera del governo di Damasco per giustificare nuovi interventi repressivi, l’esecutivo parla di un attacco dei ribelli sostenuto da un ‘complotto straniero’. Dichiarazione che il sistema mediatico bolla come propaganda di Assad ma che alla luce di quanto alcuni media internazionali stanno raccontando non sembra così peregrina.

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No alla nuova offensiva federalista dell'Unione Europea!

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di Pedro GuerreiroAvante | Traduzione a cura di Marx21.it

 

merkel sarkozy_grungeDi fronte alla crisi del capitalismo in continuo aggravamento e all'intensificazione delle contraddizioni che mette in evidenza, le grandi potenze dell'Unione Europea e i loro grandi gruppi finanziari ed economici, in particolare della Germania, cercano di trovare le “vie d'uscita” che meglio rispondano ai loro obiettivi, per fare fronte alle conseguenze della crisi, per salvaguardare al massimo i loro interessi e per utilizzare la crisi allo scopo di rafforzare gli strumenti del loro dominio economico e politico.

 

E' in questo contesto che vanno inquadrate le intenzioni e i progetti, che sono stati largamente pubblicizzati e abbondantemente commentati, di modifica dei trattati dell'Unione Europea. E, poiché non poteva andare diversamente, invece di mettere in discussione le politiche che sono al cuore dell'integrazione capitalista europea – le stesse che sono all'origine dell'attuale situazione economica e sociale dell'insieme dei paesi dell'Unione Europea, e in particolare del Portogallo – si cerca in realtà di rafforzarle.

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Clima, Stati Uniti in imbarazzo. La svolta cinese spiazza Obama

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di Antonio Cianciullo | su la Repubblica

 

cina macchine_elettricheWashington resta ostile ad ogni accordo vincolante, mentre Pechino comincia a indossare la maglia della rivoluzione green. E progetta nuovi e massicci investimenti nelle energie pulite

 

DURBAN - Erano venuti a Durban per isolare l'Europa, rischiano di finire isolati. Gli Stati Uniti, che nonostante la presidenza Obama restano ostili a ogni accordo vincolante sul clima, sono stati spiazzati dal cambio di passo di Pechino. Dopo aver giocato per anni in difesa la partita climatica, pigiando a tavoletta il pedale dell'inquinamento per aumentare i fatturati, la Cina si trova ormai ad indossare un'altra maglia, quella di protagonista della rivoluzione green.

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